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	<title>Calabria Notizie &#187; sport</title>
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	<description>Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</description>
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		<title>Fallimento della società Fc, il pm chiede 4 rinvii a giudizio &#8211; Concluse le indagini: rischiano il processo Aiello, Bove, Catalano e Santaguida</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/08/fallimento-della-societa-chiede-rinvii-giudizio-concluse-indagini-rischiano-processo-aiello-bove-catalano-santaguida/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Quattro rinvii a giudizio sono stati chiesti dal sostituto procuratore Alberto Cianfarini a conclusione delle indagini preliminari sul fallimento della società calcistica Fc Catanzaro (avvenuto nel 2011), costituita dopo il precedente fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, a sua volta oggetto di un&#8217;altra inchiesta della Procura. Gli indagati nel fascicolo che riguarda il vecchio Football club [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Quattro rinvii a giudizio sono stati chiesti dal sostituto procuratore Alberto Cianfarini a conclusione delle indagini preliminari sul fallimento della società calcistica Fc Catanzaro (avvenuto nel 2011), costituita dopo il precedente fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, a sua volta oggetto di un&#8217;altra inchiesta della Procura.<span id="more-23066"></span></p>
<p>Gli indagati nel fascicolo che riguarda il vecchio Football club sono dunque quattro. E si tratta degli ex amministratori unici, in epoche diverse, della società, Antonio Aiello e Pasquale Bove, dell&#8217;ex procuratore speciale della società fallita Filippo Catalano (tutti e tre accusati di bancarotta fraudolenta) e dell&#8217;ex amministratore Giuseppe Alfonso Santaguida (indagato per omesso versamento di Iva).</p>
<p>Stando alle accuse formalizzate il mese scorso nell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari, ad Antonio Aiello (indagato anche per la presunta distrazione di oltre 19mila euro dalla società) e Filippo Catalano, in particolare, viene contestata la stipula, nel maggio del 2010, di nuovi contratti con giocatori e allenatore, realizzando così atti potenzialmente pericolosi per lo stato economico-finanziario della società che avrebbero poi determinato un dissesto irreversibile che a sua volta avrebbe portato al fallimento della Fc Catanzaro con l&#8217;ampliamento dei costi di esercizio. Pasquale Bove, invece, sempre stato dalle ipotesi dell&#8217;accusa, avrebbe distratto 90mila euro dalla società e inoltre avrebbe falsificato le scritture contabili obbligatorie per ottenere l&#8217;iscrizione della società al campionato di calcio 2009/2010.</p>
<p>Il fallimento della società calcistica Fc Catanzaro è stato decretato con un provvedimento del Tribunale di Catanzaro datato 24 febbraio 2011. In quell&#8217;occasione il giudice aveva anche affidato la società ad un curatore fallimentare che portò avanti l&#8217;ordinaria gestione, in una situazione di difficoltà dovuta alla mancanza di risorse finanziarie. Persino il Comune cercò d&#8217;interessarsi nel tentativo di salvare l&#8217;Fc Catanzaro dal fallimento, ma alla fine si rivelò tutto inutile; fu un periodo buio, anche sportivamente, dal quale la squadra si è tirata fuori proprio in questi giorni con la promozione in Prima Divisione.</p>
<p>Quella del &#8220;crac&#8221; fu una scena già vista con l&#8217;Unione sportiva Catanzaro, a sua volta dichiarata fallita dal Tribunale il 15 giugno del 2007. In quel caso le accuse ancora in piedi sono di bancarotta e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ma questo riguarda un altro filone d&#8217;indagine che, sempre nelle mani del pubblico ministero Cianfarini, ha portato alle richieste di rinvio a giudizio nei confronti di altre persone.</p>
<p>Adesso, per quanto riguarda il Football club, sarà l&#8217;ufficio gip-gup a dare comunicazione agli indagini della fissazione dell&#8217;udienza preliminare. In quella sede, i quattro avranno modo d&#8217;illustrare in contraddittorio la loro linea difensiva. </p>
<p>Al momento &#8211; è doveroso precirsalo &#8211; a loro carico sussistono soltanto ipotesi di reato ma nessuna pronuncia di colpevolezza; saranno i vari gradi di giudizio a scrivere la parola fine sull&#8217;ennesima storia a cavallo fra le aule di giustizia e i campi di calcio.</p>
<p>di (g.l.r.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=60352&#038;Edizione=9&#038;A=20120508">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Corrireggio, un amore che dura da 30 anni &#8211; Oltre tremila i partecipanti alla sempreverde maratona organizzata da Legambiente e preceduta dagli eventi collaterali &#8220;Odissea negli spazi&#8221; &#8211; Primo assoluto della gara competitiva Michele Gioffrè di Cittanova. Tra le donne trionfa Palma De Leo</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/26/corrireggio-amore-che-dura-anni-oltre-tremila-partecipanti-alla-sempreverde-maratona-organizzata-legambiente-preceduta-dagli-eventi-collaterali-odissea-negli-spazi-primo-assol/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 10:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Entusiasmo, divertimento e anche un pizzico di goliardia. Il tutto accompagnato da una celata tensione agonistica. Un mix di stati d&#8217;animo, insomma, che dalle prime ore del mattino riempiva i volti di centinaia di reggini che gremivano l&#8217;area di piazza Indipendenza, frementi di sentire lo &#8220;sparo&#8221;. Su questo scenario il giorno apre [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Entusiasmo, divertimento e anche un pizzico di goliardia. Il tutto accompagnato da una celata tensione agonistica. Un mix di stati d&#8217;animo, insomma, che dalle prime ore del mattino riempiva i volti di centinaia di reggini che gremivano l&#8217;area di piazza Indipendenza, frementi di sentire lo &#8220;sparo&#8221;. Su questo scenario il giorno apre le sue porte alla XXX edizione della Corrireggio. Una manifestazione che va al di là della semplice gara agonistica. Una serie di eventi che Legambiente ha voluto titolare &#8220;Odissea negli spazi&#8221;. Giovani d&#8217;ogni età, bambini, genitori, diversamente abili, agonisti e persino anziani sono stati i protagonisti; il prologo dell&#8217;evento si è incentrato sugli ideali di solidarietà, sport, impegno e rispetto per la natura, attraverso la consegna di una serie di riconoscimenti. <span id="more-22990"></span></p>
<p>Il primo premio intitolato &#8220;Virtù del pedone&#8221; è stato assegnato alla professoressa in pensione Melina Rugolino, che per una vita ha preferito spostarsi a piedi da un punto all&#8217;altro della città. L&#8217;altro premio speciale &#8220;Miriam Massari&#8221; è andato a Nunzia Coppedè, starter della gara e presidente regionale della Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap (Fish). </p>
<p>Altro momento simbolico lo scambio di magliette tra la presidente reggina di Legambiente, Nicoletta Palladino e Fabiola Zanetti, rappresentante di &#8220;La Stella d&#8217;Italia&#8221;: un&#8217;iniziativa che prevede un viaggio a tappe che ripercorrerà l&#8217;Italia a piedi, alla ricerca delle bellezze del nostro Paese e con cui Corrireggio è gemellata all&#8217;insegna dello slogan &#8220;Anche i nostri passi per ricucire l&#8217;Italia&#8221;. </p>
<p>E per onorare la Festa della Liberazione è stata la stessa Zanetti a fare da staffetta e compiere il tradizionale omaggio alla Stele del Partigiano alla Villa comunale. Un riconoscimento speciale anche da parte di Actionaid a Koudous Seihon, bracciante africano del Burkina Faso residente a Drosi di Rizziconi, protagonista del cortometraggio &#8220;A Chjana&#8221; (menzione speciale al Festival del Cinema di Venezia nel 2011). </p>
<p>Inoltre, per la produzione e valorizzazione del bergamotto biologico è stato premiato con il &#8220;XIV Memorial Pippo Ponzio&#8221; Ugo Sergi dell&#8217;Assiobioberg. Infine, il premio Corrireggio 2012 è andato al Cai, sezione Aspromonte, per omaggiare gli 80 anni di particolare attenzione ambientalista per la montagna dimostrata dal gruppo reggino.</p>
<p>Dei 3.146 iscritti, solo 896 hanno portato regolarmente a termine la gara. Primo assoluto nella gara competitiva (12,5 km) è stato il cittanovese Michele Gioffrè classe &#8217;76 (39:37) che ha corso per l&#8217;Atletica Castello di Firenze, seguito da Francesco Monti (43:30) del Violetta Club di Lamezia e Giovanni Pronestì (43:46) dell&#8217;Hobby Marathon di Catanzaro.</p>
<p>Prima assoluta tra le donne Palma De Leo classe &#8217;77 (53:04), reggina trapiantata a Gioia Tauro, che ha corso coi colori del Violetta Club. Seconda la veterana della Corrireggio, Paola Panuccio dell&#8217;Adamo Atletica club (56:51) e Rita Gangemi (59:09) della Aschenez di Reggio. </p>
<p>Le classifiche restano per il momento ufficiose, fino al pronunciamento della Fidal. La cerimonia di premiazione dei vincitori della corsa competitiva e della gara a passo libero delle varie categorie avverrà il 28 aprile nel cinema del dopolavoro ferroviario.</p>
<p>di Giuseppe Trapani</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=55220&#038;Edizione=7&#038;A=20120426">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La verità su Bergamini ancora troppi silenzi &#8211; La morte di Denis è ancora un mistero. Per i familiari il calciatore non si è suicidato &#8211; Dopo la notizia dell&#8217;evirazione la procura smentisce: effetto dell&#8217;impatto con il camion. Potrebbe però essere stato sedato</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/24/verita-bergamini-ancora-troppi-silenzi-morte-denis-ancora-mistero-per-familiari-calciatore-non-suicidato-dopo-notizia-dellevirazione-procura-smentisce-effetto/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 08:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Non deve essere sereno in queste ore il clima negli uffici della procura di Castrovillari. Nella ridente città del Pollino calabrese, conosciuta nel mondo per il suo carnevale internazionale, da ormai tanto tempo i locali inquirenti convivono con lo spettro di un’inchiesta birichina che nel tempo si riapre e richiude ad intervalli isterici, [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Non deve essere sereno in queste ore il clima negli uffici della procura di Castrovillari. Nella ridente città del Pollino calabrese, conosciuta nel mondo per il suo carnevale internazionale, da ormai tanto tempo i locali inquirenti convivono con lo spettro di un’inchiesta birichina che nel tempo si riapre e richiude ad intervalli isterici, tormentando il sonno di investigatori ed “attenzionati”. Il capriccioso fascicolo è quello relativo al delitto di un giovane giocatore ferrarese del Cosenza Calcio, Denis Donato Bergamini, avvenuto da queste parti circa 23 anni fa.<span id="more-22967"></span></p>
