<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Calabria Notizie &#187; Notizie Crotone</title>
	<atom:link href="http://www.calabrianotizie.it/notizie-crotone/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.calabrianotizie.it</link>
	<description>Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 May 2012 09:31:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Zurlo: «Mai saputo di soldi dati alle &#8216;ndrine» &#8211; Il presidente della Provincia ha testimoniato al processo Hydra che vede imputato l&#8217;ex assessore Marino per scambio elettorale politico-mafioso &#8211; In aula hanno deposto anche l&#8217;ex dirigente dell&#8217;ente Roberto Mancuso e Gianfranco Turino già nello staff</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/23/zurlo-mai-saputo-soldi-dati-alle-ndrine-presidente-della-provincia-testimoniato-processo-hydra-che-vede-imputato-lex-assessore-marino-per-scambio-elettorale-politico-maf/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/23/zurlo-mai-saputo-soldi-dati-alle-ndrine-presidente-della-provincia-testimoniato-processo-hydra-che-vede-imputato-lex-assessore-marino-per-scambio-elettorale-politico-maf/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[processo Hydra crotone]]></category>
		<category><![CDATA[processo hydra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=23200</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; «Non ho mai saputo di fondi dati da Marino a soggetti legali alle &#8216;ndrine per avere in cambio appoggio elettorale e se ciò dovesse essere accaduto si sarebbe trattato di sue iniziative personali». Il presidente della Provincia Stanislao Zurlo, ha ribadito ieri in aula come teste, quando già detto in un interrogatorio reso [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; «Non ho mai saputo di fondi dati da Marino a soggetti legali alle &#8216;ndrine per avere in cambio appoggio elettorale e se ciò dovesse essere accaduto si sarebbe trattato di sue iniziative personali». Il presidente della Provincia Stanislao Zurlo, ha ribadito ieri in aula come teste, quando già detto in un interrogatorio reso nelle fasi d&#8217;indagine dell&#8217;inchiesta della Dda e della Polizia di Stato denominata &#8220;Hydra&#8221; venuta alla luce il 21 gennaio del 2011. Da quell&#8217;operazione è scaturito il procedimento in corso davanti al Tribunale penale che vede 5 imputati, tra cui l&#8217;ex assessore provinciale Gianluca Marino, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Per l&#8217;accusa sostenuta in udienza dal pm della Dda Pierpaolo Bruni, Marino, quando era candidato per il Pdl<span id="more-23200"></span> alle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, tra maggio e giugno del 2009, avrebbe chiesto ed ottenuto l&#8217;aiuto ad alcuni elementi della cosca Vrenna-Bonavenura per procurarsi voti, in cambio di somme di denaro.</p>
<p>E su questo aspetto è stato chiamato a deporre il presidente della Provincia Stanislao Zurlo. E Zurlo sollecitato dalle domande del Pm Bruni, davanti al collegio presieduto da Massimo Forciniti (a latere Lucia Anna Altamura ed Edoardo D&#8217;Ambrosio); ha sottolineato di avere con Marino un rapporto amicale, umano e politico («siamo stati candidati insieme al Consiglio comunale nel 1997, nel 2001 e nel 2006»). </p>
<p>Poi, il presidente della Provincia riguardo alla campagna elettorale per le provinciali del 2009 ha ribadito di non aver mai corrisposto somme di danaro a Marino e di non avere avuto con Marino alcuno accordo elettorale che prevedeva anticipatamente la nomina dello stesso ad assessore.</p>
<p>«Non sa – gli ha chiesto il pubblico ministero – che Antonio Vrenna (Antonio Gaetano Vrenna è imputato nell&#8217;altro procedimento col rito abbreviato in corso davanti al gup di Catanzaro) esultò dopo la sua vittoria?». «No», ha risposto Zurlo. «Nessuno – ha insistito il pm Bruni – le ha mai detto che Vrenna Faceva campagna per lei?».</p>
<p>Il presidente della Provincia sempre rispondendo al pm, ha ammesso di aver visto Michele Cava e Giovanbattista Morabito (ambedue imputati nel processo), che facevano volantinaggio per conto di Marino durante la campagna elettorale del 2009. «Michele Cava – ha però precisato Zurlo – lo conosco da anni come esponente di Forza Italia, è stato candidato al Comune nel &#8217;97 ed ha anche ricoperto incarichi in una partecipata che conto di Fi».</p>
<p>Il presidente dell&#8217;ente intermedio ha inoltre rivelato di aver fatto dimettere nel febbraio del 2011, Gianfranco Turino da componente dello staff della presidenza dopo aver saputo che lo stesso Turino aveva ricevuto nella Provincia Gianfranco Giordano poi coinvolte nel gennaio 2001 in un duplice omicidio: «Mi sembrò opportuna queste decisione».</p>
<p>Zurlo ha poi negato di aver ricevuto minacce nel luglio 2009 prima e dopo la nomina degli assessori e riguardo alla frase intercettata che rivolse a Marino («Che possono fare dici che mi sparano?»), ha chiarito che era un modo di dire metaforico: «Io potevo nominare otto assessori ed avevo richieste per 50 per cui erano sottoposto a pressioni politiche».</p>
<p>Zurlo è stato controinterrogato dall&#8217;avv. Mario Nigro (difende Damiano Bevilacqua e Luigi Spagnolo con l&#8217;avv. Luigi Colacino) e dagli avvocati Aldo Truncè e Francesco Laratta (assistono Marino). Rispondendo ai difensori, Zurlo tra le altre cose ha sostenuto di non aver mai visto Antonio Vrenna in Provincia. Ed ha sottolineato che mai Marino gli ha chiesto incarichi per coloro i quali lo avevano aiutato in campagna elettorale. </p>
<p>Poi ha anche precisato che Gianluca Bruno ex vicepresidente della Provincia venne indicato da Forza Italia e che Marino fu nominato assessore per motivi politici ed anche di equilibrio territoriale. Rispondendo all&#8217;avv. Nando Pantuso (difende Cava e Morabito), Zurlo ha ribadito che Michele Cava era conosciuto nel centrodestra dal &#8217;97.</p>
<p>Poi ha testimoniato Gianfranco Turino, che fece parte dello staff della presidenza dal luglio del 2009 al febbraio 2011. Turino rispondendo al pm ha sostenuto che fu sua la scelta di dimettersi dopo aver avuto una discussione animata con Zurlo. Riguardo alla circostanza relativa al fatto di aver ricevuto Giordano con Citati, quando era in ufficio in Provincia, Turino ha ammesso di averli incontrati due volte ma ha poi sostenuto: «Non è questa la motivazione per cui me ne sono andato». «Potrebbe – ha aggiunto – essere questa la causa per cui il presidente ha accettato le mie dimissioni che aveva respinto precedentemente ad ottobre, ma io non sono andato via per questo».</p>
<p>Ha deposto infine l&#8217;avv. Roberto Mancuso ex dirigente dell&#8217;ente intermedio. Mancuso ha raccontato di aver sostenuto Zurlo nella campagna elettorale del 2009. Nel rispondere al pm, ha riferito di due lunghi incontri avuti su richiesta di Zurlo nel suo studio, dopo le elezioni provinciali e di un terzo incontro in presidenza durato più di 5 ore. Mancuso ha sostenuto che aspirava a fare il direttore generale della Provincia, «per mettere ordine». </p>
<p>Poi ha rivelato: «Sconsigliai Zurlo di fare Marino assessore». Nello spiegare il perchè, Mancuso ha parlato delle frequentazioni di Marino e della sua vicinanza ad ambienti «della tifoseria estrema», ma anche a persone che sarebbero state vicine ad ambienti criminali. Mancuso che non a tal proposito non ha indicato persone o circostanze precise, nel rispondere poi all&#8217;avv. Laratta, ha detto di aver appreso queste cose da altri.</p>
<p>«Era a conoscenza – gli ha poi chiesto il pm Bruni – di pressioni ricevute da Zurlo?». «Nelle conversazioni avute con Zurlo – ha risposto Mancuso – mi disse per due volte di aver ricevuto pressioni e poi mi disse anche: &#8220;mi hanno minacciato&#8221;». Mancuso ha anche rivelato di aver appreso da un conoscente di cui ha fatto il nome, la circostanza riferita alla presenza di cinque o sei persone sotto l&#8217;abitazione del presidente Zurlo nel luglio 2009, durante le fasi che precedettero la nomina completa della giunta. Per Mancuso quell&#8217;episodio sarebbe legato alle pressioni che sarebbero state esercitate da Isola su Zurlo per la nomina di Gianluca Bruno a vicepresidente.</p>
<p>di (l. ab.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=67708&#038;Edizione=10&#038;A=20120523">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/23/zurlo-mai-saputo-soldi-dati-alle-ndrine-presidente-della-provincia-testimoniato-processo-hydra-che-vede-imputato-lex-assessore-marino-per-scambio-elettorale-politico-maf/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il gesto del Comune lodato dal Quirinale &#8211; In una lettera al sindaco Vallone il Presidente Napolitano apprezza la scelta di concedere simbolicamente la cittadinanza ai bambini nati qui da stranieri &#8211; «L&#8217;iniziativa ha il merito di riconoscere le seconde generazioni come parte integrante della nostra società»</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/10/gesto-del-comune-lodato-dal-quirinale-una-lettera-sindaco-vallone-presidente-napolitano-apprezza-scelta-concedere-simbolicamente-cittadinanza-bambini-nati-qui-stranieri/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/10/gesto-del-comune-lodato-dal-quirinale-una-lettera-sindaco-vallone-presidente-napolitano-apprezza-scelta-concedere-simbolicamente-cittadinanza-bambini-nati-qui-stranieri/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Peppino Vallone]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=23077</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera al sindaco Peppino Vallone nella quale esprime apprezzamento per l&#8217;iniziativa &#8220;Io sono italiano, io sono crotonese&#8221; che com&#8217;è noto prevede la concessione di un attestato simbolico di cittadinanza ai bambini nati in città da genitori stranieri. Nella lettera il Presidente sottolinea: «Le seconde [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera al sindaco Peppino Vallone nella quale esprime apprezzamento per l&#8217;iniziativa &#8220;Io sono italiano, io sono crotonese&#8221; che com&#8217;è noto prevede la concessione di un attestato simbolico di cittadinanza ai bambini nati in città da genitori stranieri. Nella lettera il Presidente sottolinea: «Le seconde generazioni sono parte integrante della nostra società».<span id="more-23077"></span></p>
<p>Il regolamento sull&#8217;attestato simbolico di cittadinanza ai figli di coppie straniere nati a Crotone è stato recentemente approvato dal Consiglio comunale su indicazione del sindaco Peppino Vallone. La scelta dell&#8217;amministrazione nasce proprio dall&#8217;invito lanciato dal Capo dello Stato sulla opportunità di considerare italiano chi nasce nel Paese.</p>
<p>Il Presidente Napolitano, al quale il sindaco aveva comunicato la decisione del Consiglio comunale, ha indirizzato a Vallone una lettera nella quale si legge, tra l&#8217;altro: «Ho apprezzato la decisione del conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini nati da genitori stranieri. L&#8217;attribuzione della cittadinanza onoraria può rappresentare un prezioso contributo per un&#8217;opera di sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica sul tema, anche se tale provvedimento non ha ovviamente un valore giuridico ma solo simbolico». </p>
<p>«L&#8217;iniziativa – si legge ancora nel testo della lettera del Quirinale – ha, tuttavia, il merito di riconoscere le seconde generazioni come parte integrante della nostra società. E&#8217; evidente, come ho più volte rilevato il disagio di tutti quei giovani che, nati o cresciuti nel nostro Paese, rimangono troppo a lungo legalmente &#8220;stranieri&#8221; nonostante siano, e si sentano, italiani nella loro vita quotidiana».</p>
<p>Il Presidente della Repubblica così conclude la sua lettera: «E&#8217; auspicabile che queste iniziative costituiscano uno stimolo ad una seria ed approfondita riflessione anche in sede parlamentare, per una possibile riforma delle modalità e dei tempi del riconoscimento della cittadinanza italiana ai minori stranieri. Cordialmente. Giorgio Napolitano».</p>
<p>Il commento del sindaco Peppino Vallone alla lettera del Capo dello Stato è improntato ad un grande apprezzamento della lettera ricevuta dal Quirinale: «Grazie, Presidente. Grazie per aver evidenziato la legittima aspirazione di chi si sente italiano essendo nato nel nostro paese e grazie per aver apprezzato l&#8217;iniziativa della città di Crotone». Il sindaco poi spiega: «Le parole del Capo dello Stato confortano il nostro intendimento e ci sostengono nel proseguire sul percorso che abbiamo intrapreso». Il sindaco conclude: «La città di Crotone si sente onorata della vicinanza e dell&#8217;attenzione del Presidente Napolitano».</p>
<p>La presenza di un alto numero di immigrati è uno dei dati che caratterizzano la città di Crotone in questi anni. Anche in provincia, nei comuni più popolosi risiedono numerose famiglie di straniere. Se a Crotone gli immigrati lavorano prevalentemente nel settore del commercio (gli orientali con negozi anche grandi, che talvolta occupano commessi crotonesi, mentre mediorientali ed africani gestiscono prevalentemente piccolo commercio ambulante), nei comuni dell&#8217;entroterra la manodopera straniera è occupata prevalentemente in agricoltura, soprattutto a Isola Capo Rizzuto e nel Cirotano. </p>
<p>In molti casi sono stati proprio i figli di immigrati ad impedire che alcune scuole chiudessero o fossero accorpate. Alcuni settori, come l&#8217;agricoltura, resistono ai colpi della crisi grazie alla disponibilità di forza lavoro straniera, tuttavia non sempre occupata secondo contratto nazionale di lavoro; ciò che vale anche per le moltissime cosiddette &#8220;badanti&#8221;.</p>
<p>Poi ci sono i migranti di passaggio, ospiti del Centro d&#8217;accoglienza per richiedenti asilo di Sant&#8217;Anna per settimane o mesi. La struttura ospita una media quotidiana di 1.500 stranieri.</p>
<p>È questa la realtà in cui è arrivata la decisione dell&#8217;Amministrazione comunale per la cittadinanza simbolica ai bambini nati a Crotone da genitori immigrati. Una scelta che ha ha avuto l&#8217;apprezzamento del Presidente della Repubblica. </p>
<p>di (v. s.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=61840&#038;Edizione=10&#038;A=20120510">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/10/gesto-del-comune-lodato-dal-quirinale-una-lettera-sindaco-vallone-presidente-napolitano-apprezza-scelta-concedere-simbolicamente-cittadinanza-bambini-nati-qui-stranieri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vent&#8217;anni di reclusione ad Abramo imputato per l&#8217;omicidio Dragone &#8211; La decisione della Corte d&#8217;Assise di Appello che ha riconosciuto il 35enne colpevole &#8211; Il sessantunenne boss venne ucciso il 2 maggio del 2004 a Cutro</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/04/ventanni-reclusione-abramo-imputato-per-lomicidio-dragone-decisione-della-corte-dassise-appello-che-riconosciuto-35enne-colpevole-sessantunenne-boss-venne-ucciso/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/04/ventanni-reclusione-abramo-imputato-per-lomicidio-dragone-decisione-della-corte-dassise-appello-che-riconosciuto-35enne-colpevole-sessantunenne-boss-venne-ucciso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[agguato Antonio Dragone]]></category>
		<category><![CDATA[antonio dragone cutro]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca cutro]]></category>
		<category><![CDATA[cutro news]]></category>
		<category><![CDATA[cutro notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news cutro]]></category>
