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Si attenua la crisi in Calabria. Presentato il Rapporto della Banca d’Italia sull’economia regionale

in economia e lavoro

Nel 2014 la flessione dell’attività economica si è attenuata. Questa, in estrema sintesi, la conclusione dell’analisi redatta da Bankitalia sull’economia regionale calabrese. Secondo le stime di Prometeia, il prodotto regionale in termini reali è diminuito dell’1,8%. Meno, dunque, dell’anno precedente.

La sede della Banca d'Italia, Palazzo Koch, oggi 21 ottobre a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEOIl calo complessivo rispetto al 2007 si è attestato a 15,5 punti percentuali. Il fatturato nell’industria ha ristagnato, mentre la presenza sui mercati esteri, storicamente assai limitata, si è ridotta. L’attività è calata nel settore delle costruzioni, nonostante i significativi investimenti pubblici realizzati in questi anni, concentrati però principalmente sui lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. L’andamento del terziario è stato frenato dalla debolezza dei consumi delle famiglie e dalla nuova contrazione della domanda turistica. Nel comparto dei trasporti, si è interrotta la ripresa del traffico di container a Gioia Tauro.

L’occupazione rimane su livelli bassi
Tuttavia, l’occupazione ha registrato un lieve recupero dopo la forte flessione registrata nel 2013. Nel complesso, i livelli occupazionali rimangono ancora inferiori dell’11,8% rispetto al 2007. Le difficoltà congiunturali continuano a manifestarsi negli andamenti differenziati per fasce di età. In particolare, l’occupazione è ulteriormente diminuita tra i giovani. I nuovi dati occupazionali registrano un rialzo del 5,7%, più intenso di quello osservato a livello nazionale (0,4%); la revisione, pari nel complesso in valore assoluto a circa 35 mila persone, ha riguardato la sola componente autonoma, a fronte di una riduzione per il lavoro dipendente. L’occupazione irregolare è stata rivista al ribasso. La Calabria mantiene un tasso di irregolarità del lavoro superiore alla media del Mezzogiorno e dell’Italia, ma con uno scarto meno accentuato. Nel confronto con il SEC 95, il valore aggiunto per occupato è sceso del 7,8%, a circa 43.500 euro: il divario negativo della produttività del lavoro a valori correnti rispetto alla media italiana si è ampliato al 26,4%.

Il credito si è ulteriormente ridotto
In un contesto caratterizzato ancora dalla debolezza della domanda di credito, nel 2014 si è accentuata la flessione dei finanziamenti alle imprese, soprattutto per quelle medie e grandi. La dinamica flettente dei prestiti alle famiglie consumatrici si è invece attenuata, anche a seguito di una lieve ripresa delle richieste di finanziamento. Le condizioni di accesso al credito, ancora improntate alla cautela, hanno mostrato segnali di distensione con riferimento agli spread applicati, in particolare, alla clientela meno rischiosa. I tassi di interesse medi sono scesi, pur restando superiori ai corrispondenti valori per l’Italia.

E’ peggiorata la qualità del credito alle imprese
Sulle condizioni di offerta alle imprese continua a gravare l’elevata rischiosità del credito, ulteriormente peggiorata nel corso del 2014. La qualità del credito è invece rimasta sostanzialmente stabile per le famiglie consumatrici. Il risparmio delle famiglie calabresi si è indirizzato soprattutto verso i depositi bancari, per effetto della decisa accelerazione di quelli in conto corrente. Lo scorso anno è proseguito il processo di ridimensionamento della rete territoriale delle banche avviatosi nei primi anni della crisi.

L’agricoltura
In base alle stime di Prometeia, nel 2014 il valore aggiunto del settore primario è sceso del 2,7%, un calo di intensità analoga a quello del Mezzogiorno. Secondo i conti territoriali dell’Istat, che sono stati oggetto di una profonda revisione, il peso del settore primario in regione era pari nel 2013 a circa il 6% in termini di valore aggiunto, una quota superiore alla media nazionale. L’1 agosto 2014 l’Italia, insieme agli altri stati membri dell’UE, ha comunicato alla Commissione europea le proprie scelte relative all’applicazione della Politica agricola comune per il periodo di programmazione 2014-2020. Per ciò che riguarda i pagamenti diretti, il nuovo impianto mira a ridurre le differenze in termini di premi per ettaro tra Stati membri e all’interno di ciascuno Stato membro. Secondo il Rapporto INEA 2014, la Calabria è tra le regioni destinate a ricevere un livello inferiore di risorse finanziarie rispetto al passato, in considerazione del fatto che i pagamenti per ettaro erano tra i più elevati nel panorama nazionale.