<p>All’epoca le indagini della medesima procura non portarono a nulla. Il caso fu archiviato come suicidio. Il ragazzo si sarebbe lanciato sotto un camion in un momento di depressione. Queste le conclusioni scaturite dall’inchiesta, sulla base anche della versione fornita da Isabella, ex fidanzata di Denis, testimone dei fatti. </p>
<p>Secondo i risultati dell’autopsia effettuata dal dottor Francesco Maria Avato, ci fu un unico punto d’impatto tra l’autotreno e il calciatore. Escluse quindi il trascinamento, parlando piuttosto di un “sormontamento” con il corpo già disteso al suolo. Nel cadavere si riscontrarono tracce di alcol etilico pari allo 0,6 e una sofferenza polmonare. </p>
<p>Ma il giovane era astemio e non ha mai avuto problemi respiratori. Qualcuno ipotizzerà un possibile uso di narcotico a suo danno. Dal processo il camionista uscì assolto. Nel ’92 l’appello a Catanzaro, e la conferma dell’assoluzione per non aver commesso il fatto. </p>
<p>Eppure compagni di squadra, amici e familiari hanno sempre dichiarato che Denis non aveva motivi concreti per togliersi la vita. E che nonostante vivesse un momento felice nella sua carriera, il ragazzo in quei giorni appariva turbato, come se qualcuno o qualcosa lo perseguitasse.</p>
<p>A Castrovillari sono stati costretti a riaprire il caso nell’estate del 2011 a seguito della presentazione di un corposo e dettagliato dossier prodotto dall’avvocato Eugenio Gallerani, legale incaricato dalla famiglia di Denis. I Bergamini non hanno mai cessato di chiedere giustizia e verità, sia in piazza sia nelle sedi giudiziarie competenti. </p>
<p>Così dalle nuove indagini sono emersi particolari decisivi e testimonianze inchiodanti di cui all’epoca non si tenne o non si volle tenere conto. In merito alla dinamica della morte di Donato, le nuove risultanze delle analisi svolte dal RIS, nonché la perizia del professore Roberto Testi, incaricato dalla procura di Castrovillari, confermano i sospetti manifestati nel libro-denuncia “Il calciatore suicidato”, scritto dall’ex giocatore e scrittore Carlo Petrini, di recente scomparso: Bergamini era già morto quando il camion gli passò sopra! Quindi lo hanno ammazzato. </p>
<p>Diverse le ipotesi sul movente. Scartata la possibilità di un coinvolgimento della malavita organizzata, in tempi recenti si sono accreditate la pista passionale o quella del gioco clandestino. Ma il delitto di una giovane promessa del calcio, può essere stato coperto senza la complicità di soggetti interni alle istituzioni? Si trattò d’insabbiamento o d’incapacità? </p>
<p>A Cosenza se lo chiedono in tanti, dopo aver letto nell’ultimo weekend i titoli dell’ennesima fuga di notizie: Bergamini sarebbe stato torturato, addirittura evirato, prima di morire per dissanguamento.</p>
<p>La voce rimbalza ed atterrisce. In serata il procuratore di Castrovillari Franco Giacomantonio si precipita a smentire: lo schiacciamento dei testicoli sarebbe una conseguenza dell’impatto col camion. Di sicuro, al di là dello splatter mediatico, cresce la sensazione diffusa che a breve il tribunale potrebbe emettere dei provvedimenti a carico dei presunti responsabili del delitto. </p>
<p>Non accenna a diminuire l’attenzione dei comitati spontanei e delle associazioni che da alcuni anni sostengono la battaglia per la verità sulla morte di Denis. Domenica durante una partita casalinga del Cosenza, la curva che non ha mai dimenticato il suo campione, è tornata ad esporre striscioni ed a scandire urla di rabbia: “per Bergamini, per questo lutto, pagherete caro, pagherete tutto”.</p>
<p>di CLAUDIO DIONESALVI</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank"<br />
 href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7172/">ilmanifesto.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fallimento dell&#8217;Us, il pm chiede il giudizio &#8211; Fissata a giugno la prima udienza davanti al giudice Maria Rosaria Di Girolamo nei confronti dei sei indagati coinvolti nell&#8217;inchiesta &#8211; L&#8217;accusa: truffa aggravata per il conseguimento di fondi pubblici e bancarotta fraudolenta patrimoniale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 14:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Le accuse di ieri sono quelle di oggi formalizzate dal sostituto procuratore della Repubblica, Alberto Cianfarini, al giudice per le udienze preliminari Maria Rosaria Di Girolamo che ha fissato per il 14 giugno l&#8217;udienza per il fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, dichiarato dal Tribunale nel 2007. Sei le persone imputate. Si tratta dell&#8217;imprenditore Claudio Parente, [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Le accuse di ieri sono quelle di oggi formalizzate dal sostituto procuratore della Repubblica, Alberto Cianfarini, al giudice per le udienze preliminari Maria Rosaria Di Girolamo che ha fissato per il 14 giugno l&#8217;udienza per il fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, dichiarato dal Tribunale nel 2007. Sei le persone imputate. <span id="more-22953"></span></p>
<p>Si tratta dell&#8217;imprenditore Claudio Parente, attuale presidente della sesta commissione consiliare della Regione Calabria (difeso dagli avvocati Armando Veneto e Annalisa Pisano); dell&#8217;imprenditore Massimo Poggi (difeso dagli avvocati Antonella Canino e Astolfo Di Amato); dell&#8217;imprenditore Bernardo Colao (difeso dall&#8217;avvocato Salvatore Staiano); del commercialista Giuseppe Ierace (difeso dall&#8217;avvocato Giuseppe Fonte); del consulente d&#8217;azienda Domenico Cavallaro (difeso dagli avvocati Antonietta De Nicolò e De Seta) e dell&#8217;avvocato Gerardo Carvelli (difeso dall&#8217;avvocato Giuseppe Carvelli).</p>
<p>Agli imputati, tutti ex amministratori della società sportiva, vengono contestate a vario titolo le ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta fraudolenta patrimoniale e indebita restituzione di conferimenti. </p>
<p>La presunta truffa &#8211; secondo la ricostruzione dell&#8217;accusa &#8211; si sarebbe concretizzata nell&#8217;incasso risalente a giugno del 2007 di «contributi pubblici» ritenuti indebiti per 3 milioni 410mila euro da parte della Lega Calcio e di 536mila euro da parte della Provincia e del Comune; queste somme, secondo l&#8217;accusa, non sarebbero state erogate se i soggetti pubblici avessero avuto contezza della situazione di «decozione patrimoniale» dell&#8217;Us, così come viene definita dalla stessa Procura. </p>
<p>Alla fine, sempre secondo la Procura, i quasi 4 milioni di euro sarebbero stati distratti in favore degli amministratori, ai danni di creditori e soggetti pubblici eroganti. Tant&#8217;è che la Procura aveva chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di beni per oltre 6 milioni di euro e, su disposizione del gip Tiziana Macrì, le Fiamme Gialle avevano messo sotto chiave disponibilità finanziarie, quote societarie, beni mobili e immobili.</p>
<p>Il problema, secondo gli imputati e i loro avvocati difensori, è che le somme indicate dalla Procura non sarebbero qualificabili come &#8220;fondi pubblici&#8221;, derivando dall&#8217;asserito rapporto privatistico fra Lega Calcio e società sportiva (in questo caso l&#8217;Us Catanzaro) e da contratti di sponsorizzazione sottoscritti con Provincia e Comune. </p>
<p>Infatti, per quanto attiene ai contributi degli enti pubblici territoriali (come Comune e Provincia), esso discendono da contratti a prestazioni corrispettive, quali i contratti di sponsor sono, e che traslano l&#8217;ente pubblico nell&#8217;ambito di esercizio di un negozio di diritto privato. Una tesi, quest&#8217;ultima, che insieme alle altre sostenute dal collegio difensivo ha evidentemente convinto il Tribunale del Riesame che ha annullato il provvedimento di sequestro preventivo fondato proprio sull&#8217;ipotesi di truffa aggravata. </p>
<p>Fra l&#8217;altro, in apertura di udienza davanti al Tdl i legali hanno depositato i contratti di sponsorizzazione e le relative fatture, con tanto di Iva, degli enti locali mentre per la Lega è stata esibita fattura relativa ai ricavi individuali provenienti dai diritti televisivi e dalle scommesse.</p>
<p>Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Dopo gli avvisi di conclusione delle indagini, il pm Cianfarini depositò un&#8217;integrazione d&#8217;indagine con acquisizioni documentali e sommarie informazioni raccolte dalla Guardia di Finanza in relazione a lavori effettuati allo stadio Ceravolo in vista della stagione agonistica 2004/2005. </p>
<p>Gli interventi &#8211; secondo l&#8217;accusa &#8211; sarebbero stati affidati in appalto ad una società, già socia dell&#8217;Us, per un corrispettivo di 1 milione di euro. Ma, stando alle tesi della Procura, si sarebbe trattato di «asseriti lavori in realtà insussitenti». Proprio per effettuare ulteriori verifiche su quest&#8217;aspetto della vicenda (l&#8217;Ufficio legale del Comune nell&#8217;agosto 2007 ha inviato al curatore fallimentare della società una raccomandata nella quale si attestava che l&#8217;Ente «non ha mai rilasciato alla società calcistica nessuna autorizzazione necessaria ed indispensabile per effettuare i lavori in questione») fu disposta dal pm titolare del fascicolo l&#8217;acquisizione dell&#8217;ulteriore materiale.</p>
<p>di Giuseppe Mercurio</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=52187&#038;Edizione=9&#038;A=20120420">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>La Nazionale sul campetto strappato alle ‘ndrine &#8211; La Calabria distrutta da &#8216;ndrangheta ed emigrazione per un giorno torna protagonista. Con storie che riempiono il cuore, come quella di Nino e Giorgio</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 08:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) – Nino e Giorgio sono sfuggiti alla ‘ndrangheta grazie al calcio. Sembra una frase strana, detta così. Eppure fra i canali alternativi, quelli che riescono a darti una chance diversa in Calabria, il pallone è ai primi posti, insieme all’esercito. Per questo, la Nazionale che si allena a Rizziconi (Reggio Calabria), rende speciale [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) – Nino e Giorgio sono sfuggiti alla ‘ndrangheta grazie al calcio. Sembra una frase strana, detta così. Eppure fra i canali alternativi, quelli che riescono a darti una chance diversa in Calabria, il pallone è ai primi posti, insieme all’esercito. Per questo, la Nazionale che si allena a Rizziconi (Reggio Calabria), rende speciale questa strana domenica di novembre.<span id="more-21727"></span></p>
<p>STORIE DI CLAN E OMICIDI &#8211; Rizziconi è entroterra calabro. È storie di clan e di omicidi, come quello di Francesco Inzitari, diciottenne freddato con 9 proiettili appena sceso dalla sua nuovissima Toyota Aygo bianca. Era a Taurianova per una festa di compleanno. Rizziconi è Piana di Gioia Tauro, orizzonti di ulivi e agrumeti. È terra dei signori della coca, che arriva a fiumi nel porto più grande del mar Mediterraneo. E’ voci basse, predominio dei clan, infiltrazioni al Municipio.</p>
