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Operazione “Gentleman” contro il clan degli “Zingari”: 33 arresti

in politica e cronaca

CATANZARO – Trentatre persone arrestate e più di 3 tonnellate di droga sequestrata. E’ questo il risultato finale dell’operazione “Gentleman”, condotta stamani dalla Guardia di Finanza di Catanzaro a Cassano allo Ionio, contro il clan denominato degli “zingari“.

droga_1Oltre che in Calabria, l’intervento si è svolto contemporaneamente ance in Puglia, Basilicata, Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia, con l’interessamento dei finanzieri di Brescia e Policoro, del servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma e della direzione centrale per i servizi antidroga.

Le indagini, coordinate dal procuratore distrettuale di Catanzaro, Antonio Vincenzo Lombardo, erano in corso da circa due anni e avevano l’obiettivo di svelare i sodalizi criminosi esistenti tra la ‘ndrina di Corigliano, ritenuta sotto il comando di Filippo Solimando e Luigi Abbruzzese e appunto il clan degli “zingari”, operante a Cassano allo Ionio.

Entrambe le cosche sembra infatti che avessero grande importanza nell’ambito del traffico internazionale di stupefacenti e in particolare gli “zingari”, che nel corso degli anni sarebbero riusciti a trasformare la loro condizione di emarginazione sociale, in vera e propria appartenenza alla ‘ndrangheta, arrivando ad avere accesso ai mercati sudamericani per la cocaina e a quelli dell’Europa dell’est per la marijuana e l’eroina.

droga_2Sono queste ultime appunto le sostanze stupefacenti ritrovate durante la perquisizione odierna dei finanzieri, in località Timpone Rosso di Cassano, ritenuta la roccaforte dei trafficanti, oltre a numerose armi, tra cui anche dei kalashnikov, che sembra venissero utilizzati come merce di scambio con le altre cosche calabresi.

In particolare si è scoperto che parte di queste armi, era stata venduta ad un clan reggino e il 31 marzo dello scorso anno, in seguito al ritrovamento delle stesse all’interno di un’autovettura durante un normale controllo, si temette che sarebbero dovute servire per commettere un attentato a Reggio Calabria, contro un uomo dello Stato.

armi_3Tra i 33 arrestati, tutti legati da “vincoli di sangue” e ciascuno con ruolo preciso, vi era anche un pericoloso latitante e gli investitori hanno dimostrato come questa rete di narcotrafficanti fosse impegnata, tra l’altro, nel movimentare i quantitativi di marijuana, cocaina ed eroina, dall’Albania all’Italia, attraverso l’utilizzo di imbarcazioni e automezzi, modificati apposta per nascondere la droga.

La vendita degli stupefacenti, si stima avrebbe fruttato all’organizzazione un guadagno di oltre 45 milioni di euro e, oltre a questo danno economico, va aggiunto quello derivante dal sequestro di beni immobili, quote societarie, autovetture di lusso ed imbarcazioni di proprietà degli ‘ndraghetisti.

di Gianluigi Catalano

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