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	<title>Calabria Notizie &#187; sociale</title>
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	<description>Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</description>
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		<title>Suicidi, le vittime della crisi &#8211; Il prof. Pompili: &#8220;Comprendere e sostenere il dramma di chi perde un posto di lavoro&#8221; &#8211; Un dramma che cresce proporzionalmente con disoccupazione e recessione economica</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 09:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Lo stallo in cui sta precipitando la nostra economia non ha solo dei risvolti pratici. Le ricadute più drammatiche, malgrado siano anche le più taciute sono quelle psicologiche. In una società ed in un periodo storico come i nostri, dove l’affermazione personale passa anche e soprattutto per la qualifica che riusciamo a sistemare davanti al [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stallo in cui sta precipitando la nostra economia non ha solo dei risvolti pratici. Le ricadute più drammatiche, malgrado siano anche le più taciute sono quelle psicologiche. In una società ed in un periodo storico come i nostri, dove l’affermazione personale passa anche e soprattutto per la qualifica che riusciamo a sistemare davanti al nostro nome, i rapporti lavorativi assumono sempre più valenza nella sfera personale di ciascuno. E le delusioni, anche in questo campo, possono assumere dimensioni e profondità devastanti.<span id="more-22204"></span> </p>
<p>In un Paese che vede aumentare giorno dopo giorno il numero di nuovi disoccupati e di giovani che fanno troppa fatica a trovare il proprio posto nel mercato del lavoro &#8211; uno su tre è a casa, ed un milione e mezzo di italiani dichiarano di aver perso la speranza di trovare un impiego &#8211; certi fenomeni assumono una valenza trasversale. </p>
<p>Non più sporadici singoli, ma intere fasce della popolazione rischiano di cadere in uno stato di difficoltà non solo materiale, ma anche psicologica. Fino ad arrivare alle più drammatiche conseguenze.</p>
<p>Non è per che ogni anno quasi 4000 persone nel nostro Paese si tolgano la vita, e che parte di esse lo facciano perché oppresse da problemi di carattere economico e lavorativo. Un numero di vittime che cresce proporzionalmente con quelli di una crisi senza precedenti. Un dramma che non può lasciarci indifferenti, e dal quale si può, anche nei momenti in cui non lo si direbbe mai, fuggire. </p>
<p>Di questo e molto altro parliamo con il prof. Maurizio Pompili, medico psichiatra, docente presso La Sapienza di Roma, responsabile Servizio per la prevenzione del suicidio dell’ospedale Sant’Andrea di Roma e rappresentante italiano dell’International Association for Suicide Prevention.</p>
<p><strong>Per quanto sia difficile ricostruire i moventi effettivi di un suicidio, che posto occupano i problemi legati alla sfera puramente lavorativa ed economica? Quali mutamenti ci sono stati negli anni in questo senso?</strong></p>
<p>Il rischio di suicidio è senz’altro aumentato: le perdite in generale, di una persona cara, di relazioni, ma anche di lavoro o di somme di denaro rappresentano uno dei fattori che minano la sicurezza dell’individuo. </p>
<p>Quello che stiamo assistendo è già stato visto molto tempo fa: negli anni ’30 ci fu un’altra crisi economica massiccia e si verificarono dei suicidi in eccesso rispetto a quelli previsti. </p>
<p>Attualmente si è visto che in varie nazioni, come in Nuova Zelanda, Australia, Gran Bretagna, la crisi è stata associata ad un maggior rischio di suicidio, e questo è stato messo in relazione alla disoccupazione, dovuta anche a minori prospettive lavorative.</p>
<p><strong>Sempre più di frequente si sente parlare di casi di suicidio che coinvolgono imprenditori. Accade spesso anche in zone come il Nord-Est, dove la figura dell’imprenditore era vista come un modello di realizzazione: persone dinamiche, self made man che ce l’hanno fatta da soli. E poi cosa è successo?</strong></p>
<p>Di fatto molte aziende, piccoli e medi imprenditori sono entrati in crisi dovendo licenziare il personale, dovendo chiudere un’attività magari ereditata dai genitori, un’attività di famiglia, nella quale c’era la dedizione di generazioni, e questo è qualcosa di veramente stressante e penoso, che fa perdere una prospettiva per il futuro. </p>
<p>Il rischio di suicidio aumenta laddove non ci sono aspettative future: uno che deve chiudere la propria attività, licenziare e quindi prendersi anche l’onere della vita di queste persone con le quali intratteneva dei rapporti di fiducia, di amicizia, a volte anche di parentela, diventa veramente fonte di quello che noi chiamiamo “dolore mentale insopportabile”: una sofferenza a livelli estremi, per la quale non si vede null’altra opzione se non morire. </p>
<p>Si deve considerare il suicidio come una sorta di manovra ’maladattativa’, di sostegno a una situazione che sta andando a rotoli. E’ ovvio che poi la persona muore, ma quello che vuole in sostanza è ridurre la sofferenza che sta vivendo, che sta sperimentando. </p>
<p>E’ ovvio, il suicidio non giunge mai come prima opzione, ma giunge come ultima opzione laddove le altre possibilità di riduzione di questa sofferenza hanno fallito: una persona che entra in crisi non pensa subito di suicidarsi, lo fa nel momento in cui non vede nessun’altra opzione disponibile per ridurre la sua sofferenza, e nessun’altra prospettiva per il futuro.</p>
<p><strong>Però non si è mai visto un amministratore delegato di una grande impresa essere indotto al suicidio dopo aver licenziato centinaia di dipendenti&#8230;</strong></p>
<p>I piccoli imprenditori sono quelli che hanno rapporti più da vicino con i propri dipendenti, magari ne hanno meno di dieci, e sono persone che si conoscono da sempre, per cui hanno un rapporto di familiarità. Il grande manager ovviamente guarda dall’alto e ha un rapporto molto più distante. </p>
<p>Doversi prendere la responsabilità di privare diverse famiglie di una sicurezza economica è un peso non indifferente, oltre poi al farsi vedere agli occhi degli altri come uno che ha fallito. Da una nostra ricerca che ha messo in relazione i fattori di produttività di alcune zone con il numero di suicidi, è emerso che questo fenomeno è più frequente nel Nord-Est, laddove perdere il lavoro è qualcosa di molto più penoso e penalizzante di quanto non lo sia nel Sud, dove la disoccupazione è maggiore, dove per certi versi è più messo in preventivo. </p>
<p>Nel Nord, dove per l’appunto c’è molto più impiego e presenza di imprese, perdere il lavoro mentre gli altri continuano ad averlo è una ferita più grande rispetto a situazioni dove invece può sopraggiungere una sorta di solidarietà, magari nel Sud più persone hanno precarietà e quindi si comprendono a vicenda.</p>
<p><strong>Com’è invece la situazione sul versante di chi perde il proprio lavoro, o non lo trova?</strong></p>
<p>Come dicevo all’inizio, le perdite sono una grande sconfitta, una grande ferita anche narcisistica, quindi perdere il lavoro ed essere licenziati significa aver anche fallito. Poi se ciò è stato determinato dalla crisi è un elemento che noi prendiamo per l’appunto come acquisito, ma perdere il lavoro e non poter dare una sicurezza alla propria famiglia rappresenta una grande sconfitta per l’individuo. </p>
<p>Noi parliamo di disperazione come impossibilità di vedere cose positive nel futuro, più che depressione. Molte volte si dice “quella persona è depressa perché ha perso il lavoro”: io immagino qualsiasi persona al posto di questo poveretto, se non si sentisse quantomeno depresso, ma comprensibilmente depresso, triste, angosciato. </p>
<p>La “depressione maggiore” che noi trattiamo in psichiatria è un’entità clinica anche distante, che non necessariamente si verifica per una perdita, ma anche per motivi inspiegabili. Quello che vale la pena sottolineare è che queste persone sono giustamente depresse e giustamente angosciate e dovrebbero essere sostenute.</p>
<p><strong>In che modo?</strong></p>
<p>Dovrebbero essere aiutate da persone che comprendano la propria situazione e il proprio dramma. Si parla tanto di crisi, ma poco di quello che si farà per evitare le ripercussioni su chi perde il lavoro di cui lo Stato è anche l’organo che deve tutelare e farsi carico della sofferenza di questi lavoratori, soprattutto impiegando risorse in quello che possono essere sportelli, presidi, servizi ai quali queste persone possono rivolgersi. </p>
<p>Noi abbiamo visto casi di imprenditori che sono andati in crisi, ma questa crisi è andata avanti per un po’ di tempo in cui la persona andava incontro ad una escalation di comportamenti ad alto rischio, soprattutto con l’abuso di alcol e sostanze, e che poi sono finiti con il suicidio della persona. </p>
<p>In tutto quel frangente in cui la persona sta male e da delle indicazioni specifiche queste persone ed i loro familiari dovrebbero sapere a chi rivolgersi. C’è ancora molto poco un servizio come quello che abbiamo noi qui per la prevenzione del suicidio, è un’entità molto rara. </p>
<p>Non a caso riceviamo telefonate da ogni parte d’Italia, dalle Isole al Nord. Ci chiama non solo chi è in crisi, ma anche i familiari di coloro che si sono suicidati: in altre parole, il suicidio è un dramma notevole, un allarme nell’ambito della salute pubblica, una perdita grave anche per la collettività, ma poi in realtà è la famiglia che paga il prezzo maggiore e si porterà dietro un lutto che tutti gli altri non capiranno. </p>
<p>Sarà un dramma per il resto della loro vita, perché non ci sono nemmeno presidi o operatori sensibili a comprendere quel dramma, quindi da noi vengono a trovarci i familiari di gente che si è suicidata in varie parti d’Italia per sottoporsi a quello che è il metodo dell’ “autopsia psicologica”, cioè una tecnica che fa chiarezza sullo stato mentale del soggetto prima che si suicidasse, e nel far questo la persona racconta, chiede spiegazioni, si da delle risposte, fa delle domande, piange, rielabora quel dramma e questo può durare anche tre, quattro o cinque ore, ma alla fine la persona è notevolmente risollevata, e a noi da un grandissimo bagaglio a livello di ricerca, perché ci fa comprendere come meglio aiutare l’individuo in crisi.</p>
<p><strong>Quanto un suicidio può essere determinato da fattori interiori e quanto è invece influenzato dal clima esterno della società in cui vive l’individuo? In altre parole, c’è il rischio che il clima creato attorno a questa crisi possa influenzare un individuo in difficoltà oltre la realtà dei fatti?</strong></p>
<p>Si, può influenzarlo, perché poi il rischio che corriamo è che si crei un fenomeno di emulazione, nel senso che la persona vive il suo dramma e ci sono sicuramente fattori di vunerabilità che risiedono nell’individuo, ma laddove si verifica un suicidio altri possono pensare che sia il modo giusto per risolvere i problemi, o comunque copiare. </p>
<p>Quello che si chiama “effetto Werther”, dai ’Dolori del giovane Werther’ di Goethe, dove l’eroe romantico si suicidava, e dopo la pubblicazione di quel romanzo ci furono molti suicidi da parte di chi copiava il modello di quell’eroe romantico. </p>
<p>I mass media hanno un ruolo cruciale nell’influenzare questo fenomeno, perché se danno una notizia sensazionalistico come si sta facendo un questi ultimi giorni, rischiano di fare il “carattere di scoop” che noi sappiamo per certezza essere quello più lesivo, perché più influenza negativamente i soggetti vulnerabili. </p>
<p>Se invece si da la notizia, che si deve dare, ma affiancata da messaggi di prevenzione, facendo emergere che il suicidio non è un’opzione, che ci si può risollevare dal proprio dramma e chiedere aiuto, ad esempio al nostro sito o alla nostra help line, li la persona pensa che c’è qualcuno che la può aiutare. E sicuramente passa una prevenzione che ha un valore di sanità pubblica notevolissimo.</p>
<p>di Francesco Perrella</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.lindro.it/Suicidi-le-vittime-della-crisi,5466#.TwwHGaXj58E">www.lindro.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>I senza tetto occupano un asilo abbandonato</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Se una vera casa è un’aspirazione troppo grande ci si accontenta anche di vivere in una vecchia scuola elementare chiusa da anni. Non fanno paura i disagi, la sporcizia, gli spazi angusti, i servizi che non ci sono&#8230; Perché, quando non si ha un tetto, va bene uno qualsiasi. I senza tetto non [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Se una vera casa è un’aspirazione troppo grande ci si accontenta anche di vivere in una vecchia scuola elementare chiusa da anni. Non fanno paura i disagi, la sporcizia, gli spazi angusti, i servizi che non ci sono&#8230; Perché, quando non si ha un tetto, va bene uno qualsiasi. I senza tetto non mollano. Dopo una serie di tentativi falliti &#8211; l’occupazione abusiva di alcune palazzine popolari a Fondo Farina, Poggio Pudano e Fondo Gesù con il conseguente sgombero<span id="more-21369"></span> da parte delle Forze dell’ordine; l’occupazione e l’accampamento in piazza della Resistenza e l’irruzione al Comune; le riunioni tra il primo cittadino e una delegazione &#8211; la protesta in nome del diritto alla casa non si placa, anzi, tutt’altro. In verità, più che una protesta è una ricerca disperata di un qualsiasi posto in cui vivere. </p>
