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	<title>Calabria Notizie &#187; sport</title>
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		<title>La Nazionale sul campetto strappato alle ‘ndrine &#8211; La Calabria distrutta da &#8216;ndrangheta ed emigrazione per un giorno torna protagonista. Con storie che riempiono il cuore, come quella di Nino e Giorgio</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 08:22:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) – Nino e Giorgio sono sfuggiti alla ‘ndrangheta grazie al calcio. Sembra una frase strana, detta così. Eppure fra i canali alternativi, quelli che riescono a darti una chance diversa in Calabria, il pallone è ai primi posti, insieme all’esercito. Per questo, la Nazionale che si allena a Rizziconi (Reggio Calabria), rende speciale [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) – Nino e Giorgio sono sfuggiti alla ‘ndrangheta grazie al calcio. Sembra una frase strana, detta così. Eppure fra i canali alternativi, quelli che riescono a darti una chance diversa in Calabria, il pallone è ai primi posti, insieme all’esercito. Per questo, la Nazionale che si allena a Rizziconi (Reggio Calabria), rende speciale questa strana domenica di novembre.<span id="more-21727"></span></p>
<p>STORIE DI CLAN E OMICIDI &#8211; Rizziconi è entroterra calabro. È storie di clan e di omicidi, come quello di Francesco Inzitari, diciottenne freddato con 9 proiettili appena sceso dalla sua nuovissima Toyota Aygo bianca. Era a Taurianova per una festa di compleanno. Rizziconi è Piana di Gioia Tauro, orizzonti di ulivi e agrumeti. È terra dei signori della coca, che arriva a fiumi nel porto più grande del mar Mediterraneo. E’ voci basse, predominio dei clan, infiltrazioni al Municipio.</p>
<p>Balotelli &#038; Co. si allenano, sul campetto dell’associazione Libera. Un campetto di periferia, in Calabria. Uguale a quello di contrada Margherita, a Crotone, dove il 25 giugno di due anni fa morì Domenico Gabriele, 11 anni. Correva dietro al suo primo pallone, «Dodò», come lo chiamavano gli amici. Crotone già bruciava d’estate. </p>
<p>L’erba sintetica era impregnata di sudore e fatica, ai bordi del campo una decina di spettatori disinteressati. Sognava di diventare Del Piero, Dodò. Poi i killer, nascosti dietro ai cespugli, sventagliarono sul terreno di gioco decine di colpi per ammazzare Gabriele Marrazzo, che giocava nello stesso maledetto campo. Uccisero Domenico e i suoi sogni. E ora è bellissimo pensare che la nazionale di calcio sia in Calabria anche per Dodò. Un bambino innocente.</p>
<p>IL CAMPETTO CONFISCATO &#8211; Gli Azzurri si allenano sul rettangolo verde di un terreno confiscato ai clan diciassette anni fa. Volevano farne una discarica, e invece oggi è un campo di pallone. Ma non è un caso se quel campetto è stato distrutto e inaugurato più volte. E non è un caso se cinque anni fa gli autisti degli scuolabus che dovevano portare i ragazzini all’inaugurazione erano tutti ammalati. Ma oggi don Pino De Masi, anima di Libera in Calabria, ha vinto la sua battaglia. C’è la nazionale di Cesare, già Re di Firenze.</p>
<p>IL POTERE DEL PALLONE &#8211; Il pallone ha un potere metafisico, in certi paesi del Sud. Vale molto di più che altrove, perché può diventare l’alternativa sana a un futuro segnato. Scritto. Sognare Gattuso e Perrotta, i calabresi campioni del mondo, può significare tantissimo in certi quartieri. </p>
<p>Quando ho saputo della Nazionale a Rizziconi ho pensato subito alla storia di Nino e Giorgio, portiere e attaccante. Nino è il più grande di 6 fratelli. Orfano di padre da quando aveva 9 anni. Poteva lavorare per il boss che stava a 100 metri da casa sua. Già a 13 anni puoi essere utile al clan: piccoli lavoretti, consegne, vedette di quartiere. E invece il pallone lo ha salvato.</p>
<p>Portiere formidabile, nelle partite infinite venti contro venti che si giocano per strada: il pallone arancione consumato dai giorni, due mattoni forati a far da pali, nessuno schema, nessuno stile o divisa, si gioca anche con gli scarponi enormi durante l’inverno. Nino è talento e follia, come tutti i portieri: niente paura di tuffarsi sul catrame che sbuccia gomiti e ginocchia, pur di prendere un pallone. </p>
<p>Poi capita che un osservatore del glorioso Parma di Tanzi organizza un provino in provincia di Reggio Calabria. Al campo si precipitano centinaia di ragazzini. Nino vola da un palo all’altro, con gli occhi arrossati di chi ha fame. Di chi vuole farcela. La maglia e i calzoni da portiere non ce li ha, gioca con una felpa e un pantalone di tuta tagliato. Ma è un numero Uno. </p>
<p>Lo prendono e finisce a giocare in C, fra i professionisti. Quel giorno prendono anche Giorgio, attaccante tutto corsa e fantasia. Nel suo paese di montagna, in Calabria, il dislivello del campetto è atroce. La squadra che gioca in salita fa il doppio della fatica. Si fa a turno. Tutti tranne Giorgio, lui gioca sempre in salita. È l’unico rimedio per cercare di domare la sua velocità, ma non basta. Scarta gli avversari come birilli, va in porta col pallone. E’ imprendibile. Una pulce.</p>
<p>IL DESTINO DI GIORGIO &#8211; Anche Giorgio sarebbe potuto finire nei clan, come alcuni ragazzini del suo quartiere. O fare l’autotrasportatore come il padre e portare a casa uno stipendio da fame per 18 ore di lavoro al giorno. </p>
<p>E’ bellissimo ricordare le loro storie, oggi che la Nazionale gioca a Rizziconi. E’ un giorno che sa di speranza, anche se c’è il rischio di dimenticarlo in fretta. La Calabria distrutta da ‘ndrangheta ed emigrazione, per qualche ora è protagonista, e non è più periferia. E’ tutto così surreale, in questa strana domenica di novembre.</p>
<p>di Biagio Simonetta</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.biagiosimonetta.com/2011/11/la-nazionale-sul-campetto-strappato-alle-ndrine/">biagiosimonetta.com</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un gol contro la &#8216;ndrangheta &#8211; Gli azzurri a Rizziconi, &#8220;Una giornata storica&#8221; &#8211; Don Ciotti ricorda Dodò Gabriele e Ciccio Maria Inzitari, vittime delle mafie</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Erano arrivati in Calabria per lanciare un messaggio di speranza e sono ripartiti con il cuore pieno di calore, quello del pubblico di una rappresentanza di giovani promesse del calcio. Sono gli Azzurri venuti a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, in punta allo stivale per scrivere una pagina storica per la Calabria in cui la nazionale di calcio al completo, anche con il calabrese Rino Gattuso che non ha voluto mancare all’appuntamento, guidata dal Ct Cesare Prandelli e dal capitano Gianluigi Buffon ha disputato un mini torneo per dare un calcio alla &#8216;ndrangheta.<span id="more-21683"></span> </p>
<p>Una domenica che molti non dimenticheranno. Il campo di calcetto non era un campo qualunque poiché sorto su un terreno confiscato in contrada Li Morti al boss Teodoro &#8220;Toro&#8221; Crea, anch’egli appassionato di calcio, dove, dopo non poche resistenze e difficoltà, la scuola calcio di Renato Naso si allena dal 2007. </p>
<p>Alla presenza delle massime istituzioni politiche e religiose del territorio di un pubblico di un migliaio di persone composto prevalentemente da bambini e giovani  &#8211; che avrebbe voluto essere più numeroso ma la struttura non lo ha consentito &#8211;   lo sport più appassionante del paese, non esente da zone di ombra, ha voluto lanciare un messaggio pulito e smarcarsi per segnare il gol e vincere la partita più importante ed in una terra che di sfide ne affronta tante e quotidianamente con passione, con impegno, con dedizione, la Calabria.  </p>
<p>Presenti Frabrizio Gallo, commissario prefettizio al comune di Rizziconi, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, il governatore Giuseppe Scopelliti, il presidente del consiglio Regionale Francesco Talarico, il presidente della commissione contro la Ndrangheta Salvatore Magarò, il prefetto di Reggio Luigi Varratta, il prefetto di Crotone Vincenzo Panico, il questore di Reggio Carmelo Casabona, il vice direttore dell’agenzia nazionale Beni Confiscati, il prefetto Maria Rosaria Laganà, il vescovo della Diocesi Oppido Palmi, mons. Luciano Bux, il referente di Libera Piana don Pino De Masi. </p>
<p>Presenti anche il senatore Luigi De Sena, all’epoca dei primi lavori di edificazione del campetto superprefetto di Reggio ed oggi vice presidente della Commissiona parlamentare Antimafia, ed i deputati Laura Garavini, Angela Napoli e Marco Minniti. </p>
<p>Presenti anche il sociologo Francesco Forgione, già presidente della Commissione parlamentare Antimafia che prese parte alla seconda inaugurazione del campetto nel 2007, e alcuni sindaci della Piana, Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno, e Michele Tripopi, sindaco di Polistena. Da Lamezia anche il primo cittadino Gianni Speranza.</p>
<p>Assenti molti cittadini che avrebbero voluto portare i loro figli ma che non sono rientrati nel ristretto numero degli ‘accreditati’. Privilegiate le associazioni sportive, anche dal quartiere Zen di Palermo, ed alcune classi delle scuole elementari, oltre che le autorità. </p>
<p>Intenso e vivo il malumore fuori, nella cittadina pianigiana, nonostante il maxichermo allestito in piazza Municipio per seguire a distanza l’evento. Non sono mancate le polemiche sullo spreco di denaro pubblico in un territorio che soffre disagi e assenza di lavoro e per un evento cui non è stato neppure consentito di partecipare. Indignata la comunità per essersi vista descrivere come culla di &#8216;ndrangheta.</p>
<p>Ci tengono i cittadini ed i giovani a sottolineare che Rizziconi è un comune calabrese a come tale vive difficoltà ma le affronta. Le persone lavorano ogni giorno anche se i Crea circolano per strada, i giovani si riuniscono in numerose associazioni che arrivano a contare anche oltre 50 persone. Numeri importanti in una comunità di 8000 abitanti in cui vi sono energie positive, degne di nota come lo sarebbero in qualunque altro comune del paese, questa una lettura da offrire ai 150 anni di unità d’Italia che si affanna a festeggiare, spesso solo retoricamente.  </p>
<p>Lo stesso prefetto Fabrizio Gallo ha tenuto a sottolineare che la comunità di Rizziconi tutta ha inteso dare un segnale di cambiamento, nonostante la struttura non abbia consentito, nel rispetto delle norme di sicurezza, l’ingresso libero a chiunque avesse voluto.  </p>
<p>Rimane dunque una pagine storica ed indimenticabile, un evento senza precedenti che, come già promesso da Prandelli, non sarà l’ultimo. Una brillante intuizione le cui origini si devono ad un giorno di  alcuni mesi fa a Bologna quando, in appendice ad un convegno sull’etica e lo sport, il presidente di Libera don Luigi Ciotti ha lanciato  proposta al presidente della FIGC Giancarlo Abete che l’ha accolta subito e con molto entusiasmo. </p>
