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Quegli eretici che prima di cambiare il mondo hanno cambiato se stessi

in economia e lavoro / innovazione e ricerca

ZAGARISE – Domenica 11 ottobre un centinaio di persone, provenienti dagli angoli più remoti della regione e anche dalla Sicilia, si sono riuniti nonostante il vento, la pioggia e la nebbia a Zagarise, in località Tirivolo, in quello che ormai è diventato un simbolo dell’imprenditoria eretica in Calabria: il parco eco-esperienziale Orme nel Parco.

DSC_0161Un centinaio tra “fiamme che ardono” (ovvero coloro che hanno già avviato un’impresa eretica) e “fuochi sotto cenere” (quelli che attendono di essere ravvivati) hanno dato vita al Raduno delle Imprese Eretiche. Si sono incontrati nel posto più difficile da raggiungere per scambiarsi saperi e consigli, per prendere spunto dalle esperienze di chi è già partito, di chi ha già osato, per creare nuove connessioni.

Ed è stata una giornata ricca di passione, emozioni, intuizioni, riflessioni sul nostro tempo e sulla Calabria, regione dalle grandi risorse e potenzialità inespresse, storicamente zavorrata da un complesso di inferiorità ereditario, dalla propensione al vittimismo, dal peso del giudizio degli altri e dalla diffidenza reciproca.

All’incontro erano presenti anche le promesse, due startup formate da giovani appena diplomati in attesa di cimentarsi nella loro prima impresa, Ohm Factory e Pandosia e(ART)h i nomi delle due iniziative che fanno parte del progetto Giovani&FuturoComune, avviato nel 2014 da Annalaura Orrico e dall’associazione Goodwill, che si pone l’obiettivo di valorizzare i beni comuni ricostruendo intorno a essi una responsabilità sociale condivisa.

DSC_0222L’incontro, presentato e coordinato da Massimiliano Capalbo, autore del libro “La Terra dei recinti” (edito da Rubbettino) che è diventato un manifesto per gli eretici, questa nuova classe imprenditoriale emergente che da diversi anni (il Raduno è alla quarta edizione) opera nel Sud Italia facendosi istituzione, è servito anche a ridefinire alcune parole chiave che Capalbo ha trasformato in hashtag nel corso del suo intervento. Impresa, imprenditore, lavoro, etica, infrastrutture, politica, ambientalismo, vocazione, istituzione, leadership, fiducia, relazione, economia, etica hacker, identità, povertà, queste le parole chiave intorno alle quali si sono snodati i ragionamenti e gli interventi dei 12 protagonisti di quest’anno, parole alle quali è stato restituito il loro originario significato e che sono state trasformate in atti concreti.

“Le Imprese Eretiche sono imprese umane prima che economiche – sottolinea Capalbo – che hanno deciso di prendere in mano il proprio destino senza aspettare che fossero altri a farlo al posto loro, che hanno messo in gioco passioni e talenti e che oggi sono venuti a raccontarci come tutto questo possa essere possibile a patto di essere disposti al sacrificio, perchè la strada che porta al successo è irta di ostacoli e imprevisti che possono ostacolare, rallentare o bloccare il nostro cammino”.

DSC_0267Da Rosario Benedetto che a Roseto Capo Spulico ha avviato la coltivazione delle rose a Salvo Scuderi che in provincia di Catania ha aperto un pastificio biologico; da Stefano Caccavari che a San Floro ha avviato l’Orto di famiglia ai ragazzi del Nido di Seta che sempre a San Floro hanno riesumato e rimesso in piedi la coltivazione del baco da seta; da Nadia Gambilongo che a Rende ha trasformato in giardini le aiule incolte del proprio quartiere a Deborah De Rose che a Cosenza ha aperto uno spazio dove il sapere essere e il saper fare vanno di pari passo; da Roberta Caruso che a Montalto Uffugo sta per avviare un’iniziativa di co-abitazione unica in Italia a Massimo Iiritano che a Montepaone assieme alla moglie hanno trasformato il proprio b&b in una galleria d’arte; da Nicola Bloise che con il suo progetto di ospitalità diffusa ha contribuito a trasformare Morano Calabro in uno dei cento borghi più belli d’Italia a Rosamaria Limardi che a Jacurso, un paesino di seicento anime, con la sua iniziativa volta al recupero delle tradizioni e all’ospitalità si pone l’obiettivo di arrestare l’emigrazione e favorire quella di ritorno.

Sono loro i veri politici, quelli capaci di incidere sulla realtà di tutti i giorni, sui quali riversare da oggi in poi la nostra fiducia perchè non costano nulla alla collettività e mantengono le promesse. Quale eresia più grande? E’ questo il messaggio che il Raduno manda a tutti quelli che credono ancora che il cambiamento possa venire dall’esterno, perchè l’unico cambiamento possibile e realizzabile è quello che riguarda noi stessi.

Al termine del Raduno è stata lanciata una proposta che impegnerà tutti gli aderenti che da qui a un anno dovranno lavorare fianco a fianco per un progetto di marketing territoriale che sfocierà nell’organizzazione di un educational, rivolto a giornalisti e tour operator italiani ed esteri, per far conoscere la nuova Calabria, quella eretica, che esiste, è qui e ora, e agisce ogni giorno per migliorare la qualità della vita innanzitutto dei residenti e poi dei potenziali visitatori.

redazione CN

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