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Denuncia le cosche al Nord, giovane cronista sotto scorta – Accade a Modena a Giovanni Tizian, 29 anni, giornalista precario. Suo padre venne ucciso nella Locride dalla ‘ndrangheta. La stessa organizzazione criminale che oggi minaccia il ragazzo

MODENA – Accade a Modena, piena Emilia Romagna, non a Casal di Principe, nel quartiere partenopeo di Forcella o nella provincia calabrese, dove l’Osservatorio Ossigeno sui cronisti minacciati dice che si concentra il maggior numero di intimidazioni ai giornalisti. E accade a Giovanni Tizian, 29 anni, collaboratore dal 2006 della Gazzetta di Modena, del quotidiano online Linkiesta.it e del mensile Narcomafie. Accade che il 22 dicembre riceva una telefonata, il giovane cronista, e che gli venga comunicato che per la sua sicurezza verrà messo sotto scorta perché, in base a informazioni investigative, il suo lavoro ha dato fastidio alle organizzazioni mafiose che operano in Emilia Romagna. [ » ]

Appalti dell’autostrada, venti condanne – Concluso l’abbreviato del processo “Cosa mia” nato da un’inchiesta della Dda sulle infiltrazioni mafiose nei lavori del quinto macrolotto – Stangata alle donne della cosca Gallico di Palmi. Diciottto anni a Umberto Bellocco, un’assoluzione

REGGIO CALABRIA – Venti condanne e un’assoluzione. È la sintesi della decisione adottata dal gup Antonino Laganà che, a conclusione del troncone degli abbreviati del processo “Cosa mia”, ha distribuito complessivamente 159 anni di reclusione. Il processo celebrato nell’aula bunker di viale Calabria era nato da un’inchiesta della Dda sulle infiltrazioni delle cosche di Palmi e Seminara, con il coinvolgimento anche di esponenti di spicco di altre consorterie di ‘ndrangheta, nell’ambito dei lavori del quinto macrolotto della Salerno-Reggio [ » ]

Luigi Bonaventura ai giudici: volevano farmi fare la fine di Lea – Il collaboratore di giustizia in videoconferenza ha denunciato di aver subito un agguato – Al processo Pandora la testimonianza dei “pentiti” Bumbaca e Marino

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – «Mi volevano far fare la fine di Lea Garofalo». Rivolgendosi ai giudici attraverso lo schermo della videconferenza e citando il tragico destino della testimone di giustizia petilina che sarebbe stata uccisa e poi sciolta nell’acido, il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura ha reso noto di essere finito nel mirino di ignoti killer della ‘ndrangheta che volevano fargli pagare la sua decisione di collaborare con la giustizia. [ » ]

Lorenzo Calogero, poesia in multimedia – Grazie al lavoro del gruppo sperimentale Villanuccia e al regista Nino Cannatà nasce il progetto ’Città Fantastica’. In scena Roberto Herlitzka – La rivisitazione delle opere del poeta calabrese a 100 anni dalla nascita

Negli anni ’80, Carmelo Bene – uno degli artisti più poliedrici nella storia del teatro – aveva espresso il desiderio di dedicare un recital al “più grande poeta italiano del ‘900”. Ma prima di lui, Giuseppe Ungaretti affermava: “Con la sua poesia, ci ha diminuito tutti”. Fino alla fine degli anni ’60, molti articoli della stampa nazionale si riferivano a Lorenzo Calogero come il ’nuovo Rimbaud italiano’ mentre cresceva l’ammirazione di Luzi, Montale e, in generale, della critica italiana e straniera. [ » ]

Suicidi, le vittime della crisi – Il prof. Pompili: “Comprendere e sostenere il dramma di chi perde un posto di lavoro” – Un dramma che cresce proporzionalmente con disoccupazione e recessione economica

Lo stallo in cui sta precipitando la nostra economia non ha solo dei risvolti pratici. Le ricadute più drammatiche, malgrado siano anche le più taciute sono quelle psicologiche. In una società ed in un periodo storico come i nostri, dove l’affermazione personale passa anche e soprattutto per la qualifica che riusciamo a sistemare davanti al nostro nome, i rapporti lavorativi assumono sempre più valenza nella sfera personale di ciascuno. E le delusioni, anche in questo campo, possono assumere dimensioni e profondità devastanti. [ » ]

