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	<title>Calabria Notizie &#187; politica</title>
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		<title>&#8216;Ndrangheta e politica, Cherubino tace &#8211; Nell&#8217;interrogatorio di garanzia davanti ai giudici reggini l&#8217;ex consigliere regionale della Calabria si è avvalso della facoltà di non rispondere &#8211; Si è difeso, invece, Rocco Agrippo. Il prefetto sospende il consigliere comunale Domenico Commisso</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/23/ndrangheta-politica-cherubino-tace-nellinterrogatorio-garanzia-davanti-giudici-reggini-lex-consigliere-regionale-della-calabria-avvalso-della-facolta-non-rispondere-dif/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:31:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Hanno scelto strategie diverse, in occasione dell&#8217;interrogatorio di garanzia, i politici arrestati lunedì nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sulle attività del clan Commisso di Siderno. Cosimo Cherubino, ex consigliere regionale della Calabria, si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Rocco Agrippo, ex assessore della Provincia di Reggio, si è difeso a oltranza. Nel carcere di via San Pietro, ieri mattina, davanti al gip Silvana Grasso, alla presenza del sostituto procuratore della Dda Antonio De Bernardo e del suo difensore di fiducia, avvocato Sergio Laganà, Cherubino si è dichiarato estraneo rispetto ai fatti che gli vengono contestati.<span id="more-23209"></span> </p>
<p>Ha voluto, inoltre, precisare che il suo passaggio al Pdl era avvenuto in seguito a una «valutazione politica assunta a livello regionale, unitamente ad altri esponenti del suo partito, tutti ex socialisti». L&#8217;ex consigliere regionale ha aggiunto che da parte sua «nessun passaggio di schieramento era stato concordato con la &#8216;ndrangheta».</p>
<p>Per il resto Cherubino si è riservato di rispondere a tutte le domande una volta che avrà chiaro l&#8217;intero quadro posto a suo carico. Il politico ha, inoltre, dichiarato che è sua precisa intenzione difendersi e chiarire tutto e ha manifestato il proposito di chiedere al pubblico ministero la fissazione di un prossimo interrogatorio per chiarire tutto.</p>
<p>Chi ha cercato di chiarire tutto nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia è, invece, Rocco Agrippo. L&#8217;ex amministratore della Provincia, difeso dall&#8217;avvocato Leone Fonte, ha risposto alle domande del gip Grasso e del pm De Bernardo. Ha cominciato sostenendo di non aver mai favorito la famiglia Aquino di Marina di Gioiosa Jonica, in particolare Rocco Aquino con il quale, ha precisato, esiste un rapporto di parentela (il fratello di Agrippo ha sposato una sorella di Aquino).</p>
<p>Buuna parte dell&#8217;interrogatorio è stato incentrato sulle conversazioni intercettate nella lavanderia &#8220;Ape Green&#8221;, di proprietà di Giuseppe Commisso &#8220;&#8216;U Mastru&#8221;. In particolare quelle che vedevano impegnati il capo del clan sidernese e Rocco Aquino. In una Commisso avrebbe chiesto all&#8217;interlocutore di interessare Agrippo per il sequestro di un camion del nipote. «Aquino – ha sostenuto l&#8217;ex assessore provinciale – non mi ha mai chiesto nulla. E poi le indagini hanno solo potuto confermare che non mi sono adoperato in nessun ufficio per la storia del sequestro del camion».</p>
<p>Gli inquirenti contestano ad Agrippo di essere stabilmente inserito nel contesto criminale e di avere anche un ruolo importante in quanto accreditato della &#8220;santa&#8221;, una dote riconosciuta solo a certi livelli. A mettere nei guai l&#8217;ex assessore provinciale è stata l&#8217;intercettazione di un colloquio dove Giuseppe Commisso e Salvatore Commisso parlano di un Agrippo &#8220;santista&#8221;. </p>
<p>L&#8217;indagato, rispondendo al gip, ha sostenuto che si è trattato di un equivoco perché l&#8217;Agrippo di cui parlava Salvatore Commisso era un suo omonimo canadese. E non a caso, ha fatto notare l&#8217;ex amministratore della Provincia, Giuseppe Commisso aveva manifestato una certa sorpresa.</p>
<p>Rocco Agrippo ha sostenuto di non aver mai avuto rapporti di alcun genere con Giuseppe Commisso &#8220;&#8216;U Mastru&#8221;. Parlando della sua carriera politica ha poi ricordato di aver iniziato nel 2002 e di aver ottenuto un&#8217;affermazione plebiscitaria nel collegio di Marina di Gioiosa Jonica. </p>
<p>Agrippo ha contestato l&#8217;assunto che gli Aquino si siano mai interessati per sostenerlo: «Sono trasparente – ha sostenuto il politico –, voi avete investigato, i miei numeri telefonici sono stati sottoposti a intercettazione. Se avessi commesso qualsiasi illegalità l&#8217;avreste scoperto. Tengo a ribadire che la mia candidatura è stata sostenuta esclusivamente dal partito».</p>
<p>Agrippo ha parlato tanto per difendersi mentre un altro politico, Domenico Commisso, assistito dall&#8217;avvocato Francesco Floccari, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nella cella del carcere dove si trova dopo l&#8217;arresto, Commisso ieri è stato raggiunto dalla notizia che il prefetto Vittorio Piscitelli l&#8217;ha sospeso da consigliere comunale di Siderno. </p>
<p>Tra gli indagati sentiti ieri (gli interrogatori saranno completati stamane), Salvatore Commisso, assistito dall&#8217;avvocato Francesco Macrì, si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Antonio Commisso, difeso dall&#8217;avvocato Franesco Commisso, ha risposto e si è difeso.</p>
<p>di Paolo Toscano</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Zurlo: «Mai saputo di soldi dati alle &#8216;ndrine» &#8211; Il presidente della Provincia ha testimoniato al processo Hydra che vede imputato l&#8217;ex assessore Marino per scambio elettorale politico-mafioso &#8211; In aula hanno deposto anche l&#8217;ex dirigente dell&#8217;ente Roberto Mancuso e Gianfranco Turino già nello staff</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; «Non ho mai saputo di fondi dati da Marino a soggetti legali alle &#8216;ndrine per avere in cambio appoggio elettorale e se ciò dovesse essere accaduto si sarebbe trattato di sue iniziative personali». Il presidente della Provincia Stanislao Zurlo, ha ribadito ieri in aula come teste, quando già detto in un interrogatorio reso [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; «Non ho mai saputo di fondi dati da Marino a soggetti legali alle &#8216;ndrine per avere in cambio appoggio elettorale e se ciò dovesse essere accaduto si sarebbe trattato di sue iniziative personali». Il presidente della Provincia Stanislao Zurlo, ha ribadito ieri in aula come teste, quando già detto in un interrogatorio reso nelle fasi d&#8217;indagine dell&#8217;inchiesta della Dda e della Polizia di Stato denominata &#8220;Hydra&#8221; venuta alla luce il 21 gennaio del 2011. Da quell&#8217;operazione è scaturito il procedimento in corso davanti al Tribunale penale che vede 5 imputati, tra cui l&#8217;ex assessore provinciale Gianluca Marino, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Per l&#8217;accusa sostenuta in udienza dal pm della Dda Pierpaolo Bruni, Marino, quando era candidato per il Pdl<span id="more-23200"></span> alle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, tra maggio e giugno del 2009, avrebbe chiesto ed ottenuto l&#8217;aiuto ad alcuni elementi della cosca Vrenna-Bonavenura per procurarsi voti, in cambio di somme di denaro.</p>
<p>E su questo aspetto è stato chiamato a deporre il presidente della Provincia Stanislao Zurlo. E Zurlo sollecitato dalle domande del Pm Bruni, davanti al collegio presieduto da Massimo Forciniti (a latere Lucia Anna Altamura ed Edoardo D&#8217;Ambrosio); ha sottolineato di avere con Marino un rapporto amicale, umano e politico («siamo stati candidati insieme al Consiglio comunale nel 1997, nel 2001 e nel 2006»). </p>
<p>Poi, il presidente della Provincia riguardo alla campagna elettorale per le provinciali del 2009 ha ribadito di non aver mai corrisposto somme di danaro a Marino e di non avere avuto con Marino alcuno accordo elettorale che prevedeva anticipatamente la nomina dello stesso ad assessore.</p>
<p>«Non sa – gli ha chiesto il pubblico ministero – che Antonio Vrenna (Antonio Gaetano Vrenna è imputato nell&#8217;altro procedimento col rito abbreviato in corso davanti al gup di Catanzaro) esultò dopo la sua vittoria?». «No», ha risposto Zurlo. «Nessuno – ha insistito il pm Bruni – le ha mai detto che Vrenna Faceva campagna per lei?».</p>
<p>Il presidente della Provincia sempre rispondendo al pm, ha ammesso di aver visto Michele Cava e Giovanbattista Morabito (ambedue imputati nel processo), che facevano volantinaggio per conto di Marino durante la campagna elettorale del 2009. «Michele Cava – ha però precisato Zurlo – lo conosco da anni come esponente di Forza Italia, è stato candidato al Comune nel &#8217;97 ed ha anche ricoperto incarichi in una partecipata che conto di Fi».</p>
<p>Il presidente dell&#8217;ente intermedio ha inoltre rivelato di aver fatto dimettere nel febbraio del 2011, Gianfranco Turino da componente dello staff della presidenza dopo aver saputo che lo stesso Turino aveva ricevuto nella Provincia Gianfranco Giordano poi coinvolte nel gennaio 2001 in un duplice omicidio: «Mi sembrò opportuna queste decisione».</p>
<p>Zurlo ha poi negato di aver ricevuto minacce nel luglio 2009 prima e dopo la nomina degli assessori e riguardo alla frase intercettata che rivolse a Marino («Che possono fare dici che mi sparano?»), ha chiarito che era un modo di dire metaforico: «Io potevo nominare otto assessori ed avevo richieste per 50 per cui erano sottoposto a pressioni politiche».</p>
<p>Zurlo è stato controinterrogato dall&#8217;avv. Mario Nigro (difende Damiano Bevilacqua e Luigi Spagnolo con l&#8217;avv. Luigi Colacino) e dagli avvocati Aldo Truncè e Francesco Laratta (assistono Marino). Rispondendo ai difensori, Zurlo tra le altre cose ha sostenuto di non aver mai visto Antonio Vrenna in Provincia. Ed ha sottolineato che mai Marino gli ha chiesto incarichi per coloro i quali lo avevano aiutato in campagna elettorale. </p>
<p>Poi ha anche precisato che Gianluca Bruno ex vicepresidente della Provincia venne indicato da Forza Italia e che Marino fu nominato assessore per motivi politici ed anche di equilibrio territoriale. Rispondendo all&#8217;avv. Nando Pantuso (difende Cava e Morabito), Zurlo ha ribadito che Michele Cava era conosciuto nel centrodestra dal &#8217;97.</p>
<p>Poi ha testimoniato Gianfranco Turino, che fece parte dello staff della presidenza dal luglio del 2009 al febbraio 2011. Turino rispondendo al pm ha sostenuto che fu sua la scelta di dimettersi dopo aver avuto una discussione animata con Zurlo. Riguardo alla circostanza relativa al fatto di aver ricevuto Giordano con Citati, quando era in ufficio in Provincia, Turino ha ammesso di averli incontrati due volte ma ha poi sostenuto: «Non è questa la motivazione per cui me ne sono andato». «Potrebbe – ha aggiunto – essere questa la causa per cui il presidente ha accettato le mie dimissioni che aveva respinto precedentemente ad ottobre, ma io non sono andato via per questo».</p>
<p>Ha deposto infine l&#8217;avv. Roberto Mancuso ex dirigente dell&#8217;ente intermedio. Mancuso ha raccontato di aver sostenuto Zurlo nella campagna elettorale del 2009. Nel rispondere al pm, ha riferito di due lunghi incontri avuti su richiesta di Zurlo nel suo studio, dopo le elezioni provinciali e di un terzo incontro in presidenza durato più di 5 ore. Mancuso ha sostenuto che aspirava a fare il direttore generale della Provincia, «per mettere ordine». </p>
<p>Poi ha rivelato: «Sconsigliai Zurlo di fare Marino assessore». Nello spiegare il perchè, Mancuso ha parlato delle frequentazioni di Marino e della sua vicinanza ad ambienti «della tifoseria estrema», ma anche a persone che sarebbero state vicine ad ambienti criminali. Mancuso che non a tal proposito non ha indicato persone o circostanze precise, nel rispondere poi all&#8217;avv. Laratta, ha detto di aver appreso queste cose da altri.</p>
<p>«Era a conoscenza – gli ha poi chiesto il pm Bruni – di pressioni ricevute da Zurlo?». «Nelle conversazioni avute con Zurlo – ha risposto Mancuso – mi disse per due volte di aver ricevuto pressioni e poi mi disse anche: &#8220;mi hanno minacciato&#8221;». Mancuso ha anche rivelato di aver appreso da un conoscente di cui ha fatto il nome, la circostanza riferita alla presenza di cinque o sei persone sotto l&#8217;abitazione del presidente Zurlo nel luglio 2009, durante le fasi che precedettero la nomina completa della giunta. Per Mancuso quell&#8217;episodio sarebbe legato alle pressioni che sarebbero state esercitate da Isola su Zurlo per la nomina di Gianluca Bruno a vicepresidente.</p>
