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Sud, strade tra crolli e dissesti. Altro che Tav

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Renzi sottolinea l’urgenza di dare l’Alta velocità al Sud. Ma la situazione della Calabria è ai limiti del disastro. Tra ponti mai ricostruiti, superstrade rosicchiate dal mare e code chilometriche su percorsi a rischio viabilità.

L’alta velocità al Sud. Questo l’annuncio di Matteo Renzi pochi giorni fa, chiaro e deciso. «E’ fondamentale portare l’alta velocità in Calabria: non può fermarsi a Salerno. Era altro che si fermava a Eboli» aveva detto alla direzione Pd.

Salvo essere rettificato l’indomani dal ministro Del Rio con la precisazione non marginale per cui per il momento è solo in programma un progetto per la “velocizzazione” della tratta meridionale della ferrovia, da Battipaglia a scendere. Che non è esattamente “l’alta velocità” che collega Roma a Milano.

Ma a parte la differenza fra i proclami del presidente del Consiglio e le informazioni date il giorni dopo dal suo fidato ministro, la situazione stradale della Calabria attualmente si può definire solo con una parola: disastro.

In macchina, ha del miracoloso il semplice spostamento da un punto all’altro della regione. Ci sono ponti crollati da oltre 9 anni e mai ricostruiti, superstrade rosicchiate dal mare che rischiano di crollare da un momento all’altro e che nonostante tutto sono costrette a sopportare il peso dei mezzi pesanti deviati dal tratto calabrese dell’A3.

Leggi l’articolo completo di Paolo Orofino su L’Espresso

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