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Operazione “Mala sanitas”, 11 indagati a Reggio Calabria. 4 medici agli arresti domiciliari

in politica e cronaca

REGGIO CALABRIA – La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 11 sanitari presso i reparti di Ostetricia e Ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia del Presidio ospedaliero “BianchiMelacrino-Morelli” per i reati di falso ideologico e materiale, di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri nonché di interruzione della gravidanza senza consenso della donna.

In particolare, quattro medici sono finiti agli arresti domiciliari e per altri sette è stata richiesta la sospensione dell’esercizio della professione (medica e/o sanitaria) per la durata di 12 mesi. Tale provvedimento rappresenta l’epilogo dell’attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Tributaria – G.I.C.O. di Reggio Calabria, che ha permesso di scoprire l’esistenza, nei reparti sopra elencati, di un sistema di copertura illecito, condiviso dall’intero apparato sanitario, che è stato attuato tutte le volte in cui “le cose non sono andate come dovevano andare” durante l’intervento sulle singoli gestanti o pazienti, onde evitare di incorrere nelle conseguenti responsabilità soprattutto giudiziarie.

L’operazione “Mala sanitas” prende il via da alcune telefonate intercettate nell’ambito di un procedimento penale relativo ad una serie di soggetti attigui alla cosca reggina dei De Stefano. Dalle intercettazioni attivate su un’utenza intestata alla Azienda Ospedaliera e in uso al dott. Tripodi Alessandro, medico ginecologo presso il reparto “Ginecologia e Ostetricia”, nonché nipote di De Stefano Giorgio e cugino dei capi storici della cosca, sono emersi numerosi episodi di malasanità riconducibili a reati di colpa medica e di falsità in atto pubblico da parte del personale dipendente.

Gli elementi riscontrati sono stati successivamente approfonditi in un altro procedimento nell’ambito del quale si è proceduto ad ulteriori attività di intercettazione telefonica, a raccogliere le dichiarazioni delle pazienti/degenti, all’acquisizione della documentazione sanitaria (in particolare, delle cartelle cliniche) e all’esecuzione di consulenze tecniche.

Gli episodi di malasanità accertati hanno riguardato il decesso (in due distinti casi) di due bimbi appena nati, le irreversibili lesioni di un altro bimbo dichiarato invalido al 100%, i traumi e le crisi epilettiche e miocloniche di una partoriente, il procurato aborto di una donna non consenziente, e le lacerazioni strutturali ed endemiche di parti intime e connotative di altre pazienti.

Per coprire le responsabilità derivanti dagli errori medici commessi, il personale sanitario procedeva, con varie modalità e sempre d’intesa, a manipolare e a falsificare la relativa cartella clinica. Così, secondo il caso trattato e il bisogno necessario, ora “la si chiuderà e poserà nell’armadio”, ora si provvederà ad alterarla “con bianchetto”, ora si inciderà sulla stessa “con una striatura”, ora si provvederà a introdurre nella stessa falsi documenti sanitari, ora a sopprimerne “parti” all’occorrenza, ora si provvederà a confezionarla ad arte, ora infine si ometterà deliberatamente di attestare ciò che si è visto e compiuto durante l’intervento.

Sotto il coordinamento della locale Procura, la complessa attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle di Reggio Calabria ha quindi messo in luce “l’esistenza di una serie di gravi negligenze professionali e di «assoluta freddezza e indifferenza» verso il bene della vita che di contro dovrebbero essere sempre abiurate dalla nobile e primaria funzione medica chiamata «a salvare gli altri» e non se stessi” (ndr. tratta dall’ordinanza).

Nello specifico si è proceduto ad applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di:

VADALÀ Pasquale, quale Dirigente Medico di II° livello, ex Primario responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia fino al 01.10.2014, per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri;

TRIPODI Alessandro, quale Dirigente Medico di I° livello, attuale Primario responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, per le fattispecie di reato di interruzione della gravidanza senza il consenso della donna, di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri;

MANUZIO Daniela, quale Dirigente Medico di I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, per le fattispecie di reato di interruzione della gravidanza senza il consenso della donna e di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

SACCÀ Filippo Luigi, quale Dirigente Medico di I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia nonché Responsabile Struttura Semplice “Diagnosi e Terapia Prenatale”, per le fattispecie di reato di interruzione della gravidanza e di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

La misura interdittiva della sospensione dell’esercizio della professione (medica e/o sanitaria) per la durata di dodici mesi nei confronti di:

TIMPANO Salvatore, quale Dirigente Medico di I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia fino al 28.02.2015, per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

STIRITI Francesca, quale Dirigente Medico di I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia, per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

GANGEMI Pina Grazia, quale Ostetrica presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, per la fattispecie di reato di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

MAIO Maria Concetta, quale Responsabile di Alta Specialità “Ambulatorio di Neonatologia” presso l’Unità Operativa Complessa di Neonatologia, per la fattispecie di reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

MUSELLA Antonella, quale Dirigente Medico I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

GRASSO Luigi, quale medico anestesista presso l’Unità Operativa di Anestesia fino al 31.12.2012, per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

MUSITANO Annibale Maria, quale Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia fino al 30.06.2013, per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

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redazione CN

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