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Banda ultralarga entro l’estate 2015 in tutti i comuni calabresi. Ma serve ammodernare le PA

in innovazione e ricerca

FALERNA – Una Calabria digitale. Sembra più un ossimoro che un obiettivo quello lanciato ieri da Telecom Italia, Regione Calabria e Infratel, ma fa comprendere la portata dell’impresa che i tre soggetti si sono impegnati a portare a termine entro quest’anno. Da regione ultima in Europa secondo gli indici che definiscono il digital divide, la Calabria potrebbe addirittura fare da guida verso la prossima rivoluzione tecnologica: la banda ultralarga da 100 e oltre Mbps.

banda largaSe prendiamo il caso nazionale, gli indicatori presentano un quadro per niente confortante. La diffusione delle reti di nuova generazione in Europa, secondo i dati del 2013, si attesta al 62%, mentre in Italia al 14% (fanalino di coda). Ma sempre in Italia nel corso del 2014 c’è stato un incremento fino al 30%. La nostra regione potrebbe insomma fare da propulsore per l’intero Paese. Ma gli ostacoli da superare non sono per nulla facili e sono legati, più che a questioni tecniche, ad aspetti sociali e culturali.

In Calabria solo il 60% della popolazione ha accesso a internet. Un gap enorme rispetto al resto d’Italia e soprattutto d’Europa che se non colmato rischia di isolare ancora di più un territorio che è già adesso considerato la periferia (non solo in termini geografici ma anche secondo i parametri economici e sociali) del Vecchio Continente.

Ecco perché il progetto di Telecom Italia per cablare tutto il Paese con la banda ultralarga, parte proprio dalle regioni del Meridione, in particolare da Calabria, Basilicata, Molise, Puglia, Lazio, Sicilia e Campania. Ieri, presso l’Hotel Eurolido di Falerna si è tenuto il convegno “Lo sviluppo della Calabria viaggia sulla Banda ultra larga: tutti i Comuni saranno connessi entro il 2016”, per annunciare i lavori che stanno già interessando il territorio calabrese dal novembre 2014, per un investimento complessivo di 100 milioni di euro, di cui 63,5 di finanziamento pubblico tramite i fondi europei Fesr e 36,6 milioni stanziati da Telecom Italia.

La fibra ottica arriverà, dunque, in tutti i comuni della regione “entro l’estate prossima”, ha assicurato il presidente Telecom, Giuseppe Recchi, che ha poi annunciato il piano industriale per la banda ultralarga in tutta Italia per un investimento da 10 miliardi nell’arco di tre anni. Il gruppo Telecom ha vinto i bandi per la realizzazione della nuova infrastruttura, attraverso i progetti regionali cofinanziati con fondi europei, regionali e nazionali, destinati alle cosiddette “aree bianche” (vale a dire le zone meno redditizie), per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea sull’alfabetizzazione digitale.

“Il gap può essere colmato – ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio – E la Calabria vuole essere parte attiva di questa rivoluzione digitale. È una battaglia imprescindibile se vogliamo crescita e occupazione nella nostra regione”. Ma non è soltanto un obiettivo economico. Se oggi l’accesso alla rete definisce il grado di cittadinanza, è chiaro come in Calabria l’emancipazione sociale sia ancora ben lontana dall’essere realizzata. “L’attuazione dell’Agenda digitale – ha chiarito il Governatore – non è una semplice questione tecnologica, ma sociale e culturale. In questa strategia il digitale non è il fine ma il mezzo. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita, lo sviluppo economico e la rigenerazione della vita democratica. Su questo progetto la Calabria si gioca il suo futuro. Per cui chiediamo a tutte gli Enti pubblici del territorio impegno e collaborazione”.

Le infrastrutture digitali garantiscono efficienza e trasparenza. Ma naturalmente da sole non bastano. Su di esse devono poter viaggiare i dati. Come se si costruisse una modernissima autostrada a 4 corsie. Se non ci viaggiano le automobili, allora diventa un’infrastruttura inutile e costosa.

Per questo “serve riorganizzare le PA con singoli progetti in ogni settore”, ha evidenziato ancora Oliverio che ha poi ammesso come “oggi manchino gli strumenti d’innovazione digitale in Regione. Ma l’Ente regionale deve essere la guida per questa rivoluzione e quindi non può esimersi dal trasferire tutti i suoi servizi sulla rete”.

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Da sinistra: Mario Oliverio, Giuseppe Recchi ed Enza Bruno Bossio

Tra gli interventi messi come priorità dall’Amministrazione regionale c’è il completo trasferimento in digitale di tutti i dati e gli atti pubblici dell’Ente su trasporti, gestione rifiuti, ecc. Ma serve anche diffondere la cultura del digitale nella classe imprenditoriale, favorire la transizione al digitale di tutto il sistema produttivo calabrese.

Oggi dunque lo strumento per cambiare i servizi pubblici, migliorare la trasparenza e l’accesso agli enti e aumentare l’alfabetizzazione digitale, c’è. O meglio, ci sarebbe. “La banda ultra larga da 100 Mbps arriva già in più di 180 sedi di Pubbliche amministrazioni”, ha annunciato Recchi che ha sfatato, almeno a parole, i “falsi miti” che circolano sulla rete: “Si dice che non esiste la connettività in fibra ottica in Italia. Questo non è vero, la banda larga (quella da 7-10 Mbps) arriva al 90% della popolazione italiana”. E probabilmente è vero che la banda larga arrivi in tutte le aree del Paese. Il problema però è che il segnale quando deve propagarsi dai ripetitori alle singole case dei cittadini si disperde in maniera eccessiva, arrivando ai cittadini ridotta anche più del 50%.

“La banda ultralarga – ha aggiunto il rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci – è uno strumento utile per far conoscere questa regione ai calabresi. Perché la gran parte della popolazione non conosce la propria terra”. Crisci ha poi garantito che le professionalità per gestire la nuova infrastruttura sono state già formate dalle università calabresi. Un know how riconosciuto anche da Enza Bruno Bossio, componente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera che ha sottolineato come la rivoluzione digitale sia ormai “un processo ineludibile. Nel giro di un anno e mezzo, si completerà lo switch off dalla carta al digitale. E questo progetto va nella giusta direzione. È una scommessa che vogliamo vincere”.

di Enrico De Grazia

  1. Già, peccato che nel mio paese è già da due anni che è stata posata la fibra ottica, ma ancora andiamo alla velocità di 80 KB/s.
    Altro che nuova era digitale!
    Non basta adagiare la fibra a terra se Telecom non aggiorna le centrali…

    Commento by Simone on 12 marzo 2015 at 23:02