<p>Protagoniste, ancora una volta le donne: mogli, madri, suocere&#8230; che scendono di nuovo in campo in avanscoperta, come avevano già fatto quando hanno occupato il Comune, per difendere i loro uomini, figli, mariti o generi che siano. Sono loro soprattutto a non aver paura, nonostante tutto, di continuare con tenacia pur di ottenere un tetto per sé e i loro bambini. </p>
<p>Certo, gli uomini sicuramente collaborano, ma sono loro che con audacia ci mettono la faccia nelle azioni più eclatanti assumendosene la responsabilità penale: all’alba di sabato 8 ottobre quelle famiglie di senza tetto si sono date appuntamento in piazza della Resistenza ed hanno iniziato a perlustrare i caseggiati vuoti della città prima di scegliere quale occupare. </p>
<p>All’inizio delle occupazioni erano 30 famiglie, ma sabato si sono ritrovate in sette, ovvero quelle più disperate, quelle per le quali il problema di un tetto è più pressante, perché sono destinatarie di sfratto esecutivo o perché vivere insieme ai genitori o altri parenti con i propri bambini, magari in case piccolissime, è diventato ormai insostenibile. </p>
<p>Dopo aver girovagato per la città, passando per la vecchia scuola elementare di San Francesco, che hanno ritenuto inabitabile perché troppo fatiscente, hanno sfondato le porte di una vecchia scuola in via Giacomo Manna e le donne vi si sono accampate. </p>
<p>E, dopo tanti anni in cui quel vecchio plesso è rimasto chiuso, non è stato facile starci dentro: ancora c’erano giocattoli dei bambini sparsi ovunque, polvere, calcinacci&#8230; Ma quelle donne, pur consapevoli che potevano essere sgomberate in ogni momento, non si sono scoraggiate, si sono rimboccate le maniche e si sono messe a ripulire, rendendo quei locali già più calorosi. </p>
<p>Poi hanno barricato porte e finestre ed hanno iniziato ad aspettare, sempre tese, che le forze dell’ordine arrivassero come avevano già fatto quando hanno occupato le case popolari. Per questo era balenata loro in mente addirittura l’idea di murare le aperture. </p>
<p>Invece la Polizia non è arrivata: sono passati il sabato, la domenica e il lunedì. Hanno trascorso lì dentro la notte, dormendo a terra su delle coperte e hanno montato anche una piccola cucina con una bombola di gas per cucinare qualcosa&#8230; Perchè da lì dentro non voglio uscire, non intendono mollare, costi quel che costi. </p>
<p>L’ostilità nei confronti dell’Amministrazione comunale, intanto, cresce sempre di più: “Il sindaco &#8211; ha lamentato una giovane donna &#8211; ha detto che non è a conoscenza della nostra vicenda, noi rispondiamo che ora dovrà esserne a conoscenza per forza, perché se dovessero sgomberarci di qua noi sappiamo già dove andare ad occupare di nuovo. E non lo facciamo per capriccio, ma perché non abbiamo alternativa. Abbiamo bisogno di un tetto e visto che non vogliono darcelo facciamo a modo nostro”. </p>
<p>Farebbero di tutto per non essere buttate fuori da quella vecchia scuola, eppure in quegli spazi angusti non si prospetta un’esistenza comodo. Ad ognuna di quelle famiglie dovrebbe toccare un’aula, quindi uno spazio ridotto che sperano di poter dividere in una cucina e una stanza per dormire. “Provvediamo noi &#8211; dicono &#8211; piano piano le sistemiamo, non abbiamo soldi, ma siamo pronti a lavorare con le nostre mani”. </p>
<p>di Angela De Lorenzo</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilcrotonese.it/notizia.asp?IDNotizia=19821&#038;IDCategoria=1">ilcrotonese.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un pallone con tanti colori donato dai ragazzi africani &#8211; Gli ospiti di &#8220;Lunarossa&#8221; sono 9, tutti minorenni e senza genitori &#8211; Cercano il loro futuro nella casa confiscata alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 08:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Catanzaro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Un pallone da calcio colorato con tanti ritagli di giornale incollati sopra, a simboleggiare idee, sogni, aspirazioni. La palla è il simbolo della corresponsabilità ed è stata consegnata al sindaco Gianni Speranza. A fare questo particolare dono sono stati i ragazzi di &#8220;Lunarossa&#8221;, gli stranieri immigrati che da qualche settimana risiedono nella [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Un pallone da calcio colorato con tanti ritagli di giornale incollati sopra, a simboleggiare idee, sogni, aspirazioni. La palla è il simbolo della corresponsabilità ed è stata consegnata al sindaco Gianni Speranza. A fare questo particolare dono sono stati i ragazzi di &#8220;Lunarossa&#8221;, gli stranieri immigrati che da qualche settimana risiedono nella casa accoglienza gestita dalla comunità &#8220;Progetto Sud&#8221;.<span id="more-21154"></span></p>
<p>Responsabile del progetto è Roberto Gatto, mentre a Nicola Emanuele è stato affidato il coordinamento della struttura.</p>
<p>A vivere in un immobile confiscato alla &#8216;ndrangheta, nel cuore di Capizzaglie, sono nove giovanissimi, dai 14 ai 17 anni, tutti profughi senza famiglia scappati dalla fame e dalla guerra dei loro Paesi d&#8217;origine: Ghana, Niger, Tunisia, Guinea, Costa d&#8217;Avorio. Gli ospiti di &#8220;Lunarossa&#8221; stanno frequentando dei corsi per imparare l&#8217;italiano. </p>
<p>Sono tutti iscritti a scuola; un gruppo frequenta l&#8217;istituto &#8220;Don Saverio Gatti&#8221; guidato dalla dirigente Maria Giovanna Costanzo. Un&#8217;altra squadra segue le lezioni al Centro territoriale permanente nella scuola &#8220;Borrello&#8221; di Piazza Diaz diretto da Ninfa Marilena Vescio.</p>
<p>I giovanissimi immigrati stanno anche apprendendo i primi rudimenti dell&#8217;informatica perchè il computer è uno strumento fondamentale per comunicare con i parenti rimasti nei paesi d&#8217;origine.</p>
<p>La consegna del pallone è avvenuta ieri sera nell&#8217;ambito della tavola rotonda su &#8220;Il vento che soffia dal Sud. Primavera araba o inverno mediterraneo?&#8221;.</p>
<p>Il primo cittadino ha detto di aver molto apprezzato il singolare omaggio che rimarrà nel suo studio al Comune, come simbolo delle speranze di questi giovani che proprio in città vogliono costruire il loro futuro.</p>
<p>«Per gli anni a venire», ha commentato il sindaco, «abbiamo progettato una Lamezia futura come città aperta e solidale, dove vogliamo che ci sia spazio e attenzione per tutti gli stranieri che vi abitano. Negli ultimi vent&#8217;anni», ha detto ancora Speranza, «in Italia abbiamo assistito ad una lunga fase di stallo per quanto riguarda la difesa dei diritti, specialmente per le fasce più deboli e gli immigrati».</p>
<p>All&#8217;incontro nella sala &#8220;Sintonia&#8221; di Via Reillo hanno partecipato Nicola Fiorita docente dell&#8217;Unical, Stefania Congia e Rodolfo Giorgetti che si occupano di sostegno ai minori stranieri nel ministero del Lavoro, don Armando Zappolini presidente nazionale del Coordinamento nazionale comunità accoglienza (Cnca) e Gennaro Di Cello presidente di Arci Calabria.</p>
<p>Filo conduttore della tavola rotonda è stato il futuro della Calabria nell&#8217;ambito del Mediterraneo, in un bacino che da qualche mese è una polveriera. In Tunisia, Egitto e Libia, sono caduti i regimi totalitari che mantenevano il potere da decenni, ma ancora principi come democrazia e libertà sembrano una chimera.</p>
<p>In una situazione politico-economica così precaria quale sarà il ruolo della Calabria? Questa regione rimarrà ancora l&#8217;estremo lembo dell&#8217;Europa o sarà fulcro di una reale svolta, emblema di riscatto per i paesi del bacino mediterraneo? </p>
<p>«Se si vorrà veramente uscire dall&#8217;emergenza dei continui sbarchi, dell&#8217;esodo biblico dei disperati», è stato ribadito nel dibattito, «allora si dovrà pensare ad un ruolo strategico per la Calabria ora che, da paese di emigranti, siamo diventati un grande centro d&#8217;accoglienza per gli immigrati, la vera porta dell&#8217;Europa».</p>
<p>di Maria Scaramuzzino</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=134529&#038;Edizione=9&#038;A=20110928">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Comitato “Francesco Libero” parteciperà il 25 settembre alla Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/09/22/comitato-%e2%80%9cfrancesco-libero%e2%80%9d-partecipera-settembre-alla-marcia-perugia-assisi-per-pace-fratellanza-dei-popoli/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 11:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>MOTTA SAN GIOVANNI (RC) &#8211; Dopo il successo di partecipazione e l’emozione suscitata dalla fiaccolata organizzata il 18 agosto a Motta San Giovanni (quasi quattromila persone che, in silenzio, hanno manifestato la propria solidarietà e vicinanza a Francesco) il Comitato “Francesco Libero” ha deciso di partecipare alla MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI in programma il [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MOTTA SAN GIOVANNI (RC) &#8211; Dopo il successo di partecipazione e l’emozione suscitata dalla fiaccolata organizzata il 18 agosto a Motta San Giovanni (quasi quattromila persone che, in silenzio, hanno manifestato la propria solidarietà e vicinanza a Francesco) il Comitato “Francesco Libero” ha deciso di partecipare alla MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI in programma il prossimo 25 settembre.<span id="more-21036"></span></p>
<p>Siamo convinti che Francesco possa ben rappresentare tutti quei giovani italiani che, diversamente da un diffuso sentire comune, hanno deciso di dedicare la propria vita agli altri, contribuendo, in silenzio, a migliorare questa nostra terra.  </p>
<p>Vogliamo portare alla Marcia per la Pace l’immagine di Francesco, vogliamo indicarlo quale esempio di altruismo gratuito, testimone di una nazione, la nostra, che ha già pagato e a caro prezzo l’impegno civile.  Vogliamo che sia riconosciuto quale simbolo di una generazione che, nonostante l’attuale momento di forte crisi, non ha paura di assumersi responsabilità, non volge lo sguardo altrove, ma affronta la realtà, anche quella drammatica del sud Darfur.  </p>
<p>Ad Assisi saremo in tanti per Francesco Azzarà: stiamo raccogliendo le adesioni che giungono da più parti, allestiremo uno stand, porteremo i nostri striscioni, indosseremo le magliette e cercheremo di far conoscere Francesco a quanti marceranno al nostro fianco.  </p>
<p>Sul sito internet <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.francescolibero.it">www.francescolibero.it</a> o tramite il gruppo facebook “Francesco Libero” è possibile avere maggiori informazioni, per partecipare e sostenere l’iniziativa è necessario contattare Domenico Squillaci (3381311212), Giovanni Laganà (3398517113) o Francesco Calabrò (3391262924). </p>
<p>Il  Comitato “Francesco Libero”</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un euro per polizza, 250 mila in dono a Libera &#8211; Contributo di Unipol all&#8217;associazione di Don Ciotti impegnata nel Crotonese con le sue cooperative a coltivare 100 ettari di terreno confiscati alla &#8216;ndrangheta &#8211; Stefanini, presidente del Gruppo: «Unire gli obiettivi economici all&#8217;impegno ed alla responsabilità»</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 08:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Nella sala del Consiglio comunale si è svolto, ieri mattina, un convegno organizzato dal gruppo Unipol, in occasione della presentazione del suo bilancio di sostenibilità, dal titolo &#8220;Legalità, lavoro, sviluppo. Un impegno condiviso per costruire comunità sostenibili&#8221;. Hanno partecipato, oltre ai dirigenti del gruppo assicurativo, anche il prefetto Vincenzo Panico, il sindaco Peppino Vallone, il sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole, l&#8217;assessore provinciale alla cultura Giovanni Lentini, don Luigi Ciotti fondatore di Libera e Tommaso Innocenti presidente dell&#8217;associazione temporanea di scopo per i terreni confiscati alla mafia nel Crotonese.<span id="more-20937"></span></p>
<p>E proprio a Libera Terra Crotone, la cooperativa sociale che nascerà nei prossimi mesi con il doppio scopo di creare dei posti di lavoro e di coltivare terreni confiscati alla mafia nei comuni di Isola Capo Rizzuto e Cirò, Unipol farà un grande regalo. </p>
<p>Il gruppo assicurativo infatti nel Piano di sostenibilità, integrato al Piano Industriale, relativo al triennio 2010-2012 ha previsto una serie di iniziative a supporto di imprese sostenibili. Donerà a Libera Terra un euro per ogni polizza stipulata in questo arco di tempo, per un totale previsto di 250 mila euro. </p>
<p>«L&#8217;impegno attivo e concreto del Gruppo Unipol – ha spiegato il presidente di Unipol Pierluigi Stefanini – al fianco di Libera e di don Ciotti nella battaglia per la legalità, contro la mafia e i pesanti condizionamenti che esercita sull&#8217;economia e sul territorio, è la testimonianza di cosa intendiamo per sostenibilità». </p>
<p>«È la capacità quindi dell&#8217;impresa – ha aggiunto Stefanini – di unire agli indispensabili obiettivi economici quelli dell&#8217;impegno e della responsabilità sociale e civile».</p>
