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Regione quanto mi costi? Viaggio negli open data: le spese pazze della Calabria.

in politica e cronaca

Qualche mese fa avevamo messo alla prova la trasparenza delle amministrazioni comunali delle cinque città capoluogo, aggiungendo anche Lamezia Terme in quanto terza città della Calabria per numero di abitanti. Lo avevamo fatto attraverso gli open data e il sito soldipubblici.gov.it, messo a disposizione dal Governo a novembre dello scorso anno. Ma i risultati non erano stati di certo confortanti: cifre eccessive tra cancelleria e computer, spese esorbitanti in contenziosi legali e soprattutto numeri troppo alti in un settore, come quello dei rifiuti, da sempre punto critico per le nostre città.

Ora siamo passati ad analizzare la Regione Calabria, che tra i recenti scandali dei rimborsi e la delicata situazione della sanità, non sembra andare molto meglio. Questa volta abbiamo azzardato anche un paragone con altre realtà italiane, prendendo in esame una regione del nord, la Liguria, una del centro, l’Abruzzo e una del sud, la Puglia, simili per territorio, numero di abitanti e provincie. Il risultato da questo confronto non sembra fare altro che confermare come alcune settori siano più esposti di altri ad enormi spese, spesso fuori controllo.

spese regioni

Rimborsi
In tempi e modi diversi, gli scandali sui rimborsi illeciti a carico degli enti regionali, ha toccato un po’ tutta Italia e lo scorso giugno anche la nostra Regione. La vicenda, i cui fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 2010 e il 2012, ha visto il coinvolgimento di gran parte della giunta (a esclusione del presidente Mario Oliverio) che è stata costretta a dimettersi nell’immediato. Tra le voci più assurde (tra cui cene, Gratta&Vinci, vini pregiati e lapdance), comparivano soprattutto rimborsi per viaggi ingiustificati, sia in Italia che all’estero. Nel sito istituzionale, che prende in esame l’anno in corso (non ancora concluso) e quello precedente, la Regione ha registrato come “indennità di missione e rimborso viagginel 2014 quasi 1,4 milioni di euro, mentre nella prima parte del 2015 poco meno di 243mila euro. La cifra, quest’ultima, è nettamente inferiore a quella dell’anno precedente e difficilmente dovrebbe riuscire a raggiungerla, ma per un paragone completo bisognerà attendere le spese dei mesi restanti. La Liguria, la cui “rimborsopoli” è emersa nel mese di aprile, sembra registrare cifre alquanto contenute rispetto alla nostra regione: 286mila euro nel 2014 e 108mila fino ad agosto 2015. Anche l’Abruzzo mantiene una soglia bassa. Infatti, in un intero anno ha speso quello che noi abbiamo speso in otto mesi: 236mila euro nel 2014 mentre 122mila fino allo scorso mese. La Puglia invece era stata definita qualche mese fa dal suo ex governatore Nichi Vendola, l’unica regione immune allo scandalo sui rimborsi illeciti che aveva colpito molti politici da nord a sud. Ma nel bilancio si segnalano numeri alti rispetto anche alla Calabria: più di 2 milioni di euro per il 2014 e circa 900mila euro per la prima parte del 2015. Nessuno scandalo, certo, ma le cifre risultano comunque particolarmente alte.

Personale
Per fare in modo che il personale sia qualificato e soprattutto possegga le competenze adeguate nei settori della Pubblica amministrazione, la Regione negli anni ha attivato diversi corsi di formazione: dall’inglese, all’informatica e all’utilizzo di software, fino ai corsi dedicati al diritto di accesso ai dati e alle procedure di gara. Pubblicati in modo chiaro sul sito, i corsi per la formazione del personale, sono costati alla Regione 121mila euro nel 2014, mentre fino allo scorso agosto c’è stato un sostanziale ridimensionamento con 13mila euro spesi. La situazione è simile anche in Puglia, dove ai 148mila euro del 2014, sono stati investiti nella formazione del personale finora solo 14mila euro. In controtendenza con le regioni del Sud è invece la Liguria. Se nel 2014 si è speso 102mila euro, nei primi otto mesi del 2015 si è raggiunta la cifra di 118mila euro, di cui 25mila solo nell’ultimo mese di agosto. Così anche in Abruzzo, che è anche la regione che ha speso di meno in corsi di formazione: solo 21mila euro nel 2014 anche se quest’anno è già arrivata a 58mila. A sorprendere maggiormente è la voce relativa ai corsi organizzati per terzi e come si legge sul sito del SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici), si riferisce a “soggetti diversi dal personale della Regione”. Ma ciò che stupisce sono le cifre registrate, in particolare per la Calabria: più di 8 milioni e mezzo di euro nei dodici mesi del 2014 e una diminuzione fino a 2milioni segnalata a metà 2015. Cifre elevate e quasi simili anche in Abruzzo che, sia nell’anno in corso che nel 2014, ha speso circa 2 milioni di euro. In Liguria i numeri son decisamente ridotti se messi a confronto con la Calabria: 7mila euro nel 2014 e meno di 2mila euro in quest’anno. Non sono registrati invece i dati pugliesi.

