<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Calabria Notizie &#187; opinioni</title>
	<atom:link href="http://www.calabrianotizie.it/opinioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.calabrianotizie.it</link>
	<description>Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 May 2012 09:31:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Vagliela a spiegare la Calabria a Bruxelles</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/28/vagliela-spiegare-calabria-bruxelles/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/28/vagliela-spiegare-calabria-bruxelles/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[calabria news]]></category>
		<category><![CDATA[news calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21858</guid>
		<description><![CDATA[<p>Qui a Bruxelles la pioggia fa meno male. La prima triste constatazione di chi vede la Calabria dall’esterno, come me durante questa mia esperienza lavorativa nel cuore dell’Europa, è la rassegnazione di chi ormai è abituato a tutto: le ultime devastazioni causate dalle precipitazioni stagionali aprono una ferita profonda in chi vive in Calabria, ancor [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui a Bruxelles la pioggia fa meno male. La prima triste constatazione di chi vede la Calabria dall’esterno, come me durante questa mia esperienza lavorativa nel cuore dell’Europa, è la rassegnazione di chi ormai è abituato a tutto: le ultime devastazioni causate dalle precipitazioni stagionali aprono una ferita profonda in chi vive in Calabria, ancor di più se si pensa ai morti ed ai milioni di euro di danni che ogni anno fa il maltempo da Lagonegro a Villa San Giovanni. Un male stagionale, così come stagionali sono le precipitazioni e le piogge che si abbattono sulla nostra regione.<span id="more-21858"></span></p>
<p>Cosa ci permette, quindi, di non essere in grado di affrontare l’ordinario? Per quale strana ragione qualsiasi cosa succeda diventa emergenza? E’ questa una delle più grosse contraddizioni della nostra terra, che rende a noi calabresi, giovani e non, difficile spiegare a tutto il resto d’Italia, d’Europa, del mondo, spiegare perché nonostante tutti gli aiuti e i sussidi ci troviamo ancora in coda ad ogni graduatoria. </p>
<p>Lavorare a Bruxelles vuol dire anche questo: dover spiegare l’inspiegabile, dover trovare una ragione valida e plausibile ad un ponte che crolla sotto il peso dell’acqua, in una terra che ancora grida vendetta per i morti del camping “Le Giare” di Soverato e che come ogni inverno deve affrontare “l’emergenza pioggia”. </p>
<p>Il bollettino ogni anno parla di paesi inghiottiti dal fango, collegamenti interrotti, morte e devastazione: una regione che si definisca “civile”, una politica realmente al servizio del cittadino, dopo la prima volta avrebbe fatto in modo che tutto questo non fosse mai più accaduto. </p>
<p>In Calabria purtroppo tutto questo non accade: la pioggia, nella punta d’Italia, da amica degli agricoltori e benefattrice dei campi diventa nemica del territorio, si trasforma in falce nera che tutto avvolge e porta via con sé. </p>
<p>Perché, però, nel resto del mondo non succede? Perché paesi come il Belgio, costantemente falciati dalle precipitazioni atmosferiche, non convivono con emergenze di questo tipo? Cosa ci impedisce di affrontare la normalità?</p>
<p>E’ questa la difficoltà più grande: trovare un perché. </p>
<p>Parli con un ragazzo di Sarajevo e ti dice che, a pochi anni dalla conclusione da una delle guerre più sanguinose degli ultimi anni, loro sono pronti ad entrare in Europa con una economia salda, che gli permetterebbe di posizionarsi ben fuori dall’obiettivo convergenza (gli aiuti destinati alle regioni che hanno bisogno di mettersi al pari con l’Europa, che la Calabria spreca da anni senza ottenere un benché minimo risultato), mentre tu pensi che nei tuoi paesi ai lati del marciapiede spesso c’è la spazzatura, perché dopo anni di “emergenza” ancora non sappiamo che fine far fare ai nostri rifiuti. </p>
<p>Pensi che l’ufficio di rappresentanza della sua regione è una piccola stanza con due computer al secondo piano di un palazzo, che organizza ogni tipo di attività senza mai fermarsi un attimo ed allargandosi sempre più alle altre nazioni, mentre quello della Regione Calabria si trova al centro di Schumann, nel cuore della politica europea, ma è desolatamente chiuso ed inattivo da non si sa quanto tempo ormai, nonostante l’affitto sia stato pagato anticipatamente anche per tutto il 2013.</p>
<p>Guardi le strade ampie, i treni che ti collegano in ogni parte della nazione in meno di un’ora, osservi i mezzi del trasporto pubblico passare senza soluzione di continuità e, soprattutto, scopri quasi con sorpresa che qui tutti non solo pagano il biglietto, ma sono abbonati.</p>
<p>Aveva ragione Banfield quando, parlando del Sud Italia, teorizzò il “familismo amorale” e disse che il problema era, soprattutto, culturale: perché di quell’abisso culturale di cui ci siamo nutriti in questi anni è figlia anche la politica che non solo non trova le risposte adeguate, ma che nemmeno dimostra di volerle cercare. </p>
<p>Nemmeno il consenso interessa più alla classe dirigente calabrese: per quello ci sono i boss, che stando alle risultanze dei procedimenti giudiziari sono il principale bacino elettorale a cui si rivolgono, come questuanti in cerca di carità, inconsapevoli di essere burattini in mano ad un gioco molto più grande di loro che avvelena le loro terre e i loro figli.</p>
<p>La Calabria da Bruxelles è un pugno in pieno stomaco, un gancio al fianco che toglie il respiro: non basta lodare la buona cucina, il sole, i paesaggi da favola e le bellezze artistiche e naturali di una terra troppo bella per essere vera. Aprire un giornale, vedere quello che accade, è troppo anche per chi ha ancora la speranza di vedere cambiare la propria terra: l’amarezza e la frustrazione vanno di pari passo con la rabbia che ti porta il sentirti impotente, troppo piccolo. </p>
<p>Capisci in un solo secondo perché sei andato via e perché, nonostante tu raccolga sempre delle importanti soddisfazioni, il tuo primo pensiero è sempre rivolto a quel lembo di terra racchiuso tra Jonio e Tirreno.</p>
<p>Qualche anno fa, un ristoratore di Cetraro alle prese con dei turisti inglesi mi chiese di aiutarlo in una traduzione immediata: i suoi clienti volevano sapere perché una terra così bella vivesse in quello stato di abbandono. </p>
<p>Quando tradussi la loro domanda, mi guardò con uno sguardo carico di amara rassegnazione: “Raccontagli questa storia: di’ loro che quando Dio creò la Calabria, si rese conto che tra la bellezza delle coste ed i paesaggi sconfinati delle sue montagne, aveva fatto un lavoro troppo bello, e che per compensare la disparità con tutto il resto d’Italia creò i calabresi”. </p>
<p>Ho tradotto tutto, ma dopo il risolino amaro della comitiva la rabbia dei miei vent’anni si scagliò contro il proprietario del ristorante: “Ne riparleremo quando, prendendo un treno o un aereo per lasciare casa tua, ci ripenserai”, mi disse. </p>
<p>Aveva ragione, su tutta la linea: ma spero vivamente che la mia generazione sia in grado di non far ascoltare mai più ai ventenni del domani una frase del genere.</p>
<p>di Francesco Rende</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.malitalia.it/2011/11/vagliela-a-spiegare-la-calabria-a-bruxelles/">malitalia.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/28/vagliela-spiegare-calabria-bruxelles/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scopelliti: boia chi molla</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/scopelliti-boia-chi-molla/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/scopelliti-boia-chi-molla/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 08:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guseppe Pignatone]]></category>
		<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lele Mora]]></category>
		<category><![CDATA[Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Sole 24 ore]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[peppe scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[reggio calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21839</guid>
		<description><![CDATA[<p>E’ stato un compleanno avvelenato quello di Peppe Scopelliti. Classe 1966, giorno di nascita il 21 novembre, giovane politico in ascesa. Avvelenato dalle polemiche violente scatenate contro tre giornali, “Il Fatto”, “La Stampa”, “Il Sole24ore”, e dalle reazioni che hanno provocato con comunicati dei cdr e della Fnsi. Ma ancora di più a rendergli amari [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato un compleanno avvelenato quello di Peppe Scopelliti. Classe 1966, giorno di nascita il 21 novembre, giovane politico in ascesa. Avvelenato dalle polemiche violente scatenate contro tre giornali, “Il Fatto”, “La Stampa”, “Il Sole24ore”, e dalle reazioni che hanno provocato con comunicati dei cdr e della Fnsi. Ma ancora di più a rendergli amari i giorni sono le inchieste della magistratura. L’ultima che ha portato in galera una serie di colletti bianchi, mafiosi e affaristi, e che ha svelato quello che in città tutti sapevano: la ‘ndrangheta, quella potente della famiglia Tegano, era in società col Comune di Reggio Calabria tramite la “Multiservizi”.<span id="more-21839"></span> </p>
<p>Un colosso, centinaia di dipendenti e milioni di euro da gestire. Una tegola sulla testa del giovane golden-boy della destra  in Riva allo Stretto. Uno che non dimentica il suo passato missino, che celebra davanti al monumento di Ciccio Franco, il capo dei Boia chi Molla.</p>
<p>Peppe Scopelliti, una laurea in Economia presto chiusa nei cassetti: il potere pretende dedizione e il tempo per svolgere qualsiasi attività professionale non c’è. Segretario del Fronte della Gioventù nel 1992, nel 1994 candidato al Parlamento Europeo, l’anno dopo primo degli eletti alla Regione, rieletto nel 2000, e poi Presidente del Consiglio e Assessore al Lavoro con la giunta Chiaravalloti. </p>
<p>Nel 2002 la conquista di Reggio con il 53% dei voti e l’elezione a sindaco. Riconferma cinque anni dopo, ma questa volta con il 70% dei voti. E fa niente se nei giorni di fuoco della campagna elettorale i manifesti col suo faccione campeggiavano nei saloni del Teatro Margherita, gentilmente concesso “senza nulla a pretendere” da Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”. </p>
<p>Quando il signor Gioacchino viene arrestato gli sequestrano immobili per qualche milione di euro a Roma e a Parigi. “Soldi accumulati – spiega il procuratore di Reggio Giuseppe Pignatone – con la gestione monopolistica dei videogiochi, uno dei canali privilegiati dalla criminalità organizzata”. </p>
<p>Ma Peppe, ragazzo in carriera, non se ne cura. Lui è il rinnovamento, spazzerà via la vecchia politica e costruirà il “modello Reggio”. “Credere, obbedire, ballare”, è il motto che gli appiccicano addosso. Riletto oggi che il Comune è sull’orlo del default con 170 milioni di debiti accertati, e lui stesso è indagato per falso in atto pubblico, suona beffardo. </p>
<p>Scopelliti era ossessionato dal mondo dello show-biz, voleva stupire a tutti  i costi. “Paolo ho bisogno di una cortesia, abbiamo intenzione di fare qualcosa di eccezionale a Reggio, per me sarebbe il massimo incontrare Lele Mora”. Paolo Martino, uomo di collegamento della ‘ndrangheta calabrese con il bel mondo di Milano, racconta così il suo incontro con l’allora sindaco Scopelliti. </p>
<p>“Conosco lui, suo fratello Tino e l’altro fratello Francesco che sta a Como e fa l’assessore”, ricorda Martino in un interrogatorio. L’incontro si fa e subito, Scopelliti  quasi si commuove: “Paolo, per me conoscere uomini come te è qualcosa di gratificante”. Ma per portare il manager delle starlette, Valeria Marini (60mila euro per lo struscio nelle vie principali), forse non bastava l’uomo delle ‘ndrine in terra lombarda, bisognava rivolgersi anche ad altri. </p>
<p>A Pasquale Rappoccio, massone della “Gran loggia regionale d’Italia” col grado di “secondo principale”, oggi finito nei guai per storie di malasanità e rapporti con le cosche. “Frequentatore assiduo del sindaco”, si legge in un rapporto della Gdf del 2007. </p>
<p>Insieme al grembiulino di Reggio, Scopelliti vola a Milano per incontrare Mora, ma non prende l’aereo di Lele, “altrimenti volano interrogazioni e polemiche” e fissano appuntamenti per andare in Sardegna sulla barca di Briatore. </p>
<p>La bella vita a Reggio e spese pazze. Alcune al limite del ridicolo, come i 23mila euro buttati per comprare 100mila salviettine rinfrescanti al bergamotto con la scritta no alla ‘ndrangheta. Perché il giovane Scopelliti, eletto governatore della Calabria col 58% dei voti, la ‘ndrangheta la combatte, ma sempre in modo spettacolare. E guai a chi, fra i suoi, sbaglia. </p>
<p>L’anno scorso gli hanno arrestato Santi Zappalà, uno fra i più votati nelle liste che lo sostenevano. I carabinieri lo filmarono e intercettarono mentre andava a chiedere voti a Giuseppe Pelle “Gambazza”, boss di San Luca. Scopelliti lo ha mollato, senza mai chiedersi se quei voti messi a disposizione dalla ‘ndrangheta avessero contribuito anche al suo personale successo. </p>
<p>Ed è di poche settimane fa un dossier consegnato dai magistrati di Genova alla Commissione parlamentare antimafia nel quale si parla delle ultime elezioni regionali e dell’”alacre sostegno di esponenti della cosca Raso-Gullace, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Antonio Stefano Caridi”. Si tratta di un assessore regionale, non indagato, storico uomo di Scopelliti. </p>
<p>La mafia è solo quella folk di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, e quando i pentiti lo tirano in ballo, il governatore insorge: è una provocazione, non sapevo. Sono cinque (Lo Giudice, Fiume, Paolo Iannò, Fragapane, Moio) rappresentativi delle famiglie più potenti della città, parlano di lui e dei voti concessi. </p>
<p>La regola è smentire, ribattere. Mai chiarire. E mai chiarita fino in fondo è stata la partecipazione al pranzo per il cinquantesimo anniversario di matrimonio dei genitori di Mimmo Barbieri, finito al centro di una poderosa inchiesta antimafia. “C’erano proprio tutti – racconta il giorno dopo Cosimo Alvaro – il sindaco, Gesuele Vilasi (assessore comunale di Forza Italia, ndr) e quelli della Margherita e dell’Udeur”. </p>
<p>Cosimo Alvaro, rampollo della famiglia di Sinopoli, c’era. Quando Scopelliti venne eletto sindaco per la seconda volta, entusiasta, si lasciò scappare: “Ora entriamo in politica. Forza zio Peppino”.</p>
<p>di Enrico Fierro</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.malitalia.it/2011/11/scopelliti-boia-chi-molla/">malitalia.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/scopelliti-boia-chi-molla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le vere cause delle alluvioni? Pesticidi e abbandono dei terreni &#8211; A distanza di poche settimane dalla tragedia in Liguria, il maltempo si è abbattuto su Sicilia e Calabria provocando vittime e danni &#8211; Giuseppe Altieri, agroecologo, individua le cause delle alluvioni nel ricorso alla chimica in agricoltura e nell&#8217;abbandono dei terreni</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/vere-cause-delle-alluvioni-pesticidi-abbandono-dei-terreni-distanza-poche-settimane-dalla-tragedia-liguria-maltempo-abbattuto-sicilia-calabria-provocando-vittime-danni/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/vere-cause-delle-alluvioni-pesticidi-abbandono-dei-terreni-distanza-poche-settimane-dalla-tragedia-liguria-maltempo-abbattuto-sicilia-calabria-provocando-vittime-danni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 08:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[cause alluvioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=21834</guid>
		<description><![CDATA[<p>Distruzione dell&#8217;Humus a causa di disseccanti, diserbanti e Pesticidi agricoli, abbandono dei terreni e distruzione di siepi, per migliaia e migliaia di ettari che confluiscono in ogni fiume. Riportiamo agli agricoltori italiani la responsabilità della nostra salute. Se non mettiamo a posto l&#8217;agricoltura, liberandola dalla chimica che distrugge l&#8217;Humus e dalle speculazioni commerciali che provocano [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Distruzione dell&#8217;Humus a causa di disseccanti, diserbanti e Pesticidi agricoli, abbandono dei terreni e distruzione di siepi, per migliaia e migliaia di ettari che confluiscono in ogni fiume. Riportiamo agli agricoltori italiani la responsabilità della nostra salute. Se non mettiamo a posto l&#8217;agricoltura, liberandola dalla chimica che distrugge l&#8217;Humus e dalle speculazioni commerciali che provocano l&#8217;abbandono delle terre, le alluvioni saranno sempre più pericolose per la mancanza di trattenimento delle acque &#8216;a monte&#8217; nei terreni agricoli.<span id="more-21834"></span></p>
<p>Abbiamo oltre 25 miliardi di euro di fondi comunitari di Sviluppo Rurale in Italia per il periodo 2007-2013 (ne sono stati spesi ad oggi meno della metà e rischiamo di perderli anche per il prossimo periodo 2014-2020, se non li utilizziamo a dovere), oltre ad almeno altrettanti fondi di cosiddetti Premi PAC di Sostegno al reddito degli agricoltori (con cui si continua a sostenere agricoltura chimica, ed allevamenti senza terra industriali, produttori di liquami inquinanti invece di fertile letame).</p>
<p>Fondi destinati al cosiddetto &#8216;Sviluppo rurale&#8217; ovvero per la riconversione (obbligatoria e prioritaria per Regolamenti europei) verso la coltivazione Biologica, rimettendo in tal modo a posto i nostri campi oggi martoriati dalla chimica (disseccanti arancio che distruggono i microrganismi, irrorati prima della semina e sotto le vigne, i frutteti e gli oliveti, pesticidi in altissime quantità con molti residui nei cibi, ecc.).</p>
<p>Chimica che distrugge l&#8217;humus e la vegetazione che protegge la terra che, pertanto, non trattiene più l&#8217;acqua e si sfalda provocando disastri le cui cause sono principalmente dovute alla diminuzione di sostanza organica stabile dei terreni, la vera e propria &#8216;spugna&#8217; che assorbe acqua fino a 10 volte il suo peso.</p>
<p>Concausa aggravante è anche l&#8217;abbandono dei terreni e la mancanza di coperture autunno-invernali, oltre alla distruzione, iniziata negli anni 60&#8242; per una sfrenata meccanizzazione, delle piante idrofile come salici, platani e pioppi, che evaporano migliaia di litri d&#8217;acqua al giorno lungo i fossi, i canali dei campi e in ultimo i fiumi, che ricordo a tutti, raccolgono le acque di migliaia di terreni agricoli e boschivi che oggi vengono a saturarsi troppo facilmente, rilasciando ad un certo punto l&#8217;acqua tutta insieme, così creando delle vere a proprie &#8216;bombe idriche&#8217;, che cadono a valle portandosi via tutto ciò che incontrano.</p>
<p>Erodendo nel contempo i terreni che si sfaldano in fango, con incremento progressivo del problema della drammatica riduzione del &#8216;trattenimento d&#8217;acqua a monte&#8217;. Ciò è misurabile con attrezzature semplici messe lungo i fossi di scolo dei campi. </p>
<p>Oggi vi sono fondi europei di sviluppo rurale immensi (in Europa oltre 200 miliardi di euro investiti), per rimettere le siepi, pagare tutti i mancati redditi, i maggiori costi, più un 20% per chi coltiva in biologico, per inserire le coltivazioni di copertura autunno-invernali intercalari tra le colture da raccogliere, per incrementare la biodiversità, proteggere le aree di interesse naturalistico (Natura 2000) e sostenere tutte quelle pratiche agroambientali atte a prevenire le catastrofi e migliorare la fissazione del carbonio del terreno incrementando l&#8217;Humus (e risolvendo nel contempo l&#8217;effetto serra) fondi utilizzabili e sufficienti per milioni di ettari. </p>
<p>In tal modo “preservando la fertilità dei terreni per le generazioni future” (Art. 44 della Costituzione Italiana, che tutela inoltre i diritti inviolabili alla salute e all&#8217;ambiente salubri, Art. 32, e Art. 9, regolando l&#8217;attività economica affinché tali diritti non vengano violati, Art. 41).</p>
<p>Ma queste immense somme europee, per la miopia dei sindacati agricoli irresponsabili &#8211; che sono molto spesso parti attive nelle proprietà dei consorzi agrari che vendono pesticidi mentre concertano le politiche degli assessorati all&#8217;agricoltura, in palese conflitto di interessi &#8211; finiscono nelle tasche di chi abbandona i terreni senza coltivarli e, molto peggio, di chi compra pesticidi, chiamandola &#8216;agricoltura integrata&#8217;, falsificandone le norme, secondo disciplinari che oggi prevedono usi di pesticidi molto superiori al normale impiego in agricoltura convenzionale.</p>
<p>Ad esempio le autorizzazioni a disseccare i terreni prima di seminare con prodotti tossicissimi, a disseccare le file dei vigneti, oliveti, frutteti, consentendo oltre 30 trattamenti chimici sui frutteti e oltre 20 sui vigneti. Consiglio di scaricare, per controllare, i disciplinari regionali di agricoltura integrata delle regioni italiane da Internet, per il cui rispetto vengono erogati i fondi agroambientali europei&#8230; per comprare pesticidi!</p>
<p>Andate a vedere in tutta Italia le zone dei vigneti con l&#8217;erba disseccata invece che tagliata, per esempio, le zone del Gavi in Piemonte (da cui l&#8217;acqua scende in Liguria) o a Conegliano Veneto (tanto per ricordare un&#8217;altra alluvione terribile) e guardate i terreni a milioni di ettari &#8216;arancioni&#8217; disseccati da contoterzisti ed agricoltori che corrono indebitati, senza preoccuparsi del futuro e non hanno tempo di lavorare la terra come si deve. Il tutto per risparmiare qualche euro all&#8217;ettaro.</p>
<p>O peggio, gli oliveti &#8216;agente arancio&#8217; in primavera, sotto l&#8217;effetto del solito Glifosate (Roundup e prodotti similari), il diserbante più venduto al mondo, micidiale e presente in tutte le acque di falda (fonte Ispra-Arpa), così come altri micidiali pesticidi e diserbanti.</p>
<p>Sulla non correttezza della Spesa Agroambientale europea (Avviata nel lontano 1992, sic!) è intervenuta da almeno un decennio la Corte dei Conti Ue ripetutamente (Relazione n. 3/2005 e n. 7/2011 sulla Spesa Agroambientale delle regioni europee). Ma le regioni continuano imperterrite nei loro disastri a carico dell&#8217;economia agricola e della salute pubblica e dell&#8217;ambiente degli italiani.</p>