<p>Balotelli &#038; Co. si allenano, sul campetto dell’associazione Libera. Un campetto di periferia, in Calabria. Uguale a quello di contrada Margherita, a Crotone, dove il 25 giugno di due anni fa morì Domenico Gabriele, 11 anni. Correva dietro al suo primo pallone, «Dodò», come lo chiamavano gli amici. Crotone già bruciava d’estate. </p>
<p>L’erba sintetica era impregnata di sudore e fatica, ai bordi del campo una decina di spettatori disinteressati. Sognava di diventare Del Piero, Dodò. Poi i killer, nascosti dietro ai cespugli, sventagliarono sul terreno di gioco decine di colpi per ammazzare Gabriele Marrazzo, che giocava nello stesso maledetto campo. Uccisero Domenico e i suoi sogni. E ora è bellissimo pensare che la nazionale di calcio sia in Calabria anche per Dodò. Un bambino innocente.</p>
<p>IL CAMPETTO CONFISCATO &#8211; Gli Azzurri si allenano sul rettangolo verde di un terreno confiscato ai clan diciassette anni fa. Volevano farne una discarica, e invece oggi è un campo di pallone. Ma non è un caso se quel campetto è stato distrutto e inaugurato più volte. E non è un caso se cinque anni fa gli autisti degli scuolabus che dovevano portare i ragazzini all’inaugurazione erano tutti ammalati. Ma oggi don Pino De Masi, anima di Libera in Calabria, ha vinto la sua battaglia. C’è la nazionale di Cesare, già Re di Firenze.</p>
<p>IL POTERE DEL PALLONE &#8211; Il pallone ha un potere metafisico, in certi paesi del Sud. Vale molto di più che altrove, perché può diventare l’alternativa sana a un futuro segnato. Scritto. Sognare Gattuso e Perrotta, i calabresi campioni del mondo, può significare tantissimo in certi quartieri. </p>
<p>Quando ho saputo della Nazionale a Rizziconi ho pensato subito alla storia di Nino e Giorgio, portiere e attaccante. Nino è il più grande di 6 fratelli. Orfano di padre da quando aveva 9 anni. Poteva lavorare per il boss che stava a 100 metri da casa sua. Già a 13 anni puoi essere utile al clan: piccoli lavoretti, consegne, vedette di quartiere. E invece il pallone lo ha salvato.</p>
<p>Portiere formidabile, nelle partite infinite venti contro venti che si giocano per strada: il pallone arancione consumato dai giorni, due mattoni forati a far da pali, nessuno schema, nessuno stile o divisa, si gioca anche con gli scarponi enormi durante l’inverno. Nino è talento e follia, come tutti i portieri: niente paura di tuffarsi sul catrame che sbuccia gomiti e ginocchia, pur di prendere un pallone. </p>
<p>Poi capita che un osservatore del glorioso Parma di Tanzi organizza un provino in provincia di Reggio Calabria. Al campo si precipitano centinaia di ragazzini. Nino vola da un palo all’altro, con gli occhi arrossati di chi ha fame. Di chi vuole farcela. La maglia e i calzoni da portiere non ce li ha, gioca con una felpa e un pantalone di tuta tagliato. Ma è un numero Uno. </p>
<p>Lo prendono e finisce a giocare in C, fra i professionisti. Quel giorno prendono anche Giorgio, attaccante tutto corsa e fantasia. Nel suo paese di montagna, in Calabria, il dislivello del campetto è atroce. La squadra che gioca in salita fa il doppio della fatica. Si fa a turno. Tutti tranne Giorgio, lui gioca sempre in salita. È l’unico rimedio per cercare di domare la sua velocità, ma non basta. Scarta gli avversari come birilli, va in porta col pallone. E’ imprendibile. Una pulce.</p>
<p>IL DESTINO DI GIORGIO &#8211; Anche Giorgio sarebbe potuto finire nei clan, come alcuni ragazzini del suo quartiere. O fare l’autotrasportatore come il padre e portare a casa uno stipendio da fame per 18 ore di lavoro al giorno. </p>
<p>E’ bellissimo ricordare le loro storie, oggi che la Nazionale gioca a Rizziconi. E’ un giorno che sa di speranza, anche se c’è il rischio di dimenticarlo in fretta. La Calabria distrutta da ‘ndrangheta ed emigrazione, per qualche ora è protagonista, e non è più periferia. E’ tutto così surreale, in questa strana domenica di novembre.</p>
<p>di Biagio Simonetta</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.biagiosimonetta.com/2011/11/la-nazionale-sul-campetto-strappato-alle-ndrine/">biagiosimonetta.com</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un gol contro la &#8216;ndrangheta &#8211; Gli azzurri a Rizziconi, &#8220;Una giornata storica&#8221; &#8211; Don Ciotti ricorda Dodò Gabriele e Ciccio Maria Inzitari, vittime delle mafie</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Erano arrivati in Calabria per lanciare un messaggio di speranza e sono ripartiti con il cuore pieno di calore, quello del pubblico di una rappresentanza di giovani promesse del calcio. Sono gli Azzurri venuti a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, in punta allo stivale per scrivere una pagina storica per la Calabria in cui la nazionale di calcio al completo, anche con il calabrese Rino Gattuso che non ha voluto mancare all’appuntamento, guidata dal Ct Cesare Prandelli e dal capitano Gianluigi Buffon ha disputato un mini torneo per dare un calcio alla &#8216;ndrangheta.<span id="more-21683"></span> </p>
<p>Una domenica che molti non dimenticheranno. Il campo di calcetto non era un campo qualunque poiché sorto su un terreno confiscato in contrada Li Morti al boss Teodoro &#8220;Toro&#8221; Crea, anch’egli appassionato di calcio, dove, dopo non poche resistenze e difficoltà, la scuola calcio di Renato Naso si allena dal 2007. </p>
<p>Alla presenza delle massime istituzioni politiche e religiose del territorio di un pubblico di un migliaio di persone composto prevalentemente da bambini e giovani  &#8211; che avrebbe voluto essere più numeroso ma la struttura non lo ha consentito &#8211;   lo sport più appassionante del paese, non esente da zone di ombra, ha voluto lanciare un messaggio pulito e smarcarsi per segnare il gol e vincere la partita più importante ed in una terra che di sfide ne affronta tante e quotidianamente con passione, con impegno, con dedizione, la Calabria.  </p>
<p>Presenti Frabrizio Gallo, commissario prefettizio al comune di Rizziconi, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, il governatore Giuseppe Scopelliti, il presidente del consiglio Regionale Francesco Talarico, il presidente della commissione contro la Ndrangheta Salvatore Magarò, il prefetto di Reggio Luigi Varratta, il prefetto di Crotone Vincenzo Panico, il questore di Reggio Carmelo Casabona, il vice direttore dell’agenzia nazionale Beni Confiscati, il prefetto Maria Rosaria Laganà, il vescovo della Diocesi Oppido Palmi, mons. Luciano Bux, il referente di Libera Piana don Pino De Masi. </p>
<p>Presenti anche il senatore Luigi De Sena, all’epoca dei primi lavori di edificazione del campetto superprefetto di Reggio ed oggi vice presidente della Commissiona parlamentare Antimafia, ed i deputati Laura Garavini, Angela Napoli e Marco Minniti. </p>
<p>Presenti anche il sociologo Francesco Forgione, già presidente della Commissione parlamentare Antimafia che prese parte alla seconda inaugurazione del campetto nel 2007, e alcuni sindaci della Piana, Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno, e Michele Tripopi, sindaco di Polistena. Da Lamezia anche il primo cittadino Gianni Speranza.</p>
<p>Assenti molti cittadini che avrebbero voluto portare i loro figli ma che non sono rientrati nel ristretto numero degli ‘accreditati’. Privilegiate le associazioni sportive, anche dal quartiere Zen di Palermo, ed alcune classi delle scuole elementari, oltre che le autorità. </p>
<p>Intenso e vivo il malumore fuori, nella cittadina pianigiana, nonostante il maxichermo allestito in piazza Municipio per seguire a distanza l’evento. Non sono mancate le polemiche sullo spreco di denaro pubblico in un territorio che soffre disagi e assenza di lavoro e per un evento cui non è stato neppure consentito di partecipare. Indignata la comunità per essersi vista descrivere come culla di &#8216;ndrangheta.</p>
<p>Ci tengono i cittadini ed i giovani a sottolineare che Rizziconi è un comune calabrese a come tale vive difficoltà ma le affronta. Le persone lavorano ogni giorno anche se i Crea circolano per strada, i giovani si riuniscono in numerose associazioni che arrivano a contare anche oltre 50 persone. Numeri importanti in una comunità di 8000 abitanti in cui vi sono energie positive, degne di nota come lo sarebbero in qualunque altro comune del paese, questa una lettura da offrire ai 150 anni di unità d’Italia che si affanna a festeggiare, spesso solo retoricamente.  </p>
<p>Lo stesso prefetto Fabrizio Gallo ha tenuto a sottolineare che la comunità di Rizziconi tutta ha inteso dare un segnale di cambiamento, nonostante la struttura non abbia consentito, nel rispetto delle norme di sicurezza, l’ingresso libero a chiunque avesse voluto.  </p>
<p>Rimane dunque una pagine storica ed indimenticabile, un evento senza precedenti che, come già promesso da Prandelli, non sarà l’ultimo. Una brillante intuizione le cui origini si devono ad un giorno di  alcuni mesi fa a Bologna quando, in appendice ad un convegno sull’etica e lo sport, il presidente di Libera don Luigi Ciotti ha lanciato  proposta al presidente della FIGC Giancarlo Abete che l’ha accolta subito e con molto entusiasmo. </p>
<p>Ma non è soltanto festa, come ricorda il vero fuoriclasse della giornata don Ciotti, una vita in prima linea contro le mafie, che ha ricordato che è la terza volta che questo campetto viene inaugurato, che pochi beni confiscati vanno in contro ad un effettivo riutilizzo sociale, che la mafia non è solo al sud, che la vera lotta alle mafia la si fa a Roma con le leggi che producano crescita, occupazione e garantiscano equità sociali e combattano l’evasione fiscale. Il contributo di coerenza e responsabilità dei cittadini rimane comunque necessario e imprescindibile.  </p>
<p>&#8220;Il potere di segni come quello che voi oggi date ai giovani che a voi guardano con ammirazione deve scardinare i segni del potere mafioso come questo terreno prima che venisse confiscato. Così’ dimostriamo che è possibile mettere fuori gioco le mafie’&#8221;, da qui l’appello di Don Ciotti alla gente del calcio, alla Lega Calcio, entrate in Libera e testimoniare il calcio pulito. </p>
<p>A rappresentare anche la possibilità di riscatto l’esperienza della cooperativa ‘Valle del Marro’, rappresentata dal presidente Giacomo Zappia e da Domenico Modafferi. L’impegno, la coerenza, quindi e la memoria. </p>
<p>Tinte di azzurro su quel filo rosso che attraversa la passione per il calcio per legare le storie di Francesco Maria Inzitari, che tutti ricordano come Ciccio, trucidato a Taurianova nel 2009, tifoso di Reggina e Juventus, e quella del piccolo Dodò Gabriele, anche lui juventino, morto dopo tre mesi di agonia a Crotone dove durante una partita di calcetto è stato colpito da una pallottola vagante durante un agguato. </p>
<p>Al piccolo Dodò, presenti i genitori Francesca Anastasi e Giovanni Gabriele, è stato dedicato il torneo, disputato dagli Azzurri suddivisi in quattro squadre e arbitrato da Rino Gattuso. Un torneo simbolico per non dimenticare. Tinte di azzurro su un filo rosso in una giornata da libro di storia che di storie dentro ne racconta tante, anche quella di Vincenzo Grasso, imprenditore di Locri che denunciò il pizzo in anni in cui nemmeno di nominava e pagò con la vita nel marzo del 1989. Presente la figlia Stefania, impegnata da anni in Libera.  </p>
