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‘Ndrangheta e politica, Cherubino tace – Nell’interrogatorio di garanzia davanti ai giudici reggini l’ex consigliere regionale della Calabria si è avvalso della facoltà di non rispondere – Si è difeso, invece, Rocco Agrippo. Il prefetto sospende il consigliere comunale Domenico Commisso

REGGIO CALABRIA – Hanno scelto strategie diverse, in occasione dell’interrogatorio di garanzia, i politici arrestati lunedì nell’ambito dell’inchiesta sulle attività del clan Commisso di Siderno. Cosimo Cherubino, ex consigliere regionale della Calabria, si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Rocco Agrippo, ex assessore della Provincia di Reggio, si è difeso a oltranza. Nel carcere di via San Pietro, ieri mattina, davanti al gip Silvana Grasso, alla presenza del sostituto procuratore della Dda Antonio De Bernardo e del suo difensore di fiducia, avvocato Sergio Laganà, Cherubino si è dichiarato estraneo rispetto ai fatti che gli vengono contestati. [ » ]

Zurlo: «Mai saputo di soldi dati alle ‘ndrine» – Il presidente della Provincia ha testimoniato al processo Hydra che vede imputato l’ex assessore Marino per scambio elettorale politico-mafioso – In aula hanno deposto anche l’ex dirigente dell’ente Roberto Mancuso e Gianfranco Turino già nello staff

CROTONE – «Non ho mai saputo di fondi dati da Marino a soggetti legali alle ‘ndrine per avere in cambio appoggio elettorale e se ciò dovesse essere accaduto si sarebbe trattato di sue iniziative personali». Il presidente della Provincia Stanislao Zurlo, ha ribadito ieri in aula come teste, quando già detto in un interrogatorio reso nelle fasi d’indagine dell’inchiesta della Dda e della Polizia di Stato denominata “Hydra” venuta alla luce il 21 gennaio del 2011. Da quell’operazione è scaturito il procedimento in corso davanti al Tribunale penale che vede 5 imputati, tra cui l’ex assessore provinciale Gianluca Marino, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Per l’accusa sostenuta in udienza dal pm della Dda Pierpaolo Bruni, Marino, quando era candidato per il Pdl [ » ]

“La falsa politica”, nelle intercettazioni il rapporto perverso politici-clan

REGGIO CALABRIA – Numerosissimi gli spunti e i riferimenti a politici ed esponenti istituzionali, nell’operazione La falsa politica, a testimonianza dei notevoli interessi e della propensione della ‘ndrangheta a salire sempre sul “carro” del probabile futuro vincitore… Intanto fra gli arrestati c’è Rocco Agrippo, ex assessore provinciale di centrosinistra, poi passato con Fefè Lombardo riuscendo però a mantenere l’Mpa nell’orbita del suo ex-presidente della Provincia Pino Morabito. [ » ]

Il voto e la nefasta influenza delle cosche – Le consorterie delinquenziali tentano storicamente di condizionare gli appuntamenti elettorali e di stringere rapporti con candidati di tutti i partiti – Le rivelazioni dei collaboratori di giustizia, i decreti di scioglimento dei Comuni e i politici arrestati

COSENZA – Le cosche non hanno partito. Quando nel 1992 il procuratore di Palmi, Agostino Cordova, e il sostituto procuratore di Locri, Nicola Gratteri, ordinarono un blitz in casa di decine di boss, picciotti e loro fiancheggiatori, per stabilire quali fossero gli orientamenti politici della ‘ndrangheta s’accorsero che i mafiosi calabresi votavano indifferentemente per i partiti di governo e, in taluni casi, anche per quelli d’opposizione. «Nel baule dell’autovettura di un capobastone» racconta oggi con ironia Nicola Gratteri «trovammo i volantiti di quasi tutti i partiti. Lì, messi insieme, pronti ad essere distribuiti». [ » ]

L’inchiesta “Acqua sporca”: l’esasperazione senza fine dei cittadini – La prima denuncia risale al luglio del 2009 e da allora le proteste degli utenti sono rimbalzate da un ufficio all’altro – Analisi effettuate in modo saltuario, documentazione carente, verifiche e controlli insufficienti