		<category><![CDATA[notizie cutro]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio antonio dragone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=23038</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Si è concluso ieri con una condanna a vent&#8217;anni di reclusione il nuovo giudizio d&#8217;appello nei confronti del 35enne di Cutro Giovanni Abramo, imputato per concorso nell&#8217;omicidio del boss Antonio Dragone, avvenuto il 10 maggio del 2004 a Cutro. Abramo è inoltre accusato anche di concorso nel tentato omicidio delle altre due persone [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Si è concluso ieri con una condanna a vent&#8217;anni di reclusione il nuovo giudizio d&#8217;appello nei confronti del 35enne di Cutro Giovanni Abramo, imputato per concorso nell&#8217;omicidio del boss Antonio Dragone, avvenuto il 10 maggio del 2004 a Cutro. Abramo è inoltre accusato anche di concorso nel tentato omicidio delle altre due persone che erano in auto con Totò Dragone e sfuggirono alla morte.<span id="more-23038"></span></p>
<p>Dopo due ore e mezza circa di camera di consiglio la Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Catanzaro presieduta da Maria Vittoria Marchianò (Fabrizio Cosentino consigliere), ha pronunciato la sentenza di condanna nei confronti del 35enne difeso dagli avvocati Gregorio Viscomi, Gianni Russano e Salvatore Staiano. Quest&#8217;ultimo ha pronunciato ieri la sua arringa difensiva chiedendo ai giudici di assolvere Giovanni Abramo. </p>
<p>Ma la Corte è stata di parere opposto ed ha condannato l&#8217;imputato, accogliendo in in parte la richiesta del sostituto procuratore generale Domenico Prestinenzi che a sua volta aveva proposto ai giudici di condannare a 26 anni di reclusione Giovanni Abramo.</p>
<p>I legali di Abramo hanno preannunciato ricorso in Cassazione, una volta lette le motivazioni della sentenza. I giudici si sono riservati 70 giorni per depositare i motivi.</p>
<p>Il 35enne di Cutro Giovanni Abramo fu l&#8217;unico dei quattro coinvolti nel processo scaturito dall&#8217;inchiesta per gli omicidi di Totò Dragone e di Salvatore Blasco, ad essere stato assolto nel processo di secondo grado che si concluse in Corte d&#8217;assise d&#8217;Appello, il 2 dicembre del 2009.</p>
<p>In primo grado, il 3 luglio del 2008, Giovanni Abramo era stato invece condannato dalla Corte d&#8217;Assise a 28 anni di reclusione per concorso nell&#8217;omicidio dell&#8217;anziano boss e nel tentato omicidio dei due sfuggiti all&#8217;agguato. Tempo dopo la Corte di Cassazione confermò le condanne ai tre accusati dell&#8217;omicidio di Salvatore Blasco ma annullò la sentenza d&#8217;appello relativamente all&#8217;assoluzione di Abramo, rinviando gli atti a Catanzaro per un nuovo giudizio di secondo grado. Che è arrivato ieri con la condanna a 20 anni di reclusione del 35enne.</p>
<p>La vicenda giudiziaria è scaturita da due delitti che sarebbero avvenuti secondo gli inquirenti nell&#8217;ambito della guerra di &#8216;ndrangheta fra i &#8220;Dragone Arena&#8221; e i &#8220;Grande Aracri-Nicoscia&#8221; nel territorio di Isola Capo Rizzato e Cutro.</p>
<p>L&#8217;assassinio del 44enne Salvatore Blasco – considerato uomo di punta del gruppo facente capo a Nicolino Grande Aracri –,avvenne a Cutro il 22 marzo del 2004. Il 10 maggio successivo venne assassinato il 61enne Antonio Dragone, ritenuto il boss storico dell&#8217;omonima cosca.</p>
<p>L&#8217;agguato a Dragone venne messo a segno da un commando sulla strada che da Cutro conduce a bivio Lenza. I sicari avevano con loro anche un bazooka. Ed alla vista del lanciarazzi, Dragone che viaggiava assieme a Giovanni Spadafora e Antonio Ciampà, abbandonò la Lancia K blindata speronata dall&#8217;auto dei killer. E finì così sotto i colpi dei mitragliatori imbracciati dai sicari.</p>
<p>di Luigi Abbramo</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=58483&#038;Edizione=10&#038;A=20120504">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/04/ventanni-reclusione-abramo-imputato-per-lomicidio-dragone-decisione-della-corte-dassise-appello-che-riconosciuto-35enne-colpevole-sessantunenne-boss-venne-ucciso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Estorsioni: solo due denunce nella regione &#8211; Lo ha reso noto ieri mattina il comandante dei Carabinieri della Calabria generale Adelmo Lusi intervenuto ad un incontro con gli studenti all&#8217;istituto Pertini &#8211; L&#8217;iniziativa promossa da &#8220;Riferimenti&#8221; ha ricordato il sacrificio del gen. Dalla Chiesa e dell&#8217;ing. Musella</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/17/estorsioni-solo-due-denunce-nella-regione-reso-noto-ieri-mattina-comandante-dei-carabinieri-della-calabria-generale-adelmo-lusi-intervenuto-incontro-con-gli-studenti-allistituto/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/17/estorsioni-solo-due-denunce-nella-regione-reso-noto-ieri-mattina-comandante-dei-carabinieri-della-calabria-generale-adelmo-lusi-intervenuto-incontro-con-gli-studenti-allistituto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 07:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella riferimenti]]></category>
		<category><![CDATA[associazione riferimenti]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento antimafia riferimenti]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro musella riferimenti]]></category>
		<category><![CDATA[progetto Gerbera Gialla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22911</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Sono state solo due le denunce per estorsione presentate in questi primi mesi del 2012 presso i comandi della legione carabinieri della Calabria. A fornire il dato poco confortante è stato il generale di brigata dell&#8217;Arma Adelmo Lusi nel corso di un incontro avuto ieri mattina con gli studenti del &#8220;Pertini&#8221;. La manifestazione [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Sono state solo due le denunce per estorsione presentate in questi primi mesi del 2012 presso i comandi della legione carabinieri della Calabria. A fornire il dato poco confortante è stato il generale di brigata dell&#8217;Arma Adelmo Lusi nel corso di un incontro avuto ieri mattina con gli studenti del &#8220;Pertini&#8221;. La manifestazione antimafia è stata organizzata dal coordinamento nazionale di &#8220;Riferimenti&#8221;presso l&#8217;auditorium del medesimo istituto crotonese nell&#8217; ambito del progetto &#8220;Gerbera Gialla&#8221;, inserito in un protocollo d&#8217;intesa sottoscritto col consiglio regionale della Calabria.<span id="more-22911"></span></p>
<p>Tema della giornata è stata la commemorazione nel 30ennale degli omicidi per mano mafiosa di Gennaro Musella (imprenditore salernitano barbaramente ucciso a Reggio Calabria il 3 maggio 1982 con un&#8217;autobomba) e del generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa assassinato a Palermo il 3 settembre dello stesso anno mentre si trovava a bordo della sua auto assieme alla giovane moglie in via Isidoro Carini.</p>
<p>Oltre a generale Lusi, all&#8217;incontro coordinato dalla docente Patrizia Rizzitelli, hanno preso parte Adriana Musella, figlia dell&#8217;imprenditore salernitano ucciso dalla ndrangheta e Salvatore Ulisse Di Palma autore del libro a lui dedicato all&#8217;ing. Musella &#8220;Vittima di mafia, nome comune di persona&#8221;. Hanno inoltre assistito alla commemorazione il colonnello Francesco Iacono, comandante provinciale dei carabinieri ed il capitano Antonio Mancini comandante della Compagnia.</p>
<p>«Ogni mattina chiedo agli uomini del comando regionale – ha detto il generale Lusi rivolgendosi agli studenti – di stilarmi un rapporto sui reati più gravi commessi in Calabria a partire dall&#8217;inizio dell&#8217;anno». «Ebbene – è quindi entrato più nel dettaglio il comandante della Legione Calabria – in questa regione, ad oggi, sono stati consumati: 13 omicidi, 134 rapine, 230 atti incendiari, 19 esplosioni dinamitarde, 95 casi di spari da arma da fuoco; cui corrispondono allo stato solo due denunce per estorsione». </p>
<p>«Nonostante sentiamo tutti i giorni le associazioni di categoria lamentarsi sui mass media – ha proseguito il generale – per denunciare lo stato d&#8217;assoggettamento che subiscono le attività commerciali e produttive calabresi, vessate dalla criminalità organizzata, ancora non c&#8217;è il pieno coraggio di denunciare tali soprusi».</p>
<p>«Abbiamo bisogno di voi giovani – ha concluso il generale Lusi – per costruire una società migliore che abbatta il muro d&#8217;omertà e si ribelli al potere mafioso, attraverso una legalità che va soprattutto ritrovata nelle piccole azioni quotidiane».</p>
<p>In apertura di convegno, Adriana Musella, nel sottolineare il senso della manifestazione, ha inteso ricordare agli studenti intervenuti che: «Mio padre e Dalla Chiesa sono stati due uomini diversi che svolgevano professioni differenti in due città distinte di altre regioni. Eppure sono stati accomunati da un destino comune che è stato quello di ribellarsi alla violenza e ai soprusi delle mafie in ragione della legalità». </p>
<p>«Sta a voi cittadini del domani – ha concluso la referente nazionale di Gerbera Gialla – cogliere i loro esempi e farne tesoro nell&#8217;arco della vostra vita per scrivere un finale certamente diverso».</p>
<p>L&#8217;autore del libro Salvatore Ulisse Di Palma, dopo aver brevemente ripercorso i fatti che portarono all&#8217;uccisione dell&#8217;imprenditore salernitano per mano della ndrangheta (l&#8217;ing. Musella era impegnato nella costruzione del porto di Bagnara Calabra) ha ricordato agli studenti che il suo libro «è una denunzia per tutte quelle vittime di mafia che hanno ricevuto giustizia, ma è anche il volto del riscatto di Adriana Musella che ha avuto la forza di non far dimenticare il sacrificio di suo padre». </p>
<p>«Ribellatevi – ha esortato ancora gli studenti Di Palma – a questa zona grigia in cui non è più chiara e netta la linea di confine tra bene e male». «Lottate, crescete, innamoratevi – ha quindi concluso l&#8217;autore del libro su Gennaro Musella – ma non perdete mai di vista quelli che sono i valori eterni della vita». In chiusura di giornata, il generale Lusi ha rivolto un ricordo al prefetto Dalla Chiesa, rievocando il momento in cui apprese la notizia dell&#8217;attento quella tragica sera del 3 settembre 1982.</p>
<p>di Giuliano Carella</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=50946&#038;Edizione=10&#038;A=20120417">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/17/estorsioni-solo-due-denunce-nella-regione-reso-noto-ieri-mattina-comandante-dei-carabinieri-della-calabria-generale-adelmo-lusi-intervenuto-incontro-con-gli-studenti-allistituto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Volti, storie e parole di Pasolini &#8211; Ricordato l&#8217;intellettuale del Novecento che scrisse del Crotonese e vi ambientò alcuni suoi film &#8211; Nella Sala polivalente un incontro con la proiezione di celebri sequenze</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/05/volti-storie-parole-pasolini-ricordato-lintellettuale-del-novecento-che-scrisse-del-crotonese-ambiento-alcuni-suoi-film-nella-sala-polivalente-incontro-con-proiezione-celebri/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/05/volti-storie-parole-pasolini-ricordato-lintellettuale-del-novecento-che-scrisse-del-crotonese-ambiento-alcuni-suoi-film-nella-sala-polivalente-incontro-con-proiezione-celebri/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Crotone pier paolo pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[pier paolo pasolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22859</guid>
		<description><![CDATA[<p>CUTRO (KR) &#8211; Sono state ripercorse, attraverso un&#8217;interessante iniziativa culturale, le tappe che il poeta, regista e scrittore Pier Paolo Pasolini ha fatto nel Crotonese negli anni Cinquanta e Sessanta. Come si sa, Pier Paolo Pasolini vinse il &#8220;Premio Crotone&#8221; nel 1959 per il suo romanzo &#8220;Una vita violenta&#8221;. I luoghi di Cutro, Crotone, Isola [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CUTRO (KR) &#8211; Sono state ripercorse, attraverso un&#8217;interessante iniziativa culturale, le tappe che il poeta, regista e scrittore Pier Paolo Pasolini ha fatto nel Crotonese negli anni Cinquanta e Sessanta. Come si sa, Pier Paolo Pasolini vinse il &#8220;Premio Crotone&#8221; nel 1959 per il suo romanzo &#8220;Una vita violenta&#8221;. I luoghi di Cutro, Crotone, Isola Capo Rizzuto, espressi in tanti scritti, film e documentari da Pasolini, sono stati ricordati e proposti nel corso di una manifestazione dal titolo &#8220;Lo sguardo bandito – Luoghi, persone, memorie della provincia Crotonese nell&#8217;Opera di Pasolini&#8221;.<span id="more-22859"></span></p>
<p>L&#8217;iniziativa, di carattere provinciale, si è tenuta non a caso a Cutro, una città che, nonostante la nota polemica degli anni &#8217;60, Pasolini amava mantenendo un particolare legame di amicizie anche con persone del luogo, tanto da girare qui succesivamente alcune importanti scene del film &#8220;Il Vangelo secondo Matteo&#8221;.</p>
<p>La manifestazione è stata organizzata dall&#8217;associazione &#8220;Gettini di Vitalba&#8221; di Crotone con il patrocinio della Provincia di Crotone, del Comune di Cutro e del Comune di Isola Capo Rizzuto. Nella sala polivalente di piazza Umberto I, oltre ad un numeroso e attento pubblico, erano presenti l&#8217;assessore alla Cultura della Provincia di Crotone Giovanni Lentini, il sindaco di Cutro Salvatore Migale, il sindaco di Isola Carolina Girasole, e Linda Monte dell&#8217;associazione che ha organizzato l&#8217;evento.</p>
<p>La manifestazione è stata aperta da una performance &#8220;omaggio a Pasolini&#8221; curata dagli artisti Rosaria Macrì e Floriana Mungari. Durante la manifestazione sono stati proiettae, dai filmati girati da Pasolini in Calabria, alcune sequenze da &#8220;Il Vangelo secondo Matteo&#8221;, &#8220;Profezia&#8221; e &#8220;Comizi d&#8217;Amore&#8221;.</p>
<p>Un messaggio molto attuale quello che Pasolini andava annunciando già cinquant&#8217;anni fa, nel prevedere l&#8217;arrivo dei tanti migranti nei porti di Palmi e Crotone per risalire poi a Napoli e nel Nord Italia. Scriveva Pasolini dopo il suo viaggio in Calabria: «Il paesaggio calabrese si esalta, con i suoi meravigliosi contrasti naturali, in cui a dolci pendii si contrappongono violenti sbalzi rocciosià In Calabria è stato commesso il più grave dei delitti, di cui non risponderà mai nessuno: è stata uccisa la speranza pura, quella un po&#8217; anarchica e infantile, di chi vivendo prima della storia, ha ancora tutta la storia davanti a sé».</p>
<p>Una riflessione purtroppo attuale. Nel suo intervento Lentini ha soprattutto rimarcato il concetto di identità da ricostruire in tutto il territorio della provincia: «Una identità nuova che parta da lontano, che tenga conto del passato, che non sia nostalgica del passato ma che questa ombra del passato sia la proiezione del nostro futuro. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani perché sono loro il nostro futuro e la spina dorsale di questo territorio e di questa società. Siamo fieri del nostro passato e orgogliosi ma quel passato ci deve dare la spinta per ricostruire il nostro futuro condiviso».</p>
<p>Il sindaco Migale ha definito una pagina culturale e storica nello stesso tempo quella che si è svolta a Cutro per la presenza di uno dei più grandi scrittori e intellettuali del XX secolo, come Pier Paolo Pasolini.</p>
<p>Il sindaco Girasole ha evidenziato l&#8217;amore di Pasolini verso questo territorio. «Sentire le sue parole – ha affermato – Girasole, lo fa sembrare ancora così attuale, e ci provoca forti sentimenti e grandi riflessioni. Pasolini ha previsto la realtà dei nostri giorni con questa immigrazione in Calabria». </p>
