Scroll To Top

“Erga Omnes”: arrestati 3 ex consiglieri regionali e 27 indagati. Nei guai anche l’intera Giunta Oliverio. (VIDEO)

in media gallery / politica e cronaca

REGGIO CALABRIA – Erga omnes. Letteralmente, “nei confronti di tutti”. Già dal nome dato all’operazione diretta dalla Procura di Reggio Calabria si coglie chiaramente la portata e la gravità di quanto stia accadendo in queste ore a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale calabrese. Questa mattina le Fiamme Gialle hanno proceduto all’esecuzione di 3 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, di 5 ordinanze di divieto di dimora in Calabria, nonché alla notifica di avvisi di garanzia nei confronti di 27 indagati (tra cui 5 parlamentari della Repubblica) e di un provvedimento di sequestro preventivo per un ammontare di 2,5 milioni di euro circa.

Consiglio-regionale-della-Calabria

Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale

Le attività investigative hanno riguardato la precedente consiliatura regionale, nello specifico le attività svolte negli anni 2010/2011/2012. Le ipotesi di reato contestate nell’ordinanza di custodia cautelare del GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria sono quelle di peculato, falso ideologico e falso in atto pubblico, configurate, “a vario titolo, in ragione dell’incarico ricoperto dai 27 destinatari dei provvedimenti”.

Un vero e proprio terremoto, insomma, che sta squassando l’intera classe dirigente politica della Calabria e che coinvolge tutta la giunta regionale attuale, fatta eccezione per il presidente Oliverio (che tuttavia non era presente in Consiglio negli anni interessati dalle indagini). Un numero di indagati che va ben oltre la metà dei componenti il Consiglio regionale. Un’operazione che ha evidenziato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, come nella nostra regione le condotte non irreprensibili riguardino un po’ tutti gli schieramenti.

Pratiche condivise trasversalmente che erano state già portate alla luce con l’inchiesta “Rimborsopoli”, da cui scaturisce l’operazione odierna, quando si scoprì che molti consiglieri regionali pagavano con i fondi destinati ai gruppi consiliari spese che nulla avevano a che vedere con le attività istituzionali: viaggi, cene, gioielli, valigie, detersivi, gratta e vinci, lap dance e persino caffé al bar. Oggi arriva, dunque, il sequestro di 2,5 milioni corrispondente delle somme previste e stanziate per le attività istituzionali dei gruppi consiliari, ma ottenute, secondo la Procura di Reggio, “sulla base di documentazione giustificativa falsa e, comunque, impiegate per finalità diverse da quelle istituzionali”.

Tra i destinatari degli arresti domiciliari risultano l’attuale assessore regionale ai Trasporti, Nino De Gaetano (che ha subito annunciato le dimissioni dall’incarico e l’autosospensione dal Pd) già chiacchierato al momento della sua nomina da assessore, l’ex assessore regionale Luigi Fedele e il senatore ed ex consigliere regionale Giovanni Bilardi (Ncd), per il quale è stata chiesta al Parlamento l’autorizzazione a procedere. Le ordinanze di divieto di dimora in Calabria hanno raggiunto i consiglieri Nicola Adamo (ex capogruppo del Pd e secondo i rumors prossimo candidato a sindaco di Cosenza per il Pd), Alfonso Dattolo (ex assessore all’Urbanistica, Udc), Giovanni Nucera (ex segretario questore del Consiglio in quota Pdl) e Pasquale Tripodi (ex Udc). Tra gli indagati il vicepresidente della Giunta calabrese, Enzo Ciconte, l’assessore regionale al Lavoro, Carlo Guccione, e il presidente del Consiglio regionale, Antonio Scalzo.

Il tutto ha origine da una ampia attività di indagine, finalizzata alla verifica del corretto impiego delle somme stanziate dalla Regione Calabria per le finalità di “funzionamento” dei gruppi consiliari Regionali che, dopo la catalogazione della copiosa documentazione di spesa acquisita, ha consentito di riscontrare le condotte illecite contestate “mediante – scrivono gli inquirenti – l’esecuzione di mirati accertamenti bancari, di indagini tecniche, riscontri contabili esterni finalizzati alla verifica oggettiva e soggettiva delle operazioni documentate dai vari esponenti politici”. Tutto questo supportato anche da intercettazioni telefoniche e ambientali.

Oltre alla non “idoneità” della spesa, sono state rilevate dai Finanzieri irregolarità oggettive e soggettive delle prestazioni documentate ovvero casi di operazioni inesistenti. Inoltre, i riscontri contabili hanno evidenziato diverse discrasie tra le movimentazioni e i saldi in conto corrente dei gruppi consiliari e quanto documentato mediante la presentazione del rendiconto annuale.

Ulteriore elemento di frode, rilevato nel corso delle indagini, è stata la doppia documentazione delle spese che, in taluni casi, ha consentito ai soggetti agenti di ottenere un duplice rimborso a danno all’Ente Regione Calabria nonché al proprio gruppo politico di appartenenza.

 

di Enrico De Grazia

No comments yet