<p>di (l. ab.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=67708&#038;Edizione=10&#038;A=20120523">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>“La falsa politica”, nelle intercettazioni il rapporto perverso politici-clan</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 08:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Numerosissimi gli spunti e i riferimenti a politici ed esponenti istituzionali, nell’operazione La falsa politica, a testimonianza dei notevoli interessi e della propensione della ‘ndrangheta a salire sempre sul “carro” del probabile futuro vincitore&#8230; Intanto fra gli arrestati c’è Rocco Agrippo, ex assessore provinciale di centrosinistra, poi passato con Fefè Lombardo riuscendo [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Numerosissimi gli spunti e i riferimenti a politici ed esponenti istituzionali, nell’operazione <em>La falsa politica</em>, a testimonianza dei notevoli interessi e della propensione della ‘ndrangheta a salire sempre sul “carro” del probabile futuro vincitore&#8230; Intanto fra gli arrestati c’è Rocco Agrippo, ex assessore provinciale di centrosinistra, poi passato con Fefè Lombardo riuscendo però a mantenere l’Mpa nell’orbita del suo ex-presidente della Provincia Pino Morabito.<span id="more-23196"></span></p>
<p>Agrippo, solidamente imparentato con la cosca Aquino di Marina di Gioiosa Jonica, per le imbarazzanti intercettazioni venute fuori a margine dell’operazione “Crimine” s’era autosospeso. Sarebbe stato lo stesso presidente Morabito, come illustrato dal cronista a suo tempo, a pretendere almeno il congelamento delle sue deleghe (Demanio e Patrimonio, Autoparco, Immigrazione): fu così che il 26 luglio 2010 Agrippo (ex socialista nel frattempo passato al Pd insieme a un altro politico citato in ordinanza, l’ex consigliere regionale sidernese Luciano Racco), di fronte all’aut-aut, si autosospese da assessore.</p>
<p>Per poi passare, a breve, nel Movimento per le autonomie, anche coi galloni di commissario provinciale del partito.</p>
<p>Ampi riferimenti riguardano invece l’ex capogruppo pidiellino alla Provincia e sindaco di Siderno dal 2011 Riccardo Ritorto. «Il sindaco lo farà sottoterra», avrebbero detto in giro alla vigilia delle Comunali sidernesi il fratello dell’ex sindaco Sandro Figliomeni, Antonio, e l’ex assessore di Figliomeni Antonio Commisso: a Ritorto si addebitava il presunto complotto che avrebbe fatto cadere il predecessore.</p>
<p>Ma in un’intercettazione Giuseppe Commisso detto ‘U Mastru’ – punto di riferimento indiscusso, “cerniera” tra la ‘ndrina locale e i politici – riferisce che i clan hanno ormai deciso di appoggiare proprio Ritorto («Quella persona che entra come sindaco se non si comporta bene i busca», ammonisce però, rammentando il comportamento di Figliomeni, che non gli era proprio andato giù).</p>
<p>E Mino Muià, dopo aver parlato col futuro primo cittadino sidernese, rassicura Commisso: Ritorto &#8211; dice lui &#8211; si metterà a disposizione della cosca.</p>
<p>Riccardo Ritorto, invece, in una conversazione si lamenta in termini crudi con l’allora vicecoordinatore provinciale del Pdl Ernesto Reggio del comportamento di un consigliere regionale ed ex assessore comunale reggino. «E’ un pazzo scatenato, va fermato prima che succedano cose spiacevoli… non può andare da certa gentaglia», in quanto per le Amministrative l’ex assessore reggino avrebbe contattato «la peggiore feccia – si sfoga Riccardo Ritorto –, anche parenti di gente arrestata nell’operazione Crimine (…). Se vuole stare con la ‘ndrangheta stia con la ‘ndrangheta, però lo deve dire».</p>
<p>di Mario Meliadò</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.reggiotv.it/notizie/cronaca/27208/-falsa-politica-nelle-intercettazioni-rapporto-perverso-politici-clan">reggiotv.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il voto e la nefasta influenza delle cosche &#8211; Le consorterie delinquenziali tentano storicamente di condizionare gli appuntamenti elettorali e di stringere rapporti con candidati di tutti i partiti &#8211; Le rivelazioni dei collaboratori di giustizia, i decreti di scioglimento dei Comuni e i politici arrestati</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 09:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Le cosche non hanno partito. Quando nel 1992 il procuratore di Palmi, Agostino Cordova, e il sostituto procuratore di Locri, Nicola Gratteri, ordinarono un blitz in casa di decine di boss, picciotti e loro fiancheggiatori, per stabilire quali fossero gli orientamenti politici della &#8216;ndrangheta s&#8217;accorsero che i mafiosi calabresi votavano indifferentemente per i [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Le cosche non hanno partito. Quando nel 1992 il procuratore di Palmi, Agostino Cordova, e il sostituto procuratore di Locri, Nicola Gratteri, ordinarono un blitz in casa di decine di boss, picciotti e loro fiancheggiatori, per stabilire quali fossero gli orientamenti politici della &#8216;ndrangheta s&#8217;accorsero che i mafiosi calabresi votavano indifferentemente per i partiti di governo e, in taluni casi, anche per quelli d&#8217;opposizione. «Nel baule dell&#8217;autovettura di un capobastone» racconta oggi con ironia Nicola Gratteri «trovammo i volantiti di quasi tutti i partiti. Lì, messi insieme, pronti ad essere distribuiti».<span id="more-23181"></span>  </p>
<p>Nell&#8217;ultima regione della Penisola la &#8216;ndrangheta condiziona la libertà e, soprattutto, vota. In ogni paese della Calabria il responsabile del &#8220;locale&#8221; gestisce un nutrito pacchetto di preferenze.</p>
<p>La possibilità di disporre del consenso deriva proprio dal potere che piccoli e grandi capi &#8216;ndrina esercitano nel loro feudo. Essi, infatti, sostituendosi alle spesso inefficaci istituzioni repubblicane, offrono ai cittadini servizi e assistenza altrimenti negati. Quando, poi, è necessario ottenere qualcosa in cambio come il sostegno a un candidato, oltre a chieder conto ai beneficiari del favore ricevuto, i mafiosi utilizzano anche la violenza per convicerli a eseguire gli ordini impartiti. </p>
<p>Il collaudato sistema di governo &#8220;parallelo&#8221; del territorio permette alle cosche di manovrare in Calabria fino a centomila voti. È per questo che bisogna stare attenti quando si è chiamati alle urne. È per questo che occorre vigilare anche nel Cosentino dove si vota. </p>
<p>A Paola, nelle scorse settimane, è stata sgominata una potente organizzazione mafiosa – quella dei Serpa – che flirtava con certi ambienti politici; a Cassano la &#8216;ndrangheta ha in passato concluso patti tra i Forastefano ed esponenti politici regionali e provinciali; a Castrovillari le cosche sibarite sono da anni impegnate in un&#8217;azione di &#8220;colonizzazione&#8221; del territorio che potrebbe non risparmiare gli ambienti istituzionali. In passato anche a Cosenza, vi furono rapporti obliqui tra esponenti politici e uomini delle cosche. </p>
<p>Rapporti testimoniati a più riprese dai pentiti Franco Pino, Franco Garofalo e Luigi Paternuosto ma solo parzialmente approfonditi dal punto di vista giudiziario. L&#8217;esempio tuttavia più concreto di come funziona l&#8217;oleato meccanismo di sostegno offerto dai clan ai candidati è stato cristallizzato durante le elezioni comunali svolte a Seminara (3352 abitanti in provincia di Reggio Calabria) nel maggio del 2007. </p>
<p>Ignaro d&#8217;essere intercettato dai carabinieri il capobastone del luogo, Rocco Antonio Gioffrè, invitò il sindaco uscente, Pasquale Marafioti, bancario, simpatizzante di Forza Italia, a ricandidarsi senza mostrare perplessità. </p>
<p>«Tu ti devi candidare – disse il capocosca al primo cittadino – perchè qui decido io e la tua elezione è sicura. Possiamo contare su 1050 voti e sono più che sufficienti per vincere». L&#8217;esito della successiva consultazione elettorale è impressionante: Marafioti ottenne 1058 voti, otto in più di quelli previsti dal boss. E finì in manette.</p>
<p><strong>I politici arrestati</strong> Il potere di condizionamento del voto esercitato dai clan sembrava conoscerlo bene Franco Larupa, già sindaco di Amantea (Cosenza) eletto nel 2005 al consiglio regionale della Calabria nelle file dell&#8217;Udeur. L&#8217;uomo politico, è stato condannato per le relazioni avute con il boss di Cassano Antonio Forastefano. A incastrarlo tre pentiti di &#8216;ndrangheta e una valanga d&#8217;intercettazioni. </p>
<p>Pure la carriera del consigliere regionale del Pdl, Santi Zappalà, si è conclusa nel 2011 con l&#8217;arresto e poi la condanna per i rapporti che aveva stretto con uomini di spicco della &#8216;ndrangheta. I carabinieri l&#8217;hanno filmato mentre contrattava con il boss Giuseppe Pelle i termini del sostegno elettorale cui anelava. </p>
<p>Il consigliere Domenico Crea, esponente prima impegnato nel Ccd, poi nella Margherita e, infine, nella Dc di Rotondi è finito invece in manette nel 2007. A Crea è stato contestato d&#8217;aver coltivato dubbi interessi nel mondo della sanità e rapporti con pericolosi esponenti della &#8216;ndrangheta. Fatti per i quali è stato condannato.</p>
<p><strong>Gli scioglimenti</strong> La &#8216;ndrangheta, negli ultimi anni, ha poi condizionato direttamente la vita dei comuni. La circostanza è dimostrata dai tanti scioglimenti dei civici consessi. Due hanno riguardato il Cosentino: Corigliano e Amantea. </p>
<p>La cittadina ionica è ancora sotto commissariamento anche se il sindaco Pasqualina Straface (Pdl), che ha un fratello condannato per mafia, ha proposto ricorso al Consiglio di Stato che valuterà il caso a giugno. La cittadina tirrenica ha invece ottenuto l&#8217;annullamento del decreto di scioglimento ed è di nuovo governata dal sindaco Franco Tonnara (Pd). </p>
<p><strong>Gli omicidi</strong> Le cosche calabresi non hanno mai esitato ad assassinare amministratori e politici locali. Sei i casi più eclatanti da prendere in considerazione. </p>
<p>Il primo: l&#8217;omicidio dell&#8217;ex presidente delle Ferrovie dello Stato, Vico Ligato, avvenuto a Bocale (Reggio Calabria) nel 1989. L&#8217;ex parlamentare democristiano, lasciato il prestigioso incarico nazionale a causa di uno scandalo, era tornato nella città dello Stretto con l&#8217;intenzione di riprendere attivamente la sua azione politica. Un&#8217;azione destinata a condizionare la vita amministrativa reggina che non venne gradita da una parte delle consorterie della &#8216;ndrangheta che erano allora in guerra tra loro.</p>
<p>Il secondo: l&#8217;uccisione di Giannino Losardo, segretario della Procura di Paola e, soprattutto, consigliere comunale comunista a Cetraro, centro del Cosentino ad alta incidenza mafiosa. Losardo venne ammazzato nel 1980 e i responsabili del crimine sono rimasti impuniti.</p>
<p>Il terzo: l&#8217;omicidio di Giuseppe Valarioti, segretario della sezione del partito comunista di Rosarno, pure lui ucciso nel 1980, a quindici giorni di distanza da Losardo. Valarioti aveva scoperto l&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta all&#8217;interno delle cooperative che gestivano la raccolta e la lavorazione degli agrumi nella Piana di Gioia Tauro. Pure i suoi assassini sono rimasti senza volto.</p>
<p>Il quarto: l&#8217;uccisione di Francesco Fortugno, avvenuta a Locri, nell&#8217;ottobre 2005, davanti al seggio allestito per le primarie dall&#8217;Unione. I presunti mandanti e gli esecutori del delitto sono stati condannati all&#8217;ergastolo.</p>
<p>Il quinto: Michele Penna, assassinato a Filandari (Vibo Valentia) nel 2009 perchè s&#8217;era invaghito della moglie d&#8217;un boss. L&#8217;uomo era il segretario sezionale dell&#8217;Udc. I suoi assassini non sono stati individuati.</p>
<p>Il sesto: Vincenzo Gentile, sindaco di Gioia Tauro, venne ammazzato nel 1988 perché non aveva accontentato degli imprenditori paramafiosi che volevano gestire i lavori di costruzione di una discarica.</p>