<p>Ma non è soltanto festa, come ricorda il vero fuoriclasse della giornata don Ciotti, una vita in prima linea contro le mafie, che ha ricordato che è la terza volta che questo campetto viene inaugurato, che pochi beni confiscati vanno in contro ad un effettivo riutilizzo sociale, che la mafia non è solo al sud, che la vera lotta alle mafia la si fa a Roma con le leggi che producano crescita, occupazione e garantiscano equità sociali e combattano l’evasione fiscale. Il contributo di coerenza e responsabilità dei cittadini rimane comunque necessario e imprescindibile.  </p>
<p>&#8220;Il potere di segni come quello che voi oggi date ai giovani che a voi guardano con ammirazione deve scardinare i segni del potere mafioso come questo terreno prima che venisse confiscato. Così’ dimostriamo che è possibile mettere fuori gioco le mafie’&#8221;, da qui l’appello di Don Ciotti alla gente del calcio, alla Lega Calcio, entrate in Libera e testimoniare il calcio pulito. </p>
<p>A rappresentare anche la possibilità di riscatto l’esperienza della cooperativa ‘Valle del Marro’, rappresentata dal presidente Giacomo Zappia e da Domenico Modafferi. L’impegno, la coerenza, quindi e la memoria. </p>
<p>Tinte di azzurro su quel filo rosso che attraversa la passione per il calcio per legare le storie di Francesco Maria Inzitari, che tutti ricordano come Ciccio, trucidato a Taurianova nel 2009, tifoso di Reggina e Juventus, e quella del piccolo Dodò Gabriele, anche lui juventino, morto dopo tre mesi di agonia a Crotone dove durante una partita di calcetto è stato colpito da una pallottola vagante durante un agguato. </p>
<p>Al piccolo Dodò, presenti i genitori Francesca Anastasi e Giovanni Gabriele, è stato dedicato il torneo, disputato dagli Azzurri suddivisi in quattro squadre e arbitrato da Rino Gattuso. Un torneo simbolico per non dimenticare. Tinte di azzurro su un filo rosso in una giornata da libro di storia che di storie dentro ne racconta tante, anche quella di Vincenzo Grasso, imprenditore di Locri che denunciò il pizzo in anni in cui nemmeno di nominava e pagò con la vita nel marzo del 1989. Presente la figlia Stefania, impegnata da anni in Libera.  </p>
<p>Gli Azzurri adesso già a Roma per celebrare al Quirinale i 150 anni dell’unità d’Italia, con il ricordo di una splendida e speciale giornata vissuta all’altro capo del paese. Ciò avverrà martedì’, poche ore prima dell’altra amichevole con l’Uruguay, in vista degli Europei 2012.  </p>
<p>Un gesto che sarà ricordato per sempre, di cui andare orgogliosi. I Grandi atleti che fanno sognare incontrano i piccoli giocatori che sognano. Uomini ascoltano le storie di altri uomini, del Sud, quello che alla lotta alla mafia ha pagato fino ad ora il tributo più alto. </p>
<p>La sfida di oggi non aggiunge certo una stella sul gagliardetto della nazionale, dove ora campeggiano le quattro stelle come le vittorie dei Mondiali nel 1934 in Italia, nel 1938 in Francia, nel 1982 in Spagna e nel 2006 in Germania, ma certamente arricchisce il bagaglio comune di emozioni.</p>
<p>di Anna Foti</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=16036">liberainformazione.org</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tackle alla mafia, il campetto confiscato simbolo della vittoria &#8211; Allenamento azzurro domenica a Rizziconi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 09:16:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) &#8211; Un campo di calcetto è un campo di calcetto, niente di più. Quasi sempre. A volte può essere anche qualcos&#8217;altro. Non solo uno spazio per sgranchirsi le gambe e tirare calci a un pallone, ma un luogo simbolo di principi e valori che vanno oltre il gioco e il divertimento. Per esempio a Rizziconi, sessanta chilometri a nord di Reggio Calabria, 8 mila abitanti, terra di ulivi, agrumeti e &#8216;ndrangheta. Lì col crimine si convive. Un mese fa qualcuno ha sparato contro un imprenditore quarantenne (incensurato, particolare non irrilevante) fortunatamente rimasto illeso.<span id="more-21654"></span> </p>
<p>Un omicidio fallito oppure un avvertimento, come capita spesso in una landa dove la presenza dell&#8217;organizzazione mafiosa è entrata fin nei gangli della politica locale; nel 2000 il consiglio comunale fu sciolto d&#8217;imperio a causa delle infiltrazioni della &#8216;ndrangheta. Che in quella zona, secondo inquirenti e investigatori, è guidata dalla famiglia di Teodoro Crea, 71 anni, già vittima di un agguato andato a vuoto, arrestato l&#8217;ultima volta nel 2006 dopo un anno di latitanza e ora di nuovo a casa sua, in attesa di giudizio dopo una doppia condanna in primo e secondo grado annullata dalla Cassazione. </p>
<p>Suo figlio Giuseppe è ricercato. Una condanna definitiva, ormai scontata, Teodoro Crea l&#8217;ha avuta per fatti commessi ancor prima che esistesse il reato di associazione mafiosa, e nel 1994 furono sequestrati dei terreni di famiglia sui quali la cosca aveva intenzione di impiantare una discarica. </p>
<p>La confisca arrivò nel 2000, e due anni più tardi i commissari straordinari chiamati a governare dopo lo scioglimento del consiglio comunale destinarono un appezzamento alla costruzione di un campo di calcetto, finanziato con i soldi pubblici. </p>
<p>Un modo per restituire alla cittadinanza, e soprattutto ai giovani, quel che lo Stato era riuscito a sottrarre alla &#8216;ndrangheta. I lavori cominciarono a ottobre del 2002 e finirono a maggio 2003, quando l&#8217;inaugurazione fu celebrata con l&#8217;intervento di don Luigi Ciotti, presidente dell&#8217;Associazione Libera, e una spaghettata in cui i bambini delle scuole elementari e medie mangiarono prodotti coltivati sui terreni requisiti alle organizzazione mafiose. </p>
<p>Una festa per Rizziconi, che riconquistava &#8211; simbolicamente, ma anche plasticamente &#8211; una porzione di territorio. Ma quel campo rimase senza giocatori. </p>
<p>«La gente non ci andava perché aveva paura &#8211; racconta don Pino De Masi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi che comprende anche Rizziconi e referente di Libera in quella parte di Calabria -; la &#8216;ndrangheta non vuole che i beni confiscati siano utilizzati da qualcun altro, perché così intende continuare a delegittimare lo Stato che intende combatterla. Nessuno deve governare al posto suo, e sulla base di questo principio lucra il consenso necessario a ottenere la ricchezza illecita». </p>
<p>Il contropotere illegale, insomma, si fonda anche sull&#8217;incapacità del potere legale di gestire proficuamente i beni sottratti alle mafie. E per ottenere questo risultato le cosche utilizzano il metodo di sempre: l&#8217;intimidazione, che nel caso del campetto di Rizziconi s&#8217;è manifestata attraverso porte divelte e altri danneggiamenti che l&#8217;hanno reso completamente inservibile. </p>
<p>Il messaggio ai cittadini era chiaro: nessuno può giocare su un prato sottratto ai boss, che ne restano padroni nonostante sequestri e confische, disponendone come vogliono. </p>
<p>Nel 2007 i commissari prefettizi tornarono in municipio, stavolta per le dimissioni del consiglio comunale, e di fronte al fallimento del loro progetto decisero di riprovarci. Furono stanziati e spesi altri soldi, e il 21 maggio 2007 ci fu la nuova inaugurazione dell&#8217;impianto, stavolta con una partita fra due squadre capitanate rispettivamente da don Ciotti e dal presidente della commissione parlamentare Antimafia Francesco Forgione. </p>
<p>Il seguito fu diverso: sul campo di Rizziconi nacque una scuola calcio per bambini frequentata e tuttora in funzione, ed è lì che la nazionale di calcio, domenica, terrà il suo allenamento. </p>
<p>«È un fatto simbolico di grande importanza &#8211; commenta don Pino -, perché di fronte a eventi come questo i capimafia non possono più sostenere di essere padroni del territorio. E per noi calabresi è anche la dimostrazione che non siamo soli nella nostra battaglia; anzi, nella partita per mettere le cosche fuori gioco, che ancora non è finita». </p>
<p>Non a caso altri segnali sono arrivati. </p>
<p>A giugno, il giorno dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;arrivo degli azzurri, un uliveto della zona gestito da una cooperativa che lavora sulle terre confiscate è andato in fiamme. Molti pensano che i due episodi siano collegati. </p>
<p>Anche per la &#8216;ndrangheta, a volte, un campo di calcetto non è solo un campo di calcetto.</p>
<p>di Bianconi Giovanni</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/10/Tackle_alla_mafia_campetto_confiscato_co_9_111110042.shtml">corriere.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli Azzurri si alleneranno a Rizziconi sul campo sorto su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/10/28/gli-azzurri-alleneranno-rizziconi-sul-campo-sorto-terreno-confiscato-alla-%e2%80%98ndrangheta/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 14:26:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) &#8211; Domenica 13 novembre la Nazionale sarà a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, per una seduta di allenamento sul campo sorto su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta. La FIGC aveva assunto l’impegno di portare gli Azzurri a Rizziconi, accogliendo la proposta dell’Associazione Libera, dopo l’incontro di don Luigi Ciotti con il presidente [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RIZZICONI (RC) &#8211; Domenica 13 novembre la Nazionale sarà a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, per una seduta di allenamento sul campo sorto su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta. La FIGC aveva assunto l’impegno di portare gli Azzurri a Rizziconi, accogliendo la proposta dell’Associazione Libera, dopo l’incontro di don Luigi Ciotti con il presidente Abete e il Commissario tecnico Prandelli: la presenza della Nazionale a Rizziconi vuole essere insieme una testimonianza di solidarietà nei confronti della popolazione calabrese e di impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata.<span id="more-21549"></span></p>
<p>Con il Commissario prefettizio del Comune, i responsabili delle Forze dell’Ordine e gli attivisti di Libera, la Federcalcio definirà nei prossimi giorni i dettagli dell’iniziativa, che è stata preceduta a luglio da un sopralluogo tecnico-organizzativo, con la collaborazione dell’Amministrazione e delle autorità provinciali. </p>
<p>L’allenamento della Nazionale, domenica 13 novembre, 48 ore prima dell’amichevole Italia-Uruguay, avrà come sede il campo di Rizziconi (costruito su un terreno confiscato dalla magistratura alla ‘ndrangheta) e sarà anche l’occasione per un incontro tra gli Azzurri e i giovani della comunità locale.</p>
<p>Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie</p>