VIBO VALENTIA – Era il luglio del 2009 quando un cittadino di Piscopio denunciava la fuoriuscita dal rubinetto della propria abitazione di acqua scura e maleodorante. Iniziava così l’attività di controllo dei Nas. Al contempo, l’acquisizione da parte dei carabinieri della documentazione fornita dall’Asp vibonese faceva emergere una non conformità dal punto di vista microbiologico dei campioni di acqua prelevati il 20 aprile 2009 dalla fontana pubblica della zona “Calvario” di Piscopio. [ » ]

Iniziati i controlli sulle schede sequestrate – Le indagini della Digos continuano con le audizioni di persone informate sui fatti. Sotto i riflettori anche il dossier consegnato in Procura – Attesa per il ricorso al Tar annunciato dalla coalizione che ha sostenuto la candidatura di Scalzo

CATANZARO – Continuano a tamburo battente gli accertamenti delegati alla Digos dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, titolare del fascicolo sulla presunta compravendita di voti che si è arricchito successivamente anche del dossier su altre anomalie segnalate dal centrosinistra. In queste ore sarebbero iniziati i controlli materiali sulle schede sequestrate sabato scorso: innanzitutto gli inquirenti starebbero cercando riscontri all’ipotesi che siano state utilizzate strisce normografate con il nome di un candidato consegnate agli elettori in cambio di denaro. E proprio in relazione al sospetto di compravendita di voti o di indebite pressioni sono in corso decine di audizioni di persone informate sui fatti [ » ]

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, prosegue l’impegno: in programma due incontri pubblici – “La Regione si prepara a svendere definitivamente il patrimonio idrico della Calabria”

La conferenza stampa indetta dalla Regione Calabria per fare il punto della situazione sulla gestione delle acque in Calabria ha confermato tutte le preoccupazioni espresse dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”. Nel corso di tale conferenza è stato confermato l’ormai prossimo abbandono di Veolia ed è stata difesa la scelta della Sorical di tagliare l’acqua ai Comuni calabresi morosi auspicando, tra l’altro, che la società di gestione possa direttamente rivalersi sui cittadini per i pagamenti. È stato pure comunicato che verrà predisposto un bando per la scelta di un nuovo socio privato al quale si potrà anche affidare la maggioranza assoluta delle quote societarie. [ » ]

Intimidito ancora prima dell’insediamento – Una cartuccia e un biglietto davanti l’ingresso del garage della casa del sindaco che solo dieci giorni fa è stato eletto dai suoi concittadini – Giuseppe Corrado: «Mi sento molto amareggiato, ma voglio provare ad andare avanti lo stesso»

DASA’ (VV) – Una pesante intimidazione è stata indirizzata al neo sindaco Giuseppe Corrado. Ha vinto le elezioni da meno di dieci giorni, deve ancora prestare giuramento e insediarsi, ma c’è già qualcuno che vuole spiegargli chi comanda veramente. La brutta sorpresa ieri mattina. A scoprirla è stata la moglie del primo cittadino. Davanti all’ingresso del garage, c’era, a terra, una cartuccia calibro 12 a palla asciutta, di quelle utilizzate per la caccia al cinghiale, adagiata sopra un biglietto nel quale era possibile leggere soltanto un numero uno. [ » ]

C.s.o.a. “Cartella”: dopo l’incendio una manifestazione il 26 maggio ed una campagna per la ricostruzione

REGGIO CALABRIA – Non ci poteva essere sveglia più triste a buttarci giù dal letto ieri mattina. La notizia che la struttura, che per dieci anni ci ha visto discutere, lavorare, creare, cantare, suonare, crescere, stava andando letteralmente in fumo è stata un pugno allo stomaco, un colpo tremendo. La vista poi di quelle pareti di cemento rimaste in piedi, mentre tutto quello che c’era dentro, sopra, di lato, era stato trasformato in cenere e detriti contorti dal calore, è stato il colpo del definitivo Knock Out. [ » ]

Sospetti sul voto, scomparse centinaia di schede – Il dossier consegnato in Procura dal centrosinistra ricostruisce anomalie in 13 sezioni. Testimonianze su “blitz” nelle case e offerte di denaro – Continua l’inchiesta della Digos: verifiche su un elenco di 67 elettori. Saranno acquisite riprese video

CATANZARO – Gente che avrebbe votato due volte, blitz nelle case da parte di sedicenti componenti di seggio, persone che giunte alle urne avrebbero scoperto di aver già votato. E poi anomalie certificate dai verbali, oltre 250 schede scomparse nel nulla, dati “non disponibili” persino nelle preferenze attribuite ai candidati sindaco. [ » ]