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Il marito: hai distrutto la nostra famiglia – La lettera inviata nei giorni scorsi dal carcere di Sulmona da Rocco Palaia a Giuseppina Pesce – «Non credo che ti daranno la protezione. Spero che Dio ti illumini»

REGGIO CALABRIA – L’ultima lettera di Rocco Palaia alla moglie Giuseppina Pesce. Una lettera depositata dal pubblico ministero Alessandra Cerreti agli atti del processo “Al inside” che si sta celebrando davanti al Tribunale di Palmi. Il documento scritto a stampatello in un italiano approssimativo dal marito della collaboratrice di giustizia, secondo l’accusa, contiene rimproveri e velate minacce. [ » ]

In fiamme il compattatore nell’impianto di Sambatello – Un incendio nella notte tra sabato e domenica ha danneggiato la struttura di lavorazione dei rifiuti solidi urbani interessando i nastri trasportatori – È durato 4 ore l’intervento dei vigili del fuoco. Melandri rassicura: nessuna ripercussione sulla città

REGGIO CALABRIA – Gravemente danneggiato da un incendio il compattatore dei rifiuti solidi urbani gestito dalla società Veolia in località Sambatello. L’allarme è scattato nella notte tra sabato e domenica, poco dopo l’una. Notevole l’impegno profuso dagli uomini del comando provinciale dei vigili del fuoco, agli ordini del comandante, ing. Emanuele Franculli, nel corso dell’intervento. Secondo la prima ricostruzione, come informa in una nota il capo squadra Fabio Maragucci responsabile dell’ufficio relazioni esterne, le fiamme si sono sviluppate [ » ]

La pentita: la mia vita era diventata un incubo – Giuseppina Pesce racconta i terribili mesi successivi all’arresto per evasione dai “domiciliari”. Il furto nel supermercato sottoposto a sequestro – La lettera al cugino e le intestazioni fittizie di beni. Disposta la scorta per il pm Alessandra Cerreti

REGGIO CALABRIA – «Una vita da incubo». Parole usate da Giuseppina Pesce per descrivere i mesi precedenti e quelli successivi all’interruzione della collaborazione avviata nell’ottobre dello scorso anno. Soprattutto dopo l’arresto per evasione dai “domiciliari” avvenuto ad Aprilia, in provincia di Latina, il 10 giugno scorso. La pentita, figlia di Salvatore Pesce, detenuto e a capo, insieme con il fratello Antonino, dell’omonima potentissima cosca della ‘ndrangheta di Rosarno, nel riprendere all’inizio di agosto la collaborazione, ha raccontato il difficile periodo della sua esistenza, con continue vessazioni e pressioni subite dalla famiglia. [ » ]

Terzo attentato in 4 giorni, è allarme – Dopo l’incendio a un deposito e l’attentato al sindaco: amministrazione nel mirino – Sabotato e reso inutilizzabile l’altra notte l’autocompattatore dei rifiuti

SAN GIOVANNI DI GERACE (RC) – Strategia della tensione e della paura, e amministrazione comunale di San Giovanni di Gerace, guidata dal sindaco Giovanni Pittari sempre più nel mirino. Proprio il governo municipale sempre ormai essere il principale bersaglio degli ignoti malviventi, preso un’altra volta di mira dalla criminalità o da chi, comunque, rappresenta interessi di segno contrario rispetto a programmi e obiettivi dell’ente pubblico. [ » ]

Il Comitato “Francesco Libero” parteciperà il 25 settembre alla Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli

MOTTA SAN GIOVANNI (RC) – Dopo il successo di partecipazione e l’emozione suscitata dalla fiaccolata organizzata il 18 agosto a Motta San Giovanni (quasi quattromila persone che, in silenzio, hanno manifestato la propria solidarietà e vicinanza a Francesco) il Comitato “Francesco Libero” ha deciso di partecipare alla MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI in programma il prossimo 25 settembre. [ » ]

Giuseppina Pesce si è pentita di nuovo – Dopo avere interrotto la collaborazione con i magistrati della Dda reggina la figlia del boss Salvatore ha ripreso a riferire le vicende della cosca – I figli sono stati trasferiti in una località segreta. Il pm Cerreti ieri ha depositato le nuove dichiarazioni al Tdl

