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Aeroporti, 29 arresti in tutta Italia per furti nei bagagli dei passeggeri – Le indagini per l’operazione “stive pulite” condotte dall’ufficio di polizia di frontiera aerea di Lamezia Terme hanno riguardato oltre cento episodi di furto, tentato furto e danneggiamento

LAMEZIA TERME – Giro di vite negli aeroporti italiani. E’ in corso da stamattina un’operazione della polizia di Stato che ha portato al fermo dei responsabili di decine di furti nei bagagli da stiva dei passeggeri. Il bilancio è di 29 arresti e 57 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini – condotte dall’ufficio di polizia di frontiera aerea di Lamezia Terme e durate oltre un anno – hanno riguardato oltre cento episodi di furto, tentato furto e danneggiamento. [ » ]

Ponte sullo Stretto di Messina, i tecnici mettono la parola fine sul progetto – Dopo le proteste degli ambientalisti, dal consiglio dei ministri nessuna proroga al decreto che, dal primo marzo, farà perdere efficacia giuridica ai contratti con il consorzio capitanato da Impregilo per l’opera voluta da Berlusconi. Resta l’incognita penali

Dopo la moral suasion degli ambientalisti, sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina sta calando il sipario. Il governo uscente ha infatti oggi detto che non ci sarà alcuna proroga al decreto che, dal primo marzo, farà perdere efficacia giuridica ai contratti stipulati per realizzare l’opera voluta da Silvio Berlusconi. Al Consiglio dei ministri, spiega una nota di Palazzo Chigi, è stata presentata la relazione di Corrado Passera, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti “sullo stato della trattativa [ » ]

Monti resuscita il Ponte sullo Stretto – Il premier si piega alle lobby dei costruttori ed evita di spendere 300 milioni di penale. Protestano comitati e associazioni ambientaliste: «Decisione pilatesca, il governo ci ripensi» – Dopo averlo archiviato con la legge di stabilità, il governo contraddice se stesso e proroga di due anni la definitiva messa in soffitta della grande opera: «Servono nuovi studi di fattibilità»

ROMA – Stop al Ponte sullo Stretto di Messina. Anzi no. Il governo fa una repentina marcia indietro sulla già annunciata messa in soffitta del progetto del ponte che dovrebbe collegare la Sicilia alla Calabria. L’addio all’opera pubblica era stato dato con l’accantonamento nella legge di stabilità di 300 milioni di euro per il pagamento della penale dovuta al Consorzio che avrebbe dovuto realizzarlo, ma nel consiglio dei ministri della scorsa notte il governo ci ha ripensato. Se davvero ci sarà, lo stop al Ponte non verrà dato prima di due anni, tempo necessario – spiega una nota di palazzo Chigi – per «verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità». [ » ]

Ponte sullo Stretto, il governo Monti lo mette in stand by per due anni – La decisione ieri al termine del Cdm “motivata dalla necessità di contenimento della spesa pubblica”

Si farà o non si farà? L’ex governo Berlusconi uno anno fa ancora prometteva che il ponte sullo stretto di Messina si sarebbe fatto eccome e fino all’estate scorsa c’era chi come Pietro Ciucci, amministratore unico Anas e commissario straordinario per il Ponte continuava a prendere impegni con le aziende. Il 30 settembre però il ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva assicurato che l’opera non si sarebbe più fatta. Il Cdm ieri però ha deciso che ha deciso di ”prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo [ » ]

Rete No Ponte: “Si taglia tutto ma non il ponte”

VILLA SAN GIOVANNI (RC) – Il Ponte è vivo e continua a sperperare i soldi degli italiani! Nonostante le dichiarazioni di diversi esponenti del governo, a cominciare dal ministro competente Passera, che hanno affermato come il progetto Ponte non sia prioritario e non rientri nei programmi dell’esecutivo, nonostante i tagli da macelleria sociale e la spending review che sta mettendo sul piede di guerra diversi enti locali, la Stretto di Messina continua come se nulla fosse a riprogettare i siti di discarica e predisporre la relativa procedura di VIA. [ » ]

La Salerno-Reggio è una truffa all’Ue: restituiti 400 milioni

Frodi, mafia e conflitti di interessi. Quasi quattrocento milioni in fondi strutturali spesi in Calabria tra il 1994 e il 2006 sono stati restituiti l’anno scorso dallo Stato all’erario comunitario. L’agenzia antifrode comunitaria li ha riportati a Bruxelles nel 2011 ma riguardano investimenti fatti tra il 1994 e il 2006. In concreto i fondi servivano per il completamento della autostrada Salerno-Reggio Calabria. Si tratta del più grande recupero mai realizzato dall’Olaf, l’Agenzia antifrode della Ue, in collaborazione con le autorità inquirenti italiane, tra cui la Direzione nazionale antimafia. [ » ]

Per la Salerno-Reggio frodi per 382 mln di euro – Finiti in appalti irregolari: con questa cifra la Salerno-Reggio Calabria diventa protagonista del più ingente recupero di fondi strutturali nella storia della lotta europea alla corruzione

Quasi 382 milioni euro, per l’esattezza 381,9, finiti in appalti irregolari: con questa cifra la Salerno-Reggio Calabria diventa protagonista del più ingente recupero di fondi strutturali nella storia della lotta europea alla corruzione. A certificare il primato è il Rapporto 2011 dell’Olaf, l’Agenzia anti-frode comunitaria, presentato oggi a Bruxelles. Il 2011 si iscrive così negli annali come un anno record per i recuperi (con un totale di 691,4 milioni di euro, di cui oltre la metà provenienti dall’Italia) e lo diventa proprio grazie alle irregolarità legate alla tratta calabrese della A3. [ » ]

Salerno-Reggio: l’autostrada del pizzo alla mafia

“Io non è che sono venuto da voi per mille euro,che io gli piscio, ma per la scostumatezza che avete avuto. Perché venite da fuori e avete fatto lavori a casa mia”. Autostrada Salerno-Reggio Calabria, 433 chilometri di ‘ndrangheta. “Il corpo di reato più lungo del mondo”, dove la mafia più potente, chiede il pizzo, impone ditte per i subappalti, stabilisce buone relazioni con i colossi delle costruzioni italiane, mantiene l’ordine quando si può, e quando gli accordi non vengono rispettati l’ordine lo sovverte a suon di bombe nei cantieri e minacce. [ » ]