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Omicidio Ruffolo, perquisizioni e sequestri – Sono state effettuate sabato dai poliziotti della squadra mobile che conducono le indagini sull’agguato mortale all’imprenditore 33enne – I controlli hanno interessato l’abitazione di un elemento sospetto residente in un centro dell’area urbana

COSENZA – Gli investigatori sono sulle tracce dell’assassino di Giuseppe Ruffolo, l’imprenditore trentatrenne ucciso gioved sera a Città 2000. Gli errori del killer e il racconto d’un supertestimone, assieme al fiuto dei poliziotti della squadra mobile, hanno permesso d’imboccare una pista giudicata «assai interessante». Sabato sono state perquisite le abitazioni di alcuni elementi sospetti nell’area urbana, e pare siano stati anche portati via degli indumenti per verificare l’eventuale presenza di tracce di polvere da sparo. [ » ]

La rabbia dei killer scaricata in dieci secondi – Spari tra la folla terrorizzata. I sicari hanno agito con implacabile freddezza eseguendo il mandato che era stato loro affidato dalla’ndrangheta – Ruffolo finì nei guai dopo l’inchiesta avviata per fare luce sul suicidio d’un noto commerciante

COSENZA – Nervi saldi e polso fermo. Quei demoni armati di pistola hanno scaricato la loro rabbia in dieci interminabili secondi. Il piombo esploso dalla 7,65 impugnata da uno degli assassini ha ridotto in frantumi il finestrino dell’Alfa nera di Giuseppe Ruffolo prima d’andare a bersaglio. Quattro colpi hanno centrato l’imprenditore sul fianco sinistro. Quattro pallottole che si sono conficcate nel braccio, nell’addome e nella spalla. Ruffolo è sopravvissuto un quarto d’ora, non di più. In ospedale è arrivato già cadavere. [ » ]

Agguato in centro, ucciso un imprenditore – Giuseppe Ruffolo, 33 anni, è stato sorpreso alla guida della sua auto da due killer a bordo d’uno scooter che è stato rinvenuto bruciato – La vittima, che era stata arrestata un anno fa per usura, potrebbe aver pagato l’offesa a un boss

COSENZA – Via degli Stadi a Cosenza diventa una specie d’imbuto all’imbrunire. Un imbuto nel quale si stringono migliaia di auto che sembrano impazzire incolonnate l’una dietro all’altra. Un caos che il quartiere, una distesa di case che non è periferia ma neppure centro, è costretto a subire dall’alba al tramonto. Un quartiere che ieri sera ha assistito impietrito all’esecuzione d’un uomo, un trentatreenne, Giuseppe Ruffolo, imprenditore titolare d’una ditta di autotrasporti, sposato con due figli e uno in arrivo, sorpreso a bordo della sua Alfa Romeo 156 di colore nero da un commando in moto che gli ha scaricato addosso 6 colpi di pistola. [ » ]

Plasma infetto in corsia, pagherà lo Stato – Il Tribunale di Catanzaro ha disposto un maxi-risarcimento dei danni in favore di una donna cosentina che avrebbe subito conseguenze irreversibili – Tra il 1978 e il 1979, in ospedale, la donna fu sottoposta a un ciclo di trasfusioni con sangue contaminato

COSENZA – La discesa negli inferi di centinaia di emofiliaci ed emotrasfusi cosentini cominciò tra il 1978 e il 1979 nei luoghi di cura spalmati in ogni angolo del Paese. Malati che vennero avvelenati nelle cliniche e negli ospedali dov’erano ricoverati con quel sangue nero che entrò nei loro corpi e se li mangiò lentamente. Il calvario di quella gente continua a riecheggiare nelle aule dei Tribunali italiani. Davanti ai giudici viene periodicamente ricostruito l’olocausto di questi martiri che si portano dentro le stimmate del plasma infetto. [ » ]

Il Festival ideato per riscoprire il gusto della letteratura – Si terrà per tre giorni nella città vecchia: è dedicato ai bambini e agli adolescenti per invogliarli a leggere i libri e frequentare le biblioteche – Previsti laboratori mostre e spettacoli nella Casa delle Culture, l’Officina delle idee e al plesso S. Agostino

COSENZA – Riscoprire il gusto della lettura. E invogliare i ragazzi ad emozionarsi sfogliando un bel libro nell’epoca in cui la digitazione sulle tastiere dei computers e l’accesso a Internet sembrano aver rapito la mente e i cuori delle giovani generazioni. La città di Bernardino Telesio e Alfonso Rendano, capitale per secoli della cultura calabrese, vuol ricollocarsi nella storia moderna della regione ponendosi al centro di eventi e iniziative di particolare significato creativo, artistico e letterario. [ » ]

