CATANZARO – Sulla carta è l’uomo da battere. Ma la sua candidatura inizia ad imbarcare acqua. E non è una metafora. Perché Sergio Abramo, imprenditore, già sindaco di Catanzaro dal 1997 al 2006, candidato della destra alla guida di Palazzo de’ Nobili alle elezioni anticipate del prossimo maggio, è anche presidente di Sorical, la società mista che gestisce le risorse idriche in Calabria. Su cui di recente si è abbattuta una bufera giudiziaria. Che lo chiama in causa. [ » ]
Università, così compravano gli esami – Il principale indagato, Francesco Marcello, ha ricostruito il sistema in vari interrogatori. A breve l’udienza dal Gup – Il sindaco di un paese, l’avvocato, il taxista: tutti contattavano il funzionario
CATANZARO – Il sindaco di un paesotto fuori provincia, un avvocato cosentino e un altro di Monasterace, un asserito esponente dei servizi segreti, un architetto, il segretario di un istituti scolastico ma anche i casi più “terra terra” di una zia che vuole aiutare il nipote in difficoltà, del giovanotto che spera con una laurea di fare carriera nell’azienda del Vibonese per cui lavora, del vecchio e fraterno amico che fa il taxista, dei genitori conosciuti per caso che si dicono angosciati per il percorso universitario dei figli. E ancora il musicista con cui talvolta ha suonato, il genitore che vuole aiutare la figlia incinta, i numerosi studenti che si sono presentati da solo a chiedere i “servigi”. [ » ]
Fiamme al mercato, distrutti quattro tir – Un cortocircuito nell’impianto refrigerante di un camion sarebbe la causa dell’impressionante rogo che ieri notte ha illuminato la valle del Corace – I grossi automezzi, carichi di merce, erano in attesa davanti all’ingresso della struttura del Comalca
CATANZARO – Il surriscaldamento provocato da un cortocircuito nell’impianto di refrigerazione di un tir e poco dopo le due di ieri notte all’ingresso del mercato agroalimentare di località Germaneto s’è scatenato l’inferno. Fiamme altissime hanno avvolto i grossi automezzi, illuminato una vasta porzione della valle del Corace; un fumo acre, denso, scuro. Grida e panico tra gli autisti. Erano una quarantina i camion in attesa dell’apertura, prevista la domenica alle ore 6, della grande struttura mercantile, una doppia fila di automezzi carichi di merce, prodotti ortofrutticoli provenienti da tutto il Mezzogiorno da stoccare nei box dei grossisti [ » ]
Nel disastro del Papa Giovanni restano le macerie dello scandalo – All’interno della struttura è come se la vita si fosse fermata al 17 marzo del 2009 – L’istituto della diocesi ospitava 2mila persone tra sanitari e pazienti
SERRA D’AIELLO (CS) – Nei pomeriggi assolati, quando il clima si faceva più mite, a gruppetti uscivano dall’istituto e montavano su un trenino, accompagnati dai tutors. Su e giù per il paese salutando i passanti. C’era un gran traffico a Serra d’Aiello. Nei giorni feriali era difficile trovare un posto per lasciare l’auto. La coda dei mezzi arrivava dal centro fino all’imbocco della strada che porta al mare. Il Papa Giovanni contava più pazienti degli abitanti del paese. Nella seconda metà degli anni ’80 tra personale e degenti sfiorava le duemila unità. Il comune poco più di cinquecento. [ » ]
‘Ndrangheta lombarda: la versione di Belnome. Politica, massoneria e omicidi – Per la prima volta dal suo pentimento, l’ex padrino di Giussano interviene al processo Infinito. Otto ore d’interrogatorio in cui il boss racconta retroscena inediti delle cosche al nord
Un tempo era una promessa del calcio italiano. Prima al Catania poi al Teramo. Quindi un incidente d’auto. Carriera finita. Da lì in poi solo qualche partitella con gli amici. Le priorità cambiano. Arriva il matrimonio, i figli, il lavoro da imprenditore edile. Ma soprattutto gli si apre davanti un nuovo mondo: quello della ‘ndrangheta. Per Antonino Belnome inizia una nuova carriera: da giovane apprendista del crimine a padrino e capo del locale di Giussano, nella ricca Brianza. Il tutto in poco meno di dieci anni. Fino al 13 luglio 2010 quando anche questa carriera s’interrompe. Scattano le manette. Il suo nome sta in calce all’operazione Infinito assieme ad altre 159 persone. [ » ]
