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Sequestrati beni a imprenditore di Cirò e segnalati “finti poveri” nel reggino

in politica e cronaca

Una falsa dichiarazione fiscale e 52 “finti poveri”. Sono questi i risultati di 2 distinte operazioni condotte tra ieri e oggi, dalla Guardia di Finanza in Calabria.

guardia-di-finanza-1Nel primo caso, i finanzieri della Tenenza di Cirò Marina, hanno sequestrato ad un imprenditore del settore edile, beni per un importo complessivo di 145 mila euro. Dall’informativa ricevuta dalle Fiamme Gialle, in seguito a una verifica fiscale sull’impresa di costruzioni, la Procura ha ritenuto l’indagato, responsabile del reato tributario di dichiarazione infedele.

L’ispezione infatti, aveva fatto emergere un’omissione di dichiarazione dei ricavi, relativi agli anni 2010 e 2011, della cifra di 481 mila euro, da cui appunto deriverebbero le conseguenti evasioni dell’Iva e delle imposte sui redditi. Pertanto, il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Crotone, Michele Ciociola, ha predisposto l’adozione della misura cautelare del sequestro preventivo per equivalente, mettendo i sigilli a 2 autovetture, alla porzione di proprietà dell’indagato di 3 fabbricati, a 4 terreni e ai suoi conti correnti bancari.

Oggi invece, a Melito Porto Salvo, la Guardia di Finanza di Reggio Calabria, ha scoperto 52 persone, che beneficiavano indebitamente dei contributi per pagare l’affitto della casa, previsti per le famiglie meno abbienti. L’attività ispettiva dei finanzieri, si era concentrata in particolare, sulle domande di richiesta di questi contributi, presentate nel 2011, nei comuni di Melito Porto Salvo e Bova. Su un totale di 180 posizioni controllate, è stato perciò riscontrato che nel 30 % dei casi, mancavano i dati e le notizie relative al patrimonio personale e familiare dei richiedenti.

Di particolare evidenza è risultato un caso di mancata dichiarazione di proprietà di 34 terreni da parte di un soggetto esaminato e un altro caso in cui era stata omessa la percezione di un reddito di 33 mila euro annui e il possesso di una casa e di 9 terreni, dichiarando un reddito pari a zero, per accedere ai contributi. Le 52 posizioni irregolari riscontrate, sono state segnalate ai rispettivi Comuni, per il recupero delle somme erogate e l’emissione delle relative sanzioni amministrative.

g.c.

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