<p>Linda Monte ha parlato di un lavoro di gruppo: «Diciamo che è come reincontrare lo scrittore attraverso gli scritti e i film da lui realizzati». «Voglio ripetere – ha aggiunto ancora Monte – una bella espressione di Rosaria Macrì: lui ha saputo leggere di noi, di noi stessi meridionali come noi non siamo stati capaci di fare».</p>
<p>di Pino Belvedere</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=45646&#038;Edizione=10&#038;A=20120405">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/05/volti-storie-parole-pasolini-ricordato-lintellettuale-del-novecento-che-scrisse-del-crotonese-ambiento-alcuni-suoi-film-nella-sala-polivalente-incontro-con-proiezione-celebri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ridotte in Appello 13 condanne al processo antimafia &#8220;Eracles&#8221; &#8211; I giudici del secondo grado hanno confermato 13 assoluzioni e le pene a 6 degli imputati &#8211; Dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura distrettuale</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/04/ridotte-appello-condanne-processo-antimafia-eracles-giudici-del-secondo-grado-hanno-confermato-assoluzioni-pene-degli-imputati-dichiarato-inammissibile-ricorso-presen/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/04/ridotte-appello-condanne-processo-antimafia-eracles-giudici-del-secondo-grado-hanno-confermato-assoluzioni-pene-degli-imputati-dichiarato-inammissibile-ricorso-presen/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 08:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[appello processo eracles perseus]]></category>
		<category><![CDATA[processo eracles]]></category>
		<category><![CDATA[processo heracles perseus]]></category>
		<category><![CDATA[processo perseus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22833</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Tredici condanne ridotte rispetto alle pene inflitte dai giudici del primo grado, una nuova assoluzione e poi: la conferma delle tredici assoluzioni già emesse dal Tribunale e di sei delle condanne decise dai giudici crotonesi il 7 giugno dello scorso anno. Questi in sintesi la sentenza d&#8217;Appello del processo con rito ordinario scaturito [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Tredici condanne ridotte rispetto alle pene inflitte dai giudici del primo grado, una nuova assoluzione e poi: la conferma delle tredici assoluzioni già emesse dal Tribunale e di sei delle condanne decise dai giudici crotonesi il 7 giugno dello scorso anno. Questi in sintesi la sentenza d&#8217;Appello del processo con rito ordinario scaturito dalle operazioni della Dda e della Polizia di Stato denominate &#8220;Eracles&#8221; e &#8220;Perseus&#8221; dell&#8217;aprile e del novembre del 2008. Ieri pomeriggio il presidente della Corte d&#8217;Appello di Catanzaro Vittoria Marchianò (Maria Teresa Carè e Lucia Monica Monaco a latere), ha letto in aula il dispositivo della sentenza.<span id="more-22833"></span> </p>
<p>Associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni e tentata estorsione, droga, armi ma anche corruzione e voto di scambio tra i reati contestati a vario titolo ai 33 imputati.</p>
<p>In primo grado il 6 giugno dello scorso anno il processo si era concluso con 20 condanne per 273 anni di carcere. In secondo grado le condanne sono state 19 per un totale di 223 anni di carcere. Oltre alle riduzioni di pena, la novità che emerge dal giudizio di secondo grado e l&#8217;assoluzione del 51enne di Papanice Michele Paglia condannato in primo grado a sei anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. </p>
<p>I giudici dell&#8217;Appello hanno riqualificato il reato contestato in favoreggiamento. Poi, hanno assolto il 51enne che è un agente della Polizia penitenziaria, da uno dei due episodi che gli venivano contestati, mentre per l&#8217;altro hanno dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.</p>
<p>Soddisfatto l&#8217;avv. Aldo Truncè che ha difeso Paglia: «Per il mio assistito – ha commentato a caldo – è finito un incubo. Lui che è sempre stato un servitore dello Stato ha vissuto anni d&#8217;inferno così come la sua famiglia».</p>
<p>I giudici dell&#8217;Appello hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura. Una decisione attesa questa, considerato che già il sostituto procuratore generale Eugenio Facciolla aveva rinunciato ai motivi di appello.</p>
<p>È stata confermata in appello la condanna a dieci anni e sei mesi di reclusione all&#8217;ex boss Giuseppe Vrenna (61 anni), detto Pino ora collaboratore di giustizia. Ed i giudici hanno confermato anche la condanna a 4 anni e 6 mesi all&#8217;ex consigliere comunale dei Ds Giuseppe Mercurio (43 anni), poi capogruppo del Pd (che si dimise dopo essere stato indagato), riconosciuto colpevole in primo grado del reato di voto di scambio aggravato dall&#8217;aver avuto il sostegno elettorale della presunta cosca Russelli. </p>
<p>Confermata anche l&#8217;assoluzione per l&#8217;imprenditore Antonio Campisi che era accusato di essere l&#8217;imprenditore di fiducia dei &#8220;papaniciari&#8221; di Russelli; e dell&#8217;ex presidente della Camera di commercio Roberto Fortunato Salerno (52 anni), accusato di un tentativo di estorsione.</p>
<p>Nel dettaglio in Corte D&#8217;Appello, hanno avuto una riduzione di pena rispetto al primo grado: Antonio Basile condannato in appello a 11 anni di reclusione (rispetto ai 12 anni del primo grado); Nicola Basta, condannato a 7 anni (9 anni in primo grado); Salvatore Bonaventura condannato a 23 anni (28 in primo grado); Egidio Cazzato condannato a 21 anni (27 anni in primo grado); Andrea Corrado condannato a 7 anni (9 anni in primo grado); Giuseppe Frisenda condannato a 23 anni (28 anni in primo grado); Antonio Macrì condannato a 24 anni (28 anni in primo grado); Salvatore Macrì condannato a 11 anni (14 anni in primo grado) (chiesti 14 anni); Francesco Mellino condannato a 21 anni (26 anni e 10 mesi in primo grado); (chiesti 18 anni); Francesco Monti condannato a 11 anni (14 anni in primo grado); Francesco Murgeri condannato a 9 anni (11 anni in primo grado); Gianluca Pennisi condannato a 6 anni (9 anni in primo grado); Giuseppe Vallone condannato a 11 anni (13 anni e 8 mesi in primo grado).</p>
<p>Confermate poi le condanne di Fabio Cavallo a 9 anni, Tiziana Corigliano a 2 anni e 6 mesi; Antonio Elia (collaboratore di giustizia), a 3 anni e 6 mesi; Giuseppe Mercurio a 4 anni e 6 mesi; Giovanni Aldo Mellino a 8 anni e Giuseppe Vrenna a 10 anni e 6 mesi.</p>
<p>Confermate infine le assoluzioni di Antonio Campisi, Luca Caterisano, Antonio Fazzolari, Pantaleone Foresta, Domenico Giaquinta, Gianfranco Giordano, Saverio Masellis, Mario Martino, Massimo Murgeri, Francesco Corrado, Roberto Fortunato Salerno; Luca Alfredo Policastrese, Gaetano Stabile.</p>
<p>I 33 accusati sono assistiti da un collegio difensivo composto tra gli altri dagli avvocati: Mario Nigro, Leo Sulla, Sergio Rotundo, Francesco Verri, Francesco Laratta, Angela Mascaro, Ennio Curcio, Salvatore Staiano, Pietro Pitari, Enzo Vrenna, Elio Vrenna, Francesco Laratta, Giuseppe Gallo, Pino Napoli, Vincenzo Ioppoli, Mario Lucente, Giovanni Staglianò, Aldo Truncè. </p>
<p>di (l. ab.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=44902&#038;Edizione=10&#038;A=20120404">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/04/ridotte-appello-condanne-processo-antimafia-eracles-giudici-del-secondo-grado-hanno-confermato-assoluzioni-pene-degli-imputati-dichiarato-inammissibile-ricorso-presen/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Distrutta col fuoco palestra sul lungomare &#8211; L&#8217;attentato incendiario messo a segno da sconosciuti in viale Antonio Gramsci ai danni di una struttura sportiva gestita da una imprenditrice 46enne &#8211; Indaga la Polizia di Stato: trovate dagli investigatori due taniche vuote con tracce di liquido infiammabile</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/03/27/distrutta-col-fuoco-palestra-sul-lungomare-lattentato-incendiario-messo-segno-sconosciuti-viale-antonio-gramsci-danni-una-struttura-sportiva-gestita-una-imprenditrice-46enne-ind/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/03/27/distrutta-col-fuoco-palestra-sul-lungomare-lattentato-incendiario-messo-segno-sconosciuti-viale-antonio-gramsci-danni-una-struttura-sportiva-gestita-una-imprenditrice-46enne-ind/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 09:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca crotone]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[incendio palestra crotone]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[palestra crotone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22752</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Hanno colpito intorno a mezzanotte dapprima spargendo da una finestra, liquido infiammabile dentro la palestra; poi appiccando poi il fuoco. Ignoti incendiari hanno preso di mira la palestra &#8220;Dolphin&#8221; che apre al numero civico 172 lungo Viale Gramsci. Armati di tanica di benzina gli sconosciuti incendiari hanno provocato non pochi danni soprattutto alle [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Hanno colpito intorno a mezzanotte dapprima spargendo da una finestra, liquido infiammabile dentro la palestra; poi appiccando poi il fuoco. Ignoti incendiari hanno preso di mira la palestra &#8220;Dolphin&#8221; che apre al numero civico 172 lungo Viale Gramsci. Armati di tanica di benzina gli sconosciuti incendiari hanno provocato non pochi danni soprattutto alle attrezzature di cui era dotata la struttura sportiva gestita da Angela Alboccino, 46 anni, che ha faticato non poco insieme ai suoi collaboratori ad avviare la palestra.<span id="more-22752"></span></p>
<p>Da cinque anni è aperta la palestra &#8220;Dolphin&#8221;, dove si pratica l&#8217;aerobox e il fitness. La struttura sportiva che è molto frequentata è finita ieri notte nel mirino dei &#8220;soliti ignoti&#8221; che usano la tanica di benzina per recapitare i loro inquietanti messaggi. E di taniche di benzina ormai vuote i Vigili del fuoco pare che ne abbiano trovato due ieri notte durante l&#8217;intervento sul lungomare Antonio Gramsci.</p>
<p>I contenitori con i resti di liquido infiammabile erano accanto alla finestra che apre sul lato destro della traversa del lungomare che sale poi all&#8217;hotel Tortorelli. La finestrella dà luce e aria alla palestra che è ubicata al piano terra dello stabile. E chi ha messo a segno l&#8217;attentato incendiario ha divelto la grata della finestrella, ha poi sparso il liquido infiammabile dentro la palestra ed ha poi innescato il fuoco. </p>
<p>Le fiamme sono divampate subito nella sala dove erano sistemate le attrezzature della palestra. Le panche in legno sono bruciate così come i manici in gomma o in plastica degli attrezzi per la ginnastica, i materassi e l&#8217;altro materiale infiammabile. L&#8217;incendio ha provocato anche un&#8217;esplosione che ha divelto la saracinesca in metallo che proteggeva la porta d&#8217;ingresso della palestra.</p>
<p>Avvisati dai residenti sul posto sono intervenuti poco dopo la mezzanotte i Vigili del fuoco e gli agenti della Squadra Volante della Polizia di Stato. I pompieri coordinati dal caposquadra Domenico Caccavari sono riusciti ad aver ragione dell&#8217;incendio prima che le fiamme potessero propagarsi agli appartamenti posti ai piani superiori dello stabile dove è ubicata la palestra. </p>
<p>Sono stati gli stessi Vigili del fuoco a trovare poi le taniche di benzina utilizzate dagli autori del rogo. Gli agenti della Polizia di Stato le hanno sequestrate. Ieri mattina la 46enne che gestisce la palestra si è recata in questura ed ha presentato denuncia contro ignoti mentre sul luogo dell&#8217;incendio doloso sono intervenuti i carabinieri della stazione cittadina. </p>
<p>Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo d&#8217;indagine che dovrà far luce sugli autori e il movente dell&#8217;attentato incendiario. La titolare della palestra ha dichiarato di non aver ricevuto richieste estorsive.</p>
<p>Certo è che quanto accaduto è assai preoccupante. </p>
<p>Lo sottolinea il sindaco Peppino vallone che manifesta solidarietà ai titolari della palestra: «L&#8217;atto compiuto – osserva il primo cittadino – ai danni di imprenditori crotonesi che hanno visto la propria attività, una palestra, danneggiata la scorsa notte da un incendio è motivo di profonda amarezza». «Desidero – aggiunge il sindaco – rappresentare la vicinanza dell&#8217;amministrazione comunale ai titolari dell&#8217;azienda esprimendo, nel contempo, piena fiducia nell&#8217;operato delle forze dell&#8217;ordine». </p>
<p>«C&#8217;è un aspetto in particolare – rileva Vallone – che voglio sottolineare: le tante voci di condanna che si stanno levando per il gesto da parte dei cittadini crotonesi attraverso le più svariate forme, soprattutto i social network: queste voci sono un segnale di speranza e di civiltà». «È importante – conclude – che di fronte a questi gesti barbari si risponda in maniera compatta da parte della società civile. Ringrazio la comunità di crotone per l&#8217;alto senso civico».</p>
<p>di (l. ab.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=40283&#038;Edizione=10&#038;A=20120327">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/03/27/distrutta-col-fuoco-palestra-sul-lungomare-lattentato-incendiario-messo-segno-sconosciuti-viale-antonio-gramsci-danni-una-struttura-sportiva-gestita-una-imprenditrice-46enne-ind/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nove condanne per oltre un secolo di carcere &#8211; La sentenza del Tribunale penale nel processo &#8220;Pandora&#8221; scaturito da un&#8217;operazione di Dda e Polizia di Stato contro le &#8216;ndrine di Isola nel 2009 &#8211; Cinque degli imputati riconosciuti colpevoli di associazione di stampo mafioso. Sei assolti da tutte le accuse</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/03/08/nove-condanne-per-oltre-secolo-carcere-sentenza-del-tribunale-penale-nel-processo-pandora-scaturito-unoperazione-dda-polizia-stato-contro-ndrine-isola-nel-2009/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/03/08/nove-condanne-per-oltre-secolo-carcere-sentenza-del-tribunale-penale-nel-processo-pandora-scaturito-unoperazione-dda-polizia-stato-contro-ndrine-isola-nel-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 08:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[processo pandora]]></category>
		<category><![CDATA[processo pandora crotone]]></category>
		<category><![CDATA[processo pandora isola capo rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[procuratore Pierpaolo Bruni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22638</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Nove condanne per complessivi 104 anni di reclusione e sei assoluzioni: così hanno deciso ieri i giudici del Tribunale che hanno giudicato le 15 persone imputate nel processo scaturito dall&#8217;operazione della Dda e della Polizia di Stato denominata &#8220;Pandora&#8221; messa a segno il 27 novembre del 2009 con 34 arresti di presunti affiliati [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Nove condanne per complessivi 104 anni di reclusione e sei assoluzioni: così hanno deciso ieri i giudici del Tribunale che hanno giudicato le 15 persone imputate nel processo scaturito dall&#8217;operazione della Dda e della Polizia di Stato denominata &#8220;Pandora&#8221; messa a segno il 27 novembre del 2009 con 34 arresti di presunti affiliati ai clan Nicoscia e Arena di Isola Capo Rizzuto. Alle 17,30 di ieri il presidente del collegio Massimo Forciniti (Franco Russo Guarro e Michele Ciociola a latere; cancelliere: Giovanna Morabito), ha letto in aula il dispositivo della sentenza con la quale i giudici hanno inflitto più di un secolo di carcere ai nove imputati riconosciuti colpevoli. <span id="more-22638"></span></p>
