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Pastore della Sila: scatta il programma per il recupero della razza

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Ha il colore delle capre autoctone calabresi, la rustica, la nicastrese e l’aspromontana. Il manto è nero, nero focato (jelino, dicono i pastori) o con diverse gradazioni di colore come lo zibellino. Orecchie pendule, pelo semilungo, taglia grande.

Vive in simbiosi con il bestiame ed è particolarmente efficace nel tenere lontano il lupo. Il pastore della Sila non è più una razza estinta: un’azienda zootecnica di San Giovanni in Fiore ha recuperato il custode degli armenti calabresi, allevando esemplari in purezza.

L’ente nazionale di cinofilia ha iscritto il cane nel registro genealogico. E dalle Alpi, dove il lupo minaccia i pascoli, è boom di richieste. Cinquecento gli animali attualmente censiti tra Calabria, Toscana, Liguria, Veneto e Piemonte.

I primi programmi di accoppiamento sono partiti nell’allevamento di San Giovanni in Fiore, grazie alla collaborazione di alcuni pastori delle Pagliarelle (frazione di Petilia Policastro, in provincia di Crotone) che avevano mantenuto la razza: pochi esemplari, impiegati per la guardiania delle mandrie al pascolo o in trasumanza, in aree isolate dell’entroterra calabrese.

Leggi l’articolo completo di Donata Marrazzo su ilsole24ore.com

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