Rdt “Franco Nisticò”: No a fantomatiche fasi di transizione, senza la fine del commissariamento torneremo in piazza – Il tempo della cuccagna maleodorante in Calabria è finito

Il popolo calabrese non è più disposto ad accettare alcun ricatto o speculazione sul proprio territorio: questo è il messaggio chiaro scaturito da un intenso anno di iniziative della RdT, culminato con la grande manifestazione del 12 Novembre a Crotone e proseguito col blocco della SS 106 a Cariati l’11 Dicembre. La parola d’ordine di queste manifestazioni è cristallina: fine del commissariamento all’emergenza rifiuti. [ » ]

Il commissario sarà l’ex prefetto Di Rosa – Scaduto il termine per l’eventuale revoca delle dimissioni di Traversa, la nomina sarà formalizzata oggi insieme allo scioglimento del Consiglio – L’insediamento forse domani. Traghetterà Palazzo De Nobili verso le elezioni della prossima primavera

CATANZARO – Sarà il prefetto in pensione Giuseppina Di Rosa il commissario chiamato a traghettare il Comune verso le elezioni di primavera. Scaduto il termine per l’eventuale revoca delle dimissioni dell’ormai ex sindaco Michele Traversa, già questa mattina il prefetto Antonio Reppucci formalizzerà lo scioglimento del Consiglio comunale (che determina automaticamente la decadenza della Giunta) e procederà con la nomina del commissario prefettizio. [ » ]

Migranti, fra emergenza e solidarietà – Ritorno a Rosarno a due anni dalla Rivolta – Le istituzioni si muovono lentamente mentre i problemi aumentano

“Noi siamo persone come voi. Vogliamo lavorare per vivere, come voi. Siamo in difficoltà quando non c’è lavoro, come voi. Emigriamo per trovare lavoro come tanti di voi in passato e ancora oggi. Abbiamo famiglie, madri, fratelli, figli, come voi”. A Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, i migranti si sfogano così, chiedendo aiuto alle istituzioni e tolleranza ai cittadini italiani. In una lettera aperta mettono nero su bianco i loro stati d’animo, le loro paure ma, nello stesso tempo, rassicurano, non sono dei nemici, non sono diversi dagli italiani: “siamo come voi” ripetono. [ » ]

Studentesse di giorno, “squillo” di notte – La vita controversa di alcune allieve fuori-sede dell’Università della Calabria che arrotonderebbero la “paghetta” vendendo i loro corpi – I clienti le contattano grazie ai numeri di telefonino pubblicati su siti web d’incontri a luci rosse

COSENZA – Sono giovani e belle, sono intraprendenti e, soprattutto, sono in cerca di quattrini. Tanti quattrini. Di giorno studiano e vanno a lezione nelle aule dell’Università della Calabria. Sembrano ragazze normali, timide, dall’aria innocente e coi volti spaesati. Prendono appunti e chiedono chiarimenti al professore di turno mostrando grande interesse per gli studi. Di notte, però, cambiano pelle e si trasformano. Si truccano, indossano biancheria sexy e aspettano i clienti con impazienza. I loro cellulari squillano in continuazione. Ogni chiamata, un appuntamento. [ » ]

“I pallettoni non chiedono permesso” – Così la ‘ndrangheta esporta il pizzo ad Aosta, arrestate per estorsione quattro persone di origine calabrese – Pretendevano un milione di euro da un imprenditore edile, minacciando un “gravissimo incidente”. Ma carabinieri e Dda di Torino indagano su altri casi

Stavano per compiere qualcosa di grosso, un “gravissimo incidente”, contro un imprenditore di Aosta che non voleva pagare il pizzo, ma sono stati fermati in tempo. Quattro uomini ritenuti legati alla ‘ndrangheta, Giuseppe Facchinieri, Giuseppe Chemi, Roberto Raffa e Michele Raso, sono stati incarcerati con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’operazione “Tempus venit”, condotta dai carabinieri di Aosta coordinati dalla Procura di Aosta e dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino. [ » ]