<p>Cinque di loro sono stati condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso. Per altri tre, i giudici nel decidere la pena, hanno riconosciuto, l&#8217;aggravante dell&#8217;art. 7 della legge antimafia. Alla luce delle condanne inflitte non c&#8217;è dubbio sul fatto che la tesi dell&#8217;accusa sostenuta in aula dal sostituto procuratore della Dda Pierpaolo Bruni, abbia retto al vaglio del Tribunale. </p>
<p>La condanna più pesante – 18 anni di reclusione e 2 anni in più rispetto a quanto chiesto dal pm – è stata inflitta a Pasquale Manfredi, condannato per associazione mafiosa, armi ed estorsione. Sedici anni di reclusione ciascuno sono stati inflitti a Luigi Manfredi (per associazione mafiosa, droga, armi ed estorsioni) ed a Tommaso Manfredi, condannato per associazione mafiosa ed armi. A 17 anni di reclusione è stato condannato Nicola Lentini riconosciuto colpevole (con l&#8217;aggravante mafiosa) del tentato omicidio di Vincenzo Riillo, ferito in un agguato l&#8217;11 aprile 2006 ad Isola. </p>
<p>Sono stati riconosciuti colpevoli di associazione mafiosa anche Graziella Manfredi, condannata a 9 anni e 6 mesi di reclusione e Carmine Vittimberga, riconosciuto colpevole anche dei reati di armi e droga. I cinque condannati per mafia, sono stati inoltre condannati dal Tribunale a pagare come risarcimento alle parti civili: 30.000 euro alla Regione Calabria; 60.000 euro al Comune di Isola ed altri 5.000 euro all&#8217;associazione &#8220;Alilacco-Sos Impresa&#8221;.</p>
<p>I giudici hanno condannato a 2 anni e 6 di reclusione per concorso in estorsione, il collaboratore di giustizia Angelo Salvatore Cortese per il quale il pm Bruni aveva chiesto l&#8217;assoluzione.</p>
<p>Sono stati assolti dal Tribunale da tutti i reati loro contestati: Carmelo La Porta (era accusato di associazione mafiosa); Fedele Martino imputato di mafia ed armi; e poi: Federico Periti, Doriana Pugliese, Franco Pugliese e Mirko Pugliese, tutti e quattro accusati di intestazione fittizia di beni.</p>
<p>I giudici hanno assolto Pasquale Manfredi dall&#8217;accusa di detenzione di un bazooka e da altri sei capi d&#8217;imputazione.</p>
<p>L&#8217;inchiesta della Dda (condotta da Bruni e dall&#8217;allora Pm antimafia Sandro Dolce), e dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato avrebbe ricostruito dieci anni di &#8216;ndrangheta nel territorio di Isola Capo Rizzuto. A partire dal cruento scontro tra gli Arena e i Nicoscia, per arrivare al successivo tentativo di tregua cercato da uomini dei due clan per potersi spartire i consistenti proventi delle attività illecite. </p>
<p>L&#8217;operazione &#8220;Pandora&#8221;, avrebbe inoltre portato alla luce tutta una serie di episodi estorsivi ai danni a noti villaggi turistici e di piccoli imprenditori. Associazione mafiosa, droga, armi, estorsioni, danneggiamenti: questi i reati contestati a vario titolo ai 15 imputati quasi tutti di Isola Capo Rizzuto.</p>
<p><strong>La sentenza</strong></p>
<p>Condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione il 55enne Giuseppe Fazio, difeso dall&#8217;avv. Mario Prato, (il pm aveva chiesto 8 anni); condannato a 17 anni il 25enne Nicola Lentini, difeso dagli avvocati Pietro Pitari e Saverio Loiero (il pm aveva chiesto 18 anni); condannato a 5 anni e 6 mesi il 38enne Paolo Lentini, difeso dall&#8217;avv. Loiero (il pm aveva chiesto 8 anni); condannata a 9 anni e 6 mesi la 52enne Graziella Manfredi res. a Borgarello, difesa dall&#8217;avv. Rocco Corda (il pm aveva chiesto 3 anni); condannato a 16 anni il 38enne Luigi Manfredi (classe &#8217;74), difeso dagli avvocati Piero Pitari e Corda, (il pm aveva chiesto 18 anni); condannato a 18 anni il 35enne Pasquale Manfredi, difeso dagli avvocati Giancarlo Pittelli e Loiero, (il pm aveva chiesto 16 anni); condannato a 16 anni il 62enne Tommaso Manfredi, difeso dagli avvocati Pitari e Prato (il pm aveva chiesto 16 anni); condannato a 15 anni il 52enne Carmine Vittimberga, res. a Borgarello nel Pavese, difeso dagli avvocati Pitari e Corda (il pm aveva chiesto 16 anni); condannato a 2 anni e 6 mesi il 47enne di Cutro Angelo Salvatore Cortese, difeso dall&#8217;avv. Salvino Greco (il pm aveva chiesto l&#8217;assoluzione).</p>
<p>Assolto il 43enne Carmelo La Porta difeso dall&#8217;avv. Mario Prato (il pm aveva chiesto 6 anni); assolto il 58enne Fedele Martino originario di Strongoli ma residente a Velano Olona, difeso dagli avvocati Corrado Viazzo e Domenico Sirianni (il pm aveva chiesto 12 anni); assolto il 34enne Federico Periti, difeso dall&#8217;avv. Domenico Magnolia, (il pm aveva chiesto 6 anni); assolto il 55enne Franco Pugliese, difeso dagli avvocati Gregorio Viscomi e Prato (il pm aveva chiesto 8 anni); assolta la 28enne Doriana Pugliese difesa dagli avv. Viscomi e Prato (il pm aveva chiesto 2 anni); assolto il 24enne Mirko Pugliese difeso dall&#8217;avv. Salvatore Staiano (il pm aveva chisto 2 anni);<br />
La Regione è stata rappresentata nel processo dall&#8217;avv. Gullo, il Comune di Isola dall&#8217;avv. Giovanni Iedà e l&#8217;associazione Alilacco-Sos Impresa dall&#8217;avv. Giuseppe La Vigna del Foro di Roma.</p>
<p>di Luigi Abbramo</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=31166&#038;Edizione=10&#038;A=20120308">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/03/08/nove-condanne-per-oltre-secolo-carcere-sentenza-del-tribunale-penale-nel-processo-pandora-scaturito-unoperazione-dda-polizia-stato-contro-ndrine-isola-nel-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chieste condanne per 139 anni &#8211; La requisitoria del pm Bruni al processo scaturito dall&#8217;operazione &#8220;Pandora&#8221; contro le cosche di Isola C. R. &#8211; In 15 imputati a vario titolo di associazione mafiosa, droga, estorsioni</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/02/08/chieste-condanne-per-139-anni-requisitoria-del-bruni-processo-scaturito-dalloperazione-pandora-contro-cosche-isola-imputati-vario-titolo-associazione-mafiosa/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/02/08/chieste-condanne-per-139-anni-requisitoria-del-bruni-processo-scaturito-dalloperazione-pandora-contro-cosche-isola-imputati-vario-titolo-associazione-mafiosa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[operazione pandora]]></category>
		<category><![CDATA[operazione pandora crotone]]></category>
		<category><![CDATA[operazione pandora isola capo rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[processo pandora]]></category>
		<category><![CDATA[processo pandora crotone]]></category>
		<category><![CDATA[processo pandora isola capo rizzuto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22338</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Con la requisitoria pronunciata ieri dal pm Pierpaolo Bruni si avvia a conclusione davanti al Tribunale il processo con rito ordinario scaturito dall&#8217;operazione della Dda e della Polizia di Stato denominata &#8220;Pandora&#8221; messa a segno il 27 novembre del 2009 con 34 arresti di presunti affiliati ai clan Nicoscia e Arena di Isola [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Con la requisitoria pronunciata ieri dal pm Pierpaolo Bruni si avvia a conclusione davanti al Tribunale il processo con rito ordinario scaturito dall&#8217;operazione della Dda e della Polizia di Stato denominata &#8220;Pandora&#8221; messa a segno il 27 novembre del 2009 con 34 arresti di presunti affiliati ai clan Nicoscia e Arena di Isola Capo Rizzuto. Al termine del suo intervento durato poco meno di tre quarti d&#8217;ora il sostituto procuratore della Dda Bruni ha chiesto al Tribunale di condannare quattordici dei quindici imputati a pene per complessivi 139 anni di carcere. Il pm ha chiesto contestualmente di assolvere il 47enne di Cutro Angelo Salvatore Cortese che è collaboratore di giustizia.<span id="more-22338"></span></p>
<p>Davanti al collegio presieduto da Massimo Forciniti (Franco Russo Guarro e Michele Ciociola a latere; cancelliere: Giovanna Morabito), il pm Bruni nella sua sintesi conclusiva ha ripercorso la lettura accusatoria che è alla base dell&#8217;inchiesta &#8220;Pandora&#8221;. Bruni ha sostenuto l&#8217;esistenza delle organizzazioni criminali che sarebbero state dedite anche al traffico degli stupefacenti ed ha parlato della vendita di ingenti quantitativi di hascisc. </p>
<p>Il pm ha anche tratteggiato il ruolo svolto dai singoli imputati. Poi ha elencato le sue richieste. Hanno presentato memorie scritte associandosi alla richiesta del pm sia sia l&#8217;avv. Giuseppe La Vigna del foro di Roma in rappresentanza dell&#8217;associazione Alilacco-Sos Impresa che l&#8217;avv. Giovanni Iedà che rappresenta il Comune di Isola Capo Rizzuto costituitosi parte civile. Iedà ha chiesto per conto del Comune di Isola un risarcimento di 5 milioni di euro per il danno all&#8217;immagine causato alla città dall&#8217;attività delle cosche mafiose. </p>
<p>Nel processo sono inoltre parti civili la Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero dell&#8217;Interno rappresentati dall&#8217;Avvocatura dello Stato che ieri però non era presente in aula. L&#8217;udienza è stata poi aggiornata al 14 prossimo per le arringhe dei difensori.</p>
<p>Il processo come già detto è nato da un&#8217;operazione antimafia che nella lettura accusatoria avrebbe ricostruito dieci anni di &#8216;ndrangheta nel territorio di Isola Capo Rizzuto. A partire dal cruento scontro tra le famiglie Arena e Nicoscia, per arrivare al successivo tentativo di tregua cercato da uomini dei due clan per potersi spartire i consistenti proventi delle attività illecite. L&#8217;operazione &#8220;Pandora&#8221;, avrebbe inoltre portato alla luce tutta una serie di episodi estorsivi ai danni a noti villaggi turistici della costa e di piccoli imprenditori. Associazione mafiosa, droga, armi, estorsioni, danneggiamenti: questi i reati contestati a vario titolo ai 15 imputati quasi tutti di Isola Capo Rizzuto.</p>
<p>Le richieste di condanneIn particolare il pm Bruni ha chiesto una condanna ad otto anni reclusione per Giuseppe Fazio (55 anni, difeso dall&#8217;avv. Mario Prato); a sei anni per Carmelo La Porta (43, avv. Mario Prato); a diciotto anni per Nicola Lentini (25, avvocati Pietro Pitari e Saverio Loiero); ad otto anni per Paolo Lentini (38, avv. Loiero).</p>
<p>Poi ha chiesto tre anni di reclusione per Graziella Manfredi (52, res. a Borgarello nel Pavese, avv. Rocco Corda); diciotto anni per Luigi Manfredi (38, classe &#8217;74, avv. Pitari e Corda); sedici anni per Pasquale Manfredi (35, avvocati Giancarlo Pittelli e Loiero); sedici anni per Tommaso Manfredi (61, avvocati Pitari e Prato); dodici anni per Fedele Martino (58, Strongoli residente a Vedano Olona nel Varesotto, avvocati Corrado Viazzo e Domenico Sirianni); sedici anni per Carmine Vittimberga (52, res. a Borgarello nel Pavese, avv. Pitari e Corda); l&#8217;assoluzione per Angelo Salvatore Cortese (47, Cutro, collaboratore di giustizia, avv. Salvino Greco); sei anni per Federico Periti (34, avv. Domenico Magnolia); otto anni per Franco Pugliese (55, avvocati Gregorio Viscomi e Prato); due anni ciascuno per Doriana Pugliese (28, avv. Viscomi e Prato) e Mirko Pugliese (24, avvocato Salvatore Staiano).</p>
<p>di (l. ab.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=17496&#038;Edizione=10&#038;A=20120208">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/02/08/chieste-condanne-per-139-anni-requisitoria-del-bruni-processo-scaturito-dalloperazione-pandora-contro-cosche-isola-imputati-vario-titolo-associazione-mafiosa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>‘Ndrangheta, il pentito Bonaventura denuncia: “Cosche infiltrate nel servizio di protezione” &#8211; Tramite il suo avvocato, il 42enne calabrese getta strane ombre sul sistema di sicurezza intorno ai collaboratori di giustizia: &#8220;La mala sapeva in quale località protetta viveva il mio assistito e si stava organizzando per farlo fuori&#8221;</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/02/06/ndrangheta-pentito-bonaventura-denuncia-cosche-infiltrate-nel-servizio-protezione-tramite-suo-avvocato-42enne-calabrese-getta-strane-ombre-sul-sistema/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/02/06/ndrangheta-pentito-bonaventura-denuncia-cosche-infiltrate-nel-servizio-protezione-tramite-suo-avvocato-42enne-calabrese-getta-strane-ombre-sul-sistema/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[collaboratori di giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notiizie]]></category>
		<category><![CDATA[luigi bonaventura]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[pierpaolo bruni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22328</guid>
		<description><![CDATA[<p>E’ esasperato Luigi Bonaventura, 42enne pentito di ‘ndrangheta originario del crotonese. Ha rifiutato il trasferimento nelle Marche, perché in quella regione, come nella vicina Romagna, sono molte, troppe, le famiglie di ‘ndrangheta di sua conoscenza e che lui ha denunciato, in ore e ore di dichiarazioni rilasciate alla magristratura. Andare lì sarebbe stato come andare [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ esasperato Luigi Bonaventura, 42enne pentito di ‘ndrangheta originario del crotonese. Ha rifiutato il trasferimento nelle Marche, perché in quella regione, come nella vicina Romagna, sono molte, troppe, le famiglie di ‘ndrangheta di sua conoscenza e che lui ha denunciato, in ore e ore di dichiarazioni rilasciate alla magristratura. Andare lì sarebbe stato come andare al macello, ecco perché Bonaventura considera foriero solo di cattive sorprese il programma di protezione testimoni a cui è sottoposto. Proprio per questo motivo ne vuole uscire. E ha avanzato allo Stato una richiesta di risarcimento danni per 2 milioni e mezzo di euro.<span id="more-22328"></span></p>
<p>La domanda è dall’avvocato Giulio Calabretta, che affianca il collaboratore di giustizia oramai da diversi anni. Ma a parte lo sconforto di Bonaventura c’è di più. E’ probabile, infatti, che la sua vicenda scopra uno scenario molto inquietante. “Quello delle connivenze di cui la criminalità organizzata può godere all’interno del Servizio centrale di protezione” sostiene l’avvocato Calabretta, che presto potrebbe essere sentito come testimone dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.</p>
<p>Sul caso Bonaventura è aperta un’indagine presso la Procura della Repubblica di Campobasso. Gli atti sono naturalmente secretati, ma tra loro ci sono sicuramente i verbali degli interrogatori rilasciati da Bonaventura al pm della distrettuale antimafia di Catanzato, Pierpaolo Bruni. Qui il collaboratore narra tutta una serie di dettagli che serviranno per rispondere a tante domande. Una su tutte: quelli che volevano la sua morte come hanno fatto a sapere in quale località protetta si trovava il collaboratore di giustizia?</p>
<p>Luigi Bonaventura, infatti, vive a Termoli, in Molise, con la moglie e due figli piccoli in un alloggio non più segreto. “Bruciato” dallo stesso collaboratore, che ha rilasciato un’intervista a un giornale calabrese dicendo chiaramente dove si trovava. Ma prima ancora scoperto dalla ‘ndrangheta, che nel luglio del 2011 era pronta ad agire tramite i suoi killer per mettere il bavaglio a Bonaventura. Per sempre.</p>
