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“OraProNobis”, il j’accuse alla chiesa nel monologo di Ferracane

in cultura e società

Un attore e un manichino, un monologo – in siciliano – che è uno spietato atto d’accusa al potere ecclesiastico.

Lo propone, nella Stagione del More, la compagnia trapanese Marino/Ferracane che porta in scena il suo “OraProNobis” al Teatro Morelli, venerdì 28 novembre, ore 21.

Orapronobis Compagnia Marino FerracaneSulle tavole del palcoscenico di via Oberdan, Fabrizio Ferracane, protagonista di “Anime Nere”, che tanto successo ha avuto al Festival del Cinema di Venezia, ma volto noto al grande pubblico per la partecipazione a numerose fiction televisive (da “Il Capo dei capi” a “Il segreto dell’acqua”, passando per “Il Tredicesimo Apostolo II”, “Squadra Antimafia 2” e “Distretto di polizia 7”).

Attore di grandi sensibilità e intensità, in questo spettacolo Fabrizio è un pover’uomo, un residuo d’umanità “malata”, in una dimensione onirico-allucinatoria. Al cospetto di un alto prelato, incarnato dalla muta immobilità di un fantoccio, scioglie un lamento disperato in un siciliano arcaico che si alza come una preghiera profana. Un rosario dolente e sarcastico che si fa violenta invettiva, spietato atto d’accusa alla corruzione e al “sacrilegio” del potere ecclesiastico, fino a culminare nella tragica rievocazione di un’esistenza misera e marginale, in una struggente antitesi tra sogno e realtà. Nelle trame di questo testo straordinariamente incisivo, l’uomo finisce per fare i conti con se stesso o con ciò che ne resta.

Lo spettacolo è scritto e diretto da Rino Marino, psichiatra, attore, regista, autore pluripremiato, che porta avanti da decenni un lavoro di ricerca sul rapporto tra teatro e patologia psichica in chiave terapeutica ed espressiva.

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