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Sigilli ai beni da 8 milioni della cosca di Corigliano affiliata agli “Zingari”

in politica e cronaca

CORIGLIANO – Gli uomini del Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno effettuato un sequestro di beni. I destinatari del provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Cosenza, sono persone legate alla cosca di ‘ndrangheta detta “locale di Corigliano”.

guardia-di-finanza-1L’operazione odierna, richiesta dal Procuratore capo distrettuale di Catanzaro, è il completamento di quella denominata “Gentleman”, che il 16 febbraio scorso, portò all’arresto di 33 persone, considerate appartenenti al cosiddetto clan degli “zingari” di Cassano allo Ionio.

Dalle indagini, si era scoperto il sodalizio criminale esistente tra gli “zingari” di Cassano e la ‘ndrina di Corigliano, capeggiata da Filippo Solimando e Luigi Abruzzese. Secondo gli inquirenti, le cosche operavano, in associazione mafiosa, nel traffico e nello spaccio di stupefacenti, in particolare marjuana, cocaina ed eroina, che importavano dall’Albania, utilizzando imbarcazioni e automezzi appositamente modificati per nascondere la droga.

Inoltre, ai malavitosi erano stati contestati i reati di usura ed estorsione, sempre aggravati dal metodo mafioso, attraverso i quali, i finanzieri di Catanzaro, hanno dimostrato l’azione intimidatoria nei confronti di alcuni imprenditori, obbligati con la forza a diventare partner del clan coriglianese nell’esecuzione di lavori di edilizia o movimento terra. In pratica sembra si fosse instaurato un monopolio fraudolento, divenuto un’importante fonte di guadagno per la cosca, che incassava parte degli introiti delle attività imprenditoriali.

Pertanto, oltre alle imputazioni per i reati descritti, sono stati sequestrati, ai soggetti ritenuti responsabili, beni per un valore complessivo di 8 milioni e 200 mila euro, tra cui rientrano degli appartamenti, delle villette di pregio e dei terreni situati a Corigliano Calabro, oltre ad attività commerciali, quote societarie, automezzi e conti correnti bancari e postali. Inoltre, in questo sequestro patrimoniale, sono stati colpiti anche i beni appartenenti agli eredi del principale accusato, così come previsto dalla speciale normativa adottata.

di Gianluigi Catalano

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