<p>Intanto i consorzi agrari non riescono a riconvertirsi verso una &#8216;convergenza di interessi&#8217;, ovvero a vendere prodotti e ritirare raccolti Biologici.</p>
<p>Un disastro che è tra le principali cause di oltre 30 miliardi di spesa sanitaria nazionale all&#8217;anno per malattie degenerative collegate direttamente o come aggravanti all&#8217;impiego di pesticidi in agricoltura ed ai residui negli alimenti e nel pescato. Oggi il cancro è la prima vera causa della crisi economica italiana&#8230; siamo un &#8216;paese al reparto oncologico&#8217;!</p>
<p>L&#8217;Aspettativa di vita sana nel nostro Paese è calata dal 2003 ad oggi di almeno 10 anni (dati UE), mentre il tasso di tumori infantili neonatali cresce del 3% all&#8217;anno in Italia, a differenza degli altri paesi europei, dove l&#8217;uso di pesticidi è stato drasticamente ridotto già negli anni &#8217;90.</p>
<p>L&#8217;Italia da sola consuma oltre il 35% di tutti i pesticidi UE, mentre l&#8217;agricoltura è indebitata in maniera spaventosa e i contadini vengono sfruttati dal commercio e dalle industrie agroalimentari, quando i fondi Ue finanzierebbero lo sviluppo delle filiere corte o dirette locali e biologiche, in forma obbligatoria e prioritaria. Abbiamo in mano una finanziaria da almeno 40 miliardi di euro annui per salvare l&#8217;Italia e la vita degli italiani, oltre alla nostra economia.</p>
<p>Sono almeno 20 anni che denuncio queste mancanze, partecipando a trasmissioni popolari come Report, Ambiente Italia e altre.</p>
<p>Grazie a un manipolo di agricoltori biologici abbandonati da tutte le &#8216;ufficiali rappresentanze&#8217; abbiamo attivato i ricorsi amministrativi ai TAR in Umbria, Marche, Toscana e Campania e stiamo preparando un esposto alla Corte dei Conti, che è informata dei fatti dal 2000, così come il Ministero Agricoltura, le Regioni, la Commissione UE che approva programmi spesso non conformi agli obiettivi delle normative europee, salvo esporsi alle puntuali critiche della Corte dei Conti Ue sopracitate.</p>
<p>Se qualcuno ci vuole aiutare, se qualcuno vuole aiutarsi&#8230;</p>
<p>Se poi volessimo approfittare di questi due prossimi anni cruciali, con ancora molti fondi disponibili, per avviare la corretta applicazione dei programmi Agroambientali europei e regionali, facendo tutti un esame di coscienza, potremmo passare dal conflitto alla convergenza di interessi, per avviare finalmente una riconversione italiana agroecologica, nel suo ruolo multi-funzionale, cruciale per la salvaguardia della salute e dell&#8217;ambiente e la tutela del territorio dall&#8217;erosione, per assicurare ai nostri figli la fertilità biologica della Terra e la conservazione della sua capacità di nutrirli. E non di ammalarli, come oggi succede a causa del sistema agro-industriale globalizzato offerto nei supermarket.</p>
<p>Approfittiamo della crisi industriale per tornare alla campagna e coltivare biologicamente (ci sono molti fondi anche per aprire nuove partite Iva di giovani agricoltori sotto i 40 anni) e ri-colleghiamo i cittadini agli agricoltori attraverso i mercati locali e solidali, al giusto prezzo.</p>
<p>Rimettiamo gli alberi lungo i fossi, le siepi lungo i campi e i boschetti lungo i fiumi, togliamo il cemento dove fa danni. Ricostruiamo il paesaggio tradizionale della campagna Italiana, restaurando i casali in bioedilizia, dotandoli di energie rinnovabili. Soprattutto, ricostruiamo l&#8217;humus alla Madre Terra, recuperando le tradizioni Agroecologiche e diffondendo tecniche biologiche avanzate &#8216;ecocompatibili&#8217;.</p>
<p>Riportiamo agli agricoltori italiani la responsabilità della nostra salute, sono sicuro che loro ne avranno gran cura.</p>
<p>di Giuseppe Altieri</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilcambiamento.it/agricoltura_biologica/cause_alluvioni_pesticidi_abbandono_terreni.html">ilcambiamento.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/11/24/vere-cause-delle-alluvioni-pesticidi-abbandono-dei-terreni-distanza-poche-settimane-dalla-tragedia-liguria-maltempo-abbattuto-sicilia-calabria-provocando-vittime-danni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Continua la protesta dei docenti abilitati e abilitandi</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/26/continua-la-protesta-dei-docenti-abilitati-e-abilitandi/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/26/continua-la-protesta-dei-docenti-abilitati-e-abilitandi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 May 2011 07:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro news]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro notizie]]></category>
		<category><![CDATA[graduatorie ad esaurimento]]></category>
		<category><![CDATA[graduatorie ad esaurimento scuola]]></category>
		<category><![CDATA[news catanzaro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=19686</guid>
		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Continua la protesta dei DOCENTI PRECARI abilitati e abilitandi, (A077, COBASLID e Scienze della Formazione Primaria), che chiedono di essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento! Per dare maggiore peso a questo problema ignorato dal governo, che in un primo momento ha permesso di abilitare diversi insegnanti e poi ha decretato di abbandonarli alla [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Continua la protesta dei DOCENTI PRECARI abilitati e abilitandi, (A077, COBASLID e Scienze della Formazione Primaria), che chiedono di essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento! Per dare maggiore peso a questo problema ignorato dal governo, che in un primo momento ha permesso di abilitare diversi insegnanti e poi ha decretato di abbandonarli alla propria sorte, è iniziata una raccolta firme ON LINE. Come noto il nuovo decreto di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, DM. 44 del 12 maggio 2011, NON PREVEDE l’inserimento PER I DOCENTI ABILITATI E ABILITANDI.<span id="more-19686"></span></p>
<p>La proposta di inclusione era stata avanzata in un primo momento dalla CGIL poi dall’ANIEF. In data 19 maggio 2011anche  l&#8217;Italia dei Valori, nella persona dell’On. Anita Di Giuseppe, ha presentato una nuova interpellanza parlamentare al Sottosegretario Pizza senza ottenere grandi esiti.</p>
<p>Si deve ricordare che il titolo di abilitazione all&#8217;insegnamento, conseguito regolarmente in seguito alla frequenza dei corsi a numero chiuso attivati su disposizione del MIUR dal 2007 al 2010, è lo stesso di tutti gli altri docenti abilitati già inseriti. </p>
<p>QUESTO GOVERNO non può ignorare tutti i docenti che si trovano in questa situazione, dopo anni di studio, sacrifici e tasse pagate, si deve per forza intervenire e optare per una corretta soluzione.</p>
<p>L’unica cosa certa è che i Docenti abilitati e abilitandi affronteranno questo grave  problema sociale con tutti i mezzi a loro disposizione,  per il momento, è stata intrapresa l’iniziativa della petizione on line con l’invito a tutti coloro si trovano in questa condizione di FIRMARE e diffondere la notizia: <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.firmiamo.it/inclusione-graduatorie-ad-esaurimento-2011">http://www.firmiamo.it/inclusione-graduatorie-ad-esaurimento-2011</a> </p>
<p>Pietro Bonaddio</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/26/continua-la-protesta-dei-docenti-abilitati-e-abilitandi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chiude il tempo prolungato che fine faranno i perdenti posto?</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/17/chiude-il-tempo-prolungato-che-fine-faranno-i-perdenti-posto/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/17/chiude-il-tempo-prolungato-che-fine-faranno-i-perdenti-posto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 06:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro news]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro notizie]]></category>
		<category><![CDATA[decreto gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[news catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[perdenti posto scuola]]></category>
		<category><![CDATA[riforma gelmini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=19537</guid>
		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Dall’esame dell’organico di diritto per l’anno scolastico 2011/2012 della provincia di Catanzaro risulta un soprannumero dei docenti mai visto in tutti questi anni, infatti in seguito ai tagli indetti dal Ministro Gelmini l’USP ha pensato bene di tagliare sugli organici di diritto. A svantaggio in questo contesto si trovano tutti gli insegnanti di [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Dall’esame dell’organico di diritto per l’anno scolastico 2011/2012 della provincia di Catanzaro risulta un soprannumero dei docenti mai visto in tutti questi anni, infatti in seguito ai tagli indetti dal Ministro Gelmini l’USP ha pensato bene di tagliare sugli organici di diritto. A svantaggio in questo contesto si trovano tutti gli insegnanti di Italiano, Strumento Musicale e Sostegno. Il tempo prolungato insieme all’insegnamento di Strumento Musicale non saranno attivi nelle prime classi della scuola media con la relativa chiusura dell’insegnamento curriculare di Strumento Musicale. <span id="more-19537"></span></p>
<p>In merito a ciò di strumento tutti i precari di Strumento non avranno più un incarico e non solo non si sa che fine faranno se non quella di stare a casa!!!! La situazione era già critica in quanto le ore  erano state ridotte da 18 a 12 con una decisione arbitraria in quanto il D.M. n.37 del 26 marzo 2009 regola l’insegnamento con le stesse modalità e ore di tutte le altre discipline,  sei ore settimanali per classe o gruppo di alunni per ognuno dei quattro strumenti quindi un posto per ogni corso (18 ore settimanali) per ciascuno dei quattro strumenti.</p>
<p>In tutta questa ondata di tagli per quanto riguarda la scuola di I grado sono di seguito strutturati per le diverse discipline:</p>
<p>Strumento Musicale n.57, Italiano n. 19, Sostegno n. 19,  Francese n. 4, Ed. Artistica n. 2, Ed. Tecnica n. 2, Ed. Musicale n. 2, Ed. Fisica n. 2, Matematica n. 12, Inglese n. 2. </p>
<p>Scuola Primaria: posto Comune n. 38, Lingua Inglese n. 7, Sostegno n. 48.<br />
Scuola dell’Infanzia: Posto Comune n. 12, Sostegno n. 13.</p>
<p>La gravità della situazione scolastica è acuta problematica molto grave e unica in Italia, il mancato insegnamento nelle prime della provincia comporterà il successivo e automatico esaurimento degli iscritti nelle seconde e terze con la formazione di altre prime senza tale strumento, in questo senso la disciplina strumento musicale scomparirà da tutte le scuole visto che ogni anno ci sono continui tagli. </p>
<p>La pericolosità sta nel fatto che non facendo partire nelle classi prime da tutte le scuole in quanto non facendo partire tutte le prime negli anni futuri di conseguenza di non ci saranno più le seconde e le terze quindi alla fine del ciclo il futuro dei docenti di ruolo è incerto per non parlare dei precari accusati ingiustamente di aver causato una rottura degli equilibri professionali. </p>
<p>A tal proposito è solo una guerra tra poveri invito tutti i docenti di tutti gli ordini e gradi, di ruolo e non, di combattere insieme contro questo governo che ci vuole eliminare e soprattutto vuole distruggere la cultura in Italia e nella nostra Provincia dove non c’è nessun altra possibilità di cambiare lavoro in quanto non ci sono risorse o possibilità lavorative. </p>
<p>Per risolvere tale problema bisogna stare uniti e lottare insieme per cercare di ripristinare una situazione che andava fronteggiata negli anni scorsi con una maggiore coordinazione degli insegnanti che rappresentano che sono promotori di cultura.</p>
<p>Pietro Bonaddio</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/17/chiude-il-tempo-prolungato-che-fine-faranno-i-perdenti-posto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Graduatorie ad esaurimento&#8230;ma per chi?</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/12/graduatorie-ad-esaurimento-ma-per-chi/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/12/graduatorie-ad-esaurimento-ma-per-chi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 06:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[graduatorie ad esaurimento]]></category>
		<category><![CDATA[graduatorie ad esaurimento scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=19458</guid>
		<description><![CDATA[<p>La voce degli insegnati ESCLUSI dalle graduatorie ad esaurimento inizia a crescere. Come noto, il Ministro Gelmini fa finta di non sapere che hanno conseguito o che stanno per conseguire l&#8217;abilitazione all&#8217;insegnamento (A077, COBASLID e Scienze della Formazione Primaria) circa 18.000 docenti. Nella Bozza del Decreto di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento è espresso chiaramente [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La voce degli insegnati ESCLUSI dalle graduatorie ad esaurimento inizia a crescere. Come noto, il Ministro Gelmini fa finta di non sapere che hanno conseguito o che stanno per conseguire l&#8217;abilitazione all&#8217;insegnamento (A077, COBASLID e Scienze della Formazione Primaria) circa 18.000 docenti. Nella Bozza del Decreto di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento è espresso chiaramente che i docenti già inseriti possono aggiornare il loro punteggio con la possibilità di cambiare provincia e inserirsi a pettine, mentre non c’è nessun riferimento per coloro che sono già abilitati o stanno per conseguire il titolo di abilitazione identico a quello dei docenti inseriti.<span id="more-19458"></span></p>
<p>A questo punto mi chiedo: Perché non possiamo avere la possibilità di un incarico annuale dall’usp? Forse perché siamo gli ultimi….rispetto agli altri……??</p>
<p>Per avere un’idea chiara e trasparente tutti i DOCENTI inseriti nelle g.e. e in particolare quelli di strumento musicale hanno avuto la possibilità, grazie all’attivazione dei corsi speciali abilitanti legge 143/04 D.M. n.21 del 09/02/2005, di conseguire l’abilitazione: </p>
<p>a. i docenti diplomati di conservatorio o istituto musicale pareggiato con 360 giorni di servizio, rispettivamente nelle classi di concorso 31/A, 32/A e nella 77/A, nel periodo dal 1° settembre 1999 al 6 giugno 2004, nell’ambito di didattica della musica (art. 2, commi 2 e 4); </p>
<p>b. i docenti di scuola secondaria in possesso del diploma di laurea o del diploma ISEF o di Accademia di Belle Arti o di Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, gli insegnanti di scuola secondaria diplomati, afferenti alle tabelle A, B e C, i docenti di scuola materna ed elementare, in possesso del titolo di specializzazione e di 360 giorni di servizio sul sostegno nel periodo dal 1° settembre 1999 al 6 giugno 2004 (art. 2, c. 1, lett. a-b-c); </p>
<p>c. gli Insegnanti Tecnico Pratici in possesso del diploma di maturità e di 360 giorni di servizio nel periodo dal 1° settembre 1999 al 6 giugno 2004 (art. 2, c. 1, lett. c/ter). </p>
<p>Con la possibilità di fare inserire nelle graduatorie permanenti tutti coloro iscritti ai corsi abilitanti con data ultima prevista per lo scioglimento della riserva fissata al 30 giugno 2006. </p>
<p>Successivamente il D.M. 42 dell’8 aprile 2009 non aveva previsto nessun inserimento con riserva dei docenti precari A077 del II ciclo, mentre per quelli del I ciclo si !!!!!?????</p>
<p>Come riportato dal D.M. 09 potevano inserirsi:</p>
<p>a) I docenti frequentanti i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l&#8217;insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell&#8217;anno accademico 2007/2008 (art.5 bis, comma 1, legge 169/08);</p>
<p>b) i docenti che frequentano il primo corso biennale di II livello presso i Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati, finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A (art.5 bis, comma 2, legge 169/08); </p>
<p>c) i docenti che frequentavano il primo corso di secondo livello, finalizzato alla formazione dei docenti di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 3 del D.M. 137/07 (art.5 bis, comma 2,legge 169/08).</p>
<p>Potevano presentare domanda di inserimento, con riserva, nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento di una sola provincia, secondo i termini e le modalità indicati all’art. 11, ai sensi dell’art.5 bis della legge n. 169/08, compilando il modello 2, coloro che si erano iscritti nell&#8217;anno accademico 2007/2008:</p>
<p>a) al corso di laurea in Scienze della formazione primaria.<br />
b) ai corsi quadriennali di Didattica della musica per l’insegnamento delle classi di concorso 31/A e 32/A .</p>
<p>Il personale che non era in possesso del titolo abilitante alla data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande, ma che lo conseguiva entro il 30 giugno 2009 doveva produrre entro la stessa data del 30 giugno 2009 apposita dichiarazione sostitutiva dell’avvenuto conseguimento del titolo.</p>
<p>Dopo questo escursus legislativo che ci fa capire l’ingiustizia nei nostri confronti (II ciclo), il Ministero ha autorizzato l’attivazione di ulteriori corsi abilitanti come il III ciclo A077 presso i conservatori e tutti quelli in scienze della formazione primaria. </p>
<p>Tutto questo a quale scopo? Fare spendere tempo e denaro a precari senza futuro, che hanno conseguito l’abilitazione con i vecchi decreti e che dovrebbero essere inseriti con i vecchi sistemi di reclutamento?? C’è qualcosa che non funziona: perché i docenti del I ciclo A077 sono stati inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, e quelli del II ciclo no? E che fine faranno i docenti del III ciclo A077 insieme ai colleghi di Scienze della formazione primaria COBASLID?? Quale sarà il nostro futuro???</p>
<p>L’UNICA COSA CERTA è quella di stare uniti per essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e avere gli stessi diritti degli altri docenti abilitati e sperare di ottenere un incarico annuale.</p>
<p>Pietro Bonaddio</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2011/05/12/graduatorie-ad-esaurimento-ma-per-chi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Calabria 2010. La &#8216;ndrangheta fa politica, l&#8217;antimafia no &#8211; Dai fatti di Rosarno fino alla manifestazione in favore del boss Tegano, la &#8216;ndrangheta ha ragionato e agito in termini politici &#8211; Tutti gli altri calabresi, invece, sembrano intrappolati dalla paura di essere giudicati negativamente dall&#8217;opinione pubblica nazionale. Una gabbia antica, da cui bisogna uscire.</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/05/14/calabria-2010-la-ndrangheta-fa-politica-lantimafia-no-dai-fatti-di-rosarno-fino-alla-manifestazione-in-favore-del-boss-tegano-la-ndrangheta-ha-ragionato-e-agito-in-termini-politici-tutti/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2010/05/14/calabria-2010-la-ndrangheta-fa-politica-lantimafia-no-dai-fatti-di-rosarno-fino-alla-manifestazione-in-favore-del-boss-tegano-la-ndrangheta-ha-ragionato-e-agito-in-termini-politici-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[calabria news]]></category>
		<category><![CDATA[lotta alla ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[news calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=15195</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#34;Un distendersi delle dune gialle, Cutro. &#200;, veramente, il paese dei banditi come si vede in certi western&#34;. Nell&#8217;estate del 1959 Pier Paolo Pasolini percorre la costa italiana al volante di una millecento per realizzare un reportage commissionato dalla rivista &#34;Successo&#34;. L&#8217;amministrazione comunale del paese crotonese present&#242; querela alla Procura di Milano: &#34;La reputazione, l&#8217;onore, [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;Un distendersi delle dune gialle, Cutro. &Egrave;, veramente, il paese dei banditi come si vede in certi western&quot;. Nell&#8217;estate del 1959 Pier Paolo Pasolini percorre la costa italiana al volante di una millecento per realizzare un reportage commissionato dalla rivista &quot;Successo&quot;. L&#8217;amministrazione comunale del paese crotonese present&ograve; querela alla Procura di Milano: &quot;La reputazione, l&#8217;onore, il decoro, la dignit&agrave; delle laboriose popolazioni di Cutro sono stati evidentemente e gravemente calpestati<span id="more-15195"></span> [...]. Le dune gialle, altro termine africano usato da Pasolini, sono punteggiate da centinaia di case linde, policrome, gaie [...]. Cutro, fedele al biblico imperativo, guadagna il pane col sudore della propria fronte, e non scrivendo articoli diffamatori contro i propri fratelli, contro gli italiani&quot;. </p>
<p>Spesso i calabresi sono troppo permalosi. In quell&#8217;occasione, infatti, Pasolini voleva celebrare &#8211; coerentemente con la propria ideologia &#8211; una terra fuori dalla storia e offesa dalla modernit&agrave;, ma fu colto solamente l&#8217;accostamento &quot; ritenuto offensivo &#8211; col continente africano.</p>
<p><strong>Parla male di noi</strong></p>
<p> A volte lo stesso meccanismo pu&ograve; produrre risultati grotteschi: &quot;Dopo la liberazione di Cesare Casella alcuni bambini di San Luca lo vedono parlare con durezza alla tv dei suoi sequestratori e commentano: &#8216;Parla male di noi che siamo andati tante volte a fargli la spesa al supermercato&#8217;&quot;, scrive Corrado Stajano sul Corriere della Sera del 20 febbraio 1992. </p>
<p>A Reggio tutti ricordano ancora con sdegno la gaffe della BBC che deposit&ograve; siringhe sul corso Garibaldi per filmare un degrado immaginario. E&#8217; invece stata collettivamente rimossa la guerra da circa mille morti  &#8211; nessuno conosce il numero esatto &#8211; che dal 1985 al 1991 produsse ferite inguaribili. </p>
<p>Sono solo alcuni episodi di una lunga serie che arriva fino a Curzio Maltese e Antonello Venditti: il primo scrisse un realistico reportage per Repubblica decorandolo con una sciocchezza (&ldquo;A Reggio un abitante su due &egrave; coinvolto in attivit&agrave; criminali&quot;), il secondo disse durante un concerto in Sicilia &quot;Ma perch&eacute; Dio ha creato la Calabria?&quot;, sottovalutando i cellulari di nuova generazione e il potere di diffusione di YouTube. Le reazioni furono furiose. </p>
