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On line i redditi dei consiglieri regionali, ma la strada per riacquistare credibilità è ancora lunga.

in politica e cronaca

L’ultima tegola si chiama Erga Omnes che tradotto vuol dire: 3 ex consiglieri regionali (tre, mica pochi) arrestati e 27 indagati (troppi) per i rimborsi assurdi tra caffè, gratta e vinci, viaggi, gioielli e tutto quello che vi salta in mente.
Sì, anche lap dance.

Volti giovani che dovevano essere il futuro della buona politica calabrese e volti vecchi che da qualche decennio non sono nemmeno riusciti lontanamente a esserlo. E questa indagine ne è la prova più schiacciante: “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti” qualcuno cantava in maggio. Anche se il coperchio, la Guardia di Finanza, l’ha fatto saltare a giugno.

Una regione che si preparava a buttarsi a mare calpestando la sabbia bollente, del Tirreno o dello Ionio che sia, e si ritrova nel solito pantano melmoso, il Tirreno o lo Ionio, appunto. Ma è anche, evidentemente, un pantano melmoso istituzionale reso ancora più maleodorante dal fatto che la Giunta e il Consiglio si erano insediati da poco. Novità, pulizia, rigore, rispetto istituzionale degli elettori calabresi inesistenti, insomma.

Nicola Irto

Il neo presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto

Al posto del dimissionario presidente del Consiglio regionale, Antonio Scalzo, è stato nominato dall’assise con 23 voti favorevoli, il giovane del Pd, Nicola Irto, 33 anni (povero Cristo!) reggino, bello, laureato, dottorati di ricerca qui e lì, eletto al Consiglio Regionale con 12.025 preferenze. Mica male. Da aprile dello scorso anno è anche vicesegretario del Pd regionale.

Irto è il secondo più giovane presidente del Consiglio regionale dopo Giuseppe Scopelliti. Bello il discorso di insediamento: giovani, sanità, disoccupazione, ambiente, Chiesa e Francesco Fortugno. Non male davvero.

Ma da un ragazzo così ti aspetti sempre di più: e allora lui ti accontenta subito rendendo pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei consiglieri regionali. Potete trovare i file qui scegliete il vostro consigliere e il gioco è fatto: volete conoscere che macchina ha questo o quello? Quanti figli a carico ha? Che automobili possiede e quante case? Bene: tutto questo alla portata di un click.

Un’iniziativa rivoluzionaria che sembra a molti sinonimo di trasparenza e di chiarezza verso l’elettore. Ma, in tutta onestà, ci sentiamo di dire che la cosa pare esaurirsi lì. Non è eccitante come sembra: dopo aver visto che auto aveva quel consigliere, se le figlie erano a carico o meno, l’adrenalina è passata, e ci siamo quasi sentiti un po’ di troppo. Dopotutto è vero, sono persone pubbliche, che hanno un ruolo importante nell’ambito politico regionale. Sono loro che dovrebbero invertire la “paurosa marcia indietro” che la Regione sta facendo, per parafrasare il nuovo presidente del Consiglio.

Fondamentalmente a noi, elettori calabresi, non crediamo debba importare quanti immobili ha di proprietà quel consigliere. Dovrebbe importare che quello stesso consigliere sappia fare ciò per cui è lì seduto su quella poltrona e se, casomai non dovesse farlo bene, non si ritrovi di nuovo lì alla legislatura successiva.

Cosa che, a quanto pare, sistematicamente succede. Lo stato di disgrazia di questa Regione non è dovuto, insomma, a quanto ricco sia un consigliere rispetto a un altro, al fatto che quello più povero possa essere eticamente più corretto o un amministratore migliore di quello più ricco. Qui la questione è un’altra: la trasparenza ci vuole nella gestione dei rifiuti, nelle partecipate che si arricchiscono a discapito dei servizi, negli appalti, negli ospedali che non si sa perché chiudono.

Le facciamo un appello presidente Irto, lei che è giovane più di quanto lo è chi scrive, seppur di poco, e che speriamo possa essere la parte buona della Calabria: provi a prendersi cura di noi che viviamo in questa Regione e lo faccia bene. A noi, dopotutto, i numeri e le automobili ci interessano poco: renda più trasparente, per quello che può, l’aria respirabile di questo angolo di mondo, la pulisca e la bonifichi da tutto quello che la rende maleodorante.

La nudità patrimoniale dei consiglieri ci interessa tanto ma non quanto: è un passo in avanti sicuramente verso una direzione nuova. Ma non ci basta, proprio perché lei è giovane. Ci mostri una trasparenza, insomma, che ci faccia vedere, come succede con l’acqua di un mare cristallino cosa ci sta davvero sotto. Tirreno o Ionio che sia.

di Carmine De Fazio

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