CROTONE – «Non ho mai saputo di fondi dati da Marino a soggetti legali alle ‘ndrine per avere in cambio appoggio elettorale e se ciò dovesse essere accaduto si sarebbe trattato di sue iniziative personali». Il presidente della Provincia Stanislao Zurlo, ha ribadito ieri in aula come teste, quando già detto in un interrogatorio reso nelle fasi d’indagine dell’inchiesta della Dda e della Polizia di Stato denominata “Hydra” venuta alla luce il 21 gennaio del 2011. Da quell’operazione è scaturito il procedimento in corso davanti al Tribunale penale che vede 5 imputati, tra cui l’ex assessore provinciale Gianluca Marino, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Per l’accusa sostenuta in udienza dal pm della Dda Pierpaolo Bruni, Marino, quando era candidato per il Pdl [ » ]
Il gesto del Comune lodato dal Quirinale – In una lettera al sindaco Vallone il Presidente Napolitano apprezza la scelta di concedere simbolicamente la cittadinanza ai bambini nati qui da stranieri – «L’iniziativa ha il merito di riconoscere le seconde generazioni come parte integrante della nostra società»
CROTONE – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera al sindaco Peppino Vallone nella quale esprime apprezzamento per l’iniziativa “Io sono italiano, io sono crotonese” che com’è noto prevede la concessione di un attestato simbolico di cittadinanza ai bambini nati in città da genitori stranieri. Nella lettera il Presidente sottolinea: «Le seconde generazioni sono parte integrante della nostra società». [ » ]
Vent’anni di reclusione ad Abramo imputato per l’omicidio Dragone – La decisione della Corte d’Assise di Appello che ha riconosciuto il 35enne colpevole – Il sessantunenne boss venne ucciso il 2 maggio del 2004 a Cutro
CROTONE – Si è concluso ieri con una condanna a vent’anni di reclusione il nuovo giudizio d’appello nei confronti del 35enne di Cutro Giovanni Abramo, imputato per concorso nell’omicidio del boss Antonio Dragone, avvenuto il 10 maggio del 2004 a Cutro. Abramo è inoltre accusato anche di concorso nel tentato omicidio delle altre due persone che erano in auto con Totò Dragone e sfuggirono alla morte. [ » ]
Estorsioni: solo due denunce nella regione – Lo ha reso noto ieri mattina il comandante dei Carabinieri della Calabria generale Adelmo Lusi intervenuto ad un incontro con gli studenti all’istituto Pertini – L’iniziativa promossa da “Riferimenti” ha ricordato il sacrificio del gen. Dalla Chiesa e dell’ing. Musella
CROTONE – Sono state solo due le denunce per estorsione presentate in questi primi mesi del 2012 presso i comandi della legione carabinieri della Calabria. A fornire il dato poco confortante è stato il generale di brigata dell’Arma Adelmo Lusi nel corso di un incontro avuto ieri mattina con gli studenti del “Pertini”. La manifestazione antimafia è stata organizzata dal coordinamento nazionale di “Riferimenti”presso l’auditorium del medesimo istituto crotonese nell’ ambito del progetto “Gerbera Gialla”, inserito in un protocollo d’intesa sottoscritto col consiglio regionale della Calabria. [ » ]
Volti, storie e parole di Pasolini – Ricordato l’intellettuale del Novecento che scrisse del Crotonese e vi ambientò alcuni suoi film – Nella Sala polivalente un incontro con la proiezione di celebri sequenze
CUTRO (KR) – Sono state ripercorse, attraverso un’interessante iniziativa culturale, le tappe che il poeta, regista e scrittore Pier Paolo Pasolini ha fatto nel Crotonese negli anni Cinquanta e Sessanta. Come si sa, Pier Paolo Pasolini vinse il “Premio Crotone” nel 1959 per il suo romanzo “Una vita violenta”. I luoghi di Cutro, Crotone, Isola Capo Rizzuto, espressi in tanti scritti, film e documentari da Pasolini, sono stati ricordati e proposti nel corso di una manifestazione dal titolo “Lo sguardo bandito – Luoghi, persone, memorie della provincia Crotonese nell’Opera di Pasolini”. [ » ]
Ridotte in Appello 13 condanne al processo antimafia “Eracles” – I giudici del secondo grado hanno confermato 13 assoluzioni e le pene a 6 degli imputati – Dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura distrettuale