Incarichi professionali esterni
Interessante ma forse anche preoccupante, sono i costi che la Regione ha sostenuto per le mansioni relative agli incarichi esterni. Se nel 2014 si è speso circa 2 milioni di euro, nell’anno in corso la cifra è già triplicata, arrivando a 6 milioni e mezzo di euro. Molto probabilmente, il forte aumento di spesa è da considerare in rapporto al cambio di presidenza nella nostra Regione, con le elezioni avvenute lo scorso novembre. Potrebbe essere un’ipotesi, ma di certo non una giustificazione. Così come in Calabria, anche le altre realtà prese in esame, sono state chiamate al voto tra la fine del 2014 e giugno 2015. Infatti, l’aumento si è registrato soprattutto in due regioni: in Abruzzo dai 350mila euro del 2014 si è giunti fino ad agosto a più di 2 milioni di euro, mentre in Puglia si è passati da quasi 1 milione e mezzo del 2014 ai quasi 3milioni di quest’anno. Gli incarichi esterni a cui si fa riferimento, sul sito della Regione Calabria, vengono pubblicati in un’apposita sezione in cui sono indicati la durata, il tipo di contratto, il curriculum vitae e l’importo della retribuzione. Le funzioni riguardano professioni quali giornalisti, addetti stampa, consulenti vari, collaboratori coordinati e continuativi, i cosiddetti co.co.co e autisti.

Spese postali
Se nella precedente analisi avevamo posto l’attenzione sull’evidente contraddizione di alcuni comuni, che si ritrovavano in bilancio a dover far fronte a esose spese sia per la cancelleria che per l’utilizzo e la manutenzione di pc e software, in Regione le cose non sembrano migliorare molto. Questa volta abbiamo voluto puntare l’attenzione sulle spese postali, che corrispondono “all’invio di missive, telegrammi, raccomandate, addebitabili all’amministrazione emittente”, si legge sul sito del SIOPE. La Calabria, nonostante l’utilizzo di Internet, di mail e pec, ha registrato una cifra record per i dodici mesi 2014, poco più di 3 milioni di euro. Più contenuta sembra essere stata la spesa della Regione nel 2015, che ha registrato 167mila euro nella prima parte dell’anno. Anche se bisogna notare, nella somma di quest’anno, che 62mila euro sono da riferirsi al solo mese di agosto. Lontane dai nostri numeri, sono invece le altre regioni. Ad esempio l’Abruzzo, che se nel 2014 ha speso 327mila euro in spese postali, ha decisamente ridotto i costi a poco più di 3mila euro nella prima parte di quest’anno. La Puglia, dopo i 355mila euro dello scorso anno, ha speso nei primi mesi del 2015 100mila euro. Sembra essere più proporzionata la Liguria, che dopo i 127mila del 2014, ha registrato 60mila euro fino alla fine di agosto.

Manifestazioni e convegni
Cerimonie, mostre, eventi di vario genere e visite ufficiali. Al Sud non si bada a spese quando si tratta di queste occasioni. Le cifre che vengono riportate sul SIOPE parlano chiaro. Solo nel 2014 la Regione Calabria ha speso per organizzare eventi di vario genere più di 5 milioni di euro, cifra che si abbassa considerando i primi 8 mesi del 2015 raggiungendo poco più di un milione di euro. Anche la Puglia ha segnalato cifre molto simili a quelle calabresi. Distanti anche in questo caso invece Abruzzo e Liguria, rispettivamente 143mila nel 2014 e 189mila nella prima parte del 2015 per la regione del centro e 726mila del 2014 e 212mila nel 2015 per l’ente ligure.

Sanità
Erano i primi mesi del 2008 quando il prefetto Achille Serra, nominato a capo della commissione chiamata a verificare la situazione della sanità calabrese, paragonava alcuni ospedali calabresi a quelli del terzo mondo. Polo di attrazione per affari illeciti e criminali, la sanità negli ultimi anni è stato un settore fortemente indebitato. Infatti, la sanità calabrese è soggetta al piano di rientro del disavanzo dal 2009 che, lo scorso marzo, è stato affidato al commissario ad acta, Massimo Scura, nomina che ha sollevato varie polemiche politiche. In Abruzzo qualche anno fa la situazione non fu migliore. In quel caso si parlò di Sanitopoli e vide il coinvolgimento di due presidenti di Regione per corruzione e concussione. Una vicenda partita per il risanamento del debito in sanità, ma che in realtà si trasformò in una truffa a beneficio di cliniche private e che non risparmiò politici di centrodestra e centrosinistra. Tra scandali, debiti e proteste, quanto sono realmente i soldi che la nostra Regione spende per le aziende sanitarie e ospedaliere? Sempre sul sito ministeriale, per quanto riguarda i trasferimenti correnti ad aziende sanitarie, quindi i finanziamenti delle spese per consumo, la nostra Regione solo nel 2014 ha speso più di 3 miliardi e mezzo di euro. Circa la metà viene registrata in Liguria e in Abruzzo, mentre solo la Puglia supera la nostra Regione, con una spesa di circa il doppio. In Calabria, in seguito alle legge n.9 del 2007, le 11 aziende sanitarie locali sono state convertite in aziende sanitarie provinciali, ridimensionandole a 5. Nell’anno ancora in corso invece sono stati segnalati trasferimenti per circa 1,5 miliardi di euro in Calabria. Cifra simile anche per Liguria e Abruzzo mentre anche in questo caso si distingue la Puglia con quasi 4,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda le aziende ospedaliere, che nella nostra regione sono tre (Catanzaro, Cosenza e a Reggio Calabria) più un policlinico universitario, i trasferimenti correnti sono stati nel 2014 circa 725 milioni di euro contro i 328 milioni dei primi mesi del 2015. In Liguria si sono registrati 213 milioni nel 2014 e 139 milioni euro nel 2015, in Abruzzo si segnalano solo i dati di quest’anno con poco più di 1 milione di euro. Infine in Puglia si sono registrati 835 milioni euro lo scorso anno e 485 milioni fino ad agosto 2015.

di Adelia Pantano

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