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Reportage: nella valle dell’Amendolea

in cultura e società / Fotoreportage / media gallery

“…avevamo superato il livello del Castello di Amendolea […] e davvero magnifica era la vista guardando indietro dai punti della rocca […] Con queste visioni intorno a noi, l’immensa prospettiva di linee degradanti e di torrenti….
Diario di un viaggio a piedi
Edward Lear

Una suggestiva passeggiata che dalla fiumara di Condofuri, attraverso il sentiero che inizia dalla penisola Rocca di Lupo, spartiacque tra la fiumara di Condofuri e l’Amendolea, ci porterà a Gallicianò, pittoresco borgo, definito “il paese più greco d’Italia“, “l’Acropoli della Magna Grecia“, i cui abitanti conservano le antiche tradizioni grecaniche, non solo in ambito linguistico ma anche musicale, gastronomico e rituale, dei loro avi.

Lasciando Gallicianò, tramite una comoda strada sterrata, si potrà scendere nel greto della fiumara Amendolea, grande fiume in epoca greco-romana, molto probabilmente navigabile, che segnava il confine tra i territori di Reggio e Locri.

Da qui, proseguendo verso il mar Ionio, si raggiunge il costone roccioso che si erge nell’area di confluenza tra le fiumare Amendolea e Condofuri, sovrastato, a 358 m s.l.m., dal castello normanno e il borgo di Amendolea, di cui oggi non rimangono che pochi resti.

Articolo e fotoreportage di Nadia Lucisano

Foto 1: fiumara di Condofuri
Foto 2: agavi sulla fiumara di Condofuri
Foto 3: muretti a secco di sostegno dei terrazzamenti coltivabili
Foto 4: fiumara Amendolea
Foto 5: Gallicianò – Γαλλικιάνο
Foto 6: borgo di Gallicianò – Chiesa S. Giovanni Battista
Foto 7: fiumara Amendolea
Foto 8: Croco – Crocus vernus
Foto 9: fiumara Amendolea
Foto 10: castello Ruffo di Amendolea visto dal letto della fiumara
Foto 11: Castello Ruffo di Amendolea
Foto 12: resti del borgo di Amendolea
Foto 13: Chiesa della SS. Annunziata – castello Ruffo di Amndolea
Foto 14: resti del castello Ruffo e del borgo di Amendolea

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