Ndrangheta, primo risarcimento a processo per il comune di Milano
Per la prima volta il Comune di Milano ottiene un indennizzo per «danno d’immagine» in un processo contro la ’ndrangheta, dopo essersi costituito parte civile. L’indennizzo per il comune meneghino, la cui intenzione di costituirsi parte civile era stata comunicata dallo stesso sindaco Giuliano Pispaia, ammonta a 50mila euro. La decisione del tribunale di Milano è arrivata ieri nella sentenza che ha visto alla sbarra il clan Flachi nel processo con rito abbreviato, dopo l’operazione di Ros e Guardia di Finanza denominata “Redux-Caposaldo”, che aveva portato a 35 arresti nel marzo del 2011. [ » ]
La zona grigia attorno al boss Condello – Rapporti, parentele e contatti tra politici reggini e la rete di protezione che garantiva la latitanza di Micu ‘u pacciu
REGGIO CALABRIA – «Cara commare Pina, io me ne sto andando. Mi diceva l’amico nostro, qui, che ogni tanto, per un paio di giorni, posso anche tornare. Lascio qui tutto quello che mi avete mandato, perché se torno, mi può servire. Se avete bisogno fatemi sapere; salutatemi tanto Bruna, se Dio vuole ci rivedremo, vi ringrazio. Vostro, compare M». Ossia, Micu U Pacciu Condello, che così salutava Giuseppa Cotroneo. Almeno secondo quanto riferito dal comandante provinciale Carabinieri reggini, Pasquale Angelosanto, secondo quanto il Ris di Messina dell’Arma, crede sia riferibile a Mico Condello [ » ]
Attacco a Equitalia, fermato un altro plico – Intercettata alle Poste una busta contenente un finto innesco, polvere sospetta e una lettera di minacce al management della società di riscossione – Avvertimento lanciato dagli strateghi del terrore: solo quando perderete la tranquillità l’Italia sarà più equa
COSENZA – È una strategia che evoca scenari del terrore. L’attacco a Equitalia e ai suoi rappresentanti va avanti da mesi con una sfilza di lettere minatorie cariche di risentimento sociale. Dentro le buste i soliti avvertimenti al management della società di riscossione e l’altrettanto solita polvere misteriosa con finta bomba. Ieri, la polizia ha bloccato un nuovo plico indirizzato a: “Equitalia, via delle Medaglie d’oro, Cosenza”. La busta è stata intercettata dall’impiegato addetto allo smistamento della corrispondenza alle Poste centrali di via Veneto. [ » ]
Un latitante e sei donne
Un nuovo duro colpo alla ‘ndrangheta e, soprattutto, l’ennesima operazione che mette in luce il ruolo delle donne nelle organizzazioni criminali e il legame perverso fra mafia e politica. Con l’operazione Lancio, si stringe il cerchio intorno al latitante Domenico Condello (sfuggito all’arresto), cugino del boss Pasquale Condello, il ‘Supremo’(arrestato nel 2008 dopo 11 anni di latitanza). La scorsa notte, gli uomini del Ros e del Comando provinciale dei carabinieri hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di 18 persone. Fra le accuse a vario titolo, associazione mafiosa, procurata inosservanza della pena, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, reati aggravati dalle finalità mafiose. [ » ]
Operazione Lancio: un collante tra le famiglie e gli affiliati, “L’uomo cerniera” era Bruno Tegano – Nella fitta rete di persone che hanno favorito la latitanza di Condello sono coinvolti i congiunti e i rispettivi parenti
REGGIO CALABRIA – Non solo la famiglia più stretta, quella di cui ognuno può fidarsi ciecamente; ma anche altri affiliati da legami di parentela anche collaterale. Il tutto al fine di depistare le indagini, creare una fitta rete di associati e incentivare il business degli affari. Gli investigatori la denominano una granitica “cellula criminale”, costituita essenzialmente dai componenti del nucleo familiare del latitante, a cui hanno aderito con diverso contributo di causa anche ulteriori soggetti legati agli stessi da vincoli riconducibili ad un più ampio paradigma criminale. [ » ]