<p>L&#8217;ultima tappa della lunga serie di confronti-sconti tra calabresi ed esterni, presunti denigrati e subdoli denigratori &egrave; la manifestazione reggina a favore di Giovanni Tegano, latitante di rilievo, ultimo dei grandi boss comodamente nascosti nella propria citt&agrave;. E&#8217; il 27 aprile. Una piccola folla si raduna di fronte alla Questura, lanciando slogan e ritmando applausi. La tensione si taglia col coltello. Un cordone di polizia tiene ai margini della strada parenti, affiliati, simpatizzanti.</p>
<p>Ancora una volta l&#8217;interpretazione prevalente si cristallizza all&#8217;immagine della citt&agrave; danneggiata pi&ugrave; o meno volutamente dai media nazionali, che avrebbero evidenziato troppo l&#8217;episodio, o comunque lo avrebbero raccontato male. Non sembra che passi il tempo in Calabria, dal 1959 a oggi. </p>
<p>Il problema &egrave; sempre difendere un&#8217;immagine inesistente e mantenere inalterata la realt&agrave;. Gli enti locali hanno speso cifre consistenti in campagne pubblicitarie (da quella enigmatica di Oliviero Toscani &quot; &quot;Incivile? S&igrave;, sono calabrese&quot; &#8211; fino alla sponsorizzazione della nazionale di calcio) che non hanno spostato di una virgola l&#8217;idea di &quot;terra perduta&quot; che prevale nel resto d&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Una miscela</strong></p>
<p>Paradossalmente, la &#8216;ndrangheta &egrave; l&#8217;unico soggetto che &egrave; uscito da questa logica. Ha deciso di intervenire pubblicamente (nei disordini di Rosarno come nella manifestazione a favore di Tegano) decidendo che l&#8217;azione politica &egrave; pi&ugrave; importante del risvolto mediatico. Lo ha capito la mafia, non ci &egrave; ancora arrivata l&#8217;antimafia. </p>
<p>Cavalcare la rivolta di Rosarno (la caccia al nero e la conseguente pulizia etnica del gennaio 2010) &egrave; servito a reprimere militarmente un elemento di disturbo e di progresso rispetto a un contesto sociale che per molti &egrave; quello della povert&agrave; e dello sfruttamento, ma per altri significa potere e denaro. </p>
<p>Gli africani che facevano la fila per testimoniare di fronte alla caserma dei carabinieri, che scendevano in piazza contro la violenza mafiosa (lo avevano gi&agrave; fatto nel dicembre 2008) erano diventanti un potenziale pericoloso esempio da seguire per una popolazione mestamente assuefatta al sangue e all&#8217;ingiustizia. </p>
<p>Come al tempo della rivolta di Reggio del 1970, si &egrave; ricreata a Rosarno quella miscela di estrema destra (basta leggere i comunicati di Casa Pound, La Destra e Forza Nuova identici a quelli dei comitati di cittadini), &#8216;ndrangheta e brava gente che diventa feroce grazie a una esasperazione indotta toccando i tasti giusti (le case devastate e le donne aggredite, come quarant&#8217;anni prima lo scippo del capoluogo a favore di Catanzaro).</p>
<p><strong>Il tifo e la pace</strong></p>
<p>I parenti e i sodali di Tegano non avevano alcun motivo per andare di fronte alla Questura inscenando quella farsa tragicomica. &quot;Non sanno quello che dicono&quot;, si &egrave; commentato dopo le urla &quot;Giovanni uomo di pace&quot; scandite tra i due marciapiedi del corso Garibaldi. E invece lo sapevano benissimo: uomo di pace, nel linguaggio mafioso, vuol dire banalmente garante di equilibri, come gi&agrave; notato dai giornalisti reggini Giusva Branca e Antonino Monteleone. </p>
<p>Cari giudici e poliziotti, hanno voluto dire, prima di voi e degli arresti che hanno portato in carcere i capi delle famiglie storiche (Condello, De Stefano etc.) noi stavamo in pace (pace a Reggio vuol dire non troppi omicidi, pochi negozi che saltano, qualche automobile incendiata). </p>
<p>Se le strade torneranno a sporcarsi di sangue sar&agrave; colpa vostra. Fermatevi dunque. Anche una frase apparentemente senza senso (&quot;Con queste cose traumatizzate i ragazzi&quot;) potrebbe significare che una manovalanza senza punti di riferimento non &egrave; controllabile.</p>
<p>La societ&agrave; civile reggina &quot; il giorno dopo &quot; organizzava una contromanifestazione assolutamente valida e necessaria, anche se pensata come risposta ai media nazionali, per contrapporre a una minoranza filomafiosa una maggioranza eticamente presentabile e che &quot;tifa&quot; dalla parte giusta. Una concezione puramente teatrale e non politica della questione. </p>
<p>I pochi che si discostano da questa mentalit&agrave; sono i magistrati: &quot;Nella &#8216;ndrangheta solo i capi si arricchiscono davvero&quot;, afferma il procuratore Pignatone. &quot;Bisogna far capire ai nostri giovani che, oltre ai motivi etici e morali, affiliarsi o avvicinarsi al mondo della criminalit&agrave; non conviene neanche a livello economico. Non vale proprio la pena di rischiare di rovinarsi la vita per poche centinaia di euro al mese&quot;. </p>
<p>Non &egrave; stato sempre cos&igrave;. In passato la lotta alla mafia condotta dal PCI era affiancata da quella &quot; propositiva &quot; per il lavoro e lo sviluppo. Ai giovani era proposto un percorso coerente e un&#8217;alternativa migliore rispetto a quella di essere &quot;telegenici&quot;.</p>
<p>Antonello Mangano     </p>
<p>terrelibere.org</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2010/05/14/calabria-2010-la-ndrangheta-fa-politica-lantimafia-no-dai-fatti-di-rosarno-fino-alla-manifestazione-in-favore-del-boss-tegano-la-ndrangheta-ha-ragionato-e-agito-in-termini-politici-tutti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Applausi alla mafia: una riflessione</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/04/30/applausi-alla-mafia-una-riflessione/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2010/04/30/applausi-alla-mafia-una-riflessione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 07:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[applausi boss]]></category>
		<category><![CDATA[calabria news]]></category>
		<category><![CDATA[news calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=14864</guid>
		<description><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa gli applausi a Giovanni Tegano, storico latitante di &#8216;ndrangheta: al momento dell&#8217;uscita dalla caserma, in manette e circondato dalle forze dell&#8217;ordine, ha potuto ascoltare le urla a suo favore di un nutrito gruppo di cittadini (fra i quali alcuni bambini) e l&#8217;invocazione di una donna che lo ha apostrofato come &#34;uomo di [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa gli applausi a Giovanni Tegano, storico latitante di &#8216;ndrangheta: al momento dell&#8217;uscita dalla caserma, in manette e circondato dalle forze dell&#8217;ordine, ha potuto ascoltare le urla a suo favore di un nutrito gruppo di cittadini (fra i quali alcuni bambini) e l&#8217;invocazione di una donna che lo ha apostrofato come &quot;uomo di pace&quot;. Oggi, informa il sito di Repubblica Palermo, nuovi applausi. Stavolta a Porto Empedocle per Salvatore Messina, &quot;fratello del superlatitante Gerladino&quot;. <span id="more-14864"></span></p>
<p>&quot;Era rientrato a Porto Empedocle &quot; si legge &quot; per incontrare la moglie e il figlio&#8230; per sole tre ore, grazie a un permesso straordinario&#8230; il mafioso ergastolano &egrave; accolto dall&#8217;applauso di una folla, di almeno una trentina di persone, che si &egrave; radunata sotto casa per attenderlo&quot;.</p>
<p>Eravamo abituati alla manifestazione opposta: le grida e le incitazioni per gli uomini dei Ros e della polizia che catturavano Riina e Provenzano (per fare due esempi), i presidi delle associazioni contro le mafie a favore di altre operazioni eccellenti di uomini dello Stato.</p>
<p>E&#8217; il caso di fermarsi a riflettere per capire se qualcosa che non ci si aspettava (e cosa) &egrave; successo nel frattempo? Il questore di Reggio Calabria dopo l&#8217;episodio di Tegano si &egrave; detto scandalizzato, parlando sbigottito nell&#8217;immediatezza del fatto. Il ministro Alfano la sera stessa ha sentito l&#8217;esigenza di rilasciare un&#8217;intervista al Tg1 per ribadire che &quot;a fronte  dei pochi che hanno acclamato il mafioso, ci sono milioni di italiani che esultano per la sua cattura&quot;.</p>
<p>Provare a capire, azzardare qualche ipotesi, non &egrave; cosa semplice. A partire dalla considerazione che nella societ&agrave; dello spettacolo sono sufficienti una telecamera a inquadratura stretta e un buon microfono per trasformare una trentina di persone in una folla, un gruppo di parenti e amici in una nutrita rappresentanza della societ&agrave; reggina. Anche se non &egrave; cos&igrave;. </p>
<p>Ma, tanto basta a creare un clima nel Paese, tant&#8217;&egrave; che persino un ministro della Repubblica si trova costretto a &quot;rettificare&quot; il sentimento popolare pressoch&eacute; in presa  diretta. Gli esponenti dei clan, che sono tutt&#8217;altro che stupidi, lo hanno capito e si potrebbe azzardare che d&#8217;ora in poi questa loro uscite in pubblico si moltiplicheranno. Ci sono gi&agrave; alcuni precedenti eclatanti a farlo sospettare. Ad esempio la squadra dell&#8217;Akragas col lutto al braccio dopo la morte di un boss.</p>
<p>E allora? Quali anticorpi sar&agrave; capace di mobilitare la societ&agrave; politica, civile e televisiva italiana, se la cosiddetta Mafia Spa pian piano dovesse scegliere di svelarsi sotto i riflettori nei suoi aspetti meno cruenti e odiosi &quot; quei morti innocenti e le troppe persone ammazzate rispetto alle quali, ci informano ormai da molti anni, s&#8217;&egrave; decisa una strategia di pax apparente per fare meglio gli affari? Vediamo un po&#8217;.</p>
<p>Basta avere studiato un po&#8217; la storia della criminalit&agrave; organizzata in Italia, avere seguito gli sviluppi di indagini recenti, per sapere che le mafie hanno una lunga tradizione nell&#8217;uso di tecniche di depistaggio culturale rispetto alla vera natura dell&#8217;azione che svolgono. Tendenti per lo pi&ugrave; a rappresentare i picciotti come persone giuste, di pace appunto, e ricoprendo di vergogna e di disonore chiunque, una volta schieratosi contro, sia incappato in &quot;un&#8217;ammazzatina&quot;. Che, lo spiegava Leonardo Sciascia fra i primi, era comunque e sempre &quot;affare di corna&quot;. Per non parlare di chi veniva rappresentato come un terrorista e un drogato (Peppino Impastato), o di coloro sui quali venivano lanciati infamanti sospetti di essere pervertiti sessualmente o addirittura membri loro stessi della mafia e per questo finiti in un gioco di vendette incrociate (don Puglisi).</p>
<p>E&#8217; un&#8217;analisi sulla superficie del fenomeno, questa, sulla sua rappresentazione mediatica, ma potrebbe diventare la prossima emergenza degli anni venire. Perch&eacute; se &egrave; vero &quot; come ci informa Attilio Bolzoni &quot; che quella definizione, &quot;uomo di pace&quot;, per Tegano ci rimanda alla constatazione che i fucili tacciono, in Calabria, quando lo decidono loro, gli &#8216;ndranghetisti (e quindi lo Stato non &egrave; in grado di controllare pezzi di territorio nazionale); se &egrave; vero che buona parte di &quot;Gomorra&quot; parte dalla constatazione che la camorra rappresenta innanzi tutto un sistema economico che funziona, rispetto al quale chi sgarra viene isolato e &quot;sterilizzato&quot; nella capacit&agrave; di provvedere al sostentamento proprio e della propria famiglia (e quindi l&#8217;economia legale &egrave;, in alcune province, semplicemente inadeguata); ebbene, se tutto ci&ograve; torna, nell&#8217;odierna societ&agrave; dello spettacolo &egrave; proprio quest&#8217;ultimo passaggio che manca, alle mafie, per uscire efficacemente dalla clandestinit&agrave;. </p>
<p>Manca (ma manca davvero?) un buon piano di immagine: la rappresentazione plastica, per dirla col linguaggio politico molto usato negli ultimi giorni, di un consenso vasto e diffuso, del proprio ruolo pubblicamente riconosciuto (e ritenuto utile, positivo, buono) da significative fette della popolazione, una riabilitazione della propria natura come di quella di una struttura capace di garantire coesione sociale, e non fondata sulla minaccia, sull&#8217;illegalit&agrave;, sulla diseguaglianza e sulla ferocia.</p>
<p>Il passo (enorme) di anteporre gli affari alla guerra viene datato ad almeno 17 anni fa, secondo alcuni saggisti e storici: fu allora che Cosa Nostra si risolse in questa direzione. Proprio la guerra del 1992-&#8217;93 e le morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avevano generato come reazione popolare la cosiddetta &quot;primavera siciliana&quot; che sapeva di riscossa della societ&agrave; civile, di modelli culturali alternativi pronti a soppiantare quello barbaro e arcaico, seppur tradizionale e sin l&igrave; vincente, vissuto forse per la prima volta da generazioni di ragazzi (ma non solo) come oppressivo e illiberale. </p>
<p>Falcone e Borsellino erano giudici che rilasciavano interviste, tenevano lezioni nelle universit&agrave; e nelle scuole, scrivevano libri, erano personaggi pubblici portatori di un&#8217;idea alternativa su cosa potesse essere e diventare il meridione, pur nel loro essere rigorosamente, e indiscutibilmente, magistrati. La loro pericolosit&agrave; &quot; per gli uomini d&#8217;onore &quot; stava anche in questo, nelle idee e negli slanci che i due sapevano generare in chi li ascoltava, non era solo una questione di maxiprocesso o di arresti in massa.</p>
<p>Diciassette anni dopo lo Stato arresta migliaia di mafiosi. Sotto le caserme per&ograve; negli ultimi giorni c&#8217;&egrave; gente che va ad applaudire i latitanti e gli ergastolani, non pi&ugrave; i poliziotti e i giudici. Qualcuno dovr&agrave; cominciare a chiedersi cos&#8217;&egrave; accaduto, che differenza passa fra l&#8217;antimafia (necessaria quanto irrinunciabile) dei provvedimenti di polizia giudiziaria e un&#8217;antimafia culturale sulla quale le opinioni della politica e dei media in primo luogo sono non di rado discordi, per non dire in alcuni casi palesemente avverse. </p>
<p>Un&#8217;antimafia come modello culturale che vive, e lo si vede, respira tutti i giorni, nell&#8217;impegno di Don Ciotti, di milioni di cittadini, esponenti delle istituzioni, associazioni economiche, sindacali, gruppi parrocchiali, tantissimi magistrati, ma che in una parte della classe dirigente italiana viene percepita quasi come un fastidio. Il rischio &egrave; che presto questo tipo di antimafia venga rappresentata come uno degli attori in campo della contesa politica, e allora sar&agrave; anch&#8217;essa sottoposta a un bel sondaggio in diretta tv, secondo i migliori usi e costumi di questi anni, per capire &quot;quanti voti sposta&quot;. </p>
<p>In questo, in un bel sondaggio, le mafie avrebbero s&igrave;, tutto da guadagnarci: sono secoli che organizzano e gestiscono a loro piacimento (con le buone raramente, quasi sempre con le cattive) migliaia di persone. Con un conduttore giusto in prima serata a perorarne la causa riuscirebbero persino ad apparire simpatici, e a quel punto il proprio posto nella societ&agrave; dello spettacolo imperante se lo ritaglierebbero loro, gli uomini d&#8217;onore. Diventerebbe, in fondo, solo una questione di brand.</p>
<p>di Giovanni Vignali</p>
<p>gliitaliani.it</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2010/04/30/applausi-alla-mafia-una-riflessione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sud, la vittoria di un sogno</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/03/17/sud-la-vittoria-di-un-sogno/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2010/03/17/sud-la-vittoria-di-un-sogno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[biagio simonetta]]></category>
		<category><![CDATA[calabria news]]></category>
		<category><![CDATA[news calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=13856</guid>
		<description><![CDATA[<p>Non l&#8217;ho mai visto con le mani nitide. A sedici anni suonavo il piano. Mio padre mi voleva musicista. Attilio, invece, lavorava in officina. Un piccolo genio del motore. Quando la sera ci trovavamo da Chen, in sala giochi per giocare al biliardo, gli fissavo le mani e poi guardavo le mie. Di uguale avevamo [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non l&#8217;ho mai visto con le mani nitide. A sedici anni suonavo il piano. Mio padre mi voleva musicista. Attilio, invece, lavorava in officina. Un piccolo genio del motore. Quando la sera ci trovavamo da Chen, in sala giochi per giocare al biliardo, gli fissavo le mani e poi guardavo le mie. Di uguale avevamo soltanto gli anelli. Il grasso dei motori gli si infilava nelle unghie e gli macchiava le cuticole. Palmo e dorso erano ruvidi allo stesso modo. Se sistemi motori le tue dita cambiano aspetto. Diventano pi&ugrave; grosse, meno sensibili. Quasi degli attrezzi da lavoro.<span id="more-13856"></span></p>
<p>Per duecentomila lire al mese si chiudeva in officina tutti i pomeriggi. Niente contratto, nessuna assicurazione. Se una batteria ti esplode in faccia devi raccontare chiss&agrave; quale bugia. Nei garage umidi il lavoro &egrave; qualcosa che sparisce. Si perde. I diritti non esistono. Esiste soltanto il tuo sudore. La tua rabbia.</p>
<p>Al Sud bisogna accontentarsi. Attilio lo sapeva bene. La sera si lamentava, parlandomene davanti a un Civas e a una Pall Mall. Dentro gli leggevo la rabbia di un leone in gabbia. Sapevo che prima o poi sarebbe andato via da questo posto di sconfitti. </p>
<p>In Calabria non c&#8217;&egrave; spazio per quelli come lui. Con una laurea pu&ograve; andarti bene e trovi posto da impiegato, passando il tempo a chiederti che senso abbia avuto studiare. Da operaio, invece, devi accontentarti di poco. Se non ti va bene, passi. C&#8217;&egrave; un altro.</p>
<p>Attilio adesso aspetta un bambino. L&#8217;ho chiamato due sere fa. Nella sua voce ho percepito la stanchezza di un turno in fabbrica troppo dilatato e l&#8217;emozione di chi ha vinto.</p>
<p>Attilio ha vinto, dentro una sconfitta. Ha lasciato la Calabria tre anni fa. Le sue spalle larghe gli hanno garantito un posto a Milano. Prepara supporti per macchinari industriali. Saldatura e sistemazione. Robetta, per lui. L&igrave; dentro &egrave; gi&agrave; il migliore.</p>
<p>Vive alle porte della citt&agrave;, in affitto. Ma presto comprer&agrave; casa. Pu&ograve; farlo, adesso. La sua donna lo ha seguito con un anno di ritardo. Lavorava in un supermercato a duecentocinquanta euro al mese per otto ore al giorno dietro a una cassa. Ora fatica al &quot;Niguarda&quot;. Operatrice socio sanitaria, come migliaia di ragazzi della mia terra. Dodici mesi di corso ti garantiscono un contratto in qualche ospedale del Nord.</p>
<p>Si sono sposati due estati fa, in un giorno d&#8217;agosto col sole che brillava sui fiori. E fra qualche mese il loro amore dar&agrave; il suo frutto. Crescer&agrave; nelle pianure lombarde, ai confini con la Svizzera dei calabresi mai tornati. Andr&agrave; a scuola e magari imparer&agrave; la chitarra. </p>
<p>Della Calabria gli parleranno come qualcosa che appartiene al passato. Andato. Ci trascorrer&agrave; le estati e qualche Natale della sua infanzia. Forse qualcuno un giorno gli spiegher&agrave; che in quella terra lui non sarebbe mai nato. Perch&eacute; uno schiavo d&#8217;officina e una cassiera non possono sognare. Perch&eacute; partire, al Sud, &egrave; l&#8217;unico rimedio a una realt&agrave; che ti soffoca. Perch&eacute; le mani di Attilio sono ancora ruvide, ma non ha pi&ugrave; rabbia davanti a una Pall Mall.</p>
<p>di Biagio Simonetta</p>
<p>biagiosimonetta.it</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2010/03/17/sud-la-vittoria-di-un-sogno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intelligenza dei Meridionali? Gi&#249; il cappello, mister Lynn!</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/03/17/l%e2%80%99intelligenza-dei-meridionali-giu-il-cappello-mister-lynn/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2010/03/17/l%e2%80%99intelligenza-dei-meridionali-giu-il-cappello-mister-lynn/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 06:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Pitaro]]></category>
		<category><![CDATA[calabria news]]></category>
		<category><![CDATA[news calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=13832</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tardigrado, forse anche troppo. Ma, alla fine, pur procedendo con estrema lentezza, ce l&#8217;ha fatta. All&#8217;et&#224; di 80 anni, un emerito professore inglese, lo psicologo Richard Lynn, &#232; finalmente riuscito ad escogitare una trovata per fare in modo &#8211; a nostro avviso &#8211; che anche in Italia si parlasse di lui. Che cosa ha fatto? [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tardigrado, forse anche troppo. Ma, alla fine, pur procedendo con estrema lentezza, ce l&#8217;ha fatta. All&#8217;et&agrave; di 80 anni, un emerito professore inglese, lo psicologo Richard Lynn, &egrave; finalmente riuscito ad escogitare una trovata per fare in modo &#8211; a nostro avviso &#8211; che anche in Italia si parlasse di lui. Che cosa ha fatto? Ha portato a compimento, badate bene, un suo &laquo;studio&raquo; sull&#8217;intelligenza degli italiani, attraverso il quale &#8211; senza riuscire ad evitare di essere investito da una fiammata di ridicolo e di grottesco, sublimi ingredienti involontari che non aveva previsto &#8211; ha tentato di farci credere che &laquo;al Nord la gente &egrave; pi&ugrave; intelligente di quella del Sud&raquo;. <span id="more-13832"></span></p>
<p>Secondo questo ottuagenario britannico dai neuroni ancora freschi, che prima di collocarsi in pensione ha fatto il docente universitario, i pi&ugrave; intelligenti sarebbero i friulani mentre la maglia nera dei meno dotati d&#8217;intelletto spetterebbe invece ai siciliani. Il primo a diffondere la notizia nel nostro Paese &egrave; stato il &laquo;Corriere della Sera&raquo;. </p>
<p>Lo scalpore vero e proprio, per&ograve;, si &egrave; registrato soltanto nel pomeriggio del 12 marzo, quando Lamberto Sposini ha deciso di dedicare una puntata della sua &laquo;Vita in diretta&raquo; su Raiuno, invitando in studio &#8211; oltre al direttore del &laquo;Corriere del Mezzogiorno&raquo; Marco Demarco, a Franco Di Mare e a qualche altro opinionista &#8211; anche un albergatore meneghino, una sorta di &laquo;siur Brambilla&raquo;, che senza timore di essere spernacchiato ne ha sparate di cotte e di crude sui meridionali e sul meridione. </p>
<p>Per di pi&ugrave;, a dargli man forte ci ha pensato &#8211; in collegamento da Lugano &#8211; anche il leader della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca. &laquo;Cosa aspettate&raquo;, ha detto l&#8217;italo-elvetico, &laquo;a dividere questa Italia?&raquo;</p>
