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“Ulivo 99”, operazione dei Carabinieri contro il traffico di droga nel reggino

in politica e cronaca

REGGIO CALABRIA – Sette fermi, 15 perquisizioni e 12 indagati complessivi. Stamattina i Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Gruppo di Locri, supportati da diverse unità speciali dell’Arma, hanno eseguito un provvedimento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria in diversi comuni del reggino (Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, Caulonia Marina e Placanica) e del nord Italia (Vigevano, Torino e Cesena). “Associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti” è il reato contestato nel provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 7 soggetti, a cui sono seguite 15 perquisizioni locali presso fabbricati e terreni riconducibili agli indagati.

L’operazione, denominata “Ulivo 99” scaturisce dalle dichiarazioni rese formalmente nel 2012 da un collaboratore di giustizia, che hanno portato all’acquisizione di diversi elementi probatori sull’esistenza di un sodalizio criminale, operante a livello internazionale, dedito al traffico di sostanze stupefacenti, lungo l’asse Bolivia – Romania – Santhià (VC) e Gioiosa Jonica.

Questi i nomi dei fermati: Jerinò Giuseppe, principale finanziatore e vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Gioiosa Jonica con storiche ramificazioni in Italia e all’estero, Scuteri Angelo, organizzatore materiale dell’acquisto, introduzione e trasporto dello stupefacente, Tripodi Demetrio, Ameduri Rocco, Vallelonga Marino, Bellucci Pietro e Di Giorgio Antonio, attivi collaboratori del traffico, oltre ad altri cinque soggetti indagati a piede libero, tra i quali anche alcuni imprenditori nel campo del commercio di legnami.

Le investigazioni avevano già portato al sequestro di due ingenti quantitativi di cocaina per un totale complessivo di 400 kg: il primo nel 2012 nel porto di Caacupemì (Paraguay) e il secondo, effettuato il 17 aprile scorso, presso il porto di Rotterdam (Olanda).

La droga veniva trasportata nei container dei mercantili, dove era nascosta all’interno di assi di parquet o in piccoli spazi all’interno di profilati metallici. Grazie anche alla collaborazione dell’ Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode e della Direzione Centrale Servizi Antidroga, la DDA ha così aggiunto un ulteriore tassello alla lotta al crimine organizzato su scala internazionale.

di Gianluigi Catalano

 

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