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Tagli alla sicurezza: i vigili del fuoco precari scenderanno in piazza a Catanzaro

in economia e lavoro

CATANZARO- “I Vigili del Fuoco precari il 23 febbraio scenderanno in piazza per le vie della città di Catanzaro, per rivendicare i loro diritti, ma soprattutto per rivendicare quelli della popolazione, che ha il diritto di essere giornalmente tutelata nella maniera più dignitosa possibile”.

E’ quanto asserisce il dirigente sindacale regionale dei precari Usb VVF, Silipo Giancarlo, dopo aver concluso le assemblee nei rispettivi comandi provinciali dei Vigili del Fuoco della regione Calabria e dopo aver proclamato lo stato di agitazione.

Alla base della mobilitazione ci sarebbe, secondo l’Usb, il mancato ottemperamento agli standard europei in materia di soccorso, stabiliti da una direttiva dell’Ue, che impongono un Vigile del Fuoco ogni 1.500 abitanti, trasformandolo in un vigile ogni 15mila abitanti.

“Inoltre – scrive l’organizzazione sindacale – il Ministero dell’Interno non osserva una direttiva da lui stesso emanata e decretata, rinominata “l’Italia in 20 minuti”, che riguarda le percorrenze e le direttive tecniche del servizio. In pratica per i tagli e le chiusure di alcune caserme, è molto probabile che ad alcune chiamate non potrà esserci una risposta tempestiva, poiché le distanze da percorrere risultano eccessive”.

Infine, il Ministero dell’Interno ha approvato un riordino del Corpo nazionale in questione, con la firma dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Ugl e Conapo che “detta – scrive l’Usb – la drastica riduzione di unità operative, l’eliminazione dei lavoratori precari (che fin ora sono stati il 75% della forza del corpo) e le chiusure di distaccamenti e di nuclei specializzati (cinofili, sommozzatori, elicotteristi, saf, nbcr)”.

“I precari VVF ricoprono e hanno sempre ricoperto il 75% della forza complessiva del Corpo Nazionale –  protesta Silipo –  ma adesso il Governo attuale vuole mettere in pericolo la vita di ogni singolo cittadino mandando a casa chi fino ad ora lo ha protetto. La decisione di scendere in strada è stata presa per comunicare con coloro i quali sono all’oscuro del degrado al quale è sottoposto il servizio più utile in termini di sicurezza e di gestione di situazioni ad alto rischio, un servizio che dovrebbe trattare le urgenze con tempestività e prontezza nell’organizzazione, ma che in realtà è obbligato a rattoppare gli strappi troppo evidenti, causati da chi non da importanza alla sicurezza pubblica”.

di Vincenzo Costabile

 

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