<p>Al centro della discussione il tema dello sviluppo economico come mezzo principale per percorrere la strada della legalità nella lotta all&#8217;estorsione e al racket. Il prefetto Vincenzo Panico ha ammonito: «La difesa anche di un solo posto di lavoro deve essere un impegno di tutti». «Dobbiamo reclamare il diritto alla sopravvivenza del territorio – ha insistito il prefetto – e la legalità è l&#8217;unico modo per smarcarlo dalla stretta della malavita. </p>
<p>Io posso dire che lo Stato è presente e che le Istituzioni non lasciano soli i cittadini, ma c&#8217;è bisogno di collaborazione. Abbiamo messo in atto diverse iniziative: oltre coltivare i terreni che appartenevano a famiglie mafiose abbiamo firmato il protocollo con Confcommercio con l&#8217;iniziativa &#8220;Io denuncio&#8221;, ma purtroppo le denunce che ci sono arrivare sono troppo poche. Bisogna creare un gioco di squadra a sostegno dell&#8217;economia legale».</p>
<p>Il momento più emozionante è stato quello in cui Tiberio Bentivoglio, imprenditore reggino e fondatore di Reggio Libera Reggio ha raccontato la sua esperienza, fatta di minacce, attentati, bombe fatte esplodere nel suo negozio, incendi dolosi e altri atti intimidatori che dal 1992 ad oggi lo hanno perseguitato. Anni in cui Bentivoglio non ha mai voluto arrendersi, denunciando più volte chi si presentava nella sua azienda a chiedere illegalmente denaro. </p>
<p>«Ma spesso vivere nella legalità non corrisponde a ricevere giustizia – ha precisato – perché mi sono sentito sempre solo, quando sedevo come parte lesa nei processi, così come quando le assicurazioni si rifiutavano di stipulare delle polizze per la mia attività, dichiarandola &#8220;a rischio&#8221;. </p>
<p>Se oggi però sono qui a raccontare che pochi mesi fa tre criminali sono stati condannati con il 416 bis al termine di processi che mi hanno visto coinvolto, è grazie a Libera. Libera mi ha dato la forza necessaria per ricominciare, mi ha dato la fiducia e la speranza ma soprattutto la forza di credere nel futuro».</p>
<p>Don Luigi Ciotti, nel suo intervento ha parlato di speranza: «Oggi più che mai non è possibile vendere illusioni, a nessuno. C&#8217;è bisogno di speranza, ma la speranza per essere tale deve essere di tutti. Le mafie sono tra di noi, ma noi dobbiamo essere contro le mafie. Una società civile che rispetta le regole non può ubbidire a leggi che non siano quelle dello Stato. Il primo testo antimafia che abbiamo in Italia infatti è la Costituzione». </p>
<p>«Ma un Paese civile che si rispetti – ha ribadito Don Ciotti – non può non investire nelle politiche sociali, nella difesa del lavoro e dei diritti delle persone. Giustizia e dignità sono alla base della democrazia. Per questo ritengo che per risollevare il debito pubblico i soldi vadano recuperati attraverso la lotta all&#8217;evasione fiscale, cercando di smascherare la corruzione e contrastando il fenomeno del riciclaggio e non abolendo le province ed i piccoli comuni».</p>
<p>Per Unipol al convegno è intervenuti oltre a Pasquale Capellupo anche Walter Dondi, che ha moderato l&#8217;incontro.</p>
<p>di Laura Leonardi</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=128711&#038;Edizione=10&#038;A=20110916">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Orzo e pane dei giusti dalle terre confiscate &#8211; A Villa Margherita nel corso di un incontro con don Ciotti presentati i primi prodotti frutto dei raccolti nei campi di Isola tolti alla &#8216;ndrangheta &#8211; Il prefetto Vincenzo Panico: «Qualcosa sta cambiando. È su questo che dobbiamo costruire il futuro»</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 08:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Il g(i)usto del raccolto. È racchiuso in un significativo gioco di parole tutto il valore di una giornata incredibilmente simbolica per il territorio crotonese. Una giornata in cui &#8220;Libera terra Crotone&#8221; ha presentato il primo caffè d&#8217;orzo e poi il pane ricavati da orzo e farina di grano coltivati sui terreni confiscati ai [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Il g(i)usto del raccolto. È racchiuso in un significativo gioco di parole tutto il valore di una giornata incredibilmente simbolica per il territorio crotonese. Una giornata in cui &#8220;Libera terra Crotone&#8221; ha presentato il primo caffè d&#8217;orzo e poi il pane ricavati da orzo e farina di grano coltivati sui terreni confiscati ai clan di Isola Capo Rizzuto, e oggi temporaneamente assegnati all&#8217;associazione presieduta da don Luigi Ciotti. La lunga giornata in compagnia di &#8220;Libera terra&#8221; è iniziata al mattino, quando presso il centro Arssa di Villa Magherita si è tenuta la conferenza stampa dedicata al g(i)usto del raccolto.<span id="more-20287"></span> </p>
<p>E presentare «prodotti – ha spiegato don Ciotti – che conciliano etica ed estetica, gusto e giusto. Come quest&#8217;orzo, che consegneremo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ringraziarlo della sua continua vicinanza».</p>
<p>Don Ciotti ha colto l&#8217;occasione per un ulteriore richiamo all&#8217;impegno personale e alla coesione «elementi indispensabili per la costruzione della democrazia, che così diventa un luogo in cui ciascuno contribuisce alla crescita della collettività nel modo che conosce».</p>
<p>«Lo Stato deve fare il suo – ha proseguito – ma c&#8217;è anche la responsabilità civile che viene dal basso, che ci vede impegnati in prima persona». Quindi è andato dritto al cuore di una questione che ritiene nodale: «Non c&#8217;è bene confiscato che non sia sotto assedio. I segnali destabilizzanti ci sono in Campania, come in Sicilia come in Calabria. Bisogna tenere alta la guardia, perché non tutti sono amici, non tutti credono in un percorso di legalità e libertà che va compiuto insieme». </p>
<p>Perché la &#8216;ndrangheta non è confinata alla Calabria. «E mi fa piacere – ha aggiunto ironicamente – che tutti i deputati che si servivano al Caffè Chigi abbiano coscienza che la malavita organizzata ce l&#8217;hanno davanti alla porta».</p>
<p>Ad un anno dal primo raccolto sui terreni confiscati alla &#8216;ndrangheta, dunque, tutti gli attori protagonisti della campagna di restituzione alla collettività dei beni confiscati si sono ritrovati per fare il punto della situazione. I lavori, moderati da Antonella Marazziti, sono stati aperti dal prefetto di Crotone Vincenzo Panico, che ha ricordato la nascita del progetto &#8220;Restitutio&#8221;, grazie al quale il riutilizzo dei beni confiscati è salito in poco tempo dal 10 % ad oltre il 50%.</p>
<p>«Non tutto è semplice – ha proseguito il prefetto Panico – come dimostra la forzatura alla quale siamo stati costretti l&#8217;anno scorso per trovare una trebbiatrice che effettuasse il primo raccolto sui campi confiscati. Ma qualcosa sta cambiando, ed è su questo che dobbiamo costruire il futuro».</p>
<p>Il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, ha rivendicato la scelta fatta al momento del suo insediamento in Municipio. «Sapevamo bene – ha sottolineato – che c&#8217;erano cooperative e associazioni interessate alla gestione di terreni e appartamenti confiscati. Si trattava di realtà che operavano bene, ma senza aver conservato la memoria storica di quelle proprietà. E allora abbiamo scelto un&#8217;altra strada, perché siamo convinti che quei luoghi debbano servire, per educare, conservare il ricordo; devono diventare il simbolo del riscatto di questa terra».</p>
<p>Le ha fatto eco il sindaco di Cutro Salvatore Migale, che ha parlato di «fermento, di una rivoluzione civile in atto sul territorio, che dev&#8217;essere appoggiata per poter crescere e diffondersi».</p>
<p>Tommaso Innocente, coordinatore dell&#8217;associazione temporanea di scopo che si sta occupando dei terreni in attesa dell&#8217;assegnazione definitiva, ha ripercorso la strada che sta portando alla creazione di una cooperativa che gestisca nel futuro prossimo i campi tolti alle cosche di &#8216;ndrangheta. «Al bando – ha spiegato Innocente – hanno partecipato un grandissimo numero di persone, anche molto qualificate. A settembre contiamo di partire con la formazione, per poi presentare la cooperativa entro la fine dell&#8217;anno».</p>
<p>Tra i presenti c&#8217;era anche Fabio Di Spirito, segretario generale della Fondazione Telecom Italia che sostiene economicamente il progetto di &#8220;Libera terra Crotone&#8221;.</p>
<p>«Al sostegno economico – ha spiegato – noi vorremmo affiancare un contributo umano, in termini di capitale sociale. Ecco perché abbiamo pensato di organizzare un campo di volontariato con Libera nella struttura del &#8220;Cela&#8221; di Steccato di Cutro, coinvolgendo undici nostri dipendenti assieme alle rispettive famiglie».</p>
<p>Fino al 10 luglio, dunque, uomini, donne e ragazzi di ogni età, e provenienti da tutta Italia impareranno a conoscere le realtà locali, dando una mano nella manutenzione dei beni confiscati. Infine l&#8217;intervento di Fabrizio Bardanzellu, il capo dei servizi operativi del Corpo forestale dello Stato, che ha affermato: «Ogni volta che ci saranno battaglie per la legalità, per la libertà, noi ci saremo sempre; perché per crescere bisogna cercare sempre di fare un passettino in più, tutti insieme». </p>
<p>Nel tardo pomeriggio la manifestazione si è spostata ad Isola Capo Rizzuto, dove presso la villa comunale i presenti hanno potuto assaggiare il pane prodotto con la farina proveniente dai terreni confiscati. Un altro prodotto giusto frutto del raccolto dei giusti.</p>
<p>di Francesca Travierso</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=95312&#038;Edizione=10&#038;A=20110707">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Polistena: dopo l&#8217;incendio i volontari scrivono a Libera &#8211; Lettera aperta alla Cooperativa Valle del Marro : «L’uliveto bruciato lo sentiamo anche nostro»</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 06:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Quando hanno saputo dell&#8217;incendio doloso che ha devastato un intero uliveto alla Cooperativa Valle del Marro, in Calabria, hanno preso carta e penna e hanno scritto una lunga lettera di solidarietà. E&#8217; stata questa la reazione di un gruppo di trenta volontari di tutta Italia che lo scorso anno, proprio nella cooperativa calabrese, hanno partecipato [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando hanno saputo dell&#8217;incendio doloso che ha devastato un intero uliveto alla Cooperativa Valle del Marro, in Calabria, hanno preso carta e penna e hanno scritto una lunga lettera di solidarietà. E&#8217; stata questa la reazione di un gruppo di trenta volontari di tutta Italia che lo scorso anno, proprio nella cooperativa calabrese, hanno partecipato ad uno dei tanti campi di lavoro organizzati dall&#8217;associazione Libera. «Siamo 30 cittadini che la scorsa estate si sono incontrati e conosciuti ad uno dei campi di Estate Liberi presso la cooperativa Valle del Marro. Non viviamo a Polistena, non lavoriamo tutti i giorni nei campi. Non siamo soci della Cooperativa, però l’uliveto bruciato lo sentiamo anche nostro». <span id="more-20244"></span></p>
<p>Inizia così la lunga lettera indirizzata ai soci della cooperativa Valle del Marro che lavorano sui terreni confiscati alla &#8216;ndrangheta nella Piano di Gioia Tauro. Alcune settimane fa un incendio doloso ha quasi del tutto distrutto l&#8217;uliveto coltivato dai soci a Castellace, una frazione di Oppido Mamertino. I danni elevati rischiano di compromettere l&#8217;intero raccolte di olive e, quindi, la produzione dell&#8217;olio extravergine di oliva, fiore all&#8217;occhiello del lavoro della Valle del Marro. </p>
<p>L&#8217;incendio dell&#8217;uliveto non è stata l&#8217;unico avvertimento subito dai soci della cooperativa, ma di certo uno tra i più gravi. Segnale che i boss della Piana non tollerano chi lavora nella legalità, per di più nei terreni riconquistati dallo Stato. A causa dell&#8217;incendio, scrivono i volontari: «Sono stati mandati in fumo cinque anni di duro lavoro, i segni della speranza, della generosità e della legalità sono stati sfregiati dalla vigliaccheria e dal disprezzo verso i frutti della terra e verso gli sforzi di chi li aveva resi possibili». Rabbia e sconforto, certamente, ma anche il desiderio di andare avanti. </p>
<p>«Vogliamo mandare – si legge nella lettera &#8211; un messaggio ai volontari che già sono al lavoro e a quelli che presto ci saranno. Dopo un evento del genere è ancora più importante essere presenti sul territorio, ha ancora più valore fare un campo perché è la risposta della società civile che guarda negli occhi la mafia: se restiamo tutti insieme loro continueranno ad avere paura come questo gesto ha dimostrato». </p>
<p>«Superati il rammarico e lo scoramento – continuano i volontari &#8211; la miglior risposta contro ogni intimidazione è rinnovare l’impegno e l’entusiasmo, con la convinzione che il danno materiale possa trasformarsi in una risposta collettiva sempre maggiore. Questa risposta proviene non dalla solidarietà, bensì dalla corresponsabilità, cioè dalla dimensione del noi che esiste a prescindere dalla lontananza». </p>