<p>Gli Azzurri adesso già a Roma per celebrare al Quirinale i 150 anni dell’unità d’Italia, con il ricordo di una splendida e speciale giornata vissuta all’altro capo del paese. Ciò avverrà martedì’, poche ore prima dell’altra amichevole con l’Uruguay, in vista degli Europei 2012.  </p>
<p>Un gesto che sarà ricordato per sempre, di cui andare orgogliosi. I Grandi atleti che fanno sognare incontrano i piccoli giocatori che sognano. Uomini ascoltano le storie di altri uomini, del Sud, quello che alla lotta alla mafia ha pagato fino ad ora il tributo più alto. </p>
<p>La sfida di oggi non aggiunge certo una stella sul gagliardetto della nazionale, dove ora campeggiano le quattro stelle come le vittorie dei Mondiali nel 1934 in Italia, nel 1938 in Francia, nel 1982 in Spagna e nel 2006 in Germania, ma certamente arricchisce il bagaglio comune di emozioni.</p>
<p>di Anna Foti</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=16036">liberainformazione.org</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tackle alla mafia, il campetto confiscato simbolo della vittoria &#8211; Allenamento azzurro domenica a Rizziconi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 09:16:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) &#8211; Un campo di calcetto è un campo di calcetto, niente di più. Quasi sempre. A volte può essere anche qualcos&#8217;altro. Non solo uno spazio per sgranchirsi le gambe e tirare calci a un pallone, ma un luogo simbolo di principi e valori che vanno oltre il gioco e il divertimento. Per esempio a Rizziconi, sessanta chilometri a nord di Reggio Calabria, 8 mila abitanti, terra di ulivi, agrumeti e &#8216;ndrangheta. Lì col crimine si convive. Un mese fa qualcuno ha sparato contro un imprenditore quarantenne (incensurato, particolare non irrilevante) fortunatamente rimasto illeso.<span id="more-21654"></span> </p>
<p>Un omicidio fallito oppure un avvertimento, come capita spesso in una landa dove la presenza dell&#8217;organizzazione mafiosa è entrata fin nei gangli della politica locale; nel 2000 il consiglio comunale fu sciolto d&#8217;imperio a causa delle infiltrazioni della &#8216;ndrangheta. Che in quella zona, secondo inquirenti e investigatori, è guidata dalla famiglia di Teodoro Crea, 71 anni, già vittima di un agguato andato a vuoto, arrestato l&#8217;ultima volta nel 2006 dopo un anno di latitanza e ora di nuovo a casa sua, in attesa di giudizio dopo una doppia condanna in primo e secondo grado annullata dalla Cassazione. </p>
<p>Suo figlio Giuseppe è ricercato. Una condanna definitiva, ormai scontata, Teodoro Crea l&#8217;ha avuta per fatti commessi ancor prima che esistesse il reato di associazione mafiosa, e nel 1994 furono sequestrati dei terreni di famiglia sui quali la cosca aveva intenzione di impiantare una discarica. </p>
<p>La confisca arrivò nel 2000, e due anni più tardi i commissari straordinari chiamati a governare dopo lo scioglimento del consiglio comunale destinarono un appezzamento alla costruzione di un campo di calcetto, finanziato con i soldi pubblici. </p>
<p>Un modo per restituire alla cittadinanza, e soprattutto ai giovani, quel che lo Stato era riuscito a sottrarre alla &#8216;ndrangheta. I lavori cominciarono a ottobre del 2002 e finirono a maggio 2003, quando l&#8217;inaugurazione fu celebrata con l&#8217;intervento di don Luigi Ciotti, presidente dell&#8217;Associazione Libera, e una spaghettata in cui i bambini delle scuole elementari e medie mangiarono prodotti coltivati sui terreni requisiti alle organizzazione mafiose. </p>
<p>Una festa per Rizziconi, che riconquistava &#8211; simbolicamente, ma anche plasticamente &#8211; una porzione di territorio. Ma quel campo rimase senza giocatori. </p>
<p>«La gente non ci andava perché aveva paura &#8211; racconta don Pino De Masi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi che comprende anche Rizziconi e referente di Libera in quella parte di Calabria -; la &#8216;ndrangheta non vuole che i beni confiscati siano utilizzati da qualcun altro, perché così intende continuare a delegittimare lo Stato che intende combatterla. Nessuno deve governare al posto suo, e sulla base di questo principio lucra il consenso necessario a ottenere la ricchezza illecita». </p>
<p>Il contropotere illegale, insomma, si fonda anche sull&#8217;incapacità del potere legale di gestire proficuamente i beni sottratti alle mafie. E per ottenere questo risultato le cosche utilizzano il metodo di sempre: l&#8217;intimidazione, che nel caso del campetto di Rizziconi s&#8217;è manifestata attraverso porte divelte e altri danneggiamenti che l&#8217;hanno reso completamente inservibile. </p>
<p>Il messaggio ai cittadini era chiaro: nessuno può giocare su un prato sottratto ai boss, che ne restano padroni nonostante sequestri e confische, disponendone come vogliono. </p>
<p>Nel 2007 i commissari prefettizi tornarono in municipio, stavolta per le dimissioni del consiglio comunale, e di fronte al fallimento del loro progetto decisero di riprovarci. Furono stanziati e spesi altri soldi, e il 21 maggio 2007 ci fu la nuova inaugurazione dell&#8217;impianto, stavolta con una partita fra due squadre capitanate rispettivamente da don Ciotti e dal presidente della commissione parlamentare Antimafia Francesco Forgione. </p>
<p>Il seguito fu diverso: sul campo di Rizziconi nacque una scuola calcio per bambini frequentata e tuttora in funzione, ed è lì che la nazionale di calcio, domenica, terrà il suo allenamento. </p>
<p>«È un fatto simbolico di grande importanza &#8211; commenta don Pino -, perché di fronte a eventi come questo i capimafia non possono più sostenere di essere padroni del territorio. E per noi calabresi è anche la dimostrazione che non siamo soli nella nostra battaglia; anzi, nella partita per mettere le cosche fuori gioco, che ancora non è finita». </p>
<p>Non a caso altri segnali sono arrivati. </p>
<p>A giugno, il giorno dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;arrivo degli azzurri, un uliveto della zona gestito da una cooperativa che lavora sulle terre confiscate è andato in fiamme. Molti pensano che i due episodi siano collegati. </p>
<p>Anche per la &#8216;ndrangheta, a volte, un campo di calcetto non è solo un campo di calcetto.</p>
<p>di Bianconi Giovanni</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/10/Tackle_alla_mafia_campetto_confiscato_co_9_111110042.shtml">corriere.it</a></p>
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		<title>Gli Azzurri si alleneranno a Rizziconi sul campo sorto su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 14:26:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) &#8211; Domenica 13 novembre la Nazionale sarà a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, per una seduta di allenamento sul campo sorto su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta. La FIGC aveva assunto l’impegno di portare gli Azzurri a Rizziconi, accogliendo la proposta dell’Associazione Libera, dopo l’incontro di don Luigi Ciotti con il presidente [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) &#8211; Domenica 13 novembre la Nazionale sarà a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, per una seduta di allenamento sul campo sorto su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta. La FIGC aveva assunto l’impegno di portare gli Azzurri a Rizziconi, accogliendo la proposta dell’Associazione Libera, dopo l’incontro di don Luigi Ciotti con il presidente Abete e il Commissario tecnico Prandelli: la presenza della Nazionale a Rizziconi vuole essere insieme una testimonianza di solidarietà nei confronti della popolazione calabrese e di impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata.<span id="more-21549"></span></p>
<p>Con il Commissario prefettizio del Comune, i responsabili delle Forze dell’Ordine e gli attivisti di Libera, la Federcalcio definirà nei prossimi giorni i dettagli dell’iniziativa, che è stata preceduta a luglio da un sopralluogo tecnico-organizzativo, con la collaborazione dell’Amministrazione e delle autorità provinciali. </p>
<p>L’allenamento della Nazionale, domenica 13 novembre, 48 ore prima dell’amichevole Italia-Uruguay, avrà come sede il campo di Rizziconi (costruito su un terreno confiscato dalla magistratura alla ‘ndrangheta) e sarà anche l’occasione per un incontro tra gli Azzurri e i giovani della comunità locale.</p>
<p>Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie</p>
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		<title>A Simoncelli il primo giro del nuovo circuito &#8211; Il manager Pernat ringrazia il costruttore dell&#8217;autodromo Marcello Perri</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 09:23:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>MAIDA (CZ) &#8211; Sarà intitolato alla memoria di Marco Simoncelli, con la consegna di un trofeo, il primo MotoGp che si correrà sul futuro circuito dei «Due mari» di Maida in località Piano delle Forche. Inoltre. Ai funerali del giovane pilota, morto domenica in un terribile incidente sulla pista di Sepang, ci sarà una corona [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MAIDA (CZ) &#8211; Sarà intitolato alla memoria di Marco Simoncelli, con la consegna di un trofeo, il primo MotoGp che si correrà sul futuro circuito dei «Due mari» di Maida in località Piano delle Forche. Inoltre. Ai funerali del giovane pilota, morto domenica in un terribile incidente sulla pista di Sepang, ci sarà una corona di fiori in rappresentanza del management dell&#8217;autodromo e degli sportivi calabresi.<span id="more-21487"></span></p>
<p>Il manager dello sfortunato talento, Carlo Pernat, che nei mesi scorsi era sceso in Calabria per sostenere il progetto, alla notizia di intitolare il trofeo al campione ed amico Simoncelli, così come voluto da Marcello Perri, presidente della società Autodromo «Due mari», s&#8217;è emozionato particolarmente e l&#8217;ha chiamato per ringraziarlo anche a nome della famiglia Simoncelli.</p>
<p>Pernat ha poi telefonato al suo portavoce in Calabria Rocco Anello, invitandolo a diramare un comunicato di ringraziamento anche a tutti i fan della Calabria. Tifosi che Marco avrebbe dovuto incontrare in una visita programmata a breve.</p>
<p>«Un campione non muore mai. È una tragedia che ha colpito tutti. Marco era e resta un campione dello sport e della vita. È stata una notizia devastante, sono senza parole, di una tristezza infinita. È duro vedere le immagini che scorrono a tutte le ore su tutte le tv» ha dichiarato Marcello Perri, l&#8217;imprenditore che realizzerà il circuito di Maida.</p>