<p>Nel sentirlo parlare ci &egrave; sembrato per un attimo di vedere l&#8217;incarnazione della buon&#8217;anima di Gianfranco Miglio. Ve lo ricordate quell&#8217;anziano signore (pace all&#8217;anima sua) dalla pelata lombrosiana e dagli occhi torvi che avrebbe voluto dividere l&#8217;Italia in tre repubbliche, &laquo;Padania&raquo;, &laquo;Etruria&raquo; e, udite udite, &laquo;Repubblica Terronia&raquo;? </p>
<p>Quel &laquo;profes&ugrave;r&raquo; con la fissa del federalismo-secessionistico una volta disse al capo della Lega Nord: &laquo;Bossi, lei mi deve fare un favore: deve farmi morire cittadino della Libera Repubblica di Padania&raquo;. Ci credeva molto, il Miglio, in quella fantomatica repubblica e fin&igrave; per portarsi nella tomba il suo utopistico convincimento, sognando ad occhi aperti &#8211; fino all&#8217;ultimo &#8211; monumenti e strade in suo onore, per averla ideata.</p>
<p>A tutt&#8217;oggi, a distanza di molti lustri dalla sortita migliana, nella base del Carroccio &#8211; o, per meglio dire, nel Nord diventato Sud d&#8217;Europa &#8211; purtroppo, non manca chi ancora crede in queste assurdit&agrave;. &laquo;Credo quia absurdum&raquo; verrebbe voglia di dire, prendendo in prestito una massima attribuita a Tartulliano.</p>
<p>Cosa c&#8217;entra tutto questo con la &laquo;tesi&raquo; di Lynn sull&#8217;intelligenza? C&#8217;entra c&#8217;entra. </p>
<p>A parte il fatto che i significati attribuibili al termine &laquo;intelligenza&raquo; potrebbero essere tanti, che cos&#8217;&egrave; la credulit&agrave;? Esiste, per caso, qualche menzogna al mondo, o qualche emerito imbroglione, senza una vittima credula? No, diventa davvero difficile finanche a pensarlo. </p>
<p>La cosiddetta credulit&agrave; strutturale &egrave; spesso presente proprio in individui la cui intelligenza &egrave; un po&#8217; limitata dalla nascita o si &egrave; deteriorata con l&#8217;et&agrave;, oppure in seguito a qualche malattia. Queste persone, si sa, conducono una vita quotidiana all&#8217;apparenza normale ma sono molto vulnerabili a ogni nozione nuova o sconosciuta. </p>
<p>Quanti, dunque, nel buio dell&#8217;ignoranza o nella luce della conoscenza, in Italia hanno creduto e credono a questa bizzarra &laquo;teoria&raquo; che Richard Lynn, con una buona dose di egocentrismo, ha recentemente sbandierato ai quattro venti?</p>
<p>Il solo fatto che si parli di Sud geografico, se andiamo vedendo, denota gi&agrave; di per s&eacute; scarsa intelligenza. Ognuno di noi, infatti, &egrave; sempre pi&ugrave; a sud o pi&ugrave; a nord di qualcun altro. Per gli eschimesi del Polo Nord, ad esempio, &egrave; Sud anche la Norvegia, per non parlare della zona in cui risiede lo stesso Lynn. </p>
<p>In Italia, poi, come &egrave; capitato spesso di sentire, per Bergamo &egrave; Sud anche Milano, i cui abitanti sono definiti dai bergamaschi &laquo;terroni del Nord&raquo;.</p>
<p>&laquo;Bergamo Nazione, tutto il resto &egrave; Meridione&raquo;, si diceva una volta. Anche se, con buona pace degli stessi bergamaschi e di tutti coloro che continuano a bearsi negli slogan, senza neppure accorgersi di tutti gli aspetti positivi che questa parte del Paese offre, noi del Meridione siamo molto orgogliosi &#8211; non foss&#8217;altro che per il clima e per il sole che splende quasi tutto l&#8217;anno &#8211; e non ne cederemmo neppure un pezzetto alle brumose valli della Brembana o Seriana. </p>
<p>Ma tralasciamo questo discorso.</p>
<p>Tornardo al britannico Richard Lynn e al suo recente &laquo;capolavoro&raquo; sull&#8217;intelligenza (&laquo;opera&raquo; che anche gli stessi friulani hanno rispedito subito al mittente, in quanto non &egrave; riuscita a far presa su nessuno in una regione che vanta cultura, civilt&agrave; e forti tradizioni italiche), ci sarebbero ancora moltissime cose da dire. Il discorso per&ograve; diventerebbe troppo lungo. Per cui, preferiamo chiudere qui la partita, limitandoci a riportare, in conclusione, soltanto una sua boutade. </p>
<p>Durante quel suo colloquio televisivo, di cui parlavamo all&#8217;inizio, l&#8217;intervistatrice di Raiuno a un certo punto chiede a Lynn: &laquo;Dopo quello che ha detto e scritto sui Siciliani, andrebbe in Sicilia?&raquo;</p>
<p>E lui: &laquo;Sono stato gi&agrave; invitato da un&#8217;Universit&agrave; siciliana per relazionare sull&#8217;argomento in un apposito convegno-dibattito. Ma se ci vado, quante probabilit&agrave; ci sono che io venga ucciso?&raquo;.</p>
<p>Ah ah ah, che ridere! Solo per una risposta del genere, nell&#8217;antica Grecia, un signore di nome Cratete lo avrebbe certamente invitato a sfidare il dileggio della gente, attraversando un affollato quartiere, con una pentola piena di lenticchie sulle spalle! </p>
<p>Vincenzo Pitaro</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2010/03/17/l%e2%80%99intelligenza-dei-meridionali-giu-il-cappello-mister-lynn/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dissesto idrogeologico, Protezione Civile ed A.FO.R.: Analisi di un coordinamento mancato &#8211; Riceviamo e pubblichiamo: Lettera aperta a Bertolaso dall&#8217; Ing. Francesco Antonio Fag&#224;</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/02/23/dissesto-idrogeologico-protezione-civile-ed-a-fo-r-analisi-di-un-coordinamento-mancato-riceviamo-e-pubblichiamo-lettera-aperta-a-bertolaso-dall-ing-francesco-antonio-faga/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2010/02/23/dissesto-idrogeologico-protezione-civile-ed-a-fo-r-analisi-di-un-coordinamento-mancato-riceviamo-e-pubblichiamo-lettera-aperta-a-bertolaso-dall-ing-francesco-antonio-faga/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 20:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[dissesto idrogeologico calabria]]></category>
		<category><![CDATA[guido bertolaso calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=13329</guid>
		<description><![CDATA[<p>Stimatissimo Dott. Bertolaso, Mentre la Calabria vive uno dei peggiori momenti della storia del suo millenario dissesto idrogeologico, la discussione politica sembra tutta tesa pi&#249; ad individuare responsabilit&#224; (con classiche e consumate operazioni di &#34;scaricabarile&#34;) ed a invocare l&#8217;intervento dello Stato Centrale mediante la Protezione Civile Nazionale e, soprattutto, la richiesta di fondi per poter [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stimatissimo Dott. Bertolaso,</p>
<p>Mentre la Calabria vive uno dei peggiori momenti della storia del suo millenario dissesto idrogeologico, la discussione politica sembra tutta tesa pi&ugrave; ad individuare responsabilit&agrave; (con classiche e consumate operazioni di &quot;scaricabarile&quot;) ed a invocare l&#8217;intervento dello Stato Centrale mediante la Protezione Civile Nazionale e, soprattutto, la richiesta di fondi per poter superare l&#8217;emergenza.<span id="more-13329"></span></p>
<p>Eppure, il Capo della Protezione Civile Nazionale dott. Bertolaso, da anni, dice e scrive sulla situazione del sistema calabrese di Protezione Civile; ricordo solo sommessamente le parole nella relazione tenuta in Commissione Ambiente del Senato in data 04.02.2009, a seguito degli eventi calamitosi di natura idrogeologica verificatisi in Calabria nel periodo novembre 2008 &quot; gennaio 2009 dove riferiva testualmente: &quot;&#8230;. &Egrave; da chiedersi quanti Piani di emergenza, pur davanti ad una chiara identificazione delle situazioni pericolose, siano stati predisposti dalle Amministrazioni Comunali.&quot; e &#8211; continuava Bertolaso, riferendosi alla situazione calabrese nella risposta agli eventi calamitosi &quot;  &quot;&#8230; si tratta di azioni non sistemiche n&eacute; sistematiche, ossia che si limitano a fronteggiare l&#8217;evento in corso, prescindendo da un&#8217;attivit&agrave; ordinaria di preparazione e pianificazione che al contrario, in Calabria, si rivela assolutamente inadeguata. &#8230;&quot; e &#8211;  concludeva Bertolaso &quot; &quot;&#8230; si ritiene che l&#8217;attuale organizzazione della protezione civile calabra se in qualche modo riesce a fronteggiare eventi localizzati, laddove non contemporanei e diffusi in ampie aree o in pi&ugrave; provincie, risulterebbe totalmente inadeguata in caso di eventi a maggiore scala che  richiedono necessariamente un&#8217;attivit&agrave; di preparazione e, in emergenza, un&#8217;azione forte di coordinamento&#8230;&quot;. </p>
<p>&#8230;. Come volevasi dimostrare &#8230;.</p>
<p>Allora, evidentemente, oltre ai fondi necessari, occorre avere un&#8217;idea di come intervenire in Calabria in difesa dalle situazioni di diffuso dissesto idrogeologico; e, si badi bene, bisogna superare la retorica professione di fede che ciascun attore politico, e purtroppo anche tecnico, proferisce prima di iniziare a parlare: &quot;la Calabria &egrave; una terra a rischio idrogeologico &#8230; gli eventi piovosi di questi giorni sono stati eccezionali &#8230; nessuno si poteva aspettare tutto questo &#8230;. mancano i fondi &#8230;.&quot;. </p>
<p>Dopo anni di interventi puntuali, volti a rattoppare questa o quella situazione delimitata, &egrave; giunta l&#8217;ora di rendersi conto che, senza un&#8217;idea strategica, non si va da nessuna parte e, come Calabresi, continueremo a piangere sulle nostre disgrazie affidandoci soltanto alla Bont&agrave; Divina alimentando cos&igrave; la nostra atavica &quot;rassegnazione&quot;.</p>
<p>In Calabria, infatti, le cose peggiori si verificano oltre che per le situazioni naturali oggettive (assetto idrogeologico assai critico) anche, e soprattutto, per la mancata applicazione di Leggi Nazionali e Regionali (tralascio per il momento la cattiva gestione del territorio da parte dei Comuni) e, come vedremo, addirittura il sistematico e volontario smantellamento di un&#8217;ingegneria istituzionale che avrebbe permesso di dare concrete risposte.</p>
<p>Mi riferisco, in particolare, allo smantellamento dell&#8217;Azienda Forestale della Calabria, Ente strumentale dell&#8217;Ente Regione, commissariata da alcuni anni per porla in liquidazione, con una dotazione organica di circa 8.000 Operai Idraulico Forestali (OIF) in gran parte oggi inoperosi rispetto al compito a cui erano preposti. </p>
<p>Di tutto questo, nessuno d&agrave; conto ai cittadini calabresi, mentre molti si ricorderanno bene del ruolo importante che gli OIF ebbero in alcune emergenze calabresi, come, ad esempio quella di Borgia nel 2004 (Chiedere al Dott. Moscardini del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile).</p>
<p>La mancata presenza dell&#8217;A.Fo.R. nel sistema di protezione civile calabrese, non solo nell&#8217;emergenza ma anche e soprattutto nella fase di prevenzione, fanno s&igrave; che il sistema regionale di protezione civile risulti monco di una componente importante: 8.000 uomini distribuiti a difesa del territorio regionale sono un esercito che, se strutturato nella sua operativit&agrave;, pu&ograve; dare risposte concrete; si tratterebbe di assegnare una media di 20 uomini sui 409 Comuni calabresi tutti classificati ad alto rischio idrogeologico cos&igrave; come anche confermato dall&#8217;ultima indagine di Legambiente.</p>
<p>Niente di straordinario &#8230; soltanto una straordinaria applicazione dell&#8217;ordinario &#8230;.; la Legge istitutiva dell&#8217;A.Fo.R., infatti, concepita quasi contemporaneamente all&#8217;istituzione del Sistema Nazionale di Protezione Civile (L. 225/92), in base all&#8217;art. 9 della Legge Regionale 19 Ottobre 1992, N. 20 &#8211;  Forestazione, difesa del suolo e foreste regionali in Calabria &quot; nasce con lo scopo di &quot;disciplinare gli interventi in materia di forestazione ed assicurare  la gestione delle foreste regionali al fine di: a) migliore le funzioni produttive e sociali dei boschi esistenti; </p>
<p>b) concorrere alla tutela dell&#8217;ambiente ed alla difesa idrogeologica del territorio; </p>
<p>c) concorrere alla valorizzazione delle attivit&agrave; agro-silvo-pastorali e turistiche nelle aree interne collinari e montane; </p>
<p>d) concorrere  al miglioramento delle condizioni di vita e di sicurezza delle popolazioni interessate.&quot;</p>
<p>Se la situazione non fosse oggi grave, verrebbe da sorridere a ricordare che la Regione Calabria eman&ograve;, nel 1997 una Legge Regionale definita ORGANICA per la Protezione Civile in Calabria (Legge Regionale 10 febbraio 1997, n. 4 &quot; Legge organica di protezione civile della Regione Calabria); di fatto, oggi, mancando l&#8217;A.Fo.R. &#8230; l&#8217;organicit&agrave; di quella Legge viene minata alle sue fondamenta; quella Legge regionale sanciva (comma 6 &quot; art. 21 L.R. 04/97) che &quot;Il personale addetto alla Protezione Civile potra&#8217; essere collocato nelle strutture A.FO.R. che nel periodo estivo provvedono al servizio antincendio boschivo e conseguentemente integrato con lo stesso personale O.I.F. (Operai Idraulico Forestali) all&#8217;uopo formato e specializzato. Tra la Struttura di Protezione Civile e l&#8217;A.FO.R., si predisporranno  programmi congiunti idonei alla prevenzione delle calamita&#8217; nel settore idraulico forestale, programmando incontri periodici e dando vita ad una comune azione di monitoraggio.&quot;</p>
<p>Registriamo, pertanto, oltre al dissesto idrogeologico in atto, anche quello istituzionale ed operativo, sia per quello che riferiva al Senato, gi&agrave; nel febbraio 2009, il Capo della Protezione Civile Nazionale Dott. Bertolaso, sia per le &quot;politiche&quot; di difesa del suolo messe in campo dal governo regionale.</p>
<p>Riferiamo questo non per mera polemica ma, per proporre una soluzione; chi scrive, infatti &egrave; mosso, come il Capo della protezione Civile Italiana, dallo stesso sentimento di &quot;orgoglio di ammantarsi del tricolore&quot;, dalla stessa passione civile, ed &egrave; abituato a proporre soluzioni oltre che individuare i problemi, operando nella cultura del &quot;solving problem&quot; piuttosto che in quella del mendicare e del &quot;pianto greco&quot;.</p>
<p>Atteso che &egrave; quindi necessario pensare, anche rapidamente,a stanziare s&igrave; fondi per fronteggiare l&#8217;emergenza, ma, anche e soprattutto, di organizzare una risposta sistematica sul territorio con azioni di prevenzione. </p>
<p>In tutto questo, il recupero della funzione degli OIF e dell&#8217;A.Fo.R., nell&#8217;attivit&agrave; di monitoraggio, manutenzione idraulico forestale del territorio ma anche nella realizzazione di opere di ingegneria naturalistica sarebbe un contributo concreto ad una risposta che deve essere organica e complessa, perch&eacute; fisiologico e complesso &egrave; il fenomeno del dissesto idrogeologico diffuso in Calabria. </p>
<p>Si impegnino l&#8217;A.Fo.R. e gli OIF nella costruzione delle opere di difesa del suolo, individuate a loro volta in un Piano Operativo Regionale di contrasto al dissesto idrogeologico, metteremmo cos&igrave; a disposizione un patrimonio di risorse umane e di professionalit&agrave; non indifferente.</p>
<p>La saluto cordialmente con aumentata stima ed affetto</p>
<p>Ing. Francesco A. Fag&agrave; &quot; Disaster manager</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2010/02/23/dissesto-idrogeologico-protezione-civile-ed-a-fo-r-analisi-di-un-coordinamento-mancato-riceviamo-e-pubblichiamo-lettera-aperta-a-bertolaso-dall-ing-francesco-antonio-faga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E Renato Cortese rest&#242; solo con il suo sigaro&#8230;</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/12/03/e-renato-cortese-resto-solo-con-il-suo-sigaro/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/12/03/e-renato-cortese-resto-solo-con-il-suo-sigaro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 11:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[malitalia laura arpati enrico fierro]]></category>
		<category><![CDATA[malitalia storia di mafiosi eroi e cacciatori]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=11741</guid>
		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; L&#8217;occasione era ghiottissima (la presentazione del libro &#34;Malitalia, storia di mafiosi, eroi e cacciatori&#34;, di Laura Arpati ed Enrico Fierro, edizioni Rubbettino), il parterre assolutamente di primissimo livello, con la presenza, a raccontare esperienze e bilanci, problematiche e prospettive, del Procuratore Capo Pignatone, del Comandante Provinciale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, Pieroni, del Capo [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; L&#8217;occasione era ghiottissima (la presentazione del libro &quot;Malitalia, storia di mafiosi, eroi e cacciatori&quot;, di Laura Arpati ed Enrico Fierro, edizioni Rubbettino), il parterre assolutamente di primissimo livello, con la presenza, a raccontare esperienze e bilanci, problematiche e prospettive, del Procuratore Capo Pignatone, del Comandante Provinciale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, Pieroni, del Capo della Squadra Mobile Cortese e del Questore Casabona.<span id="more-11741"></span></p>
<p>A far da cornice e da stimolo su tematiche interessantissime e di grande attualit&agrave; il giornalista Danilo Chirico e l&#8217;assessore provinciale Santo Gioffr&egrave;, con le conclusioni affidate ad uno dei due autori, Laura Arpati. La location, il salone della Provincia in piazza Italia, assolutamente ideale, come l&#8217;ampia diffusione mediatica che aveva preceduto l&#8217;evento.</p>
<p>Eppure, oltre agli addetti ai lavori, i presenti non sono stati pi&ugrave; di qualche decina, il che sposa completamente le sensazioni espresse, rispetto all&#8217;essenza del loro lavoro, dai protagonisti: &quot;Qui rispetto alla Palermo degli ultimi anni&quot; &quot; ha sottolineato Cortese &quot; &quot;avvertiamo di essere soli. Mentre in Sicilia all&#8217;arresto di Provenzano si sono radunate centinaia di persone a festeggiare, qui all&#8217;arresto di De Stefano davanti alla Questura c&#8217;era solo una persona&#8230;che gli mandava baci&#8230;&quot;.</p>
<p>La tematica della percezione della ampia problematica connessa alla criminalit&agrave; &egrave; stata sottolineata anche dal colonnello Pieroni: &quot;Prima di concentrarsi su come risolvere un problema&quot; &quot; ha sottolineato il Comandante provinciale dei Carabinieri &quot; &quot;&egrave; necessario che questo sia vissuto come tale dalla collettivit&agrave; e dubito che ancora sia cos&igrave; per la &#8216;ndrangheta. D&#8217;altra parte le incongruenze che si possono riscontrare sul territorio&quot; &quot; ha proseguito Pieroni &quot; &quot;sono numerose, a partire dal fatto che, ad esempio, due mogli di altrettanti boss di Melito svolgono le funzioni di educatrici, di maestre&quot;.</p>
<p>&quot;Il modo nel quale i media nazionali trattano gli arresti eccellenti che abbiamo portato a termine in Calabria&quot; &quot; ha rimarcato Pignatone &quot; &quot; e che, per caratura, non hanno nulla da meno dei boss siciliani, &egrave; indicativo della debolezza complessiva nel panorama nazionale di questa regione. </p>
<p>Arresti eclatanti, e pensate che solo quest&#8217;anno ne abbiamo compiuti 45, 9 dei quali dell&#8217;elenco dei trenta latitanti pi&ugrave; pericolosi&quot; &quot; ha proseguito il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria &quot; &quot;sono stati trattati e liquidati con poche righe, quando, invece, avrebbero meritato ben altro risalto, sia per la loro importanza, sia per dare un segnale alla gente. </p>
<p>Quella gente che oggi ancora non partecipa, perch&eacute; &egrave; vero&quot; &quot; ha proseguito Pignatone &quot; &quot;che a Palermo per l&#8217;arresto di Provenzano successe quanto detto da Cortese, ma &egrave; anche vero che quello fu il punto di arrivo di un lungo percorso; negli anni &#8217;90 dopo gli arresti di Riina, di Brusca, di Bagarella soli eravamo e soli rimanemmo&#8230;&quot;</p>
<p>Pignatone si &egrave; poi soffermato sull&#8217;importanza delle attivit&agrave; di aggressione ai beni della criminalit&agrave; organizzata posta in essere in Calabria: &quot;Solo nel 2009 abbiamo sequestrato beni per oltre 400 milioni&quot; &quot; ha sottolineato il magistrato &quot; &quot;e per la criminalit&agrave; si tratta del pi&ugrave; grande smacco, pari solo all&#8217;arresto dei latitanti. </p>
<p>Queste due cose, infatti&quot; &quot; ha detto ancora Pignatone &quot; &quot;aggrediscono i beni pi&ugrave; preziosi di mafiosi e &#8216;ndranghetisti: la roba ed il controllo del territorio, il tutto tenendo presente, per&ograve;, che in questo momento, mentre la mafia &egrave; fiaccata ed ogni suo tentativo di ricostituzione della struttura &egrave; stato frustrato, la &#8216;ndrangheta &egrave; fiorente, il suo pi&ugrave; grande problema &egrave; rappresentato dall&#8217;impiego di fiumi di denaro, ed oggi la criminalit&agrave; organizzata calabrese &egrave; la padrona assoluta del mercato della droga. </p>
<p>Si pensi&quot; &quot; ha spiegato Pignatone &quot; &quot;che il sequestro di 450 kg di cocaina effettuato poco tempo fa a Gioia Tauro rappresenterebbe un quantitativo folle per la mafia siciliana ma si tratta di una fettina del business dei calabresi&quot;.</p>
<p>Il messaggio collettivo di tutti i rappresentanti delle Istituzioni, per&ograve;, &egrave; stato netto: lo Stato c&#8217;&egrave; ed i risultati dell&#8217;impegno degli uomini si vedono, anche se la lotta sar&agrave; lunga e difficile: &quot;Per questi uomini che sacrificano le loro vite, le famiglie, gli affetti solo per spirito di sacrificio&quot; &quot; ha sottolineato Cortese &quot; &quot;i ringrazia menti non saranno mai abbastanza, ma spesso le gratificazioni, non solo economiche, non sono congrue al loro impegno e nemmeno ai risultati ottenuti&quot;.</p>
<p>La chiusura dell&#8217;autrice pone il sigillo a tematiche mai banali ma scivolate via, ancora una volta, come una gigantesca occasione persa dalla collettivit&agrave; per analizzare, meditare, veicolare un modo finalmente diverso di interpretare il ruolo di cittadini, di parte di una civitas che chieda l&#8217;affermazione delle regole del vivere civile. A patto che, come diceva Pieroni, il reclamare la compiuta applicazione di queste regole sia una tematiche che interessa davvero.</p>
<p>Lo spirare del pomeriggio &egrave; fresco, l&#8217;aria &egrave; netta, fa piacere respirarla, il corso Garibaldi brulica di gente che passeggia o entra ed esce dai negozi.</p>