<p>Esempi, solo esempi, di una regione malata&#8230;di &#8216;ndrangheta.</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=66768&#038;Edizione=8&#038;A=20120521">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>L&#8217;inchiesta &#8220;Acqua sporca&#8221;: l&#8217;esasperazione senza fine dei cittadini &#8211; La prima denuncia risale al luglio del 2009 e da allora le proteste degli utenti sono rimbalzate da un ufficio all&#8217;altro &#8211; Analisi effettuate in modo saltuario, documentazione carente, verifiche e controlli insufficienti</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/18/linchiesta-acqua-sporca-lesasperazione-senza-fine-dei-cittadini-prima-denuncia-risale-luglio-del-2009-allora-proteste-degli-utenti-sono-rimbalzate-ufficio-allaltro/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 09:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Era il luglio del 2009 quando un cittadino di Piscopio denunciava la fuoriuscita dal rubinetto della propria abitazione di acqua scura e maleodorante. Iniziava così l&#8217;attività di controllo dei Nas. Al contempo, l&#8217;acquisizione da parte dei carabinieri della documentazione fornita dall&#8217;Asp vibonese faceva emergere una non conformità dal punto di vista microbiologico [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Era il luglio del 2009 quando un cittadino di Piscopio denunciava la fuoriuscita dal rubinetto della propria abitazione di acqua scura e maleodorante. Iniziava così l&#8217;attività di controllo dei Nas. Al contempo, l&#8217;acquisizione da parte dei carabinieri della documentazione fornita dall&#8217;Asp vibonese faceva emergere una non conformità dal punto di vista microbiologico dei campioni di acqua prelevati il 20 aprile 2009 dalla fontana pubblica della zona &#8220;Calvario&#8221; di Piscopio. <span id="more-23169"></span></p>
<p>Emergeva poi che sino al luglio 2009 l&#8217;ufficio &#8220;Igiene e sanità pubblica&#8221; dell&#8217;Asp non aveva espletato alcun prelievo, mentre dalla documentazione trasmessa dall&#8217;Asp ai carabinieri saltava subito in evidenza la mancanza dei referti analitici relativi ai mesi di gennaio e luglio 2009 riguardo le analisi chimiche.</p>
<p>Stando alla ricostruzione degli inquirenti, alla richiesta di chiarimenti su tale mancanze, il direttore del dipartimento dell&#8217;Asp, Cesare Pasqua, aveva riferito che non era stato possibile trasmettere le analisi richieste in quanto in quei mesi il campionamento non era stato effettuato. Il dottore Pasqua riferiva inoltre che l&#8217;Asp aveva effettuato nel 2009 i campionamenti di acqua potabile sull&#8217;intero territorio provinciale secondo un calendario che non prevedeva il controllo di routine tutti i mesi. </p>
<p>«Già in questa prima occasione – evidenzia il pm Michele Sirgiovanni – emergevano quindi delle carenze nell&#8217;attività di monitoraggio di tutte le sostanze prescritte nei controlli di verifica da parte dell&#8217;Asp». Intanto, il 5 giugno 2009 il Comune di Vibo invitava la cittadinanza a non utilizzare l&#8217;acqua per usi alimentari, mentre nei giorni successivi palazzo &#8220;Luigi Razza&#8221; comunicava che le analisi espletate insieme alla Sorical confermavano la potabilità dell&#8217;acqua. Gli accertamenti tecnici espletati nel frattempo dai Nas non permettevano però di risalire alla causa dell&#8217;episodio di inquinamento denunciato nel mese di luglio dal cittadino di Piscopio.</p>
<p>L&#8217;inchiesta &#8220;Acqua sporca&#8221;, che vede 26 persone raggiunte da avviso di garanzia, prende invece il via dall&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua potabile verificatosi a Vibo il 15 agosto 2010, quando diversi cittadini iniziarono a lamentare la fuoriuscita di acqua marrone e dall&#8217;odore nauseabondo dai rubinetti delle proprie abitazioni. </p>
<p>Scattava quindi una nuova ordinanza del sindaco Nicola D&#8217;Agostino – indagato insieme al suo predecessore Franco Sammarco per erogazione di acqua non potabile – con la quale si vietava nella zona di Vibo-centro l&#8217;uso alimentare e potabile del prezioso liquido. L&#8217;ordinanza scatenava però diverse manifestazioni di protesta da parte dei cittadini (in primis della signora Patrizia Cappelletti) e il Comune provvedeva a chiedere nuove verifiche sulla potabilità dell&#8217;acqua all&#8217;Asp ed alla Sorical, la quale rispondeva che si era verificato un difetto all&#8217;impianto di disinfezione dell&#8217;Alaco. </p>
<p>Giungevano intanto i primi risultati delle analisi chimiche espletate dall&#8217;Arpacal sui campioni di acqua prelevati all&#8217;uscita del serbatoio denominato &#8220;Sopraelevato&#8221; di Vibo che evidenziavano valori di potabilità fuori legge. Stessi risultati anche per i campioni di acqua prelevati nel giugno 2010 a Piscopio, all&#8217;ospedale &#8220;Jazzolino&#8221; e nelle tre Vene, mentre i parametri risultavano conformi solo a Porto Salvo e nella zona di via Giovanni XXIII della città capoluogo, anche se nella stessa si evidenziava un eccesso di ferro.</p>
<p>Gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura – in persona del procuratore Mario Spagnuolo e del pm Michele Sirgiovanni – portavano quindi ad accertare una «carenza documentale da parte dell&#8217;Asp giustificata in maniera alquanto inusuale», oltre alla mancanza all&#8217;Asp di Catanzaro, distretto di Soverato, della certificazione attestante la categoria di appartenenza dell&#8217;acqua di superficie del torrente Alaco ed anche la mancanza della documentazione sui piani di controllo e verifica. La stessa Asp catanzarese non sarebbe inoltre stata in grado di accertare quanto richiesto dai Nas sull&#8217;utilizzo dei parassitari nell&#8217;impianto dell&#8217;Alaco.</p>
<p>Il sindaco Nicola D&#8217;Agostino, stando ai rilievi della Procura, non avrebbe poi fornito alcuna risposta ai Nas – nel novembre 2010 – in relazione alla documentazione contenente il giudizio di qualità sulle acque provenienti dall&#8217;Alaco e tale certificazione non sarebbe stata rinvenuta neppure negli uffici della Regione «verosimilmente – conclude la Procura – poichè inesistente».</p>
<p>di Giuseppe Baglivo</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=65694&#038;Edizione=11&#038;A=20120518">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Iniziati i controlli sulle schede sequestrate &#8211; Le indagini della Digos continuano con le audizioni di persone informate sui fatti. Sotto i riflettori anche il dossier consegnato in Procura &#8211; Attesa per il ricorso al Tar annunciato dalla coalizione che ha sostenuto la candidatura di Scalzo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:29:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Continuano a tamburo battente gli accertamenti delegati alla Digos dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, titolare del fascicolo sulla presunta compravendita di voti che si è arricchito successivamente anche del dossier su altre anomalie segnalate dal centrosinistra. In queste ore sarebbero iniziati i controlli materiali sulle schede sequestrate sabato scorso: innanzitutto gli inquirenti starebbero cercando riscontri all&#8217;ipotesi che siano state utilizzate strisce normografate con il nome di un candidato consegnate agli elettori in cambio di denaro. E proprio in relazione al sospetto di compravendita di voti o di indebite pressioni sono in corso decine di audizioni di persone informate sui fatti<span id="more-23160"></span>, a partire da rappresentanti di lista del centrosinistra che avrebbero lavorato in alcune sezioni particolarmente attenzionate dagli inquirenti. </p>
<p>Da quest&#8217;attività ovviamente top secret potrebbero emergere eventuali elementi utili alle indagini, che potrebbero anche muoversi su più fronti. Da un lato c&#8217;è infatti la questione specifica per la quale sono state iscritte tre persone nel registro degli indagati, dall&#8217;altro ci sono gli aspetti rimarcati in più sedi e in diversi momenti dalla coalizione che ha sostenuto la candidatura di Salvatore Scalzo.</p>
<p>L&#8217;attenzione degli inquirenti è massima, anche perché sanno di operare su un terreno particolarmente accidentato. Ieri l&#8217;ennesima giornata di attesa si è vissuta sull&#8217;onda d&#8217;urto della manifestazione organizzata dal centrosinistra in piazza Prefettura. La coalizione si sta muovendo su più fronti: il dossier consegnato in Procura, l&#8217;annunciato ricorso al Tribunale amministrativo regionale, la richiesta alla commissione elettorale centrale di &#8220;congelare&#8221; la proclamazione degli eletti in consiglio comunale e il coinvolgimento ai massimi livelli del Ministero dell&#8217;Interno attraverso un &#8220;fuoco di fila&#8221; d&#8217;interpellanze. </p>
<p>E c&#8217;è particolare attesa proprio della posizione che esprimerà il ministro Annamaria Cancellieri nell&#8217;illustrare la propria risposta alle interpellanze parlamentari; in questo senso sarebbero continui i contatti con la Prefettura che inevitabilmente fa da &#8220;stantuffo&#8221; tra il Governo centrale e quanto accade sul territorio. </p>
<p>Sia in sede di confronto parlamentare che probabilmente di ricorso al Tar potrebbe assumere notevole importanza il verbale della commissione elettorale centrale relativo alla sezione 85, quella dov&#8217;è stato riscontrato «un numero di schede votate e scrutinate (886) superiore al numero dei votanti (884), un numero di voti validi di lista (823) inferiore al numero di voti validi attribuiti ai candidati al Consiglio comunale (828) e anche al numero dei voti validi attribuiti ai candidati a sindaco (877)». </p>
<p>All&#8217;esito del controllo dell&#8217;ufficio centrale, è emerso pure che «i votanti nella sezione sono stati effettivamente 884, ma che alcuni di essi (19 maschi e 10 femmine) sono stati registrati due volte nel &#8220;registro delle tessere elettorali&#8221;: più precisamente nei suddetti registri – si legge nel verbale della commissione – è stata rinvenuta una doppia iscrizione del numero identificativo dell&#8217;elettore e, in corrispondenza di tale numero, quello della tessera elettorale esibita, numero che, in alcuni casi, risulta lo stesso per entrambe le annotazioni; in altri casi, invece, risulta diverso, ossia risultano annotati due diversi numeri di tessera elettorale in relazione al medesimo elettore». </p>
<p>Di carne al fuoco ce n&#8217;è tanta, senza considerare le presunte anomalie segnalate dal centrosinistra con tanto di nomi e cognomi di persone pronte a testimoniare.</p>
<p>di (g.l.r.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=65325&#038;Edizione=9&#038;A=20120518">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, prosegue l&#8217;impegno: in programma due incontri pubblici &#8211; &#8220;La Regione si prepara a svendere definitivamente il patrimonio idrico della Calabria&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La conferenza stampa indetta dalla Regione Calabria per fare il punto della situazione sulla gestione delle acque in Calabria ha confermato tutte le preoccupazioni espresse dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”. Nel corso di tale conferenza è stato confermato l’ormai prossimo abbandono di Veolia ed è stata difesa la scelta della Sorical di tagliare [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La conferenza stampa indetta dalla Regione Calabria per fare il punto della situazione sulla gestione delle acque in Calabria ha confermato tutte le preoccupazioni espresse dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”. Nel corso di tale conferenza è stato confermato l’ormai prossimo abbandono di Veolia ed è stata difesa la scelta della Sorical di tagliare l’acqua ai Comuni calabresi morosi auspicando, tra l’altro, che la società di gestione possa direttamente rivalersi sui cittadini per i pagamenti. È stato pure comunicato che verrà predisposto un bando per la scelta di un nuovo socio privato al quale si potrà anche affidare la maggioranza assoluta delle quote societarie. <span id="more-23152"></span></p>
<p>È necessario a questo punto ricordare che la democrazia, parola che deriva dal greco, significa etimologicamente “governo del popolo” e che la più alta espressione di democrazia nel nostro Paese è rappresentata dal referendum. Nello scorso giugno la maggioranza assoluta del popolo Italiano ha detto che l’Acqua deve uscire dal mercato e che i profitti devono uscire dall’Acqua; anche nella nostra Regione si è avuto un risultato incredibile, con oltre 800.000 calabresi che hanno ribadito la volontà di una gestione pubblica, partecipata e democratica del Nostro Bene Comune più prezioso. </p>
