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Rifiuti tossici a Lattarico: le analisi Arpacal non confermano le dichiarazioni del pentito Pulicanò

in ambiente e trasporti

LATTARICO – I cittadini di Lattarico possono tirare un sospiro di sollievo. Le dichiarazioni rilasciate durante la scorsa estate dal pentito Mattia Pulicanò sull’interramento di rifiuti tossici nel paese in provincia di Cosenza, infatti, non sono da ritenere attendibili. Questo almeno è quanto stabilito dalle autorità competenti.

© Nicola Baldieri/Lapresse 09/11/2014 Ercolano (Na) - cronaca Rifiuti tossici sotterrati a un metro di profondità, in un fondo agricolo su cui si coltivavano i famosi pomodorini dop "del Piennolo", sono stati scoperti nel Parco Nazionale del Vesuvio dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato. Su un bidone tirato fuori dagli uomini della Forestale è presente la scritta «Montedison», nota azienda della chimica italiana.A seguito dell’inchiesta aperta dalla procura distrettuale di Catanzaro, e della richiesta da parte del sindaco di Lattarico, Antonella Blandi, di un intervento dell’Arpacal affinché fossero effettuate le analisi specifiche nell’area indicata da Pulicano, qualche giorno fa sono stati resi noti i risultati delle indagini.

I tecnici dell’Arpacal, responsabili delle analisi delle sorgenti sotterranee e degli ortaggi coltivati nella zona in questione, non hanno trovato indici chimici di inquinamento, in quanto “i risultati analitici non hanno evidenziato superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione delle acque sotterranee”. Le dichiarazioni del pentito, dunque, non hanno ottenuto riscontro nelle analisi effettuate e così a Lattarico si può tornare alla normalità.

Redazione CN

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