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Sentenza Marlane, incontro a Tortora su un’assoluzione mal digerita

in ambiente e trasporti / politica e cronaca

TORTORA (CS) – Un incontro per spiegare la vicenda Marlane, partendo dalla sentenza di primo grado che ha visto uscire assolti dal processo presso il Tribunale di Paola tutti gli imputati, i proprietari ed i dirigenti della fabbrica tessile di Praia a Mare.

Erano accusati di “rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”, il reato di cui all’art. 437 del codice penale. Nella fattispecie, l’accusa era di aver provocato la morte di oltre 100 operai che avevano lavorato nella fabbrica del Gruppo Marzotto, poi dismessa nel 2004, e che si erano ammalati di cancro.
marlane
La sentenza di assoluzione del dicembre scorso ha suscitato perplessità e continua a fare discutere, anche in relazione al risarcimento danni che le vittime hanno ricevuto anticipatamente, e che alla luce della sentenza risulta alquanto contraddittorio.

Martedì 31 marzo alle 18.00, a Tortora Marina in via Nazionale 88, si analizzerà la sentenza di assoluzione, “una sentenza vergognosa” dicono dal Comitato per le bonifiche dei terreni, fiumi e mari della Calabria, “scorrere le 256 pagine di questa vergognosa sentenza firmata dai giudici Introcaso, Buffardo e Bortone vuol dire aprire ferite mai marginate. Ti balzano subito agli occhi quei nomi di operai ed operaie decedute.

Operai ed operaie che non avranno più giustizia, (lasciando una speranza nella Corte d’appello di Catanzaro) perché nessuno si ricorderà di loro se non i loro familiari che hanno sofferto insieme a loro e che li hanno accompagnati passo per passo da un ospedale all’altro fino alla morte”.

marlane_1Questa sentenza ha lasciato nella gente delusione e rabbia, sopratutto nei confronti delle istituzioni, accusate di aver fatto finta di non vedere: “I sindacati che si dividevano l’indotto inventandosi cooperative di appoggio in cambio delle commesse, partiti che succhiavano voti con false promesse, istituzioni che non vedevano nulla in nome dello sviluppo. Ora – prosegue il Comitato – quello sviluppo è rappresentato dagli scheletri delle fabbriche messe lì uno vicina all’altra.

La Lini e Lane discarica illegale, la Marlane con i suoi rifiuti tossici sotterrati, la Pamafi impero del consumo di danaro pubblico con i suoi ettari di terreno abbandonati insieme alle grandi serre. Questo lo sviluppo lasciato dai conti Marzotto e prima ancora Rivetti. Lo sviluppo dei cancri”.

Infine il Comitato rivolge l’appello ai cittadini: “Di questo parleremo nell’incontro al quale sono invitati tutti quei cittadini che vogliono pensare con la propria testa”.

Per saperne di più: la pagina Facebook dell’incontro.

redazione CN

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