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		<title>A Simoncelli il primo giro del nuovo circuito &#8211; Il manager Pernat ringrazia il costruttore dell&#8217;autodromo Marcello Perri</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 09:23:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>MAIDA (CZ) &#8211; Sarà intitolato alla memoria di Marco Simoncelli, con la consegna di un trofeo, il primo MotoGp che si correrà sul futuro circuito dei «Due mari» di Maida in località Piano delle Forche. Inoltre. Ai funerali del giovane pilota, morto domenica in un terribile incidente sulla pista di Sepang, ci sarà una corona [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MAIDA (CZ) &#8211; Sarà intitolato alla memoria di Marco Simoncelli, con la consegna di un trofeo, il primo MotoGp che si correrà sul futuro circuito dei «Due mari» di Maida in località Piano delle Forche. Inoltre. Ai funerali del giovane pilota, morto domenica in un terribile incidente sulla pista di Sepang, ci sarà una corona di fiori in rappresentanza del management dell&#8217;autodromo e degli sportivi calabresi.<span id="more-21487"></span></p>
<p>Il manager dello sfortunato talento, Carlo Pernat, che nei mesi scorsi era sceso in Calabria per sostenere il progetto, alla notizia di intitolare il trofeo al campione ed amico Simoncelli, così come voluto da Marcello Perri, presidente della società Autodromo «Due mari», s&#8217;è emozionato particolarmente e l&#8217;ha chiamato per ringraziarlo anche a nome della famiglia Simoncelli.</p>
<p>Pernat ha poi telefonato al suo portavoce in Calabria Rocco Anello, invitandolo a diramare un comunicato di ringraziamento anche a tutti i fan della Calabria. Tifosi che Marco avrebbe dovuto incontrare in una visita programmata a breve.</p>
<p>«Un campione non muore mai. È una tragedia che ha colpito tutti. Marco era e resta un campione dello sport e della vita. È stata una notizia devastante, sono senza parole, di una tristezza infinita. È duro vedere le immagini che scorrono a tutte le ore su tutte le tv» ha dichiarato Marcello Perri, l&#8217;imprenditore che realizzerà il circuito di Maida.</p>
<p>di Giuseppe Maviglia</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il mistero dell&#8217;orario della morte di Denis Bergamini &#8211; Un carabiniere smentirebbe le indicazioni contenute nei verbali redatti ventidue anni addietro. Le testimonianze dei calciatori</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 09:39:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CASTROVILLARI (CS) &#8211; Il mistero del verbale. L&#8217;orario della morte di Denis Bergamini non corrisponderebbe a quello indicato negli atti finiti nel fascicolo giudiziario aperto dalla procura di Castrovillari ventidue anni addietro. È uno dei risvolti clamorosi emersi dalle indagini sull&#8217;omicidio del calciatore rossoblù, avvenuto il 18 novembre del 1989 sulla Statale 106 ionica, in [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CASTROVILLARI (CS) &#8211; Il mistero del verbale. L&#8217;orario della morte di Denis Bergamini non corrisponderebbe a quello indicato negli atti finiti nel fascicolo giudiziario aperto dalla procura di Castrovillari ventidue anni addietro. È uno dei risvolti clamorosi emersi dalle indagini sull&#8217;omicidio del calciatore rossoblù, avvenuto il 18 novembre del 1989 sulla Statale 106 ionica, in territorio di Roseto Capu Spulico. È stato il procuratore Franco Giacomantonio a riaprire il caso insieme con il pm Larissa Catella, dopo aver letto una corposa memoria scritta dall&#8217;avv. Eugenio Gallerani, penalista di fama di Ferrara e legale di Donata Bergamini, sorella dell&#8217;atleta &#8220;suicidato&#8221;.<span id="more-21344"></span> </p>
<p>L&#8217;avvocato Gallerani – che ha svolto indagini difensive raccogliendo le testimonianze di compagni di squadra e personaggi che s&#8217;interessarono della vicenda – ha segnalato l&#8217;identità di un carabiniere capace di offrire nuovi elementi per far luce su questo &#8220;giallo&#8221; ancora irrisolto. </p>
<p>Il militare, che era di pattuglia la sera del 18 novembre 1989, fermò per un normale controllo la Maserati su cui Bergamini viaggiava in compagnia dell&#8217;ex fidanzata. Verificata la regolarità dei documenti di circolazione esibiti dal calciatore lasciò poi ripartire l&#8217;auto sportiva. </p>
<p>Meno di un quarto d&#8217;ora dopo venne però allertato dalla sala radio della presenza di un cadavere sulla Statale 106 e intervenne. </p>
<p>Sull&#8217;asfalto bagnato dalla pioggia c&#8217;era il corpo di Denis. Dunque, contrariamente a quanto risulta dagli atti redatti all&#8217;epoca e dalla testimonianza resa dalla donna che era in compagnia del centrocampista del Cosenza, Bergamini non si «uccise» un&#8217;ora e mezzo più tardi rispetto al controllo di routine eseguito dagli uomini dell&#8217;Arma come, invece, risulta dai verbali di sopralluogo. La circostanza – acquisita formalmente dal legale della famiglia della vittima – appare di grande rilevanza e verrà approfondita dai magistrati inquirenti. </p>
<p>Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Pure due scarpe di camoscio raccontano una verità diversa sulla dinamica degli accadimenti. Sono le scarpe di Denis. Quelle che aveva ai piedi quand&#8217;è morto. Le calzature – ora sequestrate dai Pm – sono rimaste perfettamente integre, senza un graffio. Esattamente come vennero fotografate al momento dei rilievi svolti sul luogo del presunto «incidente-suicidio». Una condizione assolutamente incompatibile con l&#8217;ipotesi del trascinamento del corpo di Bergamini. </p>
<p>Nel 1989, infatti, venne sostenuto che il calciatore s&#8217;era improvvisamente lanciato sotto un camion venendo poi trascinato per una cinquantina di metri. Impossibile. Questa tesi, tra l&#8217;altro, oltre che dallo stato delle famigerate scarpe, è smentita pure dall&#8217;orologio (ora nelle mani dei magistrati) che la vittima aveva al polso. Anche il cronografo, infatti, rimase perfettamente intatto.</p>
<p>E allora cosa avvenne in quella fredda sera di ventidue anni addietro? </p>
<p>L&#8217;avv. Gallerani ha sentito – nell&#8217;ambito delle indagini difensive – gli ex compagni di squadra di Denis. Tra questi Sergio Galeazzi, Gigi Simoni, Bruno Caneo e Claudio Lombardo. Tutti hanno confermato che Bergamini stava benissimo e non coltivava alcuna intenzione suicida. </p>
<p>Michele Padovano, invece, ha riferito di una strana telefonata ricevuta dalla vittima poco prima di morire. Una telefonata che gli fece cambiare umore. Chi lo chiamò? E perchè?</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;inchiesta sul calcio, indagini sulla cessione di quattro calciatori &#8211; La Digos chiamata a valutare le vicende relative a Danti, Gabrieli, Scotto e Virga. La delega firmata dal procuratore Granieri &#8211; I componenti del collegio sindacale hanno presentato al tribunale fallimentare un esposto sui bilanci</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 08:48:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; I conti non tornano. Il Cosenza calcio che ambiva a riconquistare un posto nel campionato cadetto s&#8217;è ritrovato senza soldi e senza fortuna avviato verso un clamoroso fallimento economico e sportivo. Cosa ne sia stato dei soldi incassati anche attraverso la cessione e la valorizzazione di alcuni calciatori dovranno scoprirlo gl&#8217;investigatori della Digos. [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; I conti non tornano. Il Cosenza calcio che ambiva a riconquistare un posto nel campionato cadetto s&#8217;è ritrovato senza soldi e senza fortuna avviato verso un clamoroso fallimento economico e sportivo. Cosa ne sia stato dei soldi incassati anche attraverso la cessione e la valorizzazione di alcuni calciatori dovranno scoprirlo gl&#8217;investigatori della Digos. Ai poliziotti, guidati dal primo dirigente Alfredo Cantafora, è stata affidata dal procuratore capo, Dario Granieri, una articolata delega d&#8217;indagine. <span id="more-20691"></span></p>
<p>Il magistrato vuol esplicitamente avere notizie sulle trattative che hanno coinvolto Gabrieli riceduto al Lecce, Danti venduto al Siena, Scotto rimandato al Genoa e Virga rientrato alla Roma. </p>
<p>E mentre incredibilmente nessun creditore ha ancora fatto istanza di fallimento, il collegio sindacale della società sportiva, presieduto da Franco Spagnolo e composto da Mimmo Bilotta e Gaetano Petrassi, ha presentato un esposto al Tribunale fallimentare, in cui segnala alcune anomalie nella gestione della contabilità del club rossoblù, delle operazioni non del tutto chiare e molte consistenze iscritte all&#8217;attivo che non sarebbero veritiere. Il collegio sindacale, peraltro, non aveva inteso approvare il bilancio societario chiuso nel giugno del 2010.</p>
<p>Spiega con la solita chiarezza Bilotta: «Alla luce delle perdite subite, della mancata ricapitalizzazione e del blocco dell&#8217;attività sportiva, la società andrebbe messa in liquidazione volontaria. Liquidazione che dovrebbe essere decisa dall&#8217;assemblea dei soci». Il socio di maggioranza è Eugenio Funari e sembrerebbe d&#8217;accordo con la scelta suggerita dai sindaci. </p>
<p>«I problemi veri del Cosenza calcio – secondo Mimmo Bilotta – sarebbero riconducibili al bilancio del 2010». E sulle carte contabili dovrà concentrarsi la magistratura inquirente per capire cosa è realmente accaduto e individuare eventuali responsabilità penali.</p>
<p>Il procuratore Granieri non è, peraltro, aduso a sollevare inutili polveroni e lì&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta appariva doverosa dopo quanto stava emergendo dai dibattiti televisivi e le sortite giornalistiche.</p>
<p>E proprio per sgombrare il campo da illazioni e fraintedimenti appare necessario sottolinerare subito che la nuova società è tutt&#8217;altra cosa e nulla ha a che fare con la vecchia. La prima è un&#8217;associazione, l&#8217;altra una società di capitali. </p>
<p>Differenti sono pure i ruoli che eserciteranno i componenti del neonato sodalizio: nell&#8217;associazione ciascun componente avrà singolo diritto di voto e risponderà con il patrimonio personale di eventuali disguidi finanziari; nella società di capitali, invece, la misura del peso di ciascun socio è determinata in base alla percentuale di cui si è proprietari e delle crisi finanziarie risponde la sola compagine societaria.</p>
<p>L&#8217;indagine avviata dalla magistratura inquirente non potrà dunque in nessun modo incidere sulle fortune e il futuro del nuovo Cosenza che sarà iscritto – come annnunciato dal sindaco Mario Occhiuto – al campionato di serie D.</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=105772&#038;Edizione=8&#038;A=20110729">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Pallone in Tribunale: quei conti non tornano, calcio sott&#8217;inchiesta &#8211; La procura ha aperto un&#8217;inchiesta approfondendo le gestioni contabili che hanno trascinato i Lupi all&#8217;ennesima bancarotta &#8211; Alla magistratura fallimentare sono stati invece depositati dei ricorsi per la mancanza di fogli contabili</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/07/28/pallone-tribunale-quei-conti-non-tornano-calcio-sottinchiesta-procura-aperto-uninchiesta-approfondendo-gestioni-contabili-che-hanno-trascinato-lupi-allennesima-bancarotta-all/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 07:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Documentazione sparita, trattative strane, soldi fantasma, conti che non tornano in nessuna maniera e molto altro ancora. Troppo. Troppe zone grige, troppe incertezze, troppe conseguenze. Tant&#8217;è che la procura della Repubblica cittadina ha deciso di aprire un fascicolo d&#8217;inchiesta sugli ultimi anni di gestione del Cosenza Calcio, affidando le indagini ai poliziotti in [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Documentazione sparita, trattative strane, soldi fantasma, conti che non tornano in nessuna maniera e molto altro ancora. Troppo. Troppe zone grige, troppe incertezze, troppe conseguenze. Tant&#8217;è che la procura della Repubblica cittadina ha deciso di aprire un fascicolo d&#8217;inchiesta sugli ultimi anni di gestione del Cosenza Calcio, affidando le indagini ai poliziotti in servizio alla Digos. La notizia del nuovo filone d&#8217;indagine, filtrata da ambienti investigativi, non viene né confermata né però smentita dai vertici della magistratura inquirente. Il riserbo sul caso resta molto alto, sintomo che gli inquirenti ritengono di avere in mano elementi d&#8217;indagine che sono giudicati assai interessanti sotto vari punti di vista.<span id="more-20665"></span></p>