<p>Un bella lezione di dignità quella dei trenta volontari di Libera. Un incoraggiamento per chi, quotidianamente, sfida la &#8216;ndrangheta nel suo territorio, praticando quei valori di legalità e trasparenza che a troppi danno fastidio. Un invito alla Calabria migliore a continuare nel percorso di rinnovamento. L&#8217;esempio che un&#8217;Italia solidale esiste ancora, al di là di una politica troppo localistica e poco coraggiosa. </p>
<p>di g.l.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=14989">liberainformazione.org</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Solidarietà alla Bandafalò dal c.s.o.a. Angelina Cartella</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 06:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Non è passato neanche un anno – era l’agosto del 2010 – da quando ci siamo trovati a dover solidarizzare con la BandaFalò, in seguito al blitz delle “forze dell’ordine” al lido, ed il successivo grottesco comunicato che sinteticamente definiva il luogo come covo di drogati. La stessa aria di repressione e [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Non è passato neanche un anno – era l’agosto del 2010 – da quando ci siamo trovati a dover solidarizzare con la BandaFalò, in seguito al blitz delle “forze dell’ordine” al lido, ed il successivo grottesco comunicato che sinteticamente definiva il luogo come covo di drogati. La stessa aria di repressione e intimidazione vissuta gli ultimi giorni della stagione scorsa, si respira oggi alle porte dell’estate. Invece di festeggiare, insieme con altre realtà, l’inizio della stagione estiva della Bandafalò, ci troviamo esterrefatti di fronte ad un paradosso: il lido dell’associazione, con tanto di carte in regola e di autorizzazione concessa dal Comune di Villa San Giovanni, è stato sequestrato dalla Guardia Costiera. <span id="more-19904"></span></p>
<p>Le spiagge di Reggio e della sua provincia sono violentate dall’edilizia abusiva, ed invase da esercizi commerciali che lucrano ogni anno di più sulle vacanze della popolazione reggina e non; il lungomare di Reggio Calabria è stato rovinato, dal punto di vista della fruizione, della vivibilità ed estetico, da dei cubi di cemento a pochi metri dal mare; gli stessi lidi lì presenti, che aumentano la superficie “privata” di anno in anno senza che nessuno se ne accorga, limitano l’accesso libero al mare. </p>
<p>Le spiagge del lungomare di Gallico, di cui la comunità andava orgogliosa fino a qualche anno fa,  sono – a causa di cantieri bloccati, su cui ad oggi ancora nessuno ha indagato – inaccessibili; cattiva depurazione, scarichi abusivi, impianti vecchi e in stato di abbandono contraddistinguono, purtroppo, le coste della provincia di Reggio Calabria e le autorità competenti non si pronunciano. </p>
<p>La macchina della repressione, invece, continua inesorabilmente ed inspiegabilmente ad accanirsi contro chi, come l’associazione Bandafalò, ha ripulito e bonificato un angolo di spiaggia a Cannitello; chi offre gratuitamente lettini e ombrelloni, in un contesto ed in una stagione in cui si fa pagare anche l’aria; verso chi, con passione e sacrifici, ha restituito un luogo socializzazione alla collettività, attraverso esibizioni di gruppi musicali (molto spesso gruppi emergenti calabresi), attività ricreative e cene sociali.</p>
<p>Nel rimarcare la nostra piena solidarietà a tutti i componenti di Bandafalò, non possiamo non ricordare infine il loro grande impegno nel portare avanti progetti umanitari in Africa, che tanto risalto hanno avuto nelle pagine dei quotidiani calabresi. </p>
<p>Progetti importanti, progetti significativi, progetti che si reggono soprattutto sulle attività del lido Bandafalò. Progetti che in ogni posto sarebbero sostenuti da tutte le istituzioni, tranne che in questa disgraziata Calabria, dove invece è più facile farsi autorizzare una villa privata sulla spiaggia.</p>
<p>c.s.o.a. Angelina Cartella</p>
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		<title>Una raccolta fondi a sostegno dell&#8217;Associazione di ricerca neurogenetica &#8211; In scena il musical &#8220;West Side Story&#8221; realizzato dagli studenti del liceo Campanella</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 12:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Una raccolta fondi a sostegno dell&#8217;Associazione per la ricerca neurogenetica. E&#8217; quanto organizzato dal Soroptimist club di Lamezia Terme, in collaborazione con l&#8217;Associazione di neurogenetica, “Casa Alzhal” e il liceo &#8220;Tommaso Campanella&#8221;. Per l&#8217;occasione, domenica 12 giugno alle 20.30 al Teatro Grandinetti andrà in scena il musical &#8220;West Side Story&#8221; realizzato dagli studenti del liceo Campanella sulle musiche di Leonard Bernstein.<span id="more-19796"></span> </p>
<p>In particolare, sul palco saliranno gli studenti Luciano Iera, Simona Buccinnà, Valeria Pacileo, Roman Costabile, Chiara Sgromo, Ylenia Folino, Mariangela Longo, Chiara Canovale, Gianmarco Lucia, Giuseppe Frijia, Salvatore Perri, Michele Madia, Domenico Massimo, Giada Campo, Elisabetta Meraglia, Natascia Notarianni, Simone Martello e Andrea Guzzo. </p>
<p>Il musical, realizzato nell&#8217;ambito dei progetti “ Teatro” (composto dai professori Sabrina Bagnato di italiano, Edda Mazzocca, Pasquale Arbia e Franco Vasta di francese) e “Una scuola per cantare&#8221; (composto dai professori Michela Cimmino, Licia Di Salvo e Diego Apa) racconta la storia di due band rivali, incentrati su una storia d’amore ispirata alla tragedia shakespeariana di “Romeo e Giulietta. Il testo del musical è stato tradotto e adattato in lingua italiana e francese, così come anche le due canzone “Maria” e “Tonight” sono state tradotte e adattate in lingua francese diventando “Maria” e “Ce-soir”. </p>
<p>Insomma, si preannuncia un grande spettacolo grazie agli studenti che si cimenteranno nelle arti della danza, del canto e della recitazione in lingua, con una regia originale e al tempo stesso fedele alle linee portanti del musical, alternando dialoghi in italiano, inglese e francese. </p>
<p>Un musical che ha debuttato nel mese scorso in occasione del XVI Festival del Teatro Scuola al festival di Altomonte, dove la scuola ha ottenuto una menzione speciale della giuria per l&#8217;attualità della tematica trattata (l&#8217;integrazione ) e per la performance poliedrica degli studenti.</p>
<p>“Abbiamo accolto e portato avanti con grande entusiasmo questa iniziativa – ha affermato la presidente del Soroptimist Stefania Gambardella – perché siamo consapevoli dell’importanza e dell’ottimo lavoro svolto dall’Associazione per la ricerca neurogenetica nel sostegno ai malati di Alzheimer. Scopo della  nostra associazione è anche promuovere e migliorare le condizioni sociali, soprattutto di chi ha più bisogno”.</p>
<p>Grande entusiasmo e soddisfazione è stata espressa dalla presidente dell’Associazione per la ricerca di neurogenetica Michela Cimmino. </p>
<p>“Sarà una serata indimenticabile – ha sottolineato Cimmino – perché offrirà l’opportunità di coniugare la solidarietà allo spettacolo. L’opera musicale tratta infatti i temi scottanti e attuali dell’integrazione, della multiculturalità e dell’ostile accoglienza del diverso. Ma l’aspetto ancora più importante è rappresentato dal fatto che saranno i giovani a testimoniare il valore della solidarietà: è a loro infatti che passiamo il testimone, affinchè possano costruire una società migliore”.</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>“Un brindisi per la libertà”, raccolta di firme e fondi per Amnesty Lamezia Gruppo 239 &#8211; Venerdì 3 giugno presso lo Shanti Bar</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 10:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; <em>“Aprite il vostro giornale ogni giorno della settimana e troverete la notizia che da qualche parte del mondo qualcuno viene imprigionato, torturato o ucciso perché le sue opinioni o la sua religione sono inaccettabili al suo governo”</em>. Così iniziava un articolo pubblicato il 28 maggio 1961 sul quotidiano londinese The Observer scritto dall’avvocato londinese Peter Benenson dopo aver letto che due studenti portoghesi erano stati condannati a sette anni di detenzione per aver brindato alla libertà. “Il lettore del giornale sente un nauseante senso di impotenza. Ma se questi sentimenti di disgusto ovunque nel mondo potessero essere uniti in un’azione comune qualcosa di efficace potrebbe essere fatto”.<span id="more-19779"></span></p>
<p>Da questo articolo e dalla campagna per i prigionieri dimenticati che ne seguì, nacque nel 1961 Amnesty International.</p>
<p>Da allora e per tutti questi 50 anni molte campagne si sono susseguite, per i prigionieri dimenticati, contro la pena di morte, fino alla più attuale “Io pretendo dignità”. Sono tante le azioni intraprese, e tanti i risultati ottenuti, in mezzo secolo di lavoro.</p>
<p>Centinaia di migliaia di persone hanno ritrovato la libertà o hanno avuto la vita salvata grazie a un appello. Diverse norme internazionali, come il Protocollo opzionale dell’Onu sui bambini soldato o la Convenzione sulle sparizioni forzate, sono state sviluppate grazie al contributo di Amnesty International. La nostra mobilitazione ha aperto la strada all’istituzione della Corte penale internazionale.</p>
<p>Anni di intense campagne, insieme a prestigiosi alleati, hanno spinto l’Onu a impegnarsi per un Trattato che regoli il commercio di armi, per impedire che finiscano nelle mani di regimi che violano i diritti umani. Mentre paese dopo paese, il mondo decideva di porre fine alle esecuzioni capitali, Amnesty International è stata al centro della coalizione che ha convinto l’Onu ad approvare una moratoria globale sulla pena di morte.</p>
<p>Insieme alla campagne, anche tante le mobilitazioni, dal tour mondiale Human rights now! del 1988, con artisti come Peter Gabriel, Sting e Bruce Springsteen al Palamnesty allestito dalla Sezione Italiana nel 1998 di fronte alla sede della Conferenza diplomatica dell’Onu sulla Corte penale internazionale.</p>
<p>Tuttavia, parole come povertà, insicurezza, privazione, esclusione, discriminazione, violenza, tortura, pena di morte, detenzioni arbitrarie, processi iniqui sono ancora attuali. Fino a quando non diventeranno parole lontane, Amnesty International continuerà a chiedere ai governi di rispettare i diritti umani, di porre fine alle loro violazioni. E in questo 2011, 50° anniversario della sua nascita, lo faremo con ancora maggiore forza e impegno.</p>
<p>Il gruppo 239 di Lamezia Terme insieme allo Shanti Bar ha organizzato “Un brindisi per la libertà”, per la sera di venerdì 3 giugno 2011, dal tramonto in poi; chiunque vuole può partecipare e diventare così “attivista per un giorno” e “attivista 50°”. </p>
<p>Parte del ricavato delle consumazioni sarà devoluto al gruppo 239.</p>
<p>Nell’occasione verrà allestito un tavolino per la raccolta di firme su un caso di “Libertà d’espressione”, campagna che più di tutte ricorda da dove è partita AI 50 anni fa; una mostra fotografica storia di Amnesty International; e inoltre il gruppo locale proporrà un breve rappresentazione per voci e immagini nella quale racconterà come Peter Benenson fondò l’associazione.</p>
<p><strong>VENERDI 3 GIUGNO<br />
PRESSO &#8220;SHANTI BAR&#8221; LAMEZIA TERME</strong></p>
<p>Gruppo 239<br />
Amnesty International Lamezia</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Via gli stranieri dalla nostra terra &#8211; In sintesi, il documento di chiusura delle giornate di approfondimento nella Piana di Gioia Tauro dedicate ad immigrazione e agricoltura contadina</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 07:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Vengono qui e ci rubano tutto. Come se non bastassero i problemi che abbiamo  e lo stato che li aiuta pure, spendendo soldi per loro. Vengono accolti dai nostri governi e ottengono cose che appartengono a tutti noi: coste, terreni e persino l&#8217;acqua dei nostri rubinetti. Vengono qui coi loro barconi, i loro macchinoni, jet privati, elicotteri; attraversano i nostri territori come padroni e vengono ossequiati dalle autorit&agrave;. <span id="more-18941"></span></p>
<p>Comprano i frutti delle nostre campagne per rivenderceli a venti, trenta volte tanto nei centri commerciali che nel frattempo ci hanno costruito vicino casa. Comprano a quattro soldi direttamente i terreni, sradicano gli alberi e al loro posto ci mettono centrali o altri mostri, avvelenando l&#8217;aria e la terra. Sono questi, non gli immigrati che vengono qui a lavorare, che vanno additati come stranieri e che stanno mettono noi nella condizione di stranieri nella nostra terra.</p>
<p>Altri stranieri,meno di un mese fa, venivano nella Piana dalla Francia, dalla Spagna, dalla Polonia, dalla Romania, dall&#8217;Africa. Erano i delegati della Rete europea per la difesa dell&#8217;agricoltura contadina e contro lo sfruttamento dei braccianti. </p>
<p>Con le organizzazioni contadine che rappresentavano, con l&#8217;Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma e con l&#8217;Osservatorio Antirazzista Pigneto Torpignattara, ci siamo confrontati, nella convinzione che il sistema di sottomissione della piccola agricoltura governato dalla Grande Distribuzione Organizzata sia lo stesso in tutta Europa, primo responsabile dello strozzamento dei piccoli contadini e del supersfruttamento dei braccianti, locali ed immigrati. </p>