<p>Renato Cortese, un uomo dello Stato, insieme a poche decine di persone &egrave; appena uscito dalla Provincia; le persone gli passano accanto indifferenti, lui aspira un sigaro ed il fumo si perde nei colori della sera. Non lo dice, ma, in questo momento &egrave; quanto di pi&ugrave; amichevole e vicino la citt&agrave; riesce ad offrirgli&#8230;</p>
<p>Giusva Branca</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.strill.it">strill.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/12/03/e-renato-cortese-resto-solo-con-il-suo-sigaro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E a dicembre parte il ponte dei miracoli</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/10/20/e-a-dicembre-parte-il-ponte-dei-miracoli/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/10/20/e-a-dicembre-parte-il-ponte-dei-miracoli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 06:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ponte sullo stretto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=10920</guid>
		<description><![CDATA[<p>E&#8217; indiscutibilmente un Ponte dei miracoli. E&#8217; la prima opera al mondo che parte senza un progetto esecutivo. E&#8217; il primo appalto che viene aggiudicato a un costo gi&#224; ufficialmente inferiore di quasi la met&#224; di quello che presumibilmente servir&#224;. E&#8217; il primo ponte che, ipotizzato anche come struttura di servizio ferroviario, potrebbe in teoria [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; indiscutibilmente un Ponte dei miracoli. E&#8217; la prima opera al mondo che parte senza un progetto esecutivo. E&#8217; il primo appalto che viene aggiudicato a un costo gi&agrave; ufficialmente inferiore di quasi la met&agrave; di quello che presumibilmente servir&agrave;. E&#8217; il primo ponte che, ipotizzato anche come struttura di servizio ferroviario, potrebbe in teoria essere realizzato prevedendo &#8211; per motivi di sicurezza &#8211; il transito delle sole auto. E&#8217; anche il primo ponte sul mare che, ideato per evitare le navi, alla fine (forse) le consegner&agrave; a imperitura gloria. <span id="more-10920"></span></p>
<p>Il Ponte sullo Stretto di Messina &egrave; l&#8217;uno e il suo opposto. E bench&eacute; i problemi siano molti, forse troppi, i soldi pochi, forse troppo pochi, quel che s&#8217;&egrave; deciso si far&agrave;. Nonostante proteste e assemblee, petizioni e denunce. Nonostante il solo WWF abbia depositato un mare di carta e di obiezioni: documenti, foto, analisi, perizie giurate. </p>
<p>A Natale, esattamente il 23 dicembre, la posa della prima pietra. Tra sei anni il taglio del nastro. La prima pietra sar&agrave; posta almeno sette mesi prima, a voler essere ottimisti, di quanto il General Contractor Eurolink (capogruppo Impregilo) dimostrer&agrave; fattibile e possibile. </p>
<p>Il viceministro per le Infrastrutture Castelli, infatti nell&#8217;ottobre dello scorso anno, precis&ograve;: &#8220;Il progetto sar&agrave; presentato entro il 2010&#8243;. Si lavorer&agrave;, da qui ad allora, a vista, o meglio, si far&agrave; come le grandi trasmissioni tv nell&#8217;ora del massimo ascolto: prima la pubblicit&agrave;. </p>
<p>Il carosello pubblicitario, l&#8217;intervallo scacciapensieri, sar&agrave; costituito da operette propedeutiche, per esempio una bretella ferroviaria di due chilometri. Si inizieranno i lavori a terra senza conoscere con esattezza le difficolt&agrave; in mare. </p>
<p>Il governo &#8211; super ottimista &#8211; sul punto non prevede imprevisti: sar&agrave; Ponte e sar&agrave; a campata unica. E&#8217; vero, ma sembra un dato trascurabile, che nel mondo l&#8217;obiettivo non sempre &egrave; stato raggiunto. </p>
<p>In Giappone l&#8217;Akashi Kaiyko di Kobe, costruito in dieci anni (da noi si prevedono settanta mesi) e costato all&#8217;epoca (1988-1998) diecimila miliardi di lire, ha luce libera della campata principale di soli 1991 metri contro i 3300 del nostro e nonostante le dimensioni ridotte, in corso d&#8217;opera &egrave; stato ritenuto improponibile far passare i treni. </p>
<p>Senza i treni il Ponte di Messina perderebbe una voce di autofinanziamento decisiva al piano dei ricavi. I treni ancora in mare causerebbero il forfait di Ferrovie dello Stato, e la riduzione dei ricavi ridurrebbe l&#8217;appetibilit&agrave; dei privati a sostenerne i costi. Senza dire quale prezzo dovrebbero pagare gli automobilisti. E&#8217; tutto chiaro? Tutto chiaro. Che si fa? Boh. </p>
<p>Il Ponte &egrave; stato valutato il 12 ottobre 2005 dal gruppo di imprese che si &egrave; aggiudicato l&#8217;appalto tre miliardi e novecento milioni di euro, con un maxi ribasso d&#8217;asta di 500 milioni. Due anni dopo, nel luglio del 2007 il servizio studi della Camera &#8220;attualizza&#8221; il costo e lo ritiene non stimabile al di sotto di 6 miliardi e 100 milioni di euro. </p>
<p>Due anni soltanto, due miliardi in pi&ugrave;. Infatti, e siamo a luglio 2008 nel documento di programmazione economica (allegato Infrastrutture) a pagina 106 si legge che &#8220;si deve effettuare una vera due diligence per verificare le necessarie rivisitazioni alla Convenzione, la rilettura dei valori dell&#8217;offerta&#8221;. Ci vogliono soldi, e molti di pi&ugrave;. </p>
<p>E pure se ci fossero tutti, ci sarebbe da perdere il sonno sulla faglia, causa del terremoto del 1908 (magnitudo Richter 7.1) indicata come una spaccatura di circa 40 chilometri di lunghezza, sepolta sotto tremila metri di sedimenti all&#8217;interno di una zona crostale tra le pi&ugrave; dinamiche del mondo. </p>
<p>Anche qui uno sforzo creativo ha sopperito, almeno finora, al dilemma geologico. Secondo Remo Calzona, ex coordinatore del gruppo che doveva valutare scientificamente la fattibilit&agrave; dell&#8217;opera, la indicazione della faglia su cui dovrebbe giacere uno dei piloni, visibile nel progetto del 1992, &egrave; invece scomparsa nel progetto del 2002. </p>
<p>Si sar&agrave; trattato di una svista in copisteria. Anche la faglia, scommettiamo?, sar&agrave; domata. </p>
<p>Intanto partono i lavori, e con tutte le buone intenzioni. Poi, e facciamo corna, si vedr&agrave;. </p>
<p>Antonello Caporale</p>
<p>repubblica.it</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/10/20/e-a-dicembre-parte-il-ponte-dei-miracoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Io, sconfitto dalla mafia di stato&#8221; &#8211; De Magistris: &quot;Punito perch&#232; ho fatto solo il mio dovere&quot; &#8211; La lettera al Presidente della Repubblica</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/10/02/io-sconfitto-dalla-mafia-di-stato-de-magistris-punito-perche-ho-fatto-solo-il-mio-dovere-la-lettera-al-presidente-della-repubblica/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/10/02/io-sconfitto-dalla-mafia-di-stato-de-magistris-punito-perche-ho-fatto-solo-il-mio-dovere-la-lettera-al-presidente-della-repubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 08:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni de magistris]]></category>
		<category><![CDATA[lettera de magistris]]></category>
		<category><![CDATA[lettera de magistris napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[luigi de magistris]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=10636</guid>
		<description><![CDATA[<p>Signor Presidente, scrivo questa lettera a Lei soprattutto nella Sua qualit&#224; di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. E&#8217; una lettera che non avrei mai voluto scrivere. E&#8217; uno scritto che evidenzia quanto sia grave e serio lo stato di salute della democrazia nella nostra amata Italia. E&#8217; una lettera con la quale Le comunico, [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signor Presidente, scrivo questa lettera a Lei soprattutto nella Sua qualit&agrave; di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. E&#8217; una lettera che non avrei mai voluto scrivere. E&#8217; uno scritto che evidenzia quanto sia grave e serio lo stato di salute della democrazia nella nostra amata Italia. E&#8217; una lettera con la quale Le comunico, formalmente, le mie dimissioni dall&#8217;Ordine Giudiziario. <span id="more-10636"></span></p>
<p>Lei non pu&ograve; nemmeno lontanamente immaginare quanto dolorosa sia per me tale decisione. Sebbene l&#8217;Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro &quot; come recita l&#8217;art. 1 della Costituzione &quot; non sono molti quelli che possono fare il lavoro che hanno sognato; tanti il lavoro non lo hanno, molti sono precari, altri hanno dovuto piegare la schiena al potente di turno per ottenere un posto per vivere, altri vengono licenziati come scarti sociali, tanti altri ancora sono cassintegrati. </p>
<p>Ebbene, io ho avuto la fortuna di fare il magistrato, il mestiere che avevo sognato fin dal momento in cui mi iscrissi alla facolt&agrave; di Giurisprudenza dell&#8217;Universit&agrave; &quot;Federico II&quot; di Napoli, luogo storico della cultura giuridica. La magistratura ce l&#8217;ho nel mio sangue, provengo da quattro generazioni di magistrati. </p>
<p>Ho respirato l&#8217;aria di questo nobile e difficile mestiere sin da bambino. Uno dei giorni pi&ugrave; belli della mia vita &egrave; stato quando ho superato il concorso per diventare uditore giudiziario. Una gioia immensa che mai avrei potuto immaginare destinata a un epilogo cos&igrave; buio. </p>
<p>E&#8217; cominciata con passione, idealit&agrave;, entusiasmo, ma anche con umilt&agrave; ed equilibrio, la missione della mia vita professionale, come in modo spregiativo la defin&igrave; il rappresentante della Procura Generale della Cassazione durante quel simulacro di processo disciplinare che fu imbastito nei miei confronti davanti al Csm. Per me, esercitare le funzioni giudiziarie in ossequio alla Costituzione Repubblicana significava tentare di dare una risposta concreta alla richiesta di giustizia che sale dai cittadini in nome dei quali la Giustizia viene amministrata. </p>
<p>Quei cittadini che &quot; contrariamente a quanto reputa la casta politica e dei poteri forti &quot; sono tutti uguali davanti alla legge. Del resto Lei, signor Presidente, che &egrave; il custode della Costituzione, ben conosce tali inviolabili principi costituzionali e mi perdoni, pertanto, se li ricordo a me stesso. </p>
<p>I modelli ai quali mi sono ispirato sin dall&#8217;ingresso in magistratura &quot; oltre a mio padre, il cui esempio &egrave; scolpito per sempre nel mio cuore e nella mia mente &quot; sono stati magistrati quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ed &egrave; nella loro memoria che ho deciso di sventolare anch&#8217;io l&#8217;agenda rossa di Borsellino, portata in piazza con immensa dignit&agrave; dal fratello Salvatore. </p>
<p>Ho sempre pensato che chi ha il privilegio di poter fare quello che sogna nella vita debba dare il massimo per il bene pubblico e l&#8217;interesse collettivo, anche a costo della vita. Per questo decisi di assumere le funzioni di Pubblico Ministero in una sede di trincea, di prima linea nel contrasto al crimine organizzato: la Calabria. Una terra da cui, in genere, i magistrati forestieri scappano dopo aver svolto il periodo previsto dalla legge e dove invece avevo deciso (ingenuamente) di restare. </p>
<p>Ho dedicato a questo lavoro gli anni migliori della mia vita, dai 25 ai 40, lavorando mai meno di dodici ore al giorno, spesso anche di notte, di domenica, le ferie un lusso al quale dover spesso rinunciare. Sacrifici enormi, personali e familiari, ma nessun rimpianto: rifarei tutto, con le stesse energie e il medesimo entusiasmo. </p>
<p>In questi anni difficili, ma entusiasmanti, in quanto numerosi sono stati i risultati raggiunti, ho avuto al mio fianco diversi colleghi magistrati, significativi settori della polizia giudiziaria, un gruppo di validi collaboratori. Ho cercato sempre di fare un lavoro di squadra, di operare in pool. </p>
<p>Parallelamente al consolidarsi dell&#8217;azione investigativa svolta, per&ograve;, si rafforzavano le attivit&agrave; di ostacolo che puntavano al mio isolamento, alla de-legittimazione del mio lavoro, alle pi&ugrave; disparate strumentalizzazioni. Intimidazioni, pressioni, minacce, ostacoli, interferenze. </p>
<p>Attivit&agrave; che, talvolta, provenivano dall&#8217;esterno delle Istituzioni, ma il pi&ugrave; delle volte dall&#8217;interno: dalla politica, dai poteri forti, dalla stessa magistratura. Signor Presidente, a Lei non sfuggir&agrave;, quale Presidente del CSM, che l&#8217;indipendenza della magistratura pu&ograve; essere minata non solo dall&#8217;esterno dell&#8217;ordine giudiziario, ma anche dall&#8217;interno: ostacoli nel lavoro quotidiano da parte di dirigenti e colleghi , revoche e avocazioni illegali, tecniche per impedire un celere ed efficace svolgimento delle inchieste. </p>
<p>Ho condotto indagini nei settori pi&ugrave; disparati, ma solo quando mi occupavo di reati contro la Pubblica amministrazione diventavo un cattivo magistrato. </p>
<p>Posso dire con orgoglio che il mio lavoro a Catanzaro procedeva in modo assolutamente proficuo in tutte le direzioni, come impone il precetto costituzionale dell&#8217;obbligatoriet&agrave; dell&#8217;azione penale, corollario del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. </p>
<p>La polizia giudiziaria lavorava con sacrifici enormi, perch&eacute; percepiva che risultati straordinari venivano raggiunti. Le persone informate dei fatti testimoniavano e offrivano il loro contributo. Lo Stato c&#8217;era ed era visibile, in un territorio martoriato dal malaffare. Le inchieste venivano portate avanti tutte, senza insabbiamenti di quelle contro i poteri forti (come invece troppe volte accade). </p>
<p>Questo modo di lavorare, il popolo calabrese &quot; piaccia o non piaccia al sistema castale &quot; lo ha capito, mostrandoci sostegno e solidariet&agrave;. Non &egrave; poco, signor Presidente, in una Regione in cui opera una delle organizzazioni mafiose pi&ugrave; potenti del mondo. E che lo Stato stesse funzionando lo ha compreso bene anche la criminalit&agrave; organizzata. </p>
<p>Tant&#8217;&egrave; vero che si sono subito affinate nuove tecniche di neutralizzazione dei servitori dello Stato che si ostinano ad applicare la Costituzione Repubblicana. Non so se Ella, Signor Presidente, condivide la mia analisi. Ma a me pare che &#8211; dopo la stagione delle stragi di mafia culminate nel 1992 con gli attentati di Capaci e di via D&#8217;Amelio e dopo la strategia della tensione delle bombe a grappolo in punti nevralgici del Paese nel 1993 &#8211; le mafie hanno preso a istituzionalizzarsi. Hanno deciso di penetrare diffusamente nella cosa pubblica, nell&#8217;economia, nella finanza. </p>
<p>Sono divenute il cancro della nostra democrazia. Controllano una parte significativa del prodotto interno lordo del nostro paese, hanno loro rappresentanti nella politica e nelle Istituzioni a tutti i livelli, nazionali e territoriali. Nemmeno la magistratura e le forze dell&#8217;ordine sono rimaste impermeabili. Si &egrave; creata un&#8217;autentica emergenza democratica, da sconfiggere in Italia e in Europa. </p>
<p>Gli ostacoli pi&ugrave; micidiali all&#8217;attivit&agrave; dei servitori dello Stato sono i mafiosi di Stato: quelli che indossano abiti istituzionali, ma piegano le loro funzioni a interessi personali, di gruppi, di comitati d&#8217;affari, di centri di potere occulto. Non mi dilungo oltre, perch&eacute; credo che al Presidente della Repubblica tutto questo dovrebbe essere noto. </p>
<p>Ebbene oggi, Signor Presidente, non &egrave; pi&ugrave; necessario uccidere i servitori dello Stato: si creerebbero nuovi martiri; magari, ai funerali di Stato, il popolo prenderebbe di nuovo a calci e sputi i simulacri del regime; l&#8217;Europa ci metterebbe sotto tutela. Non vale la pena rischiare, anzi non serve. </p>
<p>Si pu&ograve; raggiungere lo stesso risultato con modalit&agrave; diverse: al posto della violenza fisica si utilizza quella morale, la violenza della carta da bollo, l&#8217;uso illegale del diritto o il diritto illegittimo, le campagne diffamatorie della propaganda di regime, si scelga la formula che pi&ugrave; piace. </p>
<p>Che ci vuole del resto, signor Presidente, per trasferire un magistrato perbene, un poliziotto troppo curioso, un carabiniere zelante, un finanziere scrupoloso, un prete coraggioso, un funzionario che non piega la schiena, o per imbavagliare un giornalista che racconta i fatti? E&#8217; tutto molto semplice, quasi banale. Ordinaria amministrazione. </p>
<p>Per allontanare i servitori dello Stato e del bene pubblico, bisogna prima isolarli, delegittimarli, diffamarli, calunniarli. A questo servono i politici collusi, la stampa di regime al servizio dei poteri forti, i magistrati proni al potere, gli apparati deviati dello Stato. La solitudine &egrave; una caratteristica del magistrato, l&#8217;isolamento &egrave; un pericolo. </p>
<p>Ebbene, in Calabria, mentre le persone rispondevano positivamente all&#8217;azione di servitori dello Stato vincendo timori di ritorsioni, spezzando omert&agrave; e connivenze, pezzi significativi delle Istituzioni contrastavano le attivit&agrave; di magistrati e forze dell&#8217;ordine con ogni mezzo. </p>
<p>Quello che si &egrave; realizzato negli anni in Calabria sul piano investigativo &egrave; rimasto ignoto, in quanto la cappa esercitata anche dalla forza delle massonerie deviate impediva di farlo conoscere all&#8217;esterno. Il resto del Paese non doveva sapere. Si praticava la scomparsa dei fatti. </p>
<p>Quando per&ograve; le vicende sono cominciate a uscire dal territorio calabrese, l&#8217;azione di sabotaggio si &egrave; fatta ancor pi&ugrave; violenta e repentina. Invece dello sbarco degli Alleati, c&#8217;&egrave; stato quello della borghesia mafiosa che soffoca la vita civile calabrese. L&#8217;azione dello Stato produceva risultati in termini di indagini, restituiva fiducia nelle Istituzioni, svelava i legami tra mafia &quot;militare&quot; e colletti bianchi, smascherava il saccheggio di denaro pubblico perpetrate da politici collusi, (im)prenditori criminali e pezzi deviati delle Istituzioni a danno della stragrande maggioranza della popolazione, scoperchiava un mercato del lavoro piegato a interessi illeciti, squadernava il controllo del voto e, quindi, l&#8217;inquinamento e la confisca della democrazia. </p>
<p>Sono cose che non si possono far conoscere, signor Presidente. Altrimenti poi il popolo prende coscienza, capisce come si fanno affari sulla pelle dei pi&ugrave; deboli, dissente e magari innesca quella democrazia partecipativa che spaventa il sistema di potere che opprime la nostra democrazia. Una presa di coscienza e conoscenza poteva scatenare una sana e pacifica ribellione sociale. </p>
<p>Lei, signor Presidente, dovrebbe conoscere &quot; sempre quale Presidente del CSM &#8211; le attivit&agrave; messe in atto ai miei danni. Mi auguro che abbia assunto le dovute informazioni su quello che accadeva in Calabria per fermare il lavoro che stavo svolgendo in ossequio alla legge e alla Costituzione. </p>
<p>Avr&agrave; potuto cos&igrave; notare che &egrave; stata messa in atto un&#8217;attivit&agrave; di indebito esercizio di funzioni istituzionali al solo fine di bloccare indagini che avrebbero potuto ricostruire fatti gravissimi commessi in Calabria (e non solo) da politici di destra, di sinistra e di centro, da imprenditori, magistrati, professionisti, esponenti dei servizi segreti e delle forze dell&#8217;ordine. </p>
<p>Tutto ci&ograve; non era tollerabile in un Paese ad alta densit&agrave; mafiosa istituzionale. Come poteva un pugno di servitori dello Stato pensare di esercitare il proprio mandato onestamente applicando la Costituzione? Signor Presidente, Lei &#8211; come altri esponenti delle Istituzioni &#8211; &egrave; venuto in Calabria, ha esortato i cittadini a ribellarsi al crimine organizzato e ad avere fiducia nelle Istituzioni. </p>
<p>Perch&eacute;, allora, non &egrave; stato vicino ai servitori dello Stato che si sono imbattuti nel cancro della nostra democrazia, cio&egrave; nelle pi&ugrave; terribili collusioni tra criminalit&agrave; organizzata e poteri deviati? Non ho mai colto alcun segnale da parte Sua in questa direzione, anzi. Eppure avevo sperato in un Suo intervento, anche pubblico: ero ancora nella fase della mia ingenuit&agrave; istituzionale. Mi illudevo nella neutralit&agrave;, anzi nell&#8217;imparzialit&agrave; dei pubblici poteri. Poi ho visto in volto, pagando il prezzo pi&ugrave; amaro, l&#8217;ingiustizia senza fine. </p>
<p>Sono stato ostacolato, mi sono state sottratte le indagini, mi hanno trasferito, mi hanno punito solo perch&eacute; ho fatto il mio dovere, come poi ha sancito l&#8217;Autorit&agrave; Giudiziaria competente. Ma intanto l&#8217;obiettivo era stato raggiunto, anche se una parte del Paese aveva e ha capito quel che &egrave; accaduto, ha compreso la posta in gioco e me l&#8217;ha testimoniato con un affetto che Lei non pu&ograve; nemmeno immaginare. Un affetto che costituisce per me un&#8217;inesauribile risorsa aurea. </p>
<p>Ho denunciato fatti gravissimi all&#8217;Autorit&agrave; giudiziaria competente, la Procura della Repubblica di Salerno: me lo imponeva la legge e prima ancora la mia coscienza. Magistrati onesti e coraggiosi hanno avuto il solo torto di accertare la verit&agrave;, ma questa ancora una volta era sgradita al potere. </p>
<p>E allora anche loro dovevano pagare, in modo ancora pi&ugrave; duro e ingiusto: la lezione impartita al sottoscritto non era stata sufficiente. La logica di regime del &quot;colpirne uno per educarne cento&quot; usata nei miei confronti non bastava ancora a scalfire quella parte della magistratura che &egrave; l&#8217;orgoglio del nostro Paese. </p>
<p>Ci voleva un altro segnale forte, proveniente dalle massime Istituzioni, magistratura compresa: la ragion di Stato (ma quale Stato, signor Presidente?) non pu&ograve; tollerare che magistrati liberi, autonomi e indipendenti possano ricostruire fatti gravissimi che mettono in pericolo il sistema criminale di potere su cui si regge, in parte, il nostro Paese. </p>
<p>Quando la Procura della Repubblica di Salerno &quot; un pool di magistrati, non uno &quot;antropologicamente diverso&quot;, come nel mio caso &quot; ha adottato nei confronti di insigni personaggi calabresi provvedimenti non graditi a quei poteri che avevano agito per distruggermi, ecco che il circuito mediatico-istituzionale, ai pi&ugrave; alti livelli, ha fatto filtrare il messaggio perverso che era in atto una &quot;lite fra Procure&quot;, una guerra per bande. </p>