CROTONE – Tredici condanne ridotte rispetto alle pene inflitte dai giudici del primo grado, una nuova assoluzione e poi: la conferma delle tredici assoluzioni già emesse dal Tribunale e di sei delle condanne decise dai giudici crotonesi il 7 giugno dello scorso anno. Questi in sintesi la sentenza d’Appello del processo con rito ordinario scaturito dalle operazioni della Dda e della Polizia di Stato denominate “Eracles” e “Perseus” dell’aprile e del novembre del 2008. Ieri pomeriggio il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Vittoria Marchianò (Maria Teresa Carè e Lucia Monica Monaco a latere), ha letto in aula il dispositivo della sentenza. [ » ]
Distrutta col fuoco palestra sul lungomare – L’attentato incendiario messo a segno da sconosciuti in viale Antonio Gramsci ai danni di una struttura sportiva gestita da una imprenditrice 46enne – Indaga la Polizia di Stato: trovate dagli investigatori due taniche vuote con tracce di liquido infiammabile
CROTONE – Hanno colpito intorno a mezzanotte dapprima spargendo da una finestra, liquido infiammabile dentro la palestra; poi appiccando poi il fuoco. Ignoti incendiari hanno preso di mira la palestra “Dolphin” che apre al numero civico 172 lungo Viale Gramsci. Armati di tanica di benzina gli sconosciuti incendiari hanno provocato non pochi danni soprattutto alle attrezzature di cui era dotata la struttura sportiva gestita da Angela Alboccino, 46 anni, che ha faticato non poco insieme ai suoi collaboratori ad avviare la palestra. [ » ]
Nove condanne per oltre un secolo di carcere – La sentenza del Tribunale penale nel processo “Pandora” scaturito da un’operazione di Dda e Polizia di Stato contro le ‘ndrine di Isola nel 2009 – Cinque degli imputati riconosciuti colpevoli di associazione di stampo mafioso. Sei assolti da tutte le accuse
CROTONE – Nove condanne per complessivi 104 anni di reclusione e sei assoluzioni: così hanno deciso ieri i giudici del Tribunale che hanno giudicato le 15 persone imputate nel processo scaturito dall’operazione della Dda e della Polizia di Stato denominata “Pandora” messa a segno il 27 novembre del 2009 con 34 arresti di presunti affiliati ai clan Nicoscia e Arena di Isola Capo Rizzuto. Alle 17,30 di ieri il presidente del collegio Massimo Forciniti (Franco Russo Guarro e Michele Ciociola a latere; cancelliere: Giovanna Morabito), ha letto in aula il dispositivo della sentenza con la quale i giudici hanno inflitto più di un secolo di carcere ai nove imputati riconosciuti colpevoli. [ » ]
Chieste condanne per 139 anni – La requisitoria del pm Bruni al processo scaturito dall’operazione “Pandora” contro le cosche di Isola C. R. – In 15 imputati a vario titolo di associazione mafiosa, droga, estorsioni
CROTONE – Con la requisitoria pronunciata ieri dal pm Pierpaolo Bruni si avvia a conclusione davanti al Tribunale il processo con rito ordinario scaturito dall’operazione della Dda e della Polizia di Stato denominata “Pandora” messa a segno il 27 novembre del 2009 con 34 arresti di presunti affiliati ai clan Nicoscia e Arena di Isola Capo Rizzuto. Al termine del suo intervento durato poco meno di tre quarti d’ora il sostituto procuratore della Dda Bruni ha chiesto al Tribunale di condannare quattordici dei quindici imputati a pene per complessivi 139 anni di carcere. Il pm ha chiesto contestualmente di assolvere il 47enne di Cutro Angelo Salvatore Cortese che è collaboratore di giustizia. [ » ]
‘Ndrangheta, il pentito Bonaventura denuncia: “Cosche infiltrate nel servizio di protezione” – Tramite il suo avvocato, il 42enne calabrese getta strane ombre sul sistema di sicurezza intorno ai collaboratori di giustizia: “La mala sapeva in quale località protetta viveva il mio assistito e si stava organizzando per farlo fuori”
E’ esasperato Luigi Bonaventura, 42enne pentito di ‘ndrangheta originario del crotonese. Ha rifiutato il trasferimento nelle Marche, perché in quella regione, come nella vicina Romagna, sono molte, troppe, le famiglie di ‘ndrangheta di sua conoscenza e che lui ha denunciato, in ore e ore di dichiarazioni rilasciate alla magristratura. Andare lì sarebbe stato come andare al macello, ecco perché Bonaventura considera foriero solo di cattive sorprese il programma di protezione testimoni a cui è sottoposto. Proprio per questo motivo ne vuole uscire. E ha avanzato allo Stato una richiesta di risarcimento danni per 2 milioni e mezzo di euro. [ » ]