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Operazione “Ghost Car”: vendevano beni inesistenti. Tre arresti a Reggio

in politica e cronaca

REGGIO CALABRIA – Questa mattina, in un’operazione congiunta tra la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale dello Stato di Reggio Calabria, tre persone sono state tratte in arresto per associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di numerose vittime. L’operazione denominata “Ghost car”, ha svelato una fitta rete di false aste giudiziarie che avevano come oggetto beni di vario genere.

Dopo mesi di indagini, si è scoperto come il sodalizio criminale avesse messo in atto un vero e proprio sistema di aste, con tanto di nomi di tribunali inesistenti, in cui venivano vendute principalmente autovetture che erano indicate come sequestrate o addirittura come nuove o da immatricolare. Il prezzo si aggirava intorno ai 10 mila euro ciascuna, che venivano consegnati in contanti dalle stesse vittime. In pochi mesi, grazie anche al dilagare del fenomeno, si è arrivati a un guadagno di circa 130 mila euro.

Le truffe hanno riguardato inoltre beni in disuso proveniente dall’Azienda Forestale della Regione Calabra (AFOR): casette in legno, mezzi fuoristrada e agricoli, piccole piscine e addirittura animali e piante. Le vittime in questo caso sono state 4, con profitti che si aggiravano intorno ai 55 mila euro.

Il sistema illecito delle aste, nel corso degli ultimi mesi, era stato ben articolato in modo che le vittime potessero fidarsi dei venditori che si dimostravano affidabili e disponibili. Approfittando anche della particolare situazione di crisi che imperversa nella città, i malcapitati venivano attirati dai bassi prezzi, soprattutto delle autovetture, che all’interno dell’affare era decisamente inferiore rispetto a quello di mercato.

La misura cautelare in carcere è stata emessa nei confronti di Caruso Felice, Orlando Alessandro e Fascì Fortunato, da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini.

di Adelia Pantano

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