<p>La volontà del popolo va rispettata sempre, soprattutto quando si esprime con una maggioranza assoluta, come è avvenuto in Calabria dove i voti favorevoli alla gestione pubblica dell’Acqua hanno superato di centinaia di migliaia quelli conferiti all’attuale presidente Scopelliti.</p>
<p>Il Coordinamento Calabrese “Bruno Arcuri” nel corso di questi anni ha evidenziato numerose zone d’ombra nella gestione della società mista So.Ri.Cal. S.p.A., che ha da sempre definito trasversale ai due schieramenti politici: gli investimenti previsti nella Convenzione Regione-Sorical e non realizzati, il mutuo acceso dalla Sorical con la Depfa-bank nota per i cosiddetti derivati finanziari, l’illegittimità delle tariffe applicate ai Comuni calabresi, ribadita da ben tre sentenze della Corte Costituzionale. </p>
<p>Ma piuttosto che dare risposte e chiarimenti, dovuti a tutti i cittadini calabresi, i nostri politici preferiscono estrarre dal cilindro, con ostinazione, soluzioni che vanno nella direzione diametralmente opposta a quella indicata dal Referendum dello scorso giugno, arrivando a prefigurare un socio privato avente la maggioranza assoluta delle azioni. </p>
<p>Evidentemente questi anni, in cui l’acqua in Calabria è stata gestita secondo modalità privatistiche, non hanno insegnato nulla ai nostri politici, nonostante le gravi problematiche emerse e rilevate anche dalla recente relazione della Corte dei Conti. Pur detenendo formalmente la maggioranza delle azioni della Sorical, la Regione non è stata in grado di garantire alcuna forma di controllo, neanche quelle più immediate ed evidenti sulla tariffazione (basti pensare all’ormai famoso errore di conversione lire-euro). </p>
<p>Con la volontà di cedere definitivamente la gestione in mano ai privati, in spregio alla volontà espressa dal popolo, una classe politica e burocratica che continuamente mostra la sua scarsa competenza ed affidabilità si prepara a svendere definitivamente il patrimonio idrico della nostra regione, magari accontentandosi in cambio del solito piatto di lenticchie costituito da qualche poltroncina per il trombato di turno e qualche posticino di lavoro precario per mantenere in caldo le clientele.</p>
<p>Sappiano gli ideatori di questo disegno che da parte nostra proseguiremo l’impegno a tramutare in azioni reali la volontà popolare, ricordando che l’Acqua è un Bene Comune, cioè un Bene che appartiene a tutti e che deve essere quindi gestito in maniera democratica e partecipata, senza che sia realizzato alcun profitto. E lo faremo in modo propositivo. </p>
<p>Nonostante le forti intimidazioni per mano fascista agli attivisti del Csoa &#8220;A. Cartella&#8221;, protagonisti della battaglia per l&#8217;acqua pubblica in Calabria, intendiamo andare avanti. </p>
<p>Due incontri pubblici sono già in programma a breve, <strong>domenica 20 alle 17.00 al teatro Umberto a Lamezia e venerdì 25 alle 17.30 alla Casa delle Culture a Cosenza</strong>, in cui prefigureremo insieme, in forma partecipata e consapevole, il futuro dell’acqua in queste due città.</p>
<p><em><strong>Si scrive Acqua ma si legge Democrazia!</strong></em></p>
<p>Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”</p>
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		<title>Intimidito ancora prima dell&#8217;insediamento &#8211; Una cartuccia e un biglietto davanti l&#8217;ingresso del garage della casa del sindaco che solo dieci giorni fa è stato eletto dai suoi concittadini &#8211; Giuseppe Corrado: «Mi sento molto amareggiato, ma voglio provare ad andare avanti lo stesso»</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>DASA&#8217; (VV) &#8211; Una pesante intimidazione è stata indirizzata al neo sindaco Giuseppe Corrado. Ha vinto le elezioni da meno di dieci giorni, deve ancora prestare giuramento e insediarsi, ma c&#8217;è già qualcuno che vuole spiegargli chi comanda veramente. La brutta sorpresa ieri mattina. A scoprirla è stata la moglie del primo cittadino. Davanti all&#8217;ingresso [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DASA&#8217; (VV) &#8211; Una pesante intimidazione è stata indirizzata al neo sindaco Giuseppe Corrado. Ha vinto le elezioni da meno di dieci giorni, deve ancora prestare giuramento e insediarsi, ma c&#8217;è già qualcuno che vuole spiegargli chi comanda veramente. La brutta sorpresa ieri mattina. A scoprirla è stata la moglie del primo cittadino. Davanti all&#8217;ingresso del garage, c&#8217;era, a terra, una cartuccia calibro 12 a palla asciutta, di quelle utilizzate per la caccia al cinghiale, adagiata sopra un biglietto nel quale era possibile leggere soltanto un numero uno.<span id="more-23148"></span></p>
<p>Il proiettile e il biglietto sono stati ritrovati pochi minuti dopo le 8. È quindi probabile che siano stati lasciati nel corso della notte o alle prime luci dell&#8217;alba. Nessuno si è accorto di nulla. Chi ha lasciato questo messaggio conosceva l&#8217;abitazione del sindaco e ha saltato la recinzione che separa l&#8217;abitazione dalla strada, arrivando agevolmente sin alla porta del garage.</p>
<p>L&#8217;intimidazione è stata denunciata ai Carabinieri della stazione di Arena che hanno subito avviato le indagini con il supporto del Reparto operativo del comando provinciale, guidato dal maggiore Vittorio Carrara. Dell&#8217;episodio è stato anche informato il prefetto, Michele Di Bari, che già nel pomeriggio di ieri ha voluto ricevere il sindaco Corrado, incoraggiandolo a proseguire nel mandato che gli hanno affidato i cittadini, sapendo di poter contare sulla vicinanza dello Stato e delle istituzioni.</p>
<p>«Provo grande amarezza e – ha dichiarato Corrado – sul futuro non ho certezze. Ai Carabinieri e al prefetto ho detto che posso ricollegare questo episodio alla carica che mi hanno attribuito i cittadini, anche se devo ancora insediarmi. Ricopro anche l&#8217;incarico di segretario generale dei comuni di Gioia Tauro e Sant&#8217;Onofrio ma, prima d&#8217;ora, mai avevo ricevuto messaggi di questo tenore. Gli amici della lista &#8220;Per il bene comune&#8221; mi hanno invitato ad andare avanti e io ci proverò. Sabato insediamo il consiglio e la giunta. Spero che sia il primo e l&#8217;ultimo messaggio di questo tipo che mi viene indirizzato perché, in caso contrario, non so se me la sentirò di andare avanti. Se non dovessi avvertire intorno a me le necessarie condizioni di sicurezza, non esiterei a lasciare ai prefetti il compito di amministrare anche questo comune».</p>
<p>Sono parole colme di tristezza. L&#8217;incoraggiamento a Corrado arriva, oltre che dal prefetto e dai Carabinieri che gli hanno assicurato il massimo sforzo per identificare gli autori di questo atto, anche dalle forze politiche. Il consiglio comunale, come detto, s&#8217;insedierà soltanto sabato, ma sia il gruppo di maggioranza &#8220;Per il bene comune&#8221; che i consiglieri Francesco Cosentino (&#8220;Liberi per Dasà&#8221;) e Domenico Scaturchio (&#8220;Rinnoviamo Dasà&#8221;) hanno manifestato piena e incondizionata solidarietà. I consiglieri di minoranza Scaturchio e Cosentino hanno anche rilasciato una dichiarazione nella quale definiscono «vile» l&#8217;intimidazione subita al sindaco e ribadiscono la loro contrarietà a qualsiasi forma di violenza e alla mafia, chiedendo alle istituzioni «maggiore attenzione» alla tutela della persona del sindaco e dei principi della democrazia.</p>
<p>di Alessandro Bongiorno</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=65243&#038;Edizione=11&#038;A=20120517">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>C.s.o.a. &#8220;Cartella&#8221;: dopo l’incendio una manifestazione il 26 maggio ed una campagna per la ricostruzione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:31:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Non ci poteva essere sveglia più triste a buttarci giù dal letto ieri mattina. La notizia che la struttura, che per dieci anni ci ha visto discutere, lavorare, creare, cantare, suonare, crescere, stava andando letteralmente in fumo è stata un pugno allo stomaco, un colpo tremendo. La vista poi di quelle pareti [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Non ci poteva essere sveglia più triste a buttarci giù dal letto ieri mattina. La notizia che la struttura, che per dieci anni ci ha visto discutere, lavorare, creare, cantare, suonare, crescere, stava andando letteralmente in fumo è stata un pugno allo stomaco, un colpo tremendo. La vista poi di quelle pareti di cemento rimaste in piedi, mentre tutto quello che c’era dentro, sopra, di lato, era stato trasformato in cenere e detriti contorti dal calore, è stato il colpo del definitivo Knock Out.<span id="more-23137"></span></p>
<p>Ma presto il senso di smarrimento, di confusione, è stato spazzato via dall’incredibile fiume di solidarietà che ci ha sommerso: dal quartiere, dalla città, dall’Italia tutta è stato un continuo chiamare, chiedere, offrire braccia, mezzi, soldi. Un abbraccio talmente caloroso da ridarci immediatamente forza, voglia, combattività. Una vicinanza talmente eterogenea quanto sincera, da essere per noi più legittimante di qualsiasi carta bollata, figlia del riconoscimento del lavoro svolto in questi anni.</p>
<p>“Ricostruire il Cartella, più bello e più grande di prima”, abbiamo detto nel corso di una partecipatissima assemblea, tenutasi ieri pomeriggio, vicino a quelle macerie ancora fumanti. Lo ricostruiremo noi, come abbiamo sempre fatto, con l’aiuto di tutti quelli che sono al nostro fianco, di tutti quelli che dalla Val di Susa a Palermo, dal Friuli alla Puglia, ci stanno dicendo di essere pronti a sostenerci in qualsiasi modo.</p>
<p>Lo ricostruiremo perché non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci a chi, con questo vile atto, pensa di poter chiudere la nostra esperienza, e soprattutto distogliere il nostro impegno politico. </p>
<p>Se la mano che ha compiuto questo vile atto è facilmente individuabile nella bassa manovalanza fascista e mafiosa, purtroppo sempre numerosa in questa città, la mente è per noi da individuare nella tanto famosa area grigia, in tutti quei gruppi affaristici, di interesse, che considerano questo territorio una enorme speculazione, e le casse pubbliche bancomat privati. Vorrebbero che tutti i nostri sforzi si riversassero sulla difesa degli spazi, sullo scontro ideologico e sull’antifascismo, senza preoccuparci più della privatizzazione dei servizi pubblici, della svendita del territorio a fini speculativi, della tremenda crisi economica e soprattutto sociale in cui versa la nostra città. </p>
<p>Se il fine è questo, hanno sbagliato di grosso!</p>
<p>Il Cartella è stato ferito sì, ma è vivo e vegeto.</p>
<p>Stiamo verificando le condizioni per una <strong>manifestazione</strong> contro ogni tentativo di far chiudere questa esperienza, per la difesa degli spazi sociali, da tenersi <strong>sabato 26 maggio</strong>. </p>
<p>Stiamo vagliando, insieme ai nostri tecnici e legali, le modalità per avviare al più presto la ricostruzione della struttura fortemente danneggiata, che sarà sostenuta dal lancio di una campagna nazionale di solidarietà.</p>
<p>Nel frattempo, confermiamo tutte le iniziative già programmate, e diamo appuntamento a tutte e tutti per sabato 19 maggio, per la chiusura delle tre giornate contro l’omofobia che l’ArciGay e gli altri promotori hanno deciso di far tenere al Cartella, e i cui proventi andranno nella cassa di solidarietà per la ricostruzione.</p>
<p>Centro Sociale Occupato Autogestito “Angelina Cartella”</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sospetti sul voto, scomparse centinaia di schede &#8211; Il dossier consegnato in Procura dal centrosinistra ricostruisce anomalie in 13 sezioni. Testimonianze su &#8220;blitz&#8221; nelle case e offerte di denaro &#8211; Continua l&#8217;inchiesta della Digos: verifiche su un elenco di 67 elettori. Saranno acquisite riprese video</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Gente che avrebbe votato due volte, blitz nelle case da parte di sedicenti componenti di seggio, persone che giunte alle urne avrebbero scoperto di aver già votato. E poi anomalie certificate dai verbali, oltre 250 schede scomparse nel nulla, dati &#8220;non disponibili&#8221; persino nelle preferenze attribuite ai candidati sindaco. Spazia dalle leggerezze commesse [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Gente che avrebbe votato due volte, blitz nelle case da parte di sedicenti componenti di seggio, persone che giunte alle urne avrebbero scoperto di aver già votato. E poi anomalie certificate dai verbali, oltre 250 schede scomparse nel nulla, dati &#8220;non disponibili&#8221; persino nelle preferenze attribuite ai candidati sindaco.<span id="more-23123"></span></p>
