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Reggio, arrestato latitante. Si nascondeva in una casa protetto dai complici

in politica e cronaca

REGGIO CALABRIA – Ieri notte i Carabinieri di Palmi hanno arrestato un pericoloso latitante. Si tratta del 36enne Francesco Luppino, catturato a Reggio Calabria, nella zona di Catona, insieme a 5 suoi favoreggiatori, con l’ausilio dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria”.

Luppino Francesco cl 1979

Francesco Luppino, cl. ’79

Laurendi Antonino cl 1996

Antonino Laurendi, cl. ’96

Curatola Rosy cl 1996

Rosy Curatola, cl. ’96

Luppino era ricercato dal 2013 per omicidio, tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Nato a Gioia Tauro, l’uomo è ritenuto infatti responsabile, insieme al altri, dell’uccisione di Giuseppe Arimare, del ’52 e del ferimento di Bernardo Princi, del ’74, avvenuti il 2 settembre 2013 a Sant’Eufemia d’Aspromonte, luogo di residenza del latitante.

Dopo un anno e mezzo di indagini, i Carabinieri sono riusciti ad individuare una zona frequentata dai possibili favoreggiatori di Luppino, anche grazie all’utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti elettronici tramite localizzatori, appostamenti e osservazioni, via via sempre più concentrate intorno all’obiettivo individuato. Alle 22 e 30 di ieri sera poi, gli uomini dell’Arma, notavano un’autovettura usata da uno dei fiancheggiatori di Luppino, che veniva parcheggiata in una strada non distante dal presunto luogo di nascondiglio, verso cui si dirigevano due persone scese dall’auto.

Trimarchi Domenico  cl 1991

Domenico Trimarchi, cl. ’91

Corsaro Mimma cl 1974

Mimma Corsaro, cl. ’74

Curatola Francesco cl 1959

Francesco Curatola, cl. ’59

Così decidevano di fare irruzione in un’abitazione, all’interno della quale venivano bloccati e identificati Francesco Curatola, classe ’59, Rosy Curatola, del ’96, Mimma Corsaro, del ’74 e due parenti di Luppino, Domenico Trimarchi, classe ’91 e Antonino Laurendi, del ’96, oltre ovviamente allo stesso Francesco Luppino.

Tutte persone che fino a quel momento lo avrebbero aiutato a sfuggire alla cattura e a nascondersi in quella casa, dove, in seguito alla perquisizione, sono state trovate e sequestrate al Luppino, anche armi e munizioni, quali un fucile calibro 12 senza marca e matricola con 50 cartucce, una pistola semiautomatica di marca “Reggina” con matricola abrasa e caricatore, con 25 cartucce calibro 7.65 e una carabina ad aria compressa, marca Gamo.

armiPertanto Francesco Luppino e Francesco Curatola sono finiti nel carcere di Reggio Calabria, mentre Antonino Laurendi, Domenico Trimarchi, Mimma Corsaro e Rosy Curatole sono stati condotti nelle rispettive abitazioni e sottoposti agli arresti domiciliari.

di Gianluigi Catalano

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