<p>Accogliamo e rilanciamo la proposta emersa durante la manifestazione unitaria davanti al Ministero dell&#8217;Agricoltura a Roma per far convergere tutte le lotte esistenti nel Mezzogiorno agricolo italiano.</p>
<p>Gi&agrave; da molto tempo, i barbari succhiano il nettare in questa terra risputandoci indietro lo scarto ed ora esauriscono l&#8217;ultima essenza prima d&#8217;abbandonarla.</p>
<p>A cominciare dall&#8217;acqua, stanno procedendo a sottrarci le risorse fondamentali. Il nome francese, Veolia, ricorre tra i controllori di questa e delle altre nostre risorse idriche come pure tra i gestori del ciclo dei rifiuti, attraverso discariche e soprattutto l&#8217;inceneritore di Gioia in via di raddoppio che concorre a compromettere anche l&#8217;aria.</p>
<p>Ecco le loro ricette per il nostro territorio:produrre energia con l&#8217;incenerimento dei rifiuti in un territorio che esporta energia e non dovrebbe sopportare neppure mostri come la centrale Turbogas di Rizziconi. Senza andare poi al futuro prossimo del Rigassificatore nella zona di San Ferdinando o al Ponte sullo Stretto. </p>
<p>Gi&agrave; l&#8217;eterno ammodernamento dell&#8217;autostrada ha visto gli stessi colossi della megaopera, come Impregilo e Condotte d&#8217;Acqua, prendere miliardi dallo stato e lucrare sul bisogno di lavoro,come i dipendenti del Consorzio Scilla. </p>
<p>Cose che succedono in modo molto simile al Porto di Gioia Tauro, dove la stessa multinazionale schiaccia i lavoratori che ne hanno fatto la fortuna nel ricatto di dover rinunciare ad ogni diritto per continuare a lavorare, pena l&#8217;abbandono dello scalo ed il ritorno della struttura nel lungo novero delle cattedrali nel deserto. Fino alla Valtur, che quest&#8217;anno chiuder&agrave; a Nicotera Marina lasciando a casa decine di lavoratori e la costa comunque occupata dalla megastruttura.</p>
<p>Veramente allora ci appare come la ritrosia del paziente di fronte alla medicina urticante la paura sociale che qui si &egrave; diffusa ed &egrave; stata indotta verso la popolazione immigrata. Questa presenza ci sembra piuttosto un benefico novum, umano, culturale, sociale,in grado di dare a questo organismo compromesso una possibilit&agrave; di guarigione.</p>
<p>A vederla in quest&#8217;ottica, l&#8217;apocalisse alle porte pu&ograve; essere vista anche come possibile nuovo inizio, a patto per&ograve; che ogni questione sia vista nella prospettiva generale di una nuova pianificazione del territorio e prima di tutto, verso la riappropriazione dei beni comuni.</p>
<p>Per questo facciamo nostra l&#8217;istanza del referendum contro privatizzazione del servizio idrico e nucleare e accogliamo l&#8217;appello della Rete per la Difesa del Territorio Franco Nistic&ograve; a costruire insieme un percorso di mobilitazione che metta fine al Commissariamento per l&#8217;emergenza rifiuti, consegnando la gestione dei beni comuni alle popolazioni calabresi.</p>
<p>INVITIAMO TUTTE LE REALT&Aacute; DI SOLIDARIET&Aacute; E LOTTA DEL MEZZOGIORNO ITALIANO AD ORGANIZZARE UN&#8217;ASSEMBLEA PREPARATORIA PER UNA GRANDE MANIFESTAZIONE DA TENERSI A ROMA DAVANTI AL MINISTERO DELL&#8217;AGRICOLTURA PRIMA DELLA PROSSIMA STAGIONE DELLE ARANCE, A PARTIRE DAL CONFRONTO SU UNA PIATTAFORMA COMUNE PER:</p>
<p>- l&#8217;istituzione di un aiuto speciale per le piccole aziende, riconoscendo la loro funzione economica e sociale, a partire da politiche reali che contrastino il monopolio della Grande Distribuzione Organizzata e sostengano la filiera corta;</p>
<p>- una campagna nazionale di boicottaggio contro la Grande Distribuzione Organizzata;</p>
<p>- politiche di sostegno alla filiera del biologico e una moratoria alla costruzione di impianti inquinanti legati al ciclo di smaltimento dei rifiuti e alla produzione d&#8217;energia, incompatibili con l&#8217;agricoltura di qualit&agrave;;</p>
<p>- l&#8217;introduzione nei disciplinari dei prodotti certificati (DOP, IGP, STG, DOC e IGT e BIO) di criteri che tutelino i lavoratori, dando pari importanza alla qualit&agrave; organolettica ed alla qualit&agrave; sociale del prodotto;</p>
<p>- l&#8217;introduzione degli indici di congruit&agrave; nel settore agricolo;</p>
<p>- politiche pi&ugrave; efficaci contro il fenomeno sociale ed economico del caporalato in linea con la campagna nazionale Stopcaporalato;</p>
<p>- l&#8217;attuazione della condizionalit&agrave; degli aiuti legati al rispetto del diritto del lavoro;</p>
<p>- il divieto per gli stati membri di sostenere e di sovvenzionare gli agricoltori che non rispettino i loro obblighi di datori di lavoro;</p>
<p>- la firma, la ratifica e l&#8217;attuazione da parte di tutti i Paesi europei della Convenzione internazionale sui lavoratori migranti;</p>
<p>- la firma, la ratifica e l&#8217;attuazione da parte di tutti i Paesi europei della convenzione internazionale 184 dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro;</p>
<p>- la regolarizzazione dei lavoratori agricoli e lavoratori senza documenti;</p>
<p>- n&eacute; respingimenti n&eacute; segregazione: politiche d&#8217;accoglienza diffusa basate sul recupero dell&#8217;edilizia in disuso tanto nei centri urbani quanto nelle zone rurali, contro strutture di contenimento, separazione, reclusione.</p>
<p>CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO E IL RITORNO AL NUCLEARE </p>
<p>OSSERVATORIO MIGRANTI AFRICALABRIA &quot; ROSARNO</p>
<p>EQUOSUD</p>
<p>C.S.O.A. ANGELINA CARTELLA &quot; REGGIO CALABRIA</p>
<p>KOLLETTIVO ONDA ROSSA &quot; CINQUEFRONDI</p>
<p>CHIESA BATTISTA &quot; REGGIO CALABRIA</p>
<p>GAS FELCE E MIRTILLO &quot; REGGIO CALABRIA</p>
<p>COLLETTIVO UNIVERSITARIO UniRC</p>
<p>COMITATO ACQUA PUBBLICA VILLA SAN GIOVANNI</p>
<p>per adesioni: africalabria@gmail.com, equosud@libero.it, csocartella@ecn.org</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Rosarno-Europa&#8230;Africa 2011 &#8211; In difesa della terra e di chi la lavora</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 09:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>ROSARNO (RC) &#8211; Francia, Spagna, Polonia, Romania, Italia&#8230; Senegal. Questi sono i paesi di provenienza dei membri della Rete Europea contro lo sfruttamento dei braccianti agricoli, presente a Rosarno questo fine settimana nell&#8217;ambito della campagna politica &#34;Agricoltura contadina e lavoro stagionale migrante&#34;. Se si parla di braccianti &#232; ovvio che c&#8217;entra l&#8217;Africa, l&#8217;Africa in Europa, [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROSARNO (RC) &#8211; Francia, Spagna, Polonia, Romania, Italia&#8230; Senegal. Questi sono i paesi di provenienza dei membri della Rete Europea contro lo sfruttamento dei braccianti agricoli, presente a Rosarno questo fine settimana nell&#8217;ambito della campagna politica &quot;Agricoltura contadina e lavoro stagionale migrante&quot;. Se si parla di braccianti &egrave; ovvio che c&#8217;entra l&#8217;Africa, l&#8217;Africa in Europa, a volte dolente quasi quanto quella del continente nero, anche se in modo diverso. E dall&#8217;anno scorso, se si parla degli africani in Italia, al nord come al sud, in citt&agrave; come in campagna, viene in mente Rosarno.<span id="more-18466"></span> Si sa&#8230;</p>
<p>Questo gruppo non viene qui per ascoltare le stesse cose, vedere le stesse immagini, ripetere gli stessi stereotipi, come avviene ormai da un anno a questa parte, ma viene per conoscere, studiare, ragionare, discutere, proporre. Perch&eacute; il mostro Rosarno sbattuto in prima pagina, fa comodo a molti ma non aiuta a capire. </p>
<p>Non &egrave; un caso che i mass-media non mostrino mai quello che succede altrove, in Italia e in Europa: come in Andalusia, teatro alcuni anni fa di un&#8217;altra caccia al negro, laddove vengono prodotti la maggior parte dei pomodori che compriamo al Carrefour. </p>
<p>D&#8217;altronde, a Rosarno come a Parigi le grandi catene che organizzano il nostro consumo sono le stesse: Carrefour, Auchan, Despar, ed &egrave; uguale il risultato delle loro politiche: la piccola azienda contadina che muore, le terre che vengono sempre pi&ugrave; abbandonate e concentrate, i frutti che crescono sempre pi&ugrave; avvelenati da chimica e sfruttamento.</p>
<p>Non a caso l&#8217;organizzazione capofila di questo gruppo contro lo sfruttamento si chiama Via Campesina. In Francia ha un sindacato, la Confederati&ograve;n Paysanne, confederazione dei contadini: sono migliaia e migliaia ed hanno persino eletto un parlamentare europeo. Hanno capito qual &egrave; il problema, chi sono i nemici dell&#8217;agricoltura e sono in cerca di alleati. </p>
<p>Tra questi, hanno pensato ai piccoli contadini e ai braccianti, perch&eacute; se il sistema che fa morire gli uni &egrave; lo stesso che riduce in semischiavit&ugrave; gli altri, allora sar&agrave; bene allearsi per combatterlo. Ovunque. In Spagna, in Francia, in Romania, a Rosarno. D&#8217;altronde la politica che orienta la produzione agricola &egrave; unica, la PAC, da cui dipendono molte produzioni, soprattutto nel sud Italia. </p>
<p>&Egrave; allora naturale che in Europa si levi una voce sola a difendere piccoli contadini e braccianti, chiedendo un diverso orientamento della produzione agricola. Come pure delle politiche migratorie, che costringono alla clandestinit&agrave; migliaia di persone, favorendo chi specula sul lavoro nero e mettendo in difficolt&agrave; chi invece vorrebbe assumere regolarmente. </p>
<p>Allo stesso modo l&#8217;accoglienza non &egrave; materia neutra, pu&ograve; essere la maschera di cui si vestono politiche di contenimento e segregazione, tanto che si parli dei CIE per gli irregolari, dei CARA per i richiedenti asilo, o di strutture invasive, l&#8217;accoglienza di cemento dei cosiddetti &#8220;centri&#8221;, a separare, a controllare, invece che favorire l&#8217;accoglienza diffusa che si potrebbe combinare col recupero e la pianificazione sostenibile del territorio.</p>
<p>Combattere questi meccanismi &egrave; quello che anche noi abbiamo iniziato a fare. Con la campagna SOS Rosarno abbiamo creato un gruppo di piccoli agrumicultori che producono senza veleni e senza sfruttamento. </p>
<p>Attraverso la rete dei GAS &#8211; Gruppi d&#8217;Acquisto Solidale diffusa in tutt&#8217;Italia, li aiutiamo a vendere gli agrumi ad un prezzo pi&ugrave; giusto, anche per chi acquista, e quindi a retribuire adeguatamente i lavoratori e farli vivere dignitosamente. Un fatto semplice eppure difficile a farsi: collegare i produttori ai consumatori senza passare per i canali della Grande Distribuzione Organizzata, i giganteschi vampiri associati che monopolizzano il mercato. </p>
<p>Ma questo &egrave; solo un seme, non pu&ograve; bastare. Per proliferare, deve essere piantato ovunque per far nascere e crescere aggregazioni di piccoli contadini in alleanza con le organizzazioni dei braccianti e le associazioni del consumo etico.</p>
<p>Di tutte queste cose si discuter&agrave; nella settimana in cui sar&agrave; presente in questo territorio il gruppo europeo contro lo sfruttamento bracciantile. Con i piccoli contadini, i braccianti africani, le associazioni della solidariet&agrave; e alcune realt&agrave; che affrontano gli stessi problemi in altre regioni d&#8217;Italia.</p>
<p>In questo quadro proponiamo due giorni d&#8217;iniziative, per discutere, ragionare e fare festa, bianchi e neri, locali e forestieri.</p>
<p><strong>Sabato 12 Marzo</strong></p>
<p>ORE 17.00 &#8211; &#8220;FATTORIA SANT&#8217;ANNA&#8221;, SANT&#8217;ANNA DI LAUREANA DI BORRELLO.</p>
<p><strong>DIBATTITO</strong></p>
<p>PICCOLI CONTADINI E BRACCIANTI IMMIGRATI: ALLEANZE POSSIBILI NEL SEGNO DELLA SOSTENIBILITA&#8217; AMBIENTALE E SOCIALE</p>
<p>ORE 20.00 &#8211; SEDE KOLLETTIVO ONDAROSSA DI CINQUEFRONDI, VIA A. GRAMSCI </p>
<p>FESTA MULTIETNICA: CONCERTO DI POESIE E CANZONI DI TURI MAMONE E IAIA  ZAMBONI E POI MUSICA CALAFRICANA</p>
<p><strong>Domenica 13 Marzo</strong></p>
<p>ORE 10.30 &#8211; AUDITORIUM COMUNALE DI ROSARNO: IMMIGRAZIONE E SOLUZIONI ABITATIVE,  CONFRONTO TRA MODELLI POSSIBILI: TENDOPOLI, CAMPI CONTAINERS, ACCOGLIENZA DIFFUSA, PARTECIPAZIONE E RECUPERO EDILIZIO.</p>
<p>ORE 17.00 &#8211; COOPERATIVA &#8220;I FRUTTI DEL SOLE&#8221; DI LIMBADI</p>
<p>IN MEMORIA DI MARCUS: FESTA DELL&#8217;INCONTRO CON MUSICA E CUCINA CALAFRICANA</p>
<p>ORGANIZZANO: </p>
<p>Gruppo Europeo Contro lo Sfruttamento Bracciantile, Osservatorio Migranti Africalabria Rosarno, EquoSud, Kollettivo Ondarossa &#8211; Cinquefrondi, C.S.O.A. Angelina Cartella &#8211; RC, Chiesa Battista di Reggio Calabria, Comitato Acqua Pubblica &#8211; Villa San Giovanni, Collettivo Universitario UniRC, G.A.S. Felce e Mirtillo &#8211; RC</p>
<p>PARTECIPANO: </p>
<p>Elisabetta Tripodi &#8211; Sindaco di Rosarno,  Daniela Consoli &#8211; Associazione Studi Giuridici Immigrazione, Domenico Lucano &#8211; Sindaco di Riace, Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma, Osservatorio Antirazzista Pigneto Tor Pignattara- Roma, Ass. Black and White &#8211; Castel Volturno,  AIAB, FLAI- CGIL Calabria, Silvio Greco &#8211; Slow Food, Stefano Tommasello &#8211; GAStretto RC,  Renato Nicolini &#8211; Univ. Mediterranea RC, Stalker &#8211; Primavera Romana.</p>
