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Scuole: in Calabria diminuiscono gli studenti iscritti ma aumenta il numero di stranieri. Un po’ di numeri dopo la riforma della “Buona Scuola”.

in cultura e società

È iniziato il nuovo anno scolastico e negli istituti calabresi si contano sempre meno studenti. Stando ai numeri pubblicati dal Ministero dell’Istruzione, gli alunni iscritti nelle 383 scuole pubbliche della nostra regione per l’anno 2015/16 sono 290.643 rispetto ai 294.457 dell’anno scorso. Un calo dunque di circa 4mila iscritti.

classe vuotaUn segno negativo che si riscontra anche a livello nazionale: gli alunni su tutto il territorio nazionale quest’anno saranno 7 milioni 862mila, quasi 20mila in meno rispetto a un anno fa, quando erano 7 milioni 881mila e rotti. Tuttavia, incrociando i dati degli Uffici scolastici regionali con quelli del Miur, si nota come il calo di iscrizioni sia più profondo nel Meridione che nelle regioni del nord. Anzi, in alcuni casi, nel nord il numero di studenti è in aumento.

Come in Lombardia che si conferma la regione con più studenti (1.185.662), seguita da Campania (920.964), Sicilia (763.529) e Lazio (741.633), e vede un aumento di circa 4mila iscritti. Il Piemonte vede aumentare il numero di studenti con 2.309 alunni in più rispetto al 2014-15. L’incremento maggiore si è verificato in Emilia Romagna con addirittura un +5.538. Al Centro, dato positivo per la Toscana (+3.369) e il Lazio (+2.956), mentre sono diminuiti in Abruzzo (-1.115) e Molise (-966).

Ma la vera e propria emorragia di studenti si è verificata al Sud: il record negativo è detenuto dalla Campania con 11.905 alunni in meno rispetto all’anno scolastico 2014-2015. E va male anche in Puglia dove quest’anno ci saranno 8.587 studenti in meno sui banchi di scuola rispetto allo scorso anno. In netta diminuzione anche gli studenti in Sicilia (-5.817) e in Sardegna (-2.617). Il calo più contenuto è per la Basilicata con soli 996 studenti in meno.

È evidente che, al di là del grave problema della dispersione scolastica specie nelle regioni più arretrate del Sud tra cui anche la Calabria, si tratta di un calo “fisiologico”. Un Paese in cui l’età media è aumentata nel corso degli ultimi decenni e in cui le nascite sono sempre più in diminuzione, non può che registrare una riduzione del numero di studenti.

A tamponare in parte la perdita di studenti nelle scuole sono gli immigrati. Gli studenti con cittadinanza non italiana quest’anno sono infatti 746mila 570 contro i 739.468 dell’anno precedente (+7mila). In Calabria gli alunni stranieri sono aumentati di circa mille unità passando dai 12.071 dell’anno 2014/15 ai 12.966 di oggi. Un dato apparentemente irrisorio ma considerando il calo complessivo di studenti nella regione è chiaro che in termini percentuali l’incremento di studenti immigrati incide molto di più di quanto il suo valore assoluto suggerisca. Ancor più se si considera il dato nazionale: se la crescita media degli alunni stranieri in Italia è del 6,2%, nelle regioni del Mezzogiorno tale crescita risulta doppia se non addirittura tripla. È il caso della Basilicata che registra un +20,5% o della Campania con +14,3%. In Sicilia l’aumento è del 12,8% mentre in Calabria del 10,3%.

Le nazionalità rappresentate sul territorio italiano sono tantissime, ben 196, ma rumeni (154mila), albanesi (107mila) e marocchini (101mila) costituiscono la più grande fetta. Dati che, oggi più che mai, pongono tra le priorità dell’agenda politica nazionale e regionale il tema dell’integrazione scolastica.

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Le cattedre previste dalla riforma della “Buona Scuola”

Passando all’altro versante, vale a dire al corpo docenti, il 2015/16 è l’anno della tanto discussa riforma della “Buona Scuola” voluta dal Governo Renzi. Secondo la nuova legge, saranno 102mila 734 le assunzioni previste (contro i 148 mila annunciati nel settembre 2014 da Renzi e Giannini: 46 mila in meno). Di questi 102 mila e rotti, 36.627 posti sono stati coperti con la cosiddetta “Fase 0” che si riferisce al turn over dei pensionamenti già previsto dal governo Letta, utili a smaltire i vincitori dei concorsi del 1990 e del 1999. In questa fase, in Calabria ne sono stati assunti 837.

