TREBISACCE (CS) – Morire perchè l’ospedale è troppo lontano. Per colpa della spending review, di quel piano di rientro che ha costretto la politica a disporre drastici tagli nella sanità pubblica. Un risparmio di risorse doveroso, culminato nella soppressione o riconversione di molti nosocomi, rivelatosi tuttavia spesso fatale alla salute dei cittadini. La storia di Francesca Rossi, casalinga di Trebisacce, ne è un tragico esempio ed offre motivi di riflessione. [ » ]
La pratica quotidiana dei diritti è l’idea di pace di Emergency
Rendersi disponibili nei confronti di tutte le persone che, per vari motivi, non possono accedere alle cure essenziali; questo è, in sintesi, l’obiettivo che vede da mesi Emergency impegnata nelle zone della Piana di Gioia Tauro. Infatti, grazie al protocollo d’intesa stipulato per il secondo anno consecutivo con l’ASP, l’associazione umanitaria fondata da Gino Strada ha offerto gratuitamente assistenza sanitaria agli stranieri stagionali impegnati nella raccolta di mandarini e arance. [ » ]
In fuga dalla Calabria per disonorata sanità – Un sistema inquinato da malapolitica, pessima amministrazione, affari e criminalità
REGGIO CALABRIA – Parlare di Sanità in Calabria è come rimestare in un secchio di guano. Perché, il più delle volte, il rischio è di barcamenarsi fra malapolitica, pessima amministrazione, criminalità legata agli affari di un settore che copre gran parte del bilancio regionale. Eppure di realtà positive ne esistono, ma soffocano sotto il peso di decenni di scandali, sprechi, inchieste, arresti. [ » ]
Il modello Reggio applicato all’Asp
In questi giorni la parola scandalo ben si accosta alla malapolitica e alla gestione di alcuni settori pubblici molto importanti, come la sanità. Spesso l’uno in funzione dell’altro. Lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria è solo un punto di partenza e non di arrivo, utile a cominciare un percorso che porti alla luce una serie di illegalità che si sono concretizzate dentro le stanze dei bottoni ad ogni livello. Riflettori accesi sull’Asp di Reggio Calabria e non solo. [ » ]
Calabria, vedova Fortugno condannata per truffa, falso e abuso a due anni – Era imputata in qualità di ex vice direttore sanitario dell’Azienda sanitaria di Locri per una frode compiuta nell’estate 2005 ai danni dell’ente per forniture di materiale – “Le accuse che mi sono state rivolte non sono vere” ha detto durante le dichiarazioni spontanee. Poi l’autosospensione
Truffa, falso e abuso. La deputata del Pd Maria Grazia Laganà è stata condannata a due anni pena sospesa, dal Tribunale di Locri. La parlamentare, vedova di Franco Fortugno il vice presidente del Consiglio regionale calabrese ucciso a Locri il 16 ottobre 2005, era imputata in qualità di ex vice direttore sanitario dell’Azienda sanitaria di Locri per una truffa compiuta nell’estate 2005 ai danni dell’ente per forniture di materiale. Al momento della lettura della sentenza Laganà era in aula e nessun commento è stato rilasciato dai suoi legali. [ » ]
Calabria, medici corrotti e medici corretti – Professionisti che scelgono di dire no ai boss e colleghi che cedono a regalie – Le carte dell’inchiesta di Cosenza
Il procuratore capo Enzo Lombardo, l’aggiunto Giuseppe Borrelli e il pm Vincenzo Luberto; avevano visto giusto, seguito la pista esatta, per arrivare ai medici che si vendevano ai mafiosi, alle volte per nient’altro che una cassa di vino pregiato a Natale, in altri casi per ottenere incarichi prestigiosi per i figli. E si erano imbattuti in due casi esemplari; l’uno, per nostra fortuna, è quello di un professionista calabrese ancora integro e non disponibile ad accordo con i boss, che rifiutò di redigere false perizie per consentire agli ‘ndranghetisti di evitare il carcere duro. Un altro, medico, massone ed esponente della borghesia [ » ]
Cosenza, i favori del boss al primario per scontare la detenzione in clinica – Samuele Lo Vato del clan Forastefano di Cassano Ionio ha rivelato ai pm quanto accadeva nella casa di cura Villa Verde di Mendicino – E’ uno dei tanti mafiosi usciti dal 41 bis che, con la complicità di alcuni sanitari, trovavano modo per continuare a dirigere da lì gli affari dei clan
COSENZA – I favori erano di ogni tipo: dai permessi d’uscita dalla clinica a quelli di visita (a dispetto del regime di arresti domiciliari), dalla fornitura di telefoni cellulari al reperimento di documenti di pazienti incensurati a cui intestare le schede sim, fino alle certificazioni false di patologie neuropsichiatriche inesistenti, finalizzate alla scarcerazione e all’ottenimento dei benefici di legge. Le prestazioni in cambio di questi favori erano altrettanto variegate: non si limitavano alla sola consegna di denaro, ma si estendevano a regali di ogni genere. Prosciutti e forme di parmigiano, rolex d’oro, profumi, liquori, automobili, scooter, divani e perfino lenzuola, materassi e condizionatori d’aria, “che servivano ad Ambrosio che in quel periodo stava allestendo un bed and breakfast in Cosenza”. [ » ]
Medici ritardano cesareo: a processo per lesioni gravissime – Il 30 agosto 2010 due sanitari del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale di Polistena non hanno “assicurato una sollecita ed adeguata terapia” a un neonato le cui condizioni si sono aggravate negli ultimi giorni della gravidanza
POLISTENA (RC) – Rinviati a giudizio per concorso in lesioni gravissime verso un neonato. Coinvolti in un nuovo caso di malasanità in Calabria sono due medici dell’Ospedale di Polistena, in provincia di Reggio, Pietro Interdonato e Francesco Romeo, che saranno processati l’11 gennaio 2013 davanti alla sezione distaccate di Cinque frondi del Tribunale di Palmi. Secondo l’avvocato dei genitori del bambino Antonino Napoli, che è anche vice presidente e responsabile legale dell’Osservatorio sui diritti dei minori [ » ]
Il Sant’Anna Hospital rassicura i pazienti: “Il Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare prosegue con assoluta regolarità il suo lavoro”
CATANZARO – In merito alle notizie apparse oggi sulla stampa locale, secondo le quali si sarebbe interrotto il rapporto di collaborazione tra il Sant’Anna Hospital e la sua equipe operatoria, il Centro Regionale di Alta Specialità del Cuore chiarisce e puntualizza che il Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare, in tutte le sue articolazioni, diagnostiche e terapeutiche, prosegue con assoluta regolarità il suo lavoro – del resto, non potrebbe in alcun modo essere altrimenti – e che la risoluzione del contratto decisa dall’Azienda riguarda solo i dottori Mauro Cassese e Gian Luca Martinelli. [ » ]
Muore in corsia, aperta un’inchiesta – La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Maria Grazia Carofiglio, 50 anni, deceduta nel reparto di Psichiatria – La donna è stata stroncata da un malore nella notte. Le sue condizioni non erano gravi
COSENZA – L’ultima morte in corsia rimane una specie di mistero. L’esposto dei familiari di una cinquantenne cosentina ha innescato l’inchiesta del pm Giuseppe Visconti che oggi sfocerà nell’autopsia. Un accertamento tecnico irripetibile sul corpo di Maria Grazia Carofiglio che dovrebbe fornire le prime verità sull’improvviso decesso registrato all’ospedale civile nella notte tra martedì e ieri. È probabile che, comunque, gli esperti della Procura chiederanno del tempo per redigere la loro relazione dettagliata sugli esiti degli accertamenti anatomopatologici e istologici necessari per comprendere cosa sia effettivamente accaduto in corsia. [ » ]