<p>Una menzogna di regime: nessuna guerra vi &egrave; stata, fra magistrati di Salerno e Catanzaro. C&#8217;era invece semplicemente, come capirebbe anche mio figlio di 5 anni, una Procura che indagava, ai sensi dell&#8217;art. 11 del Codice di procedura penale, su magistrati di un altro distretto. </p>
<p>E questi, per ostacolare le indagini, hanno a loro volta indagato i colleghi che indagavano su di loro, e me quale loro istigatore. Un mostro giuridico. Un&#8217;aberrazione di un sistema che si difende dalla ricerca della verit&agrave;, tentando di nascondersi dietro lo schermo di una legalit&agrave; solo apparente. </p>
<p>Questa menzogna &egrave; servita a buttare fuori dalle indagini (e dalla funzioni di Pm) tre magistrati di Salerno, uno dei quali lasciato addirittura senza lavoro. Il messaggio doveva essere chiaro e inequivocabile: non deve accadere pi&ugrave;, basta, capito?! Signor Presidente, io credo che Lei in questa vicenda abbia sbagliato. </p>
<p>Lo affermo con enorme rispetto per l&#8217;Istituzione che Lei rappresenta, ma con altrettanta sincerit&agrave; e determinazione. Ricordo bene il Suo intervento &quot; devo dire, senza precedenti &quot; dopo che furono eseguite le perquisizioni da parte dei magistrati di Salerno. Rimasi amareggiato, ma non meravigliato. </p>
<p>Signor Presidente, questo sistema malato mi ha di fatto strappato di dosso la toga che avevo indossato con amore profondo. E il fatto che non mi sia stato pi&ugrave; consentito di esercitare il mestiere stupendo di Pubblico ministero mi ha spinto ad accettare un&#8217;avventura politica straordinaria. </p>
<p>Un&#8217;azione inaccettabile come quella che ho sub&igrave;to pu&ograve; strapparmi le amate funzioni, pu&ograve; spegnere il sogno professionale della mia vita, pu&ograve; allontanarmi dal mio lavoro, ma non pu&ograve; piegare la mia dignit&agrave;, n&egrave; ledere la mia schiena dritta, n&egrave; scalfire il mio entusiasmo, n&egrave; corrodere la mia passione e la volont&agrave; di fare qualcosa di utile per il mio Paese. Nell&#8217;animo, nel cuore e nella mente, sar&ograve; sempre magistrato. </p>
<p>Nella Politica, quella con la P maiuscola, porter&ograve; gli stessi ideali con cui ho fatto il magistrato, accompagnato dalla medesima sete di giustizia, i miei ideali e valori di sempre (dai tempi della scuola) saranno il faro del nuovo percorso che ho intrapreso. Dar&ograve; il mio contributo affinch&egrave; i diritti e la giustizia possano affermarsi sempre di pi&ugrave; e chi soffre possa utilizzarmi come strumento per far sentire la sua voce. </p>
<p>E&#8217; per questo che, con grande serenit&agrave;, mi dimetto dall&#8217;Ordine giudiziario, dal lavoro pi&ugrave; bello che avrei potuto fare, nella consapevolezza che non mi sarebbe pi&ugrave; consentito esercitarlo dopo il mandato politico. Lo faccio con un ulteriore impegno: quello di fare in modo che ci&ograve; che &egrave; successo a me non accada mai pi&ugrave; a nessuno e che tanti giovani indossino la toga non con la mentalit&agrave; burocratica e conformista magistralmente descritta da Piero Calamandrei nel secolo scorso, come vorrebbe il sistema di potere consolidato, ma con la Costituzione della Repubblica nel cuore e nella mente. </p>
<p>Luigi de Magistris Roma, 28 settembre 2009</p>
<p>Il Fatto Quotidiano</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/10/02/io-sconfitto-dalla-mafia-di-stato-de-magistris-punito-perche-ho-fatto-solo-il-mio-dovere-la-lettera-al-presidente-della-repubblica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stigmate, showgirls e mafia. L&#8217;Italia di Berlusconi in un villaggio del Sud</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/24/stigmate-showgirls-e-mafia-l-italia-di-berlusconi-in-un-villaggio-del-sud/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/24/stigmate-showgirls-e-mafia-l-italia-di-berlusconi-in-un-villaggio-del-sud/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 09:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=10477</guid>
		<description><![CDATA[<p>Uno spettacolo con una showgirl da calendario, i famosi (e divorziati) Albano e Gigi D&#8217;Alessio ed alcune stelle di Mediaset si &#232; tenuto a Paravati, un piccolo paese nel cuore della Calabria, alla fine di agosto. Tutti insieme per celebrare il compleanno di una mistica nota per i suoi incontri con la Madonna, i contatti [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno spettacolo con una showgirl da calendario, i famosi (e divorziati) Albano e Gigi D&#8217;Alessio ed alcune stelle di Mediaset si &egrave; tenuto a Paravati, un piccolo paese nel cuore della Calabria, alla fine di agosto. Tutti insieme per celebrare il compleanno di una mistica nota per i suoi incontri con la Madonna, i contatti con l&#8217;aldil&agrave; e le stigmate. Ma anche per raccogliere ulteriori fondi &#8211; secondo la &quot;volont&agrave;&quot; della madre di Dio &#8211; per una grande struttura religiosa, parzialmente bruciata dalla mafia durante un attentato di appena un anno fa e adesso del tutto dimenticato. <span id="more-10477"></span></p>
<p>La Chiesa sembra tacere. La lotta alla &#8216;ndrangheta, ormai la prima mafia italiana, non fa parte di questo contesto fatto di credulit&agrave; popolare e spettacoli di massa. E&#8217; il profondo Sud, ma anche probabilmente una perfetta sintesi dell&#8217;Italia di Berlusconi</p>
<p>&quot;Come vi accolgo in questa casa brutta?&quot;, dice la contadina calabrese Natuzza Evolo. &quot;Un giorno mi costruirai una grande Chiesa&quot;, risponde la Vergine Santa. Questa storia inizia sessantacinque anni fa, con la prima apparizione della Madonna. E&#8217; ormai una leggenda raccontata mille volte a Paravati, poco pi&ugrave; di un villaggio nel cuore della Calabria. </p>
<p>Nel 2002 il primo mattone di un grande cantiere, secondo la sacra volont&agrave;, ed una pluriennale raccolta fondi. Alla fine dello scorso agosto arrivano a Paravati una soubrette da calendario senza veli e due cantanti nazional-popolari, entrambi divorziati, insieme ad altre &quot;star&quot; di Rai e Mediaset, tutti chiamati a festeggiare gli ottantacinque anni della mistica Natuzza ed a raccogliere ulteriore denaro. </p>
<p>Ma il cantiere, appena un anno fa, aveva subito un grave attentato, cui non &egrave; seguita alcuna presa di posizione contro il racket, facile ipotesi in questa terra di &#8216;ndrangheta. Una storia italiana: nord e sud, mafia e star della tv, cantanti divorziati e omert&agrave;, soubrette dalla morale equivoca e santone con le stigmate che predicano contro la decadenza dei costumi. </p>
<p><strong>&quot;Uno spettacolo per te&quot;</strong></p>
<p>Natuzza &egrave; apparsa solo in video. Poche parole, pronunciate con voce rotta dalla sofferenza dei suoi anni portati con tanti acciacchi, per chiedere ai diecimila spettatori del maxishow organizzato in suo onore di contribuire alla realizzazione del sogno di una vita: costruire un santuario nella spianata di Paravati, e la Villa della Gioia, una struttura per accogliere ed assistere i malati terminali. Gli spettatori un contributo l&#8217;hanno gi&agrave; dato: venti euro per partecipare, cinque euro in pi&ugrave; per un posto a sedere.</p>
<p>Una macchina gigantesca di spettacolo e misticismo messa in moto per festeggiare il compleanno della donna di Paravati: uno &quot;Show for you&quot; elefantiaco e pieno di suggestioni che ben racconta l&#8217;Italia di oggi (&egrave; per questo, forse, che anche le telecamere della Rai hanno ripreso integralmente lo spettacolo, ritrasmesso in differita). </p>
<p>Comici e imitatori del &quot;Bagaglino&quot;, cantanti e ballerini scoperti dai talent show di Mediaset, attori di fiction tv di bassa qualit&agrave; e belle presentatrici, una delle quali &quot; Luisa Corna &quot; nota per il solito sexy calendario. </p>
<p>Poi due star d&#8217;eccezione, a cantare e battersi il petto di fronte a Natuzza Evolo. Albano, cantante dallo straordinario timbro canoro gi&agrave; in auge negli anni 60. Noto per il suo lungo matrimonio con Romina Power (la figlia dell&#8217;attore hollywoodiano Tyrone Power), per una figlia scomparsa negli Stati Uniti e mai pi&ugrave; tornata, per le volgarissime liti televisive con la sua ex compagna Loredana Lecciso e per le sue simpatie berlusconiane, il cantante ha omaggiato Natuzza Evolo con una intensa versione dell&#8217;Ave Maria di Schubert. </p>
<p>E c&#8217;&egrave; l&#8217;idolo delle teenager (e delle mamme) Gigi D&#8217;Alessio che, dopo avere mandato alle ortiche il suo primo matrimonio, vive con Anna Tatangelo, avvenente cantante venti anni pi&ugrave; giovane di lui. A D&#8217;Alessio anche l&#8217;onore poche ore prima dello show di un incontro privato &#8211; paragonato con quello avuto con Papa Wojtyla &#8211; con Natuzza, &quot;una donna il cui sguardo vale pi&ugrave; di mille parole&quot;. </p>
<p>La gente si commuove, la costruzione della Villa della Gioia &egrave; un po&#8217; pi&ugrave; vicina, arrivano gli applausi per &quot;Show for you&quot; e per la &quot;Fondazione Cuore Immacolato di Maria &#8211; Rifugio delle Anime&quot;, il nome dell&#8217;entit&agrave; voluta da Natuzza. L&#8217;inglese anni 80, molto berlusconiano, si intreccia al linguaggio da dopoguerra Dc. </p>
<p>Una sintesi imprevedibile che potremmo definire l&#8217;Italia di Berlusconi e della sua sorprendente capacit&agrave; di farsi paladino della famiglia nonostante un divorzio alle spalle, un altro in corso, una vita dissoluta divenuta di dominio pubblico. </p>
<p>E&#8217; la morale cattolica del peccato e del pentimento: la colpa si cancella con facilit&agrave;. E&#8217; anche un&#8217;Italia che sembrava scomparsa ma che invece &egrave; vivissima: miracoli, credulit&agrave; popolare e mafia. </p>
<p>Arriviamo a Paravati, frazione di Mileto, venti minuti d&#8217;auto dalla Piana di Gioia Tauro, altrettanti dalla splendida costa di Tropea: poche case sparse, facciate di mattoni senza intonaco, solette catramate, pilastri col ferro sporgente. </p>
<p>Natuzza &egrave; il diminutivo di Fortunata. La donna nasce nel &#8217;24, a vent&#8217;anni si sposa, avr&agrave; cinque figli. Non andr&agrave; mai a a scuola, non sa n&eacute; leggere n&eacute; scrivere. Fin da piccola sostiene di parlare con l&#8217;angelo custode, poi Ges&ugrave;, la Madonna, altri santi. La sua fama si espande rapidamente. Ogni anno, nel periodo di Pasqua, compare sulla sua schiena una croce di sangue. </p>
<p>Riceveva &#8211; finch&eacute; la salute lo ha permesso &#8211; un continuo pellegrinaggio di gente da tutto il mondo, alla ricerca della guarigione da mali senza rimedio o di un contatto coi parenti morti: come stanno, sono in purgatorio, cosa provano? Intervistata dalla Rai, alla prevedibile domanda sui mali della Calabria, risponde citando le parole della Madonna, secondo cui il male sono le nuove generazioni &quot;sull&#8217;orlo del baratro&quot;. Un&#8217;idea piuttosto generica, in una terra dove i problemi hanno nomi e cognomi.</p>
<p><strong>Volgere il male al bene</strong></p>
<p>Sono le tre di notte. Alcuni uomini entrano nel cantiere, cospargono tutto di benzina, lanciano due molotov contro una pala cingolata gravemente danneggiata, ed un escavatore, completamente distrutto. E&#8217; la fine di aprile dello scorso anno. L&#8217;attentato ai mezzi di cantiere &egrave; un fatto consueto da queste parti, ma l&#8217;obiettivo, questa volta, &egrave; il centro multifunzionale della &quot;Cuore Immacolato di Maria&quot;. </p>
<p>La ditta impegnata nei lavori &egrave; la &quot;Zinzi&quot; di Catanzaro, il capoluogo di regione distante circa 80 chilometri. Esattamente dodici mesi prima, una bottiglia con benzina e quattro cartucce erano state trovate nel cantiere da alcuni operai della stessa ditta.</p>
<p>&quot;Le indagini non hanno portato a niente, purtroppo. E&#8217; praticamente impossibile trovare prove&quot;, ci dice il maresciallo maresciallo Di Lorenzo della compagnia dei carabinieri di Mileto. &quot;L&#8217;impresa ha presentato denuncia contro ignoti. Quale ipotesi abbiamo formulato? Pu&ograve; essere qualunque cosa, ma da queste parti in prima istanza si pensa al racket delle estorsioni&quot;. </p>
<p>Nessun colpevole, quindi, e solo &quot;Avvenire&quot; dava rilievo nazionale alla notizia, riportando la reazione ufficiale delle vittime. &quot;Il fatto &egrave; grave&quot;, dice don Michele Gordiano, padre spirituale di Natuzza. &quot;Ma noi cerchiamo di volgere il male al bene e andremo avanti&quot;.</p>
<p>Paravati si trova nel cuore del &quot;regno&quot; dei Mancuso, definiti da Beppe Lumia, ex presidente della Commissione Antimafia, come la &quot;cosca finanziariamente pi&ugrave; importante d&#8217;Europa&quot;. Una famiglia che &egrave; riuscita ad imporre il terrore sul territorio con imprese criminali da leggenda. </p>
<p>Nel 1983, Francesco Mancuso divenne sindaco di Limbadi (il loro piccolissimo paese, a pochi chilometri da Paravati) dopo essersi candidato da latitante. Nel 2008, Pantaleone (&#8216;U zu Luni, lo zio) Mancuso veniva arrestato e subito scarcerato grazie ad una serie di ingegnosi cavilli trovati dai suoi legali, uno dei quali assessore, che nella veste istituzionale aveva discusso della costituzione di parte civile al processo &quot;Dinasty&quot;, da legale difendeva il boss. </p>
<p>Nel 2006, durante le riprese della fiction Rai &quot;Gente di mare&quot;, i Mancuso sarebbero riusciti a far ospitare attori e personale della troupe nei propri alberghi, inserendo anche alcuni amici tra le comparse.</p>
<p>Un anno pi&ugrave; tardi, mentre brindava ad una delle tante scarcerazioni del padre nella villa di famiglia a Limbadi, Emanuele Mancuso vide cinquanta carabinieri, uno squadrone di cacciatori, il nucleo elicotteri ed un paio di unit&agrave; cinofile che interrompevano i festeggiamenti nel pi&ugrave; spiacevole dei modi: esibendo un mandato d&#8217;arresto. </p>
<p>Uno spiegamento di forze da zona di guerra per un rapinatore non ancora ventenne. Qualche giorno prima, infatti, il piccolo boss insieme a cinque amici era a Soriano Calabro a prelevare fuochi d&#8217;artificio direttamente in fabbrica, due quintali per un valore di 20 mila euro. </p>
<p>Massacrarono di botte un dipendente, di fronte ad un esterefatto proprietario che non poteva credere che il rampollo dei Mancuso si mettesse a rapinarlo, magari si trattava uno che usava quel nome per fare paura, lo fanno in tanti. Ed invece era vero, una bravata per rallegrare il capodanno 2007.</p>
<p><strong>Come i cani che fanno pip&igrave;</strong></p>
<p>I Mancuso sono tra i diretti responsabili di una delle pi&ugrave; grandi farse all&#8217;italiana, quella del rimodernamento dell&#8217;autostrada Salerno &quot; Reggio Calabria. Lavori progettati nel 1990 (Craxi presidente del consiglio, l&#8217;Italia tifava per Tot&ograve; Schillaci), avviati sette anni dopo, infinite volte interrotti dalle inchieste della magistratura.</p>
<p>Si inizia con l&#8217;operazione Tamburo (2002), che riguarda il tratto da Castrovillari a Rogliano; si prosegue con l&#8217;operazione della Direzione Investigativa Antimafia contro la camorra (aprile 2005) per la realizzazione degli svincoli di Castellammare di Stabia e Scafati e dei caselli di Nocera Inferiore e Cava dei Tirreni; ancora l&#8217;operazione Arca (luglio 2007), chiusa esattamente due anni dopo con otto condanne e 44 assoluzioni per il pizzo tra gli svincoli di Mileto e Rosarno-Gioia Tauro. </p>
<p>Nel febbraio 2009, l&#8217;operazione &quot;Autostrada&quot; riguardava ancora il tratto sotto l&#8217;egemonia del clan Mancuso (svincolo di Mileto), ed ancora qualche mese dopo &quot; sempre per lo stesso tratto &#8211; un sequestro di beni della DIA di Catanzaro ai danni di una ditta di Soriano ritenuta di riferimento dei Mancuso. &quot;Controllano le loro zone come i cani quando fanno pip&igrave;, e da l&igrave; non si passa&quot;, dice il magistrato Nicola Gratteri. </p>
<p><strong>Rifugio delle anime</strong> </p>
<p>La &quot;Villa della gioia&quot; comprende il centro &quot;Ospiti della Speranza&quot; ed il &quot;Villaggio del conforto&quot;, da cui parte il &quot;Viale della misericordia&quot; che porta &#8211; attraverso il &quot;Viale della salvezza&quot; &#8211; al centro &quot;Recupero della speranza&quot;. </p>
<p>E la toponomastica sui generis della nuova Paravati, nelle intenzioni una piccola Lourdes nel Sud dell&#8217;Europa, cos&igrave; come una impedibile occasione per frenare l&#8217;emigrazione che in questi piccoli centri agricoli non si &egrave; mai arrestata e ritagliarsi una piccola fetta del business non disprezzabile del turismo religioso.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questo villaggio del dolore &egrave; quello di ospitare malati terminali e vittime di mali senza speranza, mentre in tutta la regione si piangono le vittime ordinarie della malasanit&agrave;. Ad agosto, mentre si raccolgono i fondi per la Villa della Gioia, muoiono in sei negli ospedali calabresi &#8211; tra loro una bimba di otto anni &quot; e vanno ad aggiungersi ad elenco interminabile che non ha prodotto campagne politiche per l&#8217;affermazione del diritto alla salute. </p>
<p>&quot;Come molti mistici, Natuzza non vanta guarigioni miracolose ma si presenta solo come intermediaria tra gli uomini e Dio, il quale le parla tramite il suo angelo custode&quot;, spiega nel suo rapporto il Cicap (&quot;Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale&quot;). </p>
<p>&quot;Ogni anno, moltissimi pellegrini si recano al suo paese per ottenere da lei verifica sulla bont&agrave; di diagnosi mediche e per chiedere consiglio su dove eventualmente andare a curarsi. S&igrave;, perch&eacute; la signora Natuzza, dietro suggerimento del suo angelo, verifica le diagnosi fatte in precedenza dai medici e invia i &#8216;pazienti&#8217; pellegrini presso diverse citt&agrave; per la terapia&quot;.</p>
<p><strong>Supernatural</strong></p>
<p>Natuzza non si discute, specie a casa sua. Dagli antropologi ai giornalisti, dai politici alla gente comune nessuno ne mette in dubbio le doti. Chiunque subisce il fascino di una donna che sicuramente sar&agrave; proclamata santa in tempi brevissimi. </p>
<p>Una figura incensata, specie dalla stampa locale. Nel giugno 2008 riceve dal &quot;Sindacato dei giornalisti calabresi&quot; il premio &quot;Affabulatore d&#8217;oro&quot;, riconoscimento originale per chi non sa n&eacute; leggere n&eacute; scrivere. &quot;Ma &egrave; una comunicatrice di verit&agrave;&quot;, rispondono gli organizzatori. &quot;Affabulare vuol dire saper raccontare ed esporre in modo corretto e con la giusta modulazione&quot;. </p>
<p>Ma le doti di Natuzza possono indurre a spiacevoli episodi presso il popolo, che dopo la tragedia d&#8217;Abruzzo inizia a spargere la voce di una terribile predizione. &quot;Comunicato importante: Natuzza non ha mai predetto il futuro&quot;, scrive la Fondazione in un messaggio ufficiale. &quot;Ha sempre affermato che il futuro lo conosce solo Dio. Pertanto ogni riferimento a Natuzza circa la previsione di un eventuale terremoto in Calabria nei prossimi giorni di maggio 2009, &egrave; falso&quot;. </p>
<p>Il Cicap, come dicevamo, si &egrave; espresso con chiarezza sulla vicenda. &quot;In quanto a spettacolarit&agrave;, Natuzza batte di gran lunga il Santo Padre Pio. Le sue non sono &#8216;semplici&#8217; stigmate ma, durante il sanguinamento che avviene nei giorni di quaresima, sono in grado di far comparire tracce di una vera e propria scrittura su un panno che vi sia eventualmente posto sopra. Inoltre, sulle sue ginocchia appaiono strane immagini e volti umani&quot;.</p>
<p>L&#8217;analisi impietosa considera le visioni come fenomeni allucinatori, ed esprime dubbi sulle stigmate, la cui origine ed evoluzione non &egrave; stata mai documentata da osservatori terzi. La trance pu&ograve; essere spiegata come &quot;uno stato di depersonalizzazione&quot;. Tuttavia, la questione non pu&ograve; essere banalmente liquidata come una vicenda di ciarlatani e creduloni. </p>
<p>Tutto ci&ograve; che accade a Paravati &egrave; vero, ma non potrebbe avvenire in un luogo con caratteristiche diverse. &quot;Il caso Natuzza non &egrave; cos&igrave; incredibile come i media vogliono presentarlo&quot;, dice Armando De Vincentiis, psicologo e coordinatore per la Puglia del Cicap. &quot;Si tratta di un fatto culturalmente limitato e inquadrato in un contesto religioso ben preciso&quot;.</p>
<p><strong>Finale</strong></p>
<p>A pochi chilometri da Paravati sorge il castello in cui fu fucilato Gioacchino Murat, maresciallo dell&#8217;Impero e re di Napoli, ucciso nel 1815 a Pizzo Calabro, in seguito alla caduta del cognato Napoleone. I francesi portavano le idee dell&#8217;illuminismo, le parole d&#8217;ordine della rivoluzione ed avevano confiscato i beni della Chiesa nel regno sottratto ai Borboni. </p>
<p>Furono sconfitti, ma ancora oggi il diritto, la ragione e l&#8217;uguaglianza si contrappongono alla superstizione, al fatalismo, all&#8217;intercessione. Del politico o della Madonna.</p>
<p>di Danilo Chirico e Antonello Mangano</p>
<p>temi.repubblica.it/micromega-online</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/24/stigmate-showgirls-e-mafia-l-italia-di-berlusconi-in-un-villaggio-del-sud/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Tirreno e le navi radioattive. Ecco come la &#8216;ndrangheta ha ucciso la mia terra</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/24/il-tirreno-e-le-navi-radioattive-ecco-come-la-ndrangheta-ha-ucciso-la-mia-terra/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/24/il-tirreno-e-le-navi-radioattive-ecco-come-la-ndrangheta-ha-ucciso-la-mia-terra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 08:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[navi rifiuti ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[navi tossiche calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta calabria]]></category>
