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«Non miravo a soldi e lusso ma solo a serenità e amore» – La lettera alla madre di Maria Concetta Cacciola

ROSARNO – Nell’ordinanza del gip è stata inserita la lettera alla madre scritta da Maria Concetta. «Quelle che seguono sono infatti – sottolinea il gip – le parole struggenti di una donna al bivio, che per la poderosa forza che contengono non abbisognano di particolari commenti esplicativi e che risultano tratte dalla lettera che la povera Maria Concetta, con la morte nel cuore, indirizza alla madre nel maggio del 2011, poco prima di abbandonare per la prima volta la casa paterna, per affidarsi agli inquirenti, con i quali, in modo del tutto spontaneo, aveva deciso di collaborare». Ecco il testo della lettera. [ » ]

Come può una madre…

Non avremmo mai voluto ammetterlo. La verità in questo caso fa più male di qualsiasi altra cosa: Maria Concetta Cacciola è stata lasciata da sola. Da sola a Rosarno, in un territorio dove la ‘ndrangheta mangia ogni cosa. Dove nulla sfugge ai controlli, anche quando sembra filare tutto liscio. Il sole d’agosto ha solo nascosto questa verità che è per tutti terribile. Maria Concetta, una giovane donna madre di tre figli, si è tolta la vita perché era l’unico rimedio per smettere di soffrire, perché i suoi – i suoi cari – la finissero di picchiarla, di non farla uscire di casa, di privarla della sua libertà. Giorni terribili di cui solo la madre, il padre e il fratello sono testimoni diretti. Oggi anche loro sono finiti in manette ma, per quello che prevede la dura legge della ‘ndrangheta, probabilmente rifarebbero ogni cosa per lavare nel sangue l’onore di una figlia infame. [ » ]

Rosarno, in manette genitori e fratello della testimone di giustizia suicida con l’acido – Maria Concetta Cacciola si era tolta la vita il 20 agosto. Aveva raccontato alla Dda di Reggio Calabria le attività criminali della famiglia, che avrebbe reagito con violenze, pressioni e minacce

ROSARNO – Maria Concetta Cacciola si era suicidata bevendo acido muriatico il 20 agosto 2011 a Rosarno. Trentun anni, testimone di giustizia, aveva svelato alla Dda di Reggio Calabria gli affari criminali della sua famiglia. Ora i carabinieri di Gioia Tauro hanno arrestato i suoi genitori e suo fratello, con l’accusa di aver esercitato violenze, minacce e forti pressioni psicologiche per farla ritrattare, compresa la prospettiva di non farle vedere più i figli. In manette sono finiti Michele e Giuseppe Cacciola, padre e fratello della donna, e la madre Anna Rosalba Lazzaro. [ » ]

Pignatone, quattro anni di colpi alle ‘ndrine – Dopo la sua designazione alla guida della Procura di Roma il magistrato attende il via libera del plenum del Csm per chiudere l’esperienza in riva allo Stretto – La corsa alla successione era partita all’inizio del 2011. L’aggiunto Sferlazza sarà il facente funzioni

REGGIO CALABRIA – Il via libera del plenum del Csm è atteso per la prossima settimana. A quel punto Giuseppe Pignatone sarà ufficialmente il nuovo capo della Procura di Roma. Pignatone, 62 anni, era stato designato procuratore di Reggio Calabria il 13 marzo del 2008. La promozione aveva rappresentato il coronamento di una carriera in magistratura iniziata nel 1974. Inizialmente era stato pretore a Caltanisetta e poi era andato a Palermo, prima sostituto procuratore e poi procuratore aggiunto. E nel capoluogo siciliano aveva scritto pagine importanti nella lotta alla mafia. A cominciare dal coordinamento delle indagini che il 10 dicembre 2007 avevano portato alla cattura di Bernardo Provenzano. [ » ]

Sigilli al tesoro del clan Longo – Beni per un valore di 10 milioni sequestrati a tre persone ritenute organiche al sodalizio criminale – Interessati dal provvedimento società, terreni, numerose costruzioni e automezzi

POLISTENA (RC) – Società, aziende, terreni e costruzioni. Continuando sul percorso dell’aggressione ai patrimoni di provenienza illecita, la Polizia ha apposto i sigilli a beni del valore di 10 milioni di euro riconducibili a tre presunti componenti della cosca Longo di Polistena. Il sequestro è stato disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale su richiesta del questore Carmelo Casabona. Ed è stato proprio Casabona a fornire i particolari dell’operazione in conferenza stampa, insieme con Pierfranco Amati, dirigente del Commissariato di Polistena, Marina D’Anna ed Enrico Palermo, rispettivamente dirigente e vice dell’Anticrimine. [ » ]

Commissione direttivi del Csm: Giuseppe Pignatone nuovo procuratore capo a Roma – Nei quattro anni di lavoro a Reggio Calabria, il magistrato siciliano ha guidato una lotta senza quartiere alla ‘ndrangheta – Le sue inchieste, che gli sono costate pesanti intimidazioni, hanno delineato una struttura unitaria delle cosche, capaci di inserirsi nel tessuto economico del nord Italia facendo rimanere la testa dell’organizzazione nel capoluogo reggino

REGGIO CALABRIA – L’attuale procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, sarà il prossimo capo della Procura di Roma, dove prenderà il posto di Giovanni Ferrara, diventato sottosegretario del governo Monti. Per la conferma definitiva servirà il sì del plenum del Consiglio superiore della magistratura, ma questo passaggio sembra quasi una formalità in considerazione del fatto che il nome di Pignatone è stato indicato all’unanimità dalla Commissione direttivi del Csm, il che rende praticamente scontato il via libera alla nomina. [ » ]

Reggio Calabria, arrivano tre commissari per verificare infiltrazioni mafiose al Comune – Per almeno tre mesi, il viceprefetto Valerio Valenti, il dirigente del ministero dell’Interno Teresa Pace e l’ufficiale delle Fiamme Gialle Michele Donega passeranno ai raggi X Palazzo San Giorgio

REGGIO CALABRIA – Un viceprefetto, un funzionario del ministero dell’Interno e un ufficiale delle Fiamme gialle. Sono i tre commissari nominati questo pomeriggio per verificare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa al Comune di Reggio Calabria. Il viceprefetto Valerio Valenti, il dirigente di seconda fascia dell’amministrazione civile del ministero dell’Interno Teresa Pace e l’ufficiale della Guardia di Finanza Michele Donega passeranno ai raggi X Palazzo San Giorgio. Gli accertamenti al Comune di Reggio avranno durata di tre mesi prorogabili nel caso in cui il lavoro dei commissari non si dovesse concludere entro la metà di aprile. [ » ]

A Reggio, in arrivo la Commissione di accesso agli atti – Chiesta per far luce su eventuali condizionamenti mafiosi dell’attività amministrativa comunale

REGGIO CALABRIA – L’ombra del ritorno, dopo vent’anni, della commissione di Accesso agli atti al Comune di Reggio Calabria si fa sempre più cupa. Pare infatti che la relazione del Prefetto Luigi Varratta, avente ad oggetto l’ultimo triennio di amministrazione comunale dunque Scopelliti – Raffa – Arena a palazzo San Giorgio, abbia convinto il Viminale circa la sussistenza di gravi fatti per cui si renderebbe necessaria la nomina della commissione per fare luce e approfondire, in chiave preventiva, su eventuali condizionamenti mafiosi dell’attività amministrativa comunale. La stagione buia del Comune reggino, dunque, non accenna a terminare, anzì potrebbe riservare una ulteriore e pagina qualora dovesse intervenire, al momento solo un’ipotesi, lo scioglimento dell’Ente per infiltrazioni mafiose con decreto del Consiglio dei Ministri. [ » ]

Il Ministro nell’inferno di Rosarno

Rosarno due anni dopo la rivolta dei braccianti di colore e la caccia al nero. Una città che cerca di scrollarsi di dosso l’immagine di Soweto di Calabria. La strada è ancora lunga. Perché due anni dopo i problemi che incendiarono la rivolta sono ancora lì. Clementine e arance attirano migliaia di disperati alla ricerca del lavoro. Oggi sono 4mila uomini, africani e braccianti dell’Est che affollano la Piana di Gioia Tauro. Ma l’oro giallo di queste terre vale meno di zero sui mercati. “Per un chilo di clementine i grossisti mi danno quindici centesimi, 5 per le arance da succo. Una miseria”. Piccoli coltivatori e grandi proprietari terrieri si lamentano allo stesso modo, ma continuano a produrre. E scaricano la loro crisi sui migranti ai quali offrono paghe da fame. [ » ]

Tendopoli per migranti, si comincia – Nell’area Asi da oggi si lavora per montare strutture idonee ad accogliere 276 lavoratori – Il sindaco: «Chi la gestirà? Attendo notizie». E martedì arriva il ministro

SAN FERDINANDO (RC) – Doveva essere un’area industriale, emblema di lavoro e sviluppo: sarà un campo d’accoglienza per migranti. Stamattina si metteranno all’opera i tecnici che dovranno iniziare le operazioni di sistemazione, recinzione e adeguamento dell’area Asi dove sarà allestita la tendopoli. L’appuntamento è per le 9, e da subito partiranno tutte le opere propedeutiche all’impianto delle tende. Saranno circa 46 e in ognuna dovrebbero esserci 6 posti letto. [ » ]