<p>In base alle scarne notizie trapelate, i detective della Digos puntano a fare chiarezza sui diversi passaggi anzitutto contabili che hanno determinato il dissesto finanziario della vecchia società rossoblu, trascinandola prima verso la retrocessione dalla Prima divisione e poi all&#8217;esclusione totale dal calcio professionistico. Sino ad arrivare all&#8217;incertezza, ai timori e alle timide speranze degli ultimi giorni. </p>
<p>Pare che uno dei sentieri investigativi seguiti con maggiore attenzione dagli inquirenti sia legato alle trattative per la compravendita di tre giocatori di prima qualità in forza al Cosenza Calcio negli anni passati ma ormai da qualche stagione lontani dal San Vito e dalla maglia rossoblu.</p>
<p>Al vaglio del Tribunale fallimentare ci sono invece una serie di esposti relativi anch&#8217;essi ai malandati conti del Cosenza Calcio. Un professionista li ha presentati al giudice fallimentare, accendendo i riflettori sulla presunta mancanza della documentazione contabile relativa sempre agli ultimi, travagliati anni di gestione della società calcistica cittadina. </p>
<p>Sinora, però, i due canali stanno seguendo strade diverse e soprattutto autonome l&#8217;una dall&#8217;altra. Ma non è detto che nelle prossime settimane non possano unirsi in una sola inchiesta o comunque proseguire in maniera parallela con contaminazioni reciproche.</p>
<p>Mentre la magistratura inquirente ripunta il suo interesse sul passato del Cosenza Calcio, l&#8217;amministrazione comunale continua a tessere la difficile tela utile a superare i mille dubbi delle ultime settimane salvando il futuro dei lupi. Il sindaco Mario Occhiuto è&#8230; sceso in campo in prima persona per trovare le sponde utili e soprattutto il denaro fondamentale a tenere la navicella rossoblu sulla linea di galleggiamento iscrivendola almeno alla Serie D.</p>
<p>È da precisare che tanto l&#8217;inchiesta penale avviata dalla procura della Repubblica quanto gli esposti formalizzati dinanzi al tribunale fallimentare non hanno nulla a che fare con la nuova società che sta muovendo i primi passi proprio in questi giorni e che s&#8217;è imposta come regola di base proprio la rottura di tutti i ponti con soci e dirigenti di ieri. </p>
<p>Gli unici elementi di continuità saranno i talenti &#8220;made in Cosenza&#8221; che negli anni passati hanno fatto grande la maglia rossoblu: da Fiore ad Altomare, da Marulla a Tortelli a molti altri ancora, tutti richiamati dal richiamo irresistibile del vecchio lupo silano.</p>
<p>di Domenico Marino</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=105319&#038;Edizione=8&#038;A=20110728">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Weekend in volo sui colorati kitesurf di tanti campioni nel Golfo lametino &#8211; Tre giorni di gare e non solo all&#8217;Hang loose beach &#8211; Lo specchio di mare si trasformerà nelle HawaiiParty, vela, moto freestyle, concerti e rap contest</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/07/27/weekend-volo-sui-colorati-kitesurf-tanti-campioni-nel-golfo-lametino-tre-giorni-gare-non-solo-allhang-loose-beach-specchio-mare-trasformera-nelle-hawaiiparty-vela-moto-free/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 09:37:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>GIZZERIA (CZ) &#8211; Un weekend all&#8217;insegna dello sport, della musica e dello spettacolo in una location straordinaria della costa calabrese che niente ha da invidiare alle mitiche Hawaii, California o Florida. È quanto attende coloro che al suggestivo lido gizzeroto &#8220;Hang loose beach&#8221; prenderanno parte venerdì, sabato e domenica prossimi alla seconda edizione della manifestazione [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GIZZERIA (CZ) &#8211; Un weekend all&#8217;insegna dello sport, della musica e dello spettacolo in una location straordinaria della costa calabrese che niente ha da invidiare alle mitiche Hawaii, California o Florida. È quanto attende coloro che al suggestivo lido gizzeroto &#8220;Hang loose beach&#8221; prenderanno parte venerdì, sabato e domenica prossimi alla seconda edizione della manifestazione &#8220;Aloha surf and beach party&#8221;, valida per l&#8217;Italian kitesurfing-Fisn Cup 2011 (Campionato classe kiteboarding Italia).<span id="more-20644"></span></p>
<p>Un evento atteso a livello internazionale quello gizzeroto, dopo il successo dell&#8217;edizione dello scorso anno che ha fatto scoprire a molti un angolo favoloso della costa tirrenica catanzarese, dove le particolari condizioni del vento favoriscono le gare sportive in programma.</p>
<p>Se n&#8217;è parlato nel corso di una conferenza stampa, condotta da Ugo Floro, all&#8217;&#8221;Hang loose beach&#8221;. Presenti pure l&#8217;assessore provinciale alle Attività produttive Roberto Costanzo, e il sindaco di Gizzeria Pietro Raso, oltre naturalmente ai titolari della struttura Luca Valentini e Carmelo Cammarisano.</p>
<p>Per Costanzo l&#8217;evento del prossimo fine settimana è «motivo d&#8217;orgoglio» in vista anche degli appuntamenti futuri. La Provincia ha «investito molto» nell&#8217;evento con lo scopo di promuovere il territorio: un investimento che non poteva mancare, dopo la grande risonanza di &#8220;Aloha surf and beach party 2010&#8243;. Nell&#8217;occasione Costanzo ha annunciato l&#8217;attività promozionale itinerante a favore delle «cose più belle» del territorio che sarà portata avanti tra pochi giorni da un pullman della Provincia.</p>
<p>Pure il sindaco Raso s&#8217;è detto orgoglioso della presenza della struttura di Valentini e Cammarisano sul litorale gizzeroto. Ha garantito che l&#8217;amministrazione municipale è vicina a chi vuole creare rispettando l&#8217;ambiente e ha anticipato che quella parte di litorale sarà inserita nell&#8217;area naturalistica dei laghi La Vota. </p>
<p>Luca Valentini ha sottolineato come &#8220;Aloha surf and beach party&#8221; (l&#8217;edizione dell&#8217;anno scorso richiamò circa 6 mila presenze nazionali e internazionali) sia l&#8217;unica festa hawaiana, tra sport, musica e spettacolo, su una spiaggia italiana e come l&#8217;evento richiamerà, oltre agli sportivi, giornalisti da ogni dove. Con quel che ne consegue a livello di promozione del territorio.</p>
<p>Gli ospiti soggiorneranno nelle strutture ricettive vicine e meno vicine: questo vuol dire che l&#8217;evento gizzeroto ha un&#8217;indiscutibile valenza pure sul piano dell&#8217;economia turistica dell&#8217;area. I 12 mila metri quadrati del lido fungeranno da base per gli sportivi che parteciperanno alle gare del campionato nazionale di kitesurf, il cui teatro sarà l&#8217;antistante specchio di mare. </p>
<p>In programma, fra l&#8217;altro, regate di vela d&#8217;altura e catamarani; &#8220;Hawaiian big party&#8221;; &#8220;Moto freestyle show Red Bull&#8221;; un concerto della cover band &#8220;Regina&#8221; (sabato alle 22); &#8220;Rap contest&#8221;; animazioni; tornei di beach volley e beach soccer; una competizione di carattere fotografico, che consentirà al vincitore di seguire il Gran Premio di Monza.</p>
<p>Nel weekend le attività di &#8220;Aloha surf and beach party&#8221; inizieranno alle 9 con le iscrizioni alle gare per continuare con un programma ricco di appuntamenti. Che non consentiranno di annoiarsi agli ospiti di &#8220;Hang loose beach&#8221;. Sempre a condizione che il tempo non faccia le bizze.</p>
<p>di Giovambattista Romano</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=104873&#038;Edizione=9&#038;A=20110727">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il calciatore suicidato &#8211; La strana macchia di sangue sulla mano &#8211; Partono nuove indagini pure sulle singolari tracce ematiche riscontrate sul cadavere di Denis Bergamini morto nel 1989 &#8211; La sorella del centrocampista: «Non abbiamo mai creduto al suicidio e finalmente s&#8217;indagherà a fondo»</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/07/19/calciatore-suicidato-strana-macchia-sangue-sulla-mano-partono-nuove-indagini-pure-sulle-singolari-tracce-ematiche-riscontrate-sul-cadavere-denis-bergamini-morto-nel-1989-sorella/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 08:38:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Denis Bergamini è stato ucciso. Il procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, ha chiesto e ottenuto dal gip, Pasquale Collazzo, la riapertura dell&#8217;inchiesta sulla morte del calciatore rossoblù avvenuta nel novembre 1989. Il centrocampista del Cosenza calcio, amatissimo dalla tifoseria, aveva 27 anni e venne &#8220;ufficialmente&#8221; investito da un camion lungo la strada [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Denis Bergamini è stato ucciso. Il procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, ha chiesto e ottenuto dal gip, Pasquale Collazzo, la riapertura dell&#8217;inchiesta sulla morte del calciatore rossoblù avvenuta nel novembre 1989. Il centrocampista del Cosenza calcio, amatissimo dalla tifoseria, aveva 27 anni e venne &#8220;ufficialmente&#8221; investito da un camion lungo la strada tatale 106 ionica alle porte di Roseto Capo Spulico. Un camion sotto il quale l&#8217;atleta si sarebbe lanciato dopo un litigio avuto con l&#8217;ex fidanzata. <span id="more-20526"></span></p>
<p>Ora, sulla base di un articolata memoria prodotta dall&#8217;avv. Eugenio Gallerani, legale della famiglia Bergamini, l&#8217;intera vicenda dovrà essere riesaminata.</p>
<p>L&#8217;ipotesi di reato per cui la magistratura inquirente procederà è l&#8217;omicidio volontario. Non si trattò dunque di un suicidio ma, probabilmente, di un delitto. Il camionista che travolse il calciatore è stato processato e assolto per omicidio colposo con sentenza passata in giudicato. </p>
<p>L&#8217;unica testimone del dramma rimane una ragazza con cui Bergamini aveva avuto una relazione. La donna ha sempre sostenuto che Denis Bergamini si lanciò contro il camion in movimento.</p>
