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Rifiuti: continua lo sperpero di risorse per gestire lo stato di perenne emergenza

in ambiente e trasporti

“La questione della gestione dei rifiuti venga affrontata senza perdere tempo”. E’ questo il nuovo allarme lanciato da Legambiente, che chiede alla Regione Calabria e al presidente della IV Commissione Consiliare di interrompere “il prosieguo della non gestione virtuosa” del ciclo dei rifiuti calabresi. Una gestione considerata fino ad oggi fallimentare, a cominciare dalla precedente fase di commissariamento e proseguendo con quella ordinaria successiva, posta in essere dal Dipartimento Politiche dell’Ambiente e dal suo ormai ex dirigente Bruno Gualtieri.

rifiuti a czDa qui parte la denuncia di Legambiente contro il “lassismo” di una Regione che “con soli due decreti e per soli tre mesi per i rifiuti dilapida 8 milioni e 300 mila euro”, sottolineando la mancanza di “volontà di gestire il sistema dei rifiuti in maniera trasparente ed efficace”.

Ma questo è solo l’ultimo dei moniti lanciati dagli ambientalisti in Calabria nei confronti delle istituzioni regionali, riguardo tutti i temi delle politiche ambientali, dal dissesto idrogeologico alla raccolta differenziata, dalla tutela del territorio e del mare all’emergenza depurazione, con un occhio di riguardo per la piaga delle ecomafie.

Di solo poche settimane fa infatti, era l’appello rivolto da Legambiente al presidente Mario Oliverio, per ottenere “risposte ed azioni chiare ad incisive”, ma dichiarandosi allo stesso tempo “pronta a fare la sua parte con proposte e azioni ma anche a denunciare e a vigilare affinchè si trovino soluzioni e sinergie adeguate per affrontare i problemi”.

E in particolare, il presente calabrese dell’associazione ambientalista, Francesco Falcone, auspicava ”scelte forti e decisive” dal nuovo esecutivo, con particolare attenzione all’emergenza rifiuti, anche alla luce dei buoni risultati fatti registrare da molti comuni, come Cosenza e Roccella Jonica, nella classifica dei cosiddetti “ricicloni”.

In quest’ottica Falcone proponeva un piano straordinario di incentivi alla raccolta differenziata “porta a porta” e “che preveda il divieto di conferimento in discarica dei rifiuti non pretrattati”. Pochi giorni dopo queste dichiarazioni, veniva pubblicato dall’Arpacal il “Report rifiuti”, con i dati sulla raccolta differenziata in Calabria relativi al 2013, in cui si evidenziava ancora una volta un’alta percentuale di comuni che non avevano fornito nessuna informazione tra quelle richieste dall’ente per realizzare il rapporto.

Più in generale, si apprendeva dal report una diminuzione della percentuale della raccolta rifiuti in maniera differenziata rispetto al totale di quelli prodotti, dello 0,33 %, mentre i comuni più virtuosi risultavano Pedace e Lappano, in provincia di Cosenza, che rimane la migliore tra tutte le calabresi col 21,84% di differenziata effettuata.

Subito dopo la pubblicazione di questi dati non era mancato l’intervento di Legambiente Calabria, tramite il suo vicepresidente, Andrea Dominjanni, che criticava aspramente il risultato, considerato “frutto della politica della corsa alle discariche che non è più giustificabile e realizzabile”.

Una gestione ordinaria dell’emergenza che Dominjanni considera dannosa, anche perché causa, oltretutto, delle “pesanti sanzioni per le infrazioni comunitarie”, imposte dall’Unione Europea, vista la mancanza di alternative al semplice conferimento in discarica dei rifiuti “tal quale”.

“Serve un programma straordinario di ammodernamento impiantistico finalizzato al nuovo scenario fondato sul riciclaggio e sulle auspicate politiche di prevenzione e riduzione che ad oggi sono ancora un miraggio”, concludeva il vicepresidente, auspicando, in questa direzione, lo sblocco dei finanziamenti regionali per la creazione degli impianti.

Oggi così, si rinnova la protesta degli ambientalisti, già delusi dall’attuale Consiglio Regionale, per la proroga della legge Orsomarso, che prevede l’utilizzo di impianti privati per lo smistamento dei rifiuti fino a settembre 2015 e che dal 22 novembre 2012 viene affidata, “di proroga in proroga”, alla Ecologia Oggi Spa.

In realtà invece la convenzione avrebbe previsto l’affidamento della gestione dei rifiuti per un periodo di soli 6 mesi, prorogabili per altri 6, fino alla nomina, tramite gara d’appalto europea, del nuovo gestore. Ma di mesi adesso, ne sono passati 27 e 50 sono i milioni di euro spesi, per la colpevole inerzia della politica, afferma Legambiente, esortando il nuovo direttore generale del Dipartimento Politiche dell’Ambiente, ing. Pallaria, a cambiare rotta e dare un impulso decisivo al cambiamento che i cittadini calabresi si aspettano.

di Gianluigi Catalano

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