<p>c.s.o.a. &#8220;A.Cartella&#8221;</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ai nostri figli lasciamo un mondo senza prospettive e pieno d&#8217;insidie &#8211; Presentato il rapporto internazionale dell&#8217;Unicef sulla condizione giovanile &#8211; Povert&#224; significativa, crescente disuguaglianza sociale e culturale</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 08:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[catanzaro notizie]]></category>
		<category><![CDATA[condizione giovanile unicef]]></category>
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		<category><![CDATA[rapporto unicef condizione giovanile]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; L&#8217;adolescenza &#232; il tempo delle opportunit&#224;. Non &#232; una frase fatta, non &#232; uno slogan, &#232; una certezza che deve far riflettere, un motto da cui partire per la solidificazione di un mondo giusto e democratico in cui far convivere infanzia, diritti, possibilit&#224; e sviluppo. Ma non solo, questo &#232; anche il titolo [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; L&#8217;adolescenza &egrave; il tempo delle opportunit&agrave;. Non &egrave; una frase fatta, non &egrave; uno slogan, &egrave; una certezza che deve far riflettere, un motto da cui partire per la solidificazione di un mondo giusto e democratico in cui far convivere infanzia, diritti, possibilit&agrave; e sviluppo. Ma non solo, questo &egrave; anche il titolo dato all&#8217;ultimo rapporto internazionale dell&#8217;Unicef che discute sulle condizioni giovanili nel mondo e che &egrave; stato presentato, ieri, nella sala conferenze del Comando Legione Carabinieri Calabria.<span id="more-18476"></span> </p>
<p>&laquo;La divulgazione di questo rapporto &quot; ha detto la presidente del Comitato provinciale Unicef, Anna Maria Fonti Iembo &quot; rappresenta un momento di confronto tra i vari soggetti istituzionali sui problemi e sui bisogni dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza&raquo;. </p>
<p>Un milione i ragazzi poveri, 150 mila quelli sfruttati, 75 mila quelli senza studio, 81 mila quelli che non ce l&#8217;hanno fatta a resistere ad una vita non degna di essere chiamata tale. Sono numeri che spaventano, sintomi &quot; ha affermato la Fonti Iembo &#8211; &laquo;di un&#8217;emergenza fisica, un&#8217;emergenza di libert&agrave;, di difesa della persona umana&raquo;.</p>
<p>&laquo;Urgono, perci&ograve; &quot; secondo il generale Adelmo Lusi, comandate regionale carabinieri &quot; risorse economiche adeguate nel rispondere a tali problematiche, modelli positivi che contrastino la negativit&agrave;, comuni finalit&agrave; di aiuto e di tutela&raquo;. Supporti che dovrebbero interessare non solo il cosiddetto terzo mondo, universo di riferimento quando si parla di questi divari, ma anche e sopratutto la sfera globalizzata della terra. </p>
<p>&laquo;Anche l&#8217;Italia, infatti &quot; ha spiegato Stefano Tavarella, vice presidente nazionale Unicef &quot; &egrave; vittima di una povert&agrave; significativa e di una crescente disuguaglianza sociale e culturale. Situazioni drammatiche che, un po&#8217; dappertutto, tendono a sfociare in un mare pericoloso fatto di bambini &quot; soldato, prostituzione minorile, sfruttamento e totale privazione della propria dignit&agrave;. In pratica, consegnamo ai nostri figli un mondo peggiore di come lo abbiamo ricevuto, scarso di prospettive e ricco di insidie&raquo;. </p>
<p>Insidie oggi potenzialmente scalfite dall&#8217;istituzione del Garante per l&#8217;Infanzia e l&#8217;Adolescenza. Figura ricoperta per la Regione Calabria dall&#8217;onorevole Marilina Intrieri che ha espresso la sua volont&agrave; di &laquo;voler dare maggiore partecipazione ai giovani, dando loro voce ed espressione e riconoscendoli appieno come soggetti di diritto, capaci di confronto e razionalit&agrave;&raquo;.</p>
<p>Ragazzi che ieri sono stati resi vivi protagonisti attraverso l&#8217;esposizione a pi&ugrave; voci dei tratti salienti del rapporto. Hanno parlato di lavoro minorile, di cambiamento climatico e conseguente diminuzione del benessere, di diritto alla salute e di delinquenza, soffermandosi su quelle che sono le condizioni generali dell&#8217;et&agrave; adolescenziale. </p>
<p>Tra loro: Anna Cristina Marino del Liceo Classico, Jessica Schipani dell&#8217;Istituto Tecnico Agrario, Francesco Cristofaro del Ferraris, Anastasia Migliaccio del Pacioli ed Ilenia Paravati con Maria Luisa Chiarella dell&#8217;Universit&agrave; Magna Grecia. </p>
<p>Alla conferenza moderata da Oldani Mesoraca, capo ufficio stampa Regione Calabria, ed in cui sono state mostrate le nuove Pigotte tricolore in onore del 150&ordm; anniversario dell&#8217;Unit&agrave; d&#8217;Italia, sono intervenuti: l&#8217;arcivescovo Antonio Ciliberti, il sindaco Rosario Olivo, la presidente della Provincia Wanda Ferro, il direttore del Centro per la Giustizia Minorile Angelo Meli, il prefetto Antonio Reppucci, il questore Vincenzo Roca ed il presidente dell&#8217;Associazione Carabinieri Maurizio Arabia. </p>
<p>A fine giornata, gli alunni del &#8220;Campanella&#8221; e del &#8220;Mattia Preti&#8221; hanno consegnato alle autorit&agrave; presenti copia del rapporto. </p>
<p>di Romana Monteverde</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=34917&#038;Edizione=9&#038;A=20110310">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Alleanza con la Locride e la Calabria, 1 Marzo 2011: &quot;Mediterraneo, un mare di Alleanze&quot;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 08:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Alleanza con la Locride e la Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>VILLA SAN GIOVANNI (RC): Si &#232; tenuta a Villa San Giovanni la quarta edizione del Raduno dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria che, malgrado il pesante nubifragio che ha colpito il sud della Calabria, ha visto la partecipazione di delegazioni provenienti da tutta la regione e da tutta Italia. La novit&#224; di quest&#8217;anno sono [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VILLA SAN GIOVANNI (RC): Si &egrave; tenuta a Villa San Giovanni la quarta edizione del Raduno dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria che, malgrado il pesante nubifragio che ha colpito il sud della Calabria, ha visto la partecipazione di delegazioni provenienti da tutta la regione e da tutta Italia. La novit&agrave; di quest&#8217;anno sono stati i Cantieri Mediterranei, tavoli tematici dove amministratori locali, sindacalisti, imprenditori, volontari, esponenti della chiesa e della societ&agrave; civile hanno avuto l&#8217;occasione di progettare e condividere le iniziative congiunte tra il Nord Italia e la Calabria.<span id="more-18364"></span></p>
<p>Da questi tavoli sono emerse numerose proposte operative che da domani verranno rese pubbliche con un apposito comunicato stampa. </p>
<p>Dopo il saluto del sindaco di Villa San Giovanni, Rocco La Valle e del presidente dell&#8217;associazione Ponti Pialesi, Franco Marcian&ograve;, ha aperto la giornata il presidente del consorzio Sociale GOEL e portavoce dell&#8217;Alleanza, Vincenzo Linarello.</p>
<p>Anche alla luce dei fatti di questi giorni &quot;<em>i sud del Mediterraneo hanno bisogno di trovare il proprio modello di democrazia e la propria via allo sviluppo</em>&quot;, ha affermato Linarello.</p>
<p>Di fronte alle possibili conseguenze del federalismo fiscale &quot;<em>urge che le Regioni del Sud attuino una forte azione di prevenzione che salvaguardi il Meridione da un esodo di massa o da chiss&agrave; quali conseguenti tensioni sociali. Serve una cura urgente di &#8216;meritocrazia&#8217;: chi pi&ugrave; produce risultati concreti nei nostri territori deve poter disporre di pi&ugrave; risorse</em>&quot;.</p>
<p>Dopo i gruppi di lavoro, ha chiuso la giornata il procuratore aggiunto Nicola Gratteri: &quot;<em>Sono diversi anni che conosco il GOEL ed ho fiducia nell&#8217;onest&agrave; degli organizzatori di questo evento e nella bont&agrave; delle iniziative che da anni portano avanti</em>&quot;.</p>
<p>&quot;<em>Il tempo dell&#8217;assistenzialismo &egrave; finito non per scelta, ma perch&eacute; sono finiti i soldi. Bisogna sganciarci dalla mentalit&agrave; assistenzialista e dal clientelismo valorizzando le realt&agrave; virtuose che sono presenti nel nostro territorio</em>&quot;, ha sottolineato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria. </p>
<p>Le esibizioni artistiche e il concerto del Parto delle Nuvole Pesanti, a causa del cattivo tempo, si sono tenute presso un locale della zona.</p>
<p><em>L&#8217;Alleanza per la Locride e la Calabria nasce nel 2008 ed &egrave; composta da 736 enti e oltre 3000 persone in tutta Italia e si pone come obiettivo la libert&agrave; e la democrazia in Calabria opponendosi alla &#8216;ndrangheta e alle massonerie deviate tramite la partecipazione attiva e il mutualismo cooperativo ed economico. L&#8217;Alleanza sostiene gli sforzi nelle altre regioni d&#8217;Italia per contrastare i processi di infiltrazione di questi poteri di morte.</em></p>
<p>***</p>
<p><strong>Ecco le iniziative congiunte tra Calabria e Nord Italia nate dai &quot;Cantieri Mediterranei&quot;, i tavoli tematici tenuti nel corso del Raduno &quot;1 Marzo 2011&quot;</strong></p>
<p>Si &egrave; conclusa ieri a Villa San Giovanni la quarta edizione del Raduno dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria ma continua il lavoro dell&#8217;Alleanza grazie alle proposte emerse dai &quot;Cantieri Mediterranei&quot;. Durante i tavoli tematici che si sono svolti nel pomeriggio, amministratori locali, sindacalisti, imprenditori, volontari, esponenti della chiesa e della societ&agrave; civile non solo hanno partecipato attivamente, ma soprattutto hanno assunto l&#8217;impegno di rendere concrete queste iniziative congiunte tra la Calabria e il Nord. </p>
<p>Ecco alcune tra le principali proposte:</p>
<p><strong>Cooperazione e Imprenditoria</strong>:</p>
<p>Creazione ed istituzione di un marchio di qualit&agrave; per le imprese virtuose che rispettano i canoni della legalit&agrave; e dell&#8217;eticit&agrave; e per contraddistinguere i prodotti realizzati secondo gli stessi criteri</p>
<p><strong>Ambiente ed Ecologia</strong>:</p>
<p>Recuperare le terre abbandonate ed assegnarle ai giovani tramite la creazione di orti sociali.</p>
<p><strong>Sanit&agrave; Scuola e Formazione</strong>:</p>
<p>Gemellaggi tra scuole, corsi di formazione per docenti, istituzione di spazi informali di incontro con persone di riferimento per affrontare il tema della legalit&agrave;.</p>
<p><strong>Associazionismo e volontariato</strong>:</p>
<p>Incontri di formazione e di scambio di esperienze organizzati dall&#8217;Alleanza.</p>
<p><strong>Pubblica Amministrazione e Sindacati</strong>:</p>
<p>Istituzione di un numero verde per segnalare o irregolarit&agrave;, soprusi o inefficienze nella Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Promozione del bilancio partecipativo e del bilancio sociale anche tramite l&#8217;istituzione di una piattaforma online.</p>
<p>Creazione di un albo di comuni &quot;gemelli&quot; per favorire una rete di scambi tra i comuni e i dipendenti Comunali del Nord e quelli del Sud.</p>
<p><strong>Arte e Cultura</strong>:</p>
<p>Fondazione di una &quot;carovana dell&#8217;arte&quot; che giri l&#8217;Italia per promuovere la cultura ed i prodotti calabresi.</p>
<p><strong>Immigrazione</strong>: </p>
<p>Collaborazione tra piccoli produttori che lavorano con i migranti e i Gruppi d&#8217;Acquisto Solidale.</p>
<p><strong>Economia Solidale</strong>:</p>
<p>Progettazione di un sistema di gestione comune e solidale di beni comuni che prevede il recupero di strutture abbandonate.</p>
<p><strong>Chiese e parrocchie</strong>:</p>
<p>Incontri tra le chiese cristiane sulla legalit&agrave; e sul possibile cammino di liberazione dalle mafie per il cristiano.</p>
<p><strong>Agricoltura</strong> </p>
<p>Organizzazione di eventi che promuovano la filiera corta per valorizzare le produzioni locali.</p>
<p>Creazione di un marchio di qualit&agrave; che garantisca l&#8217;eticit&agrave; nella produzione e nella distribuzione.</p>
<p><strong>Nei prossimi giorni verr&agrave; creata un&#8217;apposita pagina web all&#8217;interno del sito del Consorzio Sociale GOEL (www.goel.coop) nella quale saranno segnalate tutte le iniziative e nate dai Cantieri Mediterranei e il loro sviluppo.</strong></p>
<p>Ufficio Comunicazione</p>
<p>Consorzio Sociale GOEL</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lamezia al buio per fermare il massacro in Libia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 10:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[lamezia terme libia]]></category>
		<category><![CDATA[massacro in libia]]></category>
		<category><![CDATA[massacro libia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Lamezia Terme, terza citt&#224; della Calabria, con oltre 70 mila abitanti, oggi spegner&#224; la pubblica illuminazione dalle 19 alle 19.10. Un gesto simbolico per fermare il massacro in Libia. Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza e la giunta, di fronte alla continuazione della repressione sanguinosa nei paesi dell&#8217;altra sponda del Mediterraneo, [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Lamezia Terme, terza citt&agrave; della Calabria, con oltre 70 mila abitanti, oggi spegner&agrave; la pubblica illuminazione dalle 19 alle 19.10. Un gesto simbolico per fermare il massacro in Libia. Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza e la giunta, di fronte alla continuazione della repressione sanguinosa nei paesi dell&#8217;altra sponda del Mediterraneo, hanno deciso di spegnere simbolicamente tutte le luci della citt&agrave; per dieci minuti.<span id="more-18254"></span></p>
