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Crotone: sbarco di oltre mille migranti, individuati due scafisti tunisini

in politica e cronaca

CROTONE – Dopo lo sbarco di oltre mille migranti (1.137) avvenuto nel pomeriggio di ieri nel porto di Crotone, la Sezione operativa navale della Guardia di Finanza e la Squadra mobile hanno fermato due uomini tunisini, ritenuti gli scafisti dei due barconi fatiscenti intercettati il 19 settembre dalla nave “Dattilo” della Capitaneria di Porto nel Canale di Sicilia.

sbarco crotone

Lo sbarco dei migranti a Crotone

È il risultato delle incessanti attività di indagine svolte dalle Forze dell’Ordine a seguito dello sbarco. Gli indagati, W. M., nato in Tunisia nel 1989, e C. H., nato in Tunisia nel 1975, sono ora accusati del reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.

I profughi erano partiti a bordo delle due carrette del mare dalle coste libiche, nelle prime ore della mattina del 18 settembre e, viste precarie condizioni di galleggiabilità, sarebbero andati incontro a morte certa se non fosse intervenuto il pattugliatore della Capitaneria di Porto.

Dopo l’operazione di salvataggio, i migranti sono stati trasportati al porto di Crotone, dove ad accoglierli era già operativo il dispositivo di accoglienza, che ha visto impegnati Polizia di Stato, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Carabinieri, Misericordia, Croce Rossa, 118, Comune e le associazioni di volontariato, sotto il coordinamento della Prefettura locale.

Nel contempo, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura e della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Crotone hanno avviato approfondite e mirate attività di indagine, riuscendo a individuare i due soggetti di nazionalità tunisina, che sono stati in seguito interrogati presso la locale caserma della Guardia di Finanza.

Successivamente, attraverso una capillare attività di ricerca effettuata tra i migranti, sono stati individuati e identificati coloro i quali hanno voluto fornire dati utili al prosieguo delle investigazioni, in quanto molti di essi non hanno inteso collaborare, per timore di ritorsioni a opera di altri complici dell’organizzazione criminale che ha gestito il loro viaggio della speranza.

Da alcune testimonianze e dal materiale acquisito è stato possibile accertare che i due cittadini tunisini sarebbero stati coloro i quali hanno condotto i natanti verso le coste italiane.

Gli stessi, inoltre, erano già noti alle Forze dell’ordine per aver più volte fatto ingresso illegale nel nostro Paese negli ultimi anni. Sulla scorta degli elementi acquisiti, i due sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto e portati presso il carcere di Crotone, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

redazione CN

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