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“Medical market”: neonato lasciato morire per truffare le assicurazioni

in politica e cronaca

CORIGLIANO CALABRO – Sono arrivati a lasciar morire un neonato, dopo aver simulato un incidente stradale, per intascare il risarcimento del danno dall’assicurazione. In sette sono stati arrestati questa mattina dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Medical market“.

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L’ospedale di Corigliano Calabro

E l’infanticidio è solo uno dei numerosi crimini compiuti da una vera e propria organizzazione criminale che aveva come base operativa l’ospedale di Corigliano Calabro. Qui alcuni medici rilasciavano certificazioni mediche false al fine di ingannare i medici legali delle compagnie assicurative per ottenere rimborsi e indennità. Nel complesso si stima un danno economico di circa 2 milioni di euro.

Le persone coinvolte nell’indagine sono 144. Tra gli arrestati, oltre ai medici, c’è anche un’avvocatessa accusata di aver prodotto, con la complicità del personale sanitario, falsa documentazione attestante patologie inesistenti e incidenti mai avvenuti.

L’inchiesta, diretta dal procuratore Franco Giacomantonio della procura della repubblica di Castrovillari, è stata articolata su due filoni d’inchiesta: uno riguardante falsi invalidi, che vede coinvolti 45 indagati accusati di truffa ai danni dell’Inps in quanto indebiti beneficiari di pensioni di indennità civile e di accompagnamento.

L’altro filone d’inchiesta ha riguardato le truffe ai danni delle assicurazioni. Queste erano attuate attestando con documentazione falsa degli incidenti mai verificatisi, a cui seguivano ricoveri in ospedale altrettanto fittizi, ma certificati grazie alla complicità del personale sanitario compiacente.

I capi di imputazione sono dunque omicidio, falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato. Dietro pagamento di una tangente le persone ottenevano certificazione medica attestante patologie invalidanti senza essere stati sottoposti alle dovute visite mediche.

Il radiologo al fine di rendere ancor più credibile la truffa attribuiva a persone sane che ricevevano l’indennità radiografie di pazienti realmente affetti da patologie. Attraverso queste indagini gli investigatori hanno accertato il premeditato omicidio di un neonato.

A una donna incinta è stato fatto risultare un incidente mai avvenuto. La stessa donna, con la fattiva partecipazione del personale medico, è stata indotta a parto prematuro. Il bambino è nato vivo, ma è stato deliberatamente privato di ogni cura necessaria alla sopravvivenza. Una tale mostruosità al solo fine di ottenere il rimborso assicurativo.

Nel frattempo, il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha disposto un’indagine interna al fine di verificare eventuali responsabilità. Tale verifica è stata avviata anche con l’obiettivo di supportare le attività investigative della magistratura e degli organi inquirenti.

di Vincenzo Costabile

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