<p>&quot;Si tratta &quot; ha detto il sindaco Speranza &quot; di un piccolo gesto simbolico ma indispensabile in questo momento cos&igrave; tragico in cui le coscienze di ciascuno sono cos&igrave; profondamente interrogate e ci spingono ad agire affinch&eacute; il massacro venga fermato e si costruisca una prospettiva di pace in tutta l&#8217;area del Mediterraneo&quot;.</p>
<p>Il sindaco e il vicesindaco, Francesco Cicione, hanno inoltre sottoscritto l&#8217;appello &quot;Il Mediterraneo dei gelsomini&quot; che vede tra i primi firmatari Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Cristina Comencini, Margherita Hack, Dacia Maraini, Moni Ovadia e Igiaba Scego.</p>
<p>Staff del sindaco &#8211; Comune di Lamezia Terme</p>
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		<title>Isola, trenta giovani saranno formati per gestire le terre confiscate &#8211; Il prefetto Panico ricorda la possibilit&#224; di segnare una tappa importante</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 09:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) &#8211; &#171;Voi giovani di Isola, avete la possibilit&#224; di segnare una tappa importantissima nella storia del vostro paese&#187;. Con queste parole il prefetto di Crotone, Vincenzo Panico, ha dato il via ad Isola, all&#8217;incontro indetto per presentare le manifestazioni d&#8217;interesse, indette per chi &#232; interessato a prendere parte al corso di [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) &#8211; &laquo;Voi giovani di Isola, avete la possibilit&agrave; di segnare una tappa importantissima nella storia del vostro paese&raquo;. Con queste parole il prefetto di Crotone, Vincenzo Panico, ha dato il via ad Isola, all&#8217;incontro indetto per presentare le manifestazioni d&#8217;interesse, indette per chi &egrave; interessato a prendere parte al corso di formazione &#8220;Imprenditore sociale e agricoltura biologica&#8221;. Le domande potranno essere presentate fino al 14 marzo prossimo.<span id="more-18243"></span> </p>
<p>L&#8217;iniziativa, promossa dai comuni di Isola Capo Rizzuto e di Cir&ograve;, con il supporto della Camera di commercio, il sostegno della prefettura e la supervisione dell&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalit&agrave; organizzata, s&#8217;inquadra nell&#8217;ambito del percorso intrapreso da un triennio per il riuso a fini sociali di due importanti compendi immobiliari confiscati ai due cosche di &#8216;ndrangheta, e che ha avuto un suo momento di cruciale importanza con la cerimonia di stipula dell&#8217;apposito protocollo d&#8217;intesa, avvenuta il 24 settembre 2010, alla presenza del ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni. </p>
<p>&laquo;Questa terra, questo paradiso che possedete &quot; ha osservato il prefetto rivolgendosi ai giovani di Isola &quot; ha come sola possibilit&agrave; di riscatto la nascita di questa cooperativa&raquo;. &laquo;Lo scopo di questo progetto &quot; ha continuato &quot; non deve solo essere quello di creare un modo nuovo e innovativo di pensare l&#8217;agricoltura, ma soprattutto creare opportunit&agrave; di crescita e di sviluppo attraverso un bene che prima produceva un modo di vivere contro legge&raquo;. </p>
<p>&laquo;L&#8217;attivit&agrave; formativa &quot; ha spiegato Umberto Ferrari di &#8220;Libera Terra Crotone&#8221; &quot; coinvolger&agrave; un numero massimo di 30 partecipanti&raquo;. &laquo;Si articoler&agrave; &quot; ha continuato &quot; in una fase d&#8217;aula per un totale di 72 ore ed una sul campo d&#8217;interesse, per un totale di 80 ore&raquo;. </p>
<p>Le lezioni che inizieranno nel mese di maggio e avranno termine nel mese di luglio per un impegno di tre giorni a settimana indicativamente il gioved&igrave; pomeriggio e il venerd&igrave; e sabato mattina, si svolgeranno presso la sede della Camera di Commercio di Crotone. </p>
<p>I quattro moduli che saranno trattati riguarderanno l&#8217;agricoltura biologica, l&#8217;imprenditoria sociale, la gestione dei beni confiscati e il turismo responsabile. </p>
<p>Gli obiettivi del corso sono quelli della formazione nel campo delle imprese sociali con particolare riferimento ai terreni e aziende agricole, l&#8217;acquisizione delle capacit&agrave; gestionali dell&#8217;impresa cooperativa, la formazione sui principi dell&#8217;agricoltura etica e sulle tecniche pi&ugrave; innovative dell&#8217;agricoltura biologica nonch&eacute; l&#8217;acquisizione delle nozioni sul turismo responsabile per la gestione dell&#8217;ospitalit&agrave;, finalizzata alla promozione degli aspetti storico &quot; culturali e ambientali. </p>
<p>A tal proposito Tommaso Innocente, presidente di &#8220;Libera Terra Crotone&#8221; ha ricordato &laquo;che in molte altre realt&agrave; del territorio italiano, dove le cooperative operano gi&agrave; da alcuni anni, si svolgono sulle terre confiscate attivit&agrave; anche attivit&agrave; di tipo culturale, in collaborazione con altri enti e associazioni che promuovono un nuovo modello alimentare, rispettoso dell&#8217;ambiente, delle tradizioni e delle identit&agrave; culturali come &#8220;slow food&#8221;&raquo;. </p>
<p>Era presente all&#8217;incontro anche il primo cittadino di Isola, Carolina Girasole, che elogiando il lavoro finora svolto dalle associazioni di volontariato all&#8217;interno delle strutture confiscate alla criminalit&agrave; organizzata ha sottolineato &laquo;che &#8220;Libera Terra, potr&agrave; fornire opportunit&agrave; di crescita e di sviluppo ai giovani del territorio che diversamente non ci sarebbe potuta essere&#8221;. </p>
<p>Davide Pati, referente nazionale di Libera ha ricordato anche che &egrave; possibile partecipare ai campi estivi &#8220;E.state liberi&#8221;, che si svolgono nelle terre confiscate di tutta Italia. Ha risposto alle domande degli interessati il vice prefetto di Crotone, Fabrizio Gallo.</p>
<p>di Consuelo Ruggiero</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=28551&#038;Edizione=10&#038;A=20110225">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Lucano: &quot;Pronti ad accogliere i profughi libici&quot; &#8211; Riace, il sindaco della cittadina in provincia di Reggio esprime la volont&#224; di aiutare chi ha bisogno</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 08:47:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>RIACE (RC) &#8211; &#34;Siamo pronti e disponibili ancora una volta a dare il nostro contributo davanti al rischio di un nuovo esodo di esseri umani in fuga dalla guerra e dalla miseria&#34;. Domenico Lucano, sindaco di Riace, il centro della Locride in cui sono stati accolti negli ultimi anni centinaia di immigrati, in una dichiarazione [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RIACE (RC) &#8211; &quot;Siamo pronti e disponibili ancora una volta a dare il nostro contributo davanti al rischio di un nuovo esodo di esseri umani in fuga dalla guerra e dalla miseria&quot;. Domenico Lucano, sindaco di Riace, il centro della Locride in cui sono stati accolti negli ultimi anni centinaia di immigrati, in una dichiarazione all&#8217;ANSA, esprime la volont&agrave; di non tirarsi indietro di fronte all&#8217;emergenza di un possibile arrivo in Italia di migliaia di profughi provenienti dalla Libia.<span id="more-18182"></span> </p>
<p>Sono decine le famiglie di immigrati di varie etnie approdati negli anni sulle coste italiane a bordo delle carrette del mare che hanno trovato una casa ed un lavoro nel centro storico di Riace, raccontato anche in un film di Wim Wenders. </p>
<p>&quot;Come possiamo dire di no &#8211; aggiunge il sindaco Lucano &#8211; davanti ad una richiesta di aiuto da parte di esseri umani che cercano di affrancarsi dalla fame, dalla miseria e, in questo, caso dalle violenze inaudite&quot;. </p>
<p>&quot;Bisogna dire, per&ograve; &#8211; afferma ancora Lucano &#8211; che i fatti che stanno accadendo in Libia non sono altro che gli effetti collaterali che si pagano a politiche mirate a fare accordi commerciali con chi, come noi sappiamo, per i racconti appresi da molti nostri ospiti, faceva vivere i migranti provenienti dal Corno d&#8217;Africa, in attesa di imbarcarsi per la Sicilia, in condizioni inumane, con le donne costrette a prostituirsi&quot;.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.giornaledicalabria.it/index.php?section=news&#038;idNotizia=19006&#038;idarea=2">giornaledicalabria.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dirigente scolastico di Catanzaro rifiuta di portare studente down in gita &#8211; I compagni protestano: non veniamo neanche noi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Alcuni studenti di una scuola media di Catanzaro hanno protestato contro la dirigente scolastica che non voleva portare un loro compagno di classe in gita perche&#8217; affetto da sindrome di Down. L&#8217;episodio e&#8217; raccontato in una nota dall&#8217;avvocato Ida Mendicino, responsabile del coordinamento regionale per l&#8217;integrazione. In un primo momento la dirigente della [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Alcuni studenti di una scuola media di Catanzaro hanno protestato contro la dirigente scolastica che non voleva portare un loro compagno di classe in gita perche&#8217; affetto da sindrome di Down. L&#8217;episodio e&#8217; raccontato in una nota dall&#8217;avvocato Ida Mendicino, responsabile del coordinamento regionale per l&#8217;integrazione. In un primo momento la dirigente della scuola si era rifiutata, riporta l&#8217;avvocato, di far partecipare lo studente a una gita. <span id="more-18175"></span></p>
<p>I genitori hanno interessato del fatto la Polizia per far rispettare la norma che espressamente riconosce che &#8221;Le gite rappresentano un&#8217;opportunita&#8217; fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l&#8217;attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente diversamente abile, nel pieno esercizio del diritto allo studio&#8221;. </p>
<p>Dopo questo episodio, tuttavia, la dirigente &#8221;ha manifestato ai docenti l&#8217;intenzione di non autorizzare in futuro alcuna uscita dello studente affetto da sindrome di Down ed ha chiesto ai compagni di classe di non portare a conoscenza del ragazzo le date delle future gite ed uscite in programmazione, motivando tale richiesta con la scarsa capacita&#8217; dello stesso ad apprendere a causa della sua infermita&#8217; genetica. Tale invito e&#8217; stato immediatamente declinato dai compagni, ragazzi di terza media, i quali hanno dichiarato che avrebbero preferito rinunciare tutti alle gite pur di non veder discriminato il loro compagno&#8221;. </p>
<p>L&#8217;avvocato Mendicino racconta &#8221;volentieri l&#8217;episodio occorso in quanto -afferma- segnale importante di cambiamento in una generazione spesso tacciata di eccesso di individualismo e di scarso senso di solidarieta&#8217;. Un plauso ai ragazzi dell&#8217;Istituto Comprensivo di Catanzaro &#8211; conclude &#8211; che si sono dimostrati vera speranza di maturazione del tessuto sociale rispetto agli esempi che spesso provengono dal mondo dei grandi&#8221;. </p>
<p>(Adnkronos)</p>
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		<title>Beni confiscati: normative e la sfida del riutilizzo sociale &#8211; A Reggio, corso per associazioni e cooperative</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 17:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La pi&#249; grande holding della citt&#224; di Reggio Calabria. Attualmente potrebbe essere l&#8217;Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alle mafie con sede in riva allo Stretto da quasi un anno. Oltre 1 miliardo di euro di valore i beni in gestione, 150 le amministrazioni giudiziarie correnti. Vi sono beni di ogni [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La pi&ugrave; grande holding della citt&agrave; di Reggio Calabria. Attualmente potrebbe essere l&#8217;Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alle mafie con sede in riva allo Stretto da quasi un anno. Oltre 1 miliardo di euro di valore i beni in gestione, 150 le amministrazioni giudiziarie correnti. Vi sono beni di ogni tipo: danaro, incamerato dal fondo unico della Giustizia, per molti un buco nero, dipinti, gioielli, terreni, casolari, ville, appartamenti, imprese agricole, edili, dei trasporti.<span id="more-18143"></span></p>
<p>Poi ancora, di ultima ma ormai consolidata generazione, anche aziende di catering e ristorazione, intermediazione, settore immobiliare, partecipazioni societarie. </p>
<p>A fotografare con chiarezza e puntualit&agrave; la situazione Vincenzo Giglio, presidente del settore delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, e Antonino Dattola, amministratore giudiziario, nell&#8217;ambito del primo incontro, svoltosi presso la Piccola Opera Papa Giovanni a Reggio Calabria,  del corso intitolato &#8216;Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie&#8217; promosso dall&#8217;Associazione Nazionale Magistrati (Anm), il centro Servizi al Volontariato dei Due Mari di Reggio e Libera. </p>
