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Terreni della ex Marlane di Praia, critiche al sindaco Praticò dopo l’accordo con la Marzotto

in ambiente e trasporti / politica e cronaca

Pubblichiamo la nota diffusa dal Comitato per le bonifiche dei fiumi, dei terreni e dei mari della Calabria relativa alla conferenza stampa dell’amministrazione comunale di Praia a Mare, guidata dal sindaco Praticò, sull’accordo fra la Marzotto ed il Comune sui terreni e sui capannoni della vecchia fabbrica ormai in disuso.

La conferenza stampa dell’amministrazione comunale sull’accordo fra la Marzotto ed il Comune sui terreni ed i capannoni:

La nota del Comitato per le bonifiche dei fiumi, dei terreni e dei mari della Calabria:

“Il sindaco Praticò ha annunciato trionfalmente, nei giorni scorsi, la chiusura di ogni contenzioso con il Conte Marzotto. Alle sue dichiarazioni è sopravvenuto solo un grande silenzio. La gente aspetta di vedere cosa ne sarà realmente di quell’area.

Noi crediamo che sia l’ennesimo bluff ai quali siamo abituati da anni da parte di questo come degli altri sindaci. Partiamo dall’interrogazione consiliare che l’allora consigliere Antonio Praticò, in data 31 marzo 2010 presentò all’allora sindaco Carlo Lomonaco. In quell’interrogazione l’allora consigliere Praticò denunciò tutti i veleni mortali per i cittadini di Praia e Tortora esistenti in quel terreno.

In quella interrogazione Praticò denunciò la conferenza dei servizi fatta nel 2007 dal sindaco Lomonaco, piena di “inadeguatezze” rispetto alla gravità della situazione esistente in quei terreni e ne chiese conto pubblicamente.

In quell’interrogazione Praticò faceva riferimento alle varie perizie tecniche eseguite in quei terreni, in particolare quella del dott. Brancati, del quale riportava questi stralci dalla relazione:

“I risultati degli accertamenti dimostrano come le zone sottoposte a prelievo sono da definirsi inquinate ed alcune di esse, vedi la Z 4-2 estremamente pericolosa per la salute dell’uomo e per l’ecosistema. Le sostanze chimiche rilevate sono nella maggior parte dei casi, riconducibili all’attività di un azienda operante nel settore della colorazione dei tessuti. Il disastro ecologico che si può ipotizzare dalla ‘analisi dei dati, richiede ulteriori indagini anche sul territorio circostante e nelle falde acquifere;”

(pag. 31-32 della relazione)

“Impressionante è la quantità di [2-metossi-4-((4-metil-3-nitrofenil )diazenil) benzenammina] un colorante azoico riscontrato in quantità diverse nei reperti esaminati. Si tratta chiaramente di un composto utilizzabile dalla Marlane per le operazioni di colorazione dei tessuti. E’ impressionante la sua quantità percentuale relativa nel reperto Z 4-2 che ammonta a a 646 gr./Kg! Si tratta, in pratica di una superficie di terreno fondamentalmente costituita dal colorante in parola…”

– una ulteriore relazione emessa nell’ambito di quest’ultimo procedimento penale a firma del dott. Brancati destava, se possibile, ulteriori allarmi per gli abitanti di Praia a Mare dalla lettura dell’estratto che qui si riportano:

(pag. 22 delle note integrative alla relazione)

“Ma il sollevamento di polveri dal suolo superficiale non è allo stato impedito ed è quindi possibile che i cittadini (adulti e bambini), che abitano nelle aree residenziali di Tortora Marina e di Praia a Mare a ridosso dello stabilimento, siano esposti all’inalazione ed ingestione di polveri contaminate e quindi ad un rischio “non accettabile” secondo le definizioni precedenti. Del tutto immanente è invece il pericolo per la risorsa idrica sotterranea, che amplia di fatto l’area di rischio al di fuori del perimetro dello stabilimento.”

(pag. 23 delle note integrative alla relazione)

Solo un intervento specifico di rimozione dei contaminanti da quell’ambiente potrà mitigare, persino fino ad annullarla, l’entità di ogni accertato pericolo per la salute umana.”

marlane
Questo era quanto scriveva Praticò consigliere di minoranza nel 2010. Tutto questo veniva dimenticato qualche anno dopo, nella sua testimonianza resa al Tribunale di Paola in una delle udienze del processo Marzotto.

Da sindaco e teste sotto giuramento, Praticò, sindacalista in quella fabbrica per 35 anni, dimenticò tutto. Non aveva visto vapori venefici nella fabbrica, aveva visto operai con mascherine, aveva visto che tutto funzionava alla perfezione e che nessun operaio si lamentava di niente. Non sapeva dei tumori, non sapeva delle malattie.

Quella testimonianza si aggiunse alle tante false testimonianze che vennero prese per buone dal presidente Introcaso e che servirono per l’assoluzione del conte Marzotto e i suoi dipendenti. Restava comunque la costituzione di parte civile da parte del Comune di Praia che era stata adottata però dalla Giunta di Lomonaco.

Praticò di nuovo sindaco, cambiò il collegio di difesa e ne mise uno nuovo presentando ricorso in appello alla sentenza di assoluzione. Giocava su due tavoli. Da una parte fingeva di opporsi a Marzotto in favore dei cittadini, dall’altra contrattava con lo stesso Marzotto. Ed ecco il colpo di scena annunziato pochi giorni fa.

Il Comune esce di scena come parte civile nel prossimo processo di appello favorendo così una nuova assoluzione in appello per il Conte Marzotto ed in cambio Marzotto offre dei terreni della Marlane per speculazioni edilizie e commerciali.

La bonifica? Quella della caratterizzazione del 2007 voluta da Lomonaco e contestata inizialmente da Praticò, cioè tre piccole trincee. Tutto il resto del terreno potrà essere cementificato e non protetto. Si prospetta una grande speculazione edilizia con centri commerciali, alberghi, e darsena, vecchio progetto da 80 milioni di euro che una società si era offerta di finanziare in quell’area. Un imbroglio per la popolazione di Praia a Mare e di Tortora.

RITENIAMO GRAVE QUANTO SOTTOSCRITTO DAL COMUNE DI PRAIA A MARE ED INVITIAMO I CITTADINI, I POLITICI , I SINDACATI, LE PARROCCHIE A RIFLETTERE SU QUESTE SCELTE DISASTROSE PER LA CITTADINANZA TUTTA.

Per questi motivi:

– Non ci sarà una bonifica totale dei terreni contaminati attraverso una nuova caratterizzazione, ma solo una piccola bonifica molto formale, facendo restare i pericoli di contaminazione delle falde acquifere e l’immissioni nell’aria di inquinanti durante gli eventuali lavori di costruzione e rifacimento o abbattimento dei capannoni. La popolazione circostante durante i movimenti di terra verrà evacuata forse?

– Il Comune, e quindi i cittadini, rinunciando alla parte civile non otterranno nessun possibile risarcimento dai danni provocati dalla Marzotto in sede di contenzioso civile, uscendo definitivamente di scena. Il Comune di Cassano, per esempio, ha ottenuto solo due anni fa per i danni provocati dai sotterramenti di ferrite di zinco provenienti dalla Pertusola di Crotone due milioni di euro come risarcimento.

I terreni diventeranno oggetto di speculazione edile e commerciale che favoriranno solo e nuovamente Marzotto e un’eventuale società di costruzione senza alcun beneficio per i cittadini se non nuove cementificazioni.”

Redazione CN

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