<p>Spazia dalle leggerezze commesse in buona fede a vere e proprie ipotesi di reato il dossier che il candidato sindaco del centrosinistra, Salvatore Scalzo, e i partiti della sua coalizione hanno depositato ieri in Procura, riservandosi di arricchire il materiale con nuove testimonianze. </p>
<p>Già all&#8217;indomani della chiusura delle urne la Procura ha aperto un&#8217;inchiesta per l&#8217;ipotesi di compravendita di voti e ventiquatt&#8217;ore dopo ha ascoltato Scalzo come persona informata sui fatti. Ieri la nuova visita a Palazzo di Giustizia; assente per ferie il pm Gerardo Dominijanni, titolare del fascicolo sul &#8220;voto sospetto&#8221;, è possibile che un nuovo confronto venga programmato già la prossima settimana.</p>
<p>Il materiale raccolto dal centrosinistra va ben al di là delle presunte anomalie nelle tre sezioni dove per completare lo scrutinio è stato necessario l&#8217;intervento sostitutivo della commissione elettorale centrale. Nel dossier vengono elencate almeno altre 13 sezioni, sparpagliate in tutta la città, dove si sarebbero verificati casi degni di nota, peraltro certificati dai verbali. Complessivamente, secondo i dati messi a disposizione della Procura, sarebbero finite nel nulla almeno 250 schede elettorali. </p>
<p>Ci sarebbero poi schede restituite in numero maggiore rispetto a quelle consegnate prima delle operazioni di timbratura, cancellature sul verbale di una sezione in relazione alle schede vidimate, due sezioni dove nei verbali non risultano disponibili neppure i risultati riguardanti i voti di lista, i voti al candidato sindaco, le schede bianche e le nulle, altre dove manca il numero dei votanti o quello delle schede timbrate e firmate (ben 7 sezioni), oppure di quelle restituite perché non utilizzate; macroscopica la discrepanza in una sezione fra numero dei votanti (862) e schede votate e scrutinate (930), con il risultato che sarebbero state espresse 68 preferenze in più rispetto al numero di votanti. In due sezioni sono &#8220;scomparse&#8221; rispettivamente 141 e 111 schede, in un&#8217;altra 12.</p>
<p>A ciò si aggiunge l&#8217;elemento forse più inquietante, cioè le testimonianze di elettori citati nell&#8217;esposto e pronti a parlare coi magistrati. Innanzitutto c&#8217;è chi racconta (sarebbero in cinque) di aver trovato al seggio la casella già occupata nel registro su cui trascrivere il numero della propria carta d&#8217;identità. </p>
<p>Episodi strani, soprattutto se letti alla luce dei due racconti simili e riguardanti visite ricevute a casa da sedicenti componenti di seggio, che avrebbero chiesto di poter controllare le tessere elettorali: in un caso l&#8217;elettrice ha acconsentito, nell&#8217;altro ha deciso di presentare denuncia all&#8217;ufficio elettorale comunale. </p>
<p>Un altro elettore giura di non essere andato a votare: dai registri risulta invece tra i votanti. </p>
<p>C&#8217;è poi la donna che garantisce di aver assistito, vicino ad un seggio, a proposte di retribuzione di 20 o 30 euro per i rappresentanti di lista. E ancora un ragazzo parla di un rappresentante di lista impegnato in un seggio a contare le schede. Altri riferiscono di rappresentanti di lista fatti uscire dall&#8217;aula o costretti durante lo spoglio a mantenersi a notevole distanza. </p>
<p>Infine le schede con doppio sbarramento sui simboli non annullate, le contestazioni non verbalizzate, i rappresentanti di lista che avrebbero votato sia nella sezione in cui svolgevano le funzioni sia in quella dove sono registrati nelle liste elettorali.</p>
<p>Questioni su cui il centrosinistra chiede di fare piena luce, a maggior ragione se il neo sindaco Sergio Abramo l&#8217;ha spuntata per un margine di appena 130 preferenze sulla quota che avrebbe portato al ballottaggio.</p>
<p>Intanto si apprende qualche particolare in più sull&#8217;ipotesi di compravendita di voti alla quale gli inquirenti lavorano ormai da giorni. </p>
<p>L&#8217;informativa della Digos che ha causato l&#8217;iscrizione di tre nomi sul registro degli indagati scaturisce dal fermo di due pregiudicati durante il weekend elettorale, trovati in possesso, oltre che di 300 euro, di quattro strisce normografate con il nome di un candidato al consiglio comunale per una lista di centrodestra (poi risultato eletto) e di un elenco con 67 elettori, con relativo numero di sezione e presunto pacchetto di voti. </p>
<p>Non è escluso, dunque, che il sequestro delle oltre 58mila schede elettorali sia ritenuto necessario dalla Procura per verificare la grafia su quelle attribuite al candidato. Ed è altrettanto probabile che tra le persone già sentite in Questura ce ne sia qualcuna inserita nell&#8217;elenco sequestrato. A breve gli inquirenti acquisiranno anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza nei pressi di alcuni seggi.</p>
<p>di Giuseppe Lo Re</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sospetti sul voto, Scalzo torna oggi in Procura &#8211; Il sequestro delle schede disposto dal Pm sarà sottoposto a convalida nelle prossime ore. Intanto continuano gli accertamenti della Digos &#8211; Il prefetto Reppucci ribadisce: l&#8217;intervento della magistratura non influirà sulle procedure elettorali</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:59:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Una domenica d&#8217;attesa, cercando di capire cos&#8217;è successo e cosa può ancora accadere. Il sequestro delle oltre 58mila schede elettorali disposto dalla Procura ha avuto l&#8217;effetto di uno tsunami riportando il &#8220;caso Catanzaro&#8221; alla ribalta nazionale: il centrosinistra parla di «conferma delle denunce già rese pubbliche», il centrodestra vuole sgombrare il capo da [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Una domenica d&#8217;attesa, cercando di capire cos&#8217;è successo e cosa può ancora accadere. Il sequestro delle oltre 58mila schede elettorali disposto dalla Procura ha avuto l&#8217;effetto di uno tsunami riportando il &#8220;caso Catanzaro&#8221; alla ribalta nazionale: il centrosinistra parla di «conferma delle denunce già rese pubbliche», il centrodestra vuole sgombrare il capo da eventuali macchie sull&#8217;elezione del sindaco Sergio Abramo, chi sta in mezzo aspetta gli sviluppi ricordando comunque la portata di un evento come il sequestro probatorio d&#8217;urgenza.<span id="more-23101"></span></p>
<p>Stamattina Salvatore Scalzo tornerà in Procura dov&#8217;è stato già ascoltato come persona informata sui fatti; il candidato sindaco del centrosinistra consegnerà probabilmente il dossier che avrebbe messo in piedi negli ultimi giorni segnalando una serie di presunte irregolarità connesse al voto di domenica e lunedì scorso, ma l&#8217;incontro con il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo potrebbe rappresentare anche l&#8217;occasione per fare il punto della situazione a 360 gradi. </p>
<p>Non è da escludere che già nelle prossime ore il Pd, principale partito della coalizione di centrosinistra, proceda con la nomina formale di un collegio di legali ai quali affidare l&#8217;incarico di seguire l&#8217;evolversi della situazione passo dopo passo. Le riunioni tra Scalzo e i maggiorenti locali del Partito democratico si susseguono; ieri pomeriggio si è tenuta l&#8217;ultima per analizzare lo scenario e, pare, definire dossier per la Procura e ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Si pensa fra l&#8217;altro ad organizzare una manifestazione pubblica, che potrebbe tenersi già giovedì.</p>
<p>Effettuato sabato dalla Polizia, il sequestro disposto dal pm Gerardo Dominijanni dovrebbe essere sottoposto già oggi a convalida da parte del giudice delle indagini preliminari. Certamente l&#8217;intervento della magistratura non influirà sulle procedure elettorali: questo passaggio è stato sottolineato sabato da fonti della Procura e ribadito ieri dal prefetto Antonio Reppucci. «Sono due cose distinte e separate», ha spiegato Reppucci chiarendo che «se ci sono reati saranno perseguiti dalla Magistratura, ma comunque l&#8217;iter delle elezioni va avanti».</p>
<p>Fonti della Prefettura ritengono indispensabile un chiarimento in questo senso, anche alla luce delle ipotesi (giudicate quantomeno «fantasiose») che si starebbero inseguendo «ormai da alcuni giorni»: già proclamato il sindaco, a breve saranno completate le verifiche sui verbali (il sequestro riguarda solo le schede) e si procederà con l&#8217;ufficializzazione della nuova composizione del Consiglio comunale. Spetterà poi alla Giustizia penale e amministrativa fare il proprio corso, anche perché è già scontato che Scalzo ed il centrosinistra ricorreranno al Tar.</p>
<p>Del &#8220;caso Catanzaro&#8221; si parla tanto anche al Ministero dell&#8217;Interno. Il ministro Cancellieri è destinatario di alcune interpellanze parlamentari già depositate, ed altre dovrebbero seguire nei prossimi giorni. Inevitabili i contatti con la Prefettura, che fa da stantuffo nei rapporti con il territorio.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;attività degli inquirenti &#8211; e soprattutto degli agenti della Digos diretti da Marinella Giordano &#8211; continua a tamburo battente. Portate in Questura le schede sequestrate, continuano le verifiche parallele su un&#8217;ipotesi di compravendita di vendita di voti che avrebbe portato già a due iscrizioni nel registro degli indagati. Proprio nell&#8217;ambito di questo fascicolo aperto su segnalazione della Digos, nel quale sarebbero poi confluiti gli elementi forniti da Scalzo, sarebbe stato effettuato il sequestro del materiale elettorale.</p>
<p>di Giuseppe Lo Re</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=63508&#038;Edizione=9&#038;A=20120514">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Il gesto del Comune lodato dal Quirinale &#8211; In una lettera al sindaco Vallone il Presidente Napolitano apprezza la scelta di concedere simbolicamente la cittadinanza ai bambini nati qui da stranieri &#8211; «L&#8217;iniziativa ha il merito di riconoscere le seconde generazioni come parte integrante della nostra società»</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/10/gesto-del-comune-lodato-dal-quirinale-una-lettera-sindaco-vallone-presidente-napolitano-apprezza-scelta-concedere-simbolicamente-cittadinanza-bambini-nati-qui-stranieri/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera al sindaco Peppino Vallone nella quale esprime apprezzamento per l&#8217;iniziativa &#8220;Io sono italiano, io sono crotonese&#8221; che com&#8217;è noto prevede la concessione di un attestato simbolico di cittadinanza ai bambini nati in città da genitori stranieri. Nella lettera il Presidente sottolinea: «Le seconde [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera al sindaco Peppino Vallone nella quale esprime apprezzamento per l&#8217;iniziativa &#8220;Io sono italiano, io sono crotonese&#8221; che com&#8217;è noto prevede la concessione di un attestato simbolico di cittadinanza ai bambini nati in città da genitori stranieri. Nella lettera il Presidente sottolinea: «Le seconde generazioni sono parte integrante della nostra società».<span id="more-23077"></span></p>
<p>Il regolamento sull&#8217;attestato simbolico di cittadinanza ai figli di coppie straniere nati a Crotone è stato recentemente approvato dal Consiglio comunale su indicazione del sindaco Peppino Vallone. La scelta dell&#8217;amministrazione nasce proprio dall&#8217;invito lanciato dal Capo dello Stato sulla opportunità di considerare italiano chi nasce nel Paese.</p>
<p>Il Presidente Napolitano, al quale il sindaco aveva comunicato la decisione del Consiglio comunale, ha indirizzato a Vallone una lettera nella quale si legge, tra l&#8217;altro: «Ho apprezzato la decisione del conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini nati da genitori stranieri. L&#8217;attribuzione della cittadinanza onoraria può rappresentare un prezioso contributo per un&#8217;opera di sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica sul tema, anche se tale provvedimento non ha ovviamente un valore giuridico ma solo simbolico». </p>
