mer, 19 giugno 2013 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 7 ospiti, 3 bot

Politica, appalti e il marito della Cucinotta. Così i clan volevano Roma e Milano – Ventiquattro arresti, sequestro di beni tra Veneto, Lazio e Lombardia. E’ il risultato dell’operazione condotta dalla Dda di Catanzaro contro la cosca Tripodi. Che con i suoi faccendieri cercava di approdare a contratti milionari.

CATANZARO – La cosca Tripodi di Vibo Valentia aveva messo le mani sulla Capitale e su Milano. Era entrata in contatto con gli ambienti influenti della politica, degli affari e del cinema: coinvolto nell’indagine – come vedremo – anche Giulio Violati, marito di Maria Grazia Cucinotta, imprenditore del settore cinematografico. E poi bar, aziende edili e di demolizione, appartamenti e terreni. Il grande salto, però, era stato tentato a Roma – come anticipato dal Fatto Quotidiano a ottobre – durante le elezioni regionali del 2010, quando gli uomini legati alla cosca partecipano alla cena elettorale del candidato Udc Raffaele d’Ambrosio e, secondo l’accusa, agganciano anche l’ex consigliere Idv Vincenzo Maruccio. [ » ]

Definitiva la confisca dei beni di Mantella – La dichiarazione di inammissibilità del ricorso da parte della Cassazione riguarda il patrimonio (4 milioni e mezzo di euro) “congelato” con l’operazione Dolly

VIBO VALENTIA – Il decreto è dello scorso 4 aprile e sancisce l’irrevocabilità della confisca dei beni riconducibili ad Andrea Mantella, 41 anni, implicato nell’operazione New Sunrise (Nuova Alba) e condannato e indicato dagli inquirenti quale presunto boss emergente della città capoluogo. A distanza di tre anni dal sequestro, seguito dalla confisca, e dopo i vari gradi di giudizio la misura di prevenzione patrimoniale è divenuta definitiva. [ » ]

Più di tremila anni fa, i turisti affollavano le spiagge calabresi – Scavi: Punta Zambrone e la vita durante l’Età del bronzo – È stata anche rinvenuta una statuetta in avorio di elefante, la più antica rappresentazione della figura umana con caratteri naturalistici trovata in Italia

Zambrone, a pochi chilometri da Tropea, è conosciuta per le sue splendide spiagge, mèta di tanti turisti. Non tutti sanno però che questo promontorio era frequentato da uno strano tipo di «turisti», i navigatori e i mercanti egei, già più di 3500 anni fa. È questa la scoperta più sensazionale dell’ultima campagna di scavi condotta da Marco Pacciarelli, dell’Università Federico II di Napoli, e da Reinhard Jung, dell’Università di Salisburgo. [ » ]

Macabro messaggio per zittirli – Intimidazione ai testimoni di giustizia Iennarella e Mamone di Fabrizia. Denunciarono e fecero arrestare 2 bande di presunti usurai oggi sotto processo

FABRIZIA (VV) – Un “messaggio” inquietante, forse intimidatorio, quello che ignoti ieri mattina hanno fatto trovare ai testimoni di giustizia Giuseppe Mariano Iennarella di Serra San Bruno e alla moglie Laura Mamone, titolare della farmacia di Fabrizia. Un piccione di colore bianco impiccato e appeso al cornicione della loro abitazione di Fabrizia, sul lato della strada principale del paese affinché tutti lo osservassero. [ » ]

Mafia di Ariola, nelle Preserre un “cimitero” della ’ndrangheta – Nello scontro fra i clan le persone sospette, tra gli anni ’80 e ’90, venivano attirate in una trappola, legate, interrogate, gettate in una fossa e finite

VIBO VALENTIA – Il rituale era sempre lo stesso: i sospetti venivano attirati in una trappola, catturati, interrogati prima con le buone e poi in modo più violento, infine, fatti sdraiare in una fossa e uccisi. Un drammatico destino comune alle vittime sepolte nel cimitero della ‘ndrangheta nelle Preserre, la parabola di una delle quali emersa nel corso del dibattimento in Corte d’Assise a Catanzaro, che martedì ha condannato [ » ]

