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Suicida l’ex gip di Palmi Giusti. Era accusato di rapporti con la ‘ndrangheta

in politica e cronaca

Si è impiccato con una corda nella sua casa di Montepaone Lido, nel Catanzarese, dove viveva da alcuni mesi. L’ex gip di Palmi, Giancarlo Giusti, si trovava agli arresti domiciliari dopo essere stato coinvolto in due inchieste della DDa di Milano e Catanzaro sui suoi presunti rapporti con alcuni esponenti della ‘ndrangheta.

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Secondo l’accusa, la cosca Valle-Lampada, attiva nel milanese, lo aveva corrotto per ottenere la scarcerazione di alcuni membri appartenenti alla cosca, in cambio avrebbe ottenuto denaro, soggiorni presso alberghi lussuosi e prestazioni di escort.

Il 6 marzo scorso la Cassazione lo aveva condannato a tre anni per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del processo al clan Valle.

Giusti aveva già tentato il suicidio nel settembre del 2012, nel carcere di Opera, subito dopo la condanna a quattro anni di reclusione che gli aveva inflitto il Tribunale di Milano. Quella volta fu soccorso dalla Polizia penitenziaria e ricoverato in ospedale in prognosi riservata. A causa delle condizioni psicologiche ritenute precarie, ottenne gli arresti domiciliari.

Dopo essere stato sospeso dalla sue funzioni dal Csm, il secondo arresto avvenne nel febbraio dello scorso anno, a seguito di un’ordinanza emessa dal Gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della DDa. Secondo l’accusa Giusti ricevette 120 mila euro per favorire la scarcerazione di tre membri della cosca Bellocco.

In una intercettazione dei magistrati milanesi, l’ex giudice, parlando con Giulio Lampada, presunto boss dell’omonima cosca, avrebbe detto: «Non hai capito chi sono io … sono una tomba, peggio di … ma io dovevo fare il mafioso, non il giudice».

Nel video di corrieretv in basso, l’ultima intervista che Giusti ha rilasciato a Klaus Davi, nella quale si è dichiarato innocente, provando a giustificare le sue debolezze.

redazione CN

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