<p>di Giuseppe Maviglia</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il mistero dell&#8217;orario della morte di Denis Bergamini &#8211; Un carabiniere smentirebbe le indicazioni contenute nei verbali redatti ventidue anni addietro. Le testimonianze dei calciatori</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 09:39:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CASTROVILLARI (CS) &#8211; Il mistero del verbale. L&#8217;orario della morte di Denis Bergamini non corrisponderebbe a quello indicato negli atti finiti nel fascicolo giudiziario aperto dalla procura di Castrovillari ventidue anni addietro. È uno dei risvolti clamorosi emersi dalle indagini sull&#8217;omicidio del calciatore rossoblù, avvenuto il 18 novembre del 1989 sulla Statale 106 ionica, in [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CASTROVILLARI (CS) &#8211; Il mistero del verbale. L&#8217;orario della morte di Denis Bergamini non corrisponderebbe a quello indicato negli atti finiti nel fascicolo giudiziario aperto dalla procura di Castrovillari ventidue anni addietro. È uno dei risvolti clamorosi emersi dalle indagini sull&#8217;omicidio del calciatore rossoblù, avvenuto il 18 novembre del 1989 sulla Statale 106 ionica, in territorio di Roseto Capu Spulico. È stato il procuratore Franco Giacomantonio a riaprire il caso insieme con il pm Larissa Catella, dopo aver letto una corposa memoria scritta dall&#8217;avv. Eugenio Gallerani, penalista di fama di Ferrara e legale di Donata Bergamini, sorella dell&#8217;atleta &#8220;suicidato&#8221;.<span id="more-21344"></span> </p>
<p>L&#8217;avvocato Gallerani – che ha svolto indagini difensive raccogliendo le testimonianze di compagni di squadra e personaggi che s&#8217;interessarono della vicenda – ha segnalato l&#8217;identità di un carabiniere capace di offrire nuovi elementi per far luce su questo &#8220;giallo&#8221; ancora irrisolto. </p>
<p>Il militare, che era di pattuglia la sera del 18 novembre 1989, fermò per un normale controllo la Maserati su cui Bergamini viaggiava in compagnia dell&#8217;ex fidanzata. Verificata la regolarità dei documenti di circolazione esibiti dal calciatore lasciò poi ripartire l&#8217;auto sportiva. </p>
<p>Meno di un quarto d&#8217;ora dopo venne però allertato dalla sala radio della presenza di un cadavere sulla Statale 106 e intervenne. </p>
<p>Sull&#8217;asfalto bagnato dalla pioggia c&#8217;era il corpo di Denis. Dunque, contrariamente a quanto risulta dagli atti redatti all&#8217;epoca e dalla testimonianza resa dalla donna che era in compagnia del centrocampista del Cosenza, Bergamini non si «uccise» un&#8217;ora e mezzo più tardi rispetto al controllo di routine eseguito dagli uomini dell&#8217;Arma come, invece, risulta dai verbali di sopralluogo. La circostanza – acquisita formalmente dal legale della famiglia della vittima – appare di grande rilevanza e verrà approfondita dai magistrati inquirenti. </p>
<p>Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Pure due scarpe di camoscio raccontano una verità diversa sulla dinamica degli accadimenti. Sono le scarpe di Denis. Quelle che aveva ai piedi quand&#8217;è morto. Le calzature – ora sequestrate dai Pm – sono rimaste perfettamente integre, senza un graffio. Esattamente come vennero fotografate al momento dei rilievi svolti sul luogo del presunto «incidente-suicidio». Una condizione assolutamente incompatibile con l&#8217;ipotesi del trascinamento del corpo di Bergamini. </p>
<p>Nel 1989, infatti, venne sostenuto che il calciatore s&#8217;era improvvisamente lanciato sotto un camion venendo poi trascinato per una cinquantina di metri. Impossibile. Questa tesi, tra l&#8217;altro, oltre che dallo stato delle famigerate scarpe, è smentita pure dall&#8217;orologio (ora nelle mani dei magistrati) che la vittima aveva al polso. Anche il cronografo, infatti, rimase perfettamente intatto.</p>
<p>E allora cosa avvenne in quella fredda sera di ventidue anni addietro? </p>
<p>L&#8217;avv. Gallerani ha sentito – nell&#8217;ambito delle indagini difensive – gli ex compagni di squadra di Denis. Tra questi Sergio Galeazzi, Gigi Simoni, Bruno Caneo e Claudio Lombardo. Tutti hanno confermato che Bergamini stava benissimo e non coltivava alcuna intenzione suicida. </p>
<p>Michele Padovano, invece, ha riferito di una strana telefonata ricevuta dalla vittima poco prima di morire. Una telefonata che gli fece cambiare umore. Chi lo chiamò? E perchè?</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;inchiesta sul calcio, indagini sulla cessione di quattro calciatori &#8211; La Digos chiamata a valutare le vicende relative a Danti, Gabrieli, Scotto e Virga. La delega firmata dal procuratore Granieri &#8211; I componenti del collegio sindacale hanno presentato al tribunale fallimentare un esposto sui bilanci</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 08:48:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; I conti non tornano. Il Cosenza calcio che ambiva a riconquistare un posto nel campionato cadetto s&#8217;è ritrovato senza soldi e senza fortuna avviato verso un clamoroso fallimento economico e sportivo. Cosa ne sia stato dei soldi incassati anche attraverso la cessione e la valorizzazione di alcuni calciatori dovranno scoprirlo gl&#8217;investigatori della Digos. [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; I conti non tornano. Il Cosenza calcio che ambiva a riconquistare un posto nel campionato cadetto s&#8217;è ritrovato senza soldi e senza fortuna avviato verso un clamoroso fallimento economico e sportivo. Cosa ne sia stato dei soldi incassati anche attraverso la cessione e la valorizzazione di alcuni calciatori dovranno scoprirlo gl&#8217;investigatori della Digos. Ai poliziotti, guidati dal primo dirigente Alfredo Cantafora, è stata affidata dal procuratore capo, Dario Granieri, una articolata delega d&#8217;indagine. <span id="more-20691"></span></p>
<p>Il magistrato vuol esplicitamente avere notizie sulle trattative che hanno coinvolto Gabrieli riceduto al Lecce, Danti venduto al Siena, Scotto rimandato al Genoa e Virga rientrato alla Roma. </p>
<p>E mentre incredibilmente nessun creditore ha ancora fatto istanza di fallimento, il collegio sindacale della società sportiva, presieduto da Franco Spagnolo e composto da Mimmo Bilotta e Gaetano Petrassi, ha presentato un esposto al Tribunale fallimentare, in cui segnala alcune anomalie nella gestione della contabilità del club rossoblù, delle operazioni non del tutto chiare e molte consistenze iscritte all&#8217;attivo che non sarebbero veritiere. Il collegio sindacale, peraltro, non aveva inteso approvare il bilancio societario chiuso nel giugno del 2010.</p>
<p>Spiega con la solita chiarezza Bilotta: «Alla luce delle perdite subite, della mancata ricapitalizzazione e del blocco dell&#8217;attività sportiva, la società andrebbe messa in liquidazione volontaria. Liquidazione che dovrebbe essere decisa dall&#8217;assemblea dei soci». Il socio di maggioranza è Eugenio Funari e sembrerebbe d&#8217;accordo con la scelta suggerita dai sindaci. </p>
<p>«I problemi veri del Cosenza calcio – secondo Mimmo Bilotta – sarebbero riconducibili al bilancio del 2010». E sulle carte contabili dovrà concentrarsi la magistratura inquirente per capire cosa è realmente accaduto e individuare eventuali responsabilità penali.</p>
<p>Il procuratore Granieri non è, peraltro, aduso a sollevare inutili polveroni e lì&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta appariva doverosa dopo quanto stava emergendo dai dibattiti televisivi e le sortite giornalistiche.</p>
<p>E proprio per sgombrare il campo da illazioni e fraintedimenti appare necessario sottolinerare subito che la nuova società è tutt&#8217;altra cosa e nulla ha a che fare con la vecchia. La prima è un&#8217;associazione, l&#8217;altra una società di capitali. </p>
<p>Differenti sono pure i ruoli che eserciteranno i componenti del neonato sodalizio: nell&#8217;associazione ciascun componente avrà singolo diritto di voto e risponderà con il patrimonio personale di eventuali disguidi finanziari; nella società di capitali, invece, la misura del peso di ciascun socio è determinata in base alla percentuale di cui si è proprietari e delle crisi finanziarie risponde la sola compagine societaria.</p>
<p>L&#8217;indagine avviata dalla magistratura inquirente non potrà dunque in nessun modo incidere sulle fortune e il futuro del nuovo Cosenza che sarà iscritto – come annnunciato dal sindaco Mario Occhiuto – al campionato di serie D.</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=105772&#038;Edizione=8&#038;A=20110729">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pallone in Tribunale: quei conti non tornano, calcio sott&#8217;inchiesta &#8211; La procura ha aperto un&#8217;inchiesta approfondendo le gestioni contabili che hanno trascinato i Lupi all&#8217;ennesima bancarotta &#8211; Alla magistratura fallimentare sono stati invece depositati dei ricorsi per la mancanza di fogli contabili</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/07/28/pallone-tribunale-quei-conti-non-tornano-calcio-sottinchiesta-procura-aperto-uninchiesta-approfondendo-gestioni-contabili-che-hanno-trascinato-lupi-allennesima-bancarotta-all/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 07:14:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Documentazione sparita, trattative strane, soldi fantasma, conti che non tornano in nessuna maniera e molto altro ancora. Troppo. Troppe zone grige, troppe incertezze, troppe conseguenze. Tant&#8217;è che la procura della Repubblica cittadina ha deciso di aprire un fascicolo d&#8217;inchiesta sugli ultimi anni di gestione del Cosenza Calcio, affidando le indagini ai poliziotti in [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Documentazione sparita, trattative strane, soldi fantasma, conti che non tornano in nessuna maniera e molto altro ancora. Troppo. Troppe zone grige, troppe incertezze, troppe conseguenze. Tant&#8217;è che la procura della Repubblica cittadina ha deciso di aprire un fascicolo d&#8217;inchiesta sugli ultimi anni di gestione del Cosenza Calcio, affidando le indagini ai poliziotti in servizio alla Digos. La notizia del nuovo filone d&#8217;indagine, filtrata da ambienti investigativi, non viene né confermata né però smentita dai vertici della magistratura inquirente. Il riserbo sul caso resta molto alto, sintomo che gli inquirenti ritengono di avere in mano elementi d&#8217;indagine che sono giudicati assai interessanti sotto vari punti di vista.<span id="more-20665"></span></p>
<p>In base alle scarne notizie trapelate, i detective della Digos puntano a fare chiarezza sui diversi passaggi anzitutto contabili che hanno determinato il dissesto finanziario della vecchia società rossoblu, trascinandola prima verso la retrocessione dalla Prima divisione e poi all&#8217;esclusione totale dal calcio professionistico. Sino ad arrivare all&#8217;incertezza, ai timori e alle timide speranze degli ultimi giorni. </p>
<p>Pare che uno dei sentieri investigativi seguiti con maggiore attenzione dagli inquirenti sia legato alle trattative per la compravendita di tre giocatori di prima qualità in forza al Cosenza Calcio negli anni passati ma ormai da qualche stagione lontani dal San Vito e dalla maglia rossoblu.</p>
<p>Al vaglio del Tribunale fallimentare ci sono invece una serie di esposti relativi anch&#8217;essi ai malandati conti del Cosenza Calcio. Un professionista li ha presentati al giudice fallimentare, accendendo i riflettori sulla presunta mancanza della documentazione contabile relativa sempre agli ultimi, travagliati anni di gestione della società calcistica cittadina. </p>