<p>Una tesi che non ha mai convinto Donata Bergamini, sorella del centrocampista, che in questi anni s&#8217;è battuta perchè venissero svolte indagini più approfondite. La donna, intervistata dalla Gazzetta, ieri ha detto: «Sono in lacrime. Abbiamo aspettato tanto tempo perchè s&#8217;indagasse finalmente a fondo e il momento tanto atteso è arrivato. Che non poteva trattarsi di suicidio l&#8217;aveva quasi spiegato mio fratello. </p>
<p>Il giorno in cui venne ucciso uscì una sua intervista proprio sulla Gazzetta del Sud nella quale egli rivelava tutta la sua gioia di vivere, incitava i compagni a battersi e si auspicava di ottenere con la squadra la promozione in serie A. Denis lasciò dunque un messaggio visibile a tutti che avrebbe dovuto indurre gl&#8217;inquirenti dell&#8217;epoca a vagliare meglio l&#8217;intera vicenda. Ma così non è stato».</p>
<p>L&#8217;avv. Gallerani, pur nella riservatezza che una storia giudiziaria tanto delicata merita, esprime «grande soddisfazione» per la decisione del Gip e sottolinea come «gli aspetti tecnici da esaminare siano tantissimi». </p>
<p>Due in particolare balzano subito agli occhi e attirano l&#8217;attenzione di cronisti e investigatori. </p>
<p>Il primo: le tracce lasciate sull&#8217;asfalto dal mezzo o dai mezzi coinvolti nella tragedia sono anomale e irregolari. Non combaciano, insomma, con la ricostruzione della dinamica dei fatti operata nel 1989. </p>
<p>Il secondo: Denis Bergamini venne ritrovato con entrambe le mani sotto la testa e con delle macchie di sangue su un arto superiore che non avrebbe potuto avere. Le macchie, infatti, non corrispondevano ad alcuna ferita presente su quella parte del corpo. </p>
<p>Di chi era quel liquido ematico e com&#8217;era finito su una mano della vittima? Una bella domanda destinata forse a non rimanere senza risposta&#8230;</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=100091&#038;Edizione=8&#038;A=20110719">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La legalità di colore Azzurro &#8211; Dopo il sopralluogo a Rizziconi la delegazione della Nazionale ha incontrato i giovani di Estate Ragazzi &#8211; Don Pino Demasi: un motivo di speranza per chi vuole voltare pagina</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/07/14/legalita-colore-azzurro-dopo-sopralluogo-rizziconi-delegazione-della-nazionale-incontrato-giovani-estate-ragazzi-don-pino-demasi-motivo-speranza-per-chi-vuole-voltare/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 08:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>POLISTENA (RC) &#8211; L&#8217;inno di Mameli ha accolto, ieri pomeriggio (ore 16,30), in via Esperia, nel quartier generale dell&#8217;Estate Ragazzi (140 animatori e 500 ragazzi della scuola dell&#8217;obbligo) giunta alla 23^ edizione, la delegazione della Nazionale italiana di calcio, accompagnata a Polistena da don Pino Demasi, arciprete della città, vicario generale della Diocesi di Oppido-Palmi [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>POLISTENA (RC) &#8211; L&#8217;inno di Mameli ha accolto, ieri pomeriggio (ore 16,30), in via Esperia, nel quartier generale dell&#8217;Estate Ragazzi (140 animatori e 500 ragazzi della scuola dell&#8217;obbligo) giunta alla 23^ edizione, la delegazione della Nazionale italiana di calcio, accompagnata a Polistena da don Pino Demasi, arciprete della città, vicario generale della Diocesi di Oppido-Palmi e referente di &#8220;Libera&#8221;. Ragazzi in festa ad applaudire il segretario della Nazionale Mauro Vladovich, il responsabile del Viminale per la sicurezza della nazionale Roberto Massucci e Simone Curati dell&#8217;ufficio stampa degli azzurri.<span id="more-20461"></span></p>
<p>Con loro, a Polistena, il presidente regionale del Coni Calabria Mimmo Praticò e Gabriella Stramaccioni coordinatrice nazionale dell&#8217;associazione &#8220;Libera&#8221;. </p>
<p>Mauro Vladovich ha ribadito: «Siamo venuti qui a verificare se ci sono le condizioni per organizzare un allenamento della nazionale a Rizziconi. Stiamo verificando se sarà possibile. Allenamento, che se ci sarà nei prossimi mesi, dovrà avere per protagonisti tutti i ragazzi della zona. Come sapete – ha detto – il presidente Abete e mister Prandelli hanno accolto l&#8217;invito di don Ciotti per venire qui a disputare un allenamento su questo campetto. Per noi si tratta di un impegno dall&#8217;alto valore sociale e morale, adesso torneremo a Roma e valuteremo nei dettagli l&#8217;iter dell&#8217;arrivo della Nazionale a Rizziconi che prevediamo possa avvenire in un giorno nei mesi di agosto, settembre o ottobre prossimi».</p>
<p>Roberto Massucci e Simone Curati hanno espresso il loro augurio a rivedere presto i ragazzi della Piana a Rizziconi, insieme ai giocatori della nostra nazionale e a mister Prandelli. Gabriella Stramaccioni, fugando ogni dubbio, ha gridato a gran voce: «Ragazzi, ce l&#8217;abbiamo fatta, gli azzurri verranno presto nella Piana».</p>
<p>Anche don Pino Demasi ha espresso ottimismo: «Ci vediamo a Rizziconi con gli azzurri. L&#8217;arrivo della Nazionale italiana – ha aggiunto – è un motivo di speranza e di incoraggiamento per tutti i ragazzi di questa terra che cercano di voltare pagina».</p>
<p>Il presidente del Coni regionale, Mimmo Praticò, ha sottolineato che «c&#8217;è l&#8217;opportunità di avere in Calabria un avvenimento unico: per la prima volta in Italia &#8211; c&#8217;è solo un precedente in occasione del terremoto a L&#8217;Aquila &#8211; la Nazionale accetta di svolgere un allenamento in un campetto di provincia per coinvolgere tutti i giovani della Piana, per indicare loro la strada giusta da seguire, quella dello sport pulito, giusto, che fa stare i ragazzi insieme, in un sano agonismo, rispettando le regole, nella legalità».</p>
<p>Un messaggio di calcio pulito che ha coinvolto i giovani dell&#8217;Estate Ragazzi, da 23 anni vera e propria palestra dove si insegna e si vive la legalità, grazie all&#8217;impegno ed alla passione di tanti giovanissimi e giovani che si sono succeduti in questi anni nella parrocchia del Duomo cittadino e nell&#8217;associazione &#8220;Il Samaritano&#8221;, i quali, sotto la guida di don Pino Demasi, hanno imparato che il periodo estivo può e deve essere riempito di valori autentici, che si chiamano partecipazione, condivisione, gratuità, solidarietà e legalità.</p>
<p>di Attilio Sergio</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=98342&#038;Edizione=7&#038;A=20110714">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il calciatore &#8220;suicidato&#8221;: la strana telefonata ricevuta da Bergamini &#8211; Nel dossier consegnato alla magistratura la conferma dell&#8217;esistenza della chiamata ricevuta in albergo dall&#8217;atleta morto poco dopo &#8211; Un collaboratore di giustizia parlò nel &#8217;95 degli interessi inconfessabili della criminalità nel mondo sportivo</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/07/01/calciatore-suicidato-strana-telefonata-ricevuta-bergamini-nel-dossier-consegnato-alla-magistratura-conferma-dellesistenza-della-chiamata-ricevuta-albergo-dallatleta-morto-poc/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 08:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; L&#8217;allenamento di rifinitura, il pranzo con i compagni di squadra e il pomeriggio dedicato al cinema. L&#8217;ultimo giorno di vita di Denis Bergamini sembrava perfettamente scandito dal solito ritmo. Fino alle 15,30 quando al centralino del Motel Agip di Rende arrivò una strana telefonata. Qualcuno chiese del centrocampista rossoblu&#8217;. Denis corse a rispondere [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; L&#8217;allenamento di rifinitura, il pranzo con i compagni di squadra e il pomeriggio dedicato al cinema. L&#8217;ultimo giorno di vita di Denis Bergamini sembrava perfettamente scandito dal solito ritmo. Fino alle 15,30 quando al centralino del Motel Agip di Rende arrivò una strana telefonata. Qualcuno chiese del centrocampista rossoblu&#8217;. Denis corse a rispondere e dopo il colloquio apparve profondamente turbato. Le testimonianze contenute nel dossier consegnato dall&#8217;avv. Eugenio Gallerani al procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, appaiono in tal senso illuminanti.<span id="more-20185"></span> </p>
<p>Il legale della famiglia Bergamini è in grado di dimostrare circostanze mai emerse durante le indagini condotte dopo la tragica fine del calciatore, avvenuta il 18 novembre del 1989. </p>
<p>La magistratura inquirente della città del Pollino, competente a indagare perchè Denis morì sulla Statale 106 ionica, ha chiesto al Gip la riapertura delle indagini. Nel 1994, infatti, la squadra mobile di Cosenza aveva trasmesso una articolata informativa sollecitando nuovi approfondimenti e inducendo la procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario. </p>
<p>Un fascicolo che non ebbe tuttavia fortuna finendo poi in archivio. Il procuratore Giacomantonio e il pm Larissa Catella hanno adesso chiesto formalmente al Giudice per le indagini preliminari di ridar vita a quel fascicolo.</p>
<p>Le investigazioni potranno incredibilmente contare anche sui vecchi reperti conservati dopo l&#8217;autopsia eseguita sul cadavere del centrocampista. Reperti organici e biologici che l&#8217;Università di Ferrara ha conservato – a dimostrazione di come si possa essere efficienti e affidabili – per più di vent&#8217;anni.</p>
<p>Nel dossier consegnato al procuratore di Castrovillari, l&#8217;avv. Gallerani ha inserito un&#8217;articolata perizia medico-legale destinata a riservare delle sorprese. Ma sono soprattutto le testimonianze acquisite e quell&#8217;ultima telefonata ricevuta da Bergamini gli elementi destinati a cambiare la storia di questo intricato caso giudiziario.</p>
<p>C&#8217;è pure qualche vecchio collaboratore di giustizia in condizione di fornire indicazioni risolutive su cosa si muovesse in quegli anni intorno al mondo del calcio. </p>
<p>La &#8216;ndrangheta s&#8217;interessava spesso pure della &#8220;pelota&#8221; perchè alti erano i guadagni garantiti dalle scommesse clandestine e facile appariva trasferire carichi di &#8220;roba&#8221; durante le trasferte sportive. A Denis queste cose non piacevano&#8230;</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=92622&#038;Edizione=8&#038;A=20110701">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Procura di Castrovillari chiede al gip di riaprire l&#8217;inchiesta sul caso Bergamini &#8211; Il fascicolo è collegato ad una indagine del 1994 in cui fu la Questura a sollecitare accertamenti &#8211; Sarebbero emersi elementi in contraddizione con l&#8217;ipotesi del suicidio</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/06/30/procura-castrovillari-chiede-gip-riaprire-linchiesta-sul-caso-bergamini-fascicolo-collegato-una-indagine-del-1994-cui-questura-sollecitare-accertamenti-sarebbero/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:08:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; I familiari dal primo momento si dissero convinti che Donato Bergamini non morì suicida ma che invece l&#8217;ex centrocampista del Cosenza fu ucciso la sera del 18 novembre 1989 mentre si trovava sulla 106 jonica all&#8217;altezza di Roseto Capo Spulico. Le richieste di riaprire l&#8217;inchiesta si sono fatte sempre più insistenti. E le [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; I familiari dal primo momento si dissero convinti che Donato Bergamini non morì suicida ma che invece l&#8217;ex centrocampista del Cosenza fu ucciso la sera del 18 novembre 1989 mentre si trovava sulla 106 jonica all&#8217;altezza di Roseto Capo Spulico. Le richieste di riaprire l&#8217;inchiesta si sono fatte sempre più insistenti. E le tesi dell&#8217;avvocato Eugenio Gallerani e dei familiari di Bergamini sono state accolte dalla procura di Castrovillari che ha deciso di riaprire l&#8217;inchiesta sulla morte del calciatore avvenuta quasi 22 anni fa, in circostanze mai chiarite, investito da un camionista secondo la verità giudiziaria ora messa in dubbio dalla decisione.<span id="more-20169"></span> </p>