<p>Il collaboratore, prima del suo ‘pentimento’, era uno dei boss del clan Vrenna-Bonaventura-Corigliano, attivo nella provincia di Crotone. Ai magistrati ha raccontato trent’anni di affari criminali, messi in piedi dalle cosche anche lontano dalla loro terra d’origine, soprattutto in Emilia Romagna. Oggi, però, quel che maggiormente preoccupa chi vive a stretto contatto con Bonaventura sono le falle di cui soffre il sistema di protezione. </p>
<p>L’avvocato Calabretta, oltre a Bonaventura, rappresenta anche Kabab Kalid, un marocchino che in Sardegna ha denunciato un grosso giro di droga tra l’isola e Milano, sempre condotto da una potente organizzazione criminale. Anche quel collaboratore, pur essendo stato trasferito in una località protetta, di recente ha subito minacce da persone che evidentemente sapevano troppo su dove si trovava l’uomo.</p>
<p>Nel caso di Bonaventura, però, i fatti sono più gravi. “Personale che doveva essere preposto alla sicurezza del mio assistito – denuncia l’avvocato Calabretta – faceva sicuramente il doppio gioco. Questo è stato da noi denunciato e presto verrà reso noto dalla magistratura”. A riprova di questo, il legale ricorda un fatto: la scoperta, nel luglio scorso, di un arsenale a disposizione dei killer della ‘ndrangheta, individuato a Termoli, a pochi passi dalla casa di Bonaventura. “Il garage in cui era parcheggiata l’auto carica di armi – riferisce Calabretta – era di proprietà della moglie di un appartenente alle forze dell’ordine. Quelle armi – prosegue Calbretta – dovevano servire ad uccidere il mio assisitito”. </p>
<p>La magistratura ha scoperto poi che quell’arsenale era a disposizione del clan guidato da Felice Ferrazzo, originario di Mesoraca, sempre nel crotonese. Ferrazzo aveva diversi affari in corso in Molise – dove Bonaventura ha riferito che la ‘ndrangheta opera da tempo – ma è stato arrestato il 22 luglio scorso a Milano.</p>
<p>C’è un nome e un fatto terribile, inoltre, che in un qualche modo collegano la vicenda Bonaventura al nord e al capoluogo lombardo: la storia di Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia ed ex moglie di boss, uccisa e sciolta nell’acido. Bonaventura, durante l’udienza di un processo per associazione mafiosa in corso a Catanzaro, ha detto di essere molto turbato e ha aggiunto: “La ‘ndrangheta mi farà fare la stessa fine di Lea Garofalo”. </p>
<p>La donna, madre di Denise – la giovane e suo malgrado famosa testimone al processo di Milano contro i presunti assassini di Lea – nel 2009 si trovava in soggiorno protetto proprio in Molise. Qui fu raggiunta da tre persone, pronte – secondo la Dda di Milano – a sequestrarla e ad ucciderla. Anche loro, sfruttando probabilmente gli stessi canali oggi denunciati da Bonaventura, erano riusciti a scoprire quella località, che protetta in fondo in fondo non lo era per niente.</p>
<p>di Fabio Abati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/ndrangheta-pentito-bonaventura-denunciacosche-infiltrate-servizio-protezione/189099/">ilfattoquotidiano.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/02/06/ndrangheta-pentito-bonaventura-denuncia-cosche-infiltrate-nel-servizio-protezione-tramite-suo-avvocato-42enne-calabrese-getta-strane-ombre-sul-sistema/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Otto persone scomparse in vent&#8217;anni &#8211; Inghiottite dal nulla: si teme che siano rimaste vittime della cosiddetta &#8220;lupara bianca&#8221; &#8211; A Torre Melissa da più di un mese non sia hanno notizie di Salvatore Russo</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/01/19/otto-persone-scomparse-ventanni-inghiottite-dal-nulla-teme-che-siano-rimaste-vittime-della-cosiddetta-lupara-bianca-torre-melissa-piu-mese-non-sia-hanno-notizie-salvator/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/01/19/otto-persone-scomparse-ventanni-inghiottite-dal-nulla-teme-che-siano-rimaste-vittime-della-cosiddetta-lupara-bianca-torre-melissa-piu-mese-non-sia-hanno-notizie-salvator/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Russo torre melissa]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore russo]]></category>
		<category><![CDATA[scomparso Salvatore Russo]]></category>
		<category><![CDATA[scomparso antonio Russo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22280</guid>
		<description><![CDATA[<p>CIRÒ MARINA (KR) &#8211; Sembra essere stato inghiottito nel nulla Salvatore Russo, conosciuto a Torre Melissa con il nome di Antonio. Del pensionato, che compirà 66 anni domenica prossima, non si hanno più notizie ormai da oltre un mese. Settimane che sono passate veloci tra segnalazioni e &#8220;soffiate&#8221; giunte alla Caserma dei carabinieri di Torre [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CIRÒ MARINA (KR) &#8211; Sembra essere stato inghiottito nel nulla Salvatore Russo, conosciuto a Torre Melissa con il nome di Antonio. Del pensionato, che compirà 66 anni domenica prossima, non si hanno più notizie ormai da oltre un mese. Settimane che sono passate veloci tra segnalazioni e &#8220;soffiate&#8221; giunte alla Caserma dei carabinieri di Torre Melissa e poi rivelatesi falsi allarmi. I militari dell&#8217;Arma agli ordini del comandante della stazione, Vincenzo Boris Zavarella, hanno cercato in lungo ed in largo Antonio Russo. I militari dell&#8217;Arma hanno passato al setaccio le campagne della zona controllando palmo a palmo anche tra il fango di località Fasana a Strongoli Marina. <span id="more-22280"></span></p>
<p>Poi sono andati a Rocca di Neto ed in ogni altro luogo che è stato indicato con telefonate, lettere o voci diffuse nel paese. Tutto, però è stato inutile. Russo pare sparito nel nulla.</p>
<p>Si era sperato che l&#8217;uomo ricomparisse il 2 gennaio scorso per ritirare la pensione, così come aveva fatto l&#8217;ultima volta, il mattino del 1. dicembre scorso, prima di scomparire misteriosamente. E da quel giorno che il 66enne è scomparso da Torre Melissa. Le ultime tracce di Russo rimandano a Crotone. Le immagini dell&#8217;uomo che camminava da solo in mezzo alla gente, sono state carpite dalle telecamere del terminal dell&#8217;autostazione dei pullman di Crotone in via Giuseppe Di Vittorio. </p>
<p>Poi, Salvatore Russo si è come volatilizzato, seguendo la sorte di altre persone scomparse nel circondario Cirotano, su alcune delle quali pesa l&#8217;ombra di sentenze di morte scritte dalla &#8216;ndrangheta imperante nella zona.</p>
<p>Come in un tragico rosario ecco gli scomparsi di CIrò Marina che si presume siano rimaste vittime della &#8220;lupara bianca&#8221;: il 26 marzo 2011 si sono perse le tracce di Antonio Morrone, 43 anni, carpentiere di Cirò Marina. Quella mattina Morrone è stato visto per l&#8217;ultima volta dal padre, imboccare, a piedi, via Manzoni da Piazza Diaz. Da allora l&#8217;uomo non ha mai fatto ritorno a casa dove ancora sperano di rivederlo la moglie ed i suoi due figli. Con Morrone sono otto le persone di Cirò Marina scomparse dal 1992 ad oggi.</p>
<p>Prima del carpentiere era sparito il 27 dicembre 2008 Claudio Aloisio che avrebbe compiuto 31 anni il Capodanno del 2009. L&#8217;automobile con la quale il carpentiere si allontanò da casa, venne ritrovata l&#8217;indomani a Torre Melissa: l&#8217;auto aveva le portiere aperte e lo stereo era acceso.</p>
<p>Nella serata del 20 ottobre 2007 venne inghiottito dal buio Sergio Sasso, 36 anni, muratore. Quella sera ormai lontana più di quattro anni, l&#8217;uomo, si chiuse alle spalle il portone di casa, in cui ha lasciato la moglie e due figli piccoli, e non vi ha più fatto ritorno. La sua vettura fu poi rinvenuta in una traversa poco frequentata di Via Togliatti, alle spalle della scuola &#8220;Don Bosco&#8221;.</p>
<p>Dal 28 dicembre 1992, non si sa nulla della sorte toccata a Giuseppe Cavarretta 22 anni che non arrivò mai all&#8217;appuntamento fissato per le 21 di quella stessa in un bar della periferia con due suoi amici.</p>
<p>I fratelli Mario e Lorenzo Doria, 22 anni il primo, 24 anni il secondo, sparirono insieme Patrizio Pirillo, 17 anni appena, nella notte di S. Silvestro del 1998. I tre furono visti l&#8217;ultima volta lungo Via Roma a bordo di un Fia Punto grigia che rispuntò due giorni dopo in località &#8220;Volvito&#8221; tra Cirò e Crucoli.</p>
<p>Da Cirò Marina, è scomparso inoltre il 1 dicembre 2009 Armando Le Rose, 36 anni, muratore di Papanice. Anche di quest&#8217;ultimo si sono perse le tracce cosi come degli altri sette scomparsi che diventano nove con Salvatore Russo.</p>
<p>di Margherita Esposito</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=8018&#038;Edizione=10&#038;A=20120119">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/01/19/otto-persone-scomparse-ventanni-inghiottite-dal-nulla-teme-che-siano-rimaste-vittime-della-cosiddetta-lupara-bianca-torre-melissa-piu-mese-non-sia-hanno-notizie-salvator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luigi Bonaventura ai giudici: volevano farmi fare la fine di Lea &#8211; Il collaboratore di giustizia in videoconferenza ha denunciato di aver subito un agguato &#8211; Al processo Pandora la testimonianza dei &#8220;pentiti&#8221; Bumbaca e Marino</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/01/11/luigi-bonaventura-giudici-volevano-farmi-fare-fine-lea-collaboratore-giustizia-videoconferenza-denunciato-aver-subito-agguato-processo-pandora-testimonianza-dei/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2012/01/11/luigi-bonaventura-giudici-volevano-farmi-fare-fine-lea-collaboratore-giustizia-videoconferenza-denunciato-aver-subito-agguato-processo-pandora-testimonianza-dei/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 09:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[operazione pandora]]></category>
		<category><![CDATA[operazione pandora crotone]]></category>
		<category><![CDATA[operazione pandora isola capo rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[processo pandora]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22217</guid>
		<description><![CDATA[<p>ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) &#8211; «Mi volevano far fare la fine di Lea Garofalo». Rivolgendosi ai giudici attraverso lo schermo della videconferenza e citando il tragico destino della testimone di giustizia petilina che sarebbe stata uccisa e poi sciolta nell&#8217;acido, il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura ha reso noto di essere finito nel mirino di [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) &#8211; «Mi volevano far fare la fine di Lea Garofalo». Rivolgendosi ai giudici attraverso lo schermo della videconferenza e citando il tragico destino della testimone di giustizia petilina che sarebbe stata uccisa e poi sciolta nell&#8217;acido, il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura ha reso noto di essere finito nel mirino di ignoti killer della &#8216;ndrangheta che volevano fargli pagare la sua decisione di collaborare con la giustizia.<span id="more-22217"></span> </p>
<p>La voce di &#8220;Gne gne&#8221; che lo schermo del circuito chiuso della videoconferenza rimandava attutita nell&#8217;aula del Tribunale, rivelava tutti i timori del 40enne ex boss della &#8216;ndrangheta crotonese che ieri avrebbe dovuto testimoniare al processo con rito ordinario scaturito dall&#8217;operazione della Dda e della Polizia di Stato denominata &#8220;Pandora&#8221; messa a segno il 26 novembre del 2009 con 34 arresti di presunti affiliati ai clan Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto.</p>
<p>Ma adducendo motivi di salute ed il suo stato d&#8217;animo per il tentativo di agguato che avrebbe subito, Luigi Bonaventura ha chiesto di differire ad altra data la sua testimonianza davanti al collegio presieduto da Massimo Forciniti (Giulia Proto e Franco Russo Guarro a latere; cancelliere: Giovanna Morabito). </p>
<p>Nell&#8217;istanza di differimento della deposizione che il suo difensore, l&#8217;avvocato Giulio Calabretta, ha letto in aula, oltre a citare i problemi di salute dai quali il collaboratore di giustizia è affetto da qualche tempo, si legge anche che «alcuni mesi addietro Luigi Bonaventura è stato vittima di un attentato di &#8216;ndrangheta ed è riuscito a scappare per puro caso. L&#8217;episodio è stato poi denunciato ma la situazione resta pericolosa».</p>
<p>Bonaventura a scanso di equivoci ha comunque precisato che non intende abbandonare il suo percorso di collaborazione con la giustizia. Il tentativo di uccidere Luigi Bonaventura sarebbe avvenuto nella città in cui il collaboratore di giustizia risiede da qualche tempo e dove pare sia stato avvicinato da emissari delle cosche crotonesi. </p>
<p>Questi ultimi dopo essersi finti amici avrebbero poi tentato di ucciderlo. Sulla vicenda ha avviato le indagini la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che starebbe valutando anche eventuali falle nel sistema di protezione di collaboratori e testimoni di giustizia.</p>
<p>Al processo contro le cosche isoletane che vede imputate 15 persone, prima della mancata testimonianza di &#8220;Gne Gne&#8221;, hanno reso la loro deposizione in videoconferenza altri due &#8220;pentiti&#8221; della cosca Vrenna-Corigliano-Bonaventura: sollecitati dalle domande del pm antimafia Pierpaolo Bruni, prima Domenico Bumbaca e poi Vincenzo Marino, hanno raccontato i rapporti tra la &#8216;ndrina crotonese e la famiglia Arena di Isola. </p>
<p>Ambedue hanno fatto riferimento a Paolo Lentini che è imputato nel processo per detenzione illegali di armi, come di uomo di fiducia degli Arena. Sia Bumbaca che Marino per ricostruire il contesto di mafia in cui avvenivano i reati contestati (droga, armi, estorsioni), hanno anche citato incontri che sarebbero avvenuti tra uomini del clan crotonese e esponenti degli Arena per programmare l&#8217;agguato e l&#8217;uccisione di Leo Russelli, il presunto capoclan &#8220;scissionista&#8221; di Papanice. Hanno controinterrogato i collaboratori gli avvocati Saverio Loiero, Rocco Corda e D&#8217;agosta.</p>
<p>di (l. ab.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=4267&#038;Edizione=10&#038;A=20120111">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2012/01/11/luigi-bonaventura-giudici-volevano-farmi-fare-fine-lea-collaboratore-giustizia-videoconferenza-denunciato-aver-subito-agguato-processo-pandora-testimonianza-dei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A giudizio l&#8217;ex assessore Marino con altri quattro imputati di Hydra &#8211; La decisione del gup al termine dell&#8217;udienza preliminare sul procedimento antimafia &#8211; In 17 invece saranno giudicati la prossima primavera col rito abbreviato</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/23/giudizio-lex-assessore-marino-con-altri-quattro-imputati-hydra-decisione-del-gup-termine-delludienza-preliminare-sul-procedimento-antimafia-invece-saranno-giudicati-prossim/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/23/giudizio-lex-assessore-marino-con-altri-quattro-imputati-hydra-decisione-del-gup-termine-delludienza-preliminare-sul-procedimento-antimafia-invece-saranno-giudicati-prossim/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 09:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Hydra]]></category>
		<category><![CDATA[processo hydra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22185</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; A giudizio l&#8217;ex assessore provinciale Gianluca Marino (39 anni), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio politico-mafioso; a giudizio gli altri quattro imputati che come Marino hanno optato per il rito abbreviato. Così ha deciso ieri dopo più di tre ore di camera di consiglio il giudice dell&#8217;udienza preliminare di Catanzaro [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; A giudizio l&#8217;ex assessore provinciale Gianluca Marino (39 anni), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio politico-mafioso; a giudizio gli altri quattro imputati che come Marino hanno optato per il rito abbreviato. Così ha deciso ieri dopo più di tre ore di camera di consiglio il giudice dell&#8217;udienza preliminare di Catanzaro Tiziana Macrì che giudicherà invece con il rito abbreviato, nella primavera prossima gli altri 17 imputati del procedimento scaturito dall&#8217;operazione antimafia della Polizia di Stato denominata &#8220;Hydra&#8221;.<span id="more-22185"></span></p>