Ci sono poi le 10.849 cattedre assegnate su posti disponibili della “Fase A” e avanzanti da quella precedente. Si è passati così alla “Fase B“: una nuova ondata di assunzioni necessarie per la copertura di tutti i posti vacanti entro l’inizio dell’anno scolastico. Per questa fase e per la successiva “Fase C”, che prevede altri 55mila circa posti necessari per il potenziamento dell’organico e dell’offerta formativa dei diversi istituti scolastici, la riforma prevedeva la necessità di presentare domanda di assunzione da parte dei docenti.

Ebbene, le domande pervenute al Miur per queste due fasi sono state 71.643. Di queste, 11.864 sono giunte dalla Sicilia (si tratta del maggior numero), 11.142 dalla Campania, 7.125 dal Lazio e 6.630 dalla Lombardia. La Calabria si trova al sesto posto, dopo la Puglia, con 4.314 domande presentate.

Bisogna comunque tenere in conto che del totale delle domande pervenute al Miur, 3mila non erano valide perché presentate da docenti in ruolo, mentre 15 mila sono state presentate dai docenti della scuola dell’infanzia che tuttavia non sono previsti per quest’anno nella “Buona scuola” e sono stati esclusi. Sono valide, insomma, 53 mila domande, inferiori di molto ai posti messi a disposizione. Questo ha imposto il ricorso alle supplenze annuali.

Il Ministero dell’Istruzione, inoltre, ha pubblicato la distribuzione dei posti da assegnare suddivisa per regione. Dalla tabella si nota come Lombardia (18.096), Lazio (11.347) e Campania (8.899) siano le regioni in cui si assumeranno più docenti, per soddisfare le necessità delle scuole e degli istituti scolastici dei relativi ambiti territoriali. In Calabria i nuovi posti di lavoro messi a disposizione sono 3.198 (di cui 433 come insegnante di sostegno). Cifre che naturalmente si riferiscono al totale di 102.734, per cui una parte di queste cattedre sono state già assegnate con la “Fase 0”. In soldoni, in Calabria, al netto dei posti attribuiti nella fase preliminare (837), ne restano circa 2.300.

Dai numeri si evince, dunque, che l’emigrazione diventa inevitabile, specie verso la Lombardia, dal momento che in alcune regioni del nord i posti da assegnare sono molti di più delle domande dei docenti. Al contrario, in Calabria le domande superano di gran lunga la disponibilità di posti di lavoro.

FASEB1Con la “Fase B”, il Ministero ha proceduto all’assegnazione di tutti i posti vacanti in vista dell’inizio dell’anno scolastico. In virtù delle domande pervenute, il Miur ha così proposto l’assunzione a 8.776 insegnanti che non è stata accolta soltanto da 244 precari (questi hanno automaticamente perso il diritto all’assunzione con la cancellazione dalle graduatorie). Insomma, più del 97% dei docenti ha accettato l’incarico. In Calabria sono state proposte 60 cattedre in questa fase, di queste ne sono state accettate 55. Cinque precari hanno dunque perso il diritto a essere assunti con la nuova riforma.

Nel complesso, circa 7 mila insegnanti, quasi tutti delle province del Sud Italia sono stati costretti a emigrare al Nord. Chi ha accettato una cattedra a centinaia di chilometri di distanza dalla propria residenza può, almeno per ora, congelare la chiamata accettando una supplenza annuale vicino casa ed eventualmente sperare nel piano straordinari della mobilità annunciato (ma non ancora legiferato) dal ministero di Viale Trastevere per il 2016.

Un’alternativa, quella della supplenza annuale che rappresenta un ottimo escamotage per rinviare la partenza, nella speranza a distanza di un anno di non dover partire proprio. Come infatti pubblicato dal Corriere della Sera nei giorni scorsi, il numero delle cattedre rimaste scoperte sono più o meno 16 mila e derivano dai posti non assegnati per mancanza dei profili appropriati. Questi saranno coperte dalle supplenze.

di Enrico De Grazia

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