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Raccordo Firmo-Sibari: un protocollo d’intesa contro le infiltrazioni criminali

in ambiente e trasporti

COSENZA – L’Anas, la Prefettura di Cosenza e l’Ati Vidoni SpA-Consorzio Grecale hanno sottoscritto oggi a Cosenza un protocollo di intesa per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’ambito dei lavori di adeguamento a raccordo autostradale della strada statale 534 di “Cammarata e degli Stombi” nel tratto tra lo svincolo autostradale di Firmo dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e lo svincolo di Sibari della strada statale 106 ‘Jonica’.

“La firma dell’accordo – ha dichiarato il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci – oltre a rappresentare uno strumento di massima trasparenza non solo per chi lavora nel settore ma soprattutto per il territorio, è una conferma ulteriore dell’impegno dell’Anas per questo nuovo strategico collegamento autostradale che prevede un investimento complessivo di oltre 143 milioni di euro, finanziato con i fondi PON “Reti e Mobilità 2007-2013”.

“L’Anas – ha sottolineato Ciucci – ha già siglato numerosi protocolli d`intesa sia in Calabria che nel resto del territorio nazionale perché si sono rivelati uno strumento efficace per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata e perché crediamo sia importante costruire nuove infrastrutture nel massimo della trasparenza e della legalità. Questo nuovo protocollo – ha proseguito il presidente dell’Anas – è finalizzato a garantire una rapida e corretta esecuzione delle opere nel rispetto della legge, nonché a prevedere ulteriori misure convenzionali intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia”.

Il protocollo disciplina l’obbligo per l’appaltatore, i subappaltatori e subcontraenti nei confronti dell’Anas di conferimento – preventivo alla stipula di qualsiasi contratto – dei dati della filiera relativi a società e imprese. L’obbligo di conferimento preventivo dei dati sussiste anche per le prestazioni di servizi, trasporti e forniture, noli a caldo e a freddo e per tutte le tipologie di prestazioni “sensibili”.

L’accordo introduce modalità ferree di controllo sulla tracciabilità dei flussi economico-finanziari all’interno dei cantieri e, per garantire maggiore sicurezza contro i tentativi di condizionamento criminale, assicura che le assunzioni della manodopera locale siano regolate da procedure di reclutamento all’insegna della massima trasparenza.

Qualora la Prefettura accerti tentativi di infiltrazione mafiosa ed emetta una informativa ostativa, la Stazione appaltante non rilascia il proprio nulla osta alla stipula del contratto, ovvero procede alla revoca dell’aggiudicazione o nega l’autorizzazione al subappalto e intima all’appaltatore o concessionario di far valere la risoluzione del subcontratto.

L’accordo prevede l’applicazione della penale del 10%, a carico dei soggetti colpiti da interdittiva antimafia, che sarà affidata in custodia all’Anas, quale soggetto aggiudicatore, la quale verserà la penale su un apposito conto corrente fruttifero a disposizione dell’appaltatore (nei limiti dei costi sostenuti per la sostituzione del subcontraente o del fornitore nella misura massima del 40%). La parte residua della penale, pari al 60%, è destinata all’attuazione di misure volte ad aumentare la sicurezza antimafia secondo le indicazioni che il Prefetto farà pervenire.

La Prefettura di Cosenza istituirà una “cabina di regia” allo scopo di effettuare, mediante incontri periodici, un monitoraggio congiunto e una valutazione complessiva della situazione; alla cabina di regia parteciperanno anche i soggetti sottoscrittori.

redazione calabrianotizie.it

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