L’industria
Secondo le stime di Prometeia, nel 2014 il valore aggiunto nell’industria in senso stretto in Calabria è diminuito del 2,6% (-3,7% nel Mezzogiorno). Secondo i risultati dell’Indagine sulle imprese industriali svolta dalla Banca d’Italia, il saldo tra la percentuale di imprese con almeno 20 addetti che hanno segnalato un aumento del fatturato e quella di imprese che hanno registrato un calo è stato prossimo allo zero, un dato in miglioramento rispetto all’anno precedente. Il fatturato è stato sostenuto dal contributo positivo del comparto delle utilities, a fronte di un ulteriore calo per l’industria manifatturiera. Per il 2015, le aspettative sull’andamento del fatturato presentano un saldo leggermente positivo. Tale miglioramento non si tradurrebbe però nel corso dell’anno in una ripartenza degli investimenti e dell’occupazione, che rimangono frenati dall’elevata capacità produttiva inutilizzata. In base ai dati Infocamere–Movimprese è proseguita l’uscita di operatori dal mercato: il saldo tra iscrizioni e cessazioni, in rapporto alle imprese industriali attive a inizio anno, si è attestato al -2,3%.

Gli scambi con l’estero
Nel 2014 le esportazioni di merci della regione si sono ridotte a prezzi correnti dell’8,1%. Dal 2007 la flessione è stata complessivamente pari al 24,8%, mentre le esportazioni a livello nazionale hanno recuperato e superato i livelli pre-crisi. Il calo ha riguardato sia le vendite verso l’UE sia quelle verso gli altri paesi (rispettivamente -1,0% e -12,9%). Alla dinamica negativa ha contribuito soprattutto l’andamento nel settore metallurgico, che ha riflesso le minori esportazioni di metalli preziosi. Tra i principali settori di specializzazione, l’export dell’industria alimentare è diminuito, in controtendenza con quanto registrato negli anni precedenti. Sono invece cresciute le esportazioni di prodotti chimici.
Anche le importazioni hanno registrato una riduzione degli scambi in valore (-1,7%), per effetto del calo nell’acquisto di merci dai paesi UE.

Le costruzioni e il mercato immobiliare
Secondo l’Indagine sulle costruzioni e le opere pubbliche, condotta dalla Banca d’Italia su un campione di imprese con almeno 10 addetti, l’attività del settore delle costruzioni avrebbe subito nel 2014 un nuovo calo, come confermato dalle stime di Prometeia sul valore aggiunto (-6,3%). Nel 2014 si è registrata una nuova riduzione del numero di imprese operanti nel settore: secondo le in- formazioni di Infocamere–Movimprese, il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato pari al -2,0%del totale delle imprese attive all’inizio dell’anno. Nel comparto delle opere pubbliche, un impulso espansivo potrebbe provenire dalla ripresa dei bandi per opere da realizzare in Calabria, il cui importo complessivo, secondo le informazioni fornite dal CRESME, è più che raddoppiato nel 2014. Vi ha influito la pubblicazione di alcuni bandi di importo rilevante, che includono tra gli altri alcuni lavori sul tratto cosentino dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Secondo il nono rapporto del servizio studi della Camera dei deputati sull’attuazione del Programma delle infrastrutture strategiche (marzo 2015), a fine 2014 il valore delle opere strategiche previste sul territorio calabrese era pari a circa 16 miliardi di euro, di cui la metà relativi all’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Mentre per quest’ultimo intervento il 70% delle risorse necessarie era già stanziato e in parte utilizzato, per le altre opere gli stanziamenti erano pari soltanto a circa un quarto del costo stimato. L’incertezza sulle risorse disponibili si riflette anche sulla capacità di ultimare gli interventi. Ad esempio, secondo gli ultimi dati del SIMOI, in Calabria a fine 2013 vi erano 64 opere pubbliche incompiute. La percentuale media di realizzazione era pari a circa il 45%, nei tre quarti dei casi, il mancato completamento impediva la fruizione dell’opera.