<p>A riaprire il caso è stato il procuratore capo Franco Giacomantonio che gestirà il fascicolo coassegnato al suo sostituto Larissa Catella, rubricando l&#8217;ipotesi di reato per omicidio volontario contro ignoti.</p>
<p>Da quanto si è appreso la procura ha riaperto il fascicolo collegandolo ad una indagine del 1994, in cui fu la Questura cosentina a chiedere accertamenti che poi si arenarono. Ora invece la procura di Castrovillari si è mossa sulla richiesta della famiglia di Donata Bergamini e del loro legale Gallerani che avevano presentato richiesta formale di riapertura dell&#8217;indagine sulla base di nuovi elementi raccolti in quasi due anni di accertamenti privati. </p>
<p>«Siamo soddisfatti che sia arrivato questo risultato atteso dalla famiglia e frutto di un notevole lavoro premiato ora con questa richiesta: la riapertura dopo 21 anni e mezzo dalla morte di Denis Bergamini e con ipotesi di omicidio volontario è un grandissimo risultato».</p>
<p>I familiari di Bergamini, la sorella Donata e il padre Domizio hanno accolto la notizia con commozione. «Finalmente hanno capito che i motivi c&#8217;erano per pensare che Denis non si è ucciso ma è stato ucciso», ha detto Donata, che come il papà Domizio non ha mai creduto alla tesi che Denis fosse rimasto vittima di un incidente o si fosse tolto la vita gettandosi sotto un camion.</p>
<p>In quasi due anni di indagine privata il legale della famiglia ha raccolto elementi che avrebbero messo in luce contraddizioni e incompatibilità della ricostruzione tecnica dell&#8217;investimento, con nuovi rilievi tecnico scientifici e fotografici, e con conclusioni medico-legali sul corpo del giovane calciatore che mettono in dubbio la verità giudiziaria offerta al processo. Processo che portò nel 1992 alla assoluzione del camionista accusato di omicidio colposo.</p>
<p>Invece di procedere con una autonoma riapertura della inchiesta il procuratore capo Giacomantonio ha preferito inoltrare la richiesta al gip, che dovrà o meno accoglierla. «Credo occorra fare un passo alla volta – ha spiegato l&#8217;avvocato Gallerani – la riapertura del caso è già un risultato enorme». </p>
<p>Ora, per il legale, la procura potrà chiedere una nuova perizia medico-legale e nuovi accertamenti tecnici per confutare o meno l&#8217;ipotesi di omicidio volontario. La tesi della famiglia è infatti che Bergamini sia stato portato ormai cadavere nel punto in cui venne trovato, sulla Statale Jonica.</p>
<p>di Franco Rosito</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=92182&#038;Edizione=8&#038;A=20110630">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Dal 7 al 10 luglio il Kitesurf Tour Europe fa tappa a Lamezia Terme</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 08:33:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Sono trascorsi parecchi anni da quando i circuiti PKRA e KPWT hanno toccato la nostra penisola, ed è proprio in un anno significativo per il nostro sport come questo che, grazie all’impegno dell’Associazione Sportiva Action Bay, di S-Attitude e con la collaborazione del Comune di Lamezia Terme, un circuito agonistico internazionale torna [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Sono trascorsi parecchi anni da quando i circuiti PKRA e KPWT hanno toccato la nostra penisola, ed è proprio in un anno significativo per il nostro sport come questo che, grazie all’impegno dell’Associazione Sportiva Action Bay, di S-Attitude e con la collaborazione del Comune di Lamezia Terme, un circuito agonistico internazionale torna a scegliere l’Italia come destinazione di una propria tappa. Si svolgerà infatti a Lamezia Terme dal 7 al 10 Luglio la seconda tappa del Kitesurf Europe Tour 2011<span id="more-20119"></span>, competizione che vede tra i protagonisti l’Italiano Alberto Rondina campione in carica 2010. </p>
<p>La location si sta preparando per accogliere l’evento con manifestazioni collaterali, in village destinato alle aziende di settore e non, e collaborazioni per rendere questa manifestazione un vero e proprio evento per i rider e per tutto il pubblico che avrà modo di scoprire questa magnifica disciplina.</p>
<p>Sono già numerose le adesioni dei rider da tutta Europa, entusiasti di scoprire uno dei più ventosi spot italiani facilmente raggiungibile grazie all’aeroporto internazionale di Lamezia da tutte le principali capitali europee. </p>
<p>Per maggiori dettagli e per le iscrizioni online vi invitiamo a visitare il sito internet <a rel="external nofollow" target="_blank" href="www.kitetour.info">www.kitetour.info</a>.</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il calciatore suicidato, nuove testimonianze sulla morte di Denis &#8211; Nel fascicolo consegnato alla magistratura inquirente dichiarazioni inedite di testi mai ascoltati dopo la morte di Bergamini &#8211; La sorella Donata: «Mio fratello è stato ucciso. Ventuno anni fa ve n&#8217;era già prova». Le stranezze del caso</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 09:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Le tante stranezze d&#8217;un caso irrisolto. Liquidato frettolosamente come «suicidio» e avvolto da ventuno anni dalla nebbia dei sospetti. Denis Bergamini morì la sera di sabato 18 novembre 1989 sulla Statale 106 ionica, travolto da un autocarro Fiat 180. Al momento del decesso era in compagnia dell&#8217;ex fidanzata che diventerà, insieme con l&#8217;autista [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Le tante stranezze d&#8217;un caso irrisolto. Liquidato frettolosamente come «suicidio» e avvolto da ventuno anni dalla nebbia dei sospetti. Denis Bergamini morì la sera di sabato 18 novembre 1989 sulla Statale 106 ionica, travolto da un autocarro Fiat 180. Al momento del decesso era in compagnia dell&#8217;ex fidanzata che diventerà, insieme con l&#8217;autista del mezzo che l&#8217;uccise, un testimone fondamentale per ricostruire la dinamica dei fatti. La ragazza dichiarò infatti ai carabinieri che il calciatore del Cosenza s&#8217;era lanciato sotto il camion al culmine di una discussione. L&#8217;autista, inzialmente imputato di omicidio colposo e poi assolto, ammise d&#8217;aver investito l&#8217;atleta trascinandone poi il corpo per una cinquantina di metri. Tutto chiaro? Nient&#8217;affatto.<span id="more-19974"></span></p>
<p>«Mio fratello è stato ucciso ed era abbastanza chiaro già ventuno anni addietro»: Donata Bergamini non ha dubbi sulla fine del congiunto. E con lei non mostra tentennamenti l&#8217;avv. Eugenio Gallerani, il legale ferrarese che sulla base d&#8217;un dossier di centinaia di pagine ha chiesto, per conto della famiglia del &#8220;calciatore suicidato&#8221;, la riapertura delle indagini. Una riapertura che il procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, potrebbe presto decidere. </p>
<p>Nel rapporto consegnato al magistrato inquirente vi sono infatti nuove dichiarazioni, fotografie e perizie tecniche capaci di dimostrare che Denis venne assassinato. Il riserbo sul contenuto delle inedite testimonianze acquisite dal legale emiliano è tuttavia assoluto.</p>
<p>Il centrocampista – così come pedissequamente ricostruito – nel suo ultimo giorno di vita era assolutamente normale. Al mattino s&#8217;era allenato con vigore, mostrandosi come sempre allegro con i compagni di squadra e motivatissimo per l&#8217;incontro con il Messina previsto per il pomeriggio successivo. Poi accadde qualcosa, mentre si trovava al cinema. </p>
<p>Alle 16 ricevette una telefonata e andò via. Corse a prendere la ragazza con cui non era più fidanzato e s&#8217;involò sulla 106 ionica, in direzione Taranto, a bordo della sua Maserati. Denis non aveva problemi economici e contava su decine di corteggiatrici. Niente, dunque, avrebbe potuto spingerlo al «suicidio».</p>
<p>Ma torniamo alle testimonianze e alle stranezze. Il corpo dell&#8217;atleta non venne trascinato dal camion per una cinquantina di metri – come affermato dall&#8217;autista – perchè non prensentava alcuna frattura visibile se non una piccola ecchimosi alla tempia. Intatti erano rimasti l&#8217;orologio della vittima (perfettamente funzionante), il portafoglio che portava in tasca e le scarpe di camoscio (linde come se fossero appena uscite dalla fabbrica). </p>
<p>Chi viene trascinato da un camion, in una notte di pioggia, mostrerebbe segni certamente più distruttivi sia sul corpo che su oggetti e indumenti. La sua auto, inoltre, non poteva essere rimasta ferma, prima del presunto gesto di autolesionismo, in una piazzola di sosta non asfaltata e piena di fango così come aveva rivelato l&#8217;ex fidanzata. La vettura fu infatti restituita ai familiari perfettamente pulita con i pneumatici che non recavano traccia della fanghiglia da cui era invasa l&#8217;area di sosta.</p>
<p>Donata Bergamini e il padre, Domizio, compresero subito che qualcosa nella ricostruzione della tragedia non andava. I tasselli erano stati messi insieme alla rinfusa nel tentativo di rendere plausibile la spiegazione del «suicidio».</p>
<p>Padre Fedele Bisceglie, punto di riferimento della tifoseria rossoblù, disse subito ai congiunti del calciatore: &#8220;I vestiti di Denis ve li hanno dati? Bisogna farseli ridare perchè è stato ucciso e in quei vestiti c&#8217;è la prova&#8230;&#8221;. Domizio e la figlia tentarono di recuperare gl&#8217;indumenti ma fu inutile. Vennero incredibilmente distrutti, due giorni dopo il decesso. «Sono stati mandati all&#8217;inceneritore dentro un sacco» venne loro comunicato da un infermiere che s&#8217;era occupato della salma in obitorio.</p>
<p>Carlo Petrini ha dedicato alla morte di Denis un libro che aiuta a coltivare dubbi e sospetti. C&#8217;è, però, solo un modo per diradare la nebbia che da quattro lustri avvolge questo caso: riaprire le indagini. Magari sentendo i testimoni indicati dall&#8217;avvocato Gallerani&#8230;</p>
<p><strong>In sintesi</strong></p>
<p>I familiaridi Denis Bergamini hanno consegnato alla procura di Castrovillari un rapporto nel quale sono raccolte nuove importanti testimonianze sulla morte del calciatore avvenuta il 18 novembre 1989 sulla Statale 106 ionica. </p>