		<category><![CDATA[news calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=10474</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il mare di notte mi ha sempre fatto paura. Non sono mai riuscito a godermi l&#8217;ultimo bagno dell&#8217;estate, dopo i fal&#242;. Sorridevo e mi agitavo. Scalciavo nell&#8217;acqua contro chiss&#224; quale misterioso essere. Eppure stanotte il Tirreno ha qualcosa di magico. L&#8217;onda che si ritira e trascina i sassi pare un tenero abbraccio di donna. Una [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mare di notte mi ha sempre fatto paura. Non sono mai riuscito a godermi l&#8217;ultimo bagno dell&#8217;estate, dopo i fal&ograve;. Sorridevo e mi agitavo. Scalciavo nell&#8217;acqua contro chiss&agrave; quale misterioso essere. Eppure stanotte il Tirreno ha qualcosa di magico. L&#8217;onda che si ritira e trascina i sassi pare un tenero abbraccio di donna. Una carezza. Eccolo il mare dei veleni. L&#8217;ultimo cadavere steso dalla &#8216;ndrangheta. Vittima inconsapevole dei clan, incapace di difendersi, nonostante la sua forza, le sue correnti. Navi a perdere, fusti radioattivi, fanghi tossici, danaro. Business. <span id="more-10474"></span></p>
<p>A Cetraro ci venivo in treno negli anni &#8217;90. C&#8217;era Luisa, una ragazzina di Napoli con due occhi blu che ricordo ancora. Ogni estate lasciava il Vomero per passare le vacanze in Calabria. La sua famiglia fittava sempre la stessa casa. </p>
<p>Quasi due mesi di villeggiatura: &quot;Perch&eacute; avete un mare meraviglioso. Veramente meraviglioso&quot; mi ripeteva spesso, con quell&#8217;accento partenopeo che la rendeva buffa e saggia. Passavamo pomeriggi in spiaggia, rubando attimi d&#8217;intimit&agrave; nascosti da una vecchio peschereccio abbandonato. </p>
<p>Fissavamo l&#8217;orizzonte e poi col dito mi indicava la Spagna, la Tunisia. Le credevo.</p>
<p>Il sole, se sei sul Tirreno, ti tramonta in faccia. Una palla di fuoco che il mare inghiotte lentamente. Poi &egrave; buio. Uno spettacolo al quale non potevo assistere a causa delle coincidenze ferroviarie. Lo immaginavo in treno, ma non poteva bastarmi.</p>
<p>Luisa non la vedo dal &#8217;96. Avevamo 16 anni. Il nostro amore immaturo non sopport&ograve; un inverno di lontananza. Ed &egrave; strano come in questo momento, dopo tutto questo tempo, il suo &egrave; un ricordo vivo. Fa quasi male.</p>
<p>I fari della mia auto mi hanno portato qui, dove c&#8217;era il vecchio peschereccio. L&#8217;ha cancellato il tempo. A qualche miglio da questa riva c&#8217;&egrave; una nave sospetta che giace nell&#8217;abisso. I sonar avevano segnalato la presenza di una massa in quella zona. </p>
<p>La Procura di Paola, che indaga sui rifiuti tossici e le navi fatte sparire dalla &#8216;ndrangheta, ha disposto l&#8217;invio di un rov, uno speciale robot che trasmette immagini in superficie. Il relitto, fotografato in ogni suo angolo &egrave; finito sulle prime pagine dei quotidiani. La stiva lacerata, i fusti accovacciati, la vita del mare che ha gi&agrave; trasformato i colori. Immagini senza appello, come le lastre di una Tac scurite da un cancro.</p>
<p>Secondo il racconto di Francesco Fonti quel rottame enorme e arrugginito &egrave; la Cunsky, una delle navi a perdere fatta affondare nel Mediterraneo ancora carica di rifiuti radioattivi. Spar&igrave; dai radar nel 1992. Trasportava rifiuti radioattivi rinchiusi in circa 120 fusti di metallo. Gli uomini della Santa la fecero affondare caricandola di tritolo. Il botto e poi l&#8217;abisso: pochi istanti bastardi.</p>
<p>Francesco Fonti &egrave; un pentito. Per circa trent&#8217;anni ha operato per conto dei Mammasantissima di San Luca, la terra degli Strangio, dei Pelle. La terra che ha esportato il crimine anche a Duisbug, in Germania. Sei morti, una notte, un ferragosto.</p>
<p>Prima che il rov fotografasse lo scempio, Fonti ne aveva indicato il luogo esatto. Una precisione disarmante, improbabile se sai solo per sentito dire. Il collaboratore di giustizia ha riferito di aver partecipato in modo diretto all&#8217;affondamento di tre navi: la Yvonne A e la Voriais, oltre alla Cunsky. Sempre Fonti ha sostenuto che sarebbero una trentina le imbarcazioni con rifiuti radioattivi fatte inabissare al largo delle coste calabresi e africane.</p>
<p>Ecco come la &#8216;ndrangheta ha ammazzato la sua terra, la mia terra. Venduta per danaro. Uccisa senza ripensamenti. Tradita. Il ritrovamento della Cunsky ha il sapore amaro di un funerale inatteso. Il senso di disgusto per un potere delirante che assassina se stesso. Chi verr&agrave; in Calabria la prossima estate? Chi torner&agrave; a tuffarsi nel mare che un paio d&#8217;anni fa venne definito &quot;da bere&quot;? Chi prenoter&agrave; un albergo su questa costa?</p>
<p>Mentre giornali e tv ripropongono le immagini della nave inabissata al largo di Cetraro, i calabresi osservano con rassegnazione. Dopo qualche ora di rumore, la notizia pare gi&agrave; vecchia. Archiviata. Una strana tolleranza ha gi&agrave; preso il sopravvento. Era gi&agrave; successo a Crotone, la citt&agrave; di Pitagora e di Pertusola Sud. L&igrave;, altra costa, hanno costruito le scuole dei loro figli sul Cic, il famigerato Conglomerato idraulico catalizzato. Materiale duro, che riempie. Provoca il cancro, pare.</p>
<p>Nessun sentimento di ribellione ha attraversato gli animi di quella gente. Per questo sono convinto che l&#8217;indignazione non appartenga a questa terra, nata sottomessa. Alle tv nazionali giunte qui al fronte, c&#8217;&egrave; chi ha risposto: &quot;Adesso vogliamo i soldi&quot;. Gi&agrave;, il danaro. Come se le banconote riportassero purezza nell&#8217;aria, vita.</p>
<p>In Calabria ci si esalta per una Miss, per un calciatore che finisce in nazionale, per un gratta e vinci. E&#8217; la regione con pi&ugrave; sagre estive d&#8217;Italia. I clan osservano tutto e sorridono tronfi: impongono i caff&egrave; da bere nei bar, la coca che finisce nelle piazze, gli spinelli fumati nei bagni dei licei, le nigeriane che allietano gli addii al celibato. E poi inabissano navi imbottite di rifiuti farmaceutici che avvelenano il mare. Il loro mare. Lo stesso dove vivono i pesci che poi mangiano nei ristoranti asserviti, dove non si paga se sei un uomo d&#8217;onore.</p>
<p>Osservo ancora il Tirreno da qui, dove un tempo un vecchio peschereccio era la nave pi&ugrave; bella del mondo. A memoria, nel buio, scruto orizzonti spagnoli e tunisini che non esistono. Luisa forse vive a Napoli, o forse l&#8217;emigrazione ha inghiottito anche lei. </p>
<p>Magari adesso ha un marito, e forse un bimbo che le dorme accanto. La vorrei qui, solo per un attimo. Le prenderei le mani, guardandola negli occhi. Vorrei spiegarle che il suo &quot;mare meraviglioso&quot;, forse, non esiste pi&ugrave;.</p>
<p>Biagio Simonetta</p>
<p>biagiosimonetta.it</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/24/il-tirreno-e-le-navi-radioattive-ecco-come-la-ndrangheta-ha-ucciso-la-mia-terra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chi tocca la sanit&#224; muore &#8211; Cacciata da Loiero per aver fermato pagamenti illegittimi per 200 milioni. Che ora sono nel mirino dei privati. L&#8217;accusa dell&#8217;ex assessore. Colloquio con Doris Lo Moro</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/23/chi-tocca-la-sanita-muore-cacciata-da-loiero-per-aver-fermato-pagamenti-illegittimi-per-200-milioni-che-ora-sono-nel-mirino-dei-privati-laccusa-dellex-assessore-colloquio-con-doris-lo-moro/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/23/chi-tocca-la-sanita-muore-cacciata-da-loiero-per-aver-fermato-pagamenti-illegittimi-per-200-milioni-che-ora-sono-nel-mirino-dei-privati-laccusa-dellex-assessore-colloquio-con-doris-lo-moro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 07:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[intervista doris lo moro espresso]]></category>
		<category><![CDATA[sanità calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=10439</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sette morti solo nel mese di agosto: in Calabria la presunta malasanit&#224; uccide pi&#249; della &#8216;ndrangheta. Il ministro Sacconi ha inviato i suoi ispettori, mentre la Commissione parlamentare ha convocato il governatore Loiero. Che entro met&#224; settembre dovr&#224; dimostrare di avere i conti in ordine per evitare il commissariamento. &#8220;Ma il problema della sanit&#224; calabrese [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sette morti solo nel mese di agosto: in Calabria la presunta malasanit&agrave; uccide pi&ugrave; della &#8216;ndrangheta. Il ministro Sacconi ha inviato i suoi ispettori, mentre la Commissione parlamentare ha convocato il governatore Loiero. Che entro met&agrave; settembre dovr&agrave; dimostrare di avere i conti in ordine per evitare il commissariamento. &#8220;Ma il problema della sanit&agrave; calabrese non &egrave; economico, quanto di organizzazione&#8221;, spiega a &#8216;L&#8217;espresso&#8217; Doris Lo Moro: &#8220;Qui aumenta il debito sanitario ma non cresce la qualit&agrave; dei servizi e quel che &egrave; peggio si continua a morire di sanit&agrave;&#8221;.<span id="more-10439"></span></p>
<p>Deputato del Pd, magistrato in aspettativa, in politica dal &#8217;93, quando divenne sindaco di Lamezia Terme dopo lo scioglimento del comune per mafia, la Lo Moro &egrave; stata assessore nei primi due anni della giunta Loiero: un compito delicatissimo, specie dopo l&#8217;omicidio Fortugno: &#8220;L&#8217;ho vissuto sulla mia pelle, io stessa sono stata a lungo un bersaglio: ho capito che per gli interessi nella sanit&agrave; in Calabria si pu&ograve; anche morire&#8221;.</p>
<p><strong>Ma dopo mesi di minacce e di grande tensione, il presidente Loiero l&#8217;ha sollevata dall&#8217;incarico. Lo ha fatto all&#8217;indomani del varo in giunta del suo Piano Sanitario che resta ancora fermo nel consiglio regionale. Non condivideva le sue scelte?</strong></p>
<p>&#8220;Non credo: lui sostenne il provvedimento in giunta. Il problema &egrave; l&#8217;assillo di consenso che accompagna le scelte di Loiero. E nella sanit&agrave; il consenso lo danno il territorio, continuando ostinatamente a tenere aperti ospedali inadeguati, e la risposta agli interessi diffusi che in questo settore sono presenti a tutti i livelli. La cosa pi&ugrave; incredibile in Calabria &egrave; questo intreccio tra interessi e salute pubblica. Un rapporto perverso&#8221;. </p>
<p><strong>Ma perch&eacute; allora fu &#8216;licenziata in tronco&#8217;?</strong></p>
<p>&#8220;Perch&eacute; si stava perdendo il consenso di operatori della sanit&agrave; privata che pretendevano pagamenti che il dipartimento riteneva non dovuti. Fui molto chiara: dei 200 milioni di euro reclamati non si sarebbe mosso un centesimo dalle casse regionali. </p>
<p>Si trattava di prestazioni erogate oltre il limite consentito: un gioco che negli anni aveva contribuito a far lievitare il deficit. Non ho nulla contro la sanit&agrave; privata, ma c&#8217;&egrave; una sentenza chiara in materia del Consiglio di Stato: le regioni non devono pagare prestazioni fuori budget. L&#8217;associazione di categoria, per tutta risposta, chiese a Loiero il mio allontanamento. </p>
<p>Ci fu un intenso scambio epistolare tra il governatore e il presidente nazionale dell&#8217;Aiop, l&#8217;associazione della sanit&agrave; privata (il calabrese Enzo Paolini, ndr) in cui venivano date perentorie disposizioni per la mia cacciata&#8221;. </p>
<p><strong>E Loiero cosa fece?</strong></p>
<p>&#8220;Mi chiese di cambiare delega sapendo che non avrei accettato&#8221;.</p>
<p><strong>Ma se il motivo fosse quello, avrebbero poi sbloccato i pagamenti&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Lo stanno facendo, infatti. Nei giorni di Ferragosto, l&#8217;Asl interessata dai primi casi di presunta malasanit&agrave; ha raggiunto un accordo per sbloccare quei pagamenti. Si tratta di una quota parte consistente dei 200 milioni. </p>
<p>&Egrave; tutto nero su bianco, in un verbale sottoscritto dal presidente nazionale Aiop che non si capisce perch&eacute; si scomodi in pieno agosto per un accordo relativo a una singola azienda. Non si comprende neanche l&#8217;insolita fretta se non per il timore di un possibile commissariamento governativo che non consentirebbe di riaprire una trattativa gi&agrave; motivatamente chiusa&#8221;.</p>
<p><strong>E cosa c&#8217;entra Loiero con un verbale siglato da una Asl?</strong></p>
<p>&#8220;Intanto perch&eacute; da tempo tiene per s&eacute; la delega alla Sanit&agrave; calabrese. Poi, perch&eacute; il direttore generale di quella Asl (Franco Pietramala dell&#8217;Asp di Cosenza, ndr) &egrave; persona di sua stretta fiducia che pi&ugrave; volte mi ero rifiutata di nominare quando me lo aveva chiesto&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa la frenava?</strong></p>
<p>&#8220;Il fatto che nel suo curriculum ci fosse una condanna definitiva per falso con pena sospesa: non ho particolari pregiudizi ma non mi sembra un titolo di merito per una persona cui affidare i conti di un&#8217;Asl. Specie in una terra difficile e provata come la Calabria&#8221;.</p>
<p>Claudio Pappaianni</p>
<p>espresso.repubblica.it </p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/23/chi-tocca-la-sanita-muore-cacciata-da-loiero-per-aver-fermato-pagamenti-illegittimi-per-200-milioni-che-ora-sono-nel-mirino-dei-privati-laccusa-dellex-assessore-colloquio-con-doris-lo-moro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Calabria, legge ad personam e contra personas</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/22/calabria-legge-ad-personam-e-contra-personas/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/22/calabria-legge-ad-personam-e-contra-personas/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 12:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[calabria news]]></category>
		<category><![CDATA[news calabria]]></category>
		<category><![CDATA[portaborse calabria]]></category>
		<category><![CDATA[portaborse regione calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=10423</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sar&#224; pur vero che le leggi personali le ha inventate Berlusconi. Ma c&#8217;&#232; chi, a sinistra, ne cavalca l&#8217;esempio. Di pi&#249;: riesce a fondere in un solo atto normativo una legge ad personam e contra personas, oltre che contro le regole pi&#249; elementari dello Stato di diritto. Per raccontare questa storia, bisogna immergere lo sguardo [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sar&agrave; pur vero che le leggi personali le ha inventate Berlusconi. Ma c&#8217;&egrave; chi, a sinistra, ne cavalca l&#8217;esempio. Di pi&ugrave;: riesce a fondere in un solo atto normativo una legge ad personam e contra personas, oltre che contro le regole pi&ugrave; elementari dello Stato di diritto. Per raccontare questa storia, bisogna immergere lo sguardo nei palazzi del potere calabrese, facendo correre all&#8217;indietro l&#8217;orologio, fino alla data del 2001. <span id="more-10423"></span></p>
<p>Mentre il mondo inorridisce dopo l&#8217;attentato alle Twin Towers, la Calabria approva una legge (n. 25 del 29 ottobre 2001) per assumere i portaborse alle dipendenze del Consiglio regionale, attraverso un concorso &laquo;riservato&raquo;. </p>
<p>Qualcuno nei giornali mena scandalo, ma dopotutto la stessa sanatoria si ripete in molte altre regioni. Sicch&eacute; il concorso viene espletato l&#8217;anno successivo, 132 portaborse sono dichiarati idonei, ma solo 85 ottengono in premio l&#8217;assunzione. E gli altri? Non c&#8217;&egrave; pi&ugrave; posto, la pianta organica &egrave; al completo. </p>
<p>Per&ograve; gli esclusi hanno diritto, in base alla normativa statale e regionale, allo scorrimento della graduatoria, se e quando il Consiglio regionale proceder&agrave; a nuovi reclutamenti. Gioca qui infatti un principio di economia amministrativa: perch&eacute; mai armare un altro bastimento concorsuale quando la figura professionale che ti serve ce l&#8217;hai gi&agrave;, certificata dalla vecchia commissione di concorso?</p>
<p><strong>Due anni dopo, nuovo concorso</strong></p>
<p>Invece nel 2004 la regione indice una nuova procedura concorsuale: 170 posti. Evidentemente in un paio d&#8217;anni si era aperta una voragine in quell&#8217;organico zeppo come un uovo. Fanno domanda 48.983 persone, la popolazione d&#8217;una cittadina di provincia. </p>
<p>E infatti il concorso non si &egrave; ancora concluso, bench&eacute; la Calabria ne abbia affidato la gestione a una societ&agrave; esterna, per risparmiare tempo, non certo per risparmiar denaro. Domanda: ma non era meglio assumere gli idonei del 2002? Sulla carta s&igrave;, ma c&#8217;&egrave; portaborse e portaborse. </p>
<p>C&#8217;&egrave; il parente stretto d&#8217;un consigliere regionale, c&#8217;&egrave; il funzionario di partito, il cui profilo corrisponde quasi sempre agli 85 fortunati vincitori; ma c&#8217;&egrave; anche il portaborse senza troppi santi in Paradiso, oppure disgraziato, nel senso che &egrave; caduto in disgrazia nel frattempo. </p>
<p>Tuttavia i disgraziati non s&#8217;arrendono: vanno in giudizio, e il tribunale di Catanzaro in 29 casi riconosce il loro diritto all&#8217;assunzione. Con quali conseguenze? Un danno erariale di 3 milioni e mezzo di euro, non proprio una bazzecola.</p>
<p>Ecco, &egrave; a questo punto della storia che entra in scena Sua Maest&agrave; la Legge. Se ne rende anfitrione il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, ex diessino adesso in prima fila nel Partito democratico, nonch&eacute; titolare d&#8217;una pagina su Wikipedia non troppo lusinghiera, per una pioggia di polemiche con il movimento antimafia calabrese e per una condanna della Corte dei conti (penne Montblanc in regalo ai consiglieri). </p>
<p>Il rimedio? Una legge retroattiva, che cancelli oggi per allora il diritto allo scorrimento della graduatoria.</p>
<p><strong>La certezza del diritto</strong></p>
<p>Alla faccia degli illuministi, che a suo tempo ne vietarono l&#8217;uso perch&eacute; altrimenti se ne va in fumo la certezza del diritto. E alla faccia della pubblica decenza, dato che la legge in questione (n. 27 del 2009) viene costruita nottetempo e in pieno agosto, come si fa con gli abusi edilizi. </p>
<p>Senza uno straccio di relazione illustrativa che dia qualche informazione ai pochi consiglieri in aula. Senza neppure un passaggio in commissione, bench&eacute; lo statuto della Calabria (art. 29) lo renda obbligatorio. Per intendersi: come se improvvisamente il presidente Fini tirasse fuori un foglietto dalla tasca, chiedendo ai deputati di trasformarlo in legge.</p>
<p>Per la verit&agrave;, in quella notte del 6 agosto, un consigliere (Demetrio Battaglia) osserva che nessuna assemblea legislativa pu&ograve; cambiare in corso d&#8217;opera le regole del gioco. Ma il presidente Bova gli risponde secco: &laquo;Per strada, qualcuno che non &egrave; il legislatore ha forzato il legislatore&raquo;. </p>
<p>Questo qualcuno &egrave; il giudice, che evidentemente a Catanzaro vive sulla strada. Poi c&#8217;&egrave; qualcuno che doveva cautelarsi dal danno erariale (da qui la legge ad personam). </p>
<p>E qualcun altro &#8211; i 29 disgraziati &#8211; che non doveva prendere servizio (da qui la legge contra personas). Ma dopotutto questa vicenda ci consegna una nota positiva: almeno in Calabria, non &egrave; vero che le leggi si disinteressano dei destini personali.</p>
<p>MICHELE AINIS</p>
<p>lastampa.it</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/22/calabria-legge-ad-personam-e-contra-personas/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mafia, il potere e la cultura</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/07/la-mafia-il-potere-e-la-cultura/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/07/la-mafia-il-potere-e-la-cultura/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 07:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=10090</guid>
		<description><![CDATA[<p>Se provate a chiedere a un fruitore medio di fiction e di film sulla mafia che idea si sia fatto della stessa, vi sentirete sciorinare i nomi dei soliti noti: Riina, Provenzano, i casalesi e via elencando. Sentirete evocare frammenti di una storia di bassa macelleria criminale, intessuta di omicidi, cadaveri sciolti nell&#8217;acido, estorsioni, traffici [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se provate a chiedere a un fruitore medio di fiction e di film sulla mafia che idea si sia fatto della stessa, vi sentirete sciorinare i nomi dei soliti noti: Riina, Provenzano, i casalesi e via elencando. Sentirete evocare frammenti di una storia di bassa macelleria criminale, intessuta di omicidi, cadaveri sciolti nell&#8217;acido, estorsioni, traffici di stupefacenti, di cui sono esclusivi protagonisti personaggi di questa risma: gente che viene dalla campagna o dai quartieri degradati delle citt&agrave;, e che si esprime in un italiano approssimativo.<span id="more-10090"></span></p>
<p>Una storia di brutti sporchi e cattivi, e sullo sfondo la complicit&agrave; di qualche colletto bianco, di qualche pecora nera appartenente al mondo della gente &quot;normale&quot;. Ma, del resto, in quale famiglia non esiste qualche pecora nera?</p>
<p>Se dunque la mafia &egrave; solo quella rappresentata (tranne qualche eccezione) da fiction e film, &egrave; evidente che il fruitore medio tragga la conclusione che la soluzione del problema consista nel mettere in carcere quanti pi&ugrave; brutti sporchi e cattivi, e nel fare appello alla buona volont&agrave; di tutti i cittadini onesti perch&eacute; collaborino con lo sforzo indefesso delle forze di polizia e della magistratura per estirpare la mala pianta.</p>
<p>Questo, con le dovute varianti, il pastone culturale ammannito da fiction e film di conserva con la retorica ufficiale televisiva, e metabolizzato dall&#8217;immaginario collettivo.</p>
<p>Un pastone che non fornisce le chiavi per dare risposta ad alcune domande elementari.</p>
<p>Ad esempio come mai, tenuto conto che le cose sono cos&igrave; semplici, lo Stato italiano &egrave; riuscito a debellare il banditismo, il terrorismo e tante altre forme di criminalit&agrave;, ma si rivela impotente dinanzi alla mafia che dall&#8217;unit&agrave; d&#8217;Italia a oggi continua a imperversare in gran parte del Paese?</p>
<p>Come mai parlamenti, consigli regionali e comunali, organi di governo e di sottogoverno sono affollati di pregiudicati o inquisiti per mafia, tanto da insinuare il dubbio che quel che combattiamo fuori di noi sia dentro di noi?</p>
<p>Come mai, oggi come ieri, tra i capi organici della mafia vi &egrave; uno stuolo di famosi medici, avvocati, professionisti, imprenditori, molti dei quali gi&agrave; condannati con sentenze definitive?</p>
<p>Come mai commercianti e imprenditori a Palermo, a Napoli, in Calabria continuano a pagare in massa il pizzo e, a differenza del fruitore medio, non si bevono la buona novella che la mafia &egrave; alle corde?</p>
