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Svasamento Ampollino, l’esperto: “Troppa confusione mediatica, serve chiarezza”.

in ambiente e trasporti

Lago_AmpollinoA2A intende svasare o fluitare? E’ questa la domanda che l’ingegner Giancarlo Principato pone al termine della sua analisi sulla situazione dello svuotamento del lago Ampollino. Infatti, in quanto ex amministratore del Parco della Sila e professore associato di costruzioni idrauliche, è stato incaricato dall’Ente Parco di effettuare degli accertamenti in seguito alle polemiche e alle proteste suscitate nei giorni scorsi da Legambiente contro la società di gestione del bacino idroelettrico A2A che, a suo dire, starebbe effettuando lo svuotamento del lago senza le dovute autorizzazioni e a danno dell’ambiente e dei cittadini.

“Ritengo che sarebbe opportuno che l’Autorità competente promuovesse in tempi brevissimi un tavolo tecnico per cercare di capire bene quali sono le effettive intenzioni del Gestore A2A in merito agli svasi ipotizzati”, scrive l’ingegnere, ponendo l’accento sul fatto che spesso e volentieri i non addetti ai lavori facciano confusione tra lo svasare (svuotare totalmente o parzialmente per eliminare i sedimenti) e il fluitare (eliminare i sedimenti facendoli trascinare dalla corrente).

Inoltre secondo la legge, si apprende, il gestore, per effettuare operazioni di questo tipo, deve predisporre un “progetto di gestione”, che deve essere approvato dalla Regione entro 6 mesi dalla presentazione, allo scadere dei quali si intende comunque approvato e operativo anche se la Regione non si è pronunciata.

Sarebbe quest’ultimo appunto il caso dell’Ampollino, nonostante le attività che A2A svolge siano anche di pubblico interesse, dato “l’utilizzo plurimo” delle acque del bacino, cioè non solo destinate alla produzione di energia elettrica e ferma restando comunque, prosegue Principato, la garanzia per il concessionario di poter “effettuare la manutenzione delle opere sommerse, a maggior ragione in aree ad elevata sismicità”.

E conclude auspicando la creazione di un Osservatorio sull’Ampollino per controllare le attività e monitorare gli effetti che queste possano avere sull’ambiente, evitando di produrre “informazioni non suffragate da dati certi” che finirebbero col “diventare scandalismo mediatico”.

di Gianluigi Catalano

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