<p>Sinora, però, i due canali stanno seguendo strade diverse e soprattutto autonome l&#8217;una dall&#8217;altra. Ma non è detto che nelle prossime settimane non possano unirsi in una sola inchiesta o comunque proseguire in maniera parallela con contaminazioni reciproche.</p>
<p>Mentre la magistratura inquirente ripunta il suo interesse sul passato del Cosenza Calcio, l&#8217;amministrazione comunale continua a tessere la difficile tela utile a superare i mille dubbi delle ultime settimane salvando il futuro dei lupi. Il sindaco Mario Occhiuto è&#8230; sceso in campo in prima persona per trovare le sponde utili e soprattutto il denaro fondamentale a tenere la navicella rossoblu sulla linea di galleggiamento iscrivendola almeno alla Serie D.</p>
<p>È da precisare che tanto l&#8217;inchiesta penale avviata dalla procura della Repubblica quanto gli esposti formalizzati dinanzi al tribunale fallimentare non hanno nulla a che fare con la nuova società che sta muovendo i primi passi proprio in questi giorni e che s&#8217;è imposta come regola di base proprio la rottura di tutti i ponti con soci e dirigenti di ieri. </p>
<p>Gli unici elementi di continuità saranno i talenti &#8220;made in Cosenza&#8221; che negli anni passati hanno fatto grande la maglia rossoblu: da Fiore ad Altomare, da Marulla a Tortelli a molti altri ancora, tutti richiamati dal richiamo irresistibile del vecchio lupo silano.</p>
<p>di Domenico Marino</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=105319&#038;Edizione=8&#038;A=20110728">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Weekend in volo sui colorati kitesurf di tanti campioni nel Golfo lametino &#8211; Tre giorni di gare e non solo all&#8217;Hang loose beach &#8211; Lo specchio di mare si trasformerà nelle HawaiiParty, vela, moto freestyle, concerti e rap contest</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 09:37:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>GIZZERIA (CZ) &#8211; Un weekend all&#8217;insegna dello sport, della musica e dello spettacolo in una location straordinaria della costa calabrese che niente ha da invidiare alle mitiche Hawaii, California o Florida. È quanto attende coloro che al suggestivo lido gizzeroto &#8220;Hang loose beach&#8221; prenderanno parte venerdì, sabato e domenica prossimi alla seconda edizione della manifestazione [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GIZZERIA (CZ) &#8211; Un weekend all&#8217;insegna dello sport, della musica e dello spettacolo in una location straordinaria della costa calabrese che niente ha da invidiare alle mitiche Hawaii, California o Florida. È quanto attende coloro che al suggestivo lido gizzeroto &#8220;Hang loose beach&#8221; prenderanno parte venerdì, sabato e domenica prossimi alla seconda edizione della manifestazione &#8220;Aloha surf and beach party&#8221;, valida per l&#8217;Italian kitesurfing-Fisn Cup 2011 (Campionato classe kiteboarding Italia).<span id="more-20644"></span></p>
<p>Un evento atteso a livello internazionale quello gizzeroto, dopo il successo dell&#8217;edizione dello scorso anno che ha fatto scoprire a molti un angolo favoloso della costa tirrenica catanzarese, dove le particolari condizioni del vento favoriscono le gare sportive in programma.</p>
<p>Se n&#8217;è parlato nel corso di una conferenza stampa, condotta da Ugo Floro, all&#8217;&#8221;Hang loose beach&#8221;. Presenti pure l&#8217;assessore provinciale alle Attività produttive Roberto Costanzo, e il sindaco di Gizzeria Pietro Raso, oltre naturalmente ai titolari della struttura Luca Valentini e Carmelo Cammarisano.</p>
<p>Per Costanzo l&#8217;evento del prossimo fine settimana è «motivo d&#8217;orgoglio» in vista anche degli appuntamenti futuri. La Provincia ha «investito molto» nell&#8217;evento con lo scopo di promuovere il territorio: un investimento che non poteva mancare, dopo la grande risonanza di &#8220;Aloha surf and beach party 2010&#8243;. Nell&#8217;occasione Costanzo ha annunciato l&#8217;attività promozionale itinerante a favore delle «cose più belle» del territorio che sarà portata avanti tra pochi giorni da un pullman della Provincia.</p>
<p>Pure il sindaco Raso s&#8217;è detto orgoglioso della presenza della struttura di Valentini e Cammarisano sul litorale gizzeroto. Ha garantito che l&#8217;amministrazione municipale è vicina a chi vuole creare rispettando l&#8217;ambiente e ha anticipato che quella parte di litorale sarà inserita nell&#8217;area naturalistica dei laghi La Vota. </p>
<p>Luca Valentini ha sottolineato come &#8220;Aloha surf and beach party&#8221; (l&#8217;edizione dell&#8217;anno scorso richiamò circa 6 mila presenze nazionali e internazionali) sia l&#8217;unica festa hawaiana, tra sport, musica e spettacolo, su una spiaggia italiana e come l&#8217;evento richiamerà, oltre agli sportivi, giornalisti da ogni dove. Con quel che ne consegue a livello di promozione del territorio.</p>
<p>Gli ospiti soggiorneranno nelle strutture ricettive vicine e meno vicine: questo vuol dire che l&#8217;evento gizzeroto ha un&#8217;indiscutibile valenza pure sul piano dell&#8217;economia turistica dell&#8217;area. I 12 mila metri quadrati del lido fungeranno da base per gli sportivi che parteciperanno alle gare del campionato nazionale di kitesurf, il cui teatro sarà l&#8217;antistante specchio di mare. </p>
<p>In programma, fra l&#8217;altro, regate di vela d&#8217;altura e catamarani; &#8220;Hawaiian big party&#8221;; &#8220;Moto freestyle show Red Bull&#8221;; un concerto della cover band &#8220;Regina&#8221; (sabato alle 22); &#8220;Rap contest&#8221;; animazioni; tornei di beach volley e beach soccer; una competizione di carattere fotografico, che consentirà al vincitore di seguire il Gran Premio di Monza.</p>
<p>Nel weekend le attività di &#8220;Aloha surf and beach party&#8221; inizieranno alle 9 con le iscrizioni alle gare per continuare con un programma ricco di appuntamenti. Che non consentiranno di annoiarsi agli ospiti di &#8220;Hang loose beach&#8221;. Sempre a condizione che il tempo non faccia le bizze.</p>
<p>di Giovambattista Romano</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=104873&#038;Edizione=9&#038;A=20110727">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il calciatore suicidato &#8211; La strana macchia di sangue sulla mano &#8211; Partono nuove indagini pure sulle singolari tracce ematiche riscontrate sul cadavere di Denis Bergamini morto nel 1989 &#8211; La sorella del centrocampista: «Non abbiamo mai creduto al suicidio e finalmente s&#8217;indagherà a fondo»</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 08:38:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Denis Bergamini è stato ucciso. Il procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, ha chiesto e ottenuto dal gip, Pasquale Collazzo, la riapertura dell&#8217;inchiesta sulla morte del calciatore rossoblù avvenuta nel novembre 1989. Il centrocampista del Cosenza calcio, amatissimo dalla tifoseria, aveva 27 anni e venne &#8220;ufficialmente&#8221; investito da un camion lungo la strada [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Denis Bergamini è stato ucciso. Il procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, ha chiesto e ottenuto dal gip, Pasquale Collazzo, la riapertura dell&#8217;inchiesta sulla morte del calciatore rossoblù avvenuta nel novembre 1989. Il centrocampista del Cosenza calcio, amatissimo dalla tifoseria, aveva 27 anni e venne &#8220;ufficialmente&#8221; investito da un camion lungo la strada tatale 106 ionica alle porte di Roseto Capo Spulico. Un camion sotto il quale l&#8217;atleta si sarebbe lanciato dopo un litigio avuto con l&#8217;ex fidanzata. <span id="more-20526"></span></p>
<p>Ora, sulla base di un articolata memoria prodotta dall&#8217;avv. Eugenio Gallerani, legale della famiglia Bergamini, l&#8217;intera vicenda dovrà essere riesaminata.</p>
<p>L&#8217;ipotesi di reato per cui la magistratura inquirente procederà è l&#8217;omicidio volontario. Non si trattò dunque di un suicidio ma, probabilmente, di un delitto. Il camionista che travolse il calciatore è stato processato e assolto per omicidio colposo con sentenza passata in giudicato. </p>
<p>L&#8217;unica testimone del dramma rimane una ragazza con cui Bergamini aveva avuto una relazione. La donna ha sempre sostenuto che Denis Bergamini si lanciò contro il camion in movimento.</p>
<p>Una tesi che non ha mai convinto Donata Bergamini, sorella del centrocampista, che in questi anni s&#8217;è battuta perchè venissero svolte indagini più approfondite. La donna, intervistata dalla Gazzetta, ieri ha detto: «Sono in lacrime. Abbiamo aspettato tanto tempo perchè s&#8217;indagasse finalmente a fondo e il momento tanto atteso è arrivato. Che non poteva trattarsi di suicidio l&#8217;aveva quasi spiegato mio fratello. </p>
<p>Il giorno in cui venne ucciso uscì una sua intervista proprio sulla Gazzetta del Sud nella quale egli rivelava tutta la sua gioia di vivere, incitava i compagni a battersi e si auspicava di ottenere con la squadra la promozione in serie A. Denis lasciò dunque un messaggio visibile a tutti che avrebbe dovuto indurre gl&#8217;inquirenti dell&#8217;epoca a vagliare meglio l&#8217;intera vicenda. Ma così non è stato».</p>
<p>L&#8217;avv. Gallerani, pur nella riservatezza che una storia giudiziaria tanto delicata merita, esprime «grande soddisfazione» per la decisione del Gip e sottolinea come «gli aspetti tecnici da esaminare siano tantissimi». </p>
<p>Due in particolare balzano subito agli occhi e attirano l&#8217;attenzione di cronisti e investigatori. </p>
<p>Il primo: le tracce lasciate sull&#8217;asfalto dal mezzo o dai mezzi coinvolti nella tragedia sono anomale e irregolari. Non combaciano, insomma, con la ricostruzione della dinamica dei fatti operata nel 1989. </p>
<p>Il secondo: Denis Bergamini venne ritrovato con entrambe le mani sotto la testa e con delle macchie di sangue su un arto superiore che non avrebbe potuto avere. Le macchie, infatti, non corrispondevano ad alcuna ferita presente su quella parte del corpo. </p>
<p>Di chi era quel liquido ematico e com&#8217;era finito su una mano della vittima? Una bella domanda destinata forse a non rimanere senza risposta&#8230;</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=100091&#038;Edizione=8&#038;A=20110719">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La legalità di colore Azzurro &#8211; Dopo il sopralluogo a Rizziconi la delegazione della Nazionale ha incontrato i giovani di Estate Ragazzi &#8211; Don Pino Demasi: un motivo di speranza per chi vuole voltare pagina</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 08:21:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>POLISTENA (RC) &#8211; L&#8217;inno di Mameli ha accolto, ieri pomeriggio (ore 16,30), in via Esperia, nel quartier generale dell&#8217;Estate Ragazzi (140 animatori e 500 ragazzi della scuola dell&#8217;obbligo) giunta alla 23^ edizione, la delegazione della Nazionale italiana di calcio, accompagnata a Polistena da don Pino Demasi, arciprete della città, vicario generale della Diocesi di Oppido-Palmi [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>POLISTENA (RC) &#8211; L&#8217;inno di Mameli ha accolto, ieri pomeriggio (ore 16,30), in via Esperia, nel quartier generale dell&#8217;Estate Ragazzi (140 animatori e 500 ragazzi della scuola dell&#8217;obbligo) giunta alla 23^ edizione, la delegazione della Nazionale italiana di calcio, accompagnata a Polistena da don Pino Demasi, arciprete della città, vicario generale della Diocesi di Oppido-Palmi e referente di &#8220;Libera&#8221;. Ragazzi in festa ad applaudire il segretario della Nazionale Mauro Vladovich, il responsabile del Viminale per la sicurezza della nazionale Roberto Massucci e Simone Curati dell&#8217;ufficio stampa degli azzurri.<span id="more-20461"></span></p>
