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Trasporti: continua il taglio dei treni. Calabria sempre più isolata

in ambiente e trasporti

Risale a pochi giorni fa la nota del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che ha messo in allarme pendolari, sindacati e tecnici, secondo cui a partire da giugno, i treni non arriveranno più in Sicilia, sostituiti da aliscafi veloci e altre non specificate infrastrutture che, sempre a detta del ministero, abbasseranno il tempo di percorrenza a 20 minuti rispetto agli attuali 80. Un Piano di dismissione di RFI mal digerito dalla popolazione e dai sindacati che infatti per questa mattina hanno organizzato una manifestazione di protesta a Messina.

stretto_di_messinaNumeri contestati da diversi tecnici, che sottolineano inoltre come il passaggio esclusivamente pedonale per chi arriva in treno dalla Calabria, sarebbe complicato e inadeguato per chiunque viaggi con bagagli pesanti.

In realtà il tutto è ancora un’ipotesi, ma il MIT ha chiarito come nella scelta siano state già coinvolte la Regione Sicilia e la Regione Calabria, nonché il Comune di Messina. Anche se così fosse, sarebbero stati tenuti fuori i comuni di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, ed in ogni caso in diversi hanno fatto notare come il passaggio dello stretto non sia questione limitata solo a questi comuni, ma diversamente interessi migliaia di viaggiatori provenienti da tutta la Sicilia e della Calabria.

La nota del ministero rappresenta comunque la ciliegina sulla torta di una politica dei trasporti pubblici che negli anni ha isolato sempre più la Calabria e la Sicilia. Basti pensare che i treni a lunga percorrenza nella sola Sicilia passeranno dai 56 del 2005 ai 2 del prossimo giugno se il progetto ministeriale dovesse andare in porto.

“Le prospettive non sono rosee – spiega Nino Costantino, segretario regionale Filt-Cgil – l’alta velocità si è fermata a Salerno mentre in Calabria la ferrovia ionica, da Melito a Sibari, non è ancora elettrificata”. Secondo Costantino, la situazione attuale è da imputare in primis ai ritardi storici del processo di modernizzazione della rete ferroviaria calabrese, che è stato ulteriormente compromesso negli ultimi 10 anni: “Le risorse economiche a disposizione per il Trasporto pubblico locale (TPL) sono state tagliate di circa il 40% nel 2010 dal governo Berlusconi, ma mentre alcune regioni sono riuscite ad adeguarsi, la Calabria ha ulteriormente subito il colpo”.

Ad oggi la cifra annuale destinata al settore trasporti per la Regione Calabria ammonta a circa 240 milioni di euro, soldi che negli anni non sembrano aver sortito un effetto visibile nel sistema dei trasporti, evidentemente non sufficienti rispetto alle spese, se è vero che il costo dei trasporti pubblici (tanto su strada che su binario), è aumentato notevolmente, a discapito dei centinaia di pendolari che ogni giorno viaggiano per lavoro o studio nella nostra regione.

E proprio in merito all’aumento dei prezzi, “la Cgil – fa notare Costantino – ha chiesto che si trovino formule di agevolazione per studenti e per i ceti meno abbienti”.

Cosa fare quindi? La domanda è stata al centro di un incontro, svoltosi a Lamezia il 4 Febbraio, a cui ha partecipato proprio Nino Costantino per la Cgil, il neo assessore ai trasporti, Nino De Gaetano e Francesco Russo dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, esperto di mobilità e trasporti.
“Abbiamo proposto – spiega il segretario regionale Filt-Cgil – un piano per il rilancio del settore trasporti che si basa su 5 aree di intervento”.

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Il Porto di Gioia Tauro

Le prime due riguardano la razionalizzazione del sistema del TPL e di quello aeroportuale, attraverso la creazione di aziende uniche sia per i tre aeroporti calabresi, sia per il Trasporto pubblico locale, che ad oggi, anomalia tutta calabrese, conta 33 aziende diverse, di cui 28 private.

La terza area di intervento è quella del sistema portuale, ridando da una parte centralità al Porto di Gioia Tauro, attraverso il potenziamento del sistema ferroviario e di trasporto, ma anche al porto di Corigliano sfruttando la sua centralità nel mercato agroindustriale e puntando a rendere il centro della sibaritide nodo centrale del commercio con tutto il mediterraneo ed in particolare il Nord Africa.

La quarta area riguarda invece la richiesta della modernizzazione immediata della ss 106, con tempi che “non possono essere quelli che sta richiedendo la Salerno-Reggio Calabria”. La quinta area di intervento riguarda infine l’Area dello Stretto, strategica, secondo la Cgil, non solo per Reggio e Messina, ma per tutto il Mezzogiorno.
Costantino spiega come “sia gli esperti dell’Univerità che l’assessore De Gaetano hanno condiviso il progetto della Cgil, ora però bisognerà passare dalle parole ai fatti, cominciando dalle ristrutturazione entro un anno del settore del TPL”.

di Gianmario Foti

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