I truffatori pagavano il “pizzo” alle cosche mafiose – Francesco Galdi doveva passare parte del denaro guadagnato con i raggiri alle consorterie della ‘ndrangheta attive nell’area urbana – Il collaboratore rivela: Francesco Marincolo venne assassinato per vendicare la morte di “Bella Bella”

COSENZA – Il “dottore” di Figline Vegliaturo alloggiava allo Sheraton di Roma. Amava le comodità come i ricchi imprenditori emiliari. Partiva da Bologna diretto in Calabria per rapportarsi ai Chirillo di Paterno Calabro, ai quali era legato da un debito in denaro contratto un paio d’anni addietro, e per non stancarsi si fermava nella Capitale. In un elegante albergo a cinque stelle. Galdi è stato – per sua stessa ammissione – un “maestro” della truffa. Prima agiva nel Cosentino, poi ha deciso di espandersi scegliendo come terreno d’azione il Settentrione. [ » ]

Esami “fantasma” all’Unical, 40 indagati – Interrogati in Procura dal pm Antonio Tridico dieci studenti promossi senza aver mai sostenuto le prove nella facoltà di Lettere e Filosofia – Parziali ammissioni di colpevolezza. Le indagini puntano a snidare i dipendenti infedeli dell’ateneo

COSENZA – Il grande inganno. Sono quaranta le persone finite sott’inchiesta per gli esami “fantasma” venduti all’Unical. Si tratta di tre dipendenti dell’area didattica dell’ateneo di Arcavacata e trentasette studenti (d’eta compresa tra i 30 e i 50 anni) che avrebbero ottenuto fittiziamente il superamento di prove mai in effetti sostenute nella facoltà di Lettere e Filosofia. Il pm Antonio Tridico ha proceduto ieri ad una serie d’interrogatori. Dieci le persone sentite dal magistrato inquirente, gran parte delle quali ha fatto scena muta. [ » ]

Incassava le pensioni degl’italiani all’estero – La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex impiegato dell’Inps Carmelo Torchia ritenuto l’artefice del preteso raggiro in concorso con un defunto – Tra il 2004 e il 2008 avrebbe fatto sparire 1,6 milioni di euro destinati a 33 connazionali d’Argentina

COSENZA – L’impiegato “infedele”, il complice defunto e il tesoro sparito dalle casseforti dell’Inps cosentina. È la trama d’una inchiesta che la Procura ha definito nei confronti d’un ex dipendente dell’Istituto di previdenza sociale di piazza Loreto. Un uomo che è accusato d’aver messo le mani su un milione e 600mila euro. Denaro che l’ente pensionistico aveva liquidato, sotto forma di mensili ed arretrati, in favore di trentatre ignari benefattori italiani d’Argentina. Ma in Sudamerica (e in altri Stati non meglio identificati dalle investigazioni della guardia di finanza) non sarebbe arrivato neppure un centesimo di quel jackpot (esattamente 1.574.902 euro). [ » ]

Muore schiacciata da autocisterna, l’ennesima tragedia sulla “253″ – Maria Francesca Santagada aveva 48 anni e lascia un figlio – Illese altre due persone

VILLAPIANA (CS) – Ancora sangue sull’asfalto dell’Alto Jonio. Una donna muore in un incidente stradale lungo la Provinciale 253 che collega Villapiana a Trebisacce. A perdere la vita Maria Francesca Santagada, 48 anni di Villapiana, madre di un ragazzo di vent’anni. Il sinistro è avvenuto poco prima delle 10.45 sulla vecchia Statale 106, all’altezza dei tre ponti di mussoliniana memoria che, per la presenza di una barriera laterale di protezione in cemento, riducono e non poco la grandezza della carreggiata, rendendo spesso pericoloso il percorso ai viaggiatori. [ » ]

Così le ‘ndrine avevano conquistato l’Emilia – Comincia oggi davanti al gup di Catanzaro Livio Sabatini l’udienza preliminare nei confronti degli 84 imputati dell’inchiesta “Overloading” – Il pm antimafia Vincenzo Luberto depositerà le dichiarazioni del nuovo pentito Gennaro Consolazio

COSENZA – Un pezzo della Calabria più marcia e fetida era radicata in Emilia. Lassù, a Bologna, la ‘ndrangheta aveva lasciato un’impronta assai marcata della sua ingombrante presenza, l’impronta d’una holding del narcotraffico che trattava direttamente con i cartelli di Medellin. Era un giro d’affari imponente che muoveva enormi partite di cocaina dalla Colombia alla Calabria. In società con i compari delle ‘ndrine c’erano, pure personaggi insospettabili [ » ]