Le infrstrutture
Secondo i dati Istat e una ricostruzione basata sui Conti pubblici territoriali, in Italia gli investimenti in infrastrutture rappresentavano nella media 2010-12 (ultimo triennio disponibile) il 2,5% del PIL. In Calabria tale incidenza è stata più alta (7,6%). Anche in termini pro capite la spesa registrata in regione è stata superiore rispetto al Mezzogiorno e all’Italia. Su tale andamento hanno influito gli interventi dell’ANAS riferibili alla S.S. 106 Jonica e, soprattutto, all’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Nel triennio 2010-12, il 77% circa della spesa per infrastrutture in regione è stata effettuata dalle Amministrazioni pubbliche (poco più del 65% nel complesso del Paese). Il resto degli investimenti in infrastrutture è stato effettuato da enti e imprese che non rientrano tra le Amministrazioni pubbliche, ma che fanno parte del Settore pubblico allargato (tra gli altri, Enel, Ferrovie dello Stato, aziende speciali e municipalizzate, società di capitali a partecipazione pubblica). Anche per tale aggregato la spesa in Calabria è stata superiore a quella registrata nel resto del Paese, sia in rapporto al PIL sia in termini pro capite

Mercato immobiliare
L’attività del settore delle costruzioni ha continuato a risentire negativamente dell’andamento delle transazioni di immobili. Secondo i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, le compravendite in regione nel 2014 hanno subito un nuovo intenso calo (-7,8%). Considerando soltanto i comuni capoluogo di provincia, le transazioni sono invece lievemente cresciute per la prima volta dal 2009 (1,1 %).

I servizi
In base alle stime di Prometeia, il valore aggiunto dei servizi si è ridotto anche nel 2014 (-1,3%). Con riferimento ai soli servizi privati non finanziari, l’indagine della Banca d’Italia su un campione di imprese con almeno 20 addetti indica che l’andamento del fatturato, per quanto ancora negativo, è migliorato rispetto all’anno precedente. In base ai dati Infocamere–Movimprese, nel 2014 il saldo tra iscrizioni e cessazioni, in rapporto alle imprese dei servizi attive a inizio anno, si è attestato al -0,9%. Tra le nuove iscritte si segnalano 52 start-up innovative che hanno aderito all’apposita sezione del registro delle imprese. Secondo dati aggiornati ad aprile 2015, le start-up innovative in Calabria sono complessivamente 94, di queste, 81 sono imprese di servizi.

Il commercio
Nel 2014, secondo le stime di Prometeia, i consumi finali delle famiglie avrebbero ristagnato rispetto all’anno precedente (-0,2%; -4,5% nel 2013). Nel segmento dei beni durevoli si è registrato un ulteriore lieve calo della spesa (-0,9%, secondo i dati Findomestic), a fronte dei primi segnali di ripresa osservati nel resto del Paese. La contrazione è stata generalizzata a tutte le principali categorie merceologiche. Secondo i dati ANFIA, il numero di autovetture immatricolate in Calabria è diminuito dello 0,6%, in controtendenza con l’aumento registrato nel Mezzogiorno e in Italia (rispettivamente 1,8% e 4,2%). L’indice dei prezzi per l’intera collettività elaborato dall’Istat ha registrato nel 2014 in Calabria una crescita media annua dello 0,6%, inferiore all’anno precedente ma superiore alla media nazionale. L’inflazione ha lentamente decelerato nel corso del periodo, fino a raggiungere livelli negativi a fine anno.