<p>Insieme a Marino compariranno il 29 marzo prossimo davanti al Tribunale di Crotone, Damiano Bevilacqua (26 anni), accusato di associazione finalizzata al narcotraffico; Michele Cava (48 anni); accusato di associazione mafiosa finalizzata al voto di scambio; Giovambattista Morabito (40 anni), accusato di associazione mafiosa; Luigi Spagnolo (27 anni), accusato per droga. Marino è difeso dagli avvocati Francesco Laratta ed Aldo Truncè mentre Bevilacqua e Spagnolo sono assistiti dall&#8217;avv. Mario Nigro. L&#8217;avv. Nando Pantuso difende Cava e Morabito.</p>
<p>Nella lettura investigativa con l&#8217;operazione &#8220;Hydra&#8221; venuta alla luce con il blitz dell&#8217;11 febbraio scorso gli investigatori della Polizia di Stato coordinati dalla Dda avrebbero colpito le nuove leve della cosca Vrenna-Bonaventura-Ciampà che erano subentrati ai vecchi capi finiti in carcere con le operazioni &#8220;Eracles&#8221; e &#8220;Perseus&#8221;. </p>
<p>Al vertice della nuova &#8220;paranza&#8221; della &#8216;ndrina ci sarebbe stato per gli inquirenti Antonio Gaetano Vrenna. Ma nella carte di &#8220;Hydra&#8221; viene anche ricostruita una presunta &#8220;combine&#8221; politico-mafiosa che sarebbe stata messa in atto a sostegno del centrodestra in occasione delle elezioni provinciali del 2009. </p>
<p>Per l&#8217;accusa sostenuta ieri in udienza dal pm della Dda Pierpaolo Bruni, Marino, quando era candidato per il Pdl alle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, tra maggio e giugno del 2009, avrebbe chiesto ed ottenuto l&#8217;aiuto ad alcuni elementi della cosca (Iembo e Vrenna), per procurarsi voti in cambio di somme di denaro.</p>
<p>Un&#8217;accusa sempre respinta da Marino che tramite i suoi legali si è detto tranquillo di riuscire a chiarire in sede di dibattimento la sua estraneità alle accuse. «Siamo molto fiduciosi», ha commentato a caldo dopo la conclusione dell&#8217;udienza preliminare l&#8217;avv. Aldo Truncè.</p>
<p>Oltre al capitolo delle collusioni politico-mafiose, nel fascicolo dell&#8217;inchiesta &#8220;Hydra&#8221; sono contemplati come reati l&#8217;associazione mafiosa, il traffico di droga, una miriade di danneggiamenti con tentate estorsioni ai danni di commercianti e intimidazioni compiute ai danni di familiari di tre collaboratori di giustizia.</p>
<p>Reati contestati a vario titolo a 23 imputati. Di questi però come è noto in 17 hanno optato per il rito abbreviato e saranno giudicati nella prossima primavera dallo stesso gup Tiziana Macrì. </p>
<p>Si tratta di: Domenico Bevilacqua (43 anni); Salvatore Ciampà (31 anni); Claudio Covelli (29 anni); Pasquale Crugliano (28 anni); Agostino Frisenda (49 anni); Carmelo Iembo (33 anni); Antonio Manetta (26 anni); Giuseppe Mesuraca (29 anni); Giuliano Napoli (23 anni di Cinquefrondi); Francesco Passalacqua (31 anni); Giuseppe Passalacqua (25 anni); Leonardo Passalacqua (37 anni); Francesco Pugliese (33 anni); Armando Taschera (58 anni); Antonio Gaetano Vrenna (31 anni); Youness Zari (26 anni, di Moncalieri); Massimo Zurlo (35 anni).</p>
<p>Gli imputati sono difesi da un collegio di penalisti composto tra gli altri dagli avvocati: Fabrizio Salviati, Lucio Canzoniere, Mario Prato. Oltre ai collaboratori di giustizia Vincenzo Marino, Luigi Bonaventura detto &#8220;Gne gne&#8221; e Domenoco Bumbaca, si sono costituite parti civili la Provincia, assistita dall&#8217;avv. Anna Paola De Masi, il Comune e la Confcommercio rappresentate dall&#8217;avv. Ilda Spadafora.</p>
<p>di Luigi Abbramo</p>
<p>da <a href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=177039&#038;Edizione=10&#038;A=20111223">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/23/giudizio-lex-assessore-marino-con-altri-quattro-imputati-hydra-decisione-del-gup-termine-delludienza-preliminare-sul-procedimento-antimafia-invece-saranno-giudicati-prossim/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Agguato nel rione Montagnella, Nik Guerra ferito a colpi di pistola &#8211; Il 51enne colpito all&#8217;addome da due proiettili. È in prognosi riservata &#8211; Negli anni &#8217;90 fu coinvolto nell&#8217;inchiesta antimafia &#8220;Galassia&#8221;</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/16/agguato-nel-rione-montagnella-nik-guerra-ferito-colpi-pistola-51enne-colpito-alladdome-due-proiettili-prognosi-riservata-negli-anni-coinvolto-nellinchiesta-antimafia/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/16/agguato-nel-rione-montagnella-nik-guerra-ferito-colpi-pistola-51enne-colpito-alladdome-due-proiettili-prognosi-riservata-negli-anni-coinvolto-nellinchiesta-antimafia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Nicodemo Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nicodemo Guerra cirò marina]]></category>
		<category><![CDATA[agguato Nicodemo Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[agguato cirò marina]]></category>
		<category><![CDATA[spari cirò marina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=22009</guid>
		<description><![CDATA[<p>CIRò MARINA (KR) &#8211; Agguato in pieno giorno ieri, nel primissimo pomeriggio a Cirò Marina dove, dopo un lungo periodo di silenzio, le armi sono tornate a tuonare in mezzo alla strada nel popoloso quartiere della Montagnella. Poco dopo le 14,30, due colpi esplosi da mano ignota con una pistola hanno centrato all&#8217;addome il bersaglio [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CIRò MARINA (KR) &#8211; Agguato in pieno giorno ieri, nel primissimo pomeriggio a Cirò Marina dove, dopo un lungo periodo di silenzio, le armi sono tornate a tuonare in mezzo alla strada nel popoloso quartiere della Montagnella. Poco dopo le 14,30, due colpi esplosi da mano ignota con una pistola hanno centrato all&#8217;addome il bersaglio predestinato di quello che, forse, è stato un omicidio mancato. Gli spari in rapida successione, confusi dalle detonazioni dei botti di Natale, hanno risuonato nel rione periferico della Montagnella. A terra sanguinante è rimasto Nicodemo Guerra<span id="more-22009"></span>, 51 anni, già noto alle forze dell&#8217;ordine per i suoi numerosi precedenti. </p>
<p>Nato e vissuto a Cirò, ma residente da un paio di anni a Cirò Marina, l&#8217;uomo è stato ferito nei pressi della sua abitazione, all&#8217;angolo tra Via S. Antonio e Via Sicilia, dove vive con la moglie ed una figlia. Nicodemo Guerra detto Nik, è stato immediatamente soccorso. </p>
<p>E dopo le prime cure che gli sono state prestate dai sanitari nella vicina clinica S. Rita, il 51enne è stato trasferito in ambulanza nell&#8217;ospedale di Crotone. Nel presidio sanitario del capoluogo è stato sottoposto, subito, ad un intervento chirurgico andato avanti per ore. Seppure in condizioni gravi, l&#8217;uomo, ieri sera, non pareva essere in pericolo di vita.</p>
<p>Sul luogo dell&#8217;agguato sono intervenuti i carabinieri del Comando Compagnia di Cirò Marina, diretto dal capitano Paolo Nichilo. I militari che hanno avviato le indagini sull&#8217;episodio, sperano di poter ascoltare al più presto Guerra, per cercare di ottenere dallo stesso ferito le indicazioni utili a dare un nome all&#8217;autore del tentato omicidio e scoprirne. </p>
<p>A quanto pare, negli ultimi anni, Guerra che in gioventù ha collezionato una lunga serie di precedenti che vanno dal porto abusivo di armi, alla rapina, alle percosse, il furto e la ricettazione, avrebbe da quache tempo mantenuto una posizione defilata, distante pare dalle cosche locali, alla quale sarebbe stato legato a metà degli anni &#8217;90. </p>
<p>Nel &#8217;95 Nicodemo Guerra rimase coinvolto nell&#8217;operazione antimafia &#8220;Galassia&#8221; contro la cosca Farao-Marincola. Guerra, sfuggì alla cattura, e venne arrestato al termine di un periodo di latitanza l&#8217;11 gennaio &#8217;96. Il suo nome compare anche nei fascicoli d&#8217;indagine riguardanti l&#8217;omicidio di Giuseppina Stricagnolo, la donna, madre di tre figli, di Cirò scomparsa e poi ritrovata morta e per il tentato omicidio di Salvatore Benevento. </p>
<p>Condannato per associazione mafiosa e per tentato omicidio, in appello la pena, confermata in Cassazione nel marzo 2003, gli venne ridotta a 14 anni. Nik Guerra, scontò comunque solo 9 anni. Venne scarcerato il 22 agosto 2005, ma il successivo 6 ottobre venne sottoposto per tre anni alla misura della sorveglianza speciale a Cirò che stata fatta eseguire dai carabinieri della Stazione del centro collinare diretta dal maresciallo Diego Annibale. </p>
<p>Al termine della misura restrittiva, Guerra, si è trasferito a Cirò Marina, dove avrebbe mantenuto un profilo basso. Ha continuato a seguire l&#8217;allevamento di cavalli e di altri animali nei terreni delle campagne del Vallo dopo aver subito il sequestro e la confisca di alcuni terreni di località S. Venere, in quanto ritenuti proventi di attività illecita.</p>
<p>di Margherita Esposito</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=173841&#038;Edizione=10&#038;A=20111216">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/16/agguato-nel-rione-montagnella-nik-guerra-ferito-colpi-pistola-51enne-colpito-alladdome-due-proiettili-prognosi-riservata-negli-anni-coinvolto-nellinchiesta-antimafia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al processo &#8220;Puma&#8221; ventitrè assoluzioni &#8211; Il Tribunale penale al terzo giorno di camera di consiglio ha emesso la sentenza nei confronti dei ventisei imputati ed ha inflitto solo tre condanne</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/01/processo-puma-ventitre-assoluzioni-tribunale-penale-terzo-giorno-camera-consiglio-emesso-sentenza-nei-confronti-dei-ventisei-imputati-inflitto-solo-tre-condanne/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/01/processo-puma-ventitre-assoluzioni-tribunale-penale-terzo-giorno-camera-consiglio-emesso-sentenza-nei-confronti-dei-ventisei-imputati-inflitto-solo-tre-condanne/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 09:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[processo puma]]></category>
		<category><![CDATA[processo puma crotone]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza processo puma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21911</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Una sola condanna per mafia e due altre condanne per accuse di corruzione e voto di scambio. Poi ben ventitrè assoluzioni. Così ha deciso ieri il collegio del Tribunale di Crotone che dopo 60 ore circa di camera di consiglio ha emesso il verdetto per le ventisei persone imputate in uno dei due [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Una sola condanna per mafia e due altre condanne per accuse di corruzione e voto di scambio. Poi ben ventitrè assoluzioni. Così ha deciso ieri il collegio del Tribunale di Crotone che dopo 60 ore circa di camera di consiglio ha emesso il verdetto per le ventisei persone imputate in uno dei due procedimenti scaturito dall&#8217;operazione &#8220;Puma&#8221; del 28 dicembre 2006. Un processo che come è noto ruotava intorno alle attività della cosca Maesano di Isola<span id="more-21911"></span> che avrebbe controllato per trarne profitto i villaggi turistici sulla costa tra Isola e Botricello, e soprattutto quello di Praialonga. </p>
<p>Si basava infatti per la gran parte su vicende accadute in questo grosso condominio di palazzine e case abitate durante le vacanze estive da crotonesi e non solo, l&#8217;inchiesta condotta dalla Dda e dai Carabinieri. </p>
<p>La ricostruzione accusatoria prefigurava anche episodi corruttivi che coinvolgevano politici e loro collaboratori. E poi erano ipotizzati estorsioni e danneggiamenti all&#8217;ex amministratore di condominio Stefano Forleo per costringerlo a cedere l&#8217;amministrazione del villaggio agli uomini della cosca. </p>
<p>Ma davanti al Tribunale ha retto solo una piccola parte dell&#8217;ipotesi accusatoria. </p>
<p>Il collegio presieduto da Guglielmo Labonia (a latere Gilda Del Borrello e Raffaella Dattolo giudice onorario; cancelliere: Giovanna Morabito ), ha infatti condannato solo Giovanni Puccio (63 anni di Botricello, per associazione mafiosa alla pena di tre anni e 2 mesi di reclusione. Lo stesso Puccio, difeso dall&#8217;avv. Pietro Pitari è stato assolto da tutti gli altri capi d&#8217;imputazione che gli venivano contestati. </p>
<p>Assolto dalle accuse di mafia anche Luigi Bumbaca, amministratore di Praialonga nel periodo dei fatti oggetto del processo, e considerato uomo dei Maesano. Bumbaca che è stato difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Gregorio Viscomi, è stato condannato a due anni e 6 mesi di reclusione per due episodi di corruzione e voto di scambio e nei suoi confronti il Tribunale ha escluso l&#8217;aggravante della mafiosità. </p>
<p>Un aggravante esclusa anche per Michele D&#8217;Alfonso cognato dell&#8217;ex assessore regionale alla forestazione Dionisio Gallo. D&#8217;Alfonso per la pubblica accusa tra la fine del 2004 e l&#8217;inizio del 2005, aveva fatto da tramite tra Bumbaca espressione dei Maesano e l&#8217;allora assessore regionale che secondo la tesi dell&#8217;accusa per ottenere voti avrebbe accolto alcune richieste dello stesso Bumbaca inviando per esempio operai forestali del consorzio a Praialonga. </p>
<p>Ebbene il Tribunale ha condannato D&#8217;Alfonso (difeso dagli avvocati Luigi Morrone e Livia Apa), a due anni e 4 mesi di reclusione per un solo episodio corruttivo legato a un&#8217;ipotesi di voto di scambio assolvendolo da tutti gli altri capi d&#8217;imputazione che gli venivano contestati.</p>
<p>Il collegio presieduto dal giudice Labonia ha poi condannato Giovanni Puccio al risarcimento danni in favore della Regione Calabria, del Comune di Isola Capo Rizzuto e del Condominio di Praialonga, assistite rispettivamente dall&#8217;avv. Panico, dall&#8217;avv. Giovanni Iedà e dall&#8217;avv. Leo Sulla. È stato parte offesa nel processo anche Stefano Forleo, rappresentato dagli avvocati Graziella e Attilio Scola.</p>
<p>Il pm Pierpaolo Bruni aveva chiesto di infliggere 23 condanne per un totale di 118 anni e 6 mesi di reclusione e solo 3 assoluzioni. Ma il collegio del Tribunale ha deciso al contrario mandando assolti da tutte le accuse sia gli imputati accusati di associazione mafiosa (Santo Maesano, Antonio Puccio, Michele Leonardo Bruno), sia gli imputati che erano accusati di singoli episodi di voto di scambio per ipotizzate promesse pre-elettorali con l&#8217;allora assessore regionale Gallo, sia infine gli altri accusati di aver aiutato la cosca ad assumere il controllo del Villaggi o di averne facilitato i progetti come l&#8217;ex presidente del Consorzio di bonifica Gennaro Marrazzo anch&#8217;egli assolto.</p>
<p><strong>La sentenza</strong></p>