Nuovo colpo alla ’ndrangheta del turismo – Estorsioni compiute e tentate ai danni di imprenditori della cittadina e di Pizzo

TROPEA (VV) – La ‘ndrangheta del turismo non molla la presa. Un business gestito in buona parte dai La Rosa di Tropea con la “benedizione” dei Mancuso di Limbadi a cui sono collegati. E proprio a Tropea e Pizzo – due cittadine simbolo del turismo calabrese – si sarebbero consumati episodi di estorsione continuata e tentata estorsione ai danni di imprenditori del settore “resistenti”, tanto che qualcuno avrebbe commentato: «Non immaginano quale nido di vipere hanno svegliato». [ » ]

Quel filo che lega i Mancuso ai Giampà – L’inchiesta della Dda, Black Money, mette in evidenza anche una vecchia alleanza tra le due cosche – A ricostruire gli antichi rapporti tra le due famiglie l’ex boss della cosca lametina.

LAMEZIA TERME – I rapporti fra i clan di Lamezia ed il “locale di Limbadi”, con alleanze criminali che chiamano in causa anche pezzi da novanta della ‘ndrangheta reggina ed i reggenti delle cosche in Lombardia. A svelarli, il collaboratore di giustizia lametino, Giuseppe Giampà, 33 anni, già alla guida dell’omonimo clan fondato dal padre Francesco, alias “Il professore”, che in un verbale reso agli inquirenti il 22 ottobre scorso – ed acquisito agli atti dell’inchiesta “Black money” – delinea i contatti e gli “affari” fra il suo clan ed i Mancuso. [ » ]

Da trenta giorni nessuna notizia di Massimo Lampasi – Neanche dall’esame dei tabulati telefonici dei giorni precedenti la scomparsa sono emersi indizi utili allo sviluppo delle ricerche – Il nuovo appello dei familiari: «Chi ha visto o è a conoscenza di qualcosa non rimanga in silenzio»

SERRA SAN BRUNO (VV) – Sembra scomparso nel nulla Massimo Lampasi, il giovane di 25 anni, uscito momentaneamente da casa la sera del 24 febbraio scorso senza farvi più ritorno. I familiari sono disperati e, a un mese di distanza da quella tragica sera, non sanno più che fine abbia fatto il loro congiunto. Tutte le ipotesi per dare una ragione a quella misteriosa scomparsa sono ancora aperte e, nonostante si scavi nei trascorsi del giovane, non si riesce a trovare una chiave accettabile per motivare questa improvvisa sparizione che comincia a far pensare al peggio. [ » ]

Killer spietati, un software per localizzare le vittime – Un programma scaricato da internet avrebbe aiutato nella guerra di mafia il gruppo Patania di Stefanaconi di rintracciare alcuni dei Piscopisani – Dda e carabinieri chiudono il cerchio su “registi” e fiancheggiatori della faida: eseguite tre delle 4 ordinanze

VIBO VALENTIA – Quattro operazioni per fare piena luce sulla faida tra i Patania di Stefanaconi e i Piscopisani; quattro inchieste (Gringia, Gringia2, Dietro le quinte e Dietro le quinte2) per chiudere il cerchio non solo su killer e mandanti, ma anche su quanti avrebbero agevolato i piani di morte. Una drammatica partita a risiko giocata pure con l’ausilio di un sofisticato software capace di localizzare i “bersagli” – lungo l’asse Stefanaconi-Piscopio-Vibo Marina, ma le cui mosse sarebbero state dettate dai “signori di Limbadi”. [ » ]

Clan Mancuso, nella “lista” degli amici pure poliziotti – Emergono ulteriori retroscena nell’inchiesta Black Money della Dda che ha già portato all’arresto di 24 persone

VIBO VALENTIA – Non solo politici e imprenditori, o personaggi della cosiddetta “Vibo bene”. A intrattenere rapporti con esponenti della cosca Mancuso anche avvocati e funzionari della Polizia di Stato. A tessere i rapporti sempre Pantaleone Mancuso (cl. 47), l’uomo che secondo gli inquirenti ai metodi violenti preferiva le buone maniere, facendo leva soprattutto «sul suo carisma derivante dalla notorietà dell’appartenenza ad un gruppo mafioso estremamente potente». [ » ]