<p>Con loro, a Polistena, il presidente regionale del Coni Calabria Mimmo Praticò e Gabriella Stramaccioni coordinatrice nazionale dell&#8217;associazione &#8220;Libera&#8221;. </p>
<p>Mauro Vladovich ha ribadito: «Siamo venuti qui a verificare se ci sono le condizioni per organizzare un allenamento della nazionale a Rizziconi. Stiamo verificando se sarà possibile. Allenamento, che se ci sarà nei prossimi mesi, dovrà avere per protagonisti tutti i ragazzi della zona. Come sapete – ha detto – il presidente Abete e mister Prandelli hanno accolto l&#8217;invito di don Ciotti per venire qui a disputare un allenamento su questo campetto. Per noi si tratta di un impegno dall&#8217;alto valore sociale e morale, adesso torneremo a Roma e valuteremo nei dettagli l&#8217;iter dell&#8217;arrivo della Nazionale a Rizziconi che prevediamo possa avvenire in un giorno nei mesi di agosto, settembre o ottobre prossimi».</p>
<p>Roberto Massucci e Simone Curati hanno espresso il loro augurio a rivedere presto i ragazzi della Piana a Rizziconi, insieme ai giocatori della nostra nazionale e a mister Prandelli. Gabriella Stramaccioni, fugando ogni dubbio, ha gridato a gran voce: «Ragazzi, ce l&#8217;abbiamo fatta, gli azzurri verranno presto nella Piana».</p>
<p>Anche don Pino Demasi ha espresso ottimismo: «Ci vediamo a Rizziconi con gli azzurri. L&#8217;arrivo della Nazionale italiana – ha aggiunto – è un motivo di speranza e di incoraggiamento per tutti i ragazzi di questa terra che cercano di voltare pagina».</p>
<p>Il presidente del Coni regionale, Mimmo Praticò, ha sottolineato che «c&#8217;è l&#8217;opportunità di avere in Calabria un avvenimento unico: per la prima volta in Italia &#8211; c&#8217;è solo un precedente in occasione del terremoto a L&#8217;Aquila &#8211; la Nazionale accetta di svolgere un allenamento in un campetto di provincia per coinvolgere tutti i giovani della Piana, per indicare loro la strada giusta da seguire, quella dello sport pulito, giusto, che fa stare i ragazzi insieme, in un sano agonismo, rispettando le regole, nella legalità».</p>
<p>Un messaggio di calcio pulito che ha coinvolto i giovani dell&#8217;Estate Ragazzi, da 23 anni vera e propria palestra dove si insegna e si vive la legalità, grazie all&#8217;impegno ed alla passione di tanti giovanissimi e giovani che si sono succeduti in questi anni nella parrocchia del Duomo cittadino e nell&#8217;associazione &#8220;Il Samaritano&#8221;, i quali, sotto la guida di don Pino Demasi, hanno imparato che il periodo estivo può e deve essere riempito di valori autentici, che si chiamano partecipazione, condivisione, gratuità, solidarietà e legalità.</p>
<p>di Attilio Sergio</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=98342&#038;Edizione=7&#038;A=20110714">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il calciatore &#8220;suicidato&#8221;: la strana telefonata ricevuta da Bergamini &#8211; Nel dossier consegnato alla magistratura la conferma dell&#8217;esistenza della chiamata ricevuta in albergo dall&#8217;atleta morto poco dopo &#8211; Un collaboratore di giustizia parlò nel &#8217;95 degli interessi inconfessabili della criminalità nel mondo sportivo</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/07/01/calciatore-suicidato-strana-telefonata-ricevuta-bergamini-nel-dossier-consegnato-alla-magistratura-conferma-dellesistenza-della-chiamata-ricevuta-albergo-dallatleta-morto-poc/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 08:56:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; L&#8217;allenamento di rifinitura, il pranzo con i compagni di squadra e il pomeriggio dedicato al cinema. L&#8217;ultimo giorno di vita di Denis Bergamini sembrava perfettamente scandito dal solito ritmo. Fino alle 15,30 quando al centralino del Motel Agip di Rende arrivò una strana telefonata. Qualcuno chiese del centrocampista rossoblu&#8217;. Denis corse a rispondere [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; L&#8217;allenamento di rifinitura, il pranzo con i compagni di squadra e il pomeriggio dedicato al cinema. L&#8217;ultimo giorno di vita di Denis Bergamini sembrava perfettamente scandito dal solito ritmo. Fino alle 15,30 quando al centralino del Motel Agip di Rende arrivò una strana telefonata. Qualcuno chiese del centrocampista rossoblu&#8217;. Denis corse a rispondere e dopo il colloquio apparve profondamente turbato. Le testimonianze contenute nel dossier consegnato dall&#8217;avv. Eugenio Gallerani al procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, appaiono in tal senso illuminanti.<span id="more-20185"></span> </p>
<p>Il legale della famiglia Bergamini è in grado di dimostrare circostanze mai emerse durante le indagini condotte dopo la tragica fine del calciatore, avvenuta il 18 novembre del 1989. </p>
<p>La magistratura inquirente della città del Pollino, competente a indagare perchè Denis morì sulla Statale 106 ionica, ha chiesto al Gip la riapertura delle indagini. Nel 1994, infatti, la squadra mobile di Cosenza aveva trasmesso una articolata informativa sollecitando nuovi approfondimenti e inducendo la procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario. </p>
<p>Un fascicolo che non ebbe tuttavia fortuna finendo poi in archivio. Il procuratore Giacomantonio e il pm Larissa Catella hanno adesso chiesto formalmente al Giudice per le indagini preliminari di ridar vita a quel fascicolo.</p>
<p>Le investigazioni potranno incredibilmente contare anche sui vecchi reperti conservati dopo l&#8217;autopsia eseguita sul cadavere del centrocampista. Reperti organici e biologici che l&#8217;Università di Ferrara ha conservato – a dimostrazione di come si possa essere efficienti e affidabili – per più di vent&#8217;anni.</p>
<p>Nel dossier consegnato al procuratore di Castrovillari, l&#8217;avv. Gallerani ha inserito un&#8217;articolata perizia medico-legale destinata a riservare delle sorprese. Ma sono soprattutto le testimonianze acquisite e quell&#8217;ultima telefonata ricevuta da Bergamini gli elementi destinati a cambiare la storia di questo intricato caso giudiziario.</p>
<p>C&#8217;è pure qualche vecchio collaboratore di giustizia in condizione di fornire indicazioni risolutive su cosa si muovesse in quegli anni intorno al mondo del calcio. </p>
<p>La &#8216;ndrangheta s&#8217;interessava spesso pure della &#8220;pelota&#8221; perchè alti erano i guadagni garantiti dalle scommesse clandestine e facile appariva trasferire carichi di &#8220;roba&#8221; durante le trasferte sportive. A Denis queste cose non piacevano&#8230;</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=92622&#038;Edizione=8&#038;A=20110701">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Procura di Castrovillari chiede al gip di riaprire l&#8217;inchiesta sul caso Bergamini &#8211; Il fascicolo è collegato ad una indagine del 1994 in cui fu la Questura a sollecitare accertamenti &#8211; Sarebbero emersi elementi in contraddizione con l&#8217;ipotesi del suicidio</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/06/30/procura-castrovillari-chiede-gip-riaprire-linchiesta-sul-caso-bergamini-fascicolo-collegato-una-indagine-del-1994-cui-questura-sollecitare-accertamenti-sarebbero/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; I familiari dal primo momento si dissero convinti che Donato Bergamini non morì suicida ma che invece l&#8217;ex centrocampista del Cosenza fu ucciso la sera del 18 novembre 1989 mentre si trovava sulla 106 jonica all&#8217;altezza di Roseto Capo Spulico. Le richieste di riaprire l&#8217;inchiesta si sono fatte sempre più insistenti. E le tesi dell&#8217;avvocato Eugenio Gallerani e dei familiari di Bergamini sono state accolte dalla procura di Castrovillari che ha deciso di riaprire l&#8217;inchiesta sulla morte del calciatore avvenuta quasi 22 anni fa, in circostanze mai chiarite, investito da un camionista secondo la verità giudiziaria ora messa in dubbio dalla decisione.<span id="more-20169"></span> </p>
<p>A riaprire il caso è stato il procuratore capo Franco Giacomantonio che gestirà il fascicolo coassegnato al suo sostituto Larissa Catella, rubricando l&#8217;ipotesi di reato per omicidio volontario contro ignoti.</p>
<p>Da quanto si è appreso la procura ha riaperto il fascicolo collegandolo ad una indagine del 1994, in cui fu la Questura cosentina a chiedere accertamenti che poi si arenarono. Ora invece la procura di Castrovillari si è mossa sulla richiesta della famiglia di Donata Bergamini e del loro legale Gallerani che avevano presentato richiesta formale di riapertura dell&#8217;indagine sulla base di nuovi elementi raccolti in quasi due anni di accertamenti privati. </p>
<p>«Siamo soddisfatti che sia arrivato questo risultato atteso dalla famiglia e frutto di un notevole lavoro premiato ora con questa richiesta: la riapertura dopo 21 anni e mezzo dalla morte di Denis Bergamini e con ipotesi di omicidio volontario è un grandissimo risultato».</p>
<p>I familiari di Bergamini, la sorella Donata e il padre Domizio hanno accolto la notizia con commozione. «Finalmente hanno capito che i motivi c&#8217;erano per pensare che Denis non si è ucciso ma è stato ucciso», ha detto Donata, che come il papà Domizio non ha mai creduto alla tesi che Denis fosse rimasto vittima di un incidente o si fosse tolto la vita gettandosi sotto un camion.</p>
<p>In quasi due anni di indagine privata il legale della famiglia ha raccolto elementi che avrebbero messo in luce contraddizioni e incompatibilità della ricostruzione tecnica dell&#8217;investimento, con nuovi rilievi tecnico scientifici e fotografici, e con conclusioni medico-legali sul corpo del giovane calciatore che mettono in dubbio la verità giudiziaria offerta al processo. Processo che portò nel 1992 alla assoluzione del camionista accusato di omicidio colposo.</p>
<p>Invece di procedere con una autonoma riapertura della inchiesta il procuratore capo Giacomantonio ha preferito inoltrare la richiesta al gip, che dovrà o meno accoglierla. «Credo occorra fare un passo alla volta – ha spiegato l&#8217;avvocato Gallerani – la riapertura del caso è già un risultato enorme». </p>
<p>Ora, per il legale, la procura potrà chiedere una nuova perizia medico-legale e nuovi accertamenti tecnici per confutare o meno l&#8217;ipotesi di omicidio volontario. La tesi della famiglia è infatti che Bergamini sia stato portato ormai cadavere nel punto in cui venne trovato, sulla Statale Jonica.</p>