<p>Nel dossier consegnato ai magistrati dall&#8217;avvocato Eugenio Gallerani, legale della famiglia Bergamini, è pure contenuto materiale fotografico mai esaminato e delle perizie tecniche che dimostrerebbero come il centrocampista del Cosenza calcio non si sia tolto la vita ma sia stato assassinato. </p>
<p>Donata Bergamini ha dichiarato lapidariamente alla Gazzetta: «Mio fratello è stato ucciso, noi non abbiamo dubbi. Già ventuno anni addietro c&#8217;erano tracce evidenti della consumazione d&#8217;un delitto. Un delitto che è rimasto putroppo impunito». </p>
<p>Il materiale raccolto è adesso all&#8217;attenzione del procuratore Giacomantonio e del pubblico ministero Larissa Catella. Bocche cucite negli uffici giudiziari del Pollino anche se la riapertura delle indagini viene ormai data per possibile.</p>
<p>di Arcangelo Badolati</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=85900&#038;Edizione=8&#038;A=20110616">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Pomezia retrocesso dalla Corte Federale: il Catanzaro resta in Seconda Divisione</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 08:45:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Giustizia è stata fatta. La Corte Federale della Figc ha accolto il ricorso presentato dalla Procura Federale avverso la decisione della Commissione Disciplinare che, in primo grado, aveva comminato al Pomezia solo 15 punti di penalizzazione ed ha stabilito che, invece, la società laziale deve essere retrocessa all’ultimo posto in classifica. Il Pomezia [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Giustizia è stata fatta. La Corte Federale della Figc ha accolto il ricorso presentato dalla Procura Federale avverso la decisione della Commissione Disciplinare che, in primo grado, aveva comminato al Pomezia solo 15 punti di penalizzazione ed ha stabilito che, invece, la società laziale deve essere retrocessa all’ultimo posto in classifica. Il Pomezia torna dunque subito in serie D mentre il Catanzaro, nonostante la travagliata stagione, è ufficialmente salvo.<span id="more-19354"></span> </p>
<p>Difficile se non impossibile, infatti, che il Pomezia, ammesso che ricorra al Coni e poi al Tar del Lazio, per cercare di vedere annullata la sentenza, possa trovare udienza. </p>
<p>L’illecito comportamento della società laziale, finalizzato ad ottenere un ripescaggio in Seconda Divisione cui non avrebbe avuto diritto, deve infatti essere risultato chiarissimo ai giudici della Corte Federale se hanno sentito la necessità di ribaltare la sentenza di primo grado aderendo completamente alle richieste elaborate nel ricorso del Procuratore Palazzi. </p>
<p>Si conclude con una gioia, dunque, l’amaro campionato del FC Catanzaro che ha navigato per tutta la stagione tra mille difficoltà culminate con l’istanza di fallimento avanzata dalla stessa società. Ora ci sono altri appuntamenti importanti per la sopravvivenza del calcio a Catanzaro. </p>
<p>Domani dinanzi al giudice delegato del fallimento sarà quantificata la massa debitoria complessiva nei confronti dei tesserati, massa che fungerà da punto di riferimento anche per la richiesta che la Figc farà a chi eventualmente volesse acquisire il titolo sportivo (che a questo punto è sempre di Seconda Divisione) del Catanzaro. </p>
<p>Il 10 maggio,invece, si terrà il primo incanto per l’acquisto del ramo d’azienda sportivo: base d’asta 100.000 euro. Domenica, nell’ultima partita del campionato, al “Ceravolo” contro il Trapani, si potrà in ogni caso festeggiare la “riconquistata” C2!</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.giornaledicalabria.it/index.php?section=news&#038;idNotizia=21116&#038;idarea=2">giornaledicalabria.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fallimento vecchia Us Catanzaro 1929, annullato il sequestro preventivo dei beni</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 08:13:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Il Tribunale della libert&#224; di Catanzaro ha disposto l&#8217;annullamento del provvedimento di sequestro preventivo dei beni emesso nei giorni scorsi nei confronti del consiglio di amministrazione della societ&#224; Us Catanzaro 1929. All&#8217;esito dell&#8217;udienza di discussione del riesame proposto dagli avvocati difensori degli indagati, avvenuta dinanzi al Tribunale di Catanzaro, il collegio, a scioglimento [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Il Tribunale della libert&agrave; di Catanzaro ha disposto l&#8217;annullamento del provvedimento di sequestro preventivo dei beni emesso nei giorni scorsi nei confronti del consiglio di amministrazione della societ&agrave; Us Catanzaro 1929. All&#8217;esito dell&#8217;udienza di discussione del riesame proposto dagli avvocati difensori degli indagati, avvenuta dinanzi al Tribunale di Catanzaro, il collegio, a scioglimento della riserva, ha accolto il ricorso delle difese.<span id="more-19226"></span> </p>
<p>Gli avvocati Armando Veneto e Giuseppe Fonte (difensori rispettivamente di Claudio Parente e Giuseppe Ierace) hanno dichiarato: &quot;Avevamo gi&agrave; manifestato, nell&#8217;immediatezza della notifica del provvedimento, l&#8217;illegittimit&agrave; del sequestro dei beni disposto nei confronti dei nostri assistiti. Il Tribunale di Catanzaro, nel condividere la nostra tesi difensiva, ha confermato che si &egrave; trattato di un provvedimento emesso in assenza dei presupposti di legge. </p>
<p>Pur esprimendo la nostra soddisfazione per l&#8217;avvenuto superamento, con successo, della fase cautelare confidiamo nel rispetto dei tempi della celebrazione della fase di merito che accerter&agrave; la totale estraneit&agrave; dei nostri assistiti ad ognuna delle contestazioni elevate, dalla Procura della Repubblica, nell&#8217;ambito della vicenda che ha portato al fallimento della societ&agrave; U.S. Catanzaro 1929&quot;. </p>
<p>Sulla vicenda lo studio legale Veneto di Palmi ha diffuso un comunicato stampa. </p>
<p>&quot;Con riferimento alla proposta impugnativa avverso il decreto di sequestro preventivo disposto nei confronti degli amministratori dell&#8217;Us Catanzaro &#8211; &egrave; scritto nel comunicato &#8211; i difensori del dott. Claudio Parente l&#8217;avvocato Armando Veneto e Annalisa Pisano hanno espresso il loro compiacimento per la decisione del Tribunale della Libert&agrave; che accoglie in pieno le tesi che avevano prospettato e rilevano che &egrave; stata fatta troppa pubblicit&agrave; ad un atto di sequestro che non solo era infondato ma che dimostrava, altres&igrave;, un accanimento fuori luogo in una vicenda che da subito ha mostrato la insussistenza delle tesi di accusa. Confermando la fiducia nei Giudici del merito &#8211; prosegue il testo &#8211; si attende che in tempi brevi venga sancita definitivamente l&#8217;estraneit&agrave; del loro assistito a tutte le accuse&quot;.</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.giornaledicalabria.it/index.php?section=news&#038;idNotizia=20857&#038;idarea=4">giornaledicalabria.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fallimento dell&#8217;Us, battaglia al Riesame &#8211; Discussi ieri i ricorsi di cinque indagati che contestano i sequestri di beni eseguiti dalla Guardia di Finanza; tra oggi e domani il verdetto dei giudici &#8211; La difesa, che ha depositato ulteriore documentazione, ribadisce: non si tratta di erogazioni pubbliche</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/04/27/fallimento-dellus-battaglia-al-riesame-discussi-ieri-i-ricorsi-di-cinque-indagati-che-contestano-i-sequestri-di-beni-eseguiti-dalla-guardia-di-finanza-tra-oggi-e-domani-il-verdetto-dei-giudici/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 06:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Si conoscer&#224; tra oggi e domani il verdetto del Tribunale del Riesame sui sequestri di beni per 6 milioni di euro eseguiti nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sul fallimento dell&#8217;Us Catanzaro. Ieri, infatti, davanti al collegio giudicante presieduto da Pietro Scuteri hanno lungamente discusso gli avvocati Armando Veneto (accompagnato dall&#8217;avvocato Annalisa Pisano) per Claudio Parente, Antonella [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Si conoscer&agrave; tra oggi e domani il verdetto del Tribunale del Riesame sui sequestri di beni per 6 milioni di euro eseguiti nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sul fallimento dell&#8217;Us Catanzaro. Ieri, infatti, davanti al collegio giudicante presieduto da Pietro Scuteri hanno lungamente discusso gli avvocati <span id="more-19207"></span>Armando Veneto (accompagnato dall&#8217;avvocato Annalisa Pisano) per Claudio Parente, Antonella Canino e Alessio Di Amato per Massimo Poggi Madarena, Salvatore Staiano e Bruno Ganino per Bernardo Colao, Giuseppe Fonte per Giuseppe Ierace, Antonietta Denicol&ograve; e Benedetto De Seta per Domenico Cavallaro.</p>
<p>Nel mirino degli avvocati difensori, dunque, il decreto di sequestro autorizzato dal gip Tiziana Macr&igrave; su richiesta del sostituto procuratore Alberto Cianfarini, titolare del fascicolo sul fallimento della gloriosa societ&agrave; calcistica, decretato dal Tribunale nel 2007. </p>
<p>In apertura d&#8217;udienza, la difesa ha depositato i contratti di sponsorizzazione firmati dalla vecchia Us con Comune e Provincia e documentazione varia sui rapporti di natura privatistica con la Lega Calcio; un&#8217;operazione, quella della difesa, volta a suffragare la tesi secondo cui le somme oggetto della presunta truffa non sarebbero qualificabili come erogazioni pubbliche, derivando dall&#8217;asserito rapporto privatistico fra Lega Calcio e societ&agrave; sportiva (in questo caso l&#8217;Us) e da contratti di sponsorizzazione sottoscritti proprio con la Provincia e il Comune. </p>
<p>Sollevata anche un&#8217;eccezione preliminare di nullit&agrave; dell&#8217;ordinanza di sequestro a causa del presunto mancato deposito, da parte della Procura, di documentazione sequestrata nel corso delle indagini.</p>
<p>Nel corso delle lunghe e articolare discussioni, i componenti del collegio difensivo sono anche entrati nel merito delle contestazioni nei confronti dei singoli indagati, contestando tutti la presunta irregolarit&agrave; del provvedimento che ha portato al sequestro di beni per 6 milioni di euro.</p>
<p>Sentite le parti, il collegio presieduto dal magistrato Scuteri si &egrave; riservato di decidere; la pronuncia &egrave; attesa per oggi o, al massimo, domani mattina.</p>
<p>Nell&#8217;inchiesta sul fallimento dell&#8217;Unione sportiva Catanzaro sono indagate sei persone: ai gi&agrave; citati Parente, Poggi, Colao, Ierace e Cavallaro si aggiunge Gerardo Carvelli. Le accuse a carico dei sei &#8211; che recentemente si sono visti recapitare gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari &#8211; vanno a vario titolo dalla bancarotta fraudolenta alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. </p>
<p>Proprio per questa seconda ipotesi di reato, il gup Macr&igrave; ha accolto l&#8217;istanza della Procura e disposto il sequestro di beni per equivalente effettuato nelle scorse settimane dalla Guardia di Finanza, che ha apposto i sigilli su disponibilit&agrave; finanziarie, quote societarie, beni immobili e mobili per circa 6 milioni di euro.</p>