<p>«L&#8217;iniziativa – si legge ancora nel testo della lettera del Quirinale – ha, tuttavia, il merito di riconoscere le seconde generazioni come parte integrante della nostra società. E&#8217; evidente, come ho più volte rilevato il disagio di tutti quei giovani che, nati o cresciuti nel nostro Paese, rimangono troppo a lungo legalmente &#8220;stranieri&#8221; nonostante siano, e si sentano, italiani nella loro vita quotidiana».</p>
<p>Il Presidente della Repubblica così conclude la sua lettera: «E&#8217; auspicabile che queste iniziative costituiscano uno stimolo ad una seria ed approfondita riflessione anche in sede parlamentare, per una possibile riforma delle modalità e dei tempi del riconoscimento della cittadinanza italiana ai minori stranieri. Cordialmente. Giorgio Napolitano».</p>
<p>Il commento del sindaco Peppino Vallone alla lettera del Capo dello Stato è improntato ad un grande apprezzamento della lettera ricevuta dal Quirinale: «Grazie, Presidente. Grazie per aver evidenziato la legittima aspirazione di chi si sente italiano essendo nato nel nostro paese e grazie per aver apprezzato l&#8217;iniziativa della città di Crotone». Il sindaco poi spiega: «Le parole del Capo dello Stato confortano il nostro intendimento e ci sostengono nel proseguire sul percorso che abbiamo intrapreso». Il sindaco conclude: «La città di Crotone si sente onorata della vicinanza e dell&#8217;attenzione del Presidente Napolitano».</p>
<p>La presenza di un alto numero di immigrati è uno dei dati che caratterizzano la città di Crotone in questi anni. Anche in provincia, nei comuni più popolosi risiedono numerose famiglie di straniere. Se a Crotone gli immigrati lavorano prevalentemente nel settore del commercio (gli orientali con negozi anche grandi, che talvolta occupano commessi crotonesi, mentre mediorientali ed africani gestiscono prevalentemente piccolo commercio ambulante), nei comuni dell&#8217;entroterra la manodopera straniera è occupata prevalentemente in agricoltura, soprattutto a Isola Capo Rizzuto e nel Cirotano. </p>
<p>In molti casi sono stati proprio i figli di immigrati ad impedire che alcune scuole chiudessero o fossero accorpate. Alcuni settori, come l&#8217;agricoltura, resistono ai colpi della crisi grazie alla disponibilità di forza lavoro straniera, tuttavia non sempre occupata secondo contratto nazionale di lavoro; ciò che vale anche per le moltissime cosiddette &#8220;badanti&#8221;.</p>
<p>Poi ci sono i migranti di passaggio, ospiti del Centro d&#8217;accoglienza per richiedenti asilo di Sant&#8217;Anna per settimane o mesi. La struttura ospita una media quotidiana di 1.500 stranieri.</p>
<p>È questa la realtà in cui è arrivata la decisione dell&#8217;Amministrazione comunale per la cittadinanza simbolica ai bambini nati a Crotone da genitori immigrati. Una scelta che ha ha avuto l&#8217;apprezzamento del Presidente della Repubblica. </p>
<p>di (v. s.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=61840&#038;Edizione=10&#038;A=20120510">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Amministrative 2012: Abramo verso la vittoria &#8211; La Calabria rimane al centrodestra</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 06:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A poche sezioni della chiusura il candidato del centrodestra Sergio Abramo si avvia a vincere al primo turno le comunali catanzaresi. Gli è bastato un pugno di voti per superare il 50% necessario a sbaragliare la concorrenza del candidato del centrosinistra Salvatore Scalzo, la cui giovane e colorata avventura si ferma solo intorno 43%. Nottata [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A poche sezioni della chiusura  il candidato del centrodestra Sergio Abramo si avvia a vincere al primo turno le comunali catanzaresi. Gli è bastato un pugno di voti per superare il 50%   necessario a sbaragliare la concorrenza del candidato del centrosinistra Salvatore Scalzo, la cui giovane e colorata avventura si ferma solo intorno 43%.<span id="more-23074"></span></p>
<p>Nottata al cardiopalmo anche a Palmi, il Comune più popoloso tra quelli al voto in provincia di Reggio, dove il candidato del centrodestra Giovanni Barone alla fine non è riuscito, seppur di pochissimo, a superare il quorum necessario ad evitare il ballottaggio. Offerta dunque una seconda chance al candidato del centrosinistra Salvatore Boemi che in questa tornata si è attestato poco oltre il 22%. Ottima affermazione per il terzo dei candidati in campo, Francesco Trentinella, che ha sfiorato il 20% delle preferenze.</p>
<p>Sia a Catanzaro che a Palmi il risultato finale si è giocato su una manciata di voti. Certamente per ciò che riguarda questi Comuni fioccheranno nei prossimi giorni i ricorsi da parte dei candidati interessati, visto l&#8217;alto numero di schede bianche e nulle.</p>
<p>Sul filo del rasoio anche la partita giocata a Paola, uno tra i Comuni più importanti della provincia di Cosenza. Alla fine la spunta il candidato del centrodestra Basilio Ferrari che con il suo 48,8% supera l&#8217;avversario Carlo Gravina, fermo al 34%, senza però evitare il turno di ballottaggio che si terrà i prossimi 20 e 21 maggio. Buone affermazioni anche degli outsiders Alessandro Pagliaro e Giovanni Abruzzo rispettivamente al 10% e al 7%.</p>
<p>Anche a Cassano allo Jonio vince il candidato del centrodestra Mimmo Lione che però con il suo 44% non riesce ad evitare il ballottaggio. Tra 15 giorni dovrà vedersela con il candidato del centrosinistra Giovanni Papasso che si è fermato in questo primo turno sotto il 29%. Decisivi saranno i voti di Luca Iacobini, candidato di due liste civiche, che in questa tornata ha raggiunto il risultato del 6,5%.</p>
<p>Affermazione del centrosinistra invece a Castrovillari (CS), dove però Domenico Lo Polito, candidato del Partito Democratico, non è riuscito ad andare oltre al 45%. Al ballottaggio il confronto sarà con il candidato centrista Ferdinando Laghi che si è attestato attorno al 34%. Fuori dai giochi invece Mario Rosa, candidato del PdL che si ferma al 20% e Vincenzo Ventura che con la sua unica lista a sostegno raccoglie un misero 1,60%.</p>
<p>Complessivamente il dato regionale dell&#8217;affluenza al voto del 68,31, in netto calo rispetto alle precedenti amministrative, rispecchia una tendenza alla disaffezione da parte dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni.</p>
<p>Politica ed istituzioni che continuano a parlare in Calabria quasi esclusivamente al maschile. Tra tutti i Comuni al voto in questa tornata elettorale l&#8217;unico ad eleggere un Sindaco donna è Francavilla Angitola, in provincia di Vibo, dove alla fine la spunta Antonella Bertucca che guiderà da domani il Municipio cittadino.</p>
<p>Singolari i dati dei Comuni di Grotteria e Placanica, entrambi in provincia di Reggio Calabria. A Grotteria il candidato Salvatore Leoncini (Progresso per Grotteria) la spunta con un solo voto di vantaggio sul suo avversario Nicola Adrianò (Uniti per Grotteria). </p>
<p>A Placanica invece è pari e patta tra Rocco Mario Clemeno e Antonio Condemi. I due candidati hanno spaccato l&#8217;elettorato comunale esattamente a metà, raccogliendo 417 voti a testa e determinando in questo modo la necessità del turno di ballottaggio per la scelta del primo cittadino, sperando che tra 15 giorni almeno uno degli 834 elettori di Placanica decida di cambiare idea.</p>
<p>di Stefano Perri</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.strill.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=129238">strill.it</a></p>
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		<title>In serata il sindaco o ballottaggio &#8211; In calo l&#8217;affluenza (- 4,86%) nella prima giornata elettorale; complice &#8211; forse &#8211; la promozione dei giallorossi &#8211; Le urne resteranno aperte fino alle ore 15, poi lo spoglio delle schede</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/07/serata-sindaco-ballottaggio-calo-laffluenza-486-nella-prima-giornata-elettorale-complice-forse-promozione-dei-giallorossi-urne-resteranno-aperte-fino-alle-ore-poi/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:37:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Forse in questa circostanza di calo &#8220;fisiologico&#8221; non si può proprio parlare: meno elettori nei seggi, certo; ma quando al Ceravolo c&#8217;è una sorta di &#8220;finale&#8221;, una partita che vale una stagione, come si fa a pretendere che la gente stia in fila dietro l&#8217;urna? C&#8217;è tempo fino alle 15 di oggi per [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Forse in questa circostanza di calo &#8220;fisiologico&#8221; non si può proprio parlare: meno elettori nei seggi, certo; ma quando al Ceravolo c&#8217;è una sorta di &#8220;finale&#8221;, una partita che vale una stagione, come si fa a pretendere che la gente stia in fila dietro l&#8217;urna? C&#8217;è tempo fino alle 15 di oggi per recuperare qualche punto percentuale e rimettersi in carreggiata.<span id="more-23048"></span></p>
<p>Affluenza in calo, dunque, a Catanzaro ma anche altrove. Quando alle 22 di ieri sono stati chiusi i seggi, nel capoluogo di regione aveva votato il 53% degli aventi diritto, che poi sono 76.786. In netto calo rispetto all&#8217;ultima (recentissima) tornata elettorale, quella dello scorso anno che vide l&#8217;affermarsi di Michele Traversa: in quella circostanza alla stessa ora aveva votato il 57,86% degli elettori. Un calo, dunque, del 4,86%.</p>
<p>Chiamati al voto per l&#8217;elezione del sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale, i catanzaresi hanno risposto con una certa pigrizia; un &#8220;trend&#8221; evidenziato già col primo rilevamento, quello delle ore 12, quando in città aveva votato il 13,7% degli aventi diritto contro il 16,4% dello scorso anno.</p>
<p>Uno scarto che è andato accentuandosi nel primo pomeriggio e che è stato possibile verificare con il secondo rilevamento, quello delle ore 19, con una percentuale dei votanti pari al 38,18 contro il 44,18 dello scorso anno. Cioé meno 6%. Niente di anormale se si tien conto che tra le 12 e le 19, cioé nel pomeriggio, c&#8217;è stata la partita di calcio che ha visto la promozione dell&#8217;Us in Prima Divisione, che con il corollario dei festeggiamenti ha portato parecchia gente lontano dai seggi. In serata infatti un certo recupero c&#8217;è stato, e la flessione, come detto, si è attestata al 4,86%.</p>
<p>In controtendenza i candidati alla carica di sindaco: diligentemente, sotto lo sguardo dei fotografi, hanno esercitato il diritto al voto in mattinata: Pino Celi, leader dell&#8217;area di centro, ha votato alle 9.30 nella sezione 83, nella scuola elementare del plesso Porto, ubicata nell&#8217;area Teti. Il candidato della coalizione di centrosinistra Salvatore Scalzo ha votato alle ore 10 nei locali della scuola elementare del rione Corvo. Elio Mauro, che guida una lista civica, si è recato alle urne intorno alle 10,30 nel seggio allestito nella scuola elementare di Piano Casa. Infine il candidato sindaco del centrodestra Sergio Abramo ha votato alle 11 nel seggio della scuola elementare di via Bambinello Gesù.</p>
<p>Non ha votato invece Antonio Carpino, candidato sindaco per il Partito Comunista dei Lavoratori. Nessuna dimenticanza: lui, pur se catanzarese &#8220;doc&#8221;, è residente a Montepaone Lido e dunque non gli è possibile&#8230; sostenersi.</p>
<p>La prima giornata elettorale è trascorsa senza alcun intoppo. Dai seggi non è stata segnalata alcuna situazione anomala, nessun incidente. I seggi, aperti questa mattina dalle 7; lo scrutinio subito la chiusura delle urne, alle 15; questa sera Catanzaro saprà se ha un nuovo sindaco o dovrà attendere il ballottaggio.</p>
<p>di Paolo Cannizzaro</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=59909&#038;Edizione=9&#038;A=20120507">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Zero fondi, si rischia Rosarno bis</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:32:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quando si insediò, del governo Monti si disse: liberista in economia, liberale sui diritti civili, addirittura progressista sul tema delle migrazioni. Cinque mesi dopo invece la musica è un&#8217;altra: ultraliberista in economia, pavido e immobile in tema di libertà civili. Lo stile è cambiato, ma la sostanza no. Maroni&#038;Calderoli sono un ricordo sbiadito del passato [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si insediò, del governo Monti si disse: liberista in economia, liberale sui diritti civili, addirittura progressista sul tema delle migrazioni. Cinque mesi dopo invece la musica è un&#8217;altra: ultraliberista in economia, pavido e immobile in tema di libertà civili. Lo stile è cambiato, ma la sostanza no. Maroni&#038;Calderoli sono un ricordo sbiadito del passato ma i nuovi Riccardi e Cancellieri non invertono la tendenza. Tanto che dalla Calabria si lancia un serio allarme: «Rischiamo altre Rosarno». A farsi portavoce due sindaci antirazzisti: Giovanni Manoccio di Acquaformosa e Mimmo Lucano di Riace. <span id="more-23030"></span></p>