Il turismo
Secondo i dati del Sistema informativo turistico della Regione Calabria, le presenze presso gli esercizi ricettivi nel 2014 sono diminuite del 3,0%, proseguendo la tendenza negativa in atto dal 2012. La flessione ha riguardato anche la componente straniera (-2,7%), dopo la fase di crescita che aveva caratterizzato gli ultimi anni. Secondo l’indagine sul turismo internazionale della Banca d’Italia, la spesa per vacanze dei viaggiatori stranieri in regione nel 2014 sarebbe diminuita del 13,3%, a fronte dell’aumento registrato nel Mezzogiorno e in Italia (rispettivamente 12,5% e 5,3%). Secondo i conti territoriali dell’Istat, nel 2012 il comparto alberghiero e della ristorazione rappresentava in Calabria circa il 3% del valore aggiunto e il 5% degli occupati, valori lievemente inferiori rispetto al Mezzogiorno e alla media italiana. La domanda turistica: secondo i dati Istat, nel 2013 le presenze per 100 abitanti in Calabria erano pari a 409, un valore superiore a quello del Mezzogiorno ma inferiore a quello nazionale (rispettivamente pari a 357 e 631). Tra il 2007 e il 2013 le presenze sono diminuite dell’8,3%, a fronte di una riduzione meno accentuata nel Mezzogiorno e di una sostanziale stabilità a livello nazionale. Il calo è ascrivibile alla componente italiana (-11,8%; -9,9% il dato nazionale), solo in parte compensato dall’aumento di quella straniera (7,9%, a fronte del 13,0% in Italia). La quota dei turisti stranieri continua, tuttavia, a permanere su livelli significativamente inferiori alla media nazionale (20,8% nel 2013; 49,0% in Italia). I dati del Sistema informativo turistico della Regione Calabria (SIT) consentono di individuare i Sistemi locali del lavoro (SLL) maggiormente interessati dai flussi turistici. L’analisi dei dati disaggregati, riferita al 2013, evidenzia la concentrazione delle presenze in alcune aree costiere. In particolare, i primi 5 SLL per movimento turistico assorbono circa la metà delle presenze regionali complessive (il 20% solo Tropea). Tra i pochi SLL che hanno registrato un aumento tra il 2007 e il 2013 vi sono Tropea, Corigliano Calabro e Cirò Marina, mentre tra quelli che hanno segnato le riduzioni più marcate vi sono Vibo Valentia, Scalea e Cassano allo Ionio. Il tasso dell’offerta ricettiva, secondo i dati Istat, nel 2013, dato dal numero di posti letto per 100 abitanti, in Calabria era pari a 9,6, un valore superiore al resto del Paese. Anche la dimensione media delle strutture ricettive, con 65 posti letto per esercizio, risultava maggiore di quella del Mezzogiorno e dell’Italia. Tra il 2007 e il 2013 la ricettività turistica in termini di posti letto è complessivamente diminuita del 3,6%, in controtendenza rispetto al dato del Mezzogiorno e di quello nazionale, cresciuti di oltre il 5%. Tale dinamica è stata determinata esclusivamente dal calo dei posti letto negli esercizi extra-alberghieri (-14,5%), da imputare alla riduzione dei campeggi e villaggi. Il numero degli esercizi è invece aumentato del 75,7%: vi ha contribuito il notevole incremento di agriturismi e di bed & breakfast.

I trasporti
Secondo i dati dell’Autorità portuale, nel 2014 è calato il traffico di container nel porto di Gioia Tauro (-3,8%), dopo la ripresa registrata nel precedente biennio. Anche il trasbordo di autoveicoli è risultato in netta riduzione, dopo la forte crescita del 2013. Nel corso dell’anno non si sono registrati significativi avanzamenti sui progetti che mirano allo sviluppo del porto e dell’area circostante.
In base alle informazioni fornite dalle società di gestione aeroportuale, dopo un biennio di contrazione il numero di passeggeri in transito per gli aeroporti calabresi è tornato a crescere (8,0%), anche in connessione all’aumento del numero dei voli negli scali della regione. In particolare, sono aumentati i passeggeri sui voli nazionali (10,3%), mentre sono diminuiti quelli provenienti dall’estero (-6,4%). L’aumento ha riguardato sia l’aeroporto di Lamezia Terme sia quello di Crotone, che è tornato a operare durante l’anno, mentre ha continuato a ridursi il traffico a Reggio Calabria.

e.d.g.

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