<p>Queste nel dettaglio le decisioni dei giudici: Santo Maesano (53 anni di Isola C. R), assolto (il pm aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione); Giovanni Puccio (63, Botricello), condannato a tre anni e mesi due di reclusione (chiesti 14 anni); Antonio Puccio (54, Botricello), assolto (chiesti 10 anni); Luigi Bumbaca (55, Botricello), assolto (chiesti 14 anni); Michele Leonardo Bruno (51, Cutro), assolto (chiesti 6 anni); Antonio Bumbaca (27 di Botricello), assolto (chiesti 6 anni); Giuseppe Battaglia (63, di Isola Capo Rizzuto), assolto (chiesti 8 anni); Domenico Calabretta (60 di Isola Capo Rizzuto), assolto (chiesti 4 anni di reclusione); Agostino Biondi (58 di Isola Capo Rizzuto), assolto, (chiesti 6 mesi); Michele D&#8217;Alfonso (59, di Santa Severina), condannato a due anni e mesi quattro di reclusione (chiesti 9 anni); Gennaro Marrazzo (59 di Isola Capo Rizzuto), assolto (chiesti 5 anni di reclusione); Giuseppe Oliva (45 di Mormanno), assolto (chiesti 3 anni e 6 mesi) Gianfranco Grano (35, di Mesoraca, consigliere provinciale), assolto, (chiesti 3 anni); Rocco Bruno (46 di Isola Capo Rizzuto), assolto (chiesti 3 anni); Angela Tortello Cannata (52 di Crotone), assolta (chiesto un anno); Francesco De Rose (47 di Strongoli), assolto (chiesto un anno e 6 mesi); Salvatore Antonio Martucci (54 di Strongoli), assolto (chiesto un anno e 6 mesi); Michele Fragola (63 di Strongoli), assolto (chiesto un anno e sei mesi); Salvatore Natale Stella (45 di Strongoli), assolto (chiesto un anno e 6 mesi); Salvatore Cosentino (51 di Strongoli), assolto (chiesti un anno e 6 mesi); Gaetano De Tursi (51 di Strongoli), assolto (chiesto un anno e 6 mesi); Giuseppe Cristodaro (49 di Isola Capo Rizzuto), assolto (chiesti 4 anni); Luigi Gareri (53 di Isola Capo Rizzuto), assolto (chiesti 8 anni di reclusione); Lucio Cosentino (51 anni di Cotronei), assolto (chiesta assoluzione); Antonio Megna (62 di Crotone), assolto (chiesta assoluzione); Cosimo Veneziano (50 di Rosarno), assolto (chiesta assoluzione.</p>
<p>Gli imputati assolti sono stati difesi da un nutrito collegio composto tra gli altri dagli avvocati: Francesco Laratta, Mario Prato, Luigi Falcone, Luigi Villirilli, Saverio Loiero, Anselmo Torchia, Francesco Scalzi, Salvatore Iannotta, Giancarlo Pittelli, Sergio Rotundo, Antonio Sciarrotta, Domenico Sirianni, Eugenia Perri e Mario Saporito.</p>
<p>di (l. ab.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=166779&#038;Edizione=10&#038;A=20111201">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/12/01/processo-puma-ventitre-assoluzioni-tribunale-penale-terzo-giorno-camera-consiglio-emesso-sentenza-nei-confronti-dei-ventisei-imputati-inflitto-solo-tre-condanne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il ministero revoca il finanziamento della 488 ma la ditta è sparita &#8211; Il ministero delle Attività produttive le ha revocato il finanziamento erogato attraverso la legge 488, ma quando ne ha chiesto la restituzione ha scoperto che all&#8217;indirizzo fornito la ditta non esiste</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/30/ministero-revoca-finanziamento-della-488-ditta-sparita-ministero-delle-attivita-produttive-revocato-finanziamento-erogato-attraverso-legge-488-quando-chiesto/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/30/ministero-revoca-finanziamento-della-488-ditta-sparita-ministero-delle-attivita-produttive-revocato-finanziamento-erogato-attraverso-legge-488-quando-chiesto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[truffa 488 crotone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21893</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Lo strumento era nato per agevolare la nascita di nuove imprese nelle aree depresse concedendo sostanziosi contributi economici, anche fino al settanta per cento, a fondo perduto. In pratica, lo Stato ci metteva i soldi e gli imprenditori idee e kow-how. La legge 488 del 1992, insomma, avrebbe potuto contribuire a risollevare le [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Lo strumento era nato per agevolare la nascita di nuove imprese nelle aree depresse concedendo sostanziosi contributi economici, anche fino al settanta per cento, a fondo perduto. In pratica, lo Stato ci metteva i soldi e gli imprenditori idee e kow-how. La legge 488 del 1992, insomma, avrebbe potuto contribuire a risollevare le sorti di un territorio con una fame atavica di lavoro e sviluppo come quello crotonese.<span id="more-21893"></span></p>
<p>In realtà si è rivelata un disastro a causa, soprattutto, di controlli fin troppo annacquati sulla regolarità dei requisiti richiesti e delle procedure da seguire che hanno finito per agevolare non tanto lo spirito d’impresa e lo sviluppo economico ma la voracità di ‘prenditori’ spesso calati dal Nord ricco e progredito per fare cassa; quando non è diventata, come ha affermato qualche tempo fa un magistrato dell’antimafia illustrando l’ennesima indagine, il bancomat delle cosche. </p>
<p>Il meccanismo, oliando gli ingranaggi giusti, è abbastanza semplice. Si mette in piedi una società o se ne rileva una decotta quotandola con aumenti fittizi di capitale, si costruisce un capannone oppure si finge di acquistarne uno, lo si riempie di macchinari obsoleti comprati di seconda mano ma con un’etichetta nuova di zecca; quando poi arrivano i controllori inviati dal ministero delle Attività produttive si fa in modo che tutto risulti in regola e i soldi cominciano ad affluire in banca. </p>
<p>L’impresa spesso non entra neppure in funzione ma intanto le varie tranche del finanziamento svaniscono nei meandri delle varie società cartiere.</p>
<p>Un vero e proprio saccheggio i cui protagonisti, in alcuni casi, sono stati smascherati da inquirenti ostinati; le vicende giudiziarie che ne sono scaturite, però, finiscono spesso per languire nelle aule di giustizia fino all’inevitabile prescrizione, fino all’oblio. </p>
<p>E’ anche per questa ragione, probabilmente, che il gioco non si ferma. L’ultimo, in ordine di tempo, lo hanno svelato gli investigatori della Guardia di finanza che giorni addietro hanno sequestrato beni per 635 mila euro alla società Cmn, attiva nella distribuzione di surgelati, iscrivendo sul registro degli indagati anche alcuni ex amministratori comunali con l’accusa di truffa.</p>
<p>Sembrano letteralmente svaniti nel nulla, invece, i titolari della ditta Molchi srl che avrebbe dovuto produrre articoli di maglieria grazie ad un contributo di circa mezzo milione di euro erogato dal ministero delle Attività produttive con i fondi della 488 a fronte di un investimento complessivo di 736 mila euro. </p>
<p>La società è stata costituita nel luglio del 2000 insieme ai soci di una preesistente ditta individuale che nel 1997 aveva ottenuto in via provvisoria il contributo dallo Stato; quei fondi, però, cambiano beneficiario nel 2003 dopo la nascita, appunto, della Molchi srl i cui proprietari risultano Fiore Moliterni e Ramona Moliterni; amministratore unico viene nominato Walter Ute, tedesco residente a Crotone. </p>
<p>Tra il 2001 e il 2003 alla ditta vengono erogati, attraverso una banca crotonese, 487 mila euro. Ma qualcosa non funziona. Il ‘nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie’ della Guardia di finanza a febbraio del 2008 accerta infatti che le dichiarazioni sostituite rilasciate dal presidente del consiglio di amministrazione della società non sono veritiere; che i pagamenti al fornitore dei macchinari e la presentazione della documentazione finale di spesa sono avvenuti fuori dal termine di ultimazione dell’iniziativa imprenditoriale; che non c’è stato aumento del capitale sociale come prescritto dal bando. </p>
<p>Di fronte alle comunicazioni inoltrate dalle fiamme gialle, il ministero delle Attività produttive nell’ottobre scorso ha deciso di revocare le agevolazioni che erano state concesse alla Molchi chiedendole indietro i 497 mila 533 euro del finanziamento a fondo perduto oltre rivalutazione da indice Istat e interessi legali calcolati dalla data di erogazione a quella della restituzione. </p>
<p>Ma sarà arduo per il ministero tornare in possesso di quelle somme; il decreto di revoca, infatti, è stato inoltrato con lettera raccomandata alla società lo scorso 10 ottobre; solo che l’avviso di ricevimento è tornato al mittente con la motivazione ‘indirizzo inesistente’. Pare, infatti, che in contrada Zigari, area industriale del Passovecchio, nessuno conosca la Molchi: semplicemente non esiste. Almeno per le Poste italiane. </p>
<p>Sta di fatto che una visura camerale effettuata per conto del ministero ha confermato che l’indirizzo fornito dalla società come recapito della sua sede legale è esatto; il decreto di revoca, pertanto, è stato girato al Comune che, a norma di legge, lo ha affisso all’albo pretorio. </p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilcrotonese.it/homepage/2011-11-29/il-ministero-revoca-il-finanziamento-della-488-ma-la-ditta-%C3%A8-sparita">ilcrotonese.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/30/ministero-revoca-finanziamento-della-488-ditta-sparita-ministero-delle-attivita-produttive-revocato-finanziamento-erogato-attraverso-legge-488-quando-chiesto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rapinavano gioiellerie e spacciavano droga, la Polizia arresta 15 persone &#8211; E&#8217; scattata nelle prime ore di questa mattina l&#8217;operazione della Polizia “Gold &amp; white&#8221;</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/rapinavano-gioiellerie-spacciavano-droga-polizia-arresta-persone-scattata-nelle-prime-ore-questa-mattina-loperazione-della-polizia-%e2%80%9cgold-white/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/rapinavano-gioiellerie-spacciavano-droga-polizia-arresta-persone-scattata-nelle-prime-ore-questa-mattina-loperazione-della-polizia-%e2%80%9cgold-white/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 09:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti crotone]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Gold & white]]></category>
		<category><![CDATA[rapine crotone]]></category>
		<category><![CDATA[rapine gioiellerie crotone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21819</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Investivano i proventi della rapine per acquistare stupefacente da rivendere nelle discoteche e nei quartieri di Crotone, ma anche nelle frazioni limitrofe. Soprattutto cocaina, ma anche marijuana ed hascish. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine della squadra Mobile di Crotone che questa mattina e&#8217; sfociata nell&#8217;operazione &#8216;Gold and white&#8217;, che sta per l&#8217;oro rapinato nelle [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Investivano i proventi della rapine per acquistare stupefacente da rivendere nelle discoteche e nei quartieri di Crotone, ma anche nelle frazioni limitrofe. Soprattutto cocaina, ma anche marijuana ed hascish. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine della squadra Mobile di Crotone che questa mattina e&#8217; sfociata nell&#8217;operazione &#8216;Gold and white&#8217;, che sta per l&#8217;oro rapinato nelle gioiellerie, oltre che in sale giochi ed altri esercizi commerciali, e per il bianco della cocaina spacciata. Indagine che ha rivelato l&#8217;esistenza di un gruppo criminale autonomo ma che agiva con il beneplacito di elementi delle cosche locali.<span id="more-21819"></span> </p>
<p>A spiegarlo, nel corso di uan conferenza stampa, sono stati il procuratore della repubblica di Crotone Raffaele Mazzotta, il questore Giuseppe Gammino, il capo della squadra Mobile Vincenzo Coccoli e il suo vice Cataldo Pignataro. </p>
<p>E&#8217; stata la serie di rapine e tentate rapine compiute a ripetizione in citta&#8217; tra il gennaio e il marzo di quest&#8217;anno a mettere in allarme gli inquirenti che sono partiti dal filmato di una telecamera di sorveglianza piazzata all&#8217;interno di una delle gioiellerie rapinate per risalire alla banda. </p>
<p>In quelle riprese e&#8217; stato immportalato l&#8217;uomo che si fingeva un normale cliente facendosi mostrare dal proprietario alcuni oggetti da acquistare, ma una volta aperta la cassaforte entrava in scena il complice armato di pistola che compiva la rapina, mentre fuori c&#8217;era una terza persona a fare da palo. Una volta identificato il finto cliente in Marco Taverna, ventenne di Crotone, gli investigatori della Mobile hanno piazzato micospie sulla sua Alfa Mito e ne hanno intercettato le conversazioni. </p>
<p>Le indagini hanno quindi portato agli altri complici ed a scoprire che il gruppo di rapinatori insieme ad un&#8217;altra serie di persone era dedito a spacciare sostanze stupefacenti. Per le sue attivita&#8217; ciminali, tuttavia, la banda doveva avere il necessario beneplacito da elementi delle cosche locali che avrebbe ottenuto grazie alla mediazione di due soggetti: Mario Citati, 34enne di Crotone, attualmente sotto processo con l&#8217;accusa di favoreggiamento nei confronti di altri due uomini accusati di duplice omicidio, e Gianluca La Forgia, crotonese di 27 anni. </p>
<p>La copertura delle cosche locali, pero&#8217;, non sempre avrebbe funzionato a dovere, tanto e&#8217; vero che nel corso delle indagini gli investigatori della Mobile hanno scoperto che l&#8217;autore di una rapina, Luigi Scerra, 22enne di Crotone, venne picchiato da esponenti dei clan di Isola che evidentemente si erano fatti garanti della &#8216;sicurezza&#8217; del commerciante crotonese. </p>
<p>In proposito il procuratore della repubblica Raffaele Mazzotta ha rivelato che la circostanza ha destato molta attenzione da parte del suo ufficio e della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. </p>
<p>“Emerge una sudditanza della criminalita&#8217; crotonese verso altre forze esterne” ha spiegato Mazzotta aggiungendo che “gli equilibri si sono modificati rispetto a qualche anno addietro, i vuoti lasciati dalle cosche crotonesi hanno innescato un fenomeno di espansione da altri centri con il rischio di uno scontro tra clan malavitosi per la conquista del territorio”. </p>
<p>Mazzotta ha spiegato che a nove delle persone arrestate la Procura della Repubblica contesta l&#8217;associazione a delinquere, anche se l&#8217;ipotesi e&#8217; stata esclusa dal giudice delle indagini preliminari Paolo De Luca che ha emesso i provvedimenti. Il procuratore capo ha dato atto agli investigatori della Polizia di Stato della grande professionalita&#8217; con la quale hanno dato risposta ad un fenomeno che aveva molto allarmato gli operatori commerciali della citta&#8217;. </p>
<p>Il questore Giuseppe Gammino ha ricordato che “l&#8217;indagine e&#8217; nata nel 2010 e si e&#8217; protratta fino all&#8217;estate scorsa” e che durante questo periodo “e&#8217; stato necessario ricorrere all&#8217;istituto del ritardato arresto con l&#8217;autorizzazione della Procura nei confronti di molti soggetti scoperti nella loro attivita&#8217; di spaccio per raccogliere maggiori elementi e rafforzare l&#8217;indagine”. </p>
<p>Il capo della squadra Mobile ha rivelato che nel corso delle indagini e&#8217; emerso che due delle persone colpite dal provvedimento erano gia&#8217; detenute per la detenzione di un&#8217;arma con la quale si apprestavano a rapinare una prostituta.</p>
<p>Dei 15 provvedimenti restrittivi emessi nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8216;gold and white&#8217; la Polizia ne ha eseguito 14, un&#8217;altra si e&#8217; resa irreperibile ma gli agenti della squadra Mobile sono convinti di poterla rintracciare molto presto. </p>
<p>Le ordinanze di custodia in carcere riguardano: Mario Citati, 34 anni; Giovanni Corigliano, 39 anni; Francesco Gallo, 22 anni; Pantaleone Laratta, 23 anni; Emiddio Leto, 23 anni; Giuseppe Maiorano, 20 anni; Ermenegildo Misticoni, 30 anni; Daniele Pugliese, 36 anni; Luigi Scerra, 22 anni; Marco Taverna, 20 anni. </p>
