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Vivibilità urbana: città calabresi maglie nere per Legambiente

in ambiente e trasporti

Siamo alle solite. Quando si tratta di classifiche nazionali, la Calabria è sempre agli ultimi posti. Stavolta è Legambiente a dirlo, presentando ieri a Torino la 21° edizione di Ecosistema Urbano, in collaborazione col Sole 24ore e Ambiente Italia.

Si tratta del rapporto annuale sulla vivibilità dei 104 capoluoghi di provincia italiani, che è andato ad osservare a che punto siano le politiche ambientali messe in campo per migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua, la raccolta differenziata, la diffusione di energie rinnovabili e il trasporto pubblico e contrastare la produzione di rifiuti, gli spostamenti in auto e moto e i consumi elettrici.

Crotone è il fanalino di coda dei capoluoghi calabresi, piazzandosi al 102° posto della classifica, poi Catanzaro 100°, Reggio Calabria 99°, Vibo Valentia 97° e Cosenza 90°, ma quest’ultima, insieme a Caserta e Agrigento, “ha inviato informazioni inferiori al 50% del totale dei punti assetabili”. Parecchi i dati “non disponibili” delle nostre città, tra i 18 diversi indicatori utilizzati per la ricerca, ma a vedere quelli inviati c’è da allarmarsi.

A Crotone, ad esempio, “sono appena 3 i viaggi l’anno effettuati dagli abitanti sull’autobus, 0,02 i metri quadrati di superficie pedonale a disposizione di ogni residente, il 16,6% i rifiuti raccolti in modo differenziato”. O ancora a Cosenza è sconfortante il dato sulla dispersione dell’acqua, con un 77% che è il peggiore d’Italia, ma anche a Catanzaro e Vibo Valentia si supera il 50% .

Di contro, le prime cinque città in graduatoria sono risultate Vebania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone, dove si registrano buoni risultati un po’ su tutti i fronti e ciascuna con le proprie eccellenze, ma, come dichiara il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, si tratta di “pochi segnali positivi in una situazione bloccata”, evidenziando la necessità di porsi degli obiettivi di trasformazione chiari e ambiziosi e di ampliare le vedute nel lunghissimo periodo.

“Serve un piano nazionale che assegni alle città un posto di primo piano nell’agenda politica” per ripensare “il modo di usare e vivere le città”, come hanno fatto e continuano a fare molte città europee come Barcellona, Londra, Copenaghen o Amburgo, ma, prosegue, “purtroppo, il decreto SbloccaItalia rappresenta solo l’ennesima occasione persa”.

Nei processi di miglioramento della qualità del territorio emerge insomma un quadro generale altalenante tra lentezza, nei casi migliori, e staticità, al sud Italia in generale e come sempre, e in Calabria in particolare, nonostante sia la prima regione europea in quanto a patrimonio culturale, come ha rilevato una ricerca del Censis di pochi giorni fa.

Da segnalare infine anche alcune “buone pratiche” premiate dall’Ecosistema Urbano, come il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti di Andria che ha superato l’obiettivo di legge del 65% e i risultati ottenuti dall’associazione Vo.di.Sca (Voci di Scampia), attiva nella riqualificazione di spazi sociali e fisici del noto quartiere napoletano.

di Gianluigi Catalano

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