<p>Nell&#8217;impianto accusatorio riportato nell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari, partite da una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di Finanza e relativa agli anni 2006 e 2007, si parla di un&#8217;indebita percezione di circa 3,5 milioni di euro erogati dalla Lega Calcio e di circa 500.000 euro erogati dalla Provincia. </p>
<p>La presunta truffa si sarebbe concretizzata nell&#8217;incasso risalente a giugno del 2007 di &#8220;contributi pubblici&#8221; ritenuti indebiti; queste somme, secondo l&#8217;accusa, non sarebbero state erogate se i soggetti pubblici avessero avuto contezza della situazione di &#8220;decozione patrimoniale&#8221; dell&#8217;Us, cos&igrave; come viene definita dalla stessa Procura. </p>
<p>Alla fine, sempre secondo la Procura, i quasi 4 milioni di euro sarebbero stati distratti in favore degli amministratori, ai danni di creditori e soggetti pubblici eroganti. Il problema, secondo gli indagati, &egrave; che le somme indicate dalla Procura non sarebbero qualificabili come &#8220;fondi pubblici&#8221;. E anche su questo punto dovr&agrave; esprimersi il Tribunale del Riesame.</p>
<p>di (g.l.r.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=60802&#038;Edizione=9&#038;A=20110427">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Us, in moto la &#8220;macchina&#8221; del Riesame &#8211; Gi&#224; presentati i ricorsi di quattro indagati che chiedono l&#8217;annullamento del sequestro di beni per oltre 6 milioni di euro</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 06:48:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Da una parte la Procura convinta di aver chiuso il cerchio delle accuse, dall&#8217;altra gli avvocati difensori che ribadiscono all&#8217;unisono: il sequestro di beni non &#232; legittimo. Le parti affilano le armi in vista del passaggio al Tribunale del Riesame nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta del fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, dichiarato nel 2007. I primi ricorsi sono [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Da una parte la Procura convinta di aver chiuso il cerchio delle accuse, dall&#8217;altra gli avvocati difensori che ribadiscono all&#8217;unisono: il sequestro di beni non &egrave; legittimo. Le parti affilano le armi in vista del passaggio al Tribunale del Riesame nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta del fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, dichiarato nel 2007. <span id="more-19087"></span></p>
<p>I primi ricorsi sono stati gi&agrave; depositati: si tratta di quelli di Gerardo Carvelli, Bernardo Colao, Giuseppe Ierace e Domenico Cavallaro; domani dovrebbe toccare a quelli predisposti per conto degli altri due indagati, Claudio Parente e Massimo Poggi Madarena. Da parte sua, il Tdl potrebbe esaminare le istanze della difesa gi&agrave; nella prossima settimana. </p>
<p>Il passaggio &egrave; particolarmente atteso, anche perch&eacute; i giudici del Riesame &#8211; sempre per quanto di loro competenza &#8211; effettueranno una prima valutazione del castello accusatorio messo in piedi dalla Procura e aspramente contestato dagli indagati.</p>
<p>Le accuse a carico dei sei &#8211; che recentemente si sono visti recapitare gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari firmati dal sostituto procuratore Alberto Cianfarini &#8211; vanno dalla bancarotta fraudolenta alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. </p>
<p>Proprio per questa seconda ipotesi di reato, il gup Tiziana Macr&igrave; ha accolto l&#8217;istanza della Procura e disposto il sequestro di beni per equivalente effettuato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza, che ha apposto i sigilli su disponibilit&agrave; finanziarie, quote societarie, beni immobili e mobili per circa 6 milioni di euro.</p>
<p>In questa fase, nel mirino degli avvocati difensori c&#8217;&egrave; proprio il sequestro: non sarebbe legittimo perch&eacute; le somme oggetto della presunta truffa non sarebbero qualificabili come erogazioni pubbliche, derivando dall&#8217;asserito rapporto privatistico fra Lega Calcio e societ&agrave; sportiva (in questo caso l&#8217;Us) e da contratti di sponsorizzazione sottoscritti con Provincia e Comune.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta</strong></p>
<p>Le indagini preliminari sul fallimento dell&#8217;Unione sportiva Catanzaro, dichiarato dal Tribunale nel 2007, sono state ufficialmente chiuse dal sostituto procuratore Alberto Cianfarini nei giorni scorsi.</p>
<p>La notifica dell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari (articolo 415 bis del Codice di procedura penale), atto a garanzia degli stessi indagati, fa scattare il termine di venti giorni per depositare eventuali memorie difensive o chiedere di essere sentiti.</p>
<p>Alcuni degli indagati hanno immediatamente annunciato l&#8217;intenzione di chiedere di essere interrogati dal pm Cianfarini, nell&#8217;obiettivo di dimostrare la loro estraneit&agrave; ai fatti ipotizzati dall&#8217;accusa.</p>
<p>Contestualmenteall&#8217;emissione degli avvisi, la Procura ha chiesto ed ottenuto dal gup un sequestro di beni per equivalente nei confronti degli indagati, eseguito dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza.</p>
<p>di (g.l.r.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=53537&#038;Edizione=9&#038;A=20110414">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Falso e bancarotta, chiuso il cerchio sul fallimento dell&#8217;Us Catanzaro &#8211; La Procura invia avvisi di conclusione indagini ai vertici della societ&#224; di calcio fra il 2002 e il 2006 &#8211; L&#8217;avvocato di Parente: prima o poi luce anche sulle nostre denunce</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2011/04/08/falso-e-bancarotta-chiuso-il-cerchio-sul-fallimento-dellus-catanzaro-la-procura-invia-avvisi-di-conclusione-indagini-ai-vertici-della-societa-di-calcio-fra-il-2002-e-il-2006-lavvocato-di-pare/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 07:51:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Con l&#8217;avviso notificato agli indagati si sono chiuse le indagini preliminari in ordine ad eventuali reati di natura penale relativi al fallimento dell&#8217;Us Catanzaro. L&#8217;inchiesta coinvolge tutti gli amministratori che si sono succeduti nel periodo 2002-2006: Domenico Cavallaro, Claudio Parente, Massimo Poggi, Gerardo Carvelli, Giuseppe Ierace, Bernardo Colao. Altro troncone di indagine, come [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Con l&#8217;avviso notificato agli indagati si sono chiuse le indagini preliminari in ordine ad eventuali reati di natura penale relativi al fallimento dell&#8217;Us Catanzaro. L&#8217;inchiesta coinvolge tutti gli amministratori che si sono succeduti nel periodo 2002-2006: Domenico Cavallaro, Claudio Parente, Massimo Poggi, Gerardo Carvelli, Giuseppe Ierace, Bernardo Colao. Altro troncone di indagine, come &egrave; noto, ha interessato anche gli ex soci Pino Mirante e Saverio Procopio, nonch&eacute; il collegio sindacale della societ&agrave; giallorossa.<span id="more-18952"></span></p>
<p>Le indagini, coordinate dal pm Alberto Cianfarini e affidate alla Guardia di Finanza, erano state avviate nel 2006 anche sulla scorta della segnalazione del curatore fallimentare che stava seguendo le difficili e complesse vicende di natura amministrativa della societ&agrave; di calcio, e aveva ritenuto di ravvisare ipotetici profili di natura penale nel comportamento degli amministratori.</p>
<p>I reati contestati vanno dal falso in bilancio alla bancarotta, e si tratta di quelli intimamente correlati alla gran parte delle vicende di natura fallimentare. &Egrave; stato chiesto, come da prassi, anche il sequestro preventivo dei beni degli amministratori, per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro, a garanzia della massa debitoria in via d&#8217;ipotesi maturata nei confronti dell&#8217;erario.</p>
<p>Tutti gli interessati avranno 20 giorni per produrre memorie o per chiedere di essere sentiti dal magistrato inquirente.</p>
<p>L&#8217;avvocato Arnando Veneto, difensore di Parente, presidente nel periodo 2003-2005, ha commentato: &laquo;Ho dato uno sguardo alle carte processuali e sono assolutamente sereno perch&eacute; convinto della bont&agrave; dell&#8217;operato del mio assistito, nel periodo che lo ha visto come legale rappresentante. Ed anzi plaudo all&#8217;iniziativa del pm che ha portato alla luce un&#8217;indagine finita sugli scaffali della Procura, consentendo al mio cliente di chiarire definitivamente la sua assoluta estraneit&agrave; alla vicenda. </p>
<p>I motivi del fallimento di quel Catanzaro sono a conoscenza di tutti: dagli oltre 9 milioni di euro di debiti ereditati, alle estorsioni ed ai tentativi di estorsione che si sono susseguiti per farlo desistere, nonostante in soli tre anni abbia riportato il Catanzaro dalla serie C2 alla serie B. </p>
<p>Sono sicuro che sar&agrave; tutto chiarito non appena ci sar&agrave; modo di spiegare al magistrato atti e fatti, nonch&eacute; gli aspetti strettamente tecnici su come vanno interpretate norme e regolamenti calcistici per l&#8217;iscrizione ai campionati. </p>
<p>Cos&igrave; come sono sicuro che prima o poi vedranno la luce anche le risultanze delle denuncie presentate, in quel periodo, dal mio assistito che potranno rendere plastico quello che ha dovuto subire per aver salvato dal fallimento il Catanzaro negli anni 2002-2003, riportandolo alle categorie che merita, e per non essersi piegato alla criminalit&agrave; organizzata&raquo;. </p>
<p>Il difensore di Bernardo Colao, avv. Salvatore Staiano, dal canto suo, ha osservato che da una sia pur rapida lettura dei capi di imputazione, si ricava la netta indicazione che i contenuti siano riferibili ad un periodo cronologico che reclama l&#8217;estraneit&agrave; del suo assistito alle vicende, giacch&eacute; il Colao &egrave; stato interessato in qualit&agrave; di presidente del Consiglio di amministrazione dal 12 gennaio al 16 maggio 2006, epoca in cui non appare allo stato si sia concretizzata alcuna delle presunte illecite attivit&agrave; contestate.</p>
<p>La storia dell&#8217;U.S. Catanzaro Spa &egrave; stata particolarmente travagliata se si considera che, nonostante avesse ottenuto il concordato preventivo, fu dichiarata fallita solo per mere procedure tecniche tanto che la Corte di appello accolse il ricorso revocando il fallimento. Il curatore fallimentare fece ricorso in Cassazione che ripristin&ograve; il giudizio del Tribunale. </p>
<p>Allo stato sta per essere formalizzata la richiesta di concordato fallimentare che, estinguendo il fallimento, permetter&agrave; di far ritornare nelle sue piene funzioni l&#8217;Us Catanzaro Spa.</p>
<p>di (p.c.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=50489&#038;Edizione=6&#038;A=20110408">gazzettadelsud.it</a></p>
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