<p>Ai domiciliari Donato Bevilacqua, 19 anni; Salvatore Martino, 26 anni; Gaetano Mungari, 18 anni; Salvatore Nicoletta, 28 anni; Giovanni Romano, 22 anni.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;operazione di questa mattina gli agenti della squadra Mobile in un primo momento non avevano trovato nella sua abitazione Luigi Scerra, ma conoscendo bene le abitudini del giovane, i poliziotti sono riusciti a rintracciarlo nei pressi dello stabilimento dell&#8217;ex Pertusola, nell&#8217;area industriale, dove pare si fosse recato per compiere un furto di rame.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilcrotonese.it/homepage/2011-11-23/rapinavano-gioiellerie-e-spacciavano-droga-la-polizia-arresta-15-persone">ilcrotonese.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/rapinavano-gioiellerie-spacciavano-droga-polizia-arresta-persone-scattata-nelle-prime-ore-questa-mattina-loperazione-della-polizia-%e2%80%9cgold-white/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Soakro paga e Sorical riapre i rubinetti &#8211; La società mista (51% Regione Calabria e 49% società privata Veolia) che distribuisce l&#8217;acqua grezza in tutta la Calabria ha cominciato ad aumentare nuovamente la fornitura</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/23/soakro-paga-sorical-riapre-rubinetti-societa-mista-regione-calabria-societa-privata-veolia-che-distribuisce-lacqua-grezza-tutta-calabria-cominciato-aumentare-nuovament/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/23/soakro-paga-sorical-riapre-rubinetti-societa-mista-regione-calabria-societa-privata-veolia-che-distribuisce-lacqua-grezza-tutta-calabria-cominciato-aumentare-nuovament/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 08:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[acqua crotone]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[sorical crotone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21800</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; La ritorsione di Sorical nei confronti di Soakro è stata sospesa. E perciò sta tornando alla normalità in queste ore la distribuzione dell’acqua potabile nella città di Crotone, dopo che dalla mattina e fino al primo pomeriggio di oggi, martedì 22 novembre, la Sorical ha ridotto del 40-45% la fornitura idrica alla rete [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; La ritorsione di Sorical nei confronti di Soakro è stata sospesa. E perciò sta tornando alla normalità in queste ore la distribuzione dell’acqua potabile nella città di Crotone, dopo che dalla mattina e fino al primo pomeriggio di oggi, martedì 22 novembre, la Sorical ha ridotto del 40-45% la fornitura idrica alla rete comunale dai due serbatoi che servono il capoluogo di provincia (Vescovatello Alto e Basso).<span id="more-21800"></span></p>
<p>Ad avvertire la carenza di acqua sono stati soprattutto i quartieri più alti della città ed il quartiere di Fondo Farina.<br />
La società mista (51% Regione Calabria e 49% società privata Veolia) che distribuisce l’acqua grezza in tutta la Calabria ha cominciato ad aumentare nuovamente la fornitura dopo che il gestore del servizio idrico integrato a Crotone ed in gran parte dei comuni della provincia, Soakro, ha immediatamente pagato alcune delle ultime fatture per la fornitura del prezioso liquido.</p>
<p>A determinare il ritardo del pagamento da parte della società crotonese, è stata l’assenza di liquidità nel settore pubblico per il mantenimento dei servizi primari. Soakro, d’altronde, vanta ingenti crediti che non riesce a riscuotere a fronte dei servizi prestati. </p>
<p>Per lo stesso motivo, la mancanza di liquidità, anche Sorical da un po’ di tempo a questa parte ha cominciato a minacciare di adottare le misure drastiche messe in pratica questa mattina, che in precedenza avevano colpito anche altri comuni. Resta opinabile, comunque, questo tipo di comportamento, tanto più se messo in pratica da società a prevalenza di capitale pubblico e che gestisce un servizio per il pubblico: la distribuzione di un bene primario come quello dell’acqua.</p>
<p>Sulla vicenda si è pronunciato anche il sindaco di Crotone, Peppino Vallone, che in un comunicato riferisce di essere “intervenuto personalmente in quanto, al di là delle rispettive ragioni delle società, ritengo che il servizio idrico cittadino non possa subire rallentamenti o riduzioni per l’importanza che riveste un bene primario come l’acqua per l’intera vita cittadina”.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilcrotonese.it/homepage/2011-11-22/soakro-paga-e-sorical-riapre-i-rubinetti">ilcrotonese.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/23/soakro-paga-sorical-riapre-rubinetti-societa-mista-regione-calabria-societa-privata-veolia-che-distribuisce-lacqua-grezza-tutta-calabria-cominciato-aumentare-nuovament/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Truffa sui fondi 488: la finanza indaga 11 persone &#8211; Sequestrati beni per 635 mila euro ad una società di Crotone operante del settore della logistica che si era avvalsa delle agevolazioni della legge 488.</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/21/truffa-sui-fondi-488-finanza-indaga-persone-sequestrati-beni-per-635-mila-euro-una-societa-crotone-operante-del-settore-della-logistica-che-era-avvalsa-delle-agevolazioni-della-legge/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/21/truffa-sui-fondi-488-finanza-indaga-persone-sequestrati-beni-per-635-mila-euro-una-societa-crotone-operante-del-settore-della-logistica-che-era-avvalsa-delle-agevolazioni-della-legge/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 15:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta raggiro]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta raggiro crotone]]></category>
		<category><![CDATA[indagini raggiro]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[operazione raggiro]]></category>
		<category><![CDATA[operazione raggiro crotone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21782</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Beni mobili ed immobili e disponibilita’ bancarie per un valore di 635.000 euro sono stati sequestrati dai finanzieri della Compagnia di Crotone nell’ambito di un’indagine relativa ad una truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Undici, complessivamente, sono le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Crotone perche’ ritenute responsabili, a vario [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Beni mobili ed immobili e disponibilita’ bancarie per un valore di 635.000 euro sono stati sequestrati dai finanzieri della Compagnia di Crotone nell’ambito di un’indagine relativa ad una truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Undici, complessivamente, sono le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Crotone perche’ ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata, falso, favoreggiamento personale e false comunicazioni sociali.<span id="more-21782"></span> </p>
<p>L’attenzione investigativa dei finanzieri crotonesi si e’ concentrata sul finanziamento agevolato richiesto ed ottenuto, ai sensi della legge 488/92, da una societa’ di capitali con sede a Crotone, operante nel settore della logistica. </p>
<p>Secondo gli inquirenti, a fronte di un investimento di 2.300.000 euro per la realizzazione di opere murarie e l’acquisto di macchinari industriali, all’impresa era stato concesso un contributo a fondo perduto di 1.906.000 euro, da corrispondere in tre distinte tranches sulla base della documentazione di spesa comprovante lo stato d’avanzamento dei lavori. </p>
<p>Tra i requisiti indispensabili per l’erogazione del finanziamento, la normativa di settore richiede, oltre alla dimostrazione delle spese, anche l’adeguamento del capitale sociale, a garanzia della consistenza patrimoniale dell’impresa. </p>
<p>L’indagine della Compagnia di Crotone ha avuto riguardo proprio alla verifica di questi specifici aspetti. Attraverso l’esame della documentazione, l’escussione di testi e, soprattutto un’approfondita indagine bancaria, i finanzieri hanno accertato l’inesistenza dei conferimenti effettuati dai soci in conto aumento del capitale sociale. </p>
<p>I riscontri effettuati avrebbero indatti dimostrato che i versamenti dei soci (per un ammontare superiore alla somma di 800.000 euro) sono stati eseguiti utilizzando un prestito iniziale, fornito da una persona compiacente, che veniva immediatamente impiegato per disporre il pagamento della fattura d’acconto emessa dalla societa’ che aveva ceduto il capannone industriale oggetto dell’investimento.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilcrotonese.it/homepage/2011-11-21/truffa-sui-fondi-488-la-finanza-indaga-11-persone">ilcrotonese.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/21/truffa-sui-fondi-488-finanza-indaga-persone-sequestrati-beni-per-635-mila-euro-una-societa-crotone-operante-del-settore-della-logistica-che-era-avvalsa-delle-agevolazioni-della-legge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Omicidio Bonifazio, arrestato l&#8217;assassino &#8211; I carabinieri del comando provinciale di Crotone hanno arrestato Domenico Gallo accusandolo di aver ucciso nella mattina del 15 novembre Carmine Bonifazio per motivi passionali.</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/21/omicidio-bonifazio-arrestato-lassassino-carabinieri-del-comando-provinciale-crotone-hanno-arrestato-domenico-gallo-accusandolo-aver-ucciso-nella-mattina-del-novembre-carmine-bonifazio/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/21/omicidio-bonifazio-arrestato-lassassino-carabinieri-del-comando-provinciale-crotone-hanno-arrestato-domenico-gallo-accusandolo-aver-ucciso-nella-mattina-del-novembre-carmine-bonifazio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresto domenico gallo]]></category>
		<category><![CDATA[carmine bonifazio crotone]]></category>
		<category><![CDATA[crotone news]]></category>
		<category><![CDATA[crotone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[news crotone]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio Carmine Bonifazio]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio bonifazio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21772</guid>
		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; “Era il mio amico fraterno, a fine settembre avevamo fatto un viaggio insieme a Ibiza, abbiamo dormito nella stessa stanza, nello stesso letto, ci mancava solo che fossimo nati dallo stesso grembo, per il resto eravamo fratelli”. Sono le parole pronunciate da Domenico Gallo, un commerciante trentenne di Cutro, quando, durante la notte [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; “Era il mio amico fraterno, a fine settembre avevamo fatto un viaggio insieme a Ibiza, abbiamo dormito nella stessa stanza, nello stesso letto, ci mancava solo che fossimo nati dallo stesso grembo, per il resto eravamo fratelli”. Sono le parole pronunciate da Domenico Gallo, un commerciante trentenne di Cutro, quando, durante la notte di venerdi, e&#8217; infine crollato ed ha confessato di essere l&#8217;autore dell&#8217;omicidio di Carmine Bonifazio, l&#8217;imprenditore di 42 anni ucciso la mattina del 15 novembre con due colpi di fucile che lo hanno raggiunto al volto.<span id="more-21772"></span> </p>
<p>Alla fine di un lunghissimo interrogatorio iniziato nella giornata di giovedi presso la caserma dei Carabinieri di Cutro e condotto dal sostituto procuratore della repubblica Ivan Barlafante, l&#8217;uomo ha spiegato di aver ucciso Bonifazio dopo aver scoperto che aveva una relazione con la moglie. Un tradimento che gli era stato riservato, appunto, dal suo migliore amico. </p>
<p>Il colonnello Francesco Iacono, comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina, ha sottolineato che l&#8217;indagine e&#8217; stata conclusa nel giro di appena tre giorni grazie al grande patrimonio informativo raccolto dai militari della stazione di Cutro e sviluppato dall&#8217;attivita&#8217; di intelligence svolta dal tenente colonnello Luigi Di Santo, comandante del reparto operativo, dal capitano Antonio Mancini, comandante della compagnia di Crotone, dal capitano Valerio Palmieri del nucleo investigativo. </p>
<p>Insomma, ha spiegato il colonnello Iacono “il frutto corale tra tutte le componenti dell&#8217;Arma”. Sono stati esaminati supporti informatici, tabulati telefonici, cellulari, memorie, immagini riprese dalle videocamere – ha aggiunto Iacono &#8211; che hanno consentito di stringere il cerchio su un giovane insospettabile, l&#8217;amico intimo della vittima, il suo compagno di scorribande. </p>
<p>“Lo abbiamo prima sentito a sommarie informazioni – ha spiegato il sostituto Ivan Barlafante che nella notte ha raccolto la confessione di Gallo – ma sono emerse numerose incongruenze; lui ha negato ma era difficile negare l&#8217;evidenza”. </p>
<p>Una circostanza sulla quale si e&#8217; appuntata da subito l&#8217;attenzione degli investigatori e&#8217; l&#8217;incidente stradale avvenuto pochi minuti dopo il delitto in una strada vicina al teatro dell&#8217;agguato tra una Fiat Punto di colore verde scuro e un&#8217;altra vettura. </p>
<p>I carabinieri hanno iniziato a cercarla finche&#8217; l&#8217;hanno trovata all&#8217;interno di un box della famiglia Gallo. L&#8217;uomo e&#8217; stato messo alle strette finche&#8217; da persona informata sui fatti e&#8217; diventato indagato ed ha raccontato tutto. </p>
<p>Rimasto orfano di madre a 16 anni, Domenico Gallo aveva trovato in Bonifazio un grande amico. Tanto che quando aveva iniziato a nutrire dubbi sul comportamente della moglie era andato a confidarli proprio a lui, ma Bonifazio lo aveva dissuaso cercando di convincerlo sull&#8217;onesta&#8217; della consorte. </p>
<p>I dubbi di Gallo, tuttavia, diventano certezza domenica 13 novembre, quando sente il suono di un sms su un telefono cellullare in possesso della moglie del quale non conosceva l&#8217;esistenza e che invece le aveva regalato l&#8217;amante. Gallo, tra l&#8217;imbarazzo della donna, scopre la tresca, in preda all&#8217;ira rompe il telefonino, trascorre la notte su un divano, pensando, probabilmente, a tutte le volte che Carmine Bonifazio gli aveva chiesto in prestito le chiavi di una tavernetta per incontarsi con una donna, che forse era proprio sua moglie. </p>
<p>L&#8217;indomani mattina matura in lui la tremenda decisione di uccidere l&#8217;amico che lo ha tradito. Si arma di un fucile a pompa calibro 12 caricato a pallini e va ad aspettare Bonifazio sotto casa. Quando l&#8217;imprenditore vede l&#8217;amico non ha problemi a fermarsi, cosi&#8217; si spiega perche&#8217; la sua Toyota Rav era in mezzo alla strada, con il motore ancora acceso, la marcia in folle e il freno a mano tirato. </p>
<p>Gallo non e&#8217; un grande tiratore, i due colpi raggiungono la vittima al collo e al volto ma l&#8217;uomo non spira subito, morira&#8217; dissanguato dopo aver percorso alcuni metri. I carabinieri hanno recuperato l&#8217;arma del delitto insieme ad un altro fucile e a una pistola calibro 45 che Gallo deteneva legalmente. Anche quella passione per le armi gliela aveva fatta nascere l&#8217;amico Carmine.</p>
<p>Il sostituto procuratore Barlafante ha spiegato di aver emesso un provvedimento di fermo per l&#8217;omicidio paventando il pericolo di fuga. In tasca a Gallo, infatti, e&#8217; stato trovato un biglietto aereo con destinazione Milano, dove – ha detto l&#8217;uomo – avrebbe dovuto raggiungere alcuni parenti. Ma forse si era precostituita una via di fuga.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilcrotonese.it/homepage/2011-11-18/omicidio-bonifazio-arrestato-lassassino">ilcrotonese.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/21/omicidio-bonifazio-arrestato-lassassino-carabinieri-del-comando-provinciale-crotone-hanno-arrestato-domenico-gallo-accusandolo-aver-ucciso-nella-mattina-del-novembre-carmine-bonifazio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