<p>«Le convenzioni firmate tra i soggetti gestori e la Protezione Civile sono completamente disattesi dai ritardi nel pagamento delle spettanze agli enti locali e agli enti gestori, che, malgrado tutto, in una situazione di crisi economica epocale, devono anticipare, da otto mesi, le spese quotidiane degli ospiti. Con le scelte del governo dell&#8217;epoca si è volutamente cercato di distruggere il sistema &#8220;Asilo&#8221;, sostituendo le politiche di accoglienza ed integrazione, che rispondevano ai progetti Sprar, a quelli altamente redditizi della Protezione Civile». </p>
<p>C&#8217;è, dunque, il pericolo di altre Rosarno, con 1600 rifugiati dislocati tra Rogliano, Cetraro, Falerna e Riace. Per il ritardo nelle convocazioni dei richiedenti asilo e per i dinieghi che in questo momento superano il 70% delle richieste, facendo diventare i migranti facile preda della criminalità organizzata, ed anche per la carenza dei rimborsi economici che non garantiscono tranquillità agli operatori. </p>
<p><strong>Il silenzio di Riccardi</strong>. «Tutto ciò rappresenta una miscela esplosiva &#8211; dicono Manoccio e Lucano &#8211; della quale le forze politiche e sociali si stanno completamente disinteressando, lasciando l&#8217;onere della gestione solo ed esclusivamente agli Enti gestori dei progetti». Tace Riccardi (a cui i sindaci hanno scritto più volte), tace Gabrielli, il capo della Protezione civile. </p>
<p>Mentre la Corte dei Conti, a cui è demandato in via preventiva lo sblocco dei finanziamenti, sta attuando una politica di attesa, ritardando le pratiche e mentre la sezione della Calabria sta interpretando in modo restrittivo l&#8217;applicazione dell&#8217;art.10 della convenzione Opcm 3933-2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che recita: «Il soggetto attuatore liquiderà dietro presentazione di fattura le prestazioni entro 30 giorni e non oltre 60 giorni». </p>
<p>Inoltre le risorse per l&#8217;anno 2012 non sono state ancora messe a bilancio, nonostante sia stata prorogata per tutto il 2012 l&#8217;emergenza Nordafrica. Una situazione drammatica, con molti migranti a cui viene respinta la richiesta di asilo senza neppure vedere riconosciute le esigenze di protezione umanitaria. </p>
<p>Il rientro nei paesi di origine è per la maggior parte di loro impossibile per l&#8217;assenza di legami sociali ed economici con paesi lasciati molti anni fa, in giovanissima età. «Si tratta di persone che vanno tutelate per evitare che possano trovarsi allo sbando nel territorio nazionale. Ne conseguirebbero gravi fenomeni di tensione sociale. E se scoppiasse una nuova Rosarno bruceremmo in un attimo anni di integrazione e di accoglienza».</p>
<p>di SILVIO MESSINETTI</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120429/manip2pg/06/manip2pz/321949/manip2r1/Calabria/">ilmanifesto.it</a></p>
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		<title>Catanzaro, la candidata Laria condannata per concussione: “Assunzioni in cambio di fondi” &#8211; Due anni e dieci mesi in primo grado per l&#8217;ex assessore, con interdizione dai pubblici uffici. Ma il suo avvocato dice: &#8220;Può presentarsi lo stesso&#8221; &#8211; Con la &#8220;Lista Scopelliti&#8221; sostiene l&#8217;aspirante sindaco Sergio Abramo, indagato per falsa testimonianza dopo una deposizione contestata nello stesso processo</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/24/catanzaro-candidata-laria-condannata-per-concussione-assunzioni-cambio-fondi-due-anni-dieci-mesi-primo-grado-per-lex-assessore-con-interdizione-dai-pubblici-uffi/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Due anni e 10 mesi di carcere e interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. È stata giudicata colpevole di concussione l’ex assessore al Comune di Catanzaro Caterina Laria, in carica fino al 2005 e oggi candidata alle amministrative di maggio con la lista “Scopelliti presidente” che appoggia l’aspirante sindaco Sergio [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Due anni e 10 mesi di carcere e interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. È stata giudicata colpevole di concussione l’ex assessore al Comune di Catanzaro Caterina Laria, in carica fino al 2005 e oggi candidata alle amministrative di maggio con la lista “Scopelliti presidente” che appoggia l’aspirante sindaco Sergio Abramo. In primo grado, quindi, ha retto l’impianto accusatorio sostenuto in aula dal pubblico ministero Gerardo Dominijanni che, al termine della requisitoria, aveva chiesto 6 anni di reclusione.<span id="more-22984"></span></p>
<p>In sostanza, Laria avrebbe chiesto alla Fondazione “Città Solidale”, che si occupa di assistenza ai disabili, di assumere alcune persone da lei segnalate in cambio di una serie di provvedimenti amministrativi per un progetto comunale. Il “j’accuse” nei confronti del politico di centrodestra portava la firma del presidente della Fondazione, padre Piero Puglisi. </p>
<p>Quest’ultimo, nel 2004, aveva presentato un esposto in cui spiegava di aver ricevuto dalla Laria la precisa indicazione che lei si sarebbe impegnata per l’approvazione di un progetto presentato dall’ente, se padre Puglisi in cambio avesse accettato di impiegare nell’esecuzione alcune persone segnalate.</p>
<p>Secondo quanto riferito dall’avvocato Giancarlo Pittelli, difensore dell’ex assessore, «la pena non va immediatamente in esecuzione e quindi Caterina Laria può regolarmente candidarsi al consiglio comunale di Catanzaro». A margine dell’inchiesta è indagato anche il candidato del Pdl a sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, accusato di falsa testimonianza. </p>
<p>Lo scorso 7 novembre, infatti, Abramo era comparso davanti al tribunale di Catanzaro per testimoniare nel processo a carico del suo ex assessore alle Politiche sociali. Secondo l’accusa si è contraddetto rispetto alle sue precedenti dichiarazioni rese nella fase preliminare dell’indagine e rispetto a quelle degli altri testimoni. </p>
<p>Doveva essere poco più di una formalità e, invece, il suo interrogatorio si è concluso con l’iscrizione dell’ex primo cittadino nel registro degli indagati. La lista “Scopelliti presidente” si appresta, quindi, ad affrontare le prossime elezioni comunali di Catanzaro con un candidato condannato per concussione.</p>
<p>di Lucio Musolino</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/catanzaro-condannata-concussione-candidata-abramo-indagato-falsa-testimonianza/206671/">ilfattoquotidiano.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vendola: la Calabria ha bisogno di rialzarsi &#8211; Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà partecipa a una convention al teatro Masciari, scelto come simbolo della cattiva gestione politica &#8211; «Il centrodestra è un assembramento di affaristi. La sfida comincia da questa città»</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 14:07:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; «La Calabria ha bisogno di rialzarsi in piedi, cominciando proprio da Catanzaro. Per questo tocca a Salvatore Scalzo superare la bella sfida che si ritrova sulle spalle». Il leader nazionale di Sel, Nichi Vendola, scende nel capoluogo per garantire il pieno sostegno al candidato sindaco del centrosinistra nella corsa elettorale verso Palazzo De [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; «La Calabria ha bisogno di rialzarsi in piedi, cominciando proprio da Catanzaro. Per questo tocca a Salvatore Scalzo superare la bella sfida che si ritrova sulle spalle». Il leader nazionale di Sel, Nichi Vendola, scende nel capoluogo per garantire il pieno sostegno al candidato sindaco del centrosinistra nella corsa elettorale verso Palazzo De Nobili. <span id="more-22950"></span></p>
<p>Sfondo della serata, un teatro Masciari colorato di rosso e arancione, gremito da tanti sostenitori, dai dirigenti dei partiti della coalizione e dai candidati al Comune per Sinistra, Ecologia e Libertà, che hanno alternato citazioni di Berlinguer e Gramsci, prima di lasciare il microfono a Vendola e Scalzo, affiancati dal primo cittadino di Lamezia, Gianni Speranza.</p>
<p>«Un teatro pericolante come questo – ha sottolineato Vendola – è indice di incuria e sciatteria, di cattiva gestione e disamore per questa città, l&#8217;emblema di un Paese malato, in cui il territorio è sempre stato considerato come una riserva di caccia per i palazzinari».</p>
<p>Dopo l&#8217;analisi della crisi italiana, in cui si alternano ondate di antipolitica ad un sistema economico che va cambiato, anche per non lasciare terreno fertile alla criminalità organizzata, il leader di Sel si è lanciato a piedi uniti nel contesto locale, sperando nell&#8217;inversione di marcia della burocrazia amministrativa: «Bisogna aprire la macchina comunale ai cittadini, che potranno chiedere spiegazioni sui raggiri della cattiva politica in una Catanzaro maltrattata. È umiliante pensare di ritornare al voto solo un anno dopo, mentre chi c&#8217;era è forse fuggito. Il centrodestra, in Calabria più che altrove, è un assembramento di affarismo e opacità, ma può essere sconfitto dando un segno di riscossa a tutta la regione».</p>
<p>Sono i mali catanzaresi e calabresi le piste più battute da Vendola: «Per i disabili deve essere complicato vivere a Catanzaro, ingorgo di barriere architettoniche da abbattere necessariamente. Questa è una delle capitali della crescita dissennata, un cumulo di fratture urbane e di agglomerati di cemento, che ha bisogno di far lavorare l&#8217;edilizia, non per farla tracimare in periferie oscene e &#8216;ndranghetiste, ma per riqualificare l&#8217;intera città. La Calabria può far propria una politica ecosostenibile per liberare il suo cuore meraviglioso &#8211; che conosco molto bene per esserci venuto in vacanza per un decennio, quando ero vicepresidente della Commissione antimafia &#8211; dalle brutture artificiali».</p>
<p>In apertura, era stato Gianni Speranza a esprimere il suo rinnovato endorsement a favore di Scalzo, dando al voto di Catanzaro un&#8217;impronta regionale: «Il voto nel capoluogo vale per l&#8217;intera Calabria. Sette mesi fa sarebbe stata impensabile un&#8217;altra tornata elettorale in questa città. Invece, la partita si è completamente riaperta e Scalzo ha grandi possibilità di vincere. Sarebbe stupendo per tutti i cittadini calabresi, se un giovane diventasse sindaco del capoluogo, perché tutti noi attorno a lui potremmo combattere con ancora più forza per una Calabria nuova».</p>
<p>Dopo il sindaco di Lamezia e il governatore della Puglia, è toccato a Scalzo chiudere la convention: «La seconda possibilità che ci viene data è un segnale di speranza, mentre il centrodestra è spaccato in due e il &#8220;modello Reggio&#8221;, se tutto va bene, si avvia al suo termine. Pur lasciando che la giustizia faccia il suo corso – ha affermato il candidato del centrosinistra riferendosi alla richiesta di rinvio a giudizio per il presidente della Giunta regionale – una politica d&#8217;altri tempi richiederebbe a Scopelliti un&#8217;autosospensione immediata per il bene della Calabria. Provo tristezza che in un momento del genere, in cui Catanzaro è vilipesa, venga presentata la lista che porta il nome del presidente regionale». </p>
<p>Ricordando l&#8217;inchiesta relativa ai lavori di ristrutturazione di corso Mazzini, «in cui una ditta, dal 2000 al 2006, si è aggiudicata appalti per svariati milioni di euro», Scalzo ne ha avuto un po&#8217; per tutti, prima di promettere polemicamente di «ripulire Catanzaro da un pezzo di centrodestra che persegue l&#8217;interesse particolare e offende la città, nella quale si respira ancora il clima del voto di scambio. Nel settore urbanistico è stato creato un meccanismo, da capovolgere, in cui il diritto diventa favore. Per questo – ha concluso – dobbiamo vincere giocando la carta della mobilitazione».</p>