REGGIO CALABRIA – Giuseppina Pesce ha ripreso a collaborare con la giustizia. Le nuove rivelazioni sono state depositate dal pubblico ministero Alessandra Cerreti, ieri mattina, nel corso dell’udienza a carico di Maria Grazia Messina, nonna della pentita di ‘ndrangheta, celebrata davanti al Tdl presieduto da Filippo Leonardo. Trentuno anni, figlia del boss Salvatore Pesce, detenuto e a capo, insieme con il fratello Antonino, dell’omonima cosca della ‘ndrangheta ritenuta “padrona”, in comproprietà con i Bellocco, del territorio di Rosarno [ » ]

Condannati a 20 anni Vincenzo e Ciccio Pesce – Sentenza esemplare del gup Roberto Carrelli Palombi che ieri sera ha condannato undici imputati e ordinato un maxi risarcimento

REGGIO CALABRIA – In origine gli imputati del processo “All Inside” che avevano scelto il rito abbreviato erano tredici. Uno di questi, Francesco Giovinazzo, non è stato giudicato perché è stato ucciso lo scorso 7 luglio a Rosarno e avrà già riferito a un Giudice superiore. Agli altri imputati il gup Roberto Carrelli Palombi ha inflitto undici condanne e concesso solo un’assoluzione (Claudio D’Agostino). E ancora: ha ordinato la confisca di due società calcistiche dilettanti (Rosarno e Interpiana) di un supermercato e udi un’automobile Mercedes e, infine, un maxi risarcimento di 70 milioni di euro nei confronti del Comune di Rosarno (50 milioni), della Regione e del Ministero dell’Interno (10 milioni a testa). [ » ]

Polsi, gli appalti erano “cosa loro” – Dagli atti dell’inchiesta “Metano” emergerebbe l’«indiscusso monopolio” del clan Mammoliti – Il boss “Fischiante” decideva su cemento, mezzi e operai. Dai domiciliari

REGGIO CALABRIA – Anche per sistemare la strada del Calvario di Polsi si faceva pervenire “l’ambasciata”, di tale «don Pino», a Francesco Mammoliti, alias “Fischiante”, asserito capo dell’omonima cosca operante a San Luca. Che si rivolgeva a quelli che secondo gli inquirenti sarebbero i propri «uomini di fiducia» per far eseguire la «bitumerata di cemento» dell’area definita «il coso del Cristo». È il pomeriggio del 29 luglio scorso, Francesco Mammoliti discute con il proprio telefono cellulare – che non sapeva essere intercettato [ » ]

Pelle “a mamma” è fuggito domenica notte – Alle otto del mattino il ricovero del boss sanluchese che accusava… dolori addominali, all’una la sparizione nell’assoluta assenza di controlli – Il presidente della Corte d’appello: «I domiciliari? Scelta obbligata». Colpevoli e intollerabili omissioni

LOCRI – Si è fatto ricoverare in ospedale con la precisa idea di darsi alla fuga. Così può essere sintetizzata l’incredibile evasione di Antonio Pelle dall’ospedale di Locri, che sarebbe avvenuta intorno all’una della notte tra domenica e lunedì. Una sparizione che appare frutto di un’azione ben organizzata e studiata a tavolino. Antonio Pelle, alias “a mamma” o “u vancheddu”, personaggio di spicco nel ghota ‘ndranghetistico locrideo, ha sulle spalle una condanna definitiva a 10 anni per coltivazione di canapa indiana e una condanna a 13 anni comminata in primo grado [ » ]

Metano a San Luca, 7 fermi ordinati dalla Dda – Colpiti i Mammoliti “fischiante” che, secondo l’accusa, avevano estorto un subappalto nei lavori per la rete del gas e miravano al restauro del santuario di Polsi – I Carabinieri ne hanno eseguiti 6 e stanno ricercando Stefano Mammoliti. Oggi a Locri gli interrogatori

REGGIO CALABRIA – Tutto è cominciato il 3 maggio 2010 nei dintorni di San Luca, nel cuore dell’Aspromonte. Tra quelle aspre montagne, dopo pochi giorni che la ditta Metangas di Rende aveva avviato i lavori per la metanizzazione di San Luca, fu incendiato un autocarro della stessa ditta. Le indagini eseguite dai Carabinieri della compagnia di Bianco, diretta dal capitano Andrea Caputo, accertarono che quel danneggiamento non era un episodio a sè stante bensì era “figlio” di una rapina [ » ]