<p>Come mai i vertici di Confindustria lanciano tuoni e fulmini contro i piccoli commercianti che non hanno il coraggio di denunciare gli estorsori, minacciandoli di espellerli dall&#8217;organizzazione, ma vengono colti da improvvisa afasia quando si chiede loro perch&eacute; intanto non comincino a prendere posizione nei confronti delle centinaia di imprenditori, inquisiti o gi&agrave; condannati, che hanno azzerato la libera concorrenza e costruito posizioni di oligopolio utilizzando il metodo mafioso?</p>
<p>Ecco, quando a un fruitore medio ponete queste e altre domande, lo vedrete annaspare cercando vanamente possibili risposte nell&#8217;infinita massa di fotogrammi, immagini e battute stipate nelle sue sinapsi, dopo centinaia di ore trascorse a vedere fiction e film che raccontano le note storie di brutti sporchi e cattivi.</p>
<p>Mentre sceneggiatori continuano a proiettare catarticamente il male di mafia sul monstrum (colui che viene messo in mostra) &quot; Riina, Provenzano, Messina Denaro, i casalesi &quot; elevato a icona totalizzante della negativit&agrave;, centinaia di processi celebrati in questi ultimi quindici anni hanno raccontato un&#8217;altra storia della mafia, sacramentata da sentenze passate in giudicato, che fornisce risposte illuminanti a molte delle domande di cui sopra.</p>
<p>Un&#8217;altra storia intessuta di centinaia di delitti, di stragi di mafia decise in interni borghesi da persone come noi, che hanno fatto le nostre stesse scuole, frequentano i nostri stessi salotti, pregano il nostro stesso Dio &#8230;</p>
<p>Un&#8217;altra storia che ha dimostrato come la citt&agrave; dell&#8217;ombra &quot; quella degli assassini &quot; e la citt&agrave; della luce, abitata dalle &quot;persone perbene&quot;, non siano affatto separate ma comunichino attraverso mille vie segrete, tanto da rivelarsi come due facce dello stesso mondo.</p>
<p>Un&#8217;altra storia che racconta l&#8217;osceno di questo Paese, quel che &egrave; avvenuto ob scenum, mettendo a nudo un fuori scena affollato di una moltitudine di sepolcri imbiancati che hanno armato la mano dei killer o li hanno protetti con il loro silenzio complice.</p>
<p>Che racconta come gli assassini arrivino sulla scena per buon ultimi, quando i sepolcri imbiancati hanno fallito nel fuori scena tutti i tentativi necessari per convincere la vittima ad ascoltare, per il suo bene e quello della sua famiglia, i consigli degli amici, sicch&eacute;, come sono solite fare le persone istruite e timorose di Dio, allargando sconsolati le braccia ripetono: &quot;Dio sa che &egrave; lui che ha voluto farsi uccidere &#8230;&quot;.</p>
<p>Centinaia di processi che costringono a rileggere la storia della mafia non pi&ugrave; come una storia altra, che non ci appartiene e non ci chiama in causa, ma piuttosto come un terribile e irrisolto affare di famiglia, interno a una classe dirigente nazionale tra le pi&ugrave; premoderne, violente e predatrici della storia occidentale, la cui criminalit&agrave; si &egrave; estrinsecata nel corso dei secoli in tre forme: lo stragismo e l&#8217;omicidio politico, la corruzione sistemica e la mafia.</p>
<p>Tre forme criminali che essendo espressione del potere sono accomunate non a caso da un unico comune denominatore, che &egrave; il crisma stesso del potere: l&#8217;eterna impunit&agrave; garantita ai mandanti eccellenti di stragi e omicidi politici e ai principali protagonisti delle vicende corruttive.</p>
<p>Una storia-matrioska nel cui ventre si celano centinaia di storie accertate con sentenze definitive, che sembrano fatte apposta per la felicit&agrave; di qualsiasi sceneggiatore e regista che volesse prendersi la briga di narrarle.</p>
<p>Vogliamo provare a raccontarne solo una tra le tante?</p>
<p>C&#8217;era una volta&#8230;, anzi&#8230; mi correggo. Ci fu per una volta, e per un breve periodo, in un&#8217;isola di assolata e bruciante bellezza, un Presidente della Regione che si chiamava Piersanti Mattarella, notabile democristiano figlio di un ex Ministro, il quale si era messo in testa di cambiare il corso delle cose e di moralizzare la vita pubblica.</p>
<p>Inizi&ograve; quindi a promuovere leggi per controllare il modo in cui erano spesi i soldi della collettivit&agrave;, e a disporre ispezioni straordinarie per accertare come venivano assegnati gli appalti pubblici.</p>
<p>Gli amici gli consigliavano di lasciar perdere, ma lui non recedeva dai suoi propositi.</p>
<p>Lentamente, giorno dopo giorno, cominci&ograve; a trovarsi sempre pi&ugrave; solo. Frequentarlo significava rischiare di restare impigliati dentro la &laquo;camera della morte&raquo;. Cos&igrave; viene chiamata in Sicilia l&#8217;enorme e invisibile rete costruita sott&#8217;acqua per imprigionare i tonni, che, quando riemergono in superficie dal fondo della rete, si trovano circondati dalle barche disposte in cerchio e vengono finiti a colpi di arpione nel corso delle mattanze: bagni di sangue che evocano antichi rituali sacrificali dove vita e morte si confondono, giacch&eacute; l&#8217;una si nutre dell&#8217;altra.</p>
<p>Quando Mattarella percep&igrave; attraverso il linguaggio mutigno dei gesti degli &quot;amici&quot; &#8211; i loro sguardi costernati, i loro silenzi imbarazzati &#8211; che il rullo dei tamburi di morte si faceva sempre pi&ugrave; vicino, tent&ograve; di salvarsi la vita chiedendo aiuto a Roma ad alcuni vertici del suo partito e al Ministro degli Interni.</p>
<p>Al ritorno dalla sua trasferta romana, confid&ograve; alla sua segretaria che se gli fosse accaduto qualcosa la causa sarebbe stata da ricercarsi in quel viaggio romano.</p>
<p>Mentre Mattarella volava a Roma, un altro aereo si alzava segretamente in volo dalla Capitale verso la Sicilia.</p>
<p>A bordo si trovava uno degli uomini pi&ugrave; potenti del Paese, personificazione stessa del potere statale: Giulio Andreotti, sette volte Presidente del Consiglio, ventidue volte Ministro.</p>
<p>Dove andava Andreotti in gran segreto? Partecipava a un incontro con i capi della mafia militare e quelli della mafia dei colletti bianchi: l&#8217;onorevole Salvo Lima e i cugini Nino e Ignazio Salvo.</p>
<p>In quel qualificato consesso si discuteva del &quot;problema Mattarella&quot;, quel democristiano anomalo che si ostinava a non ascoltare i buoni consigli degli &quot;amici&quot; e stava compromettendo gli interessi del sistema di potere mafioso.</p>
<p>Il 6 gennaio 1980, Mattarella fu ucciso sotto casa da un commando mafioso. Giulio Andreotti torn&ograve; segretamente in Sicilia e all&#8217;interno di una villa incontr&ograve; alcuni dei mafiosi assassini di Mattarella che, com&#8217;&egrave; sacramentato in una sentenza definitiva della Repubblica italiana, avrebbe coperto con il suo silenzio complice per il resto dei suoi giorni, garantendo cos&igrave; la loro impunit&agrave; e alimentando il senso di onnipotenza della mafia (1).</p>
<p>Che ve ne pare? Non vi sembra una storia inventata apposta per un film?</p>
<p>Se, come diceva Hegel, il demonio si nasconde nel dettaglio, nel dettaglio di questa storia &egrave; leggibile il segreto dell&#8217;irredimibilit&agrave; e della dimensione macropolitica del problema mafia, al di l&agrave; delle imposture e dei depistaggi alimentati dal sapere ufficiale che lo spaccia come quella vicenda di bassa macelleria criminale di cui dicevo all&#8217;inizio.</p>
<p>Di storie simili se ne potrebbero raccontare per mille e una notte. Sono tutte racchiuse in un enorme giacimento a cielo aperto a disposizione di chiunque: le pagine dei tanti processi che con un tributo altissimo di sangue hanno per la prima volta in Italia portato sul banco degli imputati non solo i soliti brutti sporchi e cattivi, i bravi di Don Rodrigo, ma anche il &quot;Principe&quot; di cui essi sono stati instrumentum regni e scoria, e senza la cui protezione e complicit&agrave; sarebbero stati da tempo spazzati via.</p>
<p>Un album di famiglia di &quot;intoccabili&quot;, che nel loro insieme ricompongono il segreto ritratto di Dorian Gray di una componente irredimibile della nostra classe dirigente: ministri, capi dei servizi segreti, vertici di polizia, parlamentari, alti magistrati, alti prelati, banchieri, uomini a capo di imperi economici.</p>
<p>Storie scomode perch&eacute; chiamano in causa responsabilit&agrave; collettive, costringono a interrogarsi sull&#8217;identit&agrave; culturale del Paese e sul passato e sul futuro &#8230; o sulla mancanza di futuro di un&#8217;Italia ancora troppo immatura per fare i conti con la propria storia e verit&agrave;, e quindi condannata a vivere all&#8217;interno di una tragedia inceppata, destinata ciclicamente a ripetersi, pur nelle sue varianti storiche.</p>
<p>Storie scomode che dimostrano quanto sia fuori dalla realt&agrave; continuare a raccontare il come e il perch&eacute; della mafia come una sorta di opera dei pupi dove vengono messi in scena solo eroi solitari &#8211; Orlando e Rinaldo &#8211; che guerreggiano contro turpi saraceni: Riina, Provenzano, ecc.</p>
<p>Dinanzi a tutto ci&ograve;, come spiegare il silenzio, la distrazione &#8211; che talora sembrano sconfinare nell&#8217;omert&agrave; culturale &#8211; di tanti sceneggiatori e registi? Induce a riflettere come tale omert&agrave; appaia perfettamente speculare a quella che caratterizza il discorso pubblico sulla mafia e sulla criminalit&agrave; del potere, e come l&#8217;una e l&#8217;altra celino sotto il velo della retorica le piaghe della nazione.</p>
<p>Che pensare dinanzi a tante pellicole che, pure di ottima fattura, si rivelano tuttavia depistanti nel loro raccontare un universo mafioso quasi completamente decorrelato nella sua genesi e nelle sue dinamiche dal sistema di potere di cui &egrave; espressione e sottoprodotto?</p>
<p>L&#8217;equivalente di raccontare la storia dei bravi di manzoniana memoria come un sottomondo autorefenziale, tagliando il cordone ombelicale con il sopramondo dei Don Rodrigo.</p>
<p>L&#8217;equivalente di raccontare il Fascismo ascrivendone la responsabilit&agrave; solo a un manipolo di esaltati gerarchi, e non gi&agrave; come l&#8217;autobiografia di una nazione.</p>
<p>La storia di questo Paese ricorda a tratti quella di certe famiglie che nel salotto buono mettono in bella mostra per gli ospiti le glorie e il decoro della casata, e nello scantinato nascondono la stanza di Barbabl&ugrave; che gronda sangue.</p>
<p>&Egrave; lecito dubitare che la rimozione, alla quale ho accennato, sia solo frutto di distrazione o sottovalutazione?</p>
<p>Si pu&ograve; ipotizzare che costituisca la &quot;fisiologica&quot; declinazione dell&#8217;essere la mafia una delle forme in cui si &egrave; storicamente manifestata la criminalit&agrave; del potere in Italia?</p>
<p>Il cardinale Mazzarino, gesuita di origine italiana, consigliere del Re di Francia Luigi XIV, soleva ripetere: &laquo;Il trono si conquista con le spade e i cannoni, ma si conserva con i dogmi e le superstizioni&raquo;.</p>
<p>Questa massima riassume in modo magistrale l&#8217;esigenza di condizionare la costruzione del sapere sociale in modo da impedire al popolo di comprendere i segreti della macchina del potere, tra i quali i suoi crimini.</p>
<p>Proprio per questo motivo, da sempre il sistema di potere ha falsificato il sapere sociale sulla mafia.</p>
<p>Prima per decenni ne ha negato ostinatamente l&#8217;esistenza, poi, sino alla met&agrave; degli anni Ottanta, l&#8217;ha banalizzata a mera criminalit&agrave; comune e, infine, dopo le stragi del 1992 e 1993, ha giocato la carta &#8211; sinora vincente &#8211; di ridurla a una storia di &quot;mostri&quot;, di orchi cattivi &#8230;</p>
<p>Poich&eacute;, dunque, il sapere sociale non &egrave; mai innocente, viene da chiedersi sino a che punto la rimozione e l&#8217;adulterazione che caratterizza la rappresentazione filmica della mafia sia condizionata non solo dalle autocensure di chi ritiene sconveniente raccontare storie sgradite al potere, ma anche da un sistema che orienta la produzione, canalizzando le risorse solo sui film e le fiction &quot;innocui&quot; o, peggio, depistanti nel senso che contribuiscono a cristallizzare nell&#8217;immaginario collettivo i dogmi e le superstizioni tanto cari ai Mazzarino di ieri e a quelli di oggi.</p>
<p>Comunque sia, quel che accade &#8211; o meglio che non accade &#8211; chiama in causa la responsabilit&agrave; di tutti coloro che lavorano nel mondo delle fiction e del cinema.</p>
<p>C&#8217;&egrave; una storia collettiva che attende ancora di essere raccontata e salvata dall&#8217;oblio organizzato, per restituire al Paese la sua verit&agrave; e aiutarlo a divenire adulto.</p>
<p>Portarla alla luce in tanti processi &egrave; costato un altissimo prezzo: alcuni sono stati assassinati, altri &#8211; magistrati, poliziotti, semplici testimoni &#8211; segnati per il resto della vita.</p>
<p>Ora tocca a qualcun altro fare la sua parte.</p>
<p>E se ci&ograve; non dovesse avvenire, tra qualche anno dovremmo purtroppo fare nostra l&#8217;amara considerazione di Martin Luther King: &laquo;Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici&raquo;.</p>
<p>____________</p>
<p>(1) Nella motivazione della sentenza n. 1564 del 2.5.2003 della Corte di Appello di Palermo nel processo a carico di Andreotti, confermata definitivamente in Cassazione, si legge: &laquo;E i fatti che la Corte ha ritenuto provati dicono, comunque, al di l&agrave; dell&#8217;opinione che si voglia coltivare sulla configurabilit&agrave; nella fattispecie del reato di associazione per delinquere, che il sen. Andreotti ha avuto piena consapevolezza che suoi sodali siciliani intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi; ha, quindi, a sua volta, coltivato amichevoli relazioni con gli stessi boss; ha palesato agli stessi una disponibilit&agrave; non meramente fittizia, ancorch&eacute; non necessariamente seguita da concreti, consistenti interventi agevolativi; ha loro chiesto favori; li ha incontrati; ha interagito con essi; ha loro indicato il comportamento da tenere in relazione alla delicatissima questione Mattarella, sia pure senza riuscire, in definitiva, a ottenere che le stesse indicazioni venissero seguite; ha indotto i medesimi a fidarsi di lui e a parlargli anche di fatti gravissimi (come l&#8217;assassinio del Presidente Mattarella) nella sicura consapevolezza di non correre il rischio di essere denunciati; ha omesso di denunciare le loro responsabilit&agrave;, in particolare in relazione all&#8217;omicidio del Presidente Mattarella, malgrado potesse, al riguardo, offrire utilissimi elementi di conoscenza&raquo;.</p>
<p>di Roberto Scarpinato, Procuratore della Repubblica Aggiunto di Palermo</p>
<p>Testo pubblicato per gentile concessione della rivista Duellanti, www.duellanti.com</p>
<p>temi.repubblica.it/micromega-online/</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/09/07/la-mafia-il-potere-e-la-cultura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mafia con lo scudo &#8211; Solo una parte trascurabile dei capitali rientrati in Italia con gli scudi fiscali dei primi anni Duemila si &#232; diretta verso investimenti a rischio nell&#8217;economia reale &#8211; Del terzo scudo potrebbero ora approfittare le holding mafiose</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2009/07/30/la-mafia-con-lo-scudo-solo-una-parte-trascurabile-dei-capitali-rientrati-in-italia-con-gli-scudi-fiscali-dei-primi-anni-duemila-si-e-diretta-verso-investimenti-a-rischio-nelleconomia-reale-del-t/</link>
		<comments>http://www.calabrianotizie.it/2009/07/30/la-mafia-con-lo-scudo-solo-una-parte-trascurabile-dei-capitali-rientrati-in-italia-con-gli-scudi-fiscali-dei-primi-anni-duemila-si-e-diretta-verso-investimenti-a-rischio-nelleconomia-reale-del-t/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 09:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[economia mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[economia sud]]></category>
		<category><![CDATA[scudo fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[scudo fiscale mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[scudo fiscale pacchetto anticrisi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.calabrianotizie.it/?p=9731</guid>
		<description><![CDATA[<p>Le perduranti difficolt&#224; di accesso al credito, denunzia il governatore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi, favoriscono fenomeni di usura e scalate alla propriet&#224; di aziende, grazie alla disponibilit&#224; di liquidit&#224; acquisita illegalmente. Sono due fenomeni molto diffusi elevati nel Mezzogiorno dove, secondo recenti dati, sono a rischio usura 500 mila famiglie e 600 mila piccoli [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le perduranti difficolt&agrave; di accesso al credito, denunzia il governatore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi, favoriscono fenomeni di usura e scalate alla propriet&agrave; di aziende, grazie alla disponibilit&agrave; di liquidit&agrave; acquisita illegalmente. Sono due fenomeni molto diffusi elevati nel Mezzogiorno dove, secondo recenti dati, sono a rischio usura 500 mila famiglie e 600 mila piccoli imprenditori. <span id="more-9731"></span>(1)</p>
<p><strong>CAPITALI RIENTRATI E INVESTIMENTI</strong></p>
<p>Come si collega a questa situazione l&#8217;imminente rientro di capitali illecitamente esportati all&#8217;estero, il cosiddetto scudo fiscale ter, inserito nel pacchetto anticrisi? L&#8217;entit&agrave; dei capitali italiani riparati nei paradisi fiscali, dopo i primi due scudi fiscali (2001-2003) che riportarono in Italia circa ottanta miliardi, non &egrave; facilmente stimabile: si parla di circa 500 miliardi di euro attualmente nei conti off-store di societ&agrave; e trust di tutto il mondo. E ne dovrebbero rientrare tra i 60 e i 100 miliardi.</p>
<p>Nella precedente esperienza si valuta che le somme rientrate in Italia non si sono dirette, o lo hanno fatto solo in parte trascurabile, verso investimenti a rischio nell&#8217;economia reale. </p>
<p>Val la pena ricordare che i precedenti scudi fiscali tendevano a recuperare capitali fuggitivi per paura di una svalutazione dell&#8217;euro. Questo terzo scudo fiscale &egrave; dedicato a capitali che hanno cercato, con successo, soprattutto di sottrarsi all&#8217;imposizione fiscale.</p>
<p>Quel che interessa il Mezzogiorno non &egrave; tanto la quota spettante del &quot;tesoretto&quot; sanato quanto il pericolo che lo scudo fiscale si risolva a favore del crimine organizzato e vada ad alimentare circuiti di usura e di appropriazione di aziende in difficolt&agrave;.</p>
<p>Cosa sappiano della sorte effettiva toccata agli ottanta miliardi della passata manovra? Sono stati incamerati dal sistema bancario, sostiene il sostituto procuratore nazionale anti-mafia, Alberto Cisterna, senza che ne sia scaturito un numero significativo di operazioni sospette (meno di cento, in realt&agrave;). </p>
<p>E senza alcun serio monitoraggio, continua Cisterna, sulle costituzioni delle provviste all&#8217;estero, sui loro titolari in Italia, sulle destinazioni degli impieghi ripuliti, con effetti negativi sul contrasto alla legalit&agrave;. (2)</p>
<p><strong>IL PERICOLO DELL&#8217;ANONIMATO</strong></p>
<p>Proviamo a formulare una sintesi delle diverse posizioni sul punto. Il governo, a buon diritto, vanta il fatto che ora tutte le attivit&agrave; finanziarie detenute nei paradisi fiscali si presumono costituite, salvo la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione e che sono esclusi dai benefici dello scudo fiscale 2009 i proventi di ogni tipo di reato. Dunque, sempre secondo il governo, le sanzioni contro i patrimoni della mafia hanno raggiunto livelli di inedita severit&agrave;.</p>
<p>Guardiamo alla questione sotto un altro profilo, riportandoci alle argomentazioni di Cisterna. L&#8217;azione del governo contro i patrimoni illegali serve a poco, viene osservato, se contestualmente non se ne accompagna il rientro con misure investigative e di controllo. </p>
<p>Resta trascurato il tema che riguarda la predisposizione di strumenti d&#8217;indagine per individuare le ricchezze illegali. E sul piano delle risorse investigative non s&#8217;intravede alcuna prospettiva di potenziamento cos&igrave; come l&#8217;imminente intervento sulle intercettazioni rischia di lasciare sguarnite le indagini sulla criminalit&agrave; economica e sui reati dei &quot;colletti bianchi&quot; contigui alla mafia: bancarotta, falso in bilancio, riciclaggio. Qualcuno obietta che nell&#8217;ambito di una manovra di rientro dei capitali &egrave; assai difficile distinguerne la natura. </p>
<p>Ma, viene ribattuto dagli esperti, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza sarebbero in grado, se ci fosse la cosiddetta volont&agrave; politica, di progettare e realizzare un sistema di controlli tali da garantire la tracciabilit&agrave; di capitali in rientro e stabilire gli effettivi titolari dei conti correnti.</p>
<p>&Egrave; improbabile che lo scudo fiscale 2009 faccia rientrare capitali nel Mezzogiorno utili per sostenere la sua economia. &Egrave; invece possibile che holding mafiose, approfittando dell&#8217;anonimato che caratterizza il provvedimento, approfittino dell&#8217;opportunit&agrave; di poter utilizzare patrimoni &quot;parcheggiati&quot; all&#8217;estero e ora, &quot;sdoganati&quot; a costi risibili, per creare circuiti finanziari paralleli, approfittando di un &quot;credit crunch&quot;, che nel Mezzogiorno, per paradosso, gli istituti bancari negano, ma in tanti soffrono. </p>
<p>E sarebbe opportuno che l&#8217;Antimafia ufficiale, giustamente impegnata oggi su &quot;papelli&quot; e &quot;agende rosse&quot;, rivolgesse un occhio attento  anche a misure apparentemente di lotta alla criminalit&agrave; organizzata ma che invece, a ben vedere, ed anche questo &egrave; un paradosso, potrebbero facilitare l&#8217;aggressione a quel che resta nel Sud di economia legale.</p>
<p>(1)Giornale di Sicilia del 5 luglio 2009.</p>
<p>(2)Il Sole 24Ore del 18 luglio 2009.</p>
<p>Mario Centorrino</p>
<p><strong>tratto dal sito www.lavoce.info</strong></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.calabrianotizie.it/2009/07/30/la-mafia-con-lo-scudo-solo-una-parte-trascurabile-dei-capitali-rientrati-in-italia-con-gli-scudi-fiscali-dei-primi-anni-duemila-si-e-diretta-verso-investimenti-a-rischio-nelleconomia-reale-del-t/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