<p>di Andrea Celia Magno</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=52191&#038;Edizione=9&#038;A=20120420">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno della norma “Ammazza blog”: rettifica obbligatoria e senza replica sul web &#8211; Ricompare la proposta che piace al Pdl. Ma il Pd non è d&#8217;accordo &#8211; Perina (Fli): &#8220;Il Paese si aspetta severe norme contro la corruzione, il traffico di soldi pubblici, la pratica corrente degli appalti gonfiati e il Popolo della Libertà non trova di meglio di questo&#8221;. Di Pietro: &#8220;Scempio della giustizia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 08:10:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo essere uscita 5 mesi fa dalla porta la norma “Ammazza blog” rientra dalla finestra. Lo fa con la bozza del ministro Paola Severino su una nuova regolamentazione sulle intercettazioni. A dire il vero, tuttavia, buona parte della maggioranza (Pd, Fli) si mette già di traverso. Il punto di partenza per la discussione, infatti, è il ddl Alfano-Bongiorno. La norma in questione prevede che ogni gestore di sito informatico abbia l’obbligo di rettificare ogni contenuto sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi. Non c’è possibilità di replica: chi non rettifica entro 48 ore paga fino a 12mila euro di multa.<span id="more-22927"></span></p>
<p>L’esempio di scuola – per paradosso – potrebbe essere questo: un sito racconta di un arresto, un arrestato dal carcere può far scrivere magari dal suo avvocato che non è vero che è stato arrestato e il sito web è costretto a pubblicare la rettifica (senza replicare), pena la maximulta.</p>
<p>Sulla questione non c’è stata una lettura doppia conforme del Parlamento, come su buona parte del provvedimento quindi la norma può essere modificata, come dimostrano i diversi emendamenti già presentati alcuni mesi fa. Sulle intercettazioni, spiega il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa, “il ministro ha detto di considerare che i tempi sono maturi per la ricalendarizzazione” del ddl. Si riparte dal testo Alfano-Bongiorno, appunto, e già questo ha provocato attriti tra Pdl e Pd (che voleva ricominciare da un nuovo disegno di legge, vista la posizione contraria al testo uscito dalla commissione).</p>
<p>“Il Paese si aspetta severe norme contro la corruzione, il traffico di soldi pubblici, la pratica corrente degli appalti gonfiati e il Pdl non trova di meglio che infilare nella bozza Severino sulle intercettazioni la norma “Ammazza blog” che aveva finto di rimangiarsi in aula appena cinque mesi fa”, afferma in una nota la deputata di Futuro e Libertà Flavia Perina. </p>
<p>“Il lupo perde il pelo ma non il vizio – ha rincarato il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro – Invece di pensare a rafforzare il lavoro dei magistrati, il Palazzo vuole limitare fortemente le intercettazioni, strumento indispensabile per l’attività investigativa e per l’informazione. L’Italia dei Valori si opporrà, come ha sempre fatto, in tutte le sedi contro questo scempio della giustizia. Non si capisce perché cambiano i governi ma le proposte di penalizzare la giustizia sono sempre le stesse. Non consentiremo che si ostacoli la ricerca della verità né che si metta il bavaglio alla Rete e alla libera informazione, con la norma ammazza blog”.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/ammazza-blog-ritorno-della-norma-piace-pdl-rettifica-obbligatoria-senza-replica-pdl/205100/">ilfattoquotidiano.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il procuratore di Catanzaro: “Non abbiamo nemmeno più la carta, così si blocca la giustizia” &#8211; Sconosciuta l&#8217;entità dei fondi assegnati dal Ministero che, dopo quattro mesi dall&#8217;inizio del 2012, non ha ancora reso noti i relativi capitoli di bilancio &#8211; L&#8217;ufficio giudiziario soffre da tempo di carenze croniche.&#8221;C&#8217;è da fare, ma come potremmo continuare con venti cd?&#8221;</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/13/procuratore-catanzaro-non-abbiamo-nemmeno-piu-carta-cosi-blocca-giustizia-sconosciuta-lentita-dei-fondi-assegnati-dal-ministero-che-dopo-quattro-mesi-dalliniz/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“In Calabria non siamo più in grado di garantire la difesa della legalità su tutto il territorio”. L’allarme arriva dal procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli. Insomma, l’ufficio della procura non ha a sua disposizione gli strumenti minimi indispensabili per compiere pienamente il proprio lavoro. Una questione preoccupante, se si pensa che il monitoraggio della [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“In Calabria non siamo più in grado di garantire la difesa della legalità su tutto il territorio”. L’allarme arriva dal procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli. Insomma, l’ufficio della procura non ha a sua disposizione gli strumenti minimi indispensabili per compiere pienamente il proprio lavoro. Una questione preoccupante, se si pensa  che il monitoraggio della criminalità organizzata di tutte le province calabresi tranne quella di Reggio Calabria, spetta proprio all’ufficio di Catanzaro. Il procuratore esprime tutta la sua rabbia: “Non sappiamo più cosa inventarci. E’ inutile ripetere che non ci sono soldi. Senza soldi non si va da nessuna parte. Ci si dica allora piuttosto che non dobbiamo andare da nessuna parte”.<span id="more-22890"></span></p>
<p>Secondo il procuratore c’è il rischio che le attività di indagine subiscano rallentamenti se non addirittura la paralisi perché: ”Mancano i materiali con cui mandare avanti il lavoro e al momento la Procura può contare su appena cento risme di carta e venti cd, un numero ridicolo a fronte delle attività investigative in corso”.</p>
<p>La procura soffre da tempo di carenze croniche e da tempo negli uffici si raziona addirittura la carta, per inviare i fascicoli all’ufficio dei gip e agli avvocati, si utilizzano supporti digitali. Il problema è che adesso stanno finendo anche quelli. Continua Borrelli: “Solo dall’inizio dell’anno a oggi abbiamo arrestato 90 persone per associazione per delinquere di stampo mafioso, ed ancora molto c’è da fare, ma come dovremmo continuare con venti cd?”.</p>
<p>L’ufficio giudiziario poi non può contare nemmeno sui nuovi fondi assegnati dal ministero che, dopo quattro mesi dall’inizio del 2012, non ha ancora reso noti i relativi capitoli di bilancio. Nei mesi scorsi più volte dalla procura di Catanzaro è stato lanciato un allarme e una richiesta di intervento rivolta a chiunque potesse in qualche modo sostenere l’attività giudiziaria. </p>
<p>Una richiesta a cui nel corso del tempo hanno risposto il Comune di San Lorenzo De Vallo (Cs), la Provincia di Catanzaro, il Consiglio distrettuale dell’ordine degli avvocati di Catanzaro ed il Comune di Catanzaro, che hanno donato alla Procura carta, tre computer e cinque fax.</p>
<p>Donazioni “graditissime” continua Borelli ma “non si può certamente pensare che l’ufficio possa reggersi su questo, né che noi possiamo continuare a chiedere l’intervento di chi non è deputato a provvedere alle spese della giustizia”.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank"<br />
 href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/procuratore-catanzaro-abbiamo-nemmeno-carta-cosi-blocca-giustizia/204008/">ilfattoquotidiano.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Trasporto locale, in vista 150 licenziamenti &#8211; Criticata la delibera regionale n. 147 che prevede anche tagli nel chilometraggio e di conseguenza meno risorse verso il settore &#8211; Sul piede di guerra Confail, Uil, Ugl e Cgil pronte allo sciopero: troppo penalizzata la provincia bruzia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:08:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Ha scatenato una serie di reazioni la delibera regionale n. 147 dello scorso trenta marzo. È incentrata essenzialmente sui tagli al trasporto pubblico locale, che a quanto pare penalizzerebbe soprattutto la provincia bruzia. Il territorio cosentino, infatti, rischia di perdere, in termini di risorse disponibili per il servizio su gomma, diversi milioni di [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Ha scatenato una serie di reazioni la delibera regionale n. 147 dello scorso trenta marzo. È incentrata essenzialmente sui tagli al trasporto pubblico locale, che a quanto pare penalizzerebbe soprattutto la provincia bruzia. Il territorio cosentino, infatti, rischia di perdere, in termini di risorse disponibili per il servizio su gomma, diversi milioni di euro, pronti a ripercuotersi sul personale dipendente delle ditte private. Molti lavoratori, infatti, tra autisti e controllori, sarebbero già in odore di licenziamento. Si parla addirittura di 150 esuberi.<span id="more-22896"></span> </p>
<p>Almeno stante ai calcoli effettuati dai sindacati. Tanto è bastato a far scattare l&#8217;allarme e nella prossima settimana l&#8217;insoddisfazione potrebbe trasformarsi in corteo di protesta. Lo denunciano i rappresentanti dei lavoratori, determinati ad alzare le barricate. Intanto, il consigliere regionale delegato ai Trasporti, Fausto Orsomarso, è in procinto di lasciare l&#8217;incarico (rappresenta il Cosentino a Palazzo Campanella), mentre la batosta dei tagli grava essenzialmente sulla testa delle aziende private, che si sono viste decurtate perfino il &#8220;percorso stradale&#8221;. </p>
<p>Dei 4,5 milioni di chilometri eliminati in tutta la Calabria, tre riguarderebbero proprio la provincia di Cosenza. Da qui la &#8220;paccata&#8221; di euro in meno di finanziamenti, destinata – dicono gli addetti ai lavori – a riversarsi sul personale dipendente. Se l&#8217;ipotesi licenziamento dovesse concretizzarsi, sarebbe un altro boccone amaro da mandare giù per un territorio già fortemente penalizzato. D&#8217;altronde la politica della razionalizzazione della spesa sta colpendo diversi settori, come la sanità. </p>
<p>Adesso tocca i trasporti, rispetto ai quali i sindacati non transigono: «Significa l&#8217;annullamento del diritto alla mobilità», incalza Mario Litrenta, segretario generale della Uil-Trasporti per la provincia di Cosenza. Che chiama in causa la classe politica bruzia, affinchè si faccia portavoce presso il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti. </p>
<p>«Perchè deve pagare sempre Cosenza?», si domanda Litrenta. «Non bastavano le &#8220;sforbiciate&#8221; agli ospedali?. I nostri politici prendano in mano la situazione sapendo che a breve ci saranno proteste e scioperi». La delibera prevede la soppressione dei cosiddetti servizi a basso contenuto di traffico, evitando i doppioni. Dove operano efficacemente le Ferrovie della Calabria, per esempio, è inutile mantenere anche il trasporto su gomma. Questa sarebbe la logica della delibera regionale, considerando pure i mancati trasferimenti dello Stato alle Regioni. </p>
<p>A Litrenta, però, le scelte operate dal maggiore ente istituzionale calabrese non piacciono affatto. «Chiediamo ai vertici regionali di fare un passo indietro. In questo modo si mette in ginocchio il sistema dei trasporti e si blocca l&#8217;economia». Il segretario generale della Uil, che parla anche a nome delle segreterie di Filt-Cgil, Fit e Ugl, ricorda anche i tagli che subiranno i servizi universitari di lunga percorrenza dove i collegamento risultano sovrabbondanti. E il riferimento è alle corse verso l&#8217;Unical. «Un altro colpo al cuore», commenta. </p>
<p>In merito a tale vicenda si è inserita pure la Confail, la quale protesta energicamente n ei confronti della delibera n. 147: «Questo provvedimento creare disagi a tutta la provincia di Cosenza, tenuto conto che la Regione non ha predisposto il piano regionale dei trasporti, così non delineando principalmente i servizi essenziali e quelli minimi, a garanzia della mobilità interna delle zone più disagiate dell&#8217;entroterra. Il taglio dei chilometri riferiti alla provincia bruzia – incalza la Confail – , che risulta essere la più penalizzata, non tiene conto del polo attrattivo della stessa Regione, che è l&#8217;Unical e il secondo polo che è la città di Cosenza. Ci preoccupa, poi, il mantenimento dei livelli occupazionali. Ecco perchè chiediamo la sospensione della delibera».</p>
<p>di Salvatore Summaria</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=49121&#038;Edizione=8&#038;A=20120413">gazzettadelsud.it</a></p>
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