<p>Il primo di quattro momenti settimanali di formazione informazione, che culmineranno nell&#8217;incontro conclusivo con il direttore dell&#8217;Agenzia il prefetto Mario Morcone il prossimo 11 marzo, in un ambito che punta molto sul volontariato e sulla componente sociale, non potendo nella stessa misura contare sulla coerenza della politica che molto enuncia i principi di aggressione ai patrimoni mafiosi per restituire il maltolto e poco investe concretamente per sostenerne la riutilizzazione sociale. L&#8217;iniziativa si svolge in parallelo anche a Gioiosa Ionica.</p>
<p>Un sistema sbilenco che non fornisce risorse alle amministrazioni locali e al tessuto produttivo e sociale del territorio su cui insistono i beni, che non snellisce le procedure, che non abbatte i costi accumulati in anni di illegalit&agrave; per consentire una riconversione ripulita del cosiddetto avviamento mafioso, che non incentiva la capacit&agrave; propositiva e progettuale, che non impedisce alle banche di ritirare i fidi quando lo Stato subentra ai mafiosi, che non sostiene i fornitori nel mantenere le commesse presso le aziende in fase di ripresa dopo il sequestro. </p>
<p>Manca dunque una politica che si accolli il cosiddetto prezzo della Legalit&agrave;. Tutte questioni e criticit&agrave; riscontrate dagli operatori del settore che invocano l&#8217;aiuto degli attori sociali proprio di fronte ad un pubblico composto da rappresentanti di associazioni e cooperative sociali, potenziali assegnatari dei beni confiscati e protagonisti di quell&#8217;uso sociale che la legge auspica ormai dai 15 anni.</p>
<p>Unici in Europa a disporre di questo strumento di aggressione dei patrimoni, i giudici italiani fanno fatica anche a spiegare ai tribunali d&#8217;Europa cosa si intenda eseguire sul territorio di loro giurisdizione una confisca di beni di presunta provenienza illecita di cittadini italiani giudicabili socialmente pericolosi. Da qui la questione, tutt&#8217;altro che emergente, dell&#8217;armonizzazione della normativa europea in materia, in modo da consentire la confisca anche al di l&agrave; dei confini nazionali, ove necessario.</p>
<p>Ma andiamo ai dati recentemente illustrati da Magistratura Democratica a Cosenza. Su 11.234 beni sequestrati in Italia, la Calabria, con il 14%, &egrave; al terzo posto, dopo Campania (15%) e Sicilia, prima con il 44%. 1.544 beni sono stati sequestrati da Tribunali calabresi e Reggio Calabria &egrave; la prima provincia in Calabria: 948 immobili e 82 aziende. Seguono Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo. </p>
<p>Gli immobili dati in gestione dall&#8217;Agenzia, dal marzo dello scorso anno ad oggi, sono 279. Circa 200 a Province e Comuni, 50 a ministeri e corpi militari dello Stato ed una ventina ad onlus e cooperative sociali.</p>
<p>Sequestro e contestuale nomina dell&#8217;amministrazione giudiziaria e criticit&agrave; legate al mantenimento in produttivit&agrave; di aziende, la vera grande scommessa di riscatto e volano di occupazione. </p>
<p>Non solo aziende ma anche immobili sottratti alle famiglie mafiose non in fase definitiva la cui scommessa &egrave; rappresentata dal recupero del decoro e il riscatto da un destino di abbandono e degrado. Poi la relazione particolareggiata entro sei mesi dell&#8217;amministratore giudiziario stesso, tenuto a fotografare lo stato del bene o dell&#8217;impresa e a definirne le possibilit&agrave; di ripresa o riconversione, stante la costante presenza di crediti vantati da terzi, come le utenze non pagate per anni, gravami di tipo reale come le ipoteche, situazioni di illegittimit&agrave; dovute ad abusivismo. </p>
<p>Dopo tutto ci&ograve;, il decreto di confisca, misura di prevenzione patrimoniale che segue un iter diverso e autonomo rispetto al giudizio penale per reati di mafia a carico di coloro che non sono stati in grado di dimostrare la provenienza lecita dei suddetti beni, nella loro diretta o indiretta disponibilit&agrave;, o di giustificare la sproporzione rispetto al reddito dichiarato, e a carico dei quali esistono dei fatti dimostrativi meno pregnanti rispetto alle prove, quali sono gli indizi di appartenenza al circuito mafioso, e che sono giudicabili socialmente pericolosi e pertanto destinatari di una misura di prevenzione personale. </p>
<p>Da ci&ograve; si desume che anche gli esiti dei due iter misura di prevenzione patrimoniale e personale, anticamera del processo penale dove gli indizi non bastano pi&ugrave; e servono le prove di colpevolezza non indizi di appartenenza, potrebbero non coincidere e la misura patrimoniale rimanere in piedi anche in assenza di prove di commissione di reati di mafia. </p>
<p>Ecco l&#8217;iter di sottrazione di unit&agrave; di patrimonio illecitamente accumulate, fondato sulla notevole presunzione posta in capo al giudice della Prevenzione della natura illecita di beni di cui non si sia riusciti a dimostrare la legittima provenienza. </p>
<p>L&#8217;iter &egrave; avviabile anche verso ascendente, discendente, coniuge, persona stabilmente convivente, parenti entro il sesto grado e affini entro il quarto, ossia familiari cui siano stati fittiziamente intestati (la nullit&agrave; di tali atti di trasferimento &egrave; stata introdotta dalla legge 94 del 2009). </p>
<p>La confisca &egrave; applicabile nei confronti dei defunti, atteso il principio di illiceit&agrave; del bene in s&eacute;, entro i cinque anni dal decesso. Uno strumento fondamentale attualmente solo parzialmente realizzato e che, pur avendo raggiunto importanti risultati sul fronte dei provvedimenti di confisca, risulta ancora molto carente sotto il profilo del riutilizzo sociale. </p>
<p>E quando si parla di confisca nei termini finora illustrati, il riferimento &egrave; appunto alla misura di prevenzione patrimoniale o cosiddetta reale ex art. 2 ter, comma2 legge 575 del 1965 (cui poi &egrave; seguito l&#8217;istituzionalizzazione dell&#8217;uso sociale con la legge 109 del 1996) non dunque alla confisca penale, ossia alla misura di sicurezza patrimoniale ex art. 240 c.p.. </p>
<p>Questa ultima interviene in chiave accessoria in caso di condanna per le cose che servirono o furono destinate alla commissione del reato o ne rappresentano il profitto o il prodotto o per il loro valore equivalente, se sia impossibile identificarle. </p>
<p>Anche se, in entrambi i casi, trattasi di oggetti che divengono pericolosi in s&eacute;, perch&eacute; frutto di reato o perch&eacute; non dimostrata la provenienza lecita e considerato il soggetto socialmente pericoloso (pendenza di un procedimento per applicazione di misura di prevenzione personale che potrebbe e avere esito diverso e non inficiare la confisca), il principio ispiratore prevalente della misura di prevenzione rimane quello ablativo e punitivo, piuttosto che quello preventivo della confisca penale. </p>
<p>Tale dimensione preventiva &egrave; infatti predominante nella confisca penale, quale misura di sicurezza che agisce post delictum, dopo la commissione e l&#8217;accertamento del fatto delittuoso. Analogo principio opera nel caso del sequestro preventivo ex art. 321 c.p.. Trattasi di un provvedimento provvisorio e cautelare che pone sul bene un vincolo di indisponibilit&agrave;. </p>
<p>Altro strumento, pi&ugrave; snello ed efficace a dire degli operatori, sintesi di entrambi i principi preventivo e repressivo, &egrave; quello della confisca ex art. 12 sexies legge 356 del 1992. Uno strumento tutto interno al giudizio penale, secondo il quale in caso di condanna per mafia, si confiscano tutti quei beni sproporzionati sulla cui provenienza lecita non vi &egrave; prova. Tale confisca &egrave; rimasta per molti anni nel cassetto, inapplicata.</p>
<p>Da un&#8217;intuizione della Procura generale di Reggio Calabria, nel 2000 nasceva la virtuosa prassi di rendere concreta, attraverso sinergie e collaborazioni poi confluite nel primo protocollo operativo siglato nel 2006, la normativa approvata nel 1992 relativamente ad una pi&ugrave; snella procedura di sequestro e confisca dei beni  appartenenti alle famiglie mafiose, rimasta per anni inutilizzata.</p>
<p>Ad oggi la Procura reggina continua a rimanere il punto di riferimento per tutte le altre procure d&#8217;Italia, atteso che questa prassi &egrave; strumentale all&#8217;obiettivo prioritario della lotta al crimine organizzato ossia all&#8217;aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati. E in questa ottica sono in corso, presso la stessa Procura Generale reggina, momenti di confronto e scambio, presieduti dal Procuratore Salvatore Di Landro, tra i pionieri di questa prassi insieme ai magistrati Fulvio Rizzo e Francesco Scuderi. </p>
<p>Con la collaborazione del procuratore Capo della Repubblica Giuseppe Pignatone e di autorevoli rappresentanti delle Forze dell&#8217;Ordine, in sede i questi incontri si sta procedendo al riesame e al rinnovo del Protocollo d&#8217;Intesa stipulato il 12 gennaio 2006 per il coordinamento delle indagini dirette all&#8217;applicazione della misura di sicurezza della confisca ex art,. 12 sexies L. 356/92. </p>
<p>L&#8217;applicazione dell&#8217;art 12 sexies, eseguito contestualmente o subito dopo l&#8217;esecuzione delle misure cautelari personali nei confronti degli indagati di appartenenza ad una organizzazione di stampo mafioso, &egrave; infatti l&#8217;oggetto del concordato tra la Procura Generale di Reggio Calabria, le Procure della Repubblica di Locri, Palmi e Reggio Calabria, anche quale D.D.A. e la Procura Nazionale Antimafia.</p>
<p>di Anna Foti</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=13939">liberainformazione.org</a></p>
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		<title>Alleanza per la Locride e la Calabria: 1 Marzo 2011 a Villa San Giovanni &quot; Manifestazione dal tema: &quot;Mediterraneo: un mare di Alleanze!&quot;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 15:06:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LOCRI (RC) &#8211; L&#8217;Alleanza per la Locride e per la Calabria scende ancora una volta in piazza per rinnovare il suo impegno nel contrasto alla &#8216;ndrangheta e alle massonerie deviate. Dopo la tappa di Reggio Emilia del 2010, la manifestazione del &#34;1 marzo&#34;, giunta alla sua quarta edizione, approder&#224; la prossima settimana nella cittadina marittima [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LOCRI (RC) &#8211; L&#8217;Alleanza per la Locride e per la Calabria scende ancora una volta in piazza per rinnovare il suo impegno nel contrasto alla &#8216;ndrangheta e alle massonerie deviate. Dopo la tappa di Reggio Emilia del 2010, la manifestazione del &quot;1 marzo&quot;, giunta alla sua quarta edizione, approder&agrave; la prossima settimana nella cittadina marittima di Villa San Giovanni (RC) con il tema &quot;Mediterraneo: un mare di alleanze&quot; per la legalit&agrave;.<span id="more-18062"></span></p>
<p>&quot;I segni sono importantissimi nell&#8217;opposizione alla &#8216;ndrangheta. Mentre la criminalit&agrave; usa segni di morte come gli attentati, noi vogliamo dare segni di vita con il raduno del 1 marzo&quot;, spiega Vincenzo Linarello, presidente del Consorzio Sociale GOEL e portavoce dell&#8217;Alleanza. </p>
<p>Per lanciare un &#8216;segnale&#8217; che dia continuit&agrave; e concretezza ai valori della manifestazione, quest&#8217;anno sono stati creati i &quot;Cantieri Mediterranei&quot;, tavoli tematici dove amministratori locali, imprenditori ed esponenti della societ&agrave; civile avranno l&#8217;occasione di confrontarsi, progettare e proporre pubblicamente iniziative congiunte tra il Nord e la Calabria.</p>
<p>Il raduno si aprir&agrave; alle 15,00 in Piazza Valsesia con il saluto delle istituzioni e dei rappresentanti dell&#8217;Alleanza e dell&#8217;associazione culturale Ponti Pialesi.</p>
<p>Nel pomeriggio il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri interverr&agrave; con una testimonianza sulla collaborazione tra la magistratura e la societ&agrave; civile nel contrasto alla criminalit&agrave; organizzata e sulla solidariet&agrave; ai magistrati che si oppongono alla &#8216;ndrangheta.</p>
<p>In piazza saranno allestiti alcuni stand di prodotti enogastronomici i cui proventi verranno destinati a un fondo che finanzier&agrave; la costituzione di una cooperativa sociale nel territorio di Villa San Giovanni.</p>
<p>Ai momenti di dibattito e confronto si alterneranno quelli di intrattenimento musicale e teatrale che culmineranno con il concerto, in serata, de Il Parto delle Nuvole Pesanti.</p>
<p>L&#8217; Alleanza per la Locride e la Calabria nasce nel 2008 ed &egrave; composta da 736 enti e oltre 3000 persone in tutta Italia e si pone come obiettivo la libert&agrave; e la democrazia in Calabria opponendosi alla &#8216;ndrangheta e alle massonerie deviate tramite la partecipazione attiva e il mutualismo cooperativo ed economico. L&#8217;Alleanza sostiene gli sforzi nelle altre regioni d&#8217;Italia per contrastare i processi di infiltrazione di questi poteri di morte.</p>
<p>Il programma dettagliato del 1 marzo 2011 &egrave; disponibile sul sito</p>
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<p>Ufficio Stampa Consorzio Sociale GOEL</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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