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Venerdì sit in dei portuali a Gioia: “Renzi non mantiene gli impegni”

in economia e lavoro

GIOIA TAURO – “Renzi non mantiene gli impegni e abbandona la Calabria”. Continua così la protesta dei lavoratori del porto di Gioia Tauro contro la politica economica del Governo, che si ritroveranno venerdì 7 novembre alle 9 al sit-in organizzato dalla Cgil locale.

porto_gioiaSono quattro anni ormai infatti che gli operai della Medcenter Container Terminal sono in cassa integrazione, nonostante i proclami e le promesse da parte della società e dei vari politici di turno, dalla riorganizzazione aziendale al rilancio dell’area portuale con la creazione di una “Zona economica speciale”.

Ma ancora oggi è l’incertezza a farla da padrona e, anche dopo gli elogi ricevuti per la professionalità, in seguito all’operazione di disarmo di una nave proveniente dalla Siria avvenuta qualche mese fa nello scalo gioiese, i lavoratori precari, cassintegrati e in mobilità dovranno scendere in piazza per chiedere stabilizzazione e investimenti nell’area del porto e del retroporto, contro il Job Acts e l’eliminazione dell’articolo 18.

“Non comprendiamo la politica di abbandono e non possiamo che giudicare tale decisione come un’altra strategia del presidente Renzi per svuotare le famiglie calabresi di certezze economiche e sociali” afferma la Cgil, lamentando una politica negligente e demolitrice, senza prospettive di sviluppo per i portuali e le loro famiglie, che dal Governo avrebbero ricevuto fin’ora solo inganni e false promesse.

E a interessarsi della questione intervene, ancora una volta, anche la Confindustia di Reggio Calabria, che si rivolge direttamente alla classe dirigente regionale in vista delle prossime elezioni.

andrea cuzzocrea

Andrea Cuzzocrea, presidente Confindustria Reggio Calabria

“La campagna elettorale va avanti senza che nessuno abbia né visitato, né proposto alcunché sul grande terminal tirrenico”, sottolinea l’associazione degli industriali e tramite il suo presidente, Andrea Cuzzocrea, vuole evidenziare le contraddizioni di una politica che da un lato continuerebbe ad affermare il ruolo fondamentale che il porto di Gioia Tauro avrebbe per la crescita della Calabria, ma di contro, non conoscerebbe i reali problemi che affliggono l’infrastruttura.

Da qui la preoccupazione di Cuzzocrea, che considera di fondamentale importanza la promozione degli investimenti sul porto che giudica “con ogni probabilità gli unici in grado di garantire una svolta immediata e fondata sull’economia reale per il nostro territorio”.

E per questo si dice aperto e disponibile nei confronti di tutti i candidati alla Regione per collaborare affinchè Gioia Tauro diventi il “capoluogo economico della Calabria”. A questo proposito e d’accordo con l’amministratore delegato di Medcenter, Domenico Bagalà, indica la costituzione della “Zona economica speciale” come strada da seguire per risolvere i problemi, prendendo ad esempio il caso di Tangeri dove sono nate 350 nuove imprese in pochi anni. Ma, auspicando la convergenza di tutte le parti interessate, politici e imprenditori conclude: “se la burocrazia continuerà a paralizzare anche i pochi ma concreti segnali arrivati dal mondo politico-istituzionale, le conseguenze saranno drammatiche”.

di Gianluigi Catalano

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