<p>di Franco Rosito</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=92182&#038;Edizione=8&#038;A=20110630">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Dal 7 al 10 luglio il Kitesurf Tour Europe fa tappa a Lamezia Terme</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 08:33:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Sono trascorsi parecchi anni da quando i circuiti PKRA e KPWT hanno toccato la nostra penisola, ed è proprio in un anno significativo per il nostro sport come questo che, grazie all’impegno dell’Associazione Sportiva Action Bay, di S-Attitude e con la collaborazione del Comune di Lamezia Terme, un circuito agonistico internazionale torna [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Sono trascorsi parecchi anni da quando i circuiti PKRA e KPWT hanno toccato la nostra penisola, ed è proprio in un anno significativo per il nostro sport come questo che, grazie all’impegno dell’Associazione Sportiva Action Bay, di S-Attitude e con la collaborazione del Comune di Lamezia Terme, un circuito agonistico internazionale torna a scegliere l’Italia come destinazione di una propria tappa. Si svolgerà infatti a Lamezia Terme dal 7 al 10 Luglio la seconda tappa del Kitesurf Europe Tour 2011<span id="more-20119"></span>, competizione che vede tra i protagonisti l’Italiano Alberto Rondina campione in carica 2010. </p>
<p>La location si sta preparando per accogliere l’evento con manifestazioni collaterali, in village destinato alle aziende di settore e non, e collaborazioni per rendere questa manifestazione un vero e proprio evento per i rider e per tutto il pubblico che avrà modo di scoprire questa magnifica disciplina.</p>
<p>Sono già numerose le adesioni dei rider da tutta Europa, entusiasti di scoprire uno dei più ventosi spot italiani facilmente raggiungibile grazie all’aeroporto internazionale di Lamezia da tutte le principali capitali europee. </p>
<p>Per maggiori dettagli e per le iscrizioni online vi invitiamo a visitare il sito internet <a rel="external nofollow" target="_blank" href="www.kitetour.info">www.kitetour.info</a>.</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il calciatore suicidato, nuove testimonianze sulla morte di Denis &#8211; Nel fascicolo consegnato alla magistratura inquirente dichiarazioni inedite di testi mai ascoltati dopo la morte di Bergamini &#8211; La sorella Donata: «Mio fratello è stato ucciso. Ventuno anni fa ve n&#8217;era già prova». Le stranezze del caso</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 09:29:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Le tante stranezze d&#8217;un caso irrisolto. Liquidato frettolosamente come «suicidio» e avvolto da ventuno anni dalla nebbia dei sospetti. Denis Bergamini morì la sera di sabato 18 novembre 1989 sulla Statale 106 ionica, travolto da un autocarro Fiat 180. Al momento del decesso era in compagnia dell&#8217;ex fidanzata che diventerà, insieme con l&#8217;autista del mezzo che l&#8217;uccise, un testimone fondamentale per ricostruire la dinamica dei fatti. La ragazza dichiarò infatti ai carabinieri che il calciatore del Cosenza s&#8217;era lanciato sotto il camion al culmine di una discussione. L&#8217;autista, inzialmente imputato di omicidio colposo e poi assolto, ammise d&#8217;aver investito l&#8217;atleta trascinandone poi il corpo per una cinquantina di metri. Tutto chiaro? Nient&#8217;affatto.<span id="more-19974"></span></p>
<p>«Mio fratello è stato ucciso ed era abbastanza chiaro già ventuno anni addietro»: Donata Bergamini non ha dubbi sulla fine del congiunto. E con lei non mostra tentennamenti l&#8217;avv. Eugenio Gallerani, il legale ferrarese che sulla base d&#8217;un dossier di centinaia di pagine ha chiesto, per conto della famiglia del &#8220;calciatore suicidato&#8221;, la riapertura delle indagini. Una riapertura che il procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, potrebbe presto decidere. </p>
<p>Nel rapporto consegnato al magistrato inquirente vi sono infatti nuove dichiarazioni, fotografie e perizie tecniche capaci di dimostrare che Denis venne assassinato. Il riserbo sul contenuto delle inedite testimonianze acquisite dal legale emiliano è tuttavia assoluto.</p>
<p>Il centrocampista – così come pedissequamente ricostruito – nel suo ultimo giorno di vita era assolutamente normale. Al mattino s&#8217;era allenato con vigore, mostrandosi come sempre allegro con i compagni di squadra e motivatissimo per l&#8217;incontro con il Messina previsto per il pomeriggio successivo. Poi accadde qualcosa, mentre si trovava al cinema. </p>
<p>Alle 16 ricevette una telefonata e andò via. Corse a prendere la ragazza con cui non era più fidanzato e s&#8217;involò sulla 106 ionica, in direzione Taranto, a bordo della sua Maserati. Denis non aveva problemi economici e contava su decine di corteggiatrici. Niente, dunque, avrebbe potuto spingerlo al «suicidio».</p>
<p>Ma torniamo alle testimonianze e alle stranezze. Il corpo dell&#8217;atleta non venne trascinato dal camion per una cinquantina di metri – come affermato dall&#8217;autista – perchè non prensentava alcuna frattura visibile se non una piccola ecchimosi alla tempia. Intatti erano rimasti l&#8217;orologio della vittima (perfettamente funzionante), il portafoglio che portava in tasca e le scarpe di camoscio (linde come se fossero appena uscite dalla fabbrica). </p>
<p>Chi viene trascinato da un camion, in una notte di pioggia, mostrerebbe segni certamente più distruttivi sia sul corpo che su oggetti e indumenti. La sua auto, inoltre, non poteva essere rimasta ferma, prima del presunto gesto di autolesionismo, in una piazzola di sosta non asfaltata e piena di fango così come aveva rivelato l&#8217;ex fidanzata. La vettura fu infatti restituita ai familiari perfettamente pulita con i pneumatici che non recavano traccia della fanghiglia da cui era invasa l&#8217;area di sosta.</p>
<p>Donata Bergamini e il padre, Domizio, compresero subito che qualcosa nella ricostruzione della tragedia non andava. I tasselli erano stati messi insieme alla rinfusa nel tentativo di rendere plausibile la spiegazione del «suicidio».</p>
<p>Padre Fedele Bisceglie, punto di riferimento della tifoseria rossoblù, disse subito ai congiunti del calciatore: &#8220;I vestiti di Denis ve li hanno dati? Bisogna farseli ridare perchè è stato ucciso e in quei vestiti c&#8217;è la prova&#8230;&#8221;. Domizio e la figlia tentarono di recuperare gl&#8217;indumenti ma fu inutile. Vennero incredibilmente distrutti, due giorni dopo il decesso. «Sono stati mandati all&#8217;inceneritore dentro un sacco» venne loro comunicato da un infermiere che s&#8217;era occupato della salma in obitorio.</p>
<p>Carlo Petrini ha dedicato alla morte di Denis un libro che aiuta a coltivare dubbi e sospetti. C&#8217;è, però, solo un modo per diradare la nebbia che da quattro lustri avvolge questo caso: riaprire le indagini. Magari sentendo i testimoni indicati dall&#8217;avvocato Gallerani&#8230;</p>
<p><strong>In sintesi</strong></p>
<p>I familiaridi Denis Bergamini hanno consegnato alla procura di Castrovillari un rapporto nel quale sono raccolte nuove importanti testimonianze sulla morte del calciatore avvenuta il 18 novembre 1989 sulla Statale 106 ionica. </p>
<p>Nel dossier consegnato ai magistrati dall&#8217;avvocato Eugenio Gallerani, legale della famiglia Bergamini, è pure contenuto materiale fotografico mai esaminato e delle perizie tecniche che dimostrerebbero come il centrocampista del Cosenza calcio non si sia tolto la vita ma sia stato assassinato. </p>
<p>Donata Bergamini ha dichiarato lapidariamente alla Gazzetta: «Mio fratello è stato ucciso, noi non abbiamo dubbi. Già ventuno anni addietro c&#8217;erano tracce evidenti della consumazione d&#8217;un delitto. Un delitto che è rimasto putroppo impunito». </p>
<p>Il materiale raccolto è adesso all&#8217;attenzione del procuratore Giacomantonio e del pubblico ministero Larissa Catella. Bocche cucite negli uffici giudiziari del Pollino anche se la riapertura delle indagini viene ormai data per possibile.</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=85900&#038;Edizione=8&#038;A=20110616">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Pomezia retrocesso dalla Corte Federale: il Catanzaro resta in Seconda Divisione</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 08:45:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Giustizia è stata fatta. La Corte Federale della Figc ha accolto il ricorso presentato dalla Procura Federale avverso la decisione della Commissione Disciplinare che, in primo grado, aveva comminato al Pomezia solo 15 punti di penalizzazione ed ha stabilito che, invece, la società laziale deve essere retrocessa all’ultimo posto in classifica. Il Pomezia [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Giustizia è stata fatta. La Corte Federale della Figc ha accolto il ricorso presentato dalla Procura Federale avverso la decisione della Commissione Disciplinare che, in primo grado, aveva comminato al Pomezia solo 15 punti di penalizzazione ed ha stabilito che, invece, la società laziale deve essere retrocessa all’ultimo posto in classifica. Il Pomezia torna dunque subito in serie D mentre il Catanzaro, nonostante la travagliata stagione, è ufficialmente salvo.<span id="more-19354"></span> </p>
<p>Difficile se non impossibile, infatti, che il Pomezia, ammesso che ricorra al Coni e poi al Tar del Lazio, per cercare di vedere annullata la sentenza, possa trovare udienza. </p>
<p>L’illecito comportamento della società laziale, finalizzato ad ottenere un ripescaggio in Seconda Divisione cui non avrebbe avuto diritto, deve infatti essere risultato chiarissimo ai giudici della Corte Federale se hanno sentito la necessità di ribaltare la sentenza di primo grado aderendo completamente alle richieste elaborate nel ricorso del Procuratore Palazzi. </p>
<p>Si conclude con una gioia, dunque, l’amaro campionato del FC Catanzaro che ha navigato per tutta la stagione tra mille difficoltà culminate con l’istanza di fallimento avanzata dalla stessa società. Ora ci sono altri appuntamenti importanti per la sopravvivenza del calcio a Catanzaro. </p>
<p>Domani dinanzi al giudice delegato del fallimento sarà quantificata la massa debitoria complessiva nei confronti dei tesserati, massa che fungerà da punto di riferimento anche per la richiesta che la Figc farà a chi eventualmente volesse acquisire il titolo sportivo (che a questo punto è sempre di Seconda Divisione) del Catanzaro. </p>
<p>Il 10 maggio,invece, si terrà il primo incanto per l’acquisto del ramo d’azienda sportivo: base d’asta 100.000 euro. Domenica, nell’ultima partita del campionato, al “Ceravolo” contro il Trapani, si potrà in ogni caso festeggiare la “riconquistata” C2!</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.giornaledicalabria.it/index.php?section=news&#038;idNotizia=21116&#038;idarea=2">giornaledicalabria.it</a></p>
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