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De Grazia senza giustizia Il mistero della morte d’un capitano coraggioso – Presentato a Palazzo San Giorgio il libro “La nave dei veleni” – Ma Legambiente non s’arrende. Barillà: «Vogliamo la verità». Arena prende l’impegno di intitolargli una via

REGGIO CALABRIA – «Non vive ei forse anche sotterra/, quando gli sarà muta l’armonia del giorno/, se può destarla con soavi cure nella mente de’ suoi?». Tornano alla mente gli altissimi interrogativi che permisero al Foscolo di suggellare nei Sepolcri il valore del ricordo e la forza, capace di sconfiggere la morte, sprigionata da chi in vita ha conosciuto e seminato sentimenti di amore e di amicizia. Queste emozioni toccano le corde dell’anima di una platea che ascolta in rispettoso silenzio le parole degli amici del capitano Natale De Grazia, morto in circostanze sospette nel 1995, mentre prestava il suo ingegno limpido per la buona riuscita di alcune delicatissime inchieste volte a difendere il mare e i suoi, spesso inconsapevoli, abitanti. [ » ]

‘Ndrangheta, “Tutto in famiglia”

Ventuno provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria e cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Palmi per detenzione e spaccio di stupefacenti. Con l’operazione “tutto in famiglia” è stato inferto un duro colpo alla cosca dei Maio di San Martino di Taurianova. [ » ]

13 dicembre 1995, l’ultimo ‘viaggio’ di Natale De Grazia – Una vita di luce, una morte oscura senza verità

REGGIO CALABRIA – Un destino scritto nel nome, Natale, di un uomo pieno di Fede che nella vita avrebbe amato la propria famiglia e il proprio lavoro fino al punto da sacrificare tutto il resto. Di un uomo che dopo la morte avrebbe continuato a vivere ben oltre quelle targhe, di cui si perde il conto, e in quei riconoscimenti di cui spesso, in assenza di verità, si disperde il senso. L’uomo è il capitano di Corvetta Natale De Grazia, morto in circostanze sospette il 13 dicembre 1995, 16 anni fa. Sulla sua morte non è stata mai fatta piena luce. [ » ]

Rosarno, emergenza migranti senza fine

Oggi i giornali hanno ridato il via alla competizione che “premia” chi scrive più cose circa l’emergenza dei migranti a Rosarno. A quasi due anni dalla rivolta degli africani nel comune calabrese, nella Piana di Gioia Tauro, si torna a fare i conti con l’emergenza. Non potevamo esimerci dal fare delle semplici riflessioni circa il clima che si respira in questi giorni in città. Un clima che preoccupa per quello che potrebbe succedere. Non per colpa dei migranti. [ » ]

Imprenditore freddato con due colpi in testa – Alle 20.45 di ieri un killer ha atteso Bruno Vittorio Martino, 46 anni, all’uscita della palestra facendo fuoco con una pistola calibro 7,65 – L’agguato è avvenuto a Pellaro. La vittima era stata rinviata a giudizio nel processo “Terrazzamento”

REGGIO CALABRIA – Era uscito dalla palestra dopo un buon allenamento. Ha attraversato la strada con le chiavi in mano pronto a salire sul Fiat Doblò bianco che lo doveva riportare a casa dove l’attendevano la moglie e i tre figli. Un killer silenzioso glielo ha impedito. Per sempre. Due colpi di pistola calibro 7,65 hanno centrato in testa Bruno Vittorio Martino, 46 anni, imprenditore edile. I killer, compiuta la loro missione di morte, si sono volatilizzati subito nella notte di Pellaro e nel luogo appartato non c’erano nemmeno testimoni. [ » ]

Politici, boss e toghe: il vero potere di Reggio

La “brodaglia”. La chiama così lo scrittore calabrese Mimmo Gangemi quell’acqua torbida dentro la quale navigano mafiosi, magistrati, colonnelli dei carabinieri, faccendieri e spioni, consiglieri regionali, deputati e finanche ministri della Repubblica. E’ il brodo primordiale della ‘ndrangheta, il suo ambiente naturale, il nutrimento che ha consentito nel corso di pochi anni a boss di montagna di diventare presidenti della più grande holding criminal-politica presente su tutto il territorio italiano. [ » ]

Il tornado milanese: Valle-Lampada, ‘ndrine partite da Archi unite da due solidi matrimoni incrociati – La criminalità organizzata è sempre più vorace e cerca di costruirsi una facciata rispettabile col sostegno della zona grigia – Prima lo sbarco a Vigevano, poi il salto a Milano. Slot-machine per arricchirsi e il miraggio della politica

REGGIO CALABRIA – Chi sono le famiglie mafiose Valle e Lampada? Tutte e due le componenti, scrive il gip Giuseppe Gennari, «rappresentano i tasselli inscindibili di una realtà criminale sostanzialmente unitaria, non solo sotto il profilo degli interessi, ma della stessa componente familiare che ne costituisce il fondamento». I Valle sono una famiglia da sempre accreditata di appartenenza ‘ndranghetista e sono spinti (con il “nonno” Francesco) al trasferimento al Nord da una sanguinosa guerra tra clan. [ » ]

Venerdì 2 dicembre davanti la sede del Consiglio regionale presidio MO BASTA della Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

REGGIO CALABRIA – Domani, venerdì 2 dicembre, la Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” terrà un presidio in occasione della seduta del Consiglio Regionale della Calabria. Anche se gli onorevoli saranno più impegnati a pensare alle recenti inchieste giudiziarie, oppure a capire finalmente se il tavolo Massicci boccia o promuove il “commissario” Scopelliti, noi vogliamo manifestare le nostre tante altre “emergenze”! Vogliamo che con la fine del 2011 si chiuda definitivamente la stagione del commissariamento per l’emergenza rifiuti, senza proroghe o fasi transitorie! [ » ]

‘Ndrangheta, Milano chiama Reggio risponde – In manette “i colletti bianchi” al servizio del clan Lampada/Valle

MILANO – Quando si parla di “capitale sociale” delle organizzazioni mafiose ormai si ha ben chiaro il concetto: abbiamo a che fare con soggetti che, grazie ai ruoli ricoperti all’interno delle istituzioni, costituiscono lo snodo fondamentale per il buon esito dei traffici della criminalità organizzata. È quindi significativo che, all’indomani delle 110 condanne in esito all’inchiesta “Infinito”, le DDA di Milano e di Reggio Calabria abbiano rimesso in moto la macchina della repressione, partendo proprio dall’incriminazione delle collusioni impensabili e per questo da sempre più inattaccabili. [ » ]

Blitz della Dda, arrestato magistrato calabrese: “Favoriva il clan Valle-Lampada e i suoi interessi” – In manette anche l’avvocato milanese Vincenzo Minasi e Francesco Morelli, componente del Consiglio Regionale della Calabria, eletto nella lista ‘Pdl-Berlusconi per Scopelliti’ – Carcere anche per i fratelli Francesco e Giulio Giuseppe Lampada, imprenditori legati al clan Valle, trapiantato in Lombardia, e per il maresciallo capo della Guardia di Finanza Luigi Mongelli

REGGIO CALABRIA – Magistrati di spicco, politici di primo piano, uomini delle forze dell’ordine e affiliati: è un’operazione anti-’ndrangheta che coinvolge tutti i livelli quella in corso in queste ore a Reggio Calabria ad opera della Dda di Milano e delle Squadre mobili delle due città. In manette Francesco Morelli, consigliere regionale del Pdl, considerato dagli inquirenti l’anello di collegamento tra i clan e gli ambienti politici nazionali. Il suo non è l’unico nome di peso. Corruzione, favoreggiamento personale, rivelazione del segreto d’ufficio con l’aggravante di aver agevolato le attività della ‘ndrangheta [ » ]