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Operazione “Saggio compagno”, colpo ai clan del reggino. 36 arresti (FOTO-VIDEO)

in politica e cronaca

REGGIO CALABRIA – Stamattina, nell’ambito dell’operazione Saggio compagno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, insieme allo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno arrestato 36 persone affiliate ai clan Petullà, Ladini e Foriglio tra la provincia di Reggio Calabria e quelle di Roma, Verbania e Vibo Valentia. L’operazione prende il nome dall’appellativo con cui il principale indagato, Ladini Giuseppe, già noto per i suoi precedenti penali e di polizia per associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ricettazione e riciclaggio, si rivolgeva al suo più fidato sodale, Tigani Leonardo.

Le persone arrestate sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, ricettazione, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento personale, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, furto, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate, danneggiamento seguito da incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Le 36 persone fermate sono: Tripodi Costantino (classe ’45), già capo della locale di Cinquefrondi, Ierace Michele (cl. 58), Petullà Antonio (cl. ‘49), Napoli Antonio (cl. ‘57), Napoli Saverio (cl. ’64), Iannuzzi Rocco (cl. ‘71), Zangari Vincenzo (cl. ‘73), Ierace Orazio (cl. ‘78), Ierace Michele (cl. ’91), Bruzzese Raffaele (cl. ‘52), Ladini Domenico (cl. ‘55), Fonti Renato (cl. ‘64), Ierace Fabio (cl. ‘68), Primerano Girolamo (cl. ‘74), Migliaccio Gaetano (cl. ‘77), Porcaro Fabio (cl. ‘76), Monteleone Maurizio (cl. ‘74), Petullà Rocco (cl. ‘66), Petullà Angelo (cl. ‘89), Petullà Raffaele (cl. ‘92), Bruzzese Maria Polsina (cl. ‘93), Foriglio Saverio (cl. ‘63), Foriglio Rocco (cl. ‘95), Cuturello Salvatore (cl. ‘70), Giorgi Attilio (cl. ‘84), Giorgi Francesco (cl. ‘75), Iannone Renato (cl. ‘70), Lamari Nicodemo (cl. ‘58), Longordo Francesco (cl. ‘79), Napoli Saverio (cl. ‘85), Papaluca Fabio (cl. ‘86), Pronestì Maurizio (cl. ‘75), Varacalli Rocco (cl. ‘87), Vigilante Giuseppe (cl. ‘86), Vomera Michele (cl. ‘91), Zaita Pasquale (cl. ‘91).

Le indagini, avviate dalla Compagnia Carabinieri di Taurianova nel novembre 2013, si sono avvalse anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ed hanno consentito di delineare gli assetti e l’appartenenza degli indagati, anche con ruoli di vertice, alle cosche Petullà, Ladini e Foriglio come articolazioni autonome della locale di Cinquefrondi, operante nel territorio dei comuni di Cinquefrondi e Anoia con varie ramificazioni non solo nella provincia reggina.

L’attività della cosca era finalizzata al controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona, mediante il compimento di una serie indeterminata di delitti in materia di armi, esplosivi e munizionamento, contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale, in materia di commercio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento latitanti, nonché delitti volti ad acquisire direttamente e indirettamente la gestione e/o il controllo di attività economiche, in particolare nel settore degli appalti boschivi.

Sono stati infine sottoposti a sequestro un’impresa di rifornimento carburanti, un ristorante, otto beni immobili, tra terreni e fabbricati, ventuno tra conti correnti e rapporti bancari ed una quota societaria, relativa ad un’azienda di trasporti, riconducibili ad alcuni degli indagati per un valore stimato di oltre cinquecento mila euro.

redazione CN

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