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Chiarezza sulla morte di Ammendola – La commissione acquisisce gli atti dopo il decesso del 37enne nell’ospedale cosentino – La guardia giurata sente dolori alla schiena, entra in sala operatoria e muore tre ore dopo

LAMEZIA TERME – Finisce alla commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e le cause dei disavanzi sanitari regionali la vicenda di Pietro Ammendola, guardia giurata lametina, morto a 37 anni nell’ospedale “Annunziata” di Cosenza lunedì sera. Il presidente della commissione Leoluca Orlando ha chiesto infatti una relazione sul caso al governatore calabrese Giuseppe Scopelliti, che ha la delega alla sanità nella regione. [ » ]

Morte sospetta di un 37enne nell’”Annunziata” di Cosenza – L’uomo ricoverato nell’ospedale lametino per problemi agli occhi era stato trasferito – Dopo l’esposto dei familiari aperta un’inchiesta: oggi l’autopsia

COSENZA – L’ultima morte in corsia nell’ospedale “Annunziata” di Cosenza rimane una specie di mistero. L’esposto dei familiari di un trantasettenne di Lamezia Terme ha innescato l’inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica del tribunale cosentino Giuseppe Cava che oggi sfocerà nell’autopsia. Un accertamento tecnico irripetibile sul cadavere dell’uomo che dovrebbe fornire le prime verità sull’improvviso decesso registrato all’ospedale civile. [ » ]

Calabria, sanità e fabbrica dei voti: Giuseppe Scopelliti e Mario Oliverio due facce d’una sola medaglia

Succede in Calabria, incanto e laboratorio politico-mafioso. C’è un comune, San Giovanni in Fiore (Cs), col record italiano della disoccupazione ed emigrazione. Vi si trova un ospedale, irregolare, vecchio e morente, usato come fabbrica di voti e clientele. La politica se n’è sempre fottuta, giocando sul bisogno altrui. Lì, medici, infermieri e amministrativi hanno consolidato bacini di voti, assicurandosi il potere e benefici come dipendenti pubblici. [ » ]

Ospedale, lo scontro inizia a farsi duro, manifestanti pronti ad azioni eclatanti – La chiusura del Punto nascita ha surriscaldato gli animi – Il sindaco contro la protesta: la gente capirà che siamo dalla parte giusta

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Ieri è iniziata una nuova battaglia campale dopo la chiusura del Punto nascita dell’ospedale. Tutta la città è in fermento. Sino a tarda sera, ieri un sit-in di un centinaio di persone nel piazzale del nosocomio non annunciava nulla di pacifico: «Se domani non arrivassero segnali positivi, giovedì si ritorna allo sciopero e questa volta occuperemo anche la superstrada Crotone-Cosenza». Insomma, la cittadina silana è sul sentiero della protesta. [ » ]

"Ticket sanitari, una vera beffa" – È quanto si afferma in una nota congiunta dei sindacati dei pensionati di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp

CATANZARO – "Il ticket sui farmaci e sulle prestazioni specialistiche rappresenta in Calabria la beffa, aggiunta al danno di un ingente debito sanitario di cui i cittadini calabresi non hanno responsabilità, che in un sistema normale non esisterebbe". È quanto si afferma in una nota congiunta dei sindacati dei pensionati di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp. "Beffa rappresentata anche dall’iniquità del nuovo sistema di esenzione, delle sue limitazioni – prosegue la nota – che fa pagare oggi famiglie disagiate, precedentemente esenti con il sistema Isee. [ » ]

San Giovanni in Fiore, i cittadini in piazza a difendere l’ospedale – Grande manifestazione ieri sera per le vie del centro con la popolazione contraria alla paventata chiusura del nosocomio

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Puntuale alle 17, com’era stata annunciata la manifestazione pro ospedale è partita dall’incrocio dei Cappuccini. Il corteo, con almeno tremila persone, s’è prima snodato lungo via Roma, poi su via XXV Aprile e, infine, il serpentone s’è fermato sullo slargo del locale nosocomio. Davvero tanta gente: donne, uomini, anziani, studenti, medici, impiegati, insegnanti. Insomma c’era tutta San Giovanni e in testa al corteo i sindacalisti della “triplice” e dell’Ugil. [ » ]

‘Ndrangheta, condannato a 11 anni ex consigliere regionale della Calabria – Secondo i magistrati Mimmo Crea era al centro di un intreccio tra criminalità e politica nella gestione della sanità reggina. Sequestrata la clinica privata Villa Anya

REGGIO CALABRIA – Undici anni e tre mesi di carcere. A tanto è stato condannato l’ex consigliere regionale della Calabria Mimmo Crea, accusato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso. La sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Reggio Calabria è arrivata poche ore fa. Ha retto, dunque, l’impianto accusatorio dei pm Mario Andrigo e Marco Colamonici che hanno coordinato l’inchiesta dei carabinieri "Onorata sanità". [ » ]

Le salme dei pazienti non sono nel cimitero – Le comparazioni del Dna hanno escluso che i cadaveri dei dodici degenti scomparsi dal “Papa Giovanni” siano stati inumati clandestinamente – Fondamentali per tentare di far luce sul “giallo” le riesumazioni disposte dal procuratore Giordano

SERRA D’AIELLO (CS) – Le tombe senza nome. E i pazienti scomparsi. Il cimitero di Serra d’Aiello sorge a cento metri dall’istituto “Papa Giovanni XXIII”, diventato famoso per le truffe milionarie compiute dal sacerdote che l’amministrava. All’interno del camposanto non c’è nulla che lasci pensare a delitti, misteri e scambi di cadavere. [ » ]

Malasanità, un nuovo caso ogni 2 giorni – Metà delle vittime tra Calabria e Sicilia

ROMA – Se non è un bollettino di guerra poco ci manca: in Italia, in media, ogni mese, si contano 15 casi di presunta malasanità che finiscono sotto la lente d’ingrandimento della Commissione errori. Uno ogni due giorni. Non tutti i casi, quindi, ma solo quelli di cui si occupa la Commissione parlamentare. E non sono pochi. In poco più di un anno, dal primo ufficio di presidenza di fine aprile 2009 a metà settembre 2010, si contano 242 casi all’esame. [ » ]

La Regione vuole chiudere l’ospedale, il sindaco Sero inizia lo sciopero della fame – Succede a Cariati, in provincia di Cosenza. Il progetto del governatore Scopelliti mette a rischio la salute di 70.000 cittadini da giorni in in stato di mobilitazione

CARIATI (CS) – A rischio c’è il futuro di un ospedale e la possibilità di curarsi per oltre 70.000 cittadini. Capita a Cariati in provincia di Cosenza. L’indignazione cresce tanto da approdare su internet dove i cittadini hanno aperto una pagina di Facebook. Questione di "riorganizzazione", spiega la Regione Calabria. Una risposta che, come al solito, non chiarisce. Per questo Filippo Sero sindaco eletto in una lista civica ha deciso di passare a una protesta